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martedì 6 agosto 2024

Chesterton in altre parole - C. S. Lewis, Sorpreso dalla gioia, più senso di tutti gli altri moderni messi assieme.

Tutti i libri cominciavano a rivoltarsi contro di me. In effetti, dovevo essere cieco come una talpa per non aver visto, molto tempo prima, la ridicola contraddizione tra la mia teoria della vita e le mie reali esperienze di lettore. George MacDonald mi aveva influenzato più di qualsiasi altro scrittore; naturalmente era un peccato che avesse quel pallino per il cristianesimo. Era bravo nonostante questo. Chesterton aveva più senso di tutti gli altri moderni messi insieme; a parte, ovviamente, il suo cristianesimo. Johnson era uno dei pochi autori di cui sentivo di potermi fidare ciecamente; curiosamente, aveva la stessa tendenza. Anche Spenser e Milton, per una strana coincidenza, lo avevano. Anche tra gli autori antichi si riscontra lo stesso paradosso. I più religiosi (Platone, Eschilo, Virgilio) erano chiaramente quelli di cui potevo davvero nutrirmi. D'altra parte, gli scrittori che non soffrivano di religione e con i quali, in teoria, la mia simpatia avrebbe dovuto essere totale - Shaw e Wells e Mill e Gibbon e Voltaire - mi sembravano tutti un po' sottili; quello che da ragazzi definivamo "magro". Non è che non mi piacessero. Erano tutti (specialmente Gibbon) divertenti, ma non di più. Sembrava che non ci fosse profondità in loro. Erano troppo semplici. La crudezza e la densità della vita non apparivano nei loro libri.

Clive Staples Lewis, Sorpreso dalla gioia.



lunedì 23 ottobre 2023

Ecco dove affondano le radici della fantasia di Chesterton e Tolkien...

 

George MacDonald.jpg
George MacDonald

Ecco George MacDonald.

Ne abbiamo parlato più volte in questo blog e nel collegamento ne trovate varia traccia:

https://uomovivo.blogspot.com/2015/10/la-chiave-doro-di-george-macdonald-il.html

L'influsso su Chesterton fu notevole ed evidente, ed il piccolo Gilbert, che ad otto anni cercava di imitare in una prima prova le arti scrittorie di MacDonald, lo considerò sempre una delle sue maggiori ispirazioni.

È pure significativo che Chesterton abbia firmato l'introduzione della biografia di McDonald scritta dal figlio Greville:

https://uomovivo.blogspot.com/2021/02/chesterton-introduce-george-macdonald.html

Se volete è quasi un autorevole passaggio del testimone.

Disse Chesterton nel necrologio che gli dedicò dalle colonne del Daily News nei giorni successivi alla sua morte: "Se dobbiamo giudicare quanto a originalità di atteggiamento, George MacDonald fu uno dei tre o quattro uomini più grandi dell'Ottocento", e definì "arguzia celestiale" la sua facoltà immaginifica.

Tolkien, in On Fairy-Stories che abbiamo richiamato più volte negli scorsi giorni, lo menziona tra coloro che più esercitarono questo sforzo di leggere la realtà grazie alla fantasia.

Non so voi, ma tutto ciò mi sorprende e mi dà nuove e potenti chiavi di lettura dell'opera di Chesterton, e pure di quella di Tolkien, motivi non trascurabili, nuove finestre sull'idea di fantasia, stupore, tenersi desti, non permettere mai alla propria anima di addormentarsi, e su molto altro.

Le strade convergono.

Marco Sermarini

mercoledì 3 marzo 2021

Ancora su George MacDonald, Chesterton e ora pure Tolkien.

 


Chi sono questi misteriosi goblin dall'aspetto grottesco che vivono nel sottosuolo della grande montagna e il cui massimo divertimento consiste nell'escogitare tutti i possibili modi per dar fastidio a quelli che vivono fuori, alla luce del sole? Lindau pubblica un grande classico della letteratura fantasy e della fiaba

https://www.thrillermagazine.it/18311/george-macdonald-prima-di-tolkien

mercoledì 24 febbraio 2021

Chesterton introduce George MacDonald and His Wife, di Greville M. MacDonald.

