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domenica 26 luglio 2026

Un aforisma al giorno - La ragione stessa è una questione di fede.




La ragione è essa stessa una questione di fede. È un atto di fede affermare che i nostri pensieri abbiano una qualche relazione con la realtà.

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia.


venerdì 14 febbraio 2025

Un aforisma al giorno - Pensare e rendere grazie.

La civiltà ha superato l'anima dell'uomo e sta producendo più velocemente di quanto egli possa pensare e rendere grazie.

Gilbert Keith Chesterton, The Daily News, 21 febbraio 1902.



sabato 16 dicembre 2023

Un aforisma al giorno - Ragione, forza bruta.

La ragione è sempre una specie di forza bruta; coloro che si appellano alla testa piuttosto che al cuore, per quanto pallidi ed educati, sono necessariamente uomini di violenza. Parliamo di "toccare" il cuore di un uomo, ma non possiamo fare nulla alla sua testa se non colpirla.

Gilbert Keith Chesterton, Twelve Types.



lunedì 21 agosto 2023

Un aforisma al giorno - Due parolette sul razionalismo.

 

Rural Rides, di William Cobbett.


Il razionalismo è un idillio di gioventù. L'età della ragione non ha nulla di particolare, tranne, ahimè, il fatto che precede l'età della prudenza.

Gilbert Keith Chesterton, William Cobbett.


lunedì 10 luglio 2023

Un aforisma inedito al giorno (ed è pure bello).



Alcuni deterministi pensano che il cristianesimo abbia inventato un dogma come il libero arbitrio per divertimento - una semplice contraddizione. Questo è assurdo. La contraddizione c'è, qualunque cosa tu sia. I deterministi mi dicono, con un certo grado di verità, che il determinismo non fa alcuna differenza nella vita quotidiana. Ciò significa che, pur sapendo che gli uomini non hanno il libero arbitrio, il determinista continua a trattarli come se lo avessero.
La differenza è quindi molto semplice. Il cristiano inserisce la contraddizione nella sua filosofia. Il determinista la inserisce nelle sue abitudini quotidiane. Il cristiano indica come un mistero dichiarato ciò che il determinista definisce un'assurdità. Il determinista mangia le stesse sciocchezze a colazione, pranzo, tè e cena ogni giorno della sua vita.
Il cristiano, ripeto, inserisce il mistero nella sua filosofia. Questo mistero, con la sua oscurità, illumina tutte le cose. Se gli si concede questo, la vita è vita, il pane è pane e il formaggio è formaggio, può ridere e combattere. Il determinista rende logica e lucida la questione della volontà: e alla luce di questa lucidità tutte le cose si oscurano, le parole non hanno significato, le azioni non hanno scopo. Ha fatto della sua filosofia un sillogismo e di se stesso un pazzo farfugliante.
Non si tratta di una questione tra misticismo e razionalità. È una questione tra misticismo e follia. Perché il misticismo, e solo il misticismo, ha mantenuto gli uomini sani di mente fin dall'inizio del mondo. Tutte le strade diritte della logica portano a una qualche bolgia, all'anarchismo o all'obbedienza passiva, a trattare l'universo come un orologio di materia o come un'illusione della mente. È solo il mistico, l'uomo che accetta le contraddizioni, che può ridere e camminare facilmente nel mondo.

Gilbert Keith Chesterton, Blatchford Controversies (inedito in lingua italiana)






sabato 31 dicembre 2022

Benedetto XVI (16 Aprile 1927 - 31 Dicembre 2022).

Con molto, molto dispiacere apprendiamo la notizia della morte di Benedetto XVI.

Sappiamo che è stato un lettore di Chesterton: tra l'altro lo citò indirettamente in un'intervista nel 5 agosto del 2006 parafrasando una famosa battuta di Gilbert: "Un qualche scrittore aveva detto che gli angeli possono volare, perché non si prendono troppo sul serio. E noi forse potremmo anche volare un po' di più, se non ci dessimo così tanta importanza". In queste parole c'è tutto il suo spirito e la sua umiltà, e il riverbero potente del caro Gilbert.

