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mercoledì 11 febbraio 2026

Un aforisma al giorno - Antologia sull'immaginazione.




Anni fa decidemmo di fare su questo blog un'antologia, da aggiornare progressivamente, del pensiero di Chesterton sulla questione dell'umiltà sulla base degli scritti racchiusi in questo strumento. Proprio perché centrale tra tutti i temi, l'idea era quella di accendere un faro luminosissimo su una virtù incarnata dal nostro Gilbert, e costantemente richiamata nelle sue opere. Pian piano l'aggiorniamo, cercando di mostrare quanto sia centrale l'argomento nella sua filosofia, direi imprescindibile.

Se l'umiltà è importantissima, l'idea dell'immaginazione è il punto di svolta della sua vita giovanile. Il desiderio è di stendere prima o poi un vero studio, ma nel frattempo accendiamo una lucetta su ogni aforisma riguardante il tema per offrire un panorama solido e maturo nell'approccio a chi si avvicina a Chesterton e al suo pensiero.

Marco Sermarini

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La funzione primaria dell'immaginazione è quella di vedere il nostro intero sistema di vita ordinato come un cumulo di rivoluzioni stratificate. Nonostante tutti i rivoluzionari, va detto che la funzione dell'immaginazione non è tanto quella di rendere stabili le cose strane, quanto quella di rendere strane le cose stabili; non tanto quella di rendere le meraviglie fatti, quanto quella di rendere i fatti meraviglie.

Gilbert Keith Chesterton, L'imputato.

Visitare luoghi turistici è una questione molto più difficile e controversa di quanto molti sembrino supporre; e un uomo che la rifiuta del tutto potrebbe essere un uomo di senno e persino un uomo di immaginazione. Fu il grande Wordsworth a rifiutarsi di tornare a Yarrow; fu solo il piccolo Wordsworth a tornarci, dopotutto. Ricordo la prima grande vista che ebbi al mio arrivo in Medio Oriente, quando guardai per caso fuori dal treno diretto al Cairo e vidi in lontananza, oltre le pianure luminose, una debole forma triangolare: le Piramidi. Potrei capire un uomo che, dopo averle viste, voltasse le spalle e tornasse indietro nel suo paese e nella sua casa, dicendo: «Non andrò oltre, perché ho visto in lontananza le ultime dimore dei re». Posso capire un uomo che, dopo aver visto solo di lontano Gerusalemme sorgere sulla collina, non prosegua oltre e conservi per sempre quella visione. 
Si direbbe, ovviamente, che sia assurdo venire fin qui e vedere così poco. A ciò rispondo che, in tal senso, è assurdo venire fin qui. Tornare indietro per una fantasia del genere non è più assurdo che venire per una fantasia simile. Un uomo non può mangiare le Piramidi; non può comprare o vendere la Città Santa; non ci può essere alcun aspetto pratico né nel suo venire né nel suo andare. Se non è venuto per uno stato d'animo poetico, è venuto per niente; se è venuto per uno stato d'animo simile, non è uno sciocco a obbedire a quello stato d'animo... 
Nessuna grande opera sembrerà grande e nessuna meraviglia del mondo sembrerà meravigliosa, a meno che non sia vista in un'ottica di umiltà storica.

Gilbert Keith Chesterton, La Nuova Gerusalemme.


Ogni ateo o agnostico, che nella sua infanzia abbia conosciuto veramente il Natale, avrà poi sempre, voglia o non voglia, nella sua mente un'associazione di due idee che moltissima gente deve considerare come remote l'una dall'altra: l'idea di un bambino e l'idea di una forza sconosciuta che regge le stelle. Il suo istinto e la sua immaginazione possono ancora connetterle insieme, quando la sua ragione non vede più la necessità della connessione. (...) Ma le due idee non coincidono naturalmente o necessariamente. Non sarebbero necessariamente connesse per un greco antico o per un cinese, fossero pure Aristotele o Confucio. Non è naturale connettere Dio con un infante più di quanto sia naturale connettere la gravitazione con un piccolo gatto.

Gilbert Keith Chesterton, L’Uomo Eterno.

