domenica 18 ottobre 2026

Chesterton in altre parole - C. S. Lewis: "Consideravo Chesterton l'uomo più sensato al mondo...".

Poi lessi L’uomo eterno di Chesterton e per la prima volta vidi l’intera visione cristiana della storia esposta in una forma che mi sembrò avere senso… Consideravo già Chesterton l’uomo più sensato al mondo, a prescindere dal suo cristianesimo; ora, ne sono sinceramente convinto, pensavo che anche il cristianesimo stesso fosse molto sensato, a prescindere dal suo essere cristiano.

C. S. Lewis, Sorpreso dalla gioia.



sabato 17 ottobre 2026

G. K. Chesterton - Il blog dell’Uomovivo compie oggi venti anni!


Ebbene sì, cari amici, questo piccolo blog compie oggi venti anni! 

Sembra ieri, ma in realtà di acqua sotto i ponti ne è passata molta. Questo piccolo strumento ha continuato l’opera iniziata quattro anni prima da un piccolo bollettino fatto con il computer e con la stampante di casa, anzi dell’ufficio del sottoscritto. 

Nulla a confronto di atti ben più eroici compiuti da persone molto più grandi di noi negli anni in cui Chesterton era ormai diventato un nome oscuro. In questo momento penso al grande Aidan Mackey, che con soldi suoi teneva vivo il nome del nostro eroe quando quasi tutti lo avevano dimenticato negli anni. 

In ogni caso, il blog continua a svolgere egregiamente la sua funzione: praticamente tutti i giorni trovate qualcosa sulla persona o della persona che ha significato tantissimo per migliaia e migliaia di persone, che ha convertito tantissimi al cattolicesimo, che ha reso lieta la vita di tanta gente, ha dato e continua a dare speranza tutti i giorni in tutte le cose. Per cui oggi è la giornata della gratitudine. 

Ringraziamo Iddio per averci fulminato quel giorno, il 17 ottobre del 2006, quando decidemmo di fare una cosa apparentemente banale ma che è entrata nella vita di tante persone che ogni giorno la visitano. Ringraziamo il signor Chesterton che in tutto questo tempo continuo ad ispirarci, a darci speranza, a farci ridere, a farci anche commuovere molto spesso, e a guidarci con il suo buon cuore. 

Continuate a seguirci. Ci sarà qualche sorpresa, forse...

Grazie! 

Marco Sermarini




Fulton Sheen: "Ma chi è il tuo autore preferito...?"



Oltre ad essere un personaggio di spicco della radio e della televisione, il beato Fulton Sheen fu uno scrittore molto popolare. Scrisse oltre trenta libri che divennero dei bestseller, molti sono reperibili anche in italiano. Ma il suo primo libro è meno conosciuto: si trattava della sua tesi di dottorato. Ebbe la brillante idea che sarebbe risultata più allettante per un editore se fosse stata corredata da una prefazione di uno scrittore famoso, come G.K. Chesterton. Sheen ricordò così quell’incontro:

Il nostro primo incontro avvenne quando gli chiesi di scrivere la prefazione al mio libro God and Intelligence. Chesterton disse: «Non so nulla di filosofia». Io ribattei che lui stesso ne aveva scritto un eccellente trattato intitolato Ortodossia Grattandosi la testa folta, disse: «Lo scriverò! Apparteniamo entrambi alla grande corporazione mistica chiamata Chiesa cattolica, nella quale siamo responsabili delle opinioni l’uno dell’altro. Tu sai in cosa devo credere, e io so in cosa devi credere».

L’ultimo incontro risale al 1936, quando monsignor Sheen si recò a Beaconsfield per partecipare al funerale di Chesterton.

Un giorno una donna raccontò di quando aveva incontrato il vescovo Sheen. Lei era stata bibliotecaria in un’università e Sheen era in visita in quella università. Era all’apice della sua popolarità. Veniva accompagnato attraverso la biblioteca dai funzionari dell’università e uno di loro la presentò al vescovo dicendo che lei aveva letto tutti i libri di Sheen. Il vescovo sorrise e le chiese: 

«Ma chi è il tuo autore preferito?»

Lei non esitò: «G.K. Chesterton».

Sheen sorrise ancora di più. 

«Anche il mio».



 

venerdì 16 ottobre 2026

Un aforisma al giorno - Chesterton scrive del suo amore per Frances alla mamma, ma la mamma è nella sua stessa stanza...

