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giovedì 30 luglio 2026

Un aforisma al giorno - Restringere la Chiesa.




Ogni eresia è uno sforzo volto a restringere la Chiesa.

Gilbert Keith Chesterton, San Francesco d'Assisi.


venerdì 12 giugno 2026

Un aforisma al giorno - Nessuna guerra alla vita e alla natura.

Nulla di più comune, per esempio, che trovare un critico moderno che scriva cose di questo genere: 'Il Cristianesimo fu soprattutto un movimento ascetico, una corsa al deserto, un rifugio nel chiostro, una rinuncia alla vita e alla felicità; esso non fu che parte di una fosca e inumana reazione contro la natura stessa, un odio pel corpo, un aborrimento dell'universo materiale, una specie di suicidio universale dei sensi e anche dell'individuo. Derivava da un fanatismo orientale come quello dei fachiri, ed era basato su un pessimismo orientale che considerava l'esistenza stessa come un male'. In tutto questo la cosa straordinaria è che tutto è verissimo; vero in ogni particolare, con la sola differenza che è attribuito erroneamente a chi non ci ha niente a che vedere. Non è vero della Chiesa; è vero delle eresie condannate dalla Chiesa. È come se uno fosse obbligato a scrivere un'analisi degli errori e del malgoverno dei ministri di Giorgio III, con la piccola inesattezza che tutto il racconto si riferisse a Giorgio Washington; o come se uno facesse un elenco dei delitti dei bolscevichi con la sola variante di attribuirli allo zar. La Chiesa primitiva fu, sì, ascetica, ma in dipendenza di una filosofia totalmente diversa da quella di una guerra alla vita e alla natura; la quale realmente esistette nel mondo, e basterebbe che i critici sapessero dove andare a cercarla.

Gilbert Keith Chesterton, L'Uomo Eterno.

Una vecchia edizione
de L'Uomo Eterno




domenica 19 aprile 2026

Un aforisma al giorno - Tutto ciò che è stato condannato è stato reintrodotto.



A quest'ora dovrebbe essere evidente che ogni singolo aspetto della Chiesa cattolica che era stato condannato dal mondo moderno è stato reintrodotto proprio dal mondo moderno, e sempre in una forma più degradata. I puritani respinsero l'arte e il simbolismo, e i decadenti li riportarono in auge, con tutto il vecchio richiamo ai sensi e un ulteriore richiamo alla sensualità. I razionalisti rifiutarono la guarigione soprannaturale, e questa fu riportata in auge da ciarlatani yankee che non solo proclamavano la guarigione soprannaturale, ma proibivano quella naturale. I moralisti protestanti abolirono il confessionale, e gli psicoanalisti lo hanno ristabilito, con tutti i suoi presunti pericoli e nessuna delle sue riconosciute garanzie. I patrioti protestanti risentivano dell’intrusione di una fede internazionale e hanno finito per fondare un impero invischiato nella finanza internazionale. Dopo essersi lamentati che la famiglia fosse insultata dal monachesimo, hanno vissuto abbastanza a lungo da vedere la famiglia fatta a pezzi dalla burocrazia; dopo essersi opposti al fatto che venissero imposti digiuni a chiunque durante qualsiasi periodo eccezionale, sono sopravvissuti abbastanza a lungo da vedere astemi e vegetariani cercare di imporre un digiuno a tutti per sempre.

Gilbert Keith Chesterton, Where All Roads Lead.




lunedì 6 ottobre 2025

Un aforisma al giorno - Dio non poteva amare quando non c'era nulla da amare.

La religione può essere più semplice per coloro che la trovano semplice; ma ci saranno sicuramente molti che la trovano comunque complessa, tra coloro che riflettono su di essa e soprattutto tra coloro che nutrono dei dubbi al riguardo. Per fare un esempio, non c'è affermazione che gli umanitari di una religione inclusiva offrano più comunemente come modello di semplicità di quella mistica affermazione: «Dio è amore». E non c'è disputa teologica dei Concili della Chiesa che essi, specialmente il signor Wells, deridano più comunemente come aspra e sterile di quella del Concilio di Nicea sulla coeternità del Figlio Divino. Eppure l'affermazione sottile è semplicemente una spiegazione metafisica dell'affermazione semplice; e sarebbe anche possibile renderla una spiegazione popolare, dicendo che Dio non poteva amare quando non c'era nulla da amare.