Ma, a prescindere da questo, noi chestertoniani ne abbiamo apprezzato le virtù... chestertoniane, come l'umiltà, il senso dell'umorismo, l'amore per la Verità e per la ragione a braccetto con la fede.

Dunque ci spiace molto questo distacco. Pregheremo per lui e per la Chiesa Cattolica.



mercoledì 2 novembre 2022

domenica 30 ottobre 2022

Ragione e libertà in Chesterton. «Il cristianesimo mi ha allargato la ragione» | Ubaldo Casotto su Tempi.

In occasione dei cento anni dalla conversione al cattolicesimo, un ritratto del grande pensatore inglese. «L’uomo può capire tutto con l’aiuto di quello che non capisce»

«Potrei dimostrare tutta la dottrina cattolica se mi si permettesse di partire dal valore sommo di due cose: la ragione e la libertà». Chesterton diceva queste cose prima di convertirsi al cattolicesimo.

Il resto qui sotto:

https://www.tempi.it/ragione-e-liberta-in-chesterton-il-cristianesimo-mi-ha-allargato-la-ragione/?fbclid=IwAR0SROUWy9am8Q5uE8w2JVSOfGYDFK-BhqzxWxtDAKDfp3T7SQUlhdOrENQ

mercoledì 11 aprile 2018

Un aforisma al giorno

La fede ridà ad un uomo il suo corpo e la sua anima e la sua ragione e la sua volontà e la sua stessa vita.

Gilbert Keith Chesterton, La mia fede

mercoledì 7 settembre 2016

Il nostro presidente Marco Sermarini domani sera a Brescia

“FIDARSI DELLA REALTA’:  LA LEZIONE DI G. K. CHESTERTON”


Relatore: Marco Sermarini
G. K. Chesterton, grande conoscitore di S. Tommaso D’Aquino, individua nella formula “Veritas est adaequatio rei et intellectus” L’unica definizione possibile di verità e nel “buon senso tomistico, che unisce realtà e riconoscimento della realtà, l’unica filosofia che possa garantire all’uomo la possibilità di compiere realmente un’esperienza”. Con l’aiuto del Presidente della Società Chestertoniana Italiana si avrà l’occasione di cogliere e approfondire quella ragionevole realtà che il poeta inglese seppe ben intuire e raccontare in tutte le sue sfumature.
Biografia: Marco Sermarini è presidente e fondatore della Società Chestertoniana Italiana. È anche alla guida della Compagnia dei Tipi Loschi del beato Pier Giorgio Frassati, un’associazione di fedeli cattolici con sede a Grottammare, nelle Marche. È nel comitato direttivo dell’edizione italiana della Chesterton Review. Marco è sostenuto nelle sue attività dalla moglie Federica, dai loro cinque figli e da tanti amici, con cui ha fondato a San Benedetto del Tronto la Scuola Libera “G. K. Chesterton”. Lavora come avvocato penalista a San Benedetto del Tronto.

8 settembre 2016, ore 20:45 - Teatro Oratorio Le Due Sante (Brescia, San Polo, zona Questura)

giovedì 1 maggio 2014

Un aforisma al giorno - Arte pura e ragione pura.

Dalla mera arte non è mai nato nulla di supremamente artistico, proprio come la ragione pura non ha mai prodotto nulla di essenzialmente ragionevole.


Gilbert Keith Chesterton, L'Imputato.


giovedì 6 settembre 2012

Un aforisma al giorno (ancora Ffinch, ancora Brunelli)


Altro estratto dal Ffinch, altro brano della Blatchford Controversy.
La Blatchford Controversy si svolse a cavallo del 1903-1904 e vide protagonisti il Clarion e il Daily News, i giornali dove all'epoca scrivevano rispettivamente Blatchford e Chesterton.
Altro grazie a padre Brunelli.

Questa citazione è un vero spettacolo, un cavallo di battaglia, di moltissime battaglie.

