giovedì 3 settembre 2026

Un aforisma al giorno - Ladri e bigami meglio dei filosofi moderni...



Si dice che il criminale più pericoloso al giorno d’oggi sia il filosofo moderno, completamente al di fuori della legge. Rispetto a lui, i ladri e i bigami sono essenzialmente uomini morali; provo compassione per loro. Essi accettano l’ideale essenziale dell’uomo; semplicemente lo perseguono nel modo sbagliato. I ladri rispettano la proprietà. Desiderano semplicemente che quella proprietà diventi loro, per poterla rispettare in modo più perfetto. Ma i filosofi detestano la proprietà in quanto tale; desiderano distruggere l’idea stessa di possesso personale. I bigami rispettano il matrimonio, altrimenti non si sottoporrebbero alle formalità altamente cerimoniali e persino ritualistiche della bigamia. Ma i filosofi disprezzano il matrimonio in quanto tale. Gli assassini rispettano la vita umana; desiderano semplicemente raggiungere una maggiore pienezza della vita umana in se stessi attraverso il sacrificio di quelle che a loro sembrano vite inferiori. Ma i filosofi odiano la vita stessa, tanto la propria quanto quella degli altri.

Gilbert Keith Chesterton, L'Uomo che fu Giovedì.



mercoledì 2 settembre 2026

Un aforisma al giorno - Sacrificare la libertà senza ottenere l'uguaglianza.

Si può quindi affermare che, riguardo al socialismo, i suoi sostenitori lo raccomandavano in quanto aumentava l’uguaglianza, mentre i suoi oppositori vi si opponevano in quanto riduceva la libertà… Il compromesso alla fine raggiunto fu uno dei casi più interessanti e persino curiosi della storia. Si decise di fare tutto ciò che era mai stato condannato nel socialismo e nulla di ciò che era mai stato auspicato in esso… ci mettemmo a dimostrare che era possibile sacrificare la libertà senza ottenere l’uguaglianza… In breve, la gente decise che era impossibile ottenere alcuno dei benefici del socialismo, ma si consolò realizzandone tutti i lati negativi.

Gilbert Keith Chesterton, Eugenetica e altri malanni.




martedì 1 settembre 2026

Un aforisma al giorno - Gli uomini d'affari sono sentimentali come i ragazzi con le donne...



Credo sia un errore comune, tra gli idealisti radicali del mio partito e della mia epoca, suggerire che i finanzieri e gli uomini d’affari rappresentino un pericolo per l’impero perché sono così sordidi o così materialisti. La verità è che i finanzieri e gli uomini d’affari rappresentano un pericolo per l’impero perché possono essere sentimentali riguardo a qualsiasi sentimento e idealisti riguardo a qualsiasi ideale, qualsiasi ideale che trovino in giro; proprio come un ragazzo che non conosce bene le donne tende troppo facilmente a scambiare una donna per la donna in sé, così questi uomini pratici, poco abituati alle cause, sono sempre inclini a pensare che se una cosa si dimostra essere un ideale, allora si dimostra essere l’ideale.

Gilbert Keith Chesterton, Eretici.



lunedì 31 agosto 2026

Un aforisma al giorno - Le idee sono pericolose.

Le idee sono pericolose, ma l’uomo per cui sono meno pericolose è proprio l’uomo delle idee. Egli conosce bene le idee e si muove tra loro come un domatore di leoni. Le idee sono pericolose, ma l’uomo per cui sono più pericolose è proprio colui che non ne ha. A quest’ultimo la prima idea che gli capita in mente gli darà alla testa come il vino a un astemio.

Gilbert Keith Chesterton, Eretici.





domenica 30 agosto 2026

Un aforisma al giorno - Fretta...

Uno dei grandi svantaggi della fretta è che porta via tantissimo tempo.

Gilbert Keith Chesterton, All Things Considered.



sabato 29 agosto 2026

Un aforisma al giorno - Un'improvvisa speranza nel cuore.

In effetti, il Libro di Giobbe risponde apertamente al mistero solo con il mistero. Giobbe viene consolato con enigmi; ma viene comunque consolato. Qui si trova davvero un modello, nel senso di una profezia, di cose che parlano con autorità. Perché quando chi dubita può solo dire: «Non capisco», è vero che chi sa può solo rispondere o ripetere: «Tu non capisci». E sotto quel rimprovero c’è sempre un’improvvisa speranza nel cuore; e la sensazione che ci sia qualcosa che varrebbe la pena di comprendere.

Gilbert Keith Chesterton, L'Uomo Eterno.



venerdì 28 agosto 2026

Un aforisma al giorno - La sostanziale sacralità del sonno.


