domenica 22 marzo 2026

Aneddoti (stavolta su Belloc) - "Se mi respingerete a causa della mia religione..."

Belloc com'era più o meno
all'epoca del fatto.


Signori, sono cattolico. Per quanto possibile, vado a messa ogni giorno. Questo è un rosario. Per quanto possibile, mi inginocchio e recito il rosario ogni giorno. Se mi respingete a causa della mia religione, ringrazierò Dio per avermi risparmiato l’umiliazione di essere il vostro rappresentante.

Hilaire Belloc durante un famoso comizio per il seggio di Salford South presso la Camera dei Comuni alle elezioni generali del 1906.


(Seguì un silenzio assordante rotto da uno scroscio di applausi. Belloc poi vinse il seggio).


Testo in lingua originale: “Gentlemen, I am a Catholic. As far as possible, I go to Mass every day. This is a rosary. As far as possible, I kneel down and tell these beads every day. If you reject me on account of my religion, I shall thank God that He has spared me the indignity of being your representative”.


sabato 21 marzo 2026

Un aforisma al giorno - La segretezza dell’infanzia.

Ma di tutti gli strani modi in cui l'essere umano prova che non è un essere razionale, qualsiasi altra cosa egli sia, nessun caso è così misterioso ed inspiegabile come la segretezza dell'infanzia.

Gilbert Keith Chesterton, Charles Dickens. A Critical Study.




Aneddoti su Chesterton - "Mi sembra di aver perso le altre...".

Chesterton da studente entrò in un caffè in Fleet Street, la popolare via delle sedi dei giornali di una volta a Londra, accompagnato da un amico. Chiese due uova in camicia. Ecco cosa successe nel racconto di una sua amica dell'epoca:

Gliele portarono a tempo debito e lui, apparentemente senza accorgersi del loro arrivo, continuò a parlare e a discutere; alzando la mano per sottolineare un concetto, la abbatté con grande forza sul bordo del piatto, rovesciandosi le uova proprio in grembo. Continuò imperterrito a parlare e, quando la cameriera gli si avvicinò, egli si limitò a dire: «Mi porterebbe per favore altre due uova in camicia? Mi sembra di aver perso le altre».

Mildred Wain, moglie del compagno di scuola Waldo D’Avigdor, in Maisie Ward, Return to Chesterton.




venerdì 20 marzo 2026

Un aforisma al giorno - Il dogma e l'educazione.

È curioso che si parli di separare il dogma dall'educazione. Il dogma è in realtà l'unica cosa che non può essere separata dall'educazione. È l'educazione stessa. Un insegnante che non è dogmatico è semplicemente un insegnante che non insegna.

Gilbert Keith Chesterton, Cosa c'è di sbagliato nel mondo.



giovedì 19 marzo 2026

Un aforisma al giorno - Oggi due forze rendono l'uomo comune un senzatetto.



Sussurrerò all’orecchio del lettore un terribile sospetto che a volte mi ha tormentato: il sospetto che Hudge e Gudge siano segretamente complici. Che il litigio che inscenano in pubblico sia in gran parte una messinscena, e che il modo in cui si assecondano a vicenda non sia una coincidenza perpetua. Gudge, il plutocrate, vuole un industrialismo anarchico; Hudge, l’idealista, gli fornisce elogi lirici dell’anarchia. Gudge vuole lavoratrici perché costano meno; Hudge definisce il lavoro delle donne «libertà di vivere la propria vita». Gudge vuole operai affidabili e obbedienti, Hudge predica l’astinenza dall’alcol — agli operai, non a Gudge. Gudge vuole una popolazione docile e timida che non prenderà mai le armi contro la tirannia; Hudge dimostra, citando Tolstoj, che nessuno deve prendere le armi contro nulla. Gudge è naturalmente un gentiluomo sano e ben pulito; Hudge predica con fervore la perfezione della pulizia di Gudge a persone che non possono praticarla. Soprattutto, Gudge governa con un sistema rozzo e crudele di licenziamenti, sfruttamento e fatica bisessuale che è totalmente incompatibile con la famiglia libera e che è destinato a distruggerla; pertanto Hudge, tendendo le braccia verso l’universo con un sorriso profetico, ci dice che la famiglia è qualcosa che presto supereremo gloriosamente.