"Associare il vizio con la povertà è la più vile, la più vecchia e la più sporca delle pietre che l’insolenza abbia mai scagliato contro il povero. Un uomo nato da donna potrà avere giorni brevi e pieni di difficoltà, ma è più nobile e più felice di quanto lo dipinga il mondo. Non mi degnerò neppure di rispondere a Blatchford che si chiede come possa un uomo, nato nella sozzu­ra e nel peccato, condurre una vita nobile. Ne conosco così tanti che vi riescono e che vivono a un tiro di schioppo da casa mia, a Battersea, che poco m’importa come facciano. L’uomo, in sé, ha sempre qualcosa che non può essere fiaccato dalle condizioni esterne. Sì, esiste una libertà che non è stata mai ridotta in cep­pi. Esiste una libertà che ha reso felici uomini in prigione, così come li può rendere felici nelle catapecchie. È la libertà della men­te, quella stessa libertà a cui Blatchford muove guerra. La filosofia di Blatchford non sarà mai accettata da uomini sani di mente. Ma se per caso lo fosse, mi è molto facile predire cosa accadrà: l’uomo, diventato ormai una macchina, si leverà su quei prati fioriti e griderà a gran voce: «C’era una volta un qualcosa, una Chiesa, che ci insegnava che eravamo liberi nel­l’anima? Si circondava di torture e di prigioni per obbligare gli uomini a credere che la loro anima fosse libera? Se c’era, che ritorni, pur con torture e prigioni! Mettetemi in quelle prigioni, tormentatemi con quelle torture se, così facendo, potrò tornare a credere ancora nella libertà dell’anima!»".

Gilbert Keith Chesterton, Clarion, 5 agosto 1904

Un aforisma al giorno (Ffinch, Brunelli, Blatchford Controversy)


Questo è un brano, sempre tratto dalla biografia di Ffinch, della famosa Blatchford Controversy, la controversia giornalistica che oppose GKC a Robert Blatchford sulla religione, sull'uomo e sul vero senso della ragione umana, totalmente inedita in italiano (signori editori, fatevi avanti! Noi siamo disponibili!).
E' la controversia con cui Chesterton manifestò per la prima volta le sue idee religiose, quindi importantissima, e che lo oppose a Blatchford, socialista utopistico che prima del suo riavvicinamento alla religione (ancora al cristianesimo anglicano: è una vicenda di cui abbiamo parlato da questo blog quando abbiamo parlato di Conrad Noel e di altri singolarissimi pastori della Chiesa Alta Anglicana) era considerato dal giovane Chesterton una sorta di maestro.

E' il brano famoso (spesso citato ma mai con la fonte) del soprannaturale e dell'innaturale.

Grazie a Padre Roberto Brunelli.

"Il problema è cosa sia normale nell’uomo o, più semplicemente, che cosa in lui sia umano. Alcuni, come Blatchford, vedono nell’esperienza religiosa dei secoli passati un fatto anormale, una morbosità giovanile, un incubo da cui l’uomo si sta gradualmente risvegliando; altri, come me, vedono invece nella moderna civil­tà razionalista un fatto anormale, il perdersi delle antiche facoltà umane di percezione dell’estasi nel febbrile cinismo delle città e dell’impero. Noi riteniamo che non solo l’uomo sia parte di Dio, ma che Dio sia parte dell’uomo, una cosa connessa con la sua natura, come il sesso. Noi diciamo che (alla luce della storia attuale) se si recide il soprannaturale ciò che resta è l’innaturale. Noi affermiamo che, proprio nelle epoche in cui l’uomo ha cre­duto nel soprannaturale, l’uomo è vissuto all’aperto, ha danza­to e raccontato storie intorno al fuoco. Noi diciamo che, pro­prio nelle epoche in cui l’uomo ha perso la fede, ci sono stati imperatori effemminati, gladiatori e poeti minori che hanno sfog­giato garofani verdi e cantato cose innominabili. Noi affermia­mo che, presa la storia dell’uomo nel suo complesso, le più sfre­nate fantasie della superstizione non sono nulla in confronto al­la fantasia del razionalismo".

