domenica 2 febbraio 2025
Un aforisma al giorno - Borbottio o silenzio...
sabato 1 giugno 2024
What's Wrong with the School? | G. K. Chesterton su Humanum Review.
Education: Or The Mistake About The Child
From Chapter 5 - An Evil Cry
The fashionable fallacy is that by education we can give people something that we have not got. To hear people talk one would think it was some sort of magic chemistry, by which, out of a laborious hotchpotch of hygienic meals, baths, breathing exercises, fresh air and freehand drawing, we can produce something splendid by accident; we can create what we cannot conceive. These pages have, of course, no other general purpose than to point out that we cannot create anything good until we have conceived it. It is odd that these people, who in the matter of heredity are so sullenly attached to law, in the matter of environment seem almost to believe in miracle. They insist that nothing but what was in the bodies of the parents can go to make the bodies of the children. But they seem somehow to think that things can get into the heads of the children which were not in the heads of the parents, or, indeed, anywhere else.
Il resto nel collegamento qui sotto:
https://humanumreview.com/articles/whats-wrong-with-the-school
mercoledì 10 gennaio 2024
Un aforisma al giorno - Ogni vera amicizia comincia da...
Qualunque vera amicizia comincia dal fuoco, dal cibo, dalle bevande e dalla percezione della pioggia e del gelo. Coloro che non vogliono partire dall'aspetto fisico delle cose sono dei presuntuosi, e presto potrebbero convertirsi [ad una setta pseudo-cristiana, ndr]. Ogni anima umana, in un certo senso, deve compiere quel gigantesco atto di umiltà che è l'Incarnazione. Ogni uomo deve farsi carne per incontrare i suoi simili.
Gilbert Keith Chesterton, Cosa c'è di sbagliato nel mondo.
sabato 28 ottobre 2023
Chesterton the Prophet: Ronald Knox Remembers His Friend | mons. Ronald Knox ricorda il suo amico Chesterton pochi giorni dopo la sua morte.
Questo articolo che vi proponiamo apparve originariamente nel numero del 26 giugno 1936 di The Catholic Herald, che lo ha ripreso il 14 Giugno 2021, ottantacinquesimo anniversario della morte di Chesterton. Knox pronunciò anche il panegirico in occasione della Messa di requiem tenuta nella Cattedrale di Westminster un mese dopo la morte dell'amico giornalista. L'articolo è reperibile nel volume dei suoi Occasional Sermons.
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Per tutti gli uomini di buona volontà della mia generazione, la morte di Chesterton appare (in diversi gradi) come un'ombra del sole. La sua filosofia, o qualche sua eco, dava colore alle cose di questo mondo ed è stata la premessa di cose migliori a venire. Molti altri, come me, devono sentirsi così saturi del suo pensiero che ogni svolta della strada ci ha ricordato di lui in questi ultimi giorni, portando con sé un nuovo dolore della memoria. (Mentre eravamo seduti a pranzo dopo averlo deposto a Beaconsfield, cercavo di ricordare una sua frase sul Saracen's Head e mi sono ritrovato a rifiutare, in suo onore, un biscotto con il mio formaggio). Questo, anche nelle piccole cose; ma ci sono ricordi più profondi e un senso di perdita più profondo.
(...)
Una volta, dopo aver pranzato con degli amici, gli fu chiesto di camminare fino alla fine del giardino, dove poteva farsi vedere da un'anziana signora costretta a letto al piano di sopra, desiderosa di vedere "il grande Mr. Chesterton". Gli chiesi se potevo camminare con lui, per continuare una discussione, e lui mi disse subito: "Sì, vieni con me: puoi essere l'uomo comune". Credo che fosse sinceramente il suo pensiero, che la grandezza di Mr. Chesterton fosse una questione di "ciccia", cioè di capacità di essere un uomo comune. Certamente quel pensiero era il mio, cioè che il ruolo dell'uomo comune era facile da interpretare in una simile compagnia.
(...)
Il resto qui:
Qui l'articolo nella sua edizione originale e nella sua collocazione all'interno della pagina originale:
https://archive.catholicherald.co.uk/article/26th-june-1936/5/chesterton-the-prophet
venerdì 12 maggio 2023
Aforismi in lingua originale - Questo è insostituibile.
venerdì 21 aprile 2023
Un aforisma al giorno.
Non è semplicemente vero che un credo unisce gli uomini. Anzi, una differenza di credo unisce gli uomini, purché sia una differenza chiara. Un confine unisce. Molti musulmani magnanimi e crociati cavallereschi devono essere stati più vicini l'uno all'altro, perché erano entrambi dogmatici, che due agnostici. "Io dico che Dio è Uno" e "Io dico che Dio è Uno ma anche Tre", questo è l'inizio di una buona amicizia rissosa e virile.
Gilbert Keith Chesterton, Cosa c'è di sbagliato nel mondo.

domenica 18 settembre 2022
Un aforisma al giorno.