Non so se la collaborazione tra Hudge e Gudge sia consapevole o inconsapevole. So solo che, tra loro due, continuano a rendere l'uomo comune senza tetto.

Gilbert Keith Chesterton, Cosa c'è di sbagliato nel mondo.



mercoledì 18 marzo 2026

Una vecchia ma interessante recensione di Una gioia antica e nuova uscita su Il Manifesto nel 2011, a cura di Ivan Tassi.



Quando si apre uno dei romanzi che Charles Dickens scrisse tra il 1836 e il 1870, lungo l'arco di una straordinaria carriera, si è costretti a far fronte a un paradosso miracoloso. Dickens, insegnava Nabokov in una delle sue Lezioni di letteratura, resta un magnifico «incantatore»: se si tenta di analizzare il suo metodo narrativo, non si può fare a meno di rilevare un catalogo di «difetti» nelle sue storie, a volte prevedibili o viziate dal sentimentalismo; ma se lo si legge «con la spina dorsale» - sede, per Nabokov, del «piacere artistico» - non resta che «arrendersi» di fronte alle magie illusionistiche della narrazione. La lettura, in ogni caso, «tiene», ci trascina e finisce per lasciare il critico in imbarazzo, a interrogarsi sull'adeguatezza del suo percorso e dell'attrezzatura utilizzata durante l'indagine.
Ma dunque, se non è in grado di spiegare il mistero della scrittura attraverso gli strumenti della ragione, a cosa serve la critica letteraria? Quali sono i suoi limiti e le sue legittime aspirazioni? Se non vogliamo chiudere gli occhi di fronte al problema, possiamo affidarci a Gilbert Keith Chesterton e abbandonarci alle pagine di Una gioia antica e nuova. Scritti su Charles Dickens e la letteratura (a cura di Edoardo Rialti, Marietti). 
Il libro, tradotto oggi per la prima volta in italiano, raccoglie le prefazioni ai romanzi di Dickens che Chesterton allestì per la collana Everyman nel 1911, lo stesso anno in cui diede alla luce L'innocenza di Padre Brown, il primo di una fortunata serie di gialli. La coincidenza cronologica, non casuale, è sintomo di un'ammirazione che rischiò di sconfinare nell'osses
sività e che solo la meravigliosa intelligenza critica di Chesterton riuscì ad addomesticare.

Il resto qui sotto:



lunedì 16 marzo 2026

Un aforisma al giorno - Difficile anche che sia una cugina di primo grado...



C'era molto più senso nelle parole degli anziani che sostenevano che marito e moglie dovessero professare la stessa religione che in tutte le chiacchiere
contemporanee su anime gemelle, spiriti affini e aure dello stesso colore. In realtà, più i due sessi sono in netto contrasto, meno probabile è che entrino in violenta collisione. Più i loro caratteri sono incompatibili, meglio è. Ovviamente l'anima di una moglie non può essere un'anima gemella. È molto raro che sia anche solo una cugina di primo grado. Ci sono pochissimi matrimoni in cui i gusti e il temperamento sono identici; in genere sono infelici. Ma avere la stessa teoria fondamentale, considerare la stessa cosa una virtù, sia che la si pratichi o la si trascuri, considerare la stessa cosa un peccato, sia che la si punisca, la si perdoni o la si derida, e in ultima analisi definire la stessa cosa dovere e la stessa cosa disonore — questo è davvero necessario per un matrimonio abbastanza felice; ed è rappresentato molto meglio da una religione comune che da affinità e aure.

Gilbert Keith Chesterton, A Miscellany of Men.


domenica 15 marzo 2026

Un aforisma al giorno - Potere del mettere in discussione.



Le cose che appaiono più semplici finché non vengono messe in discussione diventano inevitabilmente le più complesse non appena vengono messe in discussione.

Gilbert Keith Chesterton, A Miscellany of Men.