Gilbert Keith Chesterton, Daily News, 12 dicembre 1903

Un aforisma al giorno (grazie a Michael Ffinch e a Padre Brunelli)



Padre Roberto Brunelli, nome di battaglia padre Brownelli (tra chestertoniani ci diamo sempre dei veri nomi di battaglia che abbiano qualcosa a che fare con GKC: per esempio Alessandro Gnocchi è Giovedì, perché Giovedì... Gnocchi! Annalisa Teggi è Il Cavallo Bianco per ovvi motivi, Sabina Nicolini è per temperamento e per aver tradotto "La Nonna del drago ed altre serissime storie" La Nipote del Drago...), si è fissato sul Ffinch, ossia la biografia redatta da Michael Ffinch sul nostro GKC e che le edizioni San Paolo pubblicarono in italiano oltre venti anni fa.
Ogni tanto ne tira fuori un pezzetto su Facebook, ma noi preferiamo diffonderle da qui, a disposizione anche dei non-facebook.
Siccome sono passi che meritano e che spesso non sono parte di scritti strutturati (sono battute riferite da testimoni, lettere alla moglie, agli amici, e altre cose del genere), ringraziamo padre Brunelli che le mette per iscritto e ve le mettiamo a disposizione.
Il giorno in cui qualcuno avrà la pazienza di tradurre i due volumi della biografia di Maisie Ward (Gilbert Keith Chesterton e Return to Chesterton, Sheed and Ward, 1944 e 1952) la più accreditata per numero di notizie, accuratezza e così via), ce lo faccia sapere.
Altrettanto dicasi per la biografia di padre Ian Ker (Gilbert Keith Chesterton - A biography, Oxford Press, 2011) una sorta di summa di tutte le biografie), e per il bel libro di William Oddie (The Romance of Orthodoxy - The making of GKC, 1874 - 1909, Oxford Press, 2010).


"Se voleste dissuadere un uomo dal bere il suo decimo bicchie­re di whisky, voi gli battereste la mano sulla spalla dicendogli: «Sii uomo!». Ma nessuno che volesse dissuadere un coccodril­lo dal divorare il suo decimo esploratore gli batterebbe la mano sulla spalla dicendogli: «Sii coccodrillo!». Infatti non abbia­mo alcuna idea di un coccodrillo perfetto né alcuna allegoria di una balena cacciata da un Eden balenesco".

Gilbert Keith Chesterton, 
tratto da Michael Ffinch, Gilbert Keith Chesterton, edizioni San Paolo, 1990 p. 162

giovedì 1 dicembre 2011

Nessuno può proibire a un vescovo cattolico di visitare una scuola.

Ecco l'articolo pubblicato oggi su Avvenire (richiamato in prima pagina) relativo alla decisione di respingere il ricorso dell'UAAR contro il Vescovo di Grosseto.
Veritas ergo triumphavit!

La notizia è apparsa anche sul Messaggero con un buon titolo: "Napolitano boccia i laicisti":


Non tutti sanno però che l'autore di questa bella vittoria è il nostro amico Gianfranco Amato, che è avvocato in Grosseto.

BRAVO, GIANFRANCO!!!

lunedì 3 ottobre 2011

Fede e ragione secondo Padre Brown, di Fabio Trevisan

 

 

 

FEDE E RAGIONE IN PADRE BROWN

 

 

A distanza di cento anni (il primo Padre Brown fu scritto nel 1911) ritorna con urgente attualità il delicato e centrale rapporto tra fede e ragione, richiamato con chiarezza ed autorità nellalectio magistralis di Ratisbona nel settembre 2006 da Benedetto XVI e ripreso nei giorni scorsi dallo stesso Papa, nella sua terra natale, a Berlino, davanti ai rappresentanti delle istituzionipolitiche tedesche.

Del legame tra fede e ragione il celeberrimo sacerdote-detective inglese Padre Brown (reso in Italia brillantemente nell'adattamento televisivo del 1970 da Renato Rascel) è stata un'icona significativa.