Questa è l'introduzione alla biografia scritta da Greville MacDonald, figlio di George MacDonald, che Chesterton affermò essere sempre stata una delle sue maggiori fonti di ispirazione.

Il libro è del 1924, e credo che Chesterton fosse davvero onorato di redigere la prefazione della biografia dell'uomo cui disse di volersi ispirare nel primo racconto che scrisse a otto anni…

Di MacDonald (1824 - 1905) abbiamo parlato anche in questo blog. Eccone una foto in calce al post. Egli visse molti anni anche a Bordighera in Liguria. L'altra foto rappresenta il figlio Greville, autore della biografia.

Marco Sermarini



George MacDonald e suo figlio Greville MacDonald.

mercoledì 22 novembre 2017

Gli amici di Chesterton - Stopford Brooke

Chesterton aveva degli strani amici e tra il cosiddetto clero anglicano. Di colui che sposò lui e Frances (Conrad Noel detto il Vicario Rosso, the Red Vicar) abbiamo già parlato, stavolta facciamo parlare Chesterton di Stopford Brooke.


«Anch'io mi ero inchinato davanti a Stopford Brooke, oratore poeta dal cuore generoso, accettando a lungo il teismo ottimista che andava insegnando, e che non era dissimile da quanto avevo imparato da bambino, sotto la forma del misticismo estetizzante di George MacDonald. È una fede piena e solida nella paternità di Dio, in cui non vi era nulla di eccepibile, anche dal punto di vista dottrinale, tranne che ignorava il libero arbitrio. Il suo universalismo si apparentava a una sorta di calvinismo ottimista: questa fu la mia prima fede, prima che si potesse ragionevolmente parlare del mio primo dubbio».

Gilbert Keith Chesterton, Autobiografia

Stopford Brooke (1832 - 1916) nacque in Irlanda, figlio del rettore di una chiesa anglicana in un piccolo villaggio vicino Letterkenny. Studiò al Trinity College a Dublino. Fu ordinato nella Chiesa d'Inghilterra, divenne  cappellano della figlia della Regina Vittoria andata in sposa al Kaiser Federico III e anche cappellano reale della Regina Vittoria stessa, fin quando non decise di lasciare la Chiesa d'Inghilterra (=anglicani) perché non riusciva più ad accettarne i dogmi. Esercitò allora il suo ministero da indipendente, su unitariane. Fu uomo di lettere, oratore e scrittore. Sposò Emma Wentworth-Beaumont (1830-1874) che gli diede sei figlie e due figli. Il figlio Stopford fu membro del parlamento e il nipote Henry (figlio di una figlia) ministro dell'interno.

martedì 15 novembre 2016

«Ricerche correlate...»

È vero, tutti questi signori (e c'è pure una signora) sono "correlati" al nostro Gilbert...

Potrei anche indire l'ennesima edizione del Concorsone (questi sono concorsi seri! Non quello della scuola!) di Splendido Detective Chestertoniano, ma sarebbe troppo facile, le risposte sono tutte nel blog e uno un po' sveglio non andrebbe ad abbeverarsi chissà dove... qui c'è la fons fontium!

Però stavolta mi sento di dare ragione al Signor Google. Sono tutti correlati con lui, qualcuno gli deve anche tanto, a qualcuno deve qualcosa lui stesso. Credo poi che anche una gentile ed educata signora come Agatha Christie gli debba tanto per il divertimento guadagnato insieme nel Detection Club. Ma pensa che bello!