È piuttosto evidente che la gonna è un segno della dignità femminile, non della sottomissione femminile; lo si può provare con una semplice verifica. Nessun sovrano indosserebbe in maniera deliberata le catene messe allo schiavo… Ma quando gli uomini vogliono essere sicuri di ottenere un riconoscimento notevole, come i giudici, i preti e i re, essi indossano le gonne, le lunghe e dondolanti vesti della dignità femminile. Il mondo intero è sotto il governo della sottoveste, perché anche gli uomini indossano la sottoveste quando vogliono governare.
Gilbert Keith Chesterton, Cosa c'è di sbagliato nel mondo.
giovedì 23 giugno 2022
Chesterton Is Right About What’s Wrong With the World | il nostro amico Kevin Turley sul National Catholic Register.
Sophia Institute Press has just republished a book with a title that is as perennial as it is thought-provoking: What's Wrong With the World by G.K. Chesterton.
Essentially a book of political philosophy, Chesterton lampoons, with forensic wit, what were then faddish ideas in Edwardian Britain. His four targets are: large corporations, even bigger governments, feminism and education. These and the then thinking underpinning them are the public "wrongs" he identifies, alongside an overarching one, namely, man's fallen human nature.
Il resto in questo collegamento:
venerdì 21 gennaio 2022
Un aforisma al giorno.
lunedì 10 gennaio 2022
Una lettera di Alessandro Casati a Giuseppe Prezzolini del 1910 testimonia l’importanza del nostro Chesterton già in quegli anni.
giovedì 7 ottobre 2021
Un aforisma al giorno.
Questo è il compito impegnativo che sta di fronte agli educatori: essi devono insegnare alla gente a degustare i colori come fossero liquori. Hanno il difficile compito di trasformare degli ubriaconi in degustatori. Se il ventesimo secolo riuscirà a portare a termine questo compito, sarà almeno in pari con il dodicesimo secolo.
Gilbert Keith Chesterton, Cosa c'è di sbagliato nel mondo.
domenica 19 settembre 2021
Un aforisma molto attuale al giorno.
Questa è la prima libertà che rivendico: la libertà di restaurare. Reclamo il diritto a proporre come soluzione il vecchio sistema patriarcale di un clan delle Highlands scozzesi, se ciò servisse a eliminare il maggior numero di problemi. Di certo eliminerebbe alcuni mali, come l’innaturale obbedienza a estranei freddi e duri, semplici burocrati e poliziotti.
venerdì 17 settembre 2021
Aforismi in lingua originale - da What's Wrong with the World.
But for women this ideal of comprehensive capacity (or common-sense) must long ago have been washed away. It must have melted in the frightful furnaces of ambition and eager technicality. A man must be partly a one-idead man, because he is a one-weaponed man--and he is flung naked into the fight. The world's demand comes to him direct; to his wife indirectly. In short, he must (as the books on Success say) give "his best"; and what a small part of a man "his best" is! His second and third best are often much better. If he is the first violin he must fiddle for life; he must not remember that he is a fine fourth bagpipe, a fair fifteenth billiard-cue, a foil, a fountain pen, a hand at whist, a gun, and an image of God.
Gilbert Keith Chesterton, What's Wrong with the World.
domenica 9 maggio 2021
Un aforisma (dai, un brano!) al giorno - Auguri, mamme!
In realtà è proprio perché la donna cambia sempre che ci fidiamo di lei. Correggere ogni avventura o stravaganza con l’antidoto del buon senso non significa (come i moderni paiono credere) essere nella posizione di una spia o di una schiava. Vuol dire, piuttosto, trovarsi nella posizione di Aristotele, o (come minimo) di Herbert Spencer: essere una morale universale, un completo sistema di pensiero. Lo schiavo si vanta; il perfetto moralista rimprovera. In altre parole, la donna è un trimmer nel vero e onorevole senso di questo termine, che per una ragione o per l’altra è sempre usato in un senso diametralmente opposto al suo. Infatti, a quanto pare, si ritiene che trimmer si riferisca a una persona codarda che si schiera sempre dalla parte del più forte. In realtà, indica una persona profondamente cavalleresca, che si schiera costantemente dalla parte dei più deboli, come uno che mantiene in equilibrio (trims) una barca sedendosi dal lato in cui vi sono poche persone. La donna è una bilanciatrice: il suo è un lavoro generoso, pericoloso e romantico. Ma c’è un fatto, sufficientemente chiaro, che taglia la testa al toro. Se si ammette che l’umanità abbia per lo meno agito in modo non innaturale dividendosi in due metà, che incarnano in particolare le categorie del talento specializzato e della salute generale (le quali, in effetti, sono difficili da combinare in una sola mente), è facile capire perché la linea di demarcazione coincida con il sesso o perché la donna sia diventata il simbolo dell’universale, mentre il maschio è l’emblema di ciò che è speciale e superiore. Due importantissimi fatti naturali hanno voluto così: in primo luogo, la donna che svolgeva frequentemente e letteralmente la propria funzione non poteva distinguersi in avventure e sperimentazioni di cose nuove. In secondo luogo, tale funzione naturale la circondava di figli piccoli, ai quali bisogna insegnare tutto.
