martedì 20 ottobre 2026

Chesterton in altre parole - C. S. Lewis: "Il libro che mi ha aiutato di più...".

Il libro contemporaneo che mi ha aiutato di più è L’Uomo Eterno di Chesterton.

Clive Staples Lewis, God in the Dock.



lunedì 19 ottobre 2026

Chesterton in altre parole - C. S. Lewis: "Apprezzare un autore può essere involontario e improbabile quanto innamorarsi".




Non avevo mai sentito parlare di lui e non avevo idea di quali fossero le sue idee; né riesco a capire bene perché mi abbia conquistato in modo così immediato. Ci si sarebbe potuto aspettare che il mio pessimismo, il mio ateismo e il mio odio per il sentimentalismo lo rendessero per me il meno congeniale di tutti gli autori. Sembrerebbe quasi che la Provvidenza, o una «seconda causa» di natura molto oscura, prevalga completamente sui nostri gusti precedenti quando decide di far incontrare due menti. Apprezzare un autore può essere involontario e improbabile quanto innamorarsi.

Clive Staples Lewis, Sorpreso dalla gioia.

domenica 18 ottobre 2026

Chesterton in altre parole - C. S. Lewis: "Consideravo Chesterton l'uomo più sensato al mondo...".

Poi lessi L’uomo eterno di Chesterton e per la prima volta vidi l’intera visione cristiana della storia esposta in una forma che mi sembrò avere senso… Consideravo già Chesterton l’uomo più sensato al mondo, a prescindere dal suo cristianesimo; ora, ne sono sinceramente convinto, pensavo che anche il cristianesimo stesso fosse molto sensato, a prescindere dal suo essere cristiano.

C. S. Lewis, Sorpreso dalla gioia.



sabato 17 ottobre 2026

G. K. Chesterton - Il blog dell’Uomovivo compie oggi venti anni!


Ebbene sì, cari amici, questo piccolo blog compie oggi venti anni! 

Sembra ieri, ma in realtà di acqua sotto i ponti ne è passata molta. Questo piccolo strumento ha continuato l’opera iniziata quattro anni prima da un piccolo bollettino fatto con il computer e con la stampante di casa, anzi dell’ufficio del sottoscritto. 

Nulla a confronto di atti ben più eroici compiuti da persone molto più grandi di noi negli anni in cui Chesterton era ormai diventato un nome oscuro. In questo momento penso al grande Aidan Mackey, che con soldi suoi teneva vivo il nome del nostro eroe quando quasi tutti lo avevano dimenticato negli anni. 

In ogni caso, il blog continua a svolgere egregiamente la sua funzione: praticamente tutti i giorni trovate qualcosa sulla persona o della persona che ha significato tantissimo per migliaia e migliaia di persone, che ha convertito tantissimi al cattolicesimo, che ha reso lieta la vita di tanta gente, ha dato e continua a dare speranza tutti i giorni in tutte le cose. Per cui oggi è la giornata della gratitudine. 

Ringraziamo Iddio per averci fulminato quel giorno, il 17 ottobre del 2006, quando decidemmo di fare una cosa apparentemente banale ma che è entrata nella vita di tante persone che ogni giorno la visitano. Ringraziamo il signor Chesterton che in tutto questo tempo continuo ad ispirarci, a darci speranza, a farci ridere, a farci anche commuovere molto spesso, e a guidarci con il suo buon cuore. 

Continuate a seguirci. Ci sarà qualche sorpresa, forse...

Grazie! 

Marco Sermarini




Fulton Sheen: "Ma chi è il tuo autore preferito...?"



Oltre ad essere un personaggio di spicco della radio e della televisione, il beato Fulton Sheen fu uno scrittore molto popolare. Scrisse oltre trenta libri che divennero dei bestseller, molti sono reperibili anche in italiano. Ma il suo primo libro è meno conosciuto: si trattava della sua tesi di dottorato. Ebbe la brillante idea che sarebbe risultata più allettante per un editore se fosse stata corredata da una prefazione di uno scrittore famoso, come G.K. Chesterton. Sheen ricordò così quell’incontro:

Il nostro primo incontro avvenne quando gli chiesi di scrivere la prefazione al mio libro God and Intelligence. Chesterton disse: «Non so nulla di filosofia». Io ribattei che lui stesso ne aveva scritto un eccellente trattato intitolato Ortodossia Grattandosi la testa folta, disse: «Lo scriverò! Apparteniamo entrambi alla grande corporazione mistica chiamata Chiesa cattolica, nella quale siamo responsabili delle opinioni l’uno dell’altro. Tu sai in cosa devo credere, e io so in cosa devi credere».