Gilbert Keith Chesterton, La Nuova Gerusalemme.



sabato 30 agosto 2025

Chesterton in altre parole - Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Chesterton scrittore 'duro'...

Fra lo scrittore cattolico italiano e quello inglese (o per dire vero di qualsiasi altro paese) corre una grande differenza. Lo scrittore italiano che si professi chiaramente cattolico è sempre uno scrittore ‘moscio’. Lo scrittore inglese (o francese, o tedesco, o americano) che si batte per la Chiesa cattolica è sempre uno scrittore ‘duro’. Ciò dipende dal fatto che in Inghilterra, in Germania e negli Stati Uniti il cattolicesimo è una religione di minoranza di fronte ad altre confessioni e gli occorre decisione, aggressività e coraggio per affermarsi e mantenersi. In Francia il cattolicesimo è anch’esso in minoranza non già di fronte ad altre forme di religione ma di fronte alle varie sfumature della miscredenza.

Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Letteratura inglese.



lunedì 15 gennaio 2024

Un aforisma al giorno - Un'idea centrale della mia vita, la gratitudine (dedicato a chi dice che Chesterton non ha una sua spiritualità - 1).

M’interessa in modo speciale il fatto che queste dottrine (cattoliche) sembrino tener legata tutta la mia vita fin dall’inizio, come nessuna delle altre dottrine potrebbe fare. Specialmente pare che rendano chiari, simultaneamente, i due problemi della mia felicità di fanciullo, e del mio ansioso meditare di ragazzo. Essi si riferiscono particolarmente ad un’idea centrale della mia vita; non dirò la dottrina che ho sempre insegnato, ma la dottrina che mi sarebbe piaciuto insegnare. L’idea cioè di accettare le cose con gratitudine, ma non di prenderle senza curarsene. Così, il Sacramento della Penitenza dà una vita nuova, e riconcilia l’uomo con tutto ciò che vive, ma non lo fa come lo fanno gli ottimisti e gli edonisti e i predicatori pagani della felicità. Il dono vien fatto ad un prezzo, ed è condizionato alla confessione. In altre parole, il nome del prezzo è Verità, che può essere chiamata anche Realtà; ma significa porsi di fronte alla realtà del proprio essere. Quando il processo vien applicato alle altre persone viene chiamato Realismo.

Gilbert Keith Chesterton, Autobiografia.





sabato 13 gennaio 2024

Un aforisma al giorno - Chiesa e "idee nuove".

Alcuni giorni fa uno scrittore famoso, solitamente ben informato, ha parlato della Chiesa Cattolica come della avversaria delle nuove idee. È probabile che non si sia accorto che la sua affermazione non era esattamente ciò che si considera un’idea nuova. È una di quelle nozioni che i cattolici si trovano a dover costantemente contrastare, in quanto si tratta di un’idea molto vecchia. Certo è che coloro che ritengono che il cattolicesimo non porta nulla di nuovo, difficilmente dicono qualcosa di nuovo sul cattolicesimo stesso. Come dato di fatto è curioso notare che uno studio approfondito della storia dimostrerebbe il contrario.

Gilbert Keith Chesterton, Perché sono cattolico e altri scritti.



martedì 9 gennaio 2024

Un aforisma al giorno - La pietra e la chiave.

Cristo fondò la Chiesa con due grandi metafore nelle parole finali agli Apostoli che ricevettero l’autorità di fondarla. La prima fu la frase su Pietro sul quale la Chiesa sarebbe stata edificata come su di una pietra; la seconda fu il simbolo delle chiavi. Circa il significato della prima, non c’è naturalmente alcun dubbio; ma essa non riguarda direttamente l’argomento, qui, salvo in due altri aspetti secondari. È infatti uno dei tanti esempi di quelle frasi evangeliche che avrebbero potuto pienamente espandersi e spiegarsi più tardi, anche molto più tardi. Ed è un altro esempio di quelle frasi che sono l’opposto dell’evidenza, anche nella lettera, in quanto poneva la similitudine di un uomo ad una roccia, mentre quest’uomo aveva piuttosto l’apparenza di una fragile canna.