Gilbert Keith Chesterton (1874-1936), l'autore dei divertenti ed intelligenti racconti di Padre Brown, consigliabili a grandi a piccini, riteneva la questione fede-ragione ineludibile, ancor prima del suo ingresso ufficiale nella Chiesa Cattolica Romana (così amava chiamarla) nel 1922.

Innumerevoli sono i rimandi all'equilibrata e sottile trattazione del rapporto tra la fede e la ragione già dal primo racconto (La croce azzurra), nel quale lo scrittore londinese fa dire al pretino (P.Brown) dell'Essex: <<La ragione è sempre ragionevole, anche nell'ultimo limbo, anche al limite ultimo delle cose. So bene che si accusa la Chiesa di abbassare la ragione, ma è il contrario, invece. Sola, sulla terra, la Chiesa fa la ragione veramente suprema. Sola, sulla terra, la Chiesa afferma che Dio stesso è legato alla ragione>>. Fa rabbrividire per la bellezza evocata ed il collegamento, seppur a distanza di tempo, con la riflessione sul Logos che il Santo Padre Benedetto XVI ha proposto a Regensburg.

Lo smascheramento del ladro (Flambeau) travestito da prete avviene in Padre Brown ancora attraverso l'uso della ragione:<<Voi attaccaste la ragione. Questa è cattiva teologia>>. Padre Brown risponde così in modo candido e disincantato (non a caso la prima serie di racconti si intitola L'innocenza di Padre Brown) al falso sacerdote che lo interroga : <<L'universo è soltanto fisicamente infinito, non infinito nel senso che sfugge alle leggi della verità … La ragione e la giustizia comprendono in modo inscindibile anche le stelle più remote e solitarie ma non crediate che una così fantastica astronomia possa influire minimamente sulla ragione e sulla giustizia della condotta umana. Su pianure di opale, sotto declivi tagliati nella pura perla, trovereste ancora un cartello con la scritta: "Tu non devi rubare"…>>.

Attraverso l'uso sapienziale della ragione ed il tratto profondamente umano e comprensivo di Padre Brown, derivato dall'assidua presenza nel confessionale, il sacerdote-detective non solo riuscirà a convertire, con la grazia di Dio, il famigerato ladro Flambeau, ma a farlo diventare addirittura suo assistente nelle pratiche investigative. Alla domanda dello sconvolto Flambeau: <<Ma come fate a sapere tante cose?>> risponderà sorridendo il piccolo prete: <<Sono cose che solo uno stupido celibe qualunque può sapere, naturalmente. Non avete mai pensato che un uomo, che non fa quasi mai altro che ascoltare i peccati commessi dagli uomini, non ha la probabilità di rimanere ignaro del male umano?>>.

Sulla controversa questione della difficile comprensione del logosnelle vicende umane, così viene interrogato dall'ateo principe Saradine nel racconto Le colpe del principe Saradine: <<Crede lei nel destino?>>. Risponde Padre Brown: <<Credo nel destino finale di tutti: d'essere un giorno giudicati … Siamo dalla parte del rovescio dell'arazzo. Le cose che qui accadono sembra che non abbiano alcun significato; parlo di ciò che avverrà in altro luogo. In qualche luogo il vero colpevole sarà punito. Qui, il danno sembra colpire una persona invece dell'altra>>.

Alla provvisorietà ed incredulità dell'ateo (ora come allora presente in molte persone) il sacerdote cattolico Brown risponde con la fermezza della ragione e della fede proponendo un salvifico piano soprannaturale che non svilisce ma, al contrario, valorizza tutta la vita reale dell'uomo.