E l'intero obiettivo della vera arte, del vero romanticismo - e, soprattutto, della vera religione - è quello di evitare che gli uomini perdano l'umiltà e la gratitudine che sono grate per la luce del giorno e il pane quotidiano; di evitare che considerino la vita quotidiana noiosa o la vita domestica angusta; di insegnare loro a cogliere nella luce del sole il canto di Apollo e nel pane l'epopea dell'aratro. Ciò di cui c'è più bisogno ora è l'immaginazione intensa. Intendo il potere di rivolgere la nostra immaginazione verso l'interno, sulle cose che già abbiamo, e di farle vivere. Non si tratta solo di cercare nuove esperienze, che diventano rapidamente vecchie. È imparare a vivere le nostre esperienze. È imparare a godere dei nostri piaceri. Così com'è, siamo circondati da un tumulto che viene giustificato come l'unico modo di essere giovani, ma che in realtà sembra essere un modo rapido di invecchiare.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 20 settembre 1924.


L'uomo che costruisce un sistema intellettuale deve costruire come Neemia, con la spada in una mano e la cazzuola nell'altra. L'immaginazione, la qualità costruttiva, è la cazzuola, e l'argomentazione è la spada.

Gilbert Keith Chesterton, Twelve Types, “Thomas Carlyle”.

L'immaginazione è il segnale dell'istinto. Il giornalismo ci dice solo quello che gli uomini fanno; è la narrativa che ci dice quello che pensano, e ancora di più quello che sentono... Tutta la narrativa è solo un diario di sogni ad occhi aperti invece che di giorni. E questa profonda occupazione delle menti degli uomini con certe cose alla fine ha sempre un effetto anche sull'espressione esteriore dell'epoca. 

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 21 aprile 1923.

                               
Ogni ateo o agnostico, che nella sua infanzia abbia conosciuto veramente il Natale, avrà poi sempre, voglia o non voglia, nella sua mente un'associazione di due idee che moltissima gente deve considerare come remote l'una dall'altra: l'idea di un bambino e l'idea di una forza sconosciuta che regge le stelle. Il suo istinto e la sua immaginazione possono ancora connetterle insieme, quando la sua ragione non vede più la necessità della connessione. (...) Ma le due idee non coincidono naturalmente o necessariamente. Non sarebbero necessariamente connesse per un greco antico o per un cinese, fossero pure Aristotele o Confucio. Non è naturale connettere Dio con un infante più di quanto sia naturale connettere la gravitazione con un piccolo gatto.

Gilbert Keith Chesterton, L’Uomo Eterno.

Tutta questa materia mitologica appartiene alla parte poetica dell’uomo. Pare stranamente dimenticato oggidì che il mito è un’opera d’immaginazione, e quindi un’opera d’arte. Solo un poeta può concepirla; e solo un poeta può criticarla. Nel mondo sono più i poeti che i non-poeti, com’è provato dall’origine di tali leggende. Ma - io non ho mai saputo per quale ragione - è sempre la minoranza apoetica che si permette di studiare criticamente questa poesia popolare.

Gillbert Keith Chesterton, L'Uomo Eterno.

La schiavitù non era per la Chiesa una difficoltà di dottrina, ma un problema di immaginazione. Aristotele e i saggi pagani che avevano definito le arti servili o "utili", avevano considerato lo schiavo come uno strumento, un'ascia per tagliare il legno o qualsiasi cosa fosse da tagliare. La Chiesa non denunciava il taglio; ma le sembrava di tagliare il vetro con un diamante. Era perseguitata dal ricordo che il diamante è molto più prezioso del vetro. Così il cristianesimo non poteva adagiarsi nella semplicità pagana secondo cui l'uomo era fatto per l'opera, quando l'opera era molto meno immortalmente importante dell'uomo. Più o meno a questo punto della storia dell'Inghilterra si racconta generalmente l'aneddoto di un gioco di parole di Gregorio Magno; e questo è forse il vero punto della questione. Secondo la teoria romana, i barbari schiavi dovevano essere utili. Il misticismo del santo si commuoveva nel trovarli ornamentali; e "Non Angli sed Angeli" significava più semplicemente "Non schiavi, ma anime".