Il più grande atto di fede che un uomo può fare è quello che tutti noi facciamo ogni notte. Abbandoniamo le nostre identità, trasformiamo le nostre anime e i nostri corpi nel caos. Dissolviamo noi stessi come alla fine del mondo: sotto tutti gli aspetti, diventiamo uomini morti, nella sicura e certa speranza di una gloriosa resurrezione. Dopo di ciò è vano definire noi stessi per sistemi, quando abbiamo questa fede nelle leggi della natura, quando le lasciamo vegliare sulla nostra culla armate e onnipotenti. È inutile che parliamo male del potere supremo, quando circa ogni dodici ore restituiamo la nostra anima e il nostro corpo a Dio senza nessuna sicurezza. Questa è la sostanziale sacralità del sonno, e la più chiara ed evidente ragione per cui tutte le tribù di tutte le epoche abbiano trovato in esso e nei suoi fenomeni una fonte di speculazione religiosa. In questa improvvisa e sorprendente trance che chiamiamo sonno, siamo portati via contro la nostra volontà o scelta, e ci vengono mostrati prodigiosi panorami, sensazionali accadimenti, e i frammenti di storie poco decifrabili. Gli uomini hanno, in tutte le epoche, basato molti dei loro credi e speculazioni su questo fatto. Con considerevole sicurezza può essere affermato che sarebbero stati grandemente sciocchi a non farlo.

G.K. Chesterton, Lettura e follia (dal capitolo Il significato dei sogni)



giovedì 27 agosto 2026

Un aforisma al giorno - Il mistero della farmacia



Questo è un semplice punto di vista unilaterale, ma è una visione che può esigere di trovare voce, se non altro per giustizia verso gli scrittori per l’infanzia vecchio stile, spesso criticati ai giorni nostri. Il loro moralismo a volte è nauseante, ma in fondo sono le persone adulte a esserne nauseate. Sui bambini la moralità scorreva via come l’acqua sul dorso di un’anatra. Ciò che delle vecchie storie morali piaceva ai bambini era il fatto che erano storie realistiche e che gli autori, come i bambini, erano realisti, persone davvero interessate ai fenomeni di questo mondo. Tutti i lettori dei racconti della signorina Edgeworth (per fare un magnifico esempio) ricorderanno una mirabile storia di una ragazzina che desiderava possedere i vasi di liquido colorato che erano in mostra nella vetrina di una farmacia. La morale della storia, che ricordiamo solo vagamente, riguardava la negatività del desiderio e la vanità delle aspirazioni umane. Ma il bambino che ha letto la storia, in realtà, ha assorbito una morale esattamente opposta a quella della storia: ha imparato a sognare quei vasi, a gioire davanti allo splendore dei colori primari. Il pessimismo educativo dell’etica vecchio stampo non sfiorava la questione, il nocciolo era che la signorina Edgeworth aveva colto un frammento luminoso di poesia che era sfuggito a Keats e Browning, il fascino di quelle lune mostruose e colorate che lungo la strada annunciano il mistero della farmacia.

Gilbert Keith Chesterton, Lettura e follia (dal capitolo La biblioteca della nursery)





mercoledì 26 agosto 2026

Un aforisma al giorno - Le prime occhiate sono le migliori.



Se chiunque di noi riporta la mente alla propria infanzia, ricorderà che il senso del sovrannaturale era ancorato il più delle volte a qualche oggetto del tutto banale e concreto, a un particolare pianerottolo delle scale, a un determinato albero nel parco, a un modo di tagliare il cartoncino o ai capelli di una bambola giapponese. Il bambino non ha bisogno del nonsense: per lui l’intero universo è privo di senso, nel significato più nobile di quella già nobile espressione. Un albero è qualcosa di sproporzionato e bizzarro, un asino è emozionante quanto un drago. Tutti gli oggetti vengono visti attraverso una enorme lente di ingrandimento: la margherita nel prato è ampia come un albero delle Esperidi, e i ciottoli disseminati in una pozzanghera fungeranno da Isole dei Beati. Un bambino è inferiore a noi sotto molti punti di vista: non ha il senso dell’esperienza, della padronanza di sé; soprattutto non ha alcuna conoscenza dell’emozione profonda, o di quei grandi dolori che rendono la vita degna di essere vissuta. Possiede però un peculiare grado di superiorità. Noi scopriamo costantemente nuovi mondi estetici, e l’ultima scoperta che abbiamo compiuto è questo universo del nonsense. Ma il bambino ha apprezzato questo mondo alla prima occhiata, e le prime occhiate sono le migliori.

G.K. Chesterton, Lettura e follia.



martedì 25 agosto 2026

Un aforisma al giorno - Il nonsense è per gli adulti.



La grande letteratura del nonsense ha un enorme valore, ma si può almeno ragionevolmente asserire che è valido principalmente per gli adulti. Il nonsense è un concetto di una sottigliezza “meredithiana”. Non sono i bambini a dover leggere le parole di Lewis Carroll: fanno molto meglio a passare il tempo a preparare torte di fango; al contrario, saggi e filosofi brizzolati dovrebbero stare seduti tutta la notte a leggere Alice nel paese delle Meraviglie per studiare quel problema molto oscuro della metafisica, la terra di confine tra ragione e irrazionalità, e la natura della più imprevedibile delle forze spirituali, l’umorismo, che danza in eterno tra quei due poli. Il fatto che noi traiamo piacere in certe storie lunghe ed elaborate, in certe forme complicate e curiose di dizione, che non hanno alcun significato comprensibile, non è un argomento con cui far giocare i bambini, è un argomento con cui far impazzire gli psicologi. Siamo noi persone mature, con il nostro gusto per ciò che esula dalle regole, ad aver inventato il nonsense. Ci siamo concessi il piacere di Ciciarampa e dello Yonghy-Bonghy-Bo, così come ci siamo immersi nello spiritualismo e nelle fiabe celtiche, perché avevamo una perenne impazienza verso la nostra stessa monotona terra. Ma il bambino si trova in una posizione nettamente superiore. Per lui la terra non è monotona, per lui non vi è necessità di libri. Quell’elemento del selvatico e del poetico che ci viene suscitato dal Dong con il naso luminoso, in lui è suscitato da un normale parente. Per il bambino non è necessario risvegliare il senso di straniamento e umorismo dotando un uomo di un naso luminoso. Per il bambino (prototipo del vero filosofo, che non è ancora nato) è già sufficientemente strano e divertente avere un naso.

