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venerdì 12 giugno 2026

Un aforisma al giorno - Nessuna guerra alla vita e alla natura.

Nulla di più comune, per esempio, che trovare un critico moderno che scriva cose di questo genere: 'Il Cristianesimo fu soprattutto un movimento ascetico, una corsa al deserto, un rifugio nel chiostro, una rinuncia alla vita e alla felicità; esso non fu che parte di una fosca e inumana reazione contro la natura stessa, un odio pel corpo, un aborrimento dell'universo materiale, una specie di suicidio universale dei sensi e anche dell'individuo. Derivava da un fanatismo orientale come quello dei fachiri, ed era basato su un pessimismo orientale che considerava l'esistenza stessa come un male'. In tutto questo la cosa straordinaria è che tutto è verissimo; vero in ogni particolare, con la sola differenza che è attribuito erroneamente a chi non ci ha niente a che vedere. Non è vero della Chiesa; è vero delle eresie condannate dalla Chiesa. È come se uno fosse obbligato a scrivere un'analisi degli errori e del malgoverno dei ministri di Giorgio III, con la piccola inesattezza che tutto il racconto si riferisse a Giorgio Washington; o come se uno facesse un elenco dei delitti dei bolscevichi con la sola variante di attribuirli allo zar. La Chiesa primitiva fu, sì, ascetica, ma in dipendenza di una filosofia totalmente diversa da quella di una guerra alla vita e alla natura; la quale realmente esistette nel mondo, e basterebbe che i critici sapessero dove andare a cercarla.

Gilbert Keith Chesterton, L'Uomo Eterno.

Una vecchia edizione
de L'Uomo Eterno




giovedì 21 agosto 2025

Un aforisma al giorno - Ascetismo di diversa risma.



Ci sono due tipi di asceti nel mondo... Il primo asceta rinuncia alle cose perché potrebbe goderne; è il monaco cattolico. Il secondo asceta rinuncia alle cose perché non potrebbe goderne; è il puritano. Il primo segue la tradizione dei sacrifici pagani; sacrifica la bestia migliore ai suoi dei. Il secondo sacrifica solo scarafaggi neri sull'altare. In breve, il primo offre di rinunciare ai suoi beni, il secondo offre di rinunciare ai suoi mali, al cielo. Ecco perché l'ascetismo protestante (come nel caso dell'astinenza totale) è una cosa molto più militante e rigida; non è lasciato come il voto selvaggio di un uomo, è trasformato in etica ordinaria... L'asceta protestante... è troppo buono per bere vino. Ma qualsiasi stupido monaco che fosse un uomo umile saprebbe che la domanda era: se egli era buono abbastanza da berlo.

Gilbert Keith Chesterton, Independent Review, gennaio 1906.