Gilbert Keith Chesterton, Una breve storia d'Inghilterra.


Qualsiasi pericolo di nevrastenia ci sia per l'uomo, ha origine nella sua ragione, piuttosto che nella sua immaginazione.

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia.


Se non vogliamo perdere di vista la filosofia della sanità di mente, la prima cosa da fare è di eliminare un grosso e diffuso equivoco. Si dice che l’immaginazione, in particolare l’immaginazione mistica, è pericolosa all’equilibrio mentale dell’uomo. I poeti sono di solito ritenuti persone psicologicamente non serie; l’alloro che cinge la chioma richiama non di rado la paglia di cui amano adornarsi i pazzi. I fatti e la storia smentiscono totalmente questo punto di vista. La maggior parte dei poeti veramente grandi sono stati non solo sani, ma anche estremamente pratici nella vita. Se Shakespeare ha realmente allevato i cavalli, vuol dire che lo sapeva fare meglio degli altri. Non è l’immaginazione che produce la pazzia: è la ragione. I giocatori di scacchi diventano pazzi, non i poeti; i matematici, i cassieri possono diventare pazzi; non gli artisti che creano. Con ciò non intendo, come si vedrà, prendere a bersaglio la logica; dico che il pericolo è piuttosto insito nella logica, non nell’immaginazione. La paternità artistica è segno di sanità come la paternità fisica. Se in un poeta c’è stato qualche cosa di morboso, ordinariamente è stato perchè egli aveva nel suo cervello qualche punto debole nella razionalità.
Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia.


La qualità originale in ogni uomo che operi con l'immaginazione è la vastità del suo immaginario. E' qualcosa che assomiglia al paesaggio dei suoi sogni; il tipo di mondo che vorrebbe creare o che vorrebbe esplorare, la flora e la fauna del suo piccolo pianeta segreto; è in sostanza ciò che ama pensare e immaginare. Questa atmosfera generale, il modello o la struttura, l'architettura del suo sviluppo, governa tutte le sue creazioni, per quanto possano essere varie e diversificate; e poiché in questo senso egli può creare un mondo, è in questo senso un creatore: l'immagine di Dio.
Gilbert Keith Chesterton, Stevenson.

Le fiabe… non hanno colpa di infondere paura nei bambini, o qualunque forma di paura; non sono le fiabe a formare nei bambini il concetto del male o del brutto: esiste già, nel bambino, perché già esiste nel mondo. Non sono le fiabe a dare al bambino la sua prima idea di orco. Ciò che le fiabe gli danno è la prima idea chiara della possibile sconfitta dell'orco. Il bimbo ha conosciuto intimamente il drago fin da quando possiede l'immaginazione. Ciò che la fiaba gli offre è un san Giorgio che uccida il drago.

Gilbert Keith Chesterton, Tremendous Trifles.


Il mito è un'opera di immaginazione, e quindi un'opera d'arte. Solo un poeta può concepirla; e solo un poeta può criticarla. Nel mondo sono più i poeti che i non poeti, come provato dall'origine di tali leggende.

Gilbert Keith Chesterton, L'Uomo Eterno.

Quello che qui ci interessa è un singolo aspetto dell’umiltà. Per umiltà si intende soprattutto un freno all’arroganza e all’infinito desiderio dell’uomo. I suoi sentimenti di pietà erano sempre superati da nuovi bisogni. La sua stessa capacità di provare piacere ha distrutto metà dei momenti di gioia. Nella ricerca del piacere, ha perso di vista quello principale, poiché il piacere più grande sta nella sorpresa. Così è diventato evidente che se un uomo vuole allargare i confini del proprio mondo, deve farsi piccolo. Perfino le visioni della superbia, le città costruite in altezza e i pinnacoli sono creazioni dell’umiltà. I giganti che calpestano le foreste come se fossero erba sono creazioni dell’umiltà. Le torri che svaniscono in alto al di sopra della stella più solitaria sono creazioni dell’umiltà. Perché le torri non sono alte finché noi non alziamo gli occhi per guardarle; e i giganti non sono giganti a meno che non siano più grandi di noi. Tutta questa gigantesca immaginazione, la quale, forse, è il piacere più immenso dell’uomo, è, in fondo, assolutamente umile. Senza umiltà è impossibile provare alcun piacere – perfino l’orgoglio.