Gilbert Keith Chesterton, Lettura e follia.



 

lunedì 24 agosto 2026

Lettura e follia contiene un interessante saggio sul nonsense.



L'editore Euridice alcuni anni fa ha tradotto e pubblicato con il titolo Lettura e follia i saggi contenuti in Lunacy and Letters, saggi che Chesterton aveva scritto sul Daily News tra il 1901 e il 1913. Come è immaginabile i saggi non sono che una raccolta o selezione di tutti quelli che il Nostro aveva scritto per la testata liberale: su questo blog anni fa parlammo dell'edizione di tutti i saggi del Daily News raccolti e curati da Julia Stapleton in ben otto volumi editi da Pickering & Chatto nel 2011.

Come molti lettori sanno, la sua carriera di giornalista mosse i suoi passi più certi dalle colonne del quotidiano liberale Daily News, e fu il primo trampolino per la carriera di Chesterton; nel 1901 ne divenne regolare collaboratore, il che costituì una crescita di cui fu lieto e grato perché rappresentò il significativo cambiamento rispetto al precedente lavoro di assistente editoriale.

Al di là dell'importanza dei saggi scritti per il quotidiano, va rilevato che tra uno di quelli raccolti nel volume tradotto in italiano ce n'è uno che spicca perché ci trova svegli sull'argomento da esso trattato, e cioè il nonsense e la letteratura infantile, Lewis Carroll e soprattutto Edward Lear.

Ve lo segnalo, allora; si intitola La biblioteca della nursery, e vi indico un significativo passaggio, coerente con quanto Chesterton ha già affermato altrove:

In onore del bambino il Diciannovesimo secolo ha compiuto una vera scoperta, la scoperta dei cosiddetti libri del nonsense. Sono creazioni così legate al nostro tempo che dovremmo valutarle al pari dell’elettricità o della scuola dell’obbligo. In letteratura costituiscono una scoperta del tutto nuova, la scoperta che l’incongruenza in sé può costituire una certa armonia, che come esiste una bellezza nelle ali di un uccello perché richiamano l’anelito, così può esserci nelle ali di un rinoceronte perché suscitano risa. Lewis Carroll raggiunge grandi livelli in questa follia poetica. E il signor Edward Lear, a parer nostro, è ancora più grande. È comunque giusto dire che questa invenzione potrebbe riscuotere critiche per quanto attiene alla sua funzione educativa. Soprattutto dobbiamo evitare di confondere gli aspetti dell’infanzia graditi ai bambini con quelli graditi a noi.

L'altrove cui mi riferisco è quel che segue:

https://uomovivo.blogspot.com/2026/02/una-aforisma-al-giorno-bisogna-essere.html

https://uomovivo.blogspot.com/2026/03/un-aforisma-al-giorno-sui-paradossi.html

Si tratta dell'articolo uscito sull'Illustrated London News dell'11 marzo 1911, che pensai di suddividere in due parti al momento della traduzione.

Ma c'è anche quest'altro saggio, sempre tratto dall'Illustrated London News ma del 15 ottobre 1921:

https://uomovivo.blogspot.com/2026/02/un-inedito-in-lingua-italiana.html

Lo scorso Chesterton Day ha trattato anche quest'aspetto delle idee chestertoniane, ed è stato bellissimo parlarne e metterlo in pratica con esempi antichi e moderni ed alcuni anche estemporanei prodotti da alcuni nostri soci.

Estrarremo altri brani dal saggio che segnaliamo oggi; l'argomento del nonsense attrasse fortemente l'attenzione di Chesterton già all'epoca di The Defendant, ove gli dedicò un intero capitolo, In difesa del nonsense. In esso si diceva:

La persona benintenzionata che, limitandosi a studiare l’aspetto logico delle cose, ha deciso che «la fede è nonsense», non si rende conto di quanto abbia ragione; in seguito potrebbe rendersi conto che, in realtà, il nonsense è proprio fede.

Tutto questo per dire del peso e della centralità della questione nonsense per il Nostro. D'altro canto non mi pare che esistano grandi studi sul punto, come pure sembra non vi siano a proposito della questione del rapporto tra Chesterton e Tolkien. Tolkien fece espressamente risalire parte del suo impegno letterario proprio alla "fantasia chestertoniana", quella del Mooreeffoc (vedi qui, quima anche qui...). È invece importante approfondire questi aspetti (nonsense, immaginazione, stupore, umiltà...) e segnalarne l'importanza. Cercheremo di farlo.

 Marco Sermarini




domenica 23 agosto 2026

Un aforisma al giorno - La poesia della città.