Ma l’altra immagine delle chiavi ha un’esattezza che non è stata forse esattamente notata. Le chiavi hanno avuto una parte cospicua nell’arte e nell’araldica del Cristianesimo: ma non tutti hanno  notato la peculiare precisione dell’allegoria. Arrivati a questo punto della nostra storia, bisognerà dire qualche cosa del primo apparire e della attività della Chiesa nell’Impero romano: e per un breve accenno in proposito nulla potrebbe meglio servire di quell’antica metafora.

Il cristiano primitivo era né più né meno che una persona con una chiave, o che diceva di avere una chiave. Tutto il movimento cristiano consistette nel proclamare di possedere tale chiave. Non era solamente un vago movimento in avanti, che avrebbe potuto esser meglio rappresentato dal battere un tamburo. Non era qualche cosa che spazzava via tutto davanti a sé, come un moderno movimento sociale. Come vedremo fra poco, si rifiutava piuttosto di far questo. Esso asseriva in modo assoluto che c’era una chiave e che possedeva tale chiave e che nessun’altra chiave era eguale a quella; era in un certo senso, diciamo pure, ristretto. Soltanto avveniva che quella era la chiave che poteva aprire la prigione del mondo intero, e far vedere la bianca aurora della salvezza.

Il credo era come una chiave per tre aspetti che potrebbero convenientemente riunirsi sotto questo simbolo. Primo, una chiave è anzitutto una cosa che ha una forma; ed è una cosa che dipende interamente dal conservare la sua forma. Il credo cristiano è soprattutto la filosofia della forma ed è nemico delle cose informi. Ecco dove differisce da tutte le altre infinite filosofie – manicheismo, Buddismo – che formano una specie di lago notturno nell’oscuro cuore dell’Asia: l’ideale della non creazione. Qui è dove esso differisce anche dalla analoga incertezza del mero evoluzionismo: l’idea di una costante trasformazione delle creature. Uno a cui si dicesse che il suo speciale lucchetto si fonderà con un milione di altri consimili in una buddistica unità, l’avrebbe a noia. Ma uno a cui si dicesse che la sua chiave gradatamente crescerà e germoglierà nella sua tasca e ramificherà in nuovi ingegni o complicazioni, non sarebbe meno insoddisfatto.

Secondo, la forma della chiave è per se stessa una forma piuttosto fantastica. Un selvaggio il quale non sapesse che è una chiave, avrebbe le maggiori difficoltà a indovinare che cosa potesse essere. Ed è fantastica perché è arbitraria. Una chiave non è materia di astrazioni: nel senso che una chiave non è materia di ragionamento. Essa o è adatta alla serratura, oppure non è. È inutile per gli uomini disputarvi attorno, considerata la cosa in se stessa; o ricostruirla sui puri principi della geometria o dell’arte decorativa. È una sciocchezza per un uomo dire che preferirebbe una chiave più semplice; sarebbe assai più sensato se facesse del suo meglio con un grimaldello.

In terzo luogo, poiché la chiave è necessariamente una cosa fatta secondo un disegno, questa aveva un disegno piuttosto elaborato. Quando la gente si lamenta che la religione si è troppo presto immischiata di teologia e roba simile, dimentica che il mondo non solo era entrato in un cul-de-sac, ma era penetrato addirittura in un labirinto di vie senza uscita. Il problema era un problema complicato; il quale, nel senso ordinario, non involveva unicamente delle cose semplici come il peccato. Era anche pieno di segreti, di inganni inesplorati e inesplorabili, di inconsce follie, di pericoli in tutte le direzioni. Se la fede si fosse posta davanti al mondo solo con delle banalità intorno alla pace e alla semplicità, sarebbe stata il rifugio di alcuni moralisti; non avrebbe avuto il più debole effetto sul lussurioso e labirintiaco manicomio. Quel che fece, noi cercheremo all’ingrosso di descrivere: basti dire qui che nella chiave c’erano senza dubbio molte cose che parevano complicate: c’era soltanto una cosa che era semplice. Apriva la porta. 

[...]

Io non tento alcuna apologia sul motivo per cui il credo debba essere accettato. Ma in risposta al problema storico del perché fu accettato, ed è accettato, io do per altri milioni di persone questa risposta: perché corrisponde alla serratura; perché è come la vita. È una delle tante storie; con questo di più, che è una storia vera. È una fra le tante filosofie; con questo di più, che è la verità. Noi l’accettiamo; e il terreno è solido sotto i nostri piedi, e la strada è aperta davanti a noi. Esso non c’imprigiona in un sogno fatalistico o nella coscienza di una universale illusione. Esso apre a noi non soltanto incredibili cieli, ma una terra (può sembrare) egualmente incredibile, e la fa credibile. Questa è la verità che è duro spiegare perché è un fatto, ma è un fatto di cui noi siamo testimoni. Siamo cristiani e cattolici non perché adoriamo una chiave, ma perché abbiamo varcato una porta; e abbiamo sentito lo squillo di tromba della libertà passare sopra la terra dei viventi.

Gilbert Keith Chesterton, L'Uomo Eterno.




mercoledì 11 ottobre 2023

Un aforisma al giorno - Senza che possa rivaleggiare.

E così, se ci proviamo a veder la Chiesa fra un ammasso di superstizioni mitraiche e manichee in rissa fra loro alla fine dell'Impero, e se ci proviamo a immaginare la Chiesa distrutta in questa lotta e un'altra religione installarsi al suo posto, saremo tanto più sorpresi e imbarazzati a ritrovarla dopo venti secoli, antica e nuova, in corsa attraverso le età come una fòlgore alata di pensiero e di sempiterno entusiasmo, senza che possa rassomigliarle o rivaleggiare con lei.

Gilbert Keith Chesterton, L'Uomo Eterno.

Notre Dame de Chartres, Francia.

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giovedì 17 agosto 2023

Mark Williams, il padre Brown della serie tv della BBC: "Sono affascinato dalla confessione.. La Chiesa cattolica è un buon posto dove andare".

Rubiamo palesemente dalla rubrica "Tremendous Trifles" del mensile della Società Chestertoniana Americana, "Gilbert", tenuta dal nostro amico Dale Ahlquist:

Dale ci informa che la rivista dei gesuiti statunitensi America ha recentemente intervistato Mark Williams, l'attore britannico che sta iniziando la sua decima stagione nel ruolo di Padre Brown sulla BBC. Sulla serie abbiamo detto più volte come sia abbastanza lontana dai Racconti e che al più si possa dire che invece sia "ispirata" ad essi. Ma ad ogni modo è interessante leggere quel che segue.

Williams afferma che, anche dopo tanti anni, non si è mai annoiato di interpretare il personaggio di Padre Brown. Inoltre assume che questo ruolo gli abbia dato "un senso singolare di ciò che la Chiesa cattolica ha da offrire". Dice all'intervistatore: "Sono affascinato dalla confessione... Penso che sia straordinaria. A parte la sicurezza della liturgia, penso che la confessione sia il motivo per cui le persone si affogano nella Chiesa cattolica". Quando gli viene chiesto di spiegare questa osservazione, Williams risponde: "È un percorso per uscire da se stessi. Ti dà una via d'uscita: puoi confessarti con qualcuno... stai dicendo grazie e scusa nello stesso edificio". Il che, secondo l'intervistatore, descrive sia una chiesa parrocchiale sia le aspirazioni della Chiesa cattolica stessa. Conclude Williams: "È un buon posto dove andare".

L'attore britannico Mark Williams.
Mark Williams nei panni di Padre Brown.


 

martedì 15 agosto 2023

Oggi è la Solennità di Maria Santissima Assunta e allora parliamo della devozione cavalleresca di Chesterton verso la Madonna.