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia.


Se non saremo in grado di rendere interessanti per gli uomini l'alba, il pane e i segreti creativi del lavoro, piomberà su tutta la nostra civiltà un affaticamento che è l'unica malattia da cui le civiltà non guariscono. Così morì la grande civiltà pagana: tra cibo e circhi e dimenticanza dei lari domestici.
Dunque, qualunque cosa scegliate di fare, non beffatevi del libro della Genesi. Sarebbe molto meglio per voi, sarebbe molto meglio per tutti noi,se rimanessimo così legati al libro della Genesi da considerare la settimana come una serie di azioni simboliche, che ci ricordano i passi della creazione.
Sarebbe molto meglio se ogni lunedì anzichè un lunedì nero, fosse un lunedi luminoso,per celebrare la creazione della luce. Sarebbe molto meglio se il martedi, parola che attualmente suona molto scialba, rappresentasse un tripudio di fontane, fiumi e ruscelli scroscianti, perche fu il giorno della divisione delle acque. Sarebbe bello se ogni mercoledi fosse l'occasione di appendere in casa rami verdi e fiori, perchè queste cose spuntarono nel terzo giorno della creazione; o se il giovedi fosse consacrato al sole e alla luna e il venerdi consacrato ai pesci e ai polli,e cosí via. 
Allora cominceremmo a intuire l'importanza della settimana e quali grandi cose una civiltá dalla grande immaginazione potrebbe fare in una settimana. Se avessimo la capacitá creativa di allestire una simile festa settimanale della creazione, non ci interesserebbe andare al cinema. 

Gilbert Keith Chesterton, "Fatica settimanale", Radio Chesterton.


È la principale attività terrena di un essere umano rendere la sua casa, e l'ambiente prossimo alla sua casa, il più simbolico e significativo per la propria immaginazione.

Gilbert Keith Chesterton, The Coloured Lands.

Nessuno degno di essere chiamato uomo permette che i suoi sentimenti cambino le sue convinzioni; ma è attraverso il sentimento che comprendiamo le convinzioni degli altri uomini. Il bigotto non è colui che sa di avere ragione; ogni uomo sano di mente sa di avere ragione. Il bigotto è colui le cui emozioni e la cui immaginazione sono troppo fredde e deboli per sentire come è che gli altri uomini fanno del male. 

Gilbert Keith Chesterton, Alarms and discursions.

Credo che il dire grazie sia la forma più alta di intelligenza e che la gratitudine sia la felicità raddoppiata dall'immaginazione.

Gilbert Keith Chesterton, Una breve storia d'Inghilterra.

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Aggiornamento del 24 luglio 2026:

Gli uomini hanno bisogno di eccitazione per produrre pensieri profondi e devono essere sorpresi per provare sorpresa. Lo scopo principale della religione, dell'immaginazione, della poesia e delle arti è quello di risvegliare quel senso di qualcosa salvato dal nulla.


Gilbert Keith Chesterton, Come to think of it.



Inoltre sul tema vale la pena consultare questi articoli e un saggio inerenti il rapporto tra Chesterton e J.R.R. Tolkien:

Chesterton in altre parole - Ulteriori aspetti dell'influsso chestertoniano su Tolkien:


Chesterton in altre parole - Tolkien e Chesterton, documentazione di una relazione:


Il contributo di un giovane ricercatore su Chesterton, Tolkien ed immaginazione: 

domenica 12 ottobre 2025

Un aforisma al giorno - Un'idea dell'importanza della settimana...