L’ultimo incontro risale al 1936, quando monsignor Sheen si recò a Beaconsfield per partecipare al funerale di Chesterton.

Un giorno una donna raccontò di quando aveva incontrato il vescovo Sheen. Lei era stata bibliotecaria in un’università e Sheen era in visita in quella università. Era all’apice della sua popolarità. Veniva accompagnato attraverso la biblioteca dai funzionari dell’università e uno di loro la presentò al vescovo dicendo che lei aveva letto tutti i libri di Sheen. Il vescovo sorrise e le chiese: 

«Ma chi è il tuo autore preferito?»

Lei non esitò: «G.K. Chesterton».

Sheen sorrise ancora di più. 

«Anche il mio».



 

venerdì 16 ottobre 2026

Un aforisma al giorno - Chesterton scrive del suo amore per Frances alla mamma, ma la mamma è nella sua stessa stanza...

I due ragazzi...


Il giovane Gilbert era innamorato di Frances e avrebbe dovuto dirlo a sua mamma, alla propria mamma, la cui opinione teneva nella massima considerazione; una considerazione così alta che mise Gilbert quasi nel panico e che lo spinse a scriverle una lettera, solo che la lettera la scrisse nella stanza dove era sua mamma, mentre la mamma gli versava la cioccolata calda...

Me lo immagino ansioso e leggermente sudato mentre scrive questo capolavoro.

Aveva ragione ad essere ansioso, alla mamma non andò sempre ed esattamente a genio Frances, ma questa è un'altra cosa e non impedì a Gilbert di sposarla e di vivere un matrimonio felice, un amore davvero bello e profondo.

Che dire di più? Io un individuo del genere lo terrei per sempre a casa mia, così, anche senza fare niente, senza apparente motivo...

Marco Sermarini

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Mia carissima mamma,

Forse penserai che questo sia un modo di fare un po’ eccentrico. Sei seduta di fronte a me e stai parlando… della signora Berline. Ma ho scelto questo modo di rivolgermi a te perché mi viene in mente che forse potresti voler riflettere bene sulla questione prima di scrivermi o parlarmi al riguardo.

Ti racconterò tutta la vicenda in cui credo di aver agito correttamente, anche se non ne sono assolutamente certo, e ti chiederò un consiglio al riguardo. Si è trattato di una situazione piuttosto complicata, e ribadisco che non credo avrei potuto agire diversamente, ma se fossi il più grande sciocco dei tre regni e avessi combinato solo un pasticcio, c’è una persona a cui mi rivolgerei sempre e di cui mi fiderei. Le madri conoscono le sciocchezze dei propri figli meglio di chiunque altro, e questo è stato particolarmente vero nel tuo caso. Ne ho sempre gioito e non me ne sono mai vergognato: è sempre stato così e lo sarà sempre. Queste cose sono più facili da scrivere che da dire, ma tu sai che è vero, non è così?

Sono incredibilmente preoccupato che tu mi riconosca il merito di aver fatto del mio meglio e di aver tenuto sempre presente l’effetto che avrebbe avuto su di te la lettera che ti sto scrivendo ora. Spero davvero che ti piaccia.

Circa otto anni fa, hai fatto un’osservazione – questo forse ti dimostrerà che, anche se “prendiamo in giro” le tue osservazioni, le ricordiamo bene. L’osservazione si riferiva all’ipotetica signorina di cui mi sarei innamorato e suonava più o meno così: «Se è una brava ragazza, non mi importerà chi sia». Non so quante volte me lo sono ripetuto negli ultimi due o tre giorni in cui ho deciso di scriverti questa lettera.

Non spaventarti; né pensare che sia accaduto qualcosa di sensazionale o definitivo. Non sono sposato, mia cara mamma, né sono fidanzato. Sei stata convocata al consiglio dei capi proprio all’inizio delle sue deliberazioni. Se non ti dispiace, ti racconterò, brevemente, l’intera storia.

