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giovedì 3 dicembre 2009

Rassegna stampa del 03 Dicembre 2009


03 Dicembre 2009 - Repubblica
Ru486
L'Aifa sfida il governo 169 KB

03 Dicembre 2009 - CorrieredellaSera
Ru486
L'Aifa va avanti 128 KB

03 Dicembre 2009 - CorrieredellaSera
Ru486
Come usarla lo deve decidere il governo 57 KB

03 Dicembre 2009 - CorrieredellaSera
Aborto
Muore dopo l'aborto fai da te 182 KB

03 Dicembre 2009 - Repubblica
Cellule Staminali
Usa via libera alla ricerca sulle embrionali 85 KB

mercoledì 2 dicembre 2009

La custode di mia sorella...

Qualcuno ha visto questo film?
E' di una certa attualità.

Custode di mia sorella: Anna ha una sorella malata, Kate. La ragazzina crede che i suoi genitori l'abbiano fatta nascere per essere donatrice della sorella Kate, colpita dalla leucemia. Anna si sacrifica donando sangue, midollo e cellule staminali, ma quando le viene richiesto un rene decide di fare causa ai genitori.

“Ci sono film (che ti prendono alla gola e non ti mollano più, neanche quanto torni alla luce del sole. Film capaci di puntare dritto al cuore con temi che vanno al nocciolo delle grandi questioni umane: la vita e la morte. Uno di questi è La custode di mia sorella di Niclk Cassavetes, dramma morale tratto dal best seller di Jodi Picoult ispirato a 'una storia vera che molto ha fatto discutere. […] Lacrime e risate si mescolano in scene di vita quotidiana dove si può sorridere e innamorarsi anche durante una chemioterapia. Cassavetes non disdegna qualche colpo basso all'emotività dello spettatore e qualche cliché (come quello del malato terminale che vuole andare al mare), ma rimane abilmente in equilibrio tra le motivazioni e i sentimenti dei personaggi in gioco conducendo lo spettatore verso un finale doloroso e sereno al tempo stesso”


(Alessandra De Luca - Avvenire)

venerdì 30 ottobre 2009

Rassegna stampa

30 Ottobre 2009 - Repubblica
Cellule Staminali
Ovuli e sperma dalle staminali 141 KB

30 Ottobre 2009 - CorrieredellaSera
Cellule Staminali
Nascite senza genitori 187 KB

30 Ottobre 2009 - Repubblica
Cellule Staminali
Sgreccia: moralmente inaccettabile 77 KB

30 Ottobre 2009 - Stampa
Cellule Staminali
Flamigni: passo fondamentale per battere la sterilità 87 KB

30 Ottobre 2009 - Avvenire
Cellule Staminali
DallaPiccola: altra deriva verso la vita artificiale 104 KB

30 Ottobre 2009 - Stampa
Fine Vita
Genova, registro per il testamento biologico 77 KB

giovedì 29 ottobre 2009

Figli senza padre e madre - Sperma e ovuli dalle staminali

Da Repubblica - Dai, continuiamo a farci del male! E qualcuno dirà che questo è vero progresso e andrà in qualche intelligente trasmissione televisiva dove si diranno queste cose con la stessa stupida leggerezza con cui diciamo che è sempre troppo freddo o troppo caldo o che non ci sono più le mezze stagioni...

La ricerca della Stanford University pubblicata da Nature
Una scoperta importante per i trattamenti contro la sterilità

ROMA - Far nascere dei bambini senza una madre e un padre biologici? Potrebbe essere possibile grazie ai risultati di una ricerca sulle cellule staminali effettuata da scienziati della Stanford University, in California. Ne parla il Daily Mail, citando però un articolo della rivista scientifica Nature. Secondo la ricerca, gli scienziati hanno messo a punto un coktail di sostanze chimiche e vitamine che riesce a interagire con le cellule staminali per trasformarle in ovuli e sperma.

La realizzazione di ovuli e sperma in laboratorio, precisa il tabloid, naturalmente apre la strada a sviluppi pratici anche più limitati offrendo opportunità sinora inedite per i trattamenti contro la sterilità e le malattia ma pone anche gravi problemi etici.

Infatti gli stessi autori della ricerca sostengono che bisognerebbe concordare specifiche linee guida per la produzione e l'uso di spermatozoi e ovuli artificiali.

Gli spermatozoi così ottenuti, dice la rivista, hanno la testa e la coda più piccola di quelli 'naturali' ma sembrano comunque in grado di poter fertilizzare un ovulo. Mentre gli ovuli sono in uno stadio non avanzato, ma più sviluppati di quanto sia avvenuto finora ad opera di altri scienziati.

martedì 21 luglio 2009

Rassegna stampa - 21 Luglio 2009


21 Luglio 2009 - Avvenire
Fine Vita
Sacconi: irrinunciabili alimentazione ed idratazione 121 KB


21 Luglio 2009 - Giornale
Cellule Staminali
Follo: le staminali embrionali sono un bluff 280 KB

martedì 14 luglio 2009

Salute Femminile...


http://www.salutefemminile.it/Template/listArticoli.asp?IDFolder=176&Argomenti=1&IDOggettoArgomentiRel=6245

Andate a visitare questo collegamento.

E' il sito www.safe.it. Troverete molte notizie interessanti, articoli e altro ancora sui temi della bioetica, dell'eutanasia, dell'eugenetica, delle staminali, dell'aborto, della RU486...

giovedì 9 luglio 2009

Da Avvenire di oggi 9 Luglio 2009


Da Avvenire di oggi 9 Luglio 2009

Arundhati Roy, j’accuse sugli armeni

Francesco D'Agostino: Cattolici, non narcisi

Dall'inserto E'Vita

Diagnosi sugli embrioni, la grande illusione


di
Luisella G. Daziano
E’
il caso di dirlo: il Tribunale si è sostituito al Parlamento, anche in tema di legge 40. La recente ordinanza di Bologna ha infatti stabilito che le tecniche di procreazione assistita potranno essere applicate a coppie affette da patologie genetiche. L’ordinanza, in pieno contrasto con la legge, ha legittimato una coppia fiorentina ad avere un secondo figlio 'sano' mediante la selezione (eugenetica) dell’embrione. Alla coppia – che si era rivolta a un centro di Bologna per avere un altro figlio dopo il primo, affetto da distrofia di Duchenne – sarà quindi permessa la diagnosi pre-impianto «su un numero minimo di sei embrioni», in modo da selezionare l’embrione migliore per l’impianto. Così la volontà dei futuri genitori legittima l’idea che ci siano vite umane cui è vietato venire al mondo – quelle degli embrioni scartati perché risultati difettosi al microscopio del centro di procreazione assistita.