Sarebbe meglio se ogni lunedì, invece di essere il lunedì nero, fosse sempre il lunedì luminoso, per commemorare la creazione della Luce. Sarebbe meglio se il martedì, attualmente una parola dalla connotazione incolore, rappresentasse una grande festa di fontane, fiumi e ruscelli scroscianti, perché era il Giorno della Divisione delle Acque. Sarebbe meglio se ogni mercoledì fosse un'occasione per addobbare la casa con rami verdi o fiori, perché queste cose furono create il terzo giorno della Creazione; o che il giovedì fosse sacro al sole e alla luna, e il venerdì sacro ai pesci e agli uccelli; e così via. Allora potreste cominciare ad avere un'idea dell'importanza della settimana e di ciò che una civiltà elevata e fantasiosa potrebbe realmente fare con la settimana. Se avesse il potere creativo di produrre un tale spettacolo della creazione, non si preoccuperebbe dei cinema.

Gilbert Keith Chesterton, Radio Chesterton ("Fatica Settimanale").







martedì 18 febbraio 2025

Un aforisma al giorno - Una virtù nascosta.

Con la parola «carità», applicata all'umanità, s'intende un compimento più o meno mistico del valore e anche della virtù dell'umanità stessa, sebbene possa trattarsi di una virtù nascosta, e che talvolta si nasconde davvero bene.

Gilbert Keith Chesterton, Radio Chesterton.





domenica 5 gennaio 2025

Gli auguri dei ragazzi di Radio Notting Hill sono un bellissimo brano di Radio Chesterton!

Ascoltate questa traccia su SoundCloud: 


I ragazzi di Radio Notting Hill🎙️(lo capite da soli che c'è il suo zampino, anzi zampone!) 
desideravano lasciarci qualcosa di più di un semplice augurio. 

Partendo dalle parole di Chesterton hanno fatto una riflessione sull'importanza del quotidiano, della fatica settimanale e di quanto dovremmo essere grati per la nostra bella vita, che ci viene ridonata ogni volta che ci svegliamo la mattina! 

Vi consiglio di ascoltarlo tutto, e riascoltarlo, e ascoltarlo ancora una volta, e di commuovervi.

Buon ascolto! 🎧 

Marco Sermarini

sabato 4 gennaio 2025

Un aforisma al giorno - Riportare gli uomini a godere della vita quotidiana e non delle distrazioni.

Se non siamo capaci di riportare gli uomini a godere della vita quotidiana, che i moderni definiscono una vita noiosa, la nostra intera civiltà andrà in rovina nell'arco di quindici anni. Tutte le volte che qualcuno propone delle soluzioni pratiche per risolvere il male economico che attualmente ci stringe, la risposta è sempre che la cosa non funzionerà, perché il popolo continuerà a pensare che la vita sia noiosa. E questo accade perché tutti sono assolutamente ignari di cosa sia la vita. Non conoscono altro che distrazioni dalla vita; sogni, che possono vedere al cinema e che sono brevi momenti di dimenticanza della vita.

Gilbert Keith Chesterton, Radio Chesterton, "Fatica settimanale".





venerdì 10 maggio 2024

Un aforisma al giorno - La bontà e la cattiveria nascoste nell'umanità.

Il cristiano deve usare tutto il suo cervello per scorgere la bontà nascosta nell'umanità; proprio come l'investigatore deve usare tutto il suo cervello per scorgere la cattiveria nascosta nell'umanità. C'è un modo di dire molto di moda a proposito del «vedere del buono in tutti», come se fosse una cosa facile, che ciascuno riesce a fare senza alcuno sforzo. Ma questo non è affatto un modo di vedere il bene o di vedere alcunché. Vedere il bene è vedere Dio e vedere Dio non accade casualmente; qualcuno disse con parole paradossali che era necessaria una certa purezza di cuore.

Gilbert Keith Chesterton, Radio Chesterton - Dai microfoni delle BBC.




lunedì 11 dicembre 2023

Un aforisma al girono - Libertà.

L'uomo libero è padrone di se stesso. Può danneggiarsi mangiando o bevendo; può rovinarsi con il gioco d'azzardo. Se lo fa è certamente un dannato sciocco, e potrebbe anche essere un'anima dannata; ma se non lo fa, non è un uomo libero più di un cane".