Tu sei, credo, la persona più perspicace che io abbia mai conosciuto; di conseguenza immagino che tu non pensi che io vada a Bedford Park ogni domenica solo per il panorama. Non mi stupirei se tu sapessi quasi tutto ciò che posso raccontare in una lettera. Basti dire, per quanto brevemente (poiché a nessuno di noi due piacciono molto le effusioni: questa lettera non è sulla falsariga di quelle della signora Ratcliffe), che la prima metà del tempo trascorso con i Blogg l’ho passata godendo di un’amicizia molto intima, ma piuttosto spensierata e platonica con Frances Blogg, leggendo, parlando e godendoci la vita insieme, trovando grande intesa su tutti gli argomenti; e la seconda metà nel fare la scoperta emozionante, ma dolorosamente responsabile, che il platonismo, da parte mia, non aveva affatto il dominio esclusivo della situazione. Ecco a che punto siamo ora. Nessuno lo sa, tranne la sua famiglia e te.

Mia carissima mamma, sono sicura che almeno tu non sia indifferente. In effetti ci amiamo più di quanto nessuno di noi due potrà mai esprimere a parole. In questa lettera ho evitato di ricorrere al sentimentalismo, perché non credo che ti piaccia molto. Ma l’amore è una cosa ben diversa dal sentimentalismo e di questo non riderai mai. Non dirò che Frances ti piacerà di sicuro, perché tutti i giovani lo dicono alle loro madri, ovviamente, e le madri non ci credono mai, ovviamente. Inoltre, ne sono così convinto che vorrei che la conoscessi tu stessa. In realtà, è proprio il tipo di donna che ti piace, quella che si definisce, credo, «una donna tra le donne»: molto spiritosa, spensierata e comprensiva, e priva di quell’esuberanza di salute che può risultare fastidiosa.


Non ho altro da aggiungere, se non che tu e lei avete occupato i miei pensieri nell’ultima settimana, escludendo tutto il resto, il che spiega sicuramente la mia distrazione, e che nella sua lettera mi ha inviato il seguente messaggio: «Per favore, dillo presto a tua madre. Dille che non sono così sciocca da aspettarmi che mi consideri all’altezza, ma che cercherò davvero di esserlo».

Un’aspirazione che, dal mio punto di vista, suscita naturalmente un sorriso.

Ecco, mi stai versando una tazza di cioccolata calda. Grazie.

Credimi, mia carissima mamma,

sempre il tuo figlio affezionatissimo,

Gilbert

Maisie Ward, Gilbert Keith Chesterton. 

giovedì 15 ottobre 2026

Un aforisma al giorno - Speranza e ragionevolezza.





La carità è la forza di difendere ciò che sappiamo essere indifendibile. La speranza è la forza di essere allegri in circostanze che sappiamo essere disperate. È vero che esiste uno stato di speranza che appartiene alle prospettive luminose e al mattino; ma quella non è la virtù della speranza. La virtù della speranza esiste solo nel terremoto e nell’eclissi. È vero che esiste una cosa chiamata rozzamente carità, che significa carità verso i poveri meritevoli; ma la carità verso i meritevoli non è affatto carità, bensì giustizia. Sono gli indegni che ne hanno bisogno, e l’ideale o non esiste affatto, oppure esiste interamente per loro. A fini pratici, è proprio nel momento senza speranza che abbiamo bisogno dell’uomo pieno di speranza, e la virtù o non esiste affatto, oppure comincia a esistere in quel momento. Proprio nell’istante in cui la speranza cessa di essere ragionevole, comincia a essere utile.

Gilbert Keith Chesterton, Eretici.

mercoledì 14 ottobre 2026

Un aforisma al giorno - Fallo ancora!



Ma forse Dio è abbastanza forte da gioire della monotonia. È possibile che ogni mattina Dio dica al sole: «Fallo di nuovo»; e ogni sera alla luna: «Fallo di nuovo». Forse non è la monotonia automatica a rendere tutte le margherite uguali; forse Dio crea ogni margherita separatamente, ma non si è mai stancato di crearle. Forse Egli ha l’eterno appetito dell’infanzia; poiché noi abbiamo peccato e siamo invecchiati, e nostro Padre è più giovane di noi.

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia.

martedì 13 ottobre 2026

Un aforisma al giorno - Dove nasce la follia.




La follia non nasce dal ribellarsi, ma dal cedere; dall’adagiarsi in un circolo vizioso di idee sporche, meschine e ripetitive; dall’essere addomesticati.

G. K. Chesterton, Uomovivo 
(o Le Avventure di un Uomo Vivo)

lunedì 12 ottobre 2026

Un aforisma al giorno - Il diavolo cita le Scritture a proprio vantaggio...