Sono così tanti gli uomini che incrociamo per strada che potrebbero avere una storia unica e ricca, e davanti a cui, per mera comodità, indietreggiamo dando per scontato che nessuno di loro l’abbia. Ci costringiamo a oltrepassare i loro drammi come se “fossero storie da scuola domenicale, siamo spinti a lanciare i romanzi nel cestino della carta straccia, copertina e tutto quanto, come se, invece di contenere storie colorate e brillanti di passione umana, non contenessero nient’altro che circolari sul carbone o domande di assistenza per il restauro di una chiesa nel Cumberland. Il mendicante che salutiamo per la strada potrebbe avere una storia immensa è molto più interessante della nostra. Eppure dobbiamo passare oltre un centinaio di uomini del genere, carichi di inutili storie, e quando ci siamo negati più storie meravigliose di quelle per cui il sultano delle Indie aveva pagato, ci precipitiamo nei dintorni a raccogliere rape e funghi per godere di un mese di poesia.
Le rape non ci possono raccontare la loro storia, se potessero, sarebbe senza dubbio profondamente affascinante. Non possiamo conoscere le scioglienti e multicolori emozioni che danno varietà all’esistenza di un fungo. Ma la motivazione per cui rifuggiamo dalla città non è in realtà la sua mancanza di poeticità, è che la sua poesia è troppo feroce, troppo affascinante è troppo pratica nelle sue rivendicazioni.

G.K. Chesterton, Lettura e follia (titolo originale: Lunacy and Letters).

L'isolato dove si trova la casa
dei Chesterton a Battersea.


venerdì 21 agosto 2026

Un aforisma al giorno - la differenza tra satira e nonsense.

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Un aforisma al giorno - Chesterton si trasferisce da Battersea a Beaconsfield, e tutto va a finire sul Daily News...



Diventare un uomo è stupendo ma è terribile smettere di essere un bambino. Diventare un uomo sposato è piacevole, eppure è deprimente smettere di essere uno scapolo. A noi che passiamo da uno stato all’altro, permettete un po’ del pathos di coloro che si approcciano alla morte. Siamo felici di andare in campagna, ma infelici di lasciare la città. Sto lasciando la parte più vivace di Londra, la più romantica, la più realistica, il quartiere che ha guidato il popolo. Sto lasciando il distretto di Battersea. Non posso scrivere di questo, e non posso scrivere di nient’altro. Quando ti dimenticherò, oh Gerusalemme, possa la mia mano destra dimenticare la sua astuzia, cioè, lascia che dimentichi come si scrive, con un gessetto blu su una vecchia carta da parati, di un articolo sul niente.

Gilbert Keith Chesterton, Lettura e follia (titolo originale: Lunacy and Letters).

Amazon.it: Lettura e follia - Chesterton, G.K., Bussola, Matteo, Rizzati,  Donatella, Zucca, Silvia, Proto, Cristina - Libri

giovedì 20 agosto 2026

Un aforisma al gente - Gli uomini sono uomini, ma l’Uomo è una donna.



Presi singolarmente, gli uomini possono dare l’impressione di essere più o meno razionali: mangiano, dormono e tramano. Ma l’umanità nel suo insieme è mutevole, mistica, volubile, deliziosa. Gli uomini sono uomini, ma l’Uomo è una donna.

Gilbert Keith Chesterton, Il Napoleone di Notting Hill.



mercoledì 19 agosto 2026

Un aforisma al giorno - Parsimonia e spreco.



La parsimonia è poetica perché è creativa; lo spreco è anti-poetico perché è spreco.

Gilbert Keith Chesterton, Cosa c’è di sbagliato nel mondo.



martedì 18 agosto 2026

Un aforisma al giorno - Dove nasce la follia.



La follia non nasce dal ribellarsi, ma dal cedere; dall’adagiarsi in un piccolo e sporco circolo vizioso di idee che si ripetono all’infinito; dall’essere addomesticati.

― G.K. Chesterton, Uomovivo (o Le avventure di un uomo vivo).



lunedì 17 agosto 2026

Un aforisma al giorno - Letteratura scadente e letteratura di qualità.



In un certo senso, tuttavia, è più utile leggere la letteratura scadente piuttosto che quella di qualità. La letteratura di qualità può rivelarci la mente di un solo uomo; ma quella scadente può rivelarci la mente di molti uomini. Un buon romanzo ci svela la verità sul suo eroe; ma un romanzo scadente ci svela la verità sul suo autore. Ma fa molto di più: ci svela la verità sui suoi lettori; e, per quanto possa sembrare strano, ce la svela tanto più quanto più cinici e immorali sono i motivi alla base della sua creazione. Più un libro è disonesto in quanto tale, tanto più è onesto in quanto documento pubblico. Un romanzo sincero mostra la semplicità di un uomo in particolare; un romanzo insincero mostra la semplicità del genere umano. Le decisioni pedanti e gli adeguamenti definibili dell’uomo si possono trovare in pergamene, codici e scritture sacre; ma i presupposti fondamentali e le energie eterne degli uomini si trovano nei romanzi d’appendice da un penny e nei racconti da mezzo penny. Così un uomo, come molti uomini di vera cultura ai nostri giorni, potrebbe non imparare nulla dalla buona letteratura se non il potere di apprezzare la buona letteratura. Ma dalla cattiva letteratura potrebbe imparare a governare imperi e a scrutare la mappa dell’umanità.

Gilbert Keith Chesterton, Eretici.



domenica 16 agosto 2026

Un aforisma al giorno - L'apertura mentale e la fratellanza tra le religioni...