Gilbert Keith Chesterton, da una trasmissione radiofonica sulla BBC, 11 giugno 1935.




martedì 17 ottobre 2023

Chesterton in video e audio - La registrazione di una delle trasmissioni sulla BBC intitolata Architecture.

Chesterton durante una delle sue trasmissioni
sulla BBC, che ebbero un travolgente successo.


Tutti noi chestertoniani conosciamo il sito di Martin Ward ed il gran lavoro che ha compiuto mettendo in rete e rendendo disponibile gratuitamente una notevole quantità di materiale chestertoniano, sia opere nel proprio testo originale che fotografie e molto altro ancora. Tra questo molto altro si trovano anche le pochissime registrazioni audio e video che lo riguardano (una assolutamente sconosciuta l'abbiamo però scovata noi e piazzata in questo blog, è un notiziario Pathè in cui si vede uno splendido Chesterton in veste di membro di una giuria con toga e parrucca...).

Una di queste registrazioni è una delle famose trasmissioni che a più cicli Chesterton produsse negli anni che vanno dal 1932 al 1936. Una parte di esse le abbiamo raccolte (l'editore Rubbettino, la traduttrice Annalisa Teggi ed io inutile prefatore) nel bel volume Radio Chesterton, di cui abbiamo parlato molte volte su questo blog e di cui non si parla mai abbastanza perché bellissimo e pieno di pagine insostituibili (per saperne di più c'è l'etichetta "Radio Chesterton" e il motore di ricerca interno, le citazioni e le recensioni belle e calde sono tante, ci sono altre registrazioni... forza, datevi da fare da soli!).

La traccia che vi (ri)mettiamo a disposizione si intitola Architecture, ed è una di quelle ancora inedite in Italia (va però detto che il nostro volume è il primo e l'unico al mondo che raccoglie almeno una parte delle trasmissioni: non c'è il libro, neppure in lingua inglese, perché le trascrizioni sono tratte da The Listener, il settimanale che una volta riportava programmi e commenti ai programmi della BBC). L'incipit della trasmissione è il seguente: "Architecture is the most practical and the most dangerous of the arts. All the other arts we have to live with. They are things we have to live with and some have even said, with regard to some kinds of music and painting, that they are things they could live without" ("L'architettura è la più pratica e la più pericolosa delle arti. Con tutte le altre arti dobbiamo convivere. Sono cose con cui dobbiamo convivere e alcuni hanno persino detto, per quanto riguarda alcuni tipi di musica e di pittura, che sono cose di cui potrebbero fare a meno").

Si tratta della viva voce di Chesterton, con le sfumature che andavano dalla profondità e vibrazione sino agli accenti squillanti come quelli di un bambino...). È il nostro eroe e vale la pena ascoltarlo!

Il bello di queste trasmissioni era che producevano uno straordinario effetto negli ascoltatori: a loro sembrava di stare lì con lui, o meglio che Chesterton stesse con ciascun di loro nella propria  stanza. Lo dice (e lo riporto nella Prefazione) un barbiere che aveva la sua botteguccia in una via adiacente a Fleet Street, nel regno londinese di Chesterton. Pare non fosse l'unico.

Allora ravviviamo questo sentimento nella speranza che Chesterton entri nel nostro cuore e ci porti con la sua calda voce alla Verità.

Buon ascolto.

Marco Sermarini

http://www.gkc.org.uk/gkc/recordings/Architecture.mp3
 

lunedì 15 novembre 2021

Radio Chesterton in una recensione "calda", di quelle che ci piacciono, di Capitolo 23.

Radio Chesterton: il grande GK sulla BBC

Radio Chesterton: il grande GK sulla BBC

Se non conoscete Gilbert Keith Chesterton, sappiate che siete in pessima compagnia: molto meglio passare dalla parte dei Lettori Più Attenti e dedicarvi ad alcune delle sue meravigliose esperienze narrative. Gli appassionati di gialli avranno il piacere di scoprire il sacerdote-detective Padre Brown e la sua magnifica cifra: Chesterton stesso, nella sua Autobiografia, sottolineerà come “la prima caratteristica di padre Brown è di non avere caratteristiche; la sua importanza, di non apparire importante; e che la sua qualità cospicua quella di non essere cospicuo, e che il suo ordinarissimo esterno voleva essere in contrasto con la sua attenzione e la sua intelligenza insospettate“. Bel ritratto, che ne dite?

