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domenica 29 settembre 2024

Un aforisma al giorno - Ovvietà, spesso private.

È vero che tutte le donne ragionevoli pensano che tutti gli uomini studiosi siano pazzi. È vero che tutte le donne di qualsiasi tipo pensano che tutti gli uomini di qualsiasi tipo siano pazzi. Ma non lo scrivono nei telegrammi come non vi scrivono che l'erba è verde o che Dio è misericordioso. Si tratta di ovvietà, e spesso di ovvietà private.

Gilbert Keith Chesterton, Il Club dei Mestieri Stravaganti.



domenica 21 gennaio 2024

Un aforisma al giorno - Essere buoni.

L'essere buoni è una impresa molto più rischiosa del giro del mondo.

Gilbert Keith Chesterton, Il Club dei Mestieri Stravaganti.










giovedì 6 luglio 2023

Uno spettacolare aforisma al giorno con fotografia a tema!

Ogni particolare ci conduce a qualcosa, certo; ma quasi sempre ci conduce alla cosa sbagliata. I fatti ci conducono in tutte le direzioni, almeno a quanto mi sembra, come i mille rami di un albero. È solo la vita dell'albero che possiede un'unità e si innalza; è solo la linfa verde che zampilla, come una fontana, verso le stelle.

Gilbert Keith Chesterton, Il Club dei Mestieri Stravaganti.




venerdì 5 maggio 2023

Recensione de Il Club dei Mestieri Stravaganti, su Corte Nova


 Tempi difficili i nostri. Mancanza di lavoro, mancanza di alloggi, mancanze di ogni tipo. Ma ecco che ci viene in aiuto Mr. Chesterton e ci offre un piccolo, semplice viatico per la felicità.

Sconfiggere la disoccupazione non è impossibile. Basta con lavori frustranti, ripetitivi, privi di fantasia. Ciò che Gilbert Keith Chesterton (1874-1936) propone nei suoi racconti Il club dei mestieri stravaganti è, a dir poco, risolutivo; un piano strategico per pianificare il nostro estroso futuro.

Il resto qui sotto:


https://www.edizionicortenova.com/recensione-gilbert-k-chesterton-il-club-dei-mestieri-stravaganti/

domenica 16 ottobre 2022

Un aforisma al giorno.

Sei ancora così imbevuto di superstizioni, così attaccato agli oscuri altari preistorici, da credere ai fatti? Non ammetti invece il valore di un'impressione immediata?

Gilbert Keith Chesterton, Il Club dei Mestieri Stravaganti.

martedì 20 settembre 2022

Un aforisma al giorno (un classico bellissimo e mai compreso).

L'essere buoni è una impresa molto più rischiosa del giro del mondo.

Gilbert Keith Chesterton, Il Club dei Mestieri Stravaganti.

martedì 9 agosto 2022

Il professor Zamagni illustra il senso de Il Club dei Mestieri Stravaganti.

Il Paradosso di Chesterton

20/12/2018

Basil Grant è un personaggio creato dal noto scrittore inglese G.K. Chesterton.

È un giudice costretto a lasciare l’incarico perché accusato di aver perso il senno. Infatti...

Il resto qui:

https://ilquintoampliamento.it/it/il-paradosso-di-chesterton-0

lunedì 8 agosto 2022

Aforismi in lingua originale - Il Club dei Mestieri Stravaganti - Quando il giudice Basil Grant dà (solo apparentemente!) di matto...

The first thrill was probably given when he said to a man who had attempted a crime of passion: “I sentence you to three years imprisonment, under the firm, and solemn, and God-given conviction, that what you require is three months at the seaside.” He accused criminals from the bench, not so much of their obvious legal crimes, but of things that had never been heard of in a court of justice, monstrous egoism, lack of humour, and morbidity deliberately encouraged. Things came to a head in that celebrated diamond case in which the Prime Minister himself, that brilliant patrician, had to come forward, gracefully and reluctantly, to give evidence against his valet. After the detailed life of the household had been thoroughly exhibited, the judge requested the Premier again to step forward, which he did with quiet dignity. The judge then said, in a sudden, grating voice: “Get a new soul. That thing's not fit for a dog. Get a new soul.” All this, of course, in the eyes of the sagacious, was premonitory of that melancholy and farcical day when his wits actually deserted him in open court. It was a libel case between two very eminent and powerful financiers, against both of whom charges of considerable defalcation were brought. The case was long and complex; the advocates were long and eloquent; but at last, after weeks of work and rhetoric, the time came for the great judge to give a summing-up; and one of his celebrated masterpieces of lucidity and pulverizing logic was eagerly looked for. He had spoken very little during the prolonged affair, and he looked sad and lowering at the end of it. He was silent for a few moments, and then burst into a stentorian song. His remarks (as reported) were as follows:

“O Rowty-owty tiddly-owty Tiddly-owty tiddly-owty Highty-ighty tiddly-ighty Tiddly-ighty ow.”


He then retired from public life and took the garret in Lambeth.


Gilbert Keith Chesterton, The Club of the Queer Trades.




domenica 7 agosto 2022

Aforismi in lingua originale - Il Club dei Mestieri Stravaganti - Basil Grant e i fatti (splendido, va..).

“Facts,” murmured Basil, like one mentioning some strange, far-off animals, “how facts obscure the truth. I may be silly—in fact, I'm off my head—but I never could believe in that man—what's his name, in those capital stories?—Sherlock Holmes. Every detail points to something, certainly; but generally to the wrong thing. Fa
cts point in all directions, it seems to me, like the thousands of twigs on a tree. It's only the life of the tree that has unity and goes up—only the green blood that springs, like a fountain, at the stars.”

La nostra bella edizione de
Il Club dei Mestieri Stravaganti




L'edizione con i disegni di Chesterton e la copertina.

Gilbert Keith Chesterton, The Club of the Queer Trades.

mercoledì 20 luglio 2022

Riproposizioni - Essere buoni.

L'essere buoni è una impresa molto più rischiosa del giro del mondo.


Gilbert Keith Chesterton, Il Club dei Mestieri Stravaganti

venerdì 4 giugno 2021

L’uomo comune i binari ferroviari - di Fabio Trevisan.


"Chesterton osservava e sottolineava quanto i grigi monumenti a ingegneri ferroviari e filantropi nei quartieri poveri di Londra fossero inopportuni, in quanto ingegneri ferroviari e filantropi erano due brutte genìe di uomini, unite dal loro disprezzo per il popolo".

Un caro amico ha osservato, riguardo ad un mio precedente articolo dal titolo: "La democrazia dei filantropi", che non ho sufficientemente chiarito perché Chesterton ce l'avesse tanto con gli ingegneri ferroviari. La frase, oggetto dell'incomprensione, l'ho posta in corsivo tra le virgolette nell'introduzione ed è tratta da: "Il club dei mestieri stravaganti", ove si narra delle avventure dello strano personaggio di Basil Grant, giudice "impazzito" in pensione, che osservava dall'alto del bus di Londra i bassifondi della periferia londinese traendone, assieme all'amico viaggiatore, le debite conseguenze. In questo libro tuttavia non è precisato il motivo perché Chesterton o Basil Grant avversassero gli ingegneri ferroviari alla medesima stregua dei filantropi. Per risalire e comprendere siffatta questione è necessario leggere il breve saggio"I nuovi binari", contenuto nel libro, dal titolo: "L'uomo comune"Tutto si pone nella difesa dell'uomo contro l'eresia moderna della cosiddetta "emancipazione" che perseguitava, al contrario, l'uomo comune: "L'unica cosa che l'emancipazione moderna ha vietato è il senso comune per come sarebbe stato compreso dalla gente comune"Lo sguardo di Basil Grant sul povero uomo comune dei bassifondi londinesi è il medesimo di quello di Innocent Smith, il protagonista delle Avventure di un uomo vivo; Innocent fa rinsavire l'aristocratico e pessimista professore del suo ateneo facendogli apprezzare le anatre nello stagno, le tendine a pois che tanto detestava: erano le piccole cose dell'uomo comune, al pari delle viuzze strette con i panni appesi tra le finestre, i bidoni di immondizie che Basil osservava dalla "collina viaggiante" di un bus londinese. Non erano le anatre, le tende a pois, i panni, i bidoni di immondizie fuori posto ma quei tetri e grigi monumenti dedicati a filantropi e ingegneri ferroviari, ossia a quelle classi appartenenti al progresso dell'umanità e alla fiera e ostentata democrazia. Chesterton precisò la sua avversione ai binari ferroviari dopo aver letto un verso del 1835 di Lord Alfred Tennyson (1809-1892), che recitava così: "Che il grande mondo giri per sempre lungo i binari sonanti del cambiamento"Chesterton era di tutt'altro avviso, in quanto i binari paralleli del treno non potevano cambiare né necessariamente tintinnare, così come non risuonavano i cambiamenti. Per Chesterton, Tennyson permetteva all'uomo moderno e alla mentalità moderna di stare soddisfatti dentro i binari, esaltati quali processi di cambiamento. La realtà era un'altra, così come Chesterton scriveva: "La peculiarità del binario consiste nella sua incapacità di offrirci qualcosa di nuovoè questa la sostanza di ciò che intendo dire quando parlo di binari moderni, ossia che la loro unica forma di progresso è il procedere sempre più velocemente lungo una sola linea, in un'unica direzione"Chesterton proponeva quindi di "uscire dai binari", avendo il coraggio di muoversi in senso opposto, così come fecero numerosi protagonisti dei suoi romanzi: dai già menzionati Basil Grant e Innocent Smith aAdam Wayne del Napoleone di Notting Hill e Patrick Dalroy dell'Osteria volanteA coloro che perseguitavano l'uomo comune, fossero filantropi o ingegneri ferroviari, Chesterton offriva loro un originale e profondo pensiero"Non voglio viaggiare sul treno economico diretto a Utopia. Voglio invece andare dove mi pare, voglio fermarmi dove mi pare. Voglio conoscere il mondo in lungo e in largo e uscire dal binario per vagare nelle antiche pianure della libertà".


Fabio Trevisan

 

mercoledì 26 maggio 2021

La democrazia dei filantropi - di Fabio Trevisan.

Capita spesso di leggere sui giornali o sul web e di udire alla radio o alla TV le "gesta" di fieri capitalisti, di personaggi molto ricchi che con le loro fondazioni si dedicano alle cosiddette "attività filantropiche". 

Recentemente ha fatto scalpore, nell'annuncio dell'imminente divorzio tra Bill e Melinda Gates, la preoccupazione della destinazione degli ingenti fondi (circa 5 miliardi di dollari l'anno) che la loro fondazione filantropica elargiva per la sanità e l'istruzione dei Paesi più poveri, a favore dell'alfabetizzazione e per combattere terribili malattie infettive. Qualche mese prima si era scatenata la medesima preoccupazione per l'annunciato divorzio tra Jeff Bezos, patron ultramiliardario di Amazon, e MacKenzie Scott, una delle donne più ricche del mondo, anche loro protagonisti, al pari di altri celebri nomi della finanza mondiale, come ad esempio Warren Buffett, di iniziative filantropiche come la Giving Pledge, per destinare ingenti fondi delle loro enormi ricchezze in opere di beneficenza. 

Tutte queste più o meno legittime preoccupazioni che hanno investito gran parte dell'opinione pubblica, magari interessata direttamente a ricevere queste stratosferiche somme, mi hanno fatto pensare al significato della filantropia e al suo rapporto con la democrazia, quella vera, quella autentica, quella che ha a che fare con la natura essenziale della persona umana. 

Non la democrazia ostentata fieramente da questi filantropi capitalisti ma quella invocata ed espressa in mirabili frasi da quel grande pensatore e scrittore che è stato Gilbert Keith Chesterton (1874-1936), il quale annotava profondamente nella raccolta di saggi Eretici del 1905: "La democrazia non è filantropia. Non è nemmeno altruismo né riforma sociale. La democrazia non si basa sulla compassione nei confronti dell'uomo comune. La democrazia si basa sulla reverenza per l'uomo comune, o se si preferisce anche sul timore per l'uomo comune. Non protegge l'uomo perché questo è miserabile, ma perché è sublime. Non obietta tanto al fatto che l'uomo comune sia schiavo, quanto al fatto che non sia Re…". 

Si può comprendere allora, condividendo il profondo pensiero di Chesterton, quanto la filantropia dei ricchi sia lontana dalla reale democrazia, in quanto perverte l'atteggiamento nei confronti dell'uomo comune. 

La benevolenza non è solo un sentimento, un atteggiamento compassionevole ma è soprattutto un atto di sottomissione alla gloria di Dio, che ha elevato a dignità regale ogni Sua creatura umana. Ecco perché Innocent Smith, il protagonista del romanzo di Chesterton: "Le avventure di un uomo vivo" raccoglie i cappelli delle persone volati via per un'improvvisa raffica di vento nella Locanda Beacon e con un atto di umiltà e riverenza glieli pone gentilmente sul loro capo con queste parole: "Ogni uomo è un Re e ogni cappello è una corona". 

Quell'uomo vivo, al contrario dei filantropi ricchi, si inginocchia dinanzi alla dignità regale di ogni persona umana, evocando quanto sublime è stata la chiamata di Dio nei loro confronti e richiamando la loro responsabilità, la risposta alla vocazione che il Creatore ha rivolto a ogni Sua creatura. Ecco perché, ancora, ne: "Il club dei mestieri stravaganti", Chesterton osservava e sottolineava quanto i grigi monumenti a ingegneri ferroviari e filantropi nei quartieri poveri di Londra fossero inopportuni, in quanto ingegneri ferroviari e filantropi erano due brutte genìe di uomini, unite dal loro disprezzo per il popolo.

Fabio Trevisan

giovedì 17 dicembre 2020

Un aforisma al giorno.

Ogni particolare ci conduce a qualcosa, certo; ma quasi sempre ci conduce alla cosa sbagliata. I fatti ci conducono in tutte le direzioni, almeno a quanto mi sembra, come i mille rami di un albero. È solo la vita dell'albero che possiede un'unità e si innalza; è solo la linfa verde che zampilla, come una fontana, verso le stelle.

Gilbert Keith Chesterton, Il Club dei Mestieri Stravaganti

mercoledì 16 dicembre 2020

Un aforisma al giorno.


L'uomo che vive in una piccola comunità vive in un mondo molto più grande. Sa molto di più delle brutali differenze e delle divergenze senza compromessi degli uomini. Le ragioni sono ovvie. In una grande comunità possiamo scegliere i nostri compagni. In una piccola comunità i nostri compagni sono scelti per noi.

Gilbert Keith Chesterton, Eretici.

venerdì 9 ottobre 2020

Un aforisma al giorno.

L’essere buoni è una impresa molto più violenta e audace del fare il giro del mondo.

Gilbert Keith Chesterton, Il Club dei Mestieri Stravaganti

domenica 19 agosto 2018

Letture, torna Chesterton con i suoi "mestieri stravaganti" come cura dell'anima

Letture, torna Chesterton con i suoi "mestieri stravaganti" come cura dell'anima

Letture, torna Chesterton con i suoi "mestieri stravaganti" come cura dell'anima

La meraviglia è dietro l'angolo, non occorre peregrinare in paesi esotici per provare emozioni forti, per provare che la vita è una sfida continua all'avvio e al banale, purché non le si resista,  purché non si pretenda di incasellarla in schemi e formule. Il paradosso è la vera chiave di lettura di ogni interazione umana, dai sentimenti alle teorie estetiche. Ed è in questa visione che si può rintracciare il volto di Dio che si manifesta in tutto il Suo amore e nella sua più totale misericordia.  
Ogni volta che si legge Gilbert Keith Chesterton si fa esperienza di un modo del tutto straordinario di guardare all'ordinario, ogni volta sembra di penetrare in una foresta lussureggiante colma di cose fantastiche, anche se lo scrittore ci ha semplicemente condotto all'interno di un giardino della periferia di Londra.
Per questo davvero i romanzi, i racconti, i saggi di Chesterton sono realmente una cura dell'anima,  una terapia, una boccata di aria pura che respira tra i miasmi di una letteratura contemporanea spesso ridotta a vuoto, chiacchiericcio, ripetitività amorfa. E tutto questo non è ascrivibile solo alla letteratura contemporanea. 
L'orizzonte oggi è basso e plumbeo. Non è certo la prima volta, non sarà l'ultima. La cupezza ideologica, la tentazione del pensiero dominante e asfittico,  e quella di ridurre l'uomo a formule, la sua felicità al semplice dominio della tecnica e della scienza erano già ben vive ai tempi del nostro scrittore. Lui le aveva individuate con chiarezza e con mano ferma e felice le colpiva. Per questo oggi ci sembra più attuale che mai. Non solo. Sentiamo, il bisogno di parole non usurati,  bensì segnate da una ragionevole speranza, dal buonumore e dalla serenità.  
E per fortuna, dopo decenni di colpevole dimenticanza,  negli ultimi tempi si è tornati a pubblicare la sua opera. Lo fanno molte case editrice. Tra queste, la Lindau, che qualche settimana fa ha riproposto un autentico capolavoro, che Chesterton scrisse poco più che trentenne. Si tratta del "Club dei mestieri stravaganti", sempre in grado di affascinare i lettori con le sue storie concatenate tra di loro, nella cornice di un Club, invenzione tipicamente anglosassone, anche se, in questo caso, davvero non comune. 
Nell'opera l'autore porta avanti,  tra le altre cose, due operazioni che hanno una forza uguale ma inversa: da una parte, vi è lo scopo, neppure tanto nascosto, di prendere di mira il gusto che sta dilagando nei primi del Novecento dall'intreccio poliziesco o comunque dell' indagine intorno ad un "mistero", un delitto,  un intrigo, seguendo metodi alla Sherlock  Holmes, il detective per eccellenza creato da Arthur Conan Doyle, tutto intelletto, osservazione, induzione, scientificità.  
Nel romanzo, Chesterton "smonta" il metodo, riducendo il mistero finale ad un evento quasi irrilevante, mentre è in tutto il esto che fiorisce la bellezza dell'avventura, la straordinarietà della vicenda: nell'amore, nell'amicizia, nella capacità di sorprendersi, nel rapporto con gli altri. D'altro canto, lo scrittore rivela l'ammirazione e l'influenza per i grandi romanzieri della stessa tradizione anglosassone, in, primi per Robert L. Stevenson e in effetti un'eco luminosa dei racconti delle Nuove notti arabe nel "Club" chestertoniano si sente eccome. Racconti  concatenati tra di loro, come nelle antiche Mille e una notte,  le avventure inusuali di vari, personaggi eccentrici ma in gran parte ambientate nella metropoli londinese.
Un modello amato, dunque, ma poi allargato, rimaneggiato, rimodellato,  esteso all'ennesima potenza. Siamo ancora lontani dalla pienezza compiuta di un personaggio come padre Brown, il sacerdote detective quasi suo malgrado,  che combatte il male proponendo a tutti ,  vittime e assassini, una nuova prospettiva di vita, quella vissuta nella fede cattolica. Ma il seme che germogliera' in queste pagine è già stato gettato.
Londra,  si citava. Nel romanzo di Chesterton ci sono descrizioni memorabili della città,  soprattutto delle sue periferie già allora sterminate, della campagna inglobata nei sobborghi, fino a creare quello strano luogo non luogo così caratteristico della modernità,  strade che sembrano terminare da nessuna parte,  edifici torreggianti in mezzo alla sterpaglia,  case che stanno per assumere le sembianze inquietanti dei palazzi a molti piani, anonimi; campi  che sembrano giardini, giardini che sconfinano nei campi: il ritratto della metropoli del ventesimo secolo. 
Ma anche in questo paesaggio inurbato a forza, in cui l'uomo sembra sempre sul punto di perdere se stesso,  l'incredibile accade, l'impossibile si manifesta, il miracolo diventa quotidiano. Dio non segue le strade segnate, ricava il frutto dal ramo secco, mentre l'albero carico di frutti può,  da un momento all'altro, diventare legno da ardere, privo di linfa. Chesterton invita ad affidarsi a questo misterioso intrico di vie sconosciute, a seguire i ghirigori mentali di un detective improbabile, un ex giudice vagamente mistico, Basil Grant, insieme al fratello Rupert, parodia evidente del mitico Sherlock.  
Le sei storie ruotano attorno a personaggi bizzarri, imprevedibili,  che si sono inventati un mestiere stravagante, appunto, non un hobby, ma proprio un lavoro con cui campare. E tutti si ritrovano in una girandola di avvenimenti inesplicabili,  a prima vista, ma rapidamente resi comprensibili. Vite e storie sullo sfondo  di  una Londra buia e nascosta, che si apre, all'improvviso,  alla felicità.  

lunedì 30 luglio 2018

Un aforisma al giorno

"Sei ancora così imbevuto di superstizioni, così attaccato agli oscuri altari preistorici, da credere ai fatti? Non ammetti invece il valore di un'impressione immediata?".

Gilbert Keith Chesterton, Il Club dei Mestieri Stravaganti

domenica 29 luglio 2018

Un aforisma al giorno che non ci stancheremo mai di riproporre.

Ogni particolare indica qualche cosa, certo, ma in genere indica la cosa sbagliata. A me sembra che i fatti indichino in tutte le direzioni, come i mille rami di un albero È solo la vita dell'albero che ha unità e si innalza, solo la linfa verde che sgorga, come una fontana, verso le stelle.

Gilbert Keith Chesterton, Il Club dei Mestieri Stravaganti