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venerdì 15 aprile 2022

Aforismi in lingua originale - La famosa lettera a Bentley, "parlare con Dio faccia a faccia..."

Inwardly speaking, I have had a funny time. A meaningless fit of depression, taking the form of certain absurd psychological worries, came upon me, and instead of dismissing it and talking to people, I had it out and went very far into the abysses, indeed. The result was that I found that things, when examined, necessarily spelt such a mystically satisfactory state of mind, that without getting back to earth, I saw lots that made me certain it is all right. The vision is fading into common day now, and I am glad. The frame of mind was the reverse of gloomy, but it would not do for long. It is embarrassing, talking with God face to face, as a man speaketh to his friend.


Gilbert Keith Chesterton to Edmund Clerihew Bentley, letter, Summer 1894, in Michael Ffinch, G. K.Chesterton: A Biography.

giovedì 5 novembre 2020

Chesterton in altre parole - Il ricordo di un amico che lo vide in Fleet Street.

... una figura umana inconsueta, grande e grossa, e nel complesso piacevole per quel vago senso di trepidante meraviglia che ac­ compagna chiunque cammini per le strade londinesi. La figura avanza, e quel che si discerne è una zazzera incolta; un viso largo e aperto, con l'espressione sorridente di un bambino, benché gli occhi dietro le lenti abbiano l'espressione un po' accigliata dei miopi; un naso piatto, a cui forse si deve, in parte, il segreto dell'espressione infantile; un paio di baffi che cresce disordinatamente, come un cespuglio di sambuco mal curato ma lussureggiante; gote paffute che, se non fossero di un pallore mortale, sembrerebbero quelle di un bambino; una bocca inquieta e, sotto il tutto, un corpo massiccio ondeggiante, esteso in lungo e in largo come raramente un uomo può portare a spasso. Il corpo di Chesterton potrebbe venir riprodotto, su una carta geografica, in latitudine e longitudine.


Michael Ffinch, Chesterton

giovedì 23 novembre 2017

Aneddoti su Chesterton - Uno sulla sua proverbiale mole...

I Barrie (Barrie era il creatore di Peter Pan, ne abbiamo parlato più volte, ndr) avevano affittato dagli Asquith una casa nei Costwolds. Sulle scale incontrarono il maggiordomo di Michael Asquith, con in mano lo smoking dello scrittore (di Chesterton, che era ospite a casa loro, ndr) appena stirato. «I pantaloni - osservarono - fanno venire in mente le scale della metropolitana». 


Michael Ffinch, Chesterton

mercoledì 22 novembre 2017

Chesterton in altre parole - Alfred Noyes / Un aforisma al giorno


Alfred Noyes
A Chesterton il gioco interessava quanto la verità: per quella che il poeta Alfred Noyes considerava una delle menti più originali nell’Europa del tempo, nulla era più insulso della critica comunemente rivolta a colui che ride delle proprie freddure. «Se non si ride dei propri scherzi, di quali mai si dovrebbe ridere? - domandò Chesterton una volta. - Forse che un architetto non può pregare nella cattedrale che egli stesso ha
progettato?».


Michael Ffinch, Chesterton

martedì 21 novembre 2017

(I) Chesterton in altre parole - Eleanor Belloc

Da Battersea non ci voleva molto per raggiungere a piedi, oltrepassato il Tamigi, Chelsea e Cheyne Walk, dove i Belloc avrebbero abitato fino al giorno del loro trasferimento definitivo a Shipley, nel Sussex, nel 1906. La figlia dei Belloc, Eleanor, moglie di Rex Jebb, avrebbe sempre ricordato «zio Gilbert» e «zia Frances»: 

Quando stava a Battersea, ancora giovane giornalista, e noi frequentavamo un asilo di Chelsea, veniva a trovarci con zia Frances e ci offriva avvincenti squarci di fantasia con le marionette dalla testa di gesso, vestite in modo adeguato secondo la favola. Finché stavano nella scatola, le teste erano nude, lugubri e senza vita. I burattini si animavano quando le teste e i vestiti si univano alle mani dello zio Gilbert, alle sue dita, animandosi alle sue buffonate e alle sue fantasie. Non avevano bisogno di un palcoscenico né di uno scenario. Prendevano vita all'istante, appena zio Gilbert si disponeva pericolosamente sul bordo di una sedia e dava tonante avvio all'azione teatrale! Quale delizioso fracasso! Con quale gioia ululante ci accompagnava in territori da lungo tempo scomparsi e dimenticati! Abbiamo ancora, qui a King's Land, una piccola spada dal manico dorato con cui faceva vibrare all'eroe molte stoccate in nome della giustizia op pure infiggeva coraggiosamente la morte ai malvagi, con nostra grande soddisfazione. Gilbert uccideva sempre senza nessuna cattiveria né odio né crudeltà. 


Michael Ffinch, Chesterton.