 

 

 

Nel brano Il pugnale alato Chesterton fa parlare semplicemente e con serietà il pretino scaturito dalla sua fertile penna: <<Tutte le cose vengono da Dio; e sopra tutte, la ragione e l'immaginazione. I grandi doni dello spirito sono buoni in se stessi e noi non dobbiamo dimenticare la loro origine, nemmeno quando sono pervertiti>>. Pur nella riflessione sulla Caduta primordiale dell'uomo (il Peccato Originale) che ha pervertito ed offuscato la bellezza del creato, non viene rinnegata la ragione e nemmeno tutti gli altri doni provenienti e ricevuti da Dio (tra cui l'immaginazione, cara a Chesterton, sia per i rimandi all'infanzia che per la sua attività di artista, pittore e poeta). Sempre ne Il pugnale alato un dottore scientista afferma dinanzi a Padre Brown: <<Temo di essere un uomo troppo pratico per immischiarmi di religione e di filosofia>>. Potremmo dire, oggigiorno, che al dottore le questioni legate al rapporto fede (teologia) e ragione (filosofia) non solo non interessino ma che non vengono ritenute neppure utili per la vita. Ecco la risposta attualissima del Padre Brown di cent'anni fa: <<Eppure non sarete mai un uomo veramente pratico, finché non ve ne occuperete>>. Quanti uomini cosiddetti pratici ritengono superflue le argomentazioni legate alla fede e alla ragione!

La fede e la ragione sono tenute insieme, in Padre Brown, al concetto di verità, alla verità chiara alla luce del sole ed all'esame razionale della realtà. Nel racconto Il destino dei Darnaways un altro irrazionale e fatalista dottore interroga il pretino dell'Essex:<<Ma non dicevate di credere a una visione razionale delle cose?>>. <<Dissi che credevo alla luce del sole – replicò Padre Brown con voce forte e chiara- e non voglio scegliere tra due strade sotterranee di superstizione, che entrambi finiscono nel buio … venite alla luce e ascoltate la verità. Vi ho portato una parola: è terribile, ma rompe l'incanto della vostra prigione>>.

Nel brano La luna rossa di Meru Padre Brown ribadisce l'accostamento essenziale tra fede e ragione con queste espressive e significative parole: <<La gente vi dirà che le teorie non hanno importanza e che la logica e la filosofia non sono cose pratiche. Non crediate a costoro. La ragione viene da Dio, e quando avviene qualcosa di irragionevole questo qualcosa è importante>>.

Nell'assunto di questa precisa e solida posizione (la ragione viene da Dio) Padre Brown stigmatizza l'orgoglio, la superbia intellettuale, il primo dei vizi capitali, additandone il pericolo:<<Egli è assai orgoglioso di possedere ciò che egli chiama "i poteri dello spirito". Ma ciò che egli chiama "spirituale" non è lo stesso di ciò noi chiamiamo "morale"; esso ha un significato piuttosto mentale, il potere della mente sulla materia, il potere del mago che controlla gli elementi. Ora noi non siamo così, anche quando siamo peggiori. Noi, i cui padri almeno furono cristiani, abbiamo delle ambizioni assolutamente opposte e dei pudori assolutamente opposti>>.

Il fondamentale richiamo etico nel giusto rapporto fede e ragione è ciò che caratterizza, secondo Chesterton e Padre Brown, la vita del cristiano e la sua testimonianza. Dio, fede e ragione, ha a che fare con la vita quotidiana dell'uomo, con la sua capacità di amare e di perdonare.

Nel racconto Il lutto del signore di Marne Padre Brown ammonisce chi non sa perdonare, anche dinanzi ad un crimine ritenuto imperdonabile agli occhi dell'uomo: <<Questa è la vera differenza fra la carità umana e la carità cristiana … A me sembra, infatti, che voi perdoniate soltanto i peccati che realmente non pensate peccaminosi. Voi perdonate i criminali quando essi commettono qualche cosa che voi non considerate come un delitto, ma un atto convenzionale … Ma noi dobbiamo dir loro la parola che li salverà dall'inferno. Rimaniamo noi soli per liberarli dalla disperazione, quando la vostra carità umana li sfugge>>.

Il tema fede-ragione è sempre presente nel pensiero di Chesterton e si appoggia ad una visione creazionista in cui Dio ha fatto tutto il creato per bene, come attestano queste parole di Padre Brown nel racconto Il rapido : <<Tutti gli uomini contano qualcosa. Voi contate qualcosa, io conto qualcosa: è il punto più arduo della teologia. Noi contiamo qualcosa per Dio … Dio solo sa perché. Ciò che Egli ha così misteriosamente creato, noi non dobbiamo permettere che venga misteriosamente distrutto>>.

 

 

 

 

La rilevanza etica della ragionevolezza della fede è espressa in modo molto incisivo nel racconto Il delitto del comunista, dove Padre Brown si interroga: <<Come si può condurre una vita retta se tutte le opinioni sono nell'errore? Ecco il disordine che c'è nel pensiero moderno, nato perché la gente non si rende conto di quanto differiscano in realtà le nostre opinioni sulla vita … L'eresia ha sempre il suo riscontro sulla moralità, se è abbastanza eretica … Vi ho detto che le eresie e le false dottrine sono diventate di dominio comune e oggetto di conversazione al punto che tutti oggi le usano e vi si invischiano, senza neanche accorgersene>>.

Con il racconto Il miracolo della mezzaluna, Padre Brown si pone di fronte alla desolazione di alcuni materialisti incalliti ai quali rimprovera l'essere irrazionalmente creduloni: <<La ragione è realmente semplicissima. Voi avete giurato tutti che eravate dei materialisti induriti, ed era quindi naturale che foste in bilico al limite di una fede; eravate al punto di poter credere quasi a qualunque cosa. Ce ne sono a migliaia in questa condizione, oggigiorno;ma non è una condizione comoda per riposare. Non avrete pace, fino a che non crederete in qualche cosa di definitivo … poiché è secondo natura credere nel soprannaturale>>.

Il binomio fede-ragione è approfondito costantemente nel pensiero di Chesterton e di Padre Brown ed è di una freschezza ed attualità sorprendente, come afferma il prete-investigatore nel racconto L'oracolo del cane: <<Il primo effetto di non credere in Dio è il perdere il senso comune e non poter vedere le cose come sono … e tutto questo perché si ha paura di poche parole: "Egli si è fatto Uomo>>.

Una provocazione efficace resa magistralmente dalla penna dello scrittore inglese. Personalmente reputo assai interessante leggere Padre Brown (e propongo di leggerlo in questa prospettiva)nell'ottica cioè di quell' "allargamento della ragione" sostenuto ed auspicato da Benedetto XVI.

 

 

FABIO TREVISAN

mercoledì 14 settembre 2011

Dall'Osservatore Romano - A cinque anni dalla lezione di Ratisbona - Manuele II Paleologo e la croce azzurra di padre Brown

http://www.osservatoreromano.va/portal/dt?JSPTabContainer.setSelected=JSPTabContainer%2FDetail&last=false=&path=/news/cultura/2011/212q11-Manuele-ii-Paleologo-e-la-croce-azzurra-di-.html&title=Manuele%20II%20Paleologo%20%20e%20la%20croce%20azzurra%20di%20padre%20Brown&locale=it

Nel collegamento qui sopra trovate un articolo che compare sull'edizione del 15 Settembre 2011 dell'Osservatore Romano a firma di Miguel Delgado Galindo, sottosegretario del Pontificio Consiglio per i Laici, il quale articola un'interessante riflessione sulla Lectio Magistralis di Papa Benedetto XVI a Ratisbona nel settembre di cinque anni fa, ma lo fa in maniera originale e chestertoniana partendo dal più famoso dei racconti di Padre Brown:


"Questo passo della lezione magistrale del Papa a Ratisbona, mi è tornato di recente alla memoria, mentre rileggevo il racconto del celebre scrittore britannico Gilbert K. Chesterton — di cui lo scorso 14 giugno sono stati ricordati i settantacinque anni dalla scomparsa — La croce azzurra, pubblicato per la prima volta nel settembre del 1910 su una rivista londinese, «The Story-Teller», e raccolto nel primo volume delle novelle di padre Brown, volume che porta come titolo L’innocenza di Padre Brown".

La riflessione è interessante e vi invitiamo a leggerla. Da questo deduciamo che ci sono almeno due chestertoniani nella Città del Vaticano, anche se era da un po' che ce ne eravamo accorti, e ne siamo contentissimi.

Un grazie a Roberto Prisco che ce l'ha segnalata.