I due ragazzi...


Il giovane Gilbert era innamorato di Frances e avrebbe dovuto dirlo a sua mamma, alla propria mamma, la cui opinione teneva nella massima considerazione; una considerazione così alta che mise Gilbert quasi nel panico e che lo spinse a scriverle una lettera, solo che la lettera la scrisse nella stanza dove era sua mamma, mentre la mamma gli versava la cioccolata calda...

Me lo immagino ansioso e leggermente sudato mentre scrive questo capolavoro.

Aveva ragione ad essere ansioso, alla mamma non andò sempre ed esattamente a genio Frances, ma questa è un'altra cosa e non impedì a Gilbert di sposarla e di vivere un matrimonio felice, un amore davvero bello e profondo.

Che dire di più? Io un individuo del genere lo terrei per sempre a casa mia, così, anche senza fare niente, senza apparente motivo...

Marco Sermarini

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Mia carissima mamma,

Forse penserai che questo sia un modo di fare un po’ eccentrico. Sei seduta di fronte a me e stai parlando… della signora Berline. Ma ho scelto questo modo di rivolgermi a te perché mi viene in mente che forse potresti voler riflettere bene sulla questione prima di scrivermi o parlarmi al riguardo.

Ti racconterò tutta la vicenda in cui credo di aver agito correttamente, anche se non ne sono assolutamente certo, e ti chiederò un consiglio al riguardo. Si è trattato di una situazione piuttosto complicata, e ribadisco che non credo avrei potuto agire diversamente, ma se fossi il più grande sciocco dei tre regni e avessi combinato solo un pasticcio, c’è una persona a cui mi rivolgerei sempre e di cui mi fiderei. Le madri conoscono le sciocchezze dei propri figli meglio di chiunque altro, e questo è stato particolarmente vero nel tuo caso. Ne ho sempre gioito e non me ne sono mai vergognato: è sempre stato così e lo sarà sempre. Queste cose sono più facili da scrivere che da dire, ma tu sai che è vero, non è così?

Sono incredibilmente preoccupato che tu mi riconosca il merito di aver fatto del mio meglio e di aver tenuto sempre presente l’effetto che avrebbe avuto su di te la lettera che ti sto scrivendo ora. Spero davvero che ti piaccia.

Circa otto anni fa, hai fatto un’osservazione – questo forse ti dimostrerà che, anche se “prendiamo in giro” le tue osservazioni, le ricordiamo bene. L’osservazione si riferiva all’ipotetica signorina di cui mi sarei innamorato e suonava più o meno così: «Se è una brava ragazza, non mi importerà chi sia». Non so quante volte me lo sono ripetuto negli ultimi due o tre giorni in cui ho deciso di scriverti questa lettera.

Non spaventarti; né pensare che sia accaduto qualcosa di sensazionale o definitivo. Non sono sposato, mia cara mamma, né sono fidanzato. Sei stata convocata al consiglio dei capi proprio all’inizio delle sue deliberazioni. Se non ti dispiace, ti racconterò, brevemente, l’intera storia.

Tu sei, credo, la persona più perspicace che io abbia mai conosciuto; di conseguenza immagino che tu non pensi che io vada a Bedford Park ogni domenica solo per il panorama. Non mi stupirei se tu sapessi quasi tutto ciò che posso raccontare in una lettera. Basti dire, per quanto brevemente (poiché a nessuno di noi due piacciono molto le effusioni: questa lettera non è sulla falsariga di quelle della signora Ratcliffe), che la prima metà del tempo trascorso con i Blogg l’ho passata godendo di un’amicizia molto intima, ma piuttosto spensierata e platonica con Frances Blogg, leggendo, parlando e godendoci la vita insieme, trovando grande intesa su tutti gli argomenti; e la seconda metà nel fare la scoperta emozionante, ma dolorosamente responsabile, che il platonismo, da parte mia, non aveva affatto il dominio esclusivo della situazione. Ecco a che punto siamo ora. Nessuno lo sa, tranne la sua famiglia e te.

