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giovedì 28 maggio 2026

Una piacevole sorpresa.



213. Uno scrittore cattolico del Novecento, John Ronald Reuel Tolkien, per bocca di uno dei protagonisti di un suo romanzo, ha descritto così la nostra responsabilità: «Non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo; il nostro compito è di fare il possibile per la salvezza degli anni nei quali viviamo, sradicando il male dai campi che conosciamo, al fine di lasciare a coloro che verranno dopo terra sana e pulita da coltivare». La civiltà dell’amore non nasce da un gesto unico e spettacolare, ma da una somma di fedeltà piccole e tenaci, che fanno argine alla disumanizzazione. Per questo vale la pena fermarsi e considerare alcuni aspetti di come, ciascuno nel proprio ambito, possiamo collaborare alla sua costruzione. Senza pretendere di esaurire il tema, propongo cinque piste di responsabilità quotidiana e pubblica: disarmare le parole, costruire la pace nella giustizia, assumere lo sguardo delle vittime, coltivare un sano realismo, rilanciare il dialogo e il multilateralismo.

Leone XIV, lettera enciclica Magnifica Humanitas.

La vita di J.R.R. Tolkien | Edizioni Ares

lunedì 28 luglio 2025

Di nuovo su Chesterton e Tolkien | Chesterton e Tolkien, una piccola riflessione, di Francesco Perin, da Tolkien Italia, 4 settembre 2019.



Nella battaglia per il bene che c’è nel nostro mondo non siamo mai soli. Questo è palese in Chesterton, e nei suoi eroi che corrono a destra e a manca per mostrare quanto la realtà sia buona e che l’allontanamento da essa non può portare altro che il male. Questa realtà è buona, perché è ordinata; ed in quanto ordinata, secondo lo scrittore inglese, è palese frutto dl una volontà divina. Chesterton lega la sanità dell’essere umano proprio al suo rimanere attaccati alla realtà, mentre la follia è il disancoramento dalla stessa.

(...) «viviamo in un mondo terribile, oscurato dalla paura, oppresso dal dolore […]. Chesterton una volta disse che è nostro dovere tenere alta la bandiera di Questo Mondo: ma per farlo, ora serve un patriottismo più risoluto e sublime di allora. Gandalf ha aggiunto che non sta a noi scegliere i tempi in cui nasciamo, ma che dobbiamo fare il possibile per ripararne i mali».

Il resto è nel collegamento qui sotto:




mercoledì 5 giugno 2013

Dice un Gandalf molto chestertoniano...

«Ho scoperto che sono le piccole cose, le azioni quotidiane della gente comune che tengono a bada l'oscurità, semplici atti di gentilezza e amore... Perché ho scelto Bilbo Baggins? Forse perché ho paura e lui mi dà coraggio».

Gandalf nel film Lo Hobbit