L
a sorpresa è che chi desidera creare in vitro un figlio 'sano' sfida non solo l’etica – almeno quella rispettosa dell’uomo – ma anche la scienza. È la scienza che ha sempre documentato che la fecondazione in vitro impone alla mamma prima e al concepito poi non pochi rischi per la salute. Almeno dal 2002 a oggi la migliore stampa scientifica internazionale lo ha detto e ridetto: i bambini nati con la fecondazione in vitro hanno 30% di possibilità in più rispetto a quelli concepiti per vie naturali di soffrire problemi di salute. Purtroppo un’informazione a senso quasi unico ha confuso le idee a molte coppie convincendole che la provetta sia la soluzione che scongiura il pericolo di un figlio affetto da malattie genetiche.
ppure le riviste scientifiche l’hanno ampiamente documentato: «I bambini nati con fecondazione in vitro (Fiv) hanno un rischio più elevato, rispetto a quelli concepiti naturalmente, di sviluppare problemi cerebrali, in particolare paralisi» (
Lancet , 2002). Non è tutto: «I bambini concepiti mediante Icsi (iniezione diretta dello sperma nel citoplasma) rischiano doppiamente, rispetto alle gravidanze normali, di presentare un difetto alla nascita» ( New England Journal Medicine 2002). E ancora: «L’Icsi può aumentare il rischio di deficit dell’imprinting», hanno scritto due ricercatori della John Hopkins University, precisando che «il 4,6% dei loro pazienti con sindrome di Wideman-Beckwitt erano stati concepiti con Fiv» (American Journal of Human Genetics, 2002). Un altro dato trascurato, ma non trascurabile: «La probabilità di avere un figlio con handicap è circa +11%, rispetto al +5% dopo il concepimento naturale» ( European Journal of Pediatrics , 2003). I rischi non finiscono qui: «Cinque bambini olandesi, concepiti con Fiv, hanno sviluppato un retinoblastoma, un cancro infantile della retina che colpisce un nato su 17 mila» ( Nature , 2003).

M
a c’è di più. I bambini nati con diagnosi genetica pre-impianto (Pdg) – quella autorizzata per la prima volta in Italia dal Tribunale di Bologna – «nei primi due anni pesano meno dei bimbi concepiti naturalmente, e presentano un indice di massa corporea decisamente inferiore alla media» (
Human Reproduction , 2008). Proprio dei problemi di salute, di origine genetica, di cui soffrono i figli concepiti in provetta, si è recentemente occupata una ricerca della britannica Human Fertilisation and Embryology Authority (Hfea, marzo 2009): «I bambini nati con Fiv/Icsi hanno +30% di chance di soffrire di difetti alla valvola cardiaca, anomalie all’apparato digerente, nonché ritardo mentale». Lo studio precisa che «all’origine dei danni genetici ci sarebbero i farmaci utilizzati per stimolare l’ovulazione della mamma in provetta».

I
n quale fase della procreazione assistita sorgono i rischi per l’embrione? Stando alle conoscenze attuali, la pericolosità è della Pdg in sé ma più ancora «delle complicanze insite nella procedura del concepimento in vitro», commenta Bruno Dallapiccola, ordinario di Genetica Medica presso La Sapienza di Roma. «Mi riferisco sia alla massiccia stimolazione ormonale subìta dalla donna, che va a incidere sulla regolazione dei geni, sia alle prime settanta ore di vita in provetta dell’embrione, sia ai gameti maschili, di scarsa qualità, forniti dall’uomo che produce poco liquido seminale». Dallapiccola precisa che «il rischio relativo di malformazioni trattati con Pdg è dal 30% al 40% in più rispetto alle coppie che hanno seguito la
via naturale».
Nessuno dice però che la diagnosi pre­impianto, che analizza le qualità genetiche degli embrioni prima dell’impianto in utero, non può essere considerata come un’operazione senza effetti collaterali. «Prelevare una o due cellule dalle 8 che formano l’embrione (blastomeri), al fine di eseguire la diagnosi pre-impianto, è un’operazione significativa, dal momento che può provocare un’alterazione nel successivo sviluppo dell’embrione», spiega Patrizio Calderoni, ginecologo all’Ospedale Sant’Orsola di Bologna. Le cause dei documentati rischi di malformazioni «potrebbero essere la limitazione naturale dei genitori, la scarsa qualità dei loro gameti, ossia la loro infertilità, che è un fatto naturale quanto lo è la fertilità», dichiara Eleonora Porcu, responsabile del Centro di Fecondazione dell’Ospedale Sant’Orsola di Bologna, sottolineando che «selezionare l’embrione migliore, eliminando quello non perfetto, significa temere così tanto che nella nostra vita si presenti la disabilità da arrivare a scartare un embrione perché potrebbe diventare un figlio con qualche problema».
Presi da tanto entusiasmo per il «figlio sano», si ricorderanno di dirci che selezionare l’embrione allo stadio di 8 cellule non dà l’assoluta garanzia di un bambino perfetto?