Nessuno comprende la natura della Chiesa, né il suono squillante del credo che discende dall’antichità, se non si rende conto che un tempo il mondo intero rischiò di morire proprio a causa dell’apertura mentale e della fratellanza tra tutte le religioni.

Gilbert Keith Chesterton, L’Uomo Eterno.



sabato 15 agosto 2026

Un aforisma al giorno - "Che cos'è la verità?".




«Che cos’è la verità?» Così, in quel dramma che decise l’intero destino dell’antichità, una delle figure centrali è raffigurata in quello che sembra il contrario del suo vero ruolo. Roma era quasi sinonimo di responsabilità. Eppure egli rimane per sempre una sorta di statua oscillante dell’irresponsabilità. L’uomo non poteva fare di più. Persino ciò che era pratico era diventato impraticabile. In piedi tra le colonne del proprio tribunale, un romano si era lavato le mani del mondo.

G.K. Chesterton, L’Uomo Eterno.

venerdì 14 agosto 2026

Un aforisma al giorno - L'anello più debole.



Quando Cristo, in un momento simbolico, stava fondando la Sua grande comunità, non scelse come pietra angolare né il brillante Paolo né il mistico Giovanni, ma un imbroglione, uno snob, un codardo – in una parola, un uomo. E su questa roccia ha edificato la Sua Chiesa, e le porte dell’Inferno non hanno avuto la meglio su di essa. Tutti gli imperi e i regni sono falliti a causa di questa debolezza intrinseca e persistente: erano stati fondati da uomini forti e su uomini forti. Ma questa, la storica Chiesa cristiana, è stata fondata su un uomo debole, e per questo motivo è indistruttibile. Poiché nessuna catena è più forte del suo anello più debole.

Gilbert Keith Chesterton, Eretici



giovedì 13 agosto 2026

Un aforisma al giorno - Seppellire con cura gli uomini saggi.

La razza umana, alla quale appartengono tanti dei miei lettori, si dedica fin dall’inizio a giochi da bambini e probabilmente continuerà a farlo fino alla fine, il che è una seccatura per le poche persone che crescono davvero. E uno dei giochi a cui è più affezionata si chiama “Tieni al buio il domani”, noto anche (tra i contadini dello Shropshire, non ne dubito) come “Inganna il Profeta”. I giocatori ascoltano con molta attenzione e rispetto tutto ciò che gli uomini saggi hanno da dire su ciò che accadrà nella prossima generazione. Poi aspettano che tutti gli uomini saggi siano morti e li seppelliscono con cura. Dopodiché se ne vanno a fare qualcos’altro. Tutto qui. Per una razza dai gusti semplici, tuttavia, è molto divertente.

Gilbert Keith Chesterton, Il Napoleone di Notting Hill.





mercoledì 12 agosto 2026

Un aforisma al giorno - Essere stanchi del bene, essere stanchi della gioia.

Il pessimismo non sta nell’essere stanchi del male, ma nell’essere stanchi del bene. La disperazione non sta nell’essere stanchi della sofferenza, ma nell’essere stanchi della gioia. È quando, per un motivo o per l’altro, le cose buone di una società smettono di funzionare che quella società inizia a declinare; quando il suo cibo non nutre, quando le sue cure non curano, quando le sue benedizioni si rifiutano di benedire.

Gilbert Keith Chesterton, L'Uomo Eterno.

L'Uomo Eterno,
prima edizione


martedì 11 agosto 2026

Un aforisma al giorno - L'arte e la cornice.

L'arte è limite; l'essenza di ogni immagine è la cornice. Se disegni una giraffa, devi disegnarla con il collo lungo. Se, nel tuo audace approccio creativo, ti permetti di disegnare una giraffa con il collo corto, ti accorgerai in realtà di non essere libero di disegnare una giraffa.

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia.



lunedì 10 agosto 2026

Un aforisma al giorno - Monotonia.

La monotonia non ha nulla a che vedere con un luogo; la monotonia, sia come sensazione che come condizione imposta, è semplicemente una qualità di una persona. Non esistono panorami tetri; esistono solo osservatori tetri.

Gilbert Keith Chesterton, Alarms and Discursions.


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domenica 9 agosto 2026

Un aforisma al giorno - La vera speranza.

La carità è la forza di difendere ciò che sappiamo essere indifendibile. La speranza è la forza di essere allegri in circostanze che sappiamo essere disperate. È vero che esiste uno stato di speranza che appartiene alle prospettive luminose e al mattino; ma quella non è la virtù della speranza. La virtù della speranza esiste solo nel terremoto e nell’eclissi. È vero che esiste una cosa chiamata rozzamente carità, che significa carità verso i poveri meritevoli; ma la carità verso i meritevoli non è affatto carità, bensì giustizia. Sono gli indegni che ne hanno bisogno, e l’ideale o non esiste affatto, oppure esiste interamente per loro. A fini pratici, è proprio nel momento privo di speranza che abbiamo bisogno dell’uomo pieno di speranza, e la virtù o non esiste affatto, oppure comincia a esistere in quel momento. Proprio nell’istante in cui la speranza cessa di essere ragionevole, comincia a essere utile.

Gilbert Keith Chesterton, Eretici.



sabato 8 agosto 2026

Un aforisma al giorno - Straniero sulla terra, scosso dalla bellissima follia della risata...