Se il giallo non fa per voi e/o siete a caccia di qualcosa di più profondo, beh, è il momento di prendere in mano “Uomovivo”. Non mi dilungherò: semplicemente, lo ritengo uno dei venti romanzi più grandi di sempre.

Ogni mia nuova scoperta su/di Chesterton mi riempie quindi, comprensibilmente, di quella gioia per pagine inedite che solo gli appassionati cultori della lettura sanno immaginare e comprendere; immaginate il sobbalzo quando mi son trovato fra le mani questo:

Il resto nel collegamento qui sotto:

http://capitolo23.com/2016/01/08/radio-chesterton/

mercoledì 11 agosto 2021

Un aforisma al giorno.

(…) Andersen non fu solo uno zio amato dai bambini, fu lui stesso un bambino. Fu uno dei meravigliosi bambini del nostro passato cristiano, che ebbe quel dono divino che è il non diventare adulti.

Gilbert Keith Chesterton, Radio Chesterton (Davanti e dietro allo specchio)

martedì 10 agosto 2021

Un bellissimo aforisma al giorno.



La cosa più amabile del mondo è l'umiltà.

Gilbert Keith Chesterton, Radio 📻  Chesterton (Davanti e dietro allo specchio 🪞)

giovedì 16 luglio 2020

Italia Oggi del 16 Luglio 2020 (Italia Oggi di oggi era quanto meno cacofonico) riporta una breve sagace citazione di Chesterton...

... si trova a pagina 16 e questo ci fa piacere perché in qualche modo quel Radio Chesterton è anche opera nostra, visto che la traduzione è di Annalisa Teggi, l'introduzione di Marco Sermarini ed è stato pubblicato da un editore molto fedele a Chesterton, che è Rubbettino...

Speriamo sempre nella sua continuazione (c'è ancora molto da pubblicare...).

Ecco l'aforisma:

Se c'è una cosa che tutti noi sappiamo, oltre al fatto che prima o poi saremo tutti morti, è che prima o poi saremo tutti all'antica.


Gilbert Keith Chesterton, Radio Chesterton - Dai microfoni della BBC

giovedì 23 aprile 2020

Un aforisma al giorno 🐥🐥🐥🌼

La cosa più amabile del mondo è l'umiltà.


G. K. Chesterton, Radio Chesterton

venerdì 22 novembre 2019

Un'interessante recensione di Radio Chesterton.

https://capitolo23.com/2016/01/08/radio-chesterton/

Ora siamo su SoundCloud.



Abbiamo pensato di creare un canale su SoundCloud.

Vi pubblicheremo una piccola rubrica ambiziosa chiamata "Un Chesterton
al giorno toglie il medico di torno", un piccolo aforisma ed un
commento, un minuto o poco più.

Ambiziosa perché ogni giorno è già un'impresa, per cui ci proveremo e
che Dio ce la mandi buona.

Lo facciamo per divertirci, è una cosa semplice.

Mettiamo auspice una bella foto di Gilbert ai microfoni della BBC.

Speriamo gradiate!

https://soundcloud.com/societa-chestertoniana-italiana

giovedì 14 novembre 2019

Un aforisma al giorno

Ma perché i moderni hanno mandato alle ortiche anche la maestà della mitologia?

Gilbert Keith Chesterton, Fatica Settimanale, in Radio Chesterton

mercoledì 2 ottobre 2019

Un aforisma al giorno (scusate, riproporlo è necessario - è troppo bello).