Dalla «salute della donna» un conflitto con il più fragile


C
omincia a diventare tristemente nota l’ordinanza del tribunale di Bologna che qualche giorno fa ha concesso a una coppia il trasferimento dell’embrione solo se questo non è malato, visto che la donna è portatrice sana di distrofia
muscolare. L’ordinanza si presta a molteplici rilievi critici: vediamone qualcuno.
L
a diagnosi pre-impianto: nella legge 40 tale tecnica è permessa per il bene del nascituro. Qui invece, per bocca di un magistrato, si usa la diagnosi pre-impianto sia per dichiarati scopi eugenetici (puoi rifiutare il figlio malato) – vietati dalla legge 40 e dalle linee guida – sia per tutelare la salute della donna, finalità non rinvenibile nella legge né nelle linee guida, quindi non accettabile. Passiamo al rifiuto dell’impianto nel caso di patologia accertata dell’embrione. La legge 40 permette di interrompere l’iter della procreazione medicalmente assistita (Pma) non oltre il momento della fecondazione in vitro. Infatti da quell’attimo viene a esistenza un nuovo soggetto di diritto, l’embrione, così come ricorda l’articolo 1 della stessa legge. Ergo: non può essere abbandonato in un freezer perché
non lo si vuole più.
Q
ualora comunque la coppia rifiutasse l’impianto, la donna non potrebbe subire coercizione alcuna. Questo non significa che la legge ritiene legittima la decisione della donna, ma tollera un comportamento che preferisce non punire.
Nell’ordinanza invece lo scenario si ribalta. Qui il rifiuto, nel caso di embrioni malati, è addirittura previo all’inizio dell’intero iter di Pma e viene qualificato come legittimo. In questo caso occorre domandarsi se sussistono i presupposti perché la coppia possa accedere alla Pma. Parrebbe di no. Infatti non ci troviamo di fronte a un fatto compiuto che la legge considera illegittimo: un embrione malato rifiutato da una coppia che non può essere obbligata ad accettarlo. Qui il fatto deve ancora compiersi, e quindi appare doveroso impedire ai coniugi l’accesso alle tecniche di fecondazione artificiale per evitare il concretarsi di una
situazione illegittima sotto l’aspetto giuridico.
M
a l’aspetto più preoccupante, già insito nella recente pronuncia della Corte Costituzionale, è dato dal fatto che nero su bianco si dichiara che tra la vita del nascituro e la salute della donna deve prevalere quest’ultima. In questo caso la lesione della salute psichica della donna è data dall’ansia di aspettare un figlio affetto da distrofia. Tale disturbo della sfera emotiva legittima, secondo il giudice, l’abbandono dell’embrione nell’azoto liquido. Si usa cioè la
ratio della legge 194 anche per la provetta. Ma nel primo caso siamo di fronte a un gravidanza indesiderata, qui invece si desidera una gravidanza ma a certe condizioni. In realtà, non bisogna stupirsi che queste due realtà apparentemente così diverse si stiano assomigliando. Il minimo comun denominatore è infatti il principio di autodeterminazione inteso in senso erroneo: decido io quando avere un figlio, ma se arriva nel momento sbagliato abortirò. E quando avrò deciso di averlo, pretendo che sia sano grazie alla fecondazione artificiale.
Tommaso Scandroglio


Scenari di Antonella Mariani
Spermatozoi in vitro. E l’uomo diventa inutile

Ci sarà ancora bisogno dell’uomo per generare un figlio? Una domanda paradossale, ma che non si può fare a meno di formulare nel descrivere i nuovi studi degli scienziati di Newcastle, gli stessi della pecora Dolly e degli embrioni chimera, metà umani e metà animali. Il quotidiano britannico The Independent ieri ha sparato un titolo a caratteri cubitali in prima pagina: « Gli scienziati creano lo sperma in provetta » , mettendo in evidenza già nel sommario gli aspetti positivi della scoperta, « la speranza di trovare cure per l’infertilità maschile » , e quelli più inquietanti, legati appunto al « ruolo futuro dell’uomo » nella riproduzione.
Di cosa si tratta è presto detto: il biologo Karim Nayernia è riuscito a ottenere sperma « maturo e funzionale » – dice – agendo su cellule staminali embrionali con cromosomi XY ( maschili), da cui sono state separate le cellule germinali ( quelle cellule che durante le prime settimane di sviluppo dell’embrione si differenziano fino a
formare spermatozoi oppure ovociti), che sono poi pienamente maturate dando vita a quello che è stato ribattezzato ' sperma derivato in vitro' ( Ivs). Se questo risultato, che è stato pubblicato ieri sulla rivista scientifica Stem Cells and Development , venisse confermato, ci si potrebbe aspettare che da un singolo embrione con corredo genetico maschile si possa ricavare una linea cellulare potenzialmente in grado di fornire una quantità indefinita di spermatozoi.

L
e prime perplessità sono tecniche: nonostante il team britannico abbia anche prodotto un video che dimostrerebbe la mobilità degli spermatozoi, alcuni scienziati come Robin Lovell- Badge del National
Institute for Medical Research di Londra hanno espresso pesanti dubbi sul fatto che essi siano davvero sani e vitali. Il collega Allan Pacey dell’Università di Sheffield dubita che « queste cellule simil- sperma prodotte su un vetrino possano essere chiamate spermatozoi » . Le altre perplessità riguardano le implicazioni sulla riproduzione umana di una simile ricerca. Nayernia ha precisato che lo studio ha come unico obiettivo di « comprendere nel dettaglio come si formano gli spermatozoi, e di conseguenza di capire meglio i meccanismi dell’infertilità maschile per poterla curare » .

L
o sperma prodotto in vitro, rassicura il biologo di Newcastle, non può e non deve invece essere utilizzato per trattamenti di fecondazione: « Non abbiamo alcuna intenzione di farlo » , ha aggiunto. Ma le rassicurazioni non bastano a cancellare le perplessità di chi vede nella creazione di sperma in vitro una nuova frontiera difficilmente governabile sul piano etico. « È un esempio di pazzia immorale – ha commentato Josephine Quintavalle, dell’associazione Comment on Reproductive Ethics ( Corethics) –.
Embrioni vitali sono stati distrutti per creare spermatozoi sui quali ci sono forti dubbi circa la loro vitalità. È l’equivalente di stroncare una vita per crearne forse un’altra. Sono favorevole alle cure contro l’infertilità ma non credo che si possa agire come si vuole » .
C
on un esperimento svolto in parallelo a quello reso noto ieri, i biologi di Newcastle hanno ottenuto spermatozoi dalle cellule staminali della pelle, quindi con lo stesso patrimonio genetico del « donatore » . Karim Nayernia ha promesso che i risultati di questa seconda sperimentazione, che potrebbe aiutare gli uomini infertili a concepire figli biologici a partire solo dalla propria pelle, saranno pubblicati entro alcuni mesi. Nulla di fatto invece sul fronte della creazione di spermatozoi da cellule embrionali con corredo genetico XX, cioè femminile; le speranze delle coppie lesbiche di poter avere un figlio senza ricorrere a donatori sono al momento frustrate. Tre anni fa lo stesso Nayernia aveva annunciato la creazione in vitro di spermatozoi di topi: con la fecondazione in provetta nacquero sette topolini, che però morirono poco
dopo.


martedì 30 giugno 2009

Rassegna stampa - 30 Giugno 2009


27 Giugno 2009 - Avvenire
Fine Vita
D'Agostino: a difendere la vita non si sbaglia mai 106 KB

30 Giugno 2009 - Avvenire
Scuola
Materne parrocchiali, una gestione per il futuro 252 KB

27 Giugno 2009 - Avvenire
Manipolazioni Genetiche
No agli embrioni umani ibridi 75 KB

giovedì 11 giugno 2009

Una lode a E' Vita e all'Avvenire

L'inserto E' Vita dell'Avvenire è sempre molto ben curato e documentato, è una delle poche fonti che informano veramente in materia. Qualcosa di interessante trovate anche sul giornale Il Foglio, ma il lavoro dell'Avvenire è molto ben strutturato e consigliamo a tutti di dare un occhio al giornale proprio per questo motivo.