La statua di cui si parla è questa
e sta nella Chiesa parrocchiale cattolica
di Beaconsfield.


Da una parte parliamo, o meglio è Chesterton che parla, della statua che volle far collocare all'interno della Chiesa parrocchiale del suo paese (a cui destinò anche un lascito post mortem con cui furono costruite la vetrata dedicata a San Francesco d'Assisi e la cappella dei Martiri Inglesi), dall'altra del ruolo determinante della Madonna nella sua conversione al cattolicesimo (sull'argomento qui sul blog c'è molto, c'è anche un tag specifico e diversi post, non ultimo quello relativo al centenario della sua promessa di convertirsi, proprio a Brindisi, il giorno di Pasqua di centotré anni fa).

Buona festa a tutti!

Marco Sermarini


Ho sentito una storia in Irlanda, anni fa, che raccontava di come qualcuno avesse incontrato, tra i rifiuti rocciosi, una bella contadina che portava in grembo un bambino. E quando le fu chiesto il suo nome, lei rispose semplicemente: "Io sono la Madre di Dio, e questo è proprio Lui, ed è il ragazzo che tutti vorrete alla fine". Non ho mai dimenticato questa frase, e me la sono ricordata improvvisamente molto tempo dopo.

Stavo cercando un'immagine della Madonna che volevo donare alla nuova chiesa del nostro paese, e mi fu mostrata una quantità di esemplari molto belli e spesso costosi in uno dei negozi cattolici più famosi e alla moda di Londra... Ma in qualche modo mi sentivo esigente, per la prima volta in vita mia; e sentivo che un tipo era troppo convenzionale per essere autentico e l'altro troppo primitivo per essere popolare... e finii prosaicamente seguendo il padrone al piano superiore, dove c'era una specie di legnaia, piena di pacchi e di cose parzialmente disimballate, e mi sembrò improvvisamente che lei fosse lì, in mezzo a tavole e trucioli e segatura, in piedi nella falegnameria di Nazareth. Dissi qualcosa, e il proprietario rispose in modo piuttosto disinvolto: "Oh, è appena stata disimballata, non l'ho quasi guardata. Viene dall'Irlanda".

Era una contadina ed era una regina. Era scalza come qualsiasi ragazzina irlandese sulle colline; eppure non c'era nulla di puramente locale nella sua semplicità. Non ho mai saputo chi fosse l'artista e dubito che qualcuno lo sappia; so solo che è irlandese, e penso quasi che avrei dovuto saperlo senza che me lo dicessero. Conosco un uomo che cammina per chilometri e chilometri a intervalli regolari per rivisitare la nostra chiesa dove si trova l'immagine. Guarda attraverso la chiesetta con un'intensa serietà in cui c'è qualcosa di infinita giovinezza; e io a volte ho cominciato, come se avessi davvero sentito le parole pronunciate attraverso quel vuoto: "Io sono la Madre di Dio e questo è proprio Lui, ed è Lui il ragazzo che tutti vorrete alla fine".

Gilbert Keith Chesterton, Christendom in Dublin.


Ma se anche la figura (della Madonna) era distante, o era oscura e misteriosa o uno scandalo per i miei contemporanei o una sfida per me, non ho mai dubitato che quella figura fosse la figura della fede; che Ella impersonasse, come un essere umano completo già quando era solo umana, tutto ciò che questa Cosa aveva da dire all’umanità. Nell’istante in cui ricordavo la Chiesa Cattolica, ricordavo Lei; quando cercavo di dimenticare la Chiesa Cattolica, cercavo di dimenticare Lei; quando infine vidi ciò che era più nobile del mio destino, il più libero e il più difficile di tutti i miei atti di libertà, fu dinanzi a una sua piccola immagine, dorata e smagliante, nel porto di Brindisi che promisi che cosa avrei fatto se fossi ritornato in patria.

Gilbert Keith Chesterton, Il pozzo e le pozzanghere.

domenica 13 agosto 2023

Aforismi in lingua originale - Imputazioni pelose.

