giovedì 26 febbraio 2026
Aforismi in lingua originale - Awakening the sense of something saved from nothing.
mercoledì 18 febbraio 2026
Un inedito in lingua italiana: Psicologia infantile e nonsense, di Gilbert Keith Chesterton, traduzione di Marco Sermarini ©.
| Illustrazione di W. W. Denslow tratta da Mamma Oca (Mother Goose) |
In quest'epoca di psicologia infantile nessuno presta attenzione alla psicologia reale del bambino. Tutto ciò che sembra contare è la psicologia dello psicologo e la teoria o il filone di pensiero particolare che egli sostiene contro un altro psicologo. La maggior parte dell'arte e della letteratura ora magnificamente prodotta per i bambini non è nemmeno sinceramente intesa a piacere ai bambini. L'artista difficilmente si abbasserebbe a far ridere un bambino se nessun altro ridesse o addirittura ascoltasse. Queste cose non sono intese a piacere al bambino. Nella migliore delle ipotesi sono pensate per compiacere chi ama i bambini. Nella peggiore delle ipotesi sono esperimenti di metodi educativi scientifici. Testi belli, saggi e spiritosi come quelli di “Il giardino dei versi dei bambini” di Stevenson rimarranno sempre una fonte pura e vivace di piacere... per gli adulti. Ma il significato di molti di essi non solo è tale che un bambino non potrebbe comprenderlo, ma è tale che a un bambino non dovrebbe essere permesso di comprenderlo.
Il bambino che non è pulito e ordinato,
Con tanti giocattoli e cose da mangiare,
È un bambino cattivo, ne sono sicuro,
Oppure il suo caro papà è povero.
Nessun bambino dovrebbe comprendere l'abisso spaventoso di quel ragionamento a posteriori. Nessun bambino potrebbe comprendere, senza essere uno snob o un riformatore sociale o qualcosa di orribile, l'ironia di quell'illusione sulle disuguaglianze e le iniquità con cui questo mondo malvagio ha insultato la sacra dignità della paternità. Il bambino che potesse davvero sorridere a quella frase sarebbe in grado di sedersi immediatamente a scrivere un romanzo di Gissing e poi impiccarsi alla testata del letto della cameretta. Ma né Stevenson né alcun seguace di Stevenson (e io mi dichiaro un buon seguace di Stevenson) hanno mai davvero sognato di aspettarsi che un bambino sorridesse alla poesia. Era il poeta che sorrideva al bambino, il che è una cosa ben diversa, anche se forse altrettanto bella a modo suo. E questo è il carattere di tutta questa nuova letteratura per l'infanzia. Ha l'obiettivo legittimo e persino onorevole di educare gli adulti all'apprezzamento dei bambini. È una cosa eccellente insegnare agli uomini e alle donne a provare piacere nei bambini, ma è una cosa totalmente diversa dal dare piacere ai bambini.
Ora, le vecchie filastrocche erano sinceramente pensate per divertire i bambini. Molte di esse contengono elementi poetici autentici, ma non sono pensate principalmente come poesia, perché il loro scopo è semplicemente quello di divertire. In questo senso, “Hey Diddle Diddle” è molto più di un idillio. È un capolavoro di psicologia, un modello classico e perfetto di educazione. Il suo ritmo cadenzato e il suo tintinnio sono esattamente il tipo di melodia che un bambino può percepire come tale e trasformare in una danza. Le immagini che evoca sono esattamente quelle che servono ai primi movimenti dell'immaginazione quando sperimenta l'incongruenza. Infatti è piena di oggetti familiari in combinazioni fantastiche. Il bambino ha visto una mucca e ha visto la luna. Ma l'idea che l'una salti sopra l'altra è probabilmente nuova per lui ed è, nel senso più nobile del termine, priva di senso. Gatti, cani, piatti e cucchiai sono tutti suoi compagni quotidiani e persino suoi amici, ma pensare che stiano trascorrendo una vacanza così singolare gli procura una sorta di fresca sorpresa e felicità. Non imparerebbe semplicemente nulla dai nostri tentativi di trovare una sottile sfumatura di umorismo nell'economia politica del povero papà, anche se il povero papà fosse romanticamente impegnato, non a saltare sulla luna, ma almeno a spararle.
Naturalmente c'è molto di più in “Hey Diddle Diddle” (1). La mucca che salta sulla luna non è solo una fantasia molto adatta ai bambini, è un tema molto degno dei poeti. L'avventura lunare può sembrare ad alcuni un'avventura folle, ma è un tema attorno al quale ha sempre ruotato l'immaginazione dell'uomo, specialmente l'immaginazione di figure romantiche come Ariosto (2) e Cyrano de Bergerac (3). L'idea che il bestiame possa volare ha ricevuto un trattamento immaginativo sublime. Il toro alato non solo cammina, come se scuotesse la terra, tra le rovine delle sculture assire, ma volteggia e fiammeggia nel cielo come simbolo apocalittico di San Luca (4). Ciò che combina immaginazioni così istintive e antiche, in una fantasia così semplice e chiara, non è certamente privo della materia prima della poesia. E l'idea generale, quella di una sorta di Saturnali (5) cosmici o stagione in cui tutto può accadere, è di per sé un'idea che ha perseguitato l'umanità in centinaia di forme, alcune delle quali squisitamente artistiche.
Sarebbe facile giustificare un gran numero di altre filastrocche, sulla stessa linea di una critica artistica più seria. Se mi chiedessero di citare quattro versi sufficienti a illustrare quella che è stata definita la ragione immaginativa, quando essa si eleva quasi a toccare un'irragionevolezza priva di immaginazione (poiché quel punto di contatto è la poesia), mi accontenterei di citare quattro versi che erano in un libro illustrato nella mia cameretta:
L'uomo nel deserto mi chiese:
«Quante fragole crescono nel mare?».
Io gli risposi, come mi sembrava giusto:
«Tante aringhe rosse quante ne crescono nel bosco».
Tutto in questo è poetico: dalla figura oscura e ultraterrena dell'uomo del deserto, con i suoi misteriosi enigmi, alla perfetta fusione di logica e visione che crea immagini bellissime anche dimostrandole impossibili. Ma questa qualità artistica, sebbene presente, non è primaria; lo scopo principale è il divertimento dei bambini. E noi non stiamo divertendo i bambini; ci stiamo divertendo con i bambini.
I nostri padri aggiungevano un tocco di bellezza a tutte le cose pratiche, quindi introducevano figure fantastiche e ritmi danzanti e saltellanti, che potevano essere ammirati anche dagli adulti, in ciò che avevano progettato principalmente e praticamente per il divertimento dei bambini. Ma non lo facevano sempre e non pensavano mai principalmente a farlo. Ciò che facevano sempre era creare divertimento adatto ai giovani; ciò che non facevano mai era trasformarlo in ironia comprensibile solo agli anziani. Una filastrocca era come un tavolo da asilo o un armadio da asilo: un oggetto costruito per uno scopo umano specifico. Vedevano chiaramente il loro obiettivo e lo raggiungevano. Scrivevano cose senza senso e si preoccupavano di renderle completamente insensate.
Perché ci sono due modi di affrontare il nonsense in questo mondo. Uno è quello di mettere il nonsense al posto giusto, come quando le persone inseriscono il nonsense nelle filastrocche. L'altro è quello di mettere il nonsense al posto sbagliato, come quando le inseriscono in discorsi educativi, critiche psicologiche e lamentele contro le filastrocche o altri normali divertimenti dell’umanità.
Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 15 ottobre 1921.
(1) Hey Diddle Diddle è una filastrocca molto popolare in Inghilterra ancora oggi. Chesterton la porta ad esempio positivo e ben riuscito di nonsense.
(2) Il riferimento è all’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto ed in particolare al personaggio di Astolfo che va sulla luna per ritrovare il senno di Orlando.
(3) Hercule Savinien Cyrano de Bergerac (1619 - 1655), scrittore e filosofo, uomo eclettico e bizzarro, scrisse Gli Stati e gli Imperi della Luna e la sua figura ispirò l'omonimo personaggio della commedia di Edmond Rostand (1868 - 1918).
(4) Il riferimento è al toro che simboleggia l’evangelista San Luca.
(5) Festività della religione pagana professata dagli antichi romani e legata al culto del dio Saturno, caratterizzata dall’idea di fondo della sovversione dell’ordine consueto, per cui nei giorni di tale festa erano gli schiavi che comandavano.
Traduzione e note di Marco Sermarini © - tutti i diritti riservati.
giovedì 12 febbraio 2026
Un aforisma al giorno - Sorpresi per pensare.
Gli uomini hanno bisogno di eccitazione per produrre pensieri profondi e devono essere sorpresi per provare sorpresa. Lo scopo principale della religione, dell'immaginazione, della poesia e delle arti è quello di risvegliare quel senso di qualcosa salvato dal nulla.
Gilbert Keith Chesterton, Come to think of it.
mercoledì 11 febbraio 2026
Un aforisma al giorno - Antologia sull'immaginazione.
Gli uomini hanno bisogno di eccitazione per produrre pensieri profondi e devono essere sorpresi per provare sorpresa. Lo scopo principale della religione, dell'immaginazione, della poesia e delle arti è quello di risvegliare quel senso di qualcosa salvato dal nulla.
Gilbert Keith Chesterton, Come to think of it.
lunedì 19 gennaio 2026
mercoledì 22 ottobre 2025
Un aforisma al giorno - L'immaginazione per rendere i fatti meraviglie (ricordate la storia del "mooreeffoc"...?).
La funzione primaria dell'immaginazione è quella di vedere il nostro intero sistema di vita ordinato come un cumulo di rivoluzioni stratificate. Nonostante tutti i rivoluzionari, va detto che la funzione dell'immaginazione non è tanto quella di rendere stabili le cose strane, quanto quella di rendere strane le cose stabili; non tanto quella di rendere le meraviglie fatti, quanto quella di rendere i fatti meraviglie.Gilbert Keith Chesterton, L'imputato.
lunedì 23 settembre 2024
Un aforisma al giorno - L'immaginazione intensa per imparare a vivere le nostre esperienze (bellissimo compendio di tutto!).
mercoledì 22 maggio 2024
Un aforisma al giorno - Immaginazione, giornalismo e narrativa...
L'immaginazione è il segnale dell'istinto. Il giornalismo ci dice solo quello che gli uomini fanno; è la narrativa che ci dice quello che pensano, e ancora di più quello che sentono... Tutta la narrativa è solo un diario di sogni ad occhi aperti invece che di giorni. E questa profonda occupazione delle menti degli uomini con certe cose alla fine ha sempre un effetto anche sull'espressione esteriore dell'epoca.
Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 21 aprile 1923.
domenica 18 febbraio 2024
domenica 17 settembre 2023
Un aforisma al giorno - Schiavitù, problema di immaginazione.
La schiavitù non era per la Chiesa una difficoltà di dottrina, ma un problema di immaginazione. Aristotele e i saggi pagani che avevano definito le arti servili o "utili", avevano considerato lo schiavo come uno strumento, un'ascia per tagliare il legno o qualsiasi cosa fosse da tagliare. La Chiesa non denunciava il taglio; ma le sembrava di tagliare il vetro con un diamante. Era perseguitata dal ricordo che il diamante è molto più prezioso del vetro. Così il cristianesimo non poteva adagiarsi nella semplicità pagana secondo cui l'uomo era fatto per l'opera, quando l'opera era molto meno immortalmente importante dell'uomo. Più o meno a questo punto della storia dell'Inghilterra si racconta generalmente l'aneddoto di un gioco di parole di Gregorio Magno; e questo è forse il vero punto della questione. Secondo la teoria romana, i barbari schiavi dovevano essere utili. Il misticismo del santo si commuoveva nel trovarli ornamentali; e "Non Angli sed Angeli" significava più semplicemente "Non schiavi, ma anime".
Gilbert Keith Chesterton, Una breve storia d'Inghilterra.

giovedì 10 agosto 2023
Un aforisma al giorno - Invocare l'immaginazione più selvaggia e più alta.
Per cogliere, nell'unico senso ragionevole o possibile, la nota dell'imparzialità, è necessario sfiorare il nervo della novità. Voglio dire che in un certo senso vediamo le cose in modo corretto quando le vediamo per la prima volta. Questo, mi permetto di osservare incidentalmente, è il motivo per cui i bambini hanno generalmente poche difficoltà con i dogmi della Chiesa. Ma la Chiesa, essendo una cosa molto funzionale per lavorare e combattere, è necessariamente una cosa per uomini e non solo per bambini. Per lavorare ci deve essere una grande quantità di tradizione, di familiarità e persino di routine. Finché i suoi fondamenti sono sinceramente avvertiti, questa può anche essere la condizione più sana. Ma quando i suoi fondamenti sono messi in dubbio, come in questo momento, dobbiamo cercare di recuperare il candore e la meraviglia del bambino, il realismo intatto e l'obiettività dell'innocenza. O se non possiamo farlo, dobbiamo almeno cercare di scrollarci di dosso la nube della mera consuetudine e vedere la cosa come nuova, anche solo vedendola come innaturale. Le cose che possono essere familiari finché la familiarità genera affetto è molto meglio che diventino sconosciute quando la familiarità genera rifiuto. Infatti, in relazione a cose così grandi come quelle qui trattate, qualunque sia la nostra opinione su di esse, il rifiuto deve essere un errore. Anzi, il rifiuto deve essere un'illusione. Dobbiamo invocare il tipo di immaginazione più selvaggia e più alta; l'immaginazione che può vedere ciò che c'è.
Gilbert Keith Chesterton, L'Uomo Eterno.
sabato 8 ottobre 2022
Un aforisma al giorno (molto profondo).
La qualità originale in ogni uomo che operi con l'immaginazione è la vastità del suo immaginario. E' qualcosa che assomiglia al paesaggio dei suoi sogni; il tipo di mondo che vorrebbe creare o che vorrebbe esplorare, la flora e la fauna del suo piccolo pianeta segreto; è in sostanza ciò che ama pensare e immaginare. Questa atmosfera generale, il modello o la struttura, l'architettura del suo sviluppo, governa tutte le sue creazioni, per quanto possano essere varie e diversificate; e poiché in questo senso egli può creare un mondo, è in questo senso un creatore: l'immagine di Dio.
Gilbert Keith Chesterton, Stevenson.
venerdì 21 gennaio 2022
Un aforisma al giorno - Cos'è il mito.
giovedì 6 gennaio 2022
Un aforisma al giorno (ancora sull'umiltà, e sull'immaginazione).
domenica 31 marzo 2019
Un aforisma al giorno
venerdì 15 aprile 2016
Novità Chestertoniana...
lunedì 4 giugno 2012
Rubbettino pubblica lo Stevenson e noi lo recensiamo
Il creatore di Padre Brown, il geniale estensore di Ortodossia, deve anzitutto alle sue opere di critica letteraria l'ingresso nel mondo del giornalismo e della scrittura. Ci raccontano padre Ian Ker e William Oddie, autori di recenti ed originali contributi biografici sul Nostro, che Chesterton ebbe tra le prime occasioni di svolgere il suo lavoro proprio quando una casa editrice inglese (The Bookman) gli chiese di scrivere dei brevi articoli di critica dei grandi classici della letteratura inglese, quelli che egli aveva imparato ad apprezzare dalla voce di suo padre Ed. Questi articoli finivano spesso per introdurre i classici che poi il Bookman pubblicava (le due foto che mostriamo sono testimonianza delle edizioni librarie e del periodico). E' quindi con gioia che accogliamo la pubblicazione di questo volume che ha una grande importanza dell'opera di Chesterton sia per quello che si è già detto, sia per il valore che proprio l'opera di Stevenson ebbe nella vita di GKC: egli attribuì sempre la sua rinascita, dopo la grave crisi giovanile che lo portò alle soglie del suicidio, oltre che al Libro biblico di Giobbe e ad alcune poesie di Walt Whitman, all'Isola del Tesoro di Stevenson.
Altro motivo, questo addirittura fondante il suo pensiero e la sua stessa vita, che emerge in quest'opera è la questione del costante stupore, che in un certo qual modo potrebbe essere la quintessenza dell'opera di Stevenson e dello stesso Chesterton. Mentre parla di Stevenson, Chesterton approfitta per stroncare l'atteggiamento falsamente realistico degli autori psicologici e delle tendenze letterarie legate ad una massima valorizzazione della psiche umana, in contrasto col concetto di azione e di avventura presente in Robert Louis Stevenson.