Spade s'incroceranno...

Staminali adulte, a Terni si corre

Dall'inserto E' Vita dell'Avvenire di oggi 11 Giugno 2009

Con la recentissima donazione di strumentazioni per i laboratori del Centro cellule staminali di Terni, va componendosi il mosaico dell’ambizioso progetto di ricerca italiano sulle staminali adulte. Si fa più concreta così la speranza per la cura di malattie neurodegenerative mentre si avvicina il traguardo della sperimentazione clinica sull’uomo. È stato il vescovo di Terni Vincenzo Paglia, nel corso della riunione del consiglio dei soci fondatori e del consiglio di amministrazione della Fondazione per le cellule staminali, a formalizzare il contratto di donazione all’Ospedale di Terni, da parte della diocesi di Terni-Narni-Amelia – uno dei soggetti promotori e sostenitori del progetto – di macchinari per i laboratori di ricerca sulle cellule staminali.
Si tratta di un’iniziativa che monsignor Paglia porta avanti da due anni, cercando i fondi per l’acquisto degli strumenti del sistema Cell Factory necessari per la produzione di cellule per uso terapeutico che saranno usate nel laboratorio cellule staminali connesso alla biobanca.
Quest’ultima, sotto la direzione di Angelo Vescovi, opera attualmente nei locali del terzo piano del nosocomio ternano, donati in comodato d’uso gratuito all’azienda ospedaliera di Terni, nell’accordo sottoscritto con il direttore generale Gianni Giovannini.
«Sono particolarmente lieto – ha detto Paglia – di vedere che le diverse istituzioni della città hanno trovato uno straordinario consenso per questa iniziativa umanitaria e scientifica che apre nuove prospettive sia ai malati sia alla città». «Abbiamo risolto alcuni problemi tecnici – specificato Angelo Vescovi, direttore del Centro –. Entro metà luglio dovrebbe arrivare la certificazione di laboratorio per la Banca delle cellule staminali, che rappresenterà il passo antecedente alla sperimentazione. Pur con grande prudenza possiamo dunque essere ottimisti sul futuro della Fondazione e della ricerca».
Nell’anno trascorso l’attività del Centro di ricerca si è sviluppata su un laboratorio di dissezione, tre laboratori di produzione, un laboratorio di controllo qualità, un laboratorio per la preparazione dei terreni di coltura delle cellule e un laboratorio per la criogenia con tutte le attrezzature connesse, per un investimento iniziale di circa 380 mila euro. L’attività del 2009 prevede la certificazione degli impianti a cura dell’Aifa, passaggio preliminare all’autorizzazione della produzione atteso entro due mesi. Il bilancio preventivo per l’anno 2009 della Fondazione pareggia a 614 mila euro per le risorse messe a disposizione da Fondazione Carit, Camera di Commercio, Diocesi e Comune.

Elisabetta Lomoro

martedì 19 maggio 2009

Uomini e tristezza - 5

Non è l'ennesimo ripensamento di Gianfranco Fini, ma è come era una volta (o come pensavamo che fosse? ma come è, in realtà, Gianfranco Fini?).
Abbiamo ritrovato questo vecchio articolo de Il Corriere, dieci anni e più fa.
Che dire?


PROCREAZIONE ASSISTITA

Una lettera di Fini "Niente donazione alle coppie di fatto"
----------------------------------------------------------------- Procreazione assistita Una lettera di Fini "Niente donazione alle coppie di fatto"
Caro direttore, la legge sulla procreazione assistita e' attesa da anni per mettere ordine negli interventi genetici sulle cellule germinali; per evitare i casi delle mamme - nonne, o peggio le ipotesi di realizzazione di monstra o di clonazioni; in definitiva, per regolamentare in modo certo il concepimento non naturale. Com' e' noto, gli articoli che vengono sottoposti al voto dei deputati, dopo l' approvazione con un ristretto margine dalla commissione Affari sociali, consentono la procreazione eterologa, cioe' con i gameti di "donatori" estranei alla coppia, la ammettono anche tra le coppie di fatto, e tutelano l' embrione in modo subordinato rispetto agli altri soggetti che intervengono nel procedimento. Si tratta di soluzioni che Alleanza nazionale non condivide: per questo, unitamente ad altri deputati del Polo, ha presentato degli emendamenti tesi a permettere l' accesso alle tecniche soltanto alle coppie di coniugati, a impedire la "donazione" di gameti estranei alla coppia, a impiantare un numero di embrioni corrispondenti a quelli che dovranno nascere, a vietare la sperimentazione sui nascituri. Questa posizione non deriva da suggestioni confessionali, dal momento che non e' la fede ma la natura che affida a un atto personale e cosciente la trasmissione della vita. La natura ha a sua volta un' eco significativa nella Costituzione, che all' art. 30 riconosce la collocazione naturale dei figli all' interno della famiglia e all' art. 29 descrive la famiglia come la societa' naturale fondata sul matrimonio. -----------------------------------------------------------------
L' INTERVENTO DEL PRESIDENTE DI AN Fini: no a genitori con legami occasionali "La convivenza non puo' essere equiparata per tutto alla famiglia Il figlio non e' un oggetto da acquisire ad ogni costo ma un soggetto da amare e al quale offrire garanzie" Cio' non significa discriminare le convivenze: significa che la convivenza non puo' essere equiparata, in tutto e per tutto, alla famiglia, cosi' come e' descritta dalla Costituzione. Se puo' accadere che un figlio non viva con il padre o con la madre per ragioni accidentali, come la morte di uno dei coniugi, o la separazione o il divorzio, questo non vuol dire che si possa programmare in anticipo un legame fra i genitori frammentario e occasionale: il figlio non e' un "oggetto" da acquisire a ogni costo, ma e' un "soggetto", da rispettare e da amare, e al quale garantire, per legge di natura espressamente riconosciuta dalla Carta costituzionale (art. 30), quel mantenimento e quell' educazione che soltanto il padre e la madre insieme, in virtu' di un legame stabile, sono in grado di assicurare. La fecondazione eterologa incontra riserve ancora maggiori. Quando vi e' la donazione del seme o dell' ovulo (o di entrambi) da parte di soggetti estranei alla coppia, la figura dei genitori si scinde dalla figura dei coniugi: essere genitori non equivale, o equivale solo in parte, a essere coniugi. La struttura familiare viene spezzata e la stessa identita' del concepito e' compromessa, dal momento che costui finisce per avere una identita' biologica che non coincide con quella sociale. Poiche' ciascuno di noi ha il diritto di sapere di chi e' figlio, quando il soggetto nato da eterologa conosce le modalita' con le quali e' venuto al mondo, incontra serie difficolta' nel rapporto con i genitori, uno dei quali, almeno, e' putativo, mentre il donatore resta ignoto. Va infine tutelata la vita umana dal concepimento, impedendo la distruzione degli embrioni: e' imminente la ricorrenza della Giornata per la vita, che si celebra da oltre vent' anni per iniziativa della Conferenza episcopale italiana, al fine di richiamare l' attenzione di tutti sui temi dell' accoglienza del nascituro e dell' aiuto alla gestante. Alleanza nazionale si unisce a questa celebrazione con un convegno europeo che si svolgera' sabato prossimo ad Assisi con la partecipazione di rappresentanti dei movimenti per la vita e di politici di altre nazioni europee particolarmente impegnati su questo fronte: il riconoscimento che l' uomo e' persona fin dal primo istante, e come tale non e' strumentalizzabile da nessuno e per nessun motivo, deve diventare una base comune di condivisione per l' intera Europa, partendo dall' Italia. Mi auguro che il voto inizi realmente oggi, e che si concluda nei prossimi giorni senza ritardi: e' ben strano che la discussione alla Camera si sia aperta nel luglio dello scorso anno e non sia piu' ripresa. Buona parte della sinistra preferisce l' anarchia normativa a una regolamentazione seria: la prospettiva che ai voti del Polo si sommino quelli dei Popolari, di parte della Lega e di altri deputati non obbedienti a logiche di schieramento, e che quindi sia approvata una buona legge, rende possibili ulteriori tentativi di insabbiamento. Alleanza nazionale e' pronta a denunciarli con forza: un Parlamento che intenda assumere fino in fondo le sue responsabilita' non puo' piu' assecondare acriticamente il trionfo della tecnica, ne' stendere tappeti alla sperimentazione senza limiti, ma deve preoccuparsi di aiutare in concreto l' uomo e la donna che soffrono, fissando precisi paletti normativi per far si' che il progresso scientifico non sia antitetico alla persona, ma contribuisca ad alleviarne il dolore. Mi auguro pure che, benche' per questo tipo di leggi il Regolamento della Camera consenta il voto segreto, nessuno lo chieda: su temi di tale delicatezza, in base ai quali si forma il giudizio degli elettori, gli italiani hanno il diritto di conoscere con chiarezza quali scelte operano i propri rappresentanti. Invocare, a sostegno del voto segreto, la tutela della liberta' di coscienza suona ipocrita; e' noto che, se fossero approvati gli emendamenti del Polo, cesserebbero gli affari multimiliardari di chi finora ha approfittato del Far West della biogenetica: non e' il caso di lasciare alle lobby spazi di manovra che traggano profitto da un voto anonimo.

Gianfranco Fini * presidente di Alleanza nazionale


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(2 febbraio 1999) - Corriere della Sera

martedì 31 marzo 2009

Aids, testamento biologico e stamilani, tre articoli.


Vi segnaliamo nei collegamenti qui sotto tre articoli da IlSussidiario.net.

Il primo è un'intervista ad Antonio Socci sul Papa e le polemiche seguite alle sue giuste dichiarazioni sull'Aids dal titolo: Papa/Socci: una testimonianza che vince l'ipocrisia di certe posizioni.

Il secondo è un'intervista al sottosegretario Eugenia Roccella sulla questione del testamento biologico dal titolo Testamento Biologico/ Roccella: Veronesi sbaglia, non serve un governo dei giudici.

Il terzo è un'intervista al professor Geoffrey Raisman, direttore dello Spinal Repair Unit all’University College London – Institute of Neurology, dal significativo titolo: Raisman (University College): le staminali embrionali? Tossiche come i subprime.

mercoledì 25 marzo 2009

Staminali - Tutte le bugie che si raccontano sulle staminali embrionali

da Il Sussidiario

Articolo di Augusto Pessina (vi preghiamo caldamente di diffonderlo!)