La verità più semplice sull’uomo è che egli è un essere molto strano; quasi nel senso di essere uno straniero sulla terra. In tutta sincerità, ha molto più l’aspetto esteriore di chi porta con sé abitudini aliene da un’altra terra che di un semplice prodotto di questa.

Non riesce a sentirsi a proprio agio nella propria pelle; non riesce a fidarsi dei propri istinti. È al tempo stesso un creatore che muove mani e dita miracolose e una sorta di storpio. È avvolto in bende artificiali chiamate vestiti; è sostenuto da stampelle artificiali chiamate mobili. La sua mente ha le stesse libertà dubbie e gli stessi limiti selvaggi. Unico tra gli animali, è scosso da quella bellissima follia chiamata risata; come se avesse intravisto qualche segreto nella forma stessa dell’universo, nascosto all’universo stesso. Unico tra gli animali, sente il bisogno di distogliere il pensiero dalle realtà fondamentali del proprio essere corporeo; di nasconderle come in presenza di una possibilità superiore che crea il mistero della vergogna.

Gilbert Keith Chesterton, L'Uomo Eterno.


venerdì 7 agosto 2026

Un aforisma al giorno - Mai così splendido come il bianco.

Il bianco non è una semplice assenza di colore; è qualcosa di luminoso e assertivo, intenso come il rosso, netto come il nero. Dio dipinge con molti colori; ma non dipinge mai in modo così splendido — avrei quasi detto così sgargiante — come quando dipinge di bianco.

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia.



giovedì 6 agosto 2026

Un aforisma al giorno - La funzione delle fiabe.



Le fiabe, quindi, non sono responsabili di suscitare nei bambini la paura, né alcuna delle sue forme; le fiabe non trasmettono al bambino l’idea del male o del brutto; ciò è già presente nel bambino, perché è già presente nel mondo. Le fiabe non danno al bambino la sua prima idea di “spauracchio”. Ciò che le fiabe danno al bambino è la sua prima chiara idea della possibile sconfitta dello spauracchio. Il bambino conosce intimamente il drago fin da
quando ha sviluppato l’immaginazione. Ciò che la fiaba gli offre è un San Giorgio che uccida il drago.

Ecco esattamente ciò che fa la fiaba: lo abitua, attraverso una serie di immagini chiare, all’idea che questi terrori illimitati abbiano un limite, che questi nemici informi abbiano dei nemici nei cavalieri di Dio, che nell’universo esista qualcosa di più mistico dell’oscurità e più forte della paura più intensa.

Gilbert Keith Chesterton, Tremendous Trifles.


mercoledì 5 agosto 2026

Un aforisma al giorno - Pensare in solitudine...

A forza di pensare in solitudine e con orgoglio si finisce per diventare degli idioti.

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia.



martedì 4 agosto 2026

Un aforisma al giorno - Forza.



La forza moderata si manifesta nella violenza, la forza suprema si manifesta nella leggerezza.

Gilbert Keith Chesterton, L’uomo che fu Giovedì.



lunedì 3 agosto 2026

La sintonia di Agatha Christie e G. K. Chesterton sulla creatività umana - dal profilo Facebook di Annalisa Teggi.




"L’uomo è creatore e, come tale, condivide la santità del Creatore Supremo, che ha fatto il mondo e tutto quello che lo abita e ha voluto che fosse bello. 
Ma ha lasciato qualcosa da fare anche all’uomo e, poiché l’aveva fatto a sua immagine e somiglianza, gli ha dato la capacità di creare con le mani e di creare il bello. L’orgoglio del creare è un fenomeno straordinario. 
Persino il falegname che una volta costruì un orrendo appendiasciugamani per una delle nostre case, durante una spedizione, era dotato di spirito creativo. Avendogli chiesto perché avesse fornito il mobile di piedi smisurati, contrariamente alle istruzioni ricevute, si limitò a rispondere con aria di rimprovero: «Li ho fatti così perché erano molto più belli!». 
A noi sembravano orribili, ma per lui erano belli e la sua idea del bello era il criterio che l’aveva guidato nel lavoro. Gli uomini possono essere malvagi, molto più dei loro fratelli animali, ma riescono ad innalzarsi fino al cielo nell’estasi della creazione".

Christie, Agatha. La mia vita.

"Prendendo l'abitazione o la casa come esempio, si possono delineare in modo generale le semplici fondamenta spirituali o il nocciolo di questo ideale. 
Dio è colui che può creare qualcosa dal nulla. L’uomo (si può davvero dire) è colui che crea qualcosa con qualcos’altro. In altre parole, mentre la gioia di Dio è la creazione senza limiti, la gioia particolare dell’uomo è una creazione limitata, la combinazione di creazione e di limiti. 
Per la grande massa degli uomini l’idea della creazione artistica può essere espressa solo attraverso un’idea altamente impopolare nelle presenti discussioni – l’idea di proprietà. L’uomo medio non sa plasmare l’argilla per formare la figura di un uomo, ma può plasmare la terra in forma di giardino; e se è anche solo in grado di sistemare dei gerani rossi e delle patate blu in linee diritte e alternate, lui è un artista perché ha scelto cosa fare. 
L’uomo medio non sa dipingere il tramonto, di cui ammira i colori, ma sa dipingere la sua casa del colore che sceglie e se anche la dipinge di verde pisello a puntini rosa, lui è un artista, perché quella è la sua scelta. La proprietà è semplicemente l’arte della democrazia. Significa che ogni uomo dovrebbe avere qualcosa a cui dar forma a sua immagine, come egli è fatto ad immagine del cielo".