I neonati non hanno bisogno di imparare un mestiere, ma di essere introdotti nel mondo. Per farla breve: la donna sta solitamente chiusa in casa in compagnia di un essere umano proprio nell’età in cui questi fa tutte le domande possibili e persino alcune impossibili. Sarebbe strano che ella possedesse anche la limitatezza di uno specialista. Comunque, se qualcuno dice che il compito di dare risposte a un bambino (pur liberato dalle regole e dagli orari moderni, e svolto spontaneamente da una persona protetta) è di per sé troppo impegnativo e opprimente, capisco il punto di vista. Posso solo rispondere che la nostra razza ha pensato che valesse la pena di caricare quel fardello sulle spalle delle donne per garantire che nel mondo vi fosse buonsenso. Tuttavia, quando la gente comincia a dire che si tratta di un compito basso e squallido, rinuncio a rispondere, perché non riesco a capire che cosa intenda, nemmeno sforzando al massimo la mia immaginazione. Per esempio, quando la vita domestica è definita un «lavoraccio», la mia difficoltà nasce dall’interpretazione di tale termine. Se con lavoraccio si intende semplicemente un lavoro spaventosamente faticoso, ammetto che la donna, in casa, fatica come un uomo può faticare presso la cattedrale di Amiens o dietro un cannone a Trafalgar. Se però significa che il lavoro, già faticoso, è reso ancor più pesante dal suo essere futile, incolore e di scarso significato per l’anima, allora lascio perdere: non capisco il senso di tali parole.
Tuttavia, sebbene il compito della donna attenga all’universalità, esso non le impedisce, naturalmente, di conservare due forti, per quanto salutari, pregiudizi. In linea di principio, rispetto all’uomo, la donna si è dimostrata più cosciente di rappresentare soltanto metà dell’umanità; ma ha espresso (se così si può dire di una signora) tale consapevolezza gettandosi a capofitto su due o tre cose che ritiene di dover difendere.
Gilbert Keith Chesterton, Ciò che c'è di sbagliato nel mondo
mercoledì 3 marzo 2021
Un aforisma rivoluzionario al giorno.
Per il sano lavoratore la casa non è il luogo della routine in un mondo pieno di avventure. È l’unico posto selvaggio in un mondo di regole e compiti prestabiliti. La casa è l’unico luogo in cui egli può mettere il tappeto sul tetto e una lavagna come pavimento, se vuole. Quando un uomo trascorre ogni notte passando da un bar all’altro o da un concerto all’altro, diciamo che conduce una vita irregolare. Non è vero: vive una vita infinitamente regolare, sotto le scialbe, e spesso oppressive, leggi di quei posti. In qualche caso non gli è neppure permesso di sedersi dentro ai bar e spesso non gli è permesso cantare a un concerto. L’hotel può essere definito come quel luogo in cui sei costretto a vestirti e il teatro può essere definito come quel luogo in cui non puoi fumare. Un uomo può fare un picnic solo a casa sua. Ora io considero, come ho detto, questa piccolo spazio di onnipotenza umana, questo possesso di una cella, o camera, di libertà, come il modello operativo di questa indagine. Che sia possibile o meno dare una casa di proprietà a ogni uomo inglese libero, dovremmo per lo meno desiderarlo.
Gilbert Keith Chesterton, Cosa c'è di sbagliato nel mondo.
mercoledì 28 ottobre 2020
venerdì 17 luglio 2020
Un aforisma al giorno. Bello, su...
sabato 4 luglio 2020
Un aforisma al giorno
sabato 13 giugno 2020
Riproposizioni - Un aforisma al giorno giusto del 12 Giugno 2019.
mercoledì 20 maggio 2020
Un aforisma al giorno.
Esistono due cose, e solo due cose, per la mente umana: un dogma o un pregiudizio. Il Medioevo fu un’epoca razionale, l’età della dottrina. La nostra epoca è, bene che vada, un’età poetica, l’età del pregiudizio. Una dottrina è un punto ben marcato; un pregiudizio è un’indicazione di direzione. «Si può mangiare un bue, ma non si può mangiare un essere umano» è una dottrina. «Si dovrebbe mangiare tutto in minima quantità» è un pregiudizio, che a volte viene chiamato anche con il nome di ideale. Una direzione è sempre e di gran lunga più fantasiosa di un progetto. Preferirei avere in mano la più antica delle cartine su cui è tracciata la strada per Brighton piuttosto che una generica raccomandazione di girare a sinistra. E questa è una parabola assolutamente veritiera sulla capacità che questa moderna vaghezza ha di disperdere e separare gli uomini in mezzo alla nebbia.