Da un po’ di tempo quando si parla delle frontiere della cosiddetta biomedicina sembra divenuto obbligatorio parlare di cellule staminali. In particolare, il tema è ritornato di interesse a seguito della decisione di Obama di utilizzare fondi federali per la ricerca sulle cosiddette cellule staminali embrionali. Infatti, di questo si tratta (dell’uso dei fondi federali, quindi pubblici) perché negli Usa non è vietato utilizzare embrioni per derivare cellule se ciò avviene con fondi privati.
L’occasione permette di intervenire brevemente per chiarire alcuni aspetti che spesso chi “non è addetto ai lavori” non ha affatto chiari e che alcuni “addetti ai lavori” preferiscono lasciare confusi o addirittura confondere deliberatamente.
La prima questione è che (contrariamente a quanto riportato in molti siti cosiddetti informativi-educational) le cosiddette “cellule staminali embrionali” che vengono coltivate in vitro non sono il risultato di un delicato (per quanto assai pericoloso) prelievo di cellule da un embrione che seguirà il suo iter naturale fino alla nascita. Se così fosse, fatti salvi gli aspetti gravissimi di rischio cui l’embrione verrebbe sottoposto nell’intervento, di certo il problema etico si porrebbe in ben altro modo. Deve essere invece chiaro a tutti che l’embrione viene distrutto per disaggregarne le cellule che sono “tout court” cellule embrionali (e non staminali) e che vengono coltivate in vitro dove poroliferano con caratteristiche di pluripotenza. È evidente a tutti che tale operazione coincide con “l’uccisione” di un essere umano, mentre è nel suo stadio più iniziale, allo scopo di ricavarne cellule da coltivare in una bottiglia.
Un secondo elemento su cui fare chiarezza (solo apparentemente più tecnico) riguarda appunto la natura di queste cellule che non sono quindi cellule “di per sé” staminali.
Le cellule “propriamente” definibili come staminali sono, per fisiologia e scopo, quelle di un organismo adulto del quale hanno proprio il compito di garantirne prima la crescita, poi il rinnovo e la riparazione di organi e tessuti. Lo zigote non è una cellula staminale e l’embrione che ne deriva non è quindi un pool di cellule staminali. Un feto ha già una riserva di cellule staminali fetali, un embrione ha solo cellule embrionali. Il termine “cellula staminale embrionale” è quindi inesatto e comunque ambiguo e contraddittorio innanzitutto per ciò che riguarda la natura propriamente biologica-funzionale di queste cellule. Il termine “embrionale” sembra voler accentuare il grado di plasticità di queste cellule (che nella blastocisti possono essere totipotenti) ma il termine “staminale” è applicabile alle sole cellule ottenute in vitro che sono solo pluripotenti. Non basta che cellule embrionali siano messe in vitro per poterle definire cellule staminali. In questa sede non è possibile riportare e dettagliare la miriade di caratteri per cui una cellula embrionale è completamente diversa da una cellula staminale (tra i quali le modalità della divisione cellulare, l’espressione genetica differenziale,ecc). Le cellule dell’embrione hanno una plasticità, una natura ed una fisiologia cellulare uniche in biologia. Ad esse venne arbitariamente dato il nome di ESC (embryo stem cells della terminologia anglosassone) per alcune ragioni tecniche che non è possibile dettagliare qui.
È tuttavia evidente a tutti che quando l’unità anatomico-funzionale (data dalla struttura embrionale) viene distrutta e le cellule sono coltivate in una bottiglia da laboratorio, esse non possono originare un organismo completo (funzionalmente ed anatomicamente) pur mantenendo la capacità di originare vari tipi di tessuti (da cui la pluripotenza e non la totipotenza).
Quanto sopra descritto non è una banale questione di linguaggio tecnico e dalla confusione di comunicazione su questi aspetti ne derivano storture assai gravi non solo nella percezione della gente ma anche in chi ha il compito di regolare con leggi adeguate l’utilizzo delle staminali in medicina.
Per esempio, nella comunicazione circa l’uso delle cellule staminali si parla spesso dei successi ottenuti in clinica, ma non si precisa a sufficienza che ci si riferisce alle “staminali da adulto” (per esempio alle cellule staminali mesenchimali utilizzate già in clinica in varie situazioni patologiche). Così, viene spesso sottaciuto che le cellule embrionali sono assai difficili da controllare e che in clinica (oltre che nella sperimentazione animale) hanno prodotto tumori come recentemente riportato dalla rivista PlosMedicine. Da ultimo è anche importante ricordare che chi propugna la cosiddetta “clonazione terapeutica” per ottenere “cellule staminali”, intende proporre la produzione di embrioni umani da “sacrificare” per ottenere cellule pluripotenti.
Di fronte a queste cose, da uomini ancor prima che da ricercatori, viene spontaneo chiedersi se possiamo chiamare progresso il dare la vita ad esseri umani per metterli in una bottiglia e farne cellule per il mercato biomedico.

mercoledì 11 marzo 2009

USA - Staminali, la rinuncia dei cattolici

Ecco, diciamo noi, una nuova campagna che sta ripartendo alla grande, quella sulle cellule staminali. Diciamo ai cattolici che hanno incensato Obama: e mo'?

di Lorenzo Albacete - da IlSussidiario.net

Adempiendo alla sua promessa in campagna elettorale, il Presidente Barack Obama ha revocato l’ordine del Presidente George W. Bush che proibiva il finanziamento federale alla ricerca sulle cellule staminali da embrioni. Da un punto di vista politico, per chi è contrario a tale ricerca non si tratta veramente di una sconfitta imprevista, dato che anche il candidato repubblicano alla presidenza, il senatore John McCain, aveva promesso di eliminare il divieto all’uso dei fondi pubblici per sostenere la distruzione di embrioni umani.
Quando ha annullato la legge che escludeva dai fondi federali le organizzazioni private per la pianificazione familiare che promuovono l’aborto a livello internazionale, il Presidente Obama ha firmato il suo “ordine esecutivo” in privato, lontano dalle telecamere. Questa volta, tuttavia, la firma dell’ordine esecutivo per i finanziamenti alla ricerca sulle cellule staminali embrionali è stata fatta durante una cerimonia pubblica, organizzata politicamente per mostrare all’ala sinistra del partito la sua fedeltà alle promesse elettorali, nonostante sembrasse che per certi aspetti (come la guerra in Iraq) avesse spostato la sua posizione politica a destra. Anzi, il motivo quasi puramente politico di questo gesto è così chiaro che dovrebbe preoccupare chi aderisca a qualsiasi ideologia, sia di destra che di sinistra. Il Presidente ha affermato di voler andare oltre le categorie liberali e conservatrici, prendendo decisioni che confondono entrambe le parti, e questo non per una sintesi filosofica trascendentale, quanto piuttosto per un mero pragmatismo perseguito tenacemente. È un chiaro esempio di persona la cui visione della realtà, e quindi di ciò che è giusto e vero, non è ciò esiste veramente (“Verum est ens.”), che non può essere realmente compreso dalla ragione umana come intesa oggi. E non sembra neanche seguire il punto di vista di coloro che pensano che il vero sia ciò che abbiamo fatto noi stessi (“Verum quia factum.”), con tutte le ideologie nate da questa visione della storia come unica fonte accettabile della vera conoscenza. Il pragmatismo del Presidente vuole sì cercare di trascendere le ideologie liberali e conservatrici, ma lo fa non rifuggendo dall’ideologia, bensì ricadendo in una nuova: il vero e il buono sono quello che riusciamo a fare. La verità è la fattibilità. La verità è ciò che la tecnologia, non il pensiero, ci permette di fare. “Verum quia faciendum.” Come disse il Cardinal Ratzinger ancora nel 1968: “Il prevalere della storia viene sostituito da quello della techne (vedi “Introduzione al cristianesimo).”
La verità è che questo si avvicina molto al cosiddetto pragmatismo americano, che ha permesso la sopravvivenza degli Stati Uniti come una società in costante trasformazione e culturalmente e religiosamente diversa. Veramente, le altre due visioni della realtà sopravvivono e di tanto in tanto diventano politicamente significative, la guerra culturale-ideologica è ancora in corso, ma alla fine prevale l’ideologia ( perché di ciò si tratta) del pragmatismo. La difesa del Presidente della propria decisione di sostenere la distruzione di embrioni umani in nome di una “scienza ideologicamente libera” coincide con il pragmatismo che poi anima le sue decisioni in altri campi, come le proposte per il superamento dell’attuale crisi finanziaria e per la guerra al terrorismo. Questo punto di vista è confacente alla convinzione americana che tutto sia possibile e che tutti i problemi abbiano una soluzione, il che ci rende possibile sfuggire alla storia e allo stesso pensiero speculativo. Questo punto di vista ha decisamente vinto alle ultime elezioni e, a meno che succeda qualcosa in cui la Realtà asserisca se stessa, sarà la nostra cultura dominante almeno per i prossimi quattro anni.
Il Presidente Obama è fedele alla sua personale storia, formazione ed esperienza, e non conosce altri modi per sfuggire a lotte ideologiche paralizzanti. Ciò che è realmente triste è che i molti cattolici nell’attuale governo non siano in grado di mostrare a lui e alla nazione come invece si possa riconoscere realmente e razionalmente la Verità che ci rende liberi.

mercoledì 4 marzo 2009

Ian Wilmut - Perché la ricerca sulle cellule staminali degli embrioni è superata

Da Il Foglio del 2 Marzo 2009

“Non penso che si perderà altro tempo a fare ricerca sulle cellule staminali embrionali”. A dirlo non sono le agguerrite organizzazioni prolife ma il professor Ian Wilmut, padre della pecora Dolly e direttore dell’Mrc Center for Regenerative Medicine dell’Università di Edimburgo. Proprio il suo centro, insieme con l’Università di Toronto, ha appena annunciato una scoperta clamorosa, pubblicata sulla rivista Nature: è possibile ottenere cellule pluripotenziarie da tessuti adulti. Da cellule della pelle, per essere precisi.
Le cellule staminali – dette pluripotenziali perché in grado, se “riprogrammate”, di trasformarsi in qualsiasi altra cellula del corpo – rappresentano una speranza per molte malattie: potrebbero rimpiazzare organi danneggiati, curare lesioni al midollo spinale, trattare patologie come il Parkinson o il diabete. Il problema è che sinora, per ottenerle, si prendeva un embrione e lo si spezzettava per prelevare i pezzi utili. Per questo da anni molti scienziati lavorano per cercare di ottenere lo stesso tipo di cellula da un corpo adulto. Nel 2006 uno studio dell’Università di Kyoto era riuscito a riprogrammare delle cellule di topi adulti, ma per farlo aveva dovuto iniettare al loro interno dei “vettori virali” (ovvero dei virus) che trasportavano quattro fattori genetici. Questo metodo, però, non aveva mai potuto essere applicato agli esseri umani perché é cancerogeno. La nuova tecnica scoperta, invece, permette di rinunciare ai virus e di inserire i geni all’interno della cellula, che poi verranno rimossi. Il risultato, spiegano i ricercatori, è quello di ottenere cellule che possiedono esattamente le stesse potenzialità di quelle embrionali, con in più la certezza che non possano essere rigettate dal sistema immunitario del paziente perché contengono lo stesso Dna. E per ottenerle non c’è bisogno di sacrificare nessun embrione.
La scoperta arriva in un momento cruciale per l'amministrazione Obama, cui gli scienziati guardavano con ansia. In campagna elettorale il futuro presidente degli Stati Uniti aveva infatti promesso che avrebbe rimosso i limiti alla ricerca sulle cellule staminali embrionali. Ora che quella ricerca è inutile, il presidente manterrà comunque la promessa?

di Valentina Fizzotti

lunedì 26 gennaio 2009

Rassegna stampa del 26 Gennaio 2009



26 Gennaio 2009 - CorrieredellaSera
Fine Vita
Veronesi: legge incostituzionale 100 KB

24 Gennaio 2009 - Repubblica
Eutanasia
ELUANA. La famiglia punta su Udine 159 KB

26 Gennaio 2009 - Giornale
Eutanasia
ELUANA. Roccella: usano un cavillo per ucciderla 94 KB

26 Gennaio 2009 - Unità
Eutanasia
ELUANA. Sorrentino: Sacconi ha sbagliato 103 KB

25 Gennaio 2009 - Avvenire
Eutanasia
ELUANA. D'Agostino: richiamo alla giustizia 113 KB

25 Gennaio 2009 - Avvenire
Eutanasia
ELUANA. Chi ha paura dell'obiezione di coscienza 135 KB

24 Gennaio 2009 - Avvenire
Eutanasia
ELUANA. Denuncia per i sanitari che eseguono la sentenza 158 KB

24 Gennaio 2009 - Corrieredellasera
Aborto
Obama cancella i divieti di Bush 285 KB

25 Gennaio 2009 - Repubblica
Cellule Staminali
Vescovi: cerchiamo altre vie 73 KB

venerdì 16 gennaio 2009

BIOETICA - Se il bambino diventa solo un oggetto di desiderio

Da IlSussidiario.net

di Carlo Bellieni

venerdì 16 gennaio 2009

È di forte attualità la notizia della bambina nata da selezione prenatale, per non avere il gene del cancro al seno. Il fatto che ancor oggi in certi giornali si parli di “bambina geneticamente modificata”, per indicare la bimba nata dopo aver scartato dei fratelli e sorelle che portavano il gene non voluto, la dice lunga su un clima di incertezza in cui viaggia l’onda della fecondazione in vitro.

Forse non fa piacere spiegare fino in fondo che non si è curata una bambina, ma altri piccoli umani si sono stati accantonati e “messi in deposito”. Che ne sarà di loro? Sarebbe bene riflettere su questo, proprio perché il tema del diritto del bambino dovrebbe essere primordiale: in fondo “embrione” in greco vuol dire “colui che fiorisce dentro”, ed è chiaramente un’espressione riferita a un individuo, non ad una “possibilità” o a un “progetto”.

È proprio su questo tema che ho esposto una tesi particolare sull’Osservatore Romano di venerdì scorso: ripartiamo dai bambini, per discutere apertamente e dialogare sulla procreazione umana. L’articolo si intitola “Nessuna persona è un diritto per un altro”, che non vuol dire una serie di no, ma invece afferma l’importanza del dialogo e della ragionevole considerazione di tutti gli aspetti della questione: come escludere dal tema “fecondazione” il tema “bambino”?

L’articolo propone tre livelli di rischio: quello legato alle documentate possibilità di certi pericoli per la salute, che nei bambini nati da queste tecniche sono maggiori che negli altri; il rischio legato all’essere destinati a non conoscere mai l’identità del proprio genitore in caso di fecondazione eterologa; e il rischio di una possibilità di essere “selezionati su misura”, talvolta addirittura selezionando la nascita di un bambino con anomalie, come documentato dalla nascita di una bambina volutamente sorda avvenuta nel 2000 in seguito a fecondazione in vitro di una donna sorda con il seme di un donatore sordo pure lui. I rischi per la salute son ben documentati da numerosi studi e soprattutto da metaanalisi e reviews, cioè da studi che fanno il punto oggettivo su tutte le ricerche compiute fino al momento attuale.

Sarebbe interessante che le domande poste nell’articolo (e la letteratura scientifica esposta) trovassero terreno di dialogo, invece che chiusure preconcette. Infatti là domando se, visti i rischi non alti ma tuttavia presenti, vogliamo dialogare sull’etica di accettare per conto del bambino i rischi riportati nell’articolo.

È un problema che ha sollevato tutto il mondo scientifico: dal presidente del comitato francese di bioetica, alla garante per l’infanzia del parlamento francese, dal comitato di bioetica del presidente degli Stati Uniti a tutti i giornali scientifici.

Il “Lancet” riporta anche che in caso di Fiv«il maggior rischio dipende dalle nascite multiple. Il rischio di aborto è del 20-34% maggiore della popolazione generale. Il rischio di malattie da numero alterato dei cromosomi è maggiore così come il rischio di nascite premature è doppio rispetto alla popolazione normale; è anche aumentato il rischio di ritardo di crescita del feto». «Il rischio di malformazioni maggiori è 1,3 volte quello della popolazione generale” e c’è“anche un rischio maggiore di paralisi cerebrale».

Anche altre review mostrano dati simili al “Lancet”, come quella di Nancy Green su “Pediatrics” del 2004 o Jane Halliday su “Best Practice and Research Clinical Obstetrics and Gynecology” del 2008. Ripartiamo dunque dai bambini, protagonisti della fecondazione nascosti nell’ombra dai media, centro del dibattito in corso che troppe chiacchiere sui diritti dei “grandi” offuscano.

martedì 16 dicembre 2008

La Rassegna Stampa del Forum delle Famiglie del 15 e 16 Dicembre 2008

Rassegna stampa del 15 Dicembre 2008
14 Dicembre 2008 - QN
SI PARLA DI NOI :: I cattolici mai subalterni 90 KB

14 Dicembre 2008 - Avvenire
SI PARLA DI NOI :: Forum di Milano in cerca di esperti 247 KB

14 Dicembre 2008 - Giornale
Scuola
SI PARLA DI NOI :: Da settembre un corteo ogni tre giorni 336 KB

14 Dicembre 2008 - CorrieredellaSera
Società E Welfare
SI PARLA DI NOI :: Donne e pensione. I risparmi sono trascurabili 72 KB

15 Dicembre 2008 - Repubblica
Politiche Familiari
Cambia il Bonus famiglie 67 KB

13 Dicembre 2008 - Sole24ore
Politiche Familiari
Solo l'handicap dei figli aumenta il Bonus 118 KB

15 Dicembre 2008 - CorrieredellaSera
Ru486
Stop del Vaticano 183 KB

15 Dicembre 2008 - Giornale
Ru486
Roccella: daremo battaglia, è troppo pericolosa 130 KB

15 Dicembre 2008 - CorrieredellaSera
Eutanasia
ELUANA. Cattolici divisi 73 KB

13 Dicembre 2008 - LiberalQuotidiano
Bioetica
Fisichella: l'embrione è persona, frontiera della civiltà 187 KB

13 Dicembre 2008 - Stampa
Scuola
Errori di comunicazione 96 KB

13 Dicembre 2008 - Libero
Scuola
Gelmini: sul maestro non torno indietro 279 KB

14 Dicembre 2008 - Gazzettino
Matrimonio
Il boom delle coppie miste 548 KB

14 Dicembre 2008 - Sole24ore
L'era della quasi famiglia 200 KB

13 Dicembre 2008 - SecoloItalia
La famiglia è la grande rete di protezione 130 KB

15 Dicembre 2008 - Stampa
Garelli: Dio e Cesare separati ma non troppo 101 KB

15 Dicembre 2008 - Repubblica
Citati: La Chiesa non è sotto assedio 129 KB


16 Dicembre 2008 - Arena

Politiche Familiari
SI PARLA DI NOI :: 3 milioni per le famiglie numerose 179 KB

16 Dicembre 2008 - Avvenire
Politiche Familiari
SI PARLA DI NOI :: Veneto. Finanziamento ai comuni pro-family 84 KB

16 Dicembre 2008 - Foglio
Bioetica
SI PARLA DI NOI :: A un anno dalla moratoria 165 KB

16 Dicembre 2008 - Manifesto
Ru486
SI PARLA DI NOI :: La pillola indigesta al governo 121 KB

16 Dicembre 2008 - Avvenire
Eutanasia
SI PARLA DI NOI :: ELUANA. Fiaccolata a Montecitorio 313 KB

16 Dicembre 2008 - CorrieredellaSera
Eutanasia
ELUANA. Una clinica a Udine 67 KB

16 Dicembre 2008 - Sole24ore
Ru486
Salta il via libera 72 KB

16 Dicembre 2008 - Avvenire
Ru486
Roccella: la partita non è chiusa 225 KB

16 Dicembre 2008 - Avvenire
Ru486
L'Aifa valuta i conflitti con la 194 176 KB

16 Dicembre 2008 - Stampa
Bioetica
Baget Bozzo: dall'anima all'embrione 100 KB

16 Dicembre 2008 - Giornale
Politiche Familiari
Friuli. Assegni in bianco trasformati in bonus bebe 82 KB

domenica 13 luglio 2008

Da Il Sussidiario.net - L'APPELLO/ Perché mettere in pericolo la vita del figlio per sapere se è sano?


La questione è stata sollevata da Carlo Bellieni, esperto in materia, ed ha dato origine anche a un documento, che trovate all'interno dello stesso articolo con un collegamento apposito.

Ne è firmatario, tra gli altri, anche il prof. Giuseppe Noia, intervenuto alla festa del beato Pier Giorgio Frassati 2008 (all'interno della quale abbiamo celebrato il VI Chesterton Day). Un intervento meraviglioso che contiamo di mettervi a disposizione appena ce ne sarà data la possibilità.

Leggete dal collegamento qui sotto.

http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=3678