G. K. Chesterton, Cosa c'è di sbagliato nel mondo.

domenica 2 agosto 2026

Un aforisma al giorno - Il retro del mondo.

Vuoi che ti sveli il segreto del mondo intero? È che abbiamo conosciuto solo il retro del mondo. Vediamo tutto da dietro, e ci sembra brutale. Quello non è un albero, ma il retro di un albero. Quella non è una nuvola, ma il retro di una nuvola. Non vedi che ogni cosa è curva e nasconde il proprio volto? Se solo potessimo girarci davanti...

Gilbert Keith Chesterton, L'Uomo che fu Giovedì.



sabato 1 agosto 2026

Stuart McCullough va a piedi da Kensington a Beaconsfield e ci chiede di aiutare mamme e bambini con il pellegrinaggio in onore di GK Chesterton.

Nel collegamento qui sotto trovate la pagina della piattaforma GoFundMe dedicata all’opera di Stuart McCullough, Good Counsel Network. 

È una associazione che si dedica ad aiutare le donne che pensano di abortire. Come? Dissuadendole, dando loro speranza e garantendo loro un aiuto durante la gravidanza e dopo. 

L’opera si trova a Londra e noi siamo anche andati a fare una visita mesi fa (parlo di me e della mia famiglia). Era l’ottobre 2025 e ben lieti abbiamo incontrato Stuart, sua moglie Clare e il figlio Nathanael. Ormai siamo amici.


  

Ora Stuart oggi partirà per la sedicesima volta per il pellegrinaggio da Kensington (esattamente dalla chiesa anglicana di St. George a Campden Hill, dove GKC è stato battezzato) a Beaconsfield (dove il nostro eroe morì ed è sepolto) nei giorni in cui ricorre l’anniversario della sua conversione alla Chiesa Cattolica. Quale modo migliore per celebrare il nostro Gilbert?

La Chiesa di St. George a Campden Hill,
Kensington, e alcuni dei pellegrini in partenza
nel 2023

Ma Stuart e compagni ci chiedono un gesto in più, a cui cerco di aderire sempre: finanziare questa piccola grande opera di aiuto alle donne fragili ed in difficoltà.

È una bella opera, ve l’assicuro, e anni fa ha compiuto un’impresa ragguardevole e meritoria: pregando e chiedendo l’intercessione di Chesterton davanti alla prima sede di Marie Stopes, organizzazione eugenetica e abortista, sono riusciti a farla chiudere! Capite? È una cosa bellissima, e quanti bimbi debbono essere grati a Stuart, alla sua famiglia e agli amici volontari, per essere stati salvati da morte ingiusta e blasfema. 

Poi Stuart e famiglia compiono sempre un bel gesto sulla tomba di Chesterton e io non posso che essere loro grato e chiedere a voi di ricompensare la loro carità, la loro gentilezza ed il loro eroismo in qualche modo.

Ce la facciamo a mandare anche solo dieci o venti euro? Ma sì!!! Anche di più!!! Gilbertone gongolerà di gioia! 

 Grazie, amici! 

Marco Sermarini 

 https://www.gofundme.com/f/helping-mothers-and-babies-with-the-gk-chesterton-pilgrimage-86avh

Un aforisma al giorno - Spazzare via il mondo.



Chi uccide un uomo uccide un uomo. Chi si toglie la vita uccide tutti gli uomini. Per quanto lo riguarda, egli spazza via il mondo.

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia.



Un aforisma al giorno - Un altro tipo di sacerdoti...

«Non nego», disse, «che ci debbano essere sacerdoti per ricordare agli uomini che un giorno moriranno. Dico solo che in certi periodi strani è necessario avere un altro tipo di sacerdoti, chiamati poeti, proprio per ricordare agli uomini che non sono ancora morti».

Gilbert Keith Chesterton, Uomovivo.




venerdì 31 luglio 2026

Un aforisma al giorno - Tracciare la linea.

 L'arte, come la morale, consiste nel tracciare la linea da qualche parte.


Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia.

  
La Linea, il personaggio ideato dal designer
Osvaldo Cavandoli, popolarissimo negli Anni Settanta.

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giovedì 30 luglio 2026

Un aforisma al giorno - Restringere la Chiesa.




Ogni eresia è uno sforzo volto a restringere la Chiesa.

Gilbert Keith Chesterton, San Francesco d'Assisi.


mercoledì 29 luglio 2026

Un aforisma al giorno - Più che un aforisma è un pezzo di libro, ma vale la pena di essere letto (grazie al Patriota Cosmico che lo ripropone)...




Il semplice sostantivo monaco ha un valore rivoluzionario perché significa allo stesso tempo solitudine e comunità o meglio socievolezza. Accadde che questa vita comunitaria divenne una sorta di riserva e rifugio per gli individui, un luogo aperto a tutti. Vedremo come questa funzione sarà svolta in seguito dalle terre comuni.