Marco Sermarini




mercoledì 7 ottobre 2015

La Chiave d'Oro di George MacDonald, il maestro della fantasia di Chesterton

Libri. "La Chiave d'Oro" di G. MacDonald, lo scrittore scozzese riscoperto da Chesterton e Tolkien


Un brevissimo estratto dall'articolo che riportiamo nel collegamento qui sotto:

Nel necrologio di MacDonald apparso sul Daily News del 25 settembre 1905 Chesterton scriveva: "Se dobbiamo giudicare quanto a originalità di atteggiamento, George MacDonald fu uno dei tre o quattro uomini più grandi dell'Ottocento", e definiva "arguzia celestiale" la sua facoltà immaginifica. Il mondo favoloso di MacDonald è prevalentemente desunto da quello dei romantici tedeschi, in primo luogo Novalis e poi Hoffmann, Chamisso, La Motte Fouqué, ma anche dal ciclo arturiano, da Bunyan, da Dante e dal racconto biblico. Caratteristica principe degli scritti di MacDonald è l'affollamento, e combinazione, dei motivi tematici degli autori presi a modello. A tutti generalmente chiede in prestito gli strumenti del meraviglioso.

Il resto dell'articolo è qui sotto:


Di George McDonald abbiamo parlato su questo blog alcune volte, e vi consigliamo di andare a rivedere i post che lo riguardano:

Qui sotto c'è un altro volume della sua opera (ma anche qualche nota riguardante la passione di Chesterton per quello che considerò uno dei suoi maestri):


E qui di seguito c'è un altro post in cui parliamo ex professo di George MacDonald:


Non molti sanno che visse in Italia, morì in Inghilterra e riposa a Bordighera, in quell'Italia che fu rifugio di altri anglofoni [Ezra Pound, Max Beerbohm che comprò casa a Rapallo, tanto per fare qualche esempio, e il nostro Chesterton che una volta vi incontrò i due signori appena nominati a casa di Beerbohm - per saperne di più mettete i due nomi nel motore di ricerca del nostro blog - come disse una volta uno, qui si viaggia sempre in prima classe, è inutile che andate a pescare altrove… ; -)]

Da ultimo va ricordato anche il nostro caro Paolo Gulisano che ha scritto il bel volume assieme a Luisa Vassallo dal titolo George MacDonald il maestro della fantasia, per i tipi de Il Cerchio, un bel profilo biografico di uno degli autori più amati da Chesterton.

martedì 22 luglio 2014

Uno degli ispiratori di Chesterton, George MacDonald

Ecco George MacDonald (1824 - 1905), una delle fonti di ispirazione del giovanissimo, anzi del bambino Chesterton.

Era figlio di contadini scozzesi calvinisti, anche se in realtà egli non approvò mai la dottrina della predestinazione dell'anima. Fu pastore ma con scarso successo, fu soprattutto scrittore. Visse a Bordighera per quasi venti anni e lì scrisse circa la metà dei suoi romanzi fantasy.
Qui fondò un luogo di incontro letterario, Casa Coraggio, Vi si tenevano spettacoli teatrali e letture di Dante, Shakespeare e di altri classici.
Ebbe otto figli, di cui quattro morirono in Italia, come pure la moglie.  Dopo la morte della moglie tornò in Inghilterra dove morì nel 1905 ma volle che le sue ceneri fossero riportate a Bordighera presso i suoi figli ancora vivi e pure alla tomba della cara moglie.
Gilbert disse che La principessa e i goblin fu il libro che «made a difference to my whole existence» (fece la differenza in tutta la mia vita). Da bambino delle elementari iniziò a scrivere piccoli raccontini volendo esplicitamente imitare lo stile dello scrittore scozzese. D'altronde Gilbert aveva sangue scozzese nelle sue vene grazie alla nonna Keith (il secondo nome di Gilbert fu imposto per ricordare la nonna, quella nonna che gli aveva insegnato tante favole e storie che lo segnarono indelebilmente, grazie a Dio: pensate che strade che scelse il Padre Eterno...) e si trattò semplicemente di riconoscere questo bel timbro.

L'influenza di MacDonald su Chesterton è ben nota qui in Italia tra i nostri amici chestertoniani: difatti il nostro vicepresidente Paolo Gulisano ha scritto la biografia dello scrittore scozzese (George MacDonald - Il maestro della fantasia, Editrice Il Cerchio) e l'amico Pietro Federico ha introdotto Al di là del vento del Nord per Raffaelli.

