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giovedì 6 agosto 2026

Un aforisma al giorno - La funzione delle fiabe.



Le fiabe, quindi, non sono responsabili di suscitare nei bambini la paura, né alcuna delle sue forme; le fiabe non trasmettono al bambino l’idea del male o del brutto; ciò è già presente nel bambino, perché è già presente nel mondo. Le fiabe non danno al bambino la sua prima idea di “spauracchio”. Ciò che le fiabe danno al bambino è la sua prima chiara idea della possibile sconfitta dello spauracchio. Il bambino conosce intimamente il drago fin da
quando ha sviluppato l’immaginazione. Ciò che la fiaba gli offre è un San Giorgio che uccida il drago.

Ecco esattamente ciò che fa la fiaba: lo abitua, attraverso una serie di immagini chiare, all’idea che questi terrori illimitati abbiano un limite, che questi nemici informi abbiano dei nemici nei cavalieri di Dio, che nell’universo esista qualcosa di più mistico dell’oscurità e più forte della paura più intensa.

Gilbert Keith Chesterton, Tremendous Trifles.


domenica 26 aprile 2026

il 23 aprile è stata la festa di San Giorgio, patrono d'Inghilterra, e Chesterton scrisse una simpatica poesia in suo onore...

San Giorgio,
Carlo Crivelli, Polittico
del 1472.



St George he was for England, 
And before he killed the dragon
He drank a pint of English ale
Out of an English flagon.
For though he fast right readily
In hair-shirt or in mail,
It isn't safe to give him cakes
Unless you give him ale.

St George he was for England,
And right gallantly set free
The lady left for dragon's meat
And tied up to a tree;
But since he stood for England
And knew what England means,
Unless you give him bacon
You mustn't give him beans.

St George he is for England,
And shall wear the shield he wore
When we go out in armour
With battle-cross before.
But though he is jolly company
And very pleased to dine,
It isn't safe to give him nuts
Unless you give him wine.

_____________

nostra traduzione in prosa ©:

San Giorgio stava dalla parte dell'Inghilterra,
E prima di uccidere il drago
Bevve una pinta di birra inglese
Da una brocca inglese.
Perché sebbene digiuni volentieri
In cilicio o in cotta di maglia,
Non è sicuro offrirgli dolci
A meno che non gli si offra della birra.

San Giorgio stava dalla parte dell'Inghilterra,
E con grande galanteria liberò
La damigella destinata a diventare cibo del drago
E legata a un albero;
Ma poiché si batteva per l'Inghilterra
E sapeva cosa significasse l'Inghilterra,
A meno che non gli si dia del bacon
Non bisogna dargli fagioli.

San Giorgio sta per l'Inghilterra,
E indosserà lo scudo che portava
Quando usciamo in armatura
Con la croce da battaglia davanti.
Ma sebbene sia di allegra compagnia
E molto lieto di cenare,
Non è sicuro dargli noci
A meno che non gli si dia del vino.

giovedì 29 maggio 2025

29 maggio 1874, noi torniamo sempre lì -- Auguri, Gilbert!!!

Chesterton diciassettenne e la famosa
torre dell'acquedotto di Campden Hill,
nominata nel famoso incipit dell'Autobiografia.



Chinandomi con cieca credulità, come è mia abitudine, di fronte alla mera autorità e alla tradizione degli anziani, ingoiando superstiziosamente una storia che non potevo verificare all'epoca mediante esperienza o giudizio privato, sono d'opinione fermissima di essere nato il 29 maggio 1874 a Campden Hill, a Kensington, e d'essere stato battezzato secondo le formule della Chiesa d'Inghilterra nella chiesetta di San Giorgio, di fronte alla grande torre dell'acquedotto che dominava quel crinale. Non attribuisco alcun significato alla relazione tra i due edifici e nego sdegnosamente che la chiesa sia stata scelta perché era necessaria l'intera forza idrica della parte occidentale di Londra per trasformarmi in un cristiano.

Ciononostante, la grande Torre dell'Acquedotto era destinata a svolgere il suo ruolo nella mia vita, come racconterò in una pagina successiva; ma questa storia è legata alle mie esperienze, mentre la mia nascita (come ho detto) è un episodio che accetto, come un povero contadino ignorante, solo perché mi è stato tramandato per tradizione orale. Prima di passare a parlare delle mie esperienze personali, sarà bene dedicare questo breve capitolo ad alcuni altri fatti della mia famiglia e del mio ambiente, che tengo in piedi in modo altrettanto precario sulla base di semplici dicerie. Naturalmente, quelle che molti chiamano prove per sentito dire, o che io chiamo testimonianze umane, potrebbero essere messe in discussione in teoria, come nella controversia baconiana o in buona parte della Critica Superiore biblica. La storia della mia nascita potrebbe essere falsa. Potrei essere l'erede a lungo perduto del Sacro Romano Impero, o un neonato abbandonato da alcuni furfanti di Limehouse sulla soglia di una porta di Kensington, per sviluppare in seguito un'orribile eredità criminale. Alcuni dei metodi scettici applicati all'origine del mondo potrebbero essere applicati alla mia origine e un ricercatore serio e scrupoloso potrebbe giungere alla conclusione che non sono mai nato. Ma preferisco credere che il senso comune sia qualcosa che i miei lettori e io abbiamo in comune e che siano disposti a sopportare un noioso riassunto dei fatti.

Gilbert Keith Chesterton, Autobiografia  
(traduzione di Marco Sermarini).


Bowing down in blind credulity, as is my custom, before mere authority and the tradition of the elders, superstitiously swallowing a story I could not test at the time by experiment or private judgment, I am firmly of opinion that I was born on the 29th of May, 1874, on Campden Hill, Kensington; and baptised according to the formularies of the Church of England in the little church of St. George opposite the large Waterworks Tower that dominated that ridge. I do not allege any significance in the relation of the two buildings; and I indignantly deny that the church was chosen because it needed the whole water-power of West London to turn me into a Christian.

Nevertheless, the great Waterworks Tower was destined to play its part in my life, as I shall narrate on a subsequent page; but that story is connected with my own experiences, whereas my birth (as I have said) is an incident which I accept, like some poor ignorant peasant, only because it has been handed down to me by oral tradition. And before we come to any of my own experiences, it will be well to devote this brief chapter to a few of the other facts of my family and environment which I hold equally precariously on mere hearsay evidence. Of course what many call hearsay evidence, or what I call human evidence, might be questioned in theory, as in the Baconian controversy or a good deal of the Higher Criticism. The story of my birth might be untrue. I might be the long-lost heir of The Holy Roman Empire, or an infant left by ruffians from Limehouse on a door-step in Kensington, to develop in later life a hideous criminal heredity. Some of the sceptical methods applied to the world's origin might be applied to my origin, and a grave and earnest enquirer come to the conclusion that I was never born at all. But I prefer to believe that common sense is something that my readers and I have in common; and that they will have patience with a dull summary of the facts.

Gilbert Keith Chesterton, Autobiography.

sabato 26 aprile 2025

Dall'Osservatore della Domenica del 16 aprile 1967 - San Giorgio, di G. K. Chesterton.

Grazie alla segnalazione del nostro Angelo Bottone, abbiamo la possibilità di mostrarvi una pagina dell'edizione del 16 aprile 1967 dell'Osservatore della Domenica, l'edizione domenicale dell'Osservatore Romano, sempre ricca di contenuti culturalmente rilevanti.

L'occasione era la ormai prossima memoria del santo patrono dell'Inghilterra (23 aprile -- era prossima anche per noi alcuni giorni fa, ma lo sapete qual è il motto della nostra società... "se una cosa vale la pena di farla...", il seguito ai migliori conoscitori della filosofia e delle opere del Nostro Eroe).

Per cercare altre cose simili è sufficiente collegarsi al sito dell'Osservatore Romano, cercare nella barra gialla "Archivi" e selezionare "Osservatore della Domenica" (nel collegamento che vi offriamo qui c'è già selezionata la pagina dell'archivio dell'Osservatore della Domenica) e poi con pazienza sfogliare anno per anno e numero per numero. C'è dell'altro su Chesterton, con piacevole pazienza.

Quella che vedete è una foto che ho fatto animalescamente dal sito, non leggibile, ma selezionando anno e numero lo potrete vedere scorrendolo come un comune pdf (è archiviato in questo formato).

Marco Sermarini





venerdì 13 settembre 2024

Un aforisma al giorno - L'incipit dell'Autobiografia nella traduzione di mons. Alberto Castelli (Edizioni IPL).

Piegandomi con cieca. credulità, come son solito fare, alla mera autorità e alla tradizione dei miei maggiori, ingoiando superstiziosamente una storia che non mi fu possibile controllare a suo tempo con l'esperienza personale, io sono d'opinione fermissima d'essere nato il 29 maggio 1874, a Campden Hill, Kensington, e d'esser stato battezzato, secondo le formule della Chiesa d'Inghilterra, nella chiesetta di San Giorgio, situata di fronte alla grande torre serbatoio che domina quella posizione elevata.

Non pretendo che vi sia alcun significato particolare, nella relazione in cui si trovano le due costruzioni e mi rifiuto sdegnosamente di credere che tale chiesa fu scelta perché ci voleva tutta la potenza idrica della parte occidentale di Londra per farmi diventar cristiano. Tuttavia la grande torre serbatoio era destinata ad aver la sua parte nella mia vita, come racconterò piú innanzi. Ma quel racconto è nel repertorio delle mie esperienze personali, mentre la mia nascita (come ho detto) è un incidente che accetto, come un povero contadino ignorante, unicamente perché mi è stato trasmesso dalla tradizione orale.

Gilbert Keith Chesterton, Autobiografia.



Questa è la placca affissa
su 32, Sheffield Terrace,
dove nacque il piccolo Gilbert.

Questa è la famosa torre
dell'acquedotto,
oggi non più esistente.

Questa è 32, Sheffield Terrace,
dove nacque il bimbo Gilbert.

Questa è la chiesa anglicana di 
San Giorgio a Campden Hill (interno).

Questa è la medesima chiesa (esterno).
Le personcine sono tutti giovani chestertoniani
italiani, cioè noi.
La foto è dell'Aprile 2018.












mercoledì 5 giugno 2024

Un aforisma al giorno - San Giorgio e la vera paura...

Ho pochi dubbi sul fatto che San Giorgio, una volta ucciso il drago, avesse una gran paura della principessa.

Gilbert Keith Chesterton, L'età vittoriana in letteratura.

Antonio Cicognara, San Giorgio e il drago.


martedì 5 settembre 2023

Un aforisma al giorno - Amare & combattere, non amare o combattere.

 In ogni romanzo autentico ci sono tre personaggi vivi e commoventi. Per amor di logica si possono chiamare San Giorgio e il Drago e la Principessa. In ogni storia d'amore ci devono essere gli elementi gemelli dell'amore e della lotta. In ogni romanzo ci devono essere i tre personaggi: ci deve essere la Principessa, che è una cosa da amare; ci deve essere il Drago, che è una cosa da combattere; e ci deve essere San Giorgio, che è una cosa che ama e combatte allo stesso tempo. Ci sono molti sintomi di cinismo e decadenza nella nostra civiltà moderna. Ma tra tutti i segni della debolezza moderna, della mancanza di comprensione della morale così come deve essere, non ce n'è stato nessuno così sciocco o pericoloso come questo: che i filosofi di oggi hanno iniziato a dividere l'amore dalla lotta e a metterli in campi opposti. Non c'è segno peggiore che si possa trovare un uomo, persino Nietzsche, che dica che dovremmo combattere invece di amare. Non c'è segno peggiore che trovare un uomo, persino Tolstoi, che ci dica che dovremmo amare invece di combattere. Le due cose si implicano a vicenda; si implicano a vicenda nel vecchio romanticismo e nella vecchia religione, che erano le due cose stabili dell'umanità. Non si può amare una cosa senza voler combattere per essa. Non si può combattere senza qualcosa per cui combattere.

Gilbert Keith Chesterton, Appreciations and Criticisms of the Works of Charles Dickens (Prefazione a Nicholas Nickleby).


Paolo Uccello, San Giorgio e il drago (1460),
National Gallery, Londra.


martedì 20 giugno 2023

Un aforisma al giorno bello, classico ed in versione integrale.


In ogni romanzo puro ci sono tre personaggi vivi e commoventi. Per amor di discussione possono essere chiamati San Giorgio e il Drago e la Principessa. In ogni storia d'amore ci devono essere gli elementi gemelli dell'amore e della lotta. In ogni romanzo ci devono essere i tre personaggi: ci deve essere la Principessa, che è una cosa da amare; ci deve essere il Drago, che è una cosa da combattere; e ci deve essere San Giorgio, che è una cosa che ama e combatte allo stesso tempo. Ci sono molti sintomi di cinismo e decadenza nella nostra civiltà moderna. Ma tra tutti i segni della debolezza moderna, della mancanza di comprensione della morale così come deve essere, non ce n'è stato nessuno così sciocco o pericoloso come questo: che i filosofi di oggi hanno iniziato a dividere l'amore dal combattimento e a metterli in campi opposti. Non c'è segno peggiore che si possa trovare un uomo, persino Nietzsche, che dica che dovremmo combattere invece di amare. Non c'è segno peggiore che un uomo, persino Tolstoi, ci dica che dovremmo amare invece di combattere. Le due cose si implicano a vicenda; si implicano a vicenda nel vecchio romanticismo e nella vecchia religione, che erano le due cose permanenti dell'umanità. Non si può amare una cosa senza voler combattere per essa. Non si può combattere senza qualcosa per cui combattere.

Gilbert Keith Chesterton, Prefazione a Nicholas Nickleby

domenica 23 aprile 2023

L'Inglese, di G. K. Chesterton.

The Englishman, by G. K. Chesterton


St George he was for England,

And before he killed the dragon

He drank a pint of English ale

Out of an English flagon.

For though he fast right readily

In hair-shirt or in mail,

It isn't safe to give him cakes

Unless you give him ale.


St George he was for England,

And right gallantly set free

The lady left for dragon's meat

And tied up to a tree;

But since he stood for England

And knew what England means,

Unless you give him bacon

You mustn't give him beans.


St George he is for England,

And shall wear the shield he wore

When we go out in armour

With battle-cross before.

But though he is jolly company

And very pleased to dine,

It isn't safe to give him nuts

Unless you give him wine.




(Rustica traduzione: L'inglese, di G. K. Chesterton


San Giorgio era per l'Inghilterra,

e prima di uccidere il drago

Bevve una pinta di birra inglese

da un boccale inglese.

Perché anche se digiunava prontamente

in cilicio o in cotta,

non è prudente dargli dolci

a meno che non gli si dia della birra.


San Giorgio era per l'Inghilterra,

e ha liberato valorosamente

La dama lasciata in pasto ai draghi

e legata a un albero;

Ma poiché era per l'Inghilterra

e sapeva cosa significa Inghilterra,

Se non gli dai il bacon

Non devi dargli i fagioli.


San Giorgio è per l'Inghilterra,

e indosserà il suo scudo

Quando usciremo in armatura

con la croce di battaglia davanti.

Ma anche se è di allegra compagnia

e molto contento di cenare,

non è sicuro dargli le noci

a meno che non gli si dia del vino).

San Giorgio e il drago. Se i bambini hanno Chesterton a difenderli | Mammaoca dal suo blog.

San Giorgio e il Drago. Se abbiamo lui a difenderci e insieme a lui la schiera di cavalieri, tra cui spicca il nostro preferito, Gilbert Keith Chesterton, di cosa possiamo temere? Anche i bambini si possono affidare alla sua lettura e difesa in The Red Angel.

Il 23 aprile si festeggia san Giorgio che, nell’immaginario popolare di secoli e secoli è colui che per eccellenza combatte il Drago, il Male. Delle leggende su san Giorgio che, come tutte le leggende che si rispettino, sono sorrette e confermate da fatti e incontri realmente avvenuti, ho già ampiamente scritto in altri post, di cui vi scrivo i link in fondo a questa pagina.
Ma per i dieci giorni che ci portano al 23 aprile voglio condurvi nel mondo della fantasia per incontrarvi o scontrarvi (?) con i Draghi. La domanda che ci farà compagnia, e su cui concluderemo il ragionamento, è una sola:

Il resto qui:

https://mammaoca.com/2021/04/12/san-giorgio-e-il-drago-se-i-bambini-hanno-chesterton-a-difenderli/


lunedì 27 marzo 2023

Un aforisma al giorno.

Non ho dubbi che San Giorgio, una volta ucciso il drago, avesse una gran paura della principessa.

Gilbert Keith Chesterton, L'età vittoriana nella letteratura.


domenica 15 maggio 2022

Un aforisma al giorno.

Non ho dubbi che San Giorgio, una volta ucciso il drago, avesse una gran paura della principessa.

Gilbert Keith Chesterton, L'età vittoriana nella letteratura.



martedì 10 marzo 2020

Un aforisma al giorno (è come suona veramente la frase dei draghi 🐉 e delle favole).



Le fiabe, (...), non sono responsabili di produrre nei bambini la paura, o una qualsiasi delle sembianze della paura; le fiabe non danno al bambino l'idea del male o del brutto; che è già nel bambino, perché essa è già nel mondo. Le favole non danno al bambino la sua prima idea di spauracchio. Ciò che le fiabe danno al bambino è la sua prima idea chiara della possibile sconfitta dello spauracchio. Il bambino conosce il drago intimamente da quando ha un'immaginazione. Ciò che la favola gli fornisce è un San Giorgio per uccidere il drago.

Esattamente ciò che la fiaba fa è questo: lo abitua attraverso una serie di immagini chiare all'idea che questi terrori senza limiti avevano un limite, che questi nemici informi hanno nemici nei cavalieri di Dio, che c'è qualcosa nell'universo più mistico dell'oscurità, e più forte della forte paura.

Gilbert Keith Chesterton, Tremendous Trifles.

Traduzione di Marco Sermarini che dice:

La frase è più nota nella sua versione breve e concisa che ne ha fatto Neil Gaiman all'inizio del suo romanzo Coraline. Ma questa versione è l'originale e - permettete - è bellissima.

venerdì 26 giugno 2015

Un aforisma al giorno

Non sono le fiabe a dare al bambino la sua prima idea di orco. Ciò che le fiabe gli danno è la prima idea chiara della possibile sconfitta dell'orco. Il bimbo ha conosciuto intimamente il drago da quando possiede l'immaginazione. Ciò che la fiaba gli offre è un san Giorgio che uccida il drago.

Gilbert Keith Chesterton, La Nonna del drago ed altre serissime storie