Chesterton, tra tutti gli uomini del nostro tempo, ha scritto soprattutto per l'uomo comune, ripetendo con un linguaggio chiaro i suoi semplici e preziosi messaggi.
Evelyn Waugh, “Chesterton”, in The Essays, Articles and Reviews of Evelyn Waugh.
Chesterton, tra tutti gli uomini del nostro tempo, ha scritto soprattutto per l'uomo comune, ripetendo con un linguaggio chiaro i suoi semplici e preziosi messaggi.
Evelyn Waugh, “Chesterton”, in The Essays, Articles and Reviews of Evelyn Waugh.
Era costume, appresi in seguito, chiedere a Lady Marchmain di leggere ad alta voce, le sere in cui c’era tensione nell’aria. Aveva una bella voce e un grande senso espressivo. Quella sera lesse dalla “Saggezza di Padre Brown”. Julia dispose innanzi a sé uno sgabello con gli strumenti per la manicure e si ripassò con cura lo smalto sulle unghie; Cordelia coccolava il pechinese di Julia; Brideshead faceva un solitario; io me ne stavo senza fare niente a osservare il grazioso gruppo che componevano.
Nell'articolo tra l'altro quanto segue:
Basterà dare uno sguardo ad alcuni dei maggiori nomi della cultura anglosassone tra XIX e XX secolo. Il già nominato Newman rappresentò un intelletto teologico di non poco conto ma ad egli, oltre a Lord Acton e al cardinale Wiseman, vennero ad aggiungersi più tardi Chesterton, Hilaire Belloc, Hugh Benson – la cui critica spietata del totalitarismo delle coscienze precedette di diversi decenni quelle fornite da Huxley e da Orwell -, Christopher Dawson – uno degli storici cui l’Europa deve di più in virtù della sua riscoperta delle radici medievali della sua cultura -, Tolkien, Muriel Spark, oltre a due dei maggiori romanzieri inglesi del XX secolo: Graham Greene ed Evelyn Waugh.
Il resto qui:
Da qualche giorno è alle stampe l'ultimo libro di Luca Fumagalli, Dio strabenedica gli inglesi! Note per una storia della letteratura cattolica britannica tra XIX e XX secolo (Edizioni Radio Spada, pp.420).
Una raccolta di diversi articoli (ampiamente rielaborati), apparsi sulle pagine culturali del blog Radio Spada, su varie riviste e giornali, con la quale si tenta di fornire qualche spunto critico sulla storia della letteratura cattolica britannica degli ultimi due secoli (con particolare attenzione all'Inghilterra, ma pure alla Scozia e all'Irlanda). Lavoro che incrocia – tra gli altri – il pensiero di J. H. Newman, G. K. Chesterton, J. R. R. Tolkien, R. H. Benson, Hilaire Belloc, Evelyn Waugh, Bruce Marshall e Graham Greene.
Marco Sermarini, presidente della Società Chestertoniana Italiana, verga la postfazione, mentre la prefazione – che riporto integralmente qui di seguito – è di Paolo Gulisano.