Il diavolo sa citare le Scritture a proprio vantaggio; e il passo delle Scritture che oggi cita più spesso è: «Il Regno dei cieli è dentro di voi». Quel passo è stato il baluardo e il sostegno di più farisei, ipocriti e prepotenti spirituali presuntuosi di tutti i dogmi esistenti; è servito a identificare l’autocompiacimento con la pace che supera ogni comprensione. E il testo da citare in risposta a esso è quello che dichiara che nessuno può ricevere il regno se non come un fanciullo. Ciò che dobbiamo avere dentro di noi è uno spirito infantile; ma lo spirito infantile non si preoccupa esclusivamente di ciò che è dentro. Il primo segno di possederlo è l’interesse per ciò che è fuori. La cosa più infantile in un bambino è la sua curiosità, il suo appetito e la sua capacità di meravigliarsi del mondo. Potremmo quasi dire che l’intero vantaggio di avere il regno dentro di noi sta proprio nel fatto che lo cerchiamo altrove.

Gilbert Keith Chesterton, Quello che ho visto in America.



domenica 11 ottobre 2026

Un aforisma al giorno - Avventure ed inconvenienti.



Un inconveniente è solo un’avventura vista sotto la luce sbagliata; un’avventura è un inconveniente visto sotto la luce giusta.

Gilbert Keith Chesterton, All Things Considered 

(il brano è incluso in La Nonna del Drago ed altre serissime storie, disponibile su www.pumpstreet.it)



sabato 10 ottobre 2026

Un aforisma al giorno - Verità insopportabile?



Se il diavolo ti dice che qualcosa è troppo spaventoso da guardare, guardalo. Se ti dice che qualcosa è troppo terribile da ascoltare, ascoltalo. Se pensi che una verità sia insopportabile, sopportala.

Gilbert Keith Chesterton, La saggezza di padre Brown.

venerdì 9 ottobre 2026

Un aforisma al giorno - Felice perché innocente.

Se Innocent è felice, è perché è innocente. Se riesce a sfidare le convenzioni, è proprio perché riesce a osservare i comandamenti. È proprio perché non vuole uccidere ma stimolare alla vita che una pistola lo emoziona ancora come se fosse uno scolaretto. È proprio perché non vuole rubare, perché non brama i beni del prossimo, che ha colto il trucco (oh, quanto lo desideriamo tutti!), il trucco di bramare i propri beni. È proprio perché non vuole commettere adulterio che riesce a vivere il romanzo del sesso; è proprio perché ama una sola moglie che vive cento lune di miele.

Gilbert Keith Chesterton, Uomovivo (o Le avventure di un uomo vivo).





giovedì 8 ottobre 2026

Un aforisma al giorno - Il forte non è coraggioso.

Il mondo moderno, quando esalta i suoi piccoli Cesari, parla di forza e coraggio: ma sembra non cogliere l’eterno paradosso insito nella combinazione di questi concetti. Chi è forte non può essere coraggioso. Solo chi è debole può essere coraggioso; eppure, nella pratica, solo chi è in grado di essere coraggioso può essere considerato affidabile, nei momenti di dubbio, per dimostrare di essere forte.

Gilbert Keith Chesterton, Eretici.



mercoledì 7 ottobre 2026

Riproporre il 7 ottobre di Lepanto è essere onesti con Chesterton.



Riproponiamo il testo antologico di questo post di tre anni fa, certi che sarà utile a molti. Questa è una giornata molto importante per chi ama Chesterton..

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L'ho detto così spesso che sono quasi stanco di ripeterlo, ma devo continuare a dirlo. Coloro che non vedono il valore di Lepanto sono mezzi morti. Che rimangano così.

Hilaire Belloc

Credo, tuttavia, che Lepanto sia una delle pagine attuali che le generazioni del futuro non lasceranno morire. Una parte di vanità è solita mettere a disagio nelle odi eroiche; questa celebrazione inglese di una vittoria dei terzi di Spagna e dell'artiglieria italiana non corre questo rischio. La sua musica, la sua felicità, la sua mitologia, sono ammirevoli. È una pagina che commuove fisicamente, come la vicinanza del mare.

Jorge Luis Borges

(Lepanto) non è solo una delle più belle poesie di Chesterton, ma anche una delle più belle poesie in lingua inglese. È un intricato arazzo di immagini, un suggestivo racconto di storia, un capolavoro di rima e ritmo e allitterazione che marcia con uno scopo costante e costruisce un crescendo di grida di trionfo.

Dale Ahlquist

Se San Pio V suscitò una mobilitazione quasi come per una vera crociata, questo poema ha risvegliato amore, eroismo e l'idea di difendere le proprie radici in luoghi impensati: John Buchan, uomo d'arme, letterato e politico scozzese, futuro governatore britannico del Canada, il 21 giugno 1915 scrisse a Chesterton, appena riavutosi dal male che stava per ucciderlo, una breve nota dal fronte del seguente tenore: «L'altro giorno nelle trincee gridavamo la tua Lepanto». Nelle trincee in cui si combatteva contro gli Ottomani e i Prussiani, si cantava Lepanto, gente comune mandava a memoria versi che cantavano una battaglia di più di quattro secoli prima, cioè: un poema di Chesterton animava e parlava dell'identità di uomini comuni in guerra, nel fango di una trincea. Cosa desiderare di più per un poeta?

Marco Sermarini (prefazione a Lepanto, ed. Pathos, disponibile su www.pumpstreet.it)

Breve antologia su Lepanto e Chesterton:

https://uomovivo.blogspot.com/2018/10/breve-antologia-su-lepanto-e-gkc-oggi-7.html

La traduzione di Giulio Mainardi del poema:

https://uomovivo.blogspot.com/2021/06/e-uscita-lepanto.html

La traduzione di Rodolfo Caroselli del poema:

https://uomovivo.blogspot.com/2016/10/oggi-e-il-7-ottobre-giorno-della.html

A Spelonga, frazione di Arquata del Tronto, ogni tre anni si festeggia la Vittoria di Lepanto:

https://uomovivo.blogspot.com/2010/07/la-festa-bella-di-spelonga-rievocazione.html

https://uomovivo.blogspot.com/2010/07/la-festa-bella-di-spelonga-rievocazione.html

Un aforisma al giorno - Il battito permanente dell'anima.

L’uomo è più se stesso, è più uomo, quando la gioia è la cosa fondamentale in lui e il dolore quella secondaria. La malinconia dovrebbe essere un intermezzo innocente, uno stato d’animo tenero e fugace; la gioia dovrebbe essere il battito permanente dell’anima.

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia.



martedì 6 ottobre 2026

Un aforisma al giorno - Chesterton, Gertrude, la morte e il dolore, altre emergenze.




Rileggere la biografia di Maisie Ward, dalla quale erano tratte le lettere che vi suggerivo di leggere nella biografia di Michael Ffinch, è servito a estrarre altre testimonianze significative della potente riflessione scaturita in Chesterton a seguito della morte della sorella della moglie, Gertrude Blogg. Ricordo che Gertrude Blogg era stata la segretaria di Rudyard Kipling, e l'abbiamo segnalato in quest'altro post di alcuni giorni fa.

In un'altra lettera, non datata ma ragionevolmente della medesima estate del 1899, epoca della morte della giovane donna, Chesterton scava ancora dentro di sé alla ricerca della verità a proposito della morte e della sofferenza. Cerca parole adeguate per esprimere quello che succede nell'animo e nella vita di una persona quando accade qualcosa di doloroso come la morte, e le trova. Ed immancabilmente torna alla positività di ogni cosa nonostante il dolore, anzi: anche la morte è qualcosa che ha un valore incalcolabile, qualcosa di prezioso.

Questa "grammatica" che suggerisce Chesterton è assolutamente cristiana, così cristiana che spesso non la riconosciamo come tale perché siamo talmente abituati alla visione pagana della morte e della sofferenza che pensiamo che debba essere per forza "così" come dice il materialismo pagano che pratichiamo di fatto. Non c'è un salto tra la morte di Gertrude e le stelle, le foglie e ogni goccia di sangue, come non c'è rispetto ai tramonti, alle scuole di filosofia, ai bambini, alle costellazioni, alle cattedrali, alle opere d’arte, alle montagne, ai cavalli e alle poesie che egli citava nell'altra lettera richiamata nel post del 23 settembre scorso. Chesterton va al funerale e deposita un mazzo di fiori degli sgargianti colori arancione e rosso proprio per marcare quest'intuizione, col rischio di essere frainteso o preso per matto. Un Chesterton non ancora pienamente cristiano ci dà, ripeto, una lezione degna di un Padre della Chiesa. Aveva ragione Emilio Cecchi quando lo definì così.

Marco Sermarini

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"Preziosa" – non potremmo dire che la morte di Gertrude sia felice, provvidenziale, dolce o, forse, nemmeno buona. Ma è qualcosa. 

"Bella" è una bella parola, ma "preziosa" è l’unica parola giusta. 

È questo senso appassionato del valore delle cose: della ricchezza del tesoro cosmico – il mondo in cui ogni stella è un diamante, ogni foglia uno smeraldo, ogni goccia di sangue un rubino – è questo senso di preziosità che viene veramente risvegliato dalla morte dei Suoi santi. In qualche modo sentiamo che anche la loro morte è una cosa di valore incalcolabile e di misteriosa dolcezza: è terribile, tragica, desolante, disperatamente difficile da sopportare — ma comunque «preziosa». 

... Perdonate la verbosità di chi ha come mestiere di esprimere l’inesprimibile. 

Gilbert Keith Chesterton, lettera a Frances Blogg da Felixstowe, 
senza data ma verso il 1899 dopo la morte di Gertrude Blogg (luglio 1899), 
citata in Maisie Ward, Gilbert Keith Chesterton.


lunedì 5 ottobre 2026

Un aforisma al giorno - Un'idea degna di un romanzo poliziesco...



Un’entità soltanto si muove sempre tra noi, celandosi sotto il manto grigio della chiesa o nel verde dei prati. Lui c’è sempre, dietro a ogni cosa, soltanto lui può indossare quei travestimenti in modo tan­to splendido (...) un'idea degna di un romanzo poliziesco.

Gilbert Keith Chesterton, da una lettera alla moglie dell'8 luglio 1899, citata in Michael Ffinch, Gilbert Keith Chesterton.



domenica 4 ottobre 2026

Un aforisma al giorno - L'abisso senza fondo della gratitudine.



Se un altro grande uomo scrisse una grammatica dell’assenso, si potrebbe ben dire di san Francesco che scrisse una grammatica dell’accettazione; una grammatica della gratitudine. Egli comprese la teoria del grazie fino al punto più profondo; e il suo punto più profondo è un abisso senza fondo. Sapeva che la lode di Dio poggia sul terreno più solido quando poggia sul niente. Sapeva che noi possiamo meglio misurare il miracolo imponente del semplice fatto di esistere se ci rendiamo conto che, se non fosse per una qualchemstrana misericordia, potremmo anche non esistere.

Gilbert Keith Chesterton, San Francesco d'Assisi.

Margaritone d'Arezzo,
San Francesco d'Assisi.


sabato 3 ottobre 2026

Un aforisma al giorno - Il voto è un appuntamento con se stessi.

Il voto è una cosa violenta e unica; sebbene ce ne siano stati molti oltre al voto matrimoniale: voti di cavalleria, voti di povertà, voti di celibato, sia pagani che cristiani. Ma la moda moderna ha in qualche modo abbandonato questa consuetudine; e gli uomini non ne colgono il significato per mancanza di termini di paragone. Il modo più conciso per porre il problema è chiedersi se essere liberi implichi anche essere liberi di vincolarsi. Perché il voto è un appuntamento con se stessi.

Gilbert Keith Chesterton, La superstizione del divorzio.



venerdì 2 ottobre 2026

Questa sera nella Repubblica di San Marino…

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Un aforisma al giorno - Exegi monumento oere perennius.

L’uomo che fa un voto prende un impegno con se stesso in un tempo o luogo remoto. Il pericolo della cosa è che lui stesso non rispetti l’appuntamento. (…) L’uomo che fa un voto, per quanto azzardato, esprime in maniera sana e naturale la grandezza di un grande momento (…). Per quanto possa essere stato breve l'attimo della sua risoluzione, come tutti i grandi momenti è stato un attimo di immortalità, e l'unico sentimento che avrebbe soddisfatto lo spirito di quest'uomo era il desiderio di poter dire: exegi monumentum oere perennius.

Gilbert Keith Chesterton, L'imputato.

The Defendant, prima edizione americana.


giovedì 1 ottobre 2026

Un aforisma al giorno - Voti precipitosi e avventati...

Sempre correndo, (San Francesco, ndr) percorse il labirinto dei vicoli stretti e contorti della piccola città, cercando il suo accattone, che alla fine trovò; e riempì di monete lo stupefatto mendicante. Poi si alzò ben dritto, per così dire, e giurò davanti a Dio che mai in tutta la sua vita avrebbe rifiutato di aiutare un povero. La radicale semplicità di questa promessa è estremamente caratteristica. Mai ci fu alcun uomo che avesse così poca paura delle sue proprie promesse. La sua vita fu una ridda di voti avventati; di voti avventati che andarono a finire bene.

Gilbert Keith Chesterton, San Francesco d'Assisi.


San Francesco d'Assisi
prima edizione