Se c'è una questione che gli illuminati e i liberali hanno l'abitudine di deridere e di additare come un terribile esempio di dogma sterile e di insensata contesa settaria, è proprio questa questione atanasiana della coeternità del Figlio divino. D'altra parte, se c'è una cosa che gli stessi liberali ci propongono sempre come un esempio di cristianesimo puro e semplice, privo di controversie dottrinali, è la singola frase: «Dio è amore». Eppure le due affermazioni sono quasi identiche; almeno una è quasi priva di senso senza l'altra. Il dogma sterile è solo il modo logico di esprimere il bellissimo sentimento. Infatti, se esiste un essere senza principio, preesistente a tutte le cose, poteva amare quando non c'era nulla da amare? Se in quella inconcepibile eternità Egli è solo, che senso ha dire che Egli è amore? L'unica giustificazione di un tale mistero è la concezione mistica secondo cui nella Sua stessa natura vi era qualcosa di analogo all'espressione di sé; qualcosa che genera e contempla ciò che ha generato. Senza un'idea del genere, è davvero illogico complicare l'essenza ultima della divinità con un'idea come quella dell'amore.
Gilbert Keith Chesterton, L'Uomo Eterno.