Mia carissima mamma, sono sicura che almeno tu non sia indifferente. In effetti ci amiamo più di quanto nessuno di noi due potrà mai esprimere a parole. In questa lettera ho evitato di ricorrere al sentimentalismo, perché non credo che ti piaccia molto. Ma l’amore è una cosa ben diversa dal sentimentalismo e di questo non riderai mai. Non dirò che Frances ti piacerà di sicuro, perché tutti i giovani lo dicono alle loro madri, ovviamente, e le madri non ci credono mai, ovviamente. Inoltre, ne sono così convinto che vorrei che la conoscessi tu stessa. In realtà, è proprio il tipo di donna che ti piace, quella che si definisce, credo, «una donna tra le donne»: molto spiritosa, spensierata e comprensiva, e priva di quell’esuberanza di salute che può risultare fastidiosa.


Non ho altro da aggiungere, se non che tu e lei avete occupato i miei pensieri nell’ultima settimana, escludendo tutto il resto, il che spiega sicuramente la mia distrazione, e che nella sua lettera mi ha inviato il seguente messaggio: «Per favore, dillo presto a tua madre. Dille che non sono così sciocca da aspettarmi che mi consideri all’altezza, ma che cercherò davvero di esserlo».

Un’aspirazione che, dal mio punto di vista, suscita naturalmente un sorriso.

Ecco, mi stai versando una tazza di cioccolata calda. Grazie.

Credimi, mia carissima mamma,

sempre il tuo figlio affezionatissimo,

Gilbert

Maisie Ward, Gilbert Keith Chesterton. 

giovedì 15 ottobre 2026

Un aforisma al giorno - Speranza e ragionevolezza.





La carità è la forza di difendere ciò che sappiamo essere indifendibile. La speranza è la forza di essere allegri in circostanze che sappiamo essere disperate. È vero che esiste uno stato di speranza che appartiene alle prospettive luminose e al mattino; ma quella non è la virtù della speranza. La virtù della speranza esiste solo nel terremoto e nell’eclissi. È vero che esiste una cosa chiamata rozzamente carità, che significa carità verso i poveri meritevoli; ma la carità verso i meritevoli non è affatto carità, bensì giustizia. Sono gli indegni che ne hanno bisogno, e l’ideale o non esiste affatto, oppure esiste interamente per loro. A fini pratici, è proprio nel momento senza speranza che abbiamo bisogno dell’uomo pieno di speranza, e la virtù o non esiste affatto, oppure comincia a esistere in quel momento. Proprio nell’istante in cui la speranza cessa di essere ragionevole, comincia a essere utile.

Gilbert Keith Chesterton, Eretici.

mercoledì 14 ottobre 2026

Un aforisma al giorno - Fallo ancora!



Ma forse Dio è abbastanza forte da gioire della monotonia. È possibile che ogni mattina Dio dica al sole: «Fallo di nuovo»; e ogni sera alla luna: «Fallo di nuovo». Forse non è la monotonia automatica a rendere tutte le margherite uguali; forse Dio crea ogni margherita separatamente, ma non si è mai stancato di crearle. Forse Egli ha l’eterno appetito dell’infanzia; poiché noi abbiamo peccato e siamo invecchiati, e nostro Padre è più giovane di noi.

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia.

martedì 13 ottobre 2026

Un aforisma al giorno - Dove nasce la follia.




La follia non nasce dal ribellarsi, ma dal cedere; dall’adagiarsi in un circolo vizioso di idee sporche, meschine e ripetitive; dall’essere addomesticati.

G. K. Chesterton, Uomovivo 
(o Le Avventure di un Uomo Vivo)

lunedì 12 ottobre 2026

Un aforisma al giorno - Il diavolo cita le Scritture a proprio vantaggio...

Il diavolo sa citare le Scritture a proprio vantaggio; e il passo delle Scritture che oggi cita più spesso è: «Il Regno dei cieli è dentro di voi». Quel passo è stato il baluardo e il sostegno di più farisei, ipocriti e prepotenti spirituali presuntuosi di tutti i dogmi esistenti; è servito a identificare l’autocompiacimento con la pace che supera ogni comprensione. E il testo da citare in risposta a esso è quello che dichiara che nessuno può ricevere il regno se non come un fanciullo. Ciò che dobbiamo avere dentro di noi è uno spirito infantile; ma lo spirito infantile non si preoccupa esclusivamente di ciò che è dentro. Il primo segno di possederlo è l’interesse per ciò che è fuori. La cosa più infantile in un bambino è la sua curiosità, il suo appetito e la sua capacità di meravigliarsi del mondo. Potremmo quasi dire che l’intero vantaggio di avere il regno dentro di noi sta proprio nel fatto che lo cerchiamo altrove.

Gilbert Keith Chesterton, Quello che ho visto in America.