È difficile spiegare questi avvenimenti in tempi come i nostri dominati dall'individualismo. Nella vita privata la maggior parte di noi ha un'amica di famiglia che ci viene in aiuto dall'esterno come una magica madrina. Non è irrispettoso affermare che i frati e le suore rappresentassero per il genere umano una specie di santa lega di zii e zie. E persino un luogo comune affermare che essi facevano tutto ciò che nessun altro voleva fare.

Le abbazie hanno mantenuto la memoria del mondo, hanno affrontato le pestilenze, insegnato le prime arti tecniche, preservato la letteratura pagana e, soprattutto, grazie ad un infinito lavoro di carità, hanno contribuito a tenere i poveri lontani dalla disperazione nella quale vivono oggi. Noi riteniamo ancora necessario mantenere una riserva di filantropi, tuttavia siamo maggiormente affascinati da uomini che si sono arricchiti piuttosto che da uomini che hanno scelto la povertà. Inoltre, gli abati e le badesse erano elettivi.

A loro si deve il sistema rappresentativo sconosciuto all'antica democrazia, una idea che aveva in sé un valore quasi sacrale. Se potessimo guardare dall'esterno alle nostre stesse istituzioni, non potremmo fare a meno di vedere come l'immagine del migliaio d'uomini trasformatisi in un solo uomo che procede verso Westminster non rappresenti solo un atto di fede ma anche una favola. La migliore e più autentica storia dell'Inghilterra anglosassone è quasi interamente la storia dei suoi monasteri. Miglio dopo miglio ed addirittura uomo dopo uomo, essi educarono ed arricchirono la nostra terra...

l grado più alto nel sistema delle Gilda era quello di Master e si riferiva alla direzione degli affari. Riprendendo il tema utilizzato nei colleges nella stessa epoca, tutti i capi erano Maestri d'Arte. Gli altri gradi erano operaio ed apprendista ma, come i corrispondenti gradi universitari, erano gradi che chiunque poteva ottenere. Erano altra cosa rispetto alle classi sociali, erano gradi, non caste.

Un apprendista avrebbe potuto sposare la figlia del suo padrone. Il padrone non si sarebbe stupito della cosa, al contrario dell'indignazione aristocratica che, in seguito, avrebbe gonfiato il petto di un milord se sua figlia avesse sposato un borghese. Passando dal ristretto ordinamento gerarchico all'ideale egualitario, vediamo che ciò che ne rimane oggi è talmente distorto da apparire comico. Ci sono compagnie cittadine che hanno ereditato dalle Gilda solo gli scudi araldici, le immense ricchezze e niente altro. Se in esse vi è qualcosa di buono, non è il buono che vi era nelle Gilda.

Come nel caso dell'Onorevole Compagnia dei Muratori nella quale, non c'è bisogno di dirlo, non si trova neanche un muratore o nessuno che abbia mai conosciuto un muratore, ma alcuni soci anziani di poche grandi imprese della city, insieme ad alcuni militari appassionati di gastronomia...


Gilbert Keith Chesterton, Una breve storia d’Inghilterra.

martedì 28 luglio 2026

Un aforisma al giorno - Come salvare la propria testa.

La nuova società scientifica scoraggia decisamente gli uomini dal pensare alla morte: è un dato di fatto, ma è considerato un fatto morboso. E avendo a che fare con coloro la cui morbosità ha un tocco di mania, la scienza moderna tiene la logica pura in minor conto di quanto faccia un derviscio danzante. In questi casi non è sufficiente che l’uomo infelice debba desiderare la verità: egli deve desiderare la salute. Nulla lo può salvare, tranne una fame cieca di normalità, come quella di una bestia. Un uomo non può considerarsi in salvo dalla malattia mentale, poiché è proprio l’organo del pensiero a essersi ammalato, a essere diventato ingovernabile, e, per così dire, indipendente. Si può salvare solo con la volontà o con la fede. Nel momento in cui si mette in moto la sua ragione, essa percorre la solita vecchia linea circolare. Andrà in tondo seguendo il suo circolo della logica, proprio come l’uomo nella carrozza di terza classe dell’Inner Circle continuerà ad andare in tondo finché non compirà, con volontà e vigore, la mistica azione di scendere a Gower Street. Qui tutta la faccenda ruota attorno a una decisione: c’è una porta che va chiusa per sempre. Ogni rimedio è un rimedio disperato. Ogni cura è una cura miracolosa. Curare un pazzo non è discutere con un filosofo, è scacciare un demone. I dottori e gli psicologici possono pure continuare a svolgere il loro lavoro in tutta tranquillità, ma il loro atteggiamento resta profondamente intollerante – intollerante come Maria la Sanguinaria. Il loro atteggiamento è in realtà questo: che se l’uomo vuole continuare a vivere, deve smettere di pensare. Quello che consigliano è un’amputazione intellettuale. Se la tua testa ti offende, tagliala; perché è meglio entrare nel Regno dei Cieli non solo come un bambino, ma come un imbecille, piuttosto che essere gettati all’Inferno – o a Hanwell (1) – con tutto il tuo intelletto.
Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia.

(1) quartiere di Londra ove era un famoso manicomio.






lunedì 27 luglio 2026

Un aforisma al giorno - Poeti, teste e cieli...

Il poeta chiede solo di levare la propria testa fino ai cieli. È il logico che cerca di spingere i cieli dentro la sua testa. Ed è la sua testa a spaccarsi.

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia.