mercoledì 21 febbraio 2024

Replica di Innocent! 1 Marzo 2024, Jerago con Orago (VA).

Buongiorno dott. Sermarini, 

Sono sempre io Luigi di Chescenaè;

 

Come sta?

 

Volevo comunicarLe e invitarLa all’ennesima replica dello spettacolo INNOCENT.

Oggettivamente con un tema come questo era inevitabile che l’opera piacesse, e siamo anche onorati di ricevere commenti su come abbiamo tenuto fedeltà al testo orginale.

 

Questa volta ci ha invitato l’associazione BettyBoys a Jerago con Orago in provincia di Varese, per fare questa replica a scopo benefico.

Siamo contentissimi che questo spettacolo piaccia e piano piano inizi a girare, sperando di andare in più città possibili per mandare il messaggio dell’uomo Vivo!

 

La replica sarà venerdì 1 Marzo, e sappiamo che può risultare scomodo per i non lombardi.

 

Buona giornata

 

Luigi Umana

Volentieri pubblicizzo quest'opera teatrale che ha un certo successo, ed è di certo occasione per gli spettatori di assaporare il cambiamento che può imprimere Chesterton alla loro vita.

Marco Sermarini

martedì 20 febbraio 2024

Un aforisma al giorno - Ogni educazione è un'educazione religiosa.

Ogni educazione è un'educazione religiosa, e mai come quando è un'educazione irreligiosa. O insegna una dottrina precisa sull'universo, il che è teologia, o ne dà per scontata una, il che è misticismo. Se non fa questo non fa nulla e non significa nulla, perché tutto deve dipendere da qualche principio primo e riferirsi a qualche causa, espressa o inespressa.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News26 luglio 1924.



lunedì 19 febbraio 2024

L'innocenza di Padre Brown - Domani in diretta su YouTube ne parlerà Fabio Trevisan.

https://www.youtube.com/watch?v=-w0PNdHcvco

Chesterton y la literatura como campo de batalla - Un articolo di Julio Llorente presentato dalla nostra Maria Grazia Gotti.

Ci sono lettori di Chesterton che lamentano la crescente popolarità del loro autore. Ritengono, suppongo con una certa logica, che la popolarità culmini necessariamente in un travisamento. Avrebbero preferito uno scrittore maledetto, perso nelle pieghe della storia, uno il cui pensiero non poteva essere stravolto perché largamente sconosciuto. È comprensibile. Quanto può arrivare a essere irritante, mormorano i chestertoniani puri, che liberali e socialisti citino G.K.C. quando egli combatté le idee di entrambi con uguale passione.

Io comprendo l'irritazione, ma, ottimista almeno in questo concretissimo caso, sono contento che ci siano molti lettori e "parafrasatori" di Chesterton. In primo luogo, perché non credo che la popolarità implichi necessariamente travisamento, ma solo la popolarità. In secondo luogo, perché parto dalla ragionevole premessa che un liberale che non legge Chesterton è peggiore di uno che lo legge: in quest'ultimo caso ci sarà sempre, per quanto flebile, una possibilità di conversione, un motivo di speranza. E, in terzo luogo, perché sono convinto che le citazioni contorte, forse malintenzionate, di liberali e socialisti non facciano altro che esaltare il nostro autore: quanto geniale deve essere stato perché se ne approprino gli uni e gli altri!; quanto deve essere stato grande perché tutti noi possiamo rientrare in lui! 

Per questo motivo festeggio doppiamente Mi hermano Gilbert (Mio fratello Gilbert, ndr), la più recente pubblicazione di Ediciones More....

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Caro presidente e cari chestertoniani tutti, quelle che precedono sono le prime righe - tradotte
- di un interessante articolo che parla dell'edizione spagnola del libro Mio fratello Gilbert pubblicato da Cecil Chesterton nel 1907, quando Gilbert non aveva ancora scritto le sue opere più importanti ma aveva già abbozzato la sua visione cosmica. Scritto allo scopo di mettere ordine nelle idee del gigante londinese.

L'autore dell'articolo è un interessante giornalista di Voz Populi, che di nome fa Julio Llorente, ed è un chestertoniano come noi. Il prologo è di Gilbert stesso, e si intitola "Ricordando Cecil".


Maria Grazia Gotti

sabato 17 febbraio 2024

Tolentino, 25 febbraio 2024, presentazione del San Francesco d’Assisi di G. K. Chesterton.

Aneddoti su Chesterton - Se fossi grasso come te...

George Bernard Shaw, alto e magro, era in netto contrasto con il corpulento Chesterton. I due divergevano anche su altre questioni. Una volta Shaw avrebbe detto a Chesterton: "Se fossi grasso come te, mi impiccherei". Chesterton rispose amabilmente: "E se avessi in mente di impiccarmi, userei te come corda.



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Bartlett's Book of Anecdotes

venerdì 16 febbraio 2024

Giobbe, di G. K. Chesterton, con traduzione di Giulio Mainardi (e qualche proposta originale...).

La casa editrice Il Faro ha appena dato alle stampe la traduzione della famosa prefazione al libro di Giobbe stesa dal nostro Chesterton.

Lo fa con la traduzione di un nostro giovane e valente amico, Giulio Mainardi, il quale ci racconta qualcosa di questa bella traduzione.

Ma già dalla copertina potete vedere che c'è qualche cosa di insolito e di inedito, ossia qualche strano carattere. Allora mi sono permesso di chiedere a Giulio il perché di questa scelta e Giulio mi ha risposto. Volevo condividere con voi questa riflessione.

Marco Sermarini

Avevo un ricordo di gioventù: uno straniero che parlava un buon italiano ma faceva dei buffi errori di pronuncia. Per esempio, leggendo un testo diceva asìno anziché àsino. La cosa, però, a ben guardare non era assurda: vedendo scritto «asino» senza altre informazioni, sia àsino sia asìno sono pronunce perfettamente possibili nell’ortografia italiana. Addirittura, asìno come deduzione è anche più “sensato” di àsino, visto che in italiano la gran maggioranza delle parole in -ino ha l’accento sulla i. Io stesso tante volte ho fatto errori simili apprendendo parole poco comuni per iscritto. Con un certo stupore, notavo quindi delle “mancanze” nella nostra ortografia. La cosa pungeva un po’ il mio senso patriottico: Ma come?, mi dicevo. Noi italiani ci vantiamo sempre che la nostra ortografia è semplice e logica, rispetto a quelle di altre lingue, come il francese e l’inglese, e però in realtà non indica esattamente nemmeno la pronuncia di una parola facile come «asino». C’è qualcosa che non va...

Anni dopo, ormai cinque anni fa, ho poi studiato lo spagnolo da autodidatta. Mi è piaciuto molto e ho ammirato il modo in cui l’ortografia spagnola rappresenta perfettamente e semplicemente tutti i suoni della lingua, per cui quando si legge una parola non ci sono ambiguità sulla pronuncia. Questo mi ha ispirato di nuovo sull’argomento, e sono tornato a ragionarci.

Nel 2021, così, ho pubblicato un libro intitolato Proposta di riforma gráfica dell’italjano, in cui presentavo una possibile ortografia “"perfetta” (per rappresentare i suoni) discutendo e ragionando delle varie possibilità per ottenere un risultato del genere. Nonostante la “"bizzarria” dell’argomento, il libro ha avuto un piccolo successo davvero inaspettato, e ho ricevuto molti commenti seri, interessati e intelligenti.

[Per inciso, la questione è interessante anche perché parecchi letterati e linguisti nei secoli si sono posti lo stesso problema e hanno elaborato delle possibili soluzioni. La mia proposta sotto certi aspetti è simile a una piuttosto famosa che risale addirittura al ’500, di Gian Giorgio Trissino (Trìssino con l’accento sulla prima i… l’aveva letto correttamente? ;-) ). Mentre nel complesso la proposta di Trissino evidentemente non è stata accolta, la sua proposta di distinguere graficamente u e v (che all’epoca erano graficamente indistinguibili, benché pronunciate come le pronunciamo oggi) ha avuto successo, e oggi le scriviamo normalmente come lettere distinte.]

A distanza di qualche anno, seguendo uno di questi commenti ho fatto un piccolo cambiamento alla mia proposta (per quanto riguarda la rappresentazione della z), ma per il resto è rimasta del tutto invariata rispetto a come discussa nel libro. Ho voluto così provare a metterla in pratica fuori dal contesto della linguistica, e ho scelto questo bel testo di GKC che avevo tradotto, mettendo insieme due dei miei interessi.

Naturalmente nel trascrivere nella nuova ortografia ho fatto qualche errore qua e là… Ne faccio in abbondanza scrivendo nella nostra ortografia «normale», figuriamoci in questa «riformata» per cui non ho nemmeno il correttore automatico. Spero che i lettori non le notino troppo! ;-)

Un caro saluto,
Giulio Mainardi


 

https://www.edizionidelfaro.it/libro/introduzione-al-libro-di-giobbe

giovedì 15 febbraio 2024

Un aforisma al giorno - Fratellanza non contraddetta.

Perché gli uomini sono davvero fratelli, e sono solo le persone che non sanno nulla della fratellanza a pensare che questa sia contraddetta dal fatto che si combattono l'un l'altro.

Gilbert Keith Chesterton, Daily News, 15 agosto 1903.



mercoledì 14 febbraio 2024

Un aforisma al giorno - Il rituale significa qualcosa.

Un rituale è quasi l'opposto di una routine [...] L'essenza del vero rituale è che un uomo fa qualcosa perché significa qualcosa; può essere rigido o lento o cerimoniale nella forma; questo dipende dalla natura della forma artistica che viene usata. Ma lo fa perché è significativo. L'essenza della routine è che lo fa perché è insignificante.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 21 dicembre 1935.

martedì 13 febbraio 2024

L'Ortodossia di Chesterton secondo Fabio Trevisan.

 

Un aforisma al giorno - L'amicizia colma le imperfezioni.

Poiché la nostra espressione è imperfetta, abbiamo bisogno dell'amicizia per colmare le imperfezioni.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 6 giugno 1931.



lunedì 12 febbraio 2024

Un aforisma al giorno - Uniforme, universale, ufficiale, oppressivo.

Il pericolo intrinseco e terribile dell'attuale tendenza è che non si tratta, nemmeno in teoria, della crescita di grandi cose; è solo la crescita di piccole cose fino a farle diventare grandi. Un potere che è, in pratica, come il potere centrale del governo, sarà dato a qualcosa che non è un governo centrale, ma solo un'impresa centralizzata. Quando esisterà, sarà esattamente come il socialismo: uniforme, universale, ufficiale, oppressivo.

Gilbert Keith Chesterton, G.K.'s Weekly, 24 marzo 1928.








domenica 11 febbraio 2024

Questo scrittore indiavolato - La Ronda presenta Manalive (Le Avventure d'un uomo vivo) all'Italia, noi vi ripresentiamo con qualche ragione in più questo scritto...

Qui di seguito la presentazione de Le Avventure d'un uomo vivo, traduzione italiana di Manalive, al pubblico de La Ronda, la rivista letteraria di Vincenzo Cardarelli "pubblicista", Emilio Cecchi "esquire", Riccardo Bacchelli "possidente", Antonio Baldini "baccelliere in lettere", Lorenzo Montano "industriale", Bruno Barilli "compositore", Aurelio Emilio Saffi "docente nelle scuole governative" (così si definirono "i sette savi", ossia il gruppo redazionale che conduceva la rivista, oppure "i sette nemici").

Lo avevamo già proposto, oggi lo rifacciamo qualche ragione in più rispetto alla prima volta. Magari ne potrebbe nascere qualcosa.

Le ragioni per cui Manalive approdò in Italia (dopo un'osservazione iniziata diversi anni prima da parte di Cecchi) sono ben espresse dallo scritto non firmato che segue: esso non era mai stato tradotto in francese (la Francia era uno dei riferimenti culturali per questi uomini, e lo fu in specie a riguardo di Chesterton e Belloc: come si vede in questo blog, prima di approdare in Italia, le opere dei nostri eroi facevano spesso attracco in porti francesi, e successivamente ivi venivano notati -- si veda per esempio l'Ortodossia, o il San Francesco d'Assisi, notati e recensiti da Giovanni Battista Montini e da Domenico Giuliotti a seguito della lettura della versione francese); viene considerata opera prima di Chesterton in italiano. Ma qui c'è un equivoco: i rondisti (o forse è meglio dire Cecchi, l'ambasciatore italico in Albione) non s'erano accorti dell'esistenza di Berlino Barbara e delle Lettere ad un vecchio garibaldino, usciti in traduzione italiana come scritti propagandistici filobritannici durante la Grande Guerra -- questo lo lascia pensare la qualificazione di "prima opera di Chesterton che compare in italiano"; in ogni caso è di certo la prima opera di Chesterton, intesa come libro e non saggio sciolto, voluta e tradotta in Italia e dall'Italia. Da ultimo, la si definisce opera frutto del lavoro di "scrittori veri, di gran temperamento" e non con intenti programmatici, tanta è la distanza dello stile, il tutto non senza spirito polemico.

La presentazione preannuncia la successiva pubblicazione dell'opera, che uscirà sulla rivista a puntate, in un unico volume per l'editore Vallecchi. La traduzione di Cecchi ebbe un certo successo, se si considera che furono molti gli editori che negli anni la utilizzarono.

Vale la pena di ricordare che il primo scritto di Chesterton uscito in Italia, se si eccettuano appunto gli scritti propagandistici, fu La risposta del bambino su La Ronda, preceduto dal famoso articolo di Cecchi Ospiti, in cui il critico fiorentino esprime compiutamente la ragione della presenza degli inglesi nella rivista.

Per mera cronaca faccio rilevare che la foto che allego all'articolo ritrae una pagina della nostra collezione dei numeri de La Ronda ospitanti scritti di Chesterton e Belloc, presente nella nostra sede.

Ritorno sull'argomento perché tutto ciò mi sembra estremamente significativo di una temperie culturale che oggi sembra svanita, sostituita da apparenti mode, più imposte dall'alto che altro, spesso con contenuti pessimistici e nichilistici nei confronti dell'esistenza elevati ingiustamente al rango di arte, poesia, letteratura, ed anche per dire della forza che certe riviste ebbero nel favorire l'ingresso dei nostri amici in Italia. Sarebbe bello riuscire a fare qualcosa di simile oggi, senza servilismi e con il desiderio di dare speranza a questo mondo odierno così stranito e mortifero. Chesterton e Belloc regalarono speranza ai loro contemporanei e ne donano ancora a noi oggi.

Marco Sermarini


[Ed eccoci a queste Avventure d'un uomo vivo, le quali non sono altro che Manalive di G. K. Chesterton, nella traduzione del nostro amico Cecchi. Manalive uscì nel 1912 (Edit. T. Nelson, London), ed è uno dei più brillanti racconti, o romanzi metafisico-polizieschi che voglian chiamarsi, di questo scrittore indiavolato. Non è stato tradotto in francese, e anche per questo l'abbiamo prescelto.

Non occorre dire ch'è la prima opera di Chesterton che compare in italiano. L'editore Vallecchi, dopo che sarà uscita a puntate nella Ronda, provvederà a darle veste di libro. 

Intorno a Chesterton non sentiamo bisogno di trattenerci. Se n'è detto altre volte. Consigliamo ai lettori che vogliono saperne di più, il libro di Julius West: G. K. Chesterton (Edit. Martin Secker, London, 1915); il bellissimo studio di André Chevrillon: Une apologie du christianisme (in Nouvelles Etudes Anglaises, Hachette, Paris, 1918); e il volume, recentissimo, di Joseph đe Tonquédec: G. K. Chesterton (Edit. Nouvelle Librairie Nationale, Paris, 1921), che ha il difetto d'insistere troppo sull'aspetto teoretico dell'opera di Chesterton, a scapito delle qualità d'arte.

Un'avvertenza. Abbiamo sentito insinuare, più d'una volta, che noi presentiamo sulla Ronda certe autori stranieri come scoperte e programmi. Può darsi che alcuni dei nostri scrittori, a molti dei nostri critici sieno davvero apparsi come scoperte, anzi rivelazioni. È difficile misurare, fino a che punto, in Italia, arrivi l'ignoranza dei letterati. Quanto all'intenzione programmatica, queste Avventure d'un uomo vivo, persuaderanno anche i più duri. Nulla è più lontano da certe nostre tendenze estetiche, del folle barocchismo fumista di Chesterton. E forse, proprio per questo, ci piace.


Noi abbiamo presentato certi scrittori, fra i quali Chesterton, perchè scrittori veri, di gran temperamento. Finora in Italia, di stranieri modernissimi, non si vedeva che Gide, Claudel, Barrès, etc. Non è questo il luogo di discuterli. Ma ci sono altri. E dopo più di dieci anni che scriviamo di questi altri, visto che all'ignoranza letteraria indigena essi possono riuscire ancora nuovi, noi seguitiamo lietamente a scoprirli. Senza con questo pretendere di sostituire, come è stato detto, con squisito servilismo, uno di cotesti indigeni all'altare di Gide o di Claudel, l'altarino di Chesterton o di chicchessia: nojaltri e i nostri lettori, sappiamo far benissimo, anche in quest'epoca genuflessa, senza bisogno d'altari! - N. d. R.]




sabato 10 febbraio 2024

Orson Welles chestertoniano di ferro colpisce ancora...

Un'altra scoperta su Orson Welles e la sua devozione verso Chesterton, dopo le altre che abbiamo già documentato in passato in questo blog (digitare "Orson Welles" nel motore di ricerca interno, in alto a sinistra nella pagina).

An Evening with Orson Welles è una serie di sei cortometraggi creati nel 1970 da Orson Welles, ad uso esclusivo di Sears, Roebuck & Co. Welles produsse le recitazioni di storie popolari per le macchine Avco Cartrivision di Sears, un sistema di home video pionieristico. Quattro dei film sono considerati perduti; fino al 2022, due dei film, The Golden Honeymoon e Two Wise Old Men: Socrate e Noè, risultano esistenti.

Nel 1970, dopo aver iniziato le riprese di The Other Side of the Wind, Orson Welles fu contattato da Sears e ingaggiato per realizzare una serie di cortometraggi di mezz'ora che sarebbero stati disponibili per il noleggio su abbonamento. Welles scrisse, diresse e interpretò sei registrazioni di trenta minuti l'una, tra cui The Golden Honeymoon di Ring Lardner, The Happy Prince di Oscar Wilde, alcuni testi di G. K. Chesterton e P. G. Wodehouse e discorsi di Socrate e Clarence Darrow. I film erano disponibili esclusivamente presso Sears, su nastri speciali che potevano essere utilizzati solo con le macchine home video di fascia alta Cartrivision. Tuttavia, il sistema Cartrivision fu messo in commercio solo nel giugno 1972 e le scarse vendite fecero sì che la linea venisse interrotta dopo soli tredici mesi, nel luglio 1973.

Sembra che siano sopravvissute solo due delle produzioni, The Golden HoneymoonTwo Wise Old Men: Socrates and Noah.

Alla produzione riguardante Chesterton il sito IMBD ha dedicato anche una pagina intitolata An Evening with Orson Welles: Chesterton Speeches (Una sera con Orson Welles: Discorsi di Chesterton):

https://www.imdb.com/title/tt11471996/



venerdì 9 febbraio 2024

Chesterton in altre parole - Terry Deary (Horrible Stories): Chesterton mi ha reso uno scrittore.




Terry Deary, l'autore della serie Horrible Stories (Brutte Storie, in traduzione italiana), descrivendo i libri che gli hanno cambiato la vita, mette in cima alla lista Il Napoleone di Notting Hill di GKC:

I testi scolastici, come il Thomas Hardy che eravamo costretti a leggere, erano così noiosi. Quando mi sono imbattuto in questo libro di Chesterton, all'età di circa 17 anni, ho capito che i libri potevano essere emozionanti e creare nuovi mondi colorati. Ho capito che i libri non devono essere necessariamente seri e pieni di eroi miserabili come Tess dei D'Urbervilles o Il sindaco di Casterbridge. Possono portare all'incontro con persone fantastiche. Chesterton mi ha reso uno scrittore.

Terry Deary: Books that changed my life


https://www.readersdigest.co.uk/culture/books/meet-the-author/terry-deary-books-that-changed-my-life


giovedì 8 febbraio 2024

Flamboyant Gilbert.


Un aforisma al giorno - Ambizione microscopica.

Forse una cosa veramente grande cerca sempre di diventare piccola; e qui si nasconde un mistero di ambizione microscopica. Infatti, anche se il Magnificat magnifica il Signore, è solo dopo che il Signore ha minimizzato se stesso.

Gilbert Keith Chesterton, La resurrezione di Roma.




mercoledì 7 febbraio 2024

Un aforisma al giorno - Credulità moderna e medievale.

È una curiosa ironia che [...] un uomo moderno pensi che la gente del Medioevo credesse a tutto ciò che gli veniva detto. In realtà lo pensa solo perché lui stesso crede a tutto ciò che gli viene detto sul Medioevo. È la credulità moderna che ha inventato la credulità medievale.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 18 novembre 1922.



martedì 6 febbraio 2024

Un aforisma al giorno - Vecchie e nuove tirannie, anche della scienza (Chesterton, come sempre avevi visto tutto e noi qui ancora a discutere...).

Così come era il segno della vecchia tirannia estendere la legge, sarà il segno della nuova tirannia creare una legge che possa essere estesa. Almeno in larga misura, quella che veniva chiamata common law utilizzava il linguaggio del senso comune. Cioè, usava parole un po' troppo popolari per essere completamente stravolte dal loro senso ordinario. Rubare non poteva certo significare rubare dieci minuti del tempo di un uomo. L'omicidio difficilmente poteva includere qualsiasi tipo di inconveniente materiale, che chiunque potesse dire di avergli accorciato la vita. Ma se la legge comincia a occuparsi di nuove parole scientifiche, che non corrispondono ancora a nessuna cosa popolare e riconosciuta, non abbiamo alcuna protezione pubblica contro la loro estensione a qualsiasi cosa o persona.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 17 marzo 1923.



lunedì 5 febbraio 2024

Un aforisma al giorno - A chi tocca l'educazione del bambini.

Ogni tipo di burocrate si è affollato intorno alla casa del povero fino a quando la sua autorità è stata scavata e divorata. I bambini non possono trattare come autorità i genitori che le autorità trattano come schiavi. La conseguenza è che quasi tutta la normale attività di cura dei bambini è passata dal genitore al poliziotto.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 24 marzo 1923.



domenica 4 febbraio 2024

Un aforisma al giorno - Lo scetticismo sulle cose ovvie causa disastri.

Ma non ci sono dubbi solo sulle cose mistiche, e nemmeno solo su quelle morali. Ci sono soprattutto dubbi sulle cose razionali. Non voglio dire che io provi questi dubbi, sia razionali che mistici; ma voglio dire che un numero sufficiente di persone moderne li prova da rendere l'unanimità un'ipotesi assurda....Questo scetticismo sta gettando migliaia di persone in una condizione di dubbio, non sulle cose mistiche ma su quelle ovvie. Presto ci troveremo in un mondo in cui un uomo potrà essere sgridato per aver detto che due più due fa quattro, in cui si leveranno furibonde grida di partito contro chiunque dica che le mucche hanno le corna, in cui si perseguiterà l'eresia di chiamare un triangolo una figura a tre lati, e si impiccherà un uomo per aver fatto impazzire una folla con la notizia che l'erba è verde.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 14 agosto 1926.

sabato 3 febbraio 2024

Un aforisma al giorno - Conoscenza della natura umana, questo sì.

I nostri padri non parlavano di psicologia; parlavano di una conoscenza della natura umana. Ma loro l’avevano e noi no. Sapevano per istinto tutto ciò che noi abbiamo ignorato con l’aiuto dell’informazione. Perché sono proprio i primi fatti della natura umana quelli che ora l’umanità ignora.

Gilbert Keith Chesterton, Sidelights of New London and Newer York.



venerdì 2 febbraio 2024

Un aforisma al giorno - Variazioni personali e impercettibili...

È possibile che una donna che cucina non lo faccia sempre in modo creativo, anche se può cucinare in modo creativo. Può introdurre variazioni personali e impercettibili nella composizione di una zuppa. Un amministratore non viene esortato a introdurre variazioni personali e impercettibili nelle cifre di un libro di contabilità.

Gilbert Keith Chesterton, All Things Considered.



giovedì 1 febbraio 2024

Un aforisma al giorno - Blasfemia, banalità.

La nuova scuola di arte e pensiero si veste senza dubbio di una certa aria di audacia, ed esplode ovunque in blasfemie, come se fosse necessario qualche tipo di coraggio per dire una blasfemia. C’è solo una cosa che richiede un autentico coraggio per pronunciarla, ed è la banalità.

Gilbert Keith Chesterton, G. F. Watts.