Dunque, qualunque cosa scegliate di fare, non beffatevi del libro della Genesi. Sarebbe molto meglio per voi, sarebbe molto meglio per tutti noi,se rimanessimo così legati al libro della Genesi da considerare la settimana come una serie di azioni simboliche, che ci ricordano i passi della creazione.
Sarebbe molto meglio se ogni lunedì  anzichè un lunedì nero, fosse un lunedi luminoso,per celebrare la creazione della luce. Sarebbe molto meglio se il martedi, parola che attualmente suona molto scialba, rappresentasse un tripudio di fontane, fiumi e ruscelli scroscianti, perche fu il giorno della divisione delle acque. Sarebbe bello se ogni mercoledi fosse l'occasione di appendere in casa rami verdi e fiori, perchè queste cose spuntarono nel terzo giorno della creazione; o se il giovedi fosse consacrato al sole e alla luna e il venerdi consacrato ai pesci e ai polli,e cosí via. 
Allora cominceremmo a intuire l'importanza della settimana e quali grandi cose una civiltá dalla grande immaginazione potrebbe fare in una settimana. Se avessimo la capacitá creativa di allestire una simile festa settimanale della creazione, non ci interesserebbe andare al cinema. 

G.K. Chesterton, da Fatica settimanaleRadio Chesterton

mercoledì 11 settembre 2019

Un aforisma al giorno

Se non saremo in grado di rendere interessanti per gli uomini l'alba, il pane e i segreti creativi del lavoro, piomberà su tutta la nostra civiltà un affaticamento che è l'unica malattia da cui le civiltà non guariscono. Così morì la grande civiltà pagana: tra cibo e circhi e dimenticanza dei lari domestici.
Dunque, qualunque cosa scegliate di fare, non beffatevi del libro della Genesi. Sarebbe molto meglio per voi, sarebbe molto meglio per tutti noi, se rimanessimo così legati al libro della Genesi da considerare la settimana come una serie di azioni simboliche, che ci ricordano i passi della creazione. Sarebbe molto meglio se ogni lunedì, anziché essere un lunedì nero, fosse un lunedì luminoso, per celebrare la creazione della luce. Sarebbe molto meglio se il martedì, parola che attualmente suona molto scialba, rappresentasse un tripudio di fontane, fiumi e ruscelli scroscianti, perché fu il giorno della divisione delle acque. Sarebbe bello se ogni mercoledì fosse l'occasione di appendere in casa rami verdi e fiori, perché queste cose spuntarono nel terzo giorno della creazione; o se il giovedì fosse consacrato al sole e alla luna e il venerdì consacrato ai pesci e ai polli, e così via. Allora cominceremmo a intuire l'importanza della settimana e quali grandi cose una civiltà dalla grande immaginazione potrebbe fare in una settimana.

Gilbert Keith Chesterton, Radio Chesterton

giovedì 29 novembre 2018

Un aforisma al giorno

Dostoevskij è stato uno dei due o tre più grandi romanzieri del XIX secolo. E non si preoccupava di nient'altro che di Cristo che lo aveva reso libero. Vale la pena pensare a questo.

Gilbert Keith Chesterton, The Listener,  "Revolutionists and Revivalists of the 19th Century", 14 Novembre 1934.

Queste perle ce le teniamo per noi, a meno che qualche editore...

mercoledì 28 novembre 2018

Un aforisma al giorno

Quello che dobbiamo insegnare al giovane del futuro è come divertirsi. Fino a quando non si divertirà, si stancherà sempre più di godere di tutto il resto. Quello che dobbiamo insegnargli è divertirsi. In questo momento è sempre più dipendente da tutto ciò che pensa lo divertirà. E, a giudicare dall'espressione del suo volto, non lo diverte molto. Se consideriamo ciò che riceve, è davvero una meraviglia e una ricchezza e un concentrato magnifico di divertimento [....] considerate quali sono le cose che gli vengono effuse, quali sono le cose che riceve, allora sono davvero cataratte colossali di cose, Niagara cosmiche che non si sono mai riversate prima in nessun essere umano si riversano in lui. Ma se si considera ciò che ne deriva, come risultato di tutto questo assorbimento, il risultato che dobbiamo registrare è piuttosto serio. Nella stragrande maggioranza dei casi, niente. 

Gilbert Keith Chesterton, The Spice of Life