When people impute special vices to the Christian Church, they seem entirely to forget that the world (which is the only other thing there is) has these vices much more. The Church has been cruel; but the world has been much more cruel. The Church has plotted; but the world has plotted much more. The Church has been superstitious; but it has never been so superstitious as the world is when left to itself.

Gilbert Keith Chesterton, All Things Considered.

giovedì 10 agosto 2023

Un aforisma al giorno - Invocare l'immaginazione più selvaggia e più alta.

Per cogliere, nell'unico senso ragionevole o possibile, la nota dell'imparzialità, è necessario sfiorare il nervo della novità. Voglio dire che in un certo senso vediamo le cose in modo corretto quando le vediamo per la prima volta. Questo, mi permetto di osservare incidentalmente, è il motivo per cui i bambini hanno generalmente poche difficoltà con i dogmi della Chiesa. Ma la Chiesa, essendo una cosa molto funzionale per lavorare e combattere, è necessariamente una cosa per uomini e non solo per bambini. Per lavorare ci deve essere una grande quantità di tradizione, di familiarità e persino di routine. Finché i suoi fondamenti sono sinceramente avvertiti, questa può anche essere la condizione più sana. Ma quando i suoi fondamenti sono messi in dubbio, come in questo momento, dobbiamo cercare di recuperare il candore e la meraviglia del bambino, il realismo intatto e l'obiettività dell'innocenza. O se non possiamo farlo, dobbiamo almeno cercare di scrollarci di dosso la nube della mera consuetudine e vedere la cosa come nuova, anche solo vedendola come innaturale. Le cose che possono essere familiari finché la familiarità genera affetto è molto meglio che diventino sconosciute quando la familiarità genera rifiuto. Infatti, in relazione a cose così grandi come quelle qui trattate, qualunque sia la nostra opinione su di esse, il rifiuto deve essere un errore. Anzi, il rifiuto deve essere un'illusione. Dobbiamo invocare il tipo di immaginazione più selvaggia e più alta; l'immaginazione che può vedere ciò che c'è.

Gilbert Keith Chesterton, L'Uomo Eterno.

domenica 14 maggio 2023

Un aforisma al giorno proveniente dal Maggio 2008...

La figura di Padre Brown rimase immobile e scura, ma in quel momento aveva perduto la testa e la sua testa acquistava sempre il massimo valore allorché la perdeva. In momenti simili sommava due più due e formava quattro milioni. Spesso la Chiesa Cattolica, che è fermamente attaccata al senso comune, non approva questo. Sovente egli stesso non lo approvava, ma quelli erano momenti di vera ispirazione, importante in certe crisi, quando chi perde la propria testa la salva.


G. K. Chesterton, L'innocenza di padre Brown, Il passo strano.


lunedì 16 gennaio 2023

Un aforisma al giorno.

L'ortodossia è l'unica eresia perseguitata.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 6 Giugno 1935.



domenica 15 gennaio 2023

Un aforisma al giorno.

Da qui a uno o due secoli lo spiritismo potrà essere una tradizione e il socialismo potrà essere una tradizione e la Christian Science potrà essere una tradizione. Ma il cattolicesimo non sarà una tradizione. Sarà ancora una fastidiosa e pericolosa e nuova cosa.

Gilbert Keith Chesterton, Perché sono cattolico.



giovedì 8 dicembre 2022

Un aforisma al giorno.

Resta il fatto che quello cattolico è l’unico credo universale e coerente che sia univocamente schierato dalla parte della vita.

Gilbert Keith Chesterton, San Tommaso d'Aquino.

martedì 15 marzo 2022

Un aforisma al giorno.

Tutte le eresie hanno rappresentato uno sforzo di limitare la Chiesa.

Gilbert Keith Chesterton, San Francesco d'Assisi.

venerdì 10 dicembre 2021

Un aforisma al giorno.

La Chiesa è troppo unica per poter provare di essere unica; perché la prova più facile e popolare e quella data dal confronto, e qui non c'è confronto possibile.

Gilbert Keith Chesterton, L'Uomo Eterno.