Anche altri autori come C. S. Lewis, J. R. R. Tolkien e W. H. Auden tributarono onore e gratitudine a MacDonald per gli stessi motivi del grande Gilbert.

Un grazie va anche a questi amici, ma pure a George MacDonald, che senza saperlo ci ha fatto un bel regalo.

Questo è un piccolo contributo per la migliore comprensione del nostro caro Gilbert.

Marco Sermarini

mercoledì 20 febbraio 2013

George MacDonald, uno degli scrittori più amati da GKC


Presto torneremo sull'argomento. Da bambino di sette - otto anni iniziò a scrivere per imitarlo, pensate.

MacDonald ebbe a che fare anche con l'Italia.

Paolo Gulisano ne ha scritto una biografia e Pietro Federico ne ha tradotto un romanzo.

lunedì 25 giugno 2012

Nota blogger atea si converte e dichiara di voler entrare nella Chiesa Cattolica (di Maria Grazia Gotti)


Si chiama Leah Libresco, è americana e ha 22 anni e... negli ultimi anni ha letto Chesterton, C.S.Lewis e MacIntyre!!!

La notizia, in spagnolo, è pubblicata su Religion En Libertad

Eh, aveva proprio ragione Lewis: 

Nel leggere Chesterton, come nel leggere MacDonald, non sapevo a cosa andassi incontro. Un giovanotto che desidera rimanere un perfetto ateo non può andare troppo per il sottile con le sue letture. Ci sono trabcchetti sparsi dappertutto: "Bibbie lasciate aperte, milioni di sorprese" come dice Herbert, "reti sottili e stratagemmi". Dio è, se così possiamo dire, pochissimo scrupoloso.


martedì 21 giugno 2011

Raffaelli pubblica George McDonald (e Chesterton comunque c'entra)


Titolo: Al di là del vento del Nord
Collana DROMOS
Traduzione di Valentina Ballardini
Introduzione di Pietro Federico
con una nota sull'Autore di Paolo Gulisano 




"In questo libro troverete molte avventure: tempeste, visioni, lunghi cammini, voli maestosi nell'immensità dei cieli, viaggi per raggiungere il Polo Nord. Ma questo non è un libro di avventure. Troverete la Londra dell'800 in tutto lo squallore della sua povertà, la meschinità della gente povera e ricca, vedrete anche germogliare la bontà di alcuni, in luoghi e in momenti inaspettati, di fronte al volto di un bambino eletto come umile messaggero di un cielo umile. Ma questo non è solo un romanzo vittoriano alla Dickens. Vedrete comparirvi davanti figure gigantesche e terribili, lupi ringhianti che trasformeranno la realtà in un luogo fantastico e macabro. Ma questo libro non è un libro del genere fantasy, né del genere gotico. Questo libro parla di un amore. [...]"

(dall'Introduzione di Pietro Federico).

"[George MacDonald] uno scozzese di genialità genuina quanto quella del Carlyle; sapeva scrivere delle favole che facevano diventare favola ogni esperienza. Sapeva far provare esattamente la sensazione che tutti noi abbiamo in mano il capo di un magico filo, il quale alla fine deve condurci in paradiso. Era una specie di calvinismo ottimista. Ma quelle favole davvero significative erano accidenti geniali".

Gilbert Keith Chesterton


La traduzione e l'introduzione sono del nostro amico Pietro Federico (quello che ha tradotto La superstizione del divorzio, edizioni San Paolo).

Bisogna dire che Chesterton, per sua esplicita ammissione, considera tra i suoi padri proprio George McDonald, e da bambino si dilettava ad imitarlo scrivendo racconti "alla McDonald" (lo dice nei suoi diari inediti).

Raffaelli si conferma un editore "chestertoniano" anche con questa pubblicazione (ha all'attivo tre titoli di Chesterton tra cui il mai abbastanza lodato La ballata del cavallo bianco, tradotta dalla nostra amica Annalisa Teggi).

McDonald non è completamente ignoto in Italia grazie a Paolo Gulisano e Luisa Vassallo che hanno firmato George MacDonald - Il maestro della fantasia (editrice Il Cerchio, Rimini).