giovedì 21 febbraio 2019

Un aforisma al giorno

Quasi nessuno osa difendere la famiglia. Il mondo intorno a noi ha accettato un sistema sociale che nega la famiglia. A volte aiuta il bambino a dispetto della famiglia; la madre a dispetto della famiglia; il nonno a dispetto della famiglia. Non aiuterà la famiglia.


Gilbert Keith Chesterton, G. K.'s Weekly, 20 Settembre 1930

Un aforisma al giorno

Tutti sanno cosa significa controllo delle nascite. Significa amore verso il sesso che non è verso la vita.

Gilbert Keith Chesterton, G.K.'s Weekly, 28 Marzo 1925

mercoledì 20 febbraio 2019

Un aforisma al giorno


Il mondo moderno non accetterà dogmi su nessuna autorità; ma accetterà qualsiasi dogma senza autorità.

Gilbert Keith Chesterton, La superstizione del divorzio 

martedì 19 febbraio 2019

Un aforisma al giorno


Un matrimonio non è né un'estasi né una schiavitù; è un commonwealth; è una cosa separata che lavora e combatte come una nazione. Re e diplomatici parlano di "formare alleanze" quando fanno matrimoni; ma in effetti ogni matrimonio è soprattutto un'alleanza. 

Gilbert Keith Chesterton, George Bernard Shaw

lunedì 18 febbraio 2019

L’apologia della famiglia – di Fabio Trevisan (da Riscossa Cristiana)

"La famiglia è il teatro del dramma spirituale, il luogo dove tutto succede e dove specialmente accadono le sole cose che hanno importanza".
Nel recente volume: "La famiglia, regno della libertà" (Edizioni Guerrino Leardini), la Società Chestertoniana Italiana in collaborazione con il Centro Missionario Francescano ha raccolto moltissimi brani di Gilbert Keith Chesterton, che attestano quanto lo scrittore di Beaconsfield avesse a cuore la custodia e la difesa della famiglia: "Gli uomini e le donne che, per buone e cattive ragioni, si ribellano contro la famiglia, si stanno semplicemente ribellando, per buone e cattive ragioni, contro il genere umano". 
La visione della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio indissolubile tra un uomo e una donna originava da una prospettiva soprannaturale fondata sulla Sacra Famiglia, su quel triangolo sacro (Gesù, Giuseppe e Maria) in cui riluceva la famiglia umana: "Questo triangolo di verità ovvie, di padre, madre e figlio, non può essere distrutto; può solo distruggere le civiltà che lo ignoreranno". Questa commovente e serrata apologia della famiglia, argomentata e lucida, schierava il paladino Chesterton contro la plutocrazia dei suoi tempi, contro la meschinità affaristica della classe dominante: "C'è un presupposto plutocratico alla base della frase: "Perché una donna dovrebbe essere economicamente dipendente dall'uomo?". La risposta è che tra la gente comune e povera la donna non lo è, eccetto nel senso in cui l'uomo dipende da lei". 
Questi tradizionali legami affettivi e familiari di reciproca dipendenza tra il marito e la moglie dovevano essere smantellati dalla società plutocratica, così ricordava Chesterton, per far emergere una possibile "liberazione" mediante la separazione di compiti e doveri, per insinuare e suggerire diabolicamente quanto la società d'affari metteva non solo un dito ma una mano intera tra moglie e marito. Ecco come paragonava Chesterton la società tradizionale con quella liberale affaristica dei tempi moderni: "Il cacciatore si strappa i vestiti, ci deve essere qualcuno che li rammenda. Il pescatore deve prendere i pesci, qualcuno deve cucinarli. E' certamente assodato che questa concezione moderna della donna come "grazioso parassita", "giocattolo", ecc. è nata da una contemplazione approfondita di un qualche ricco banchiere, da cui emerge che il banchiere va in città e finge di far qualcosa, mentre la moglie del banchiere va al parco e non fa assolutamente finta di non far nulla". Chesterton non aveva tuttavia una visione idilliaca, romantica, sentimentale del matrimonio; era consapevole delle difficoltà di diverso ordine (economico, sociale, culturale) che questa istituzione naturale e volontaria comportava e, proprio per questo, riconosceva alla famiglia stessa un carattere cruciale, centrale e fondamentale nella società.
Egli amava ricondurre la sacralità della famiglia all'urgenza del quotidiano, a quelle cose e a quegli oggetti presenti nelle tavole, nelle cucine domestiche: "L'uomo e la donna sono come il coltello e la forchetta. Sono diversi perché hanno un obiettivo comune". Ammoniva contro i detrattori della famiglia ed auspicava un'organizzazione di famiglie che difendessero la propria libertà: "Il tiranno non deve trovarsi una sola famiglia, ma molte famiglie che sfidano il suo potere; deve trovare che l'umanità non è una massa di atomi, ma stabilita su solidi blocchi di fedeltà". Chesterton sosteneva che coloro che parlavano e agivano contro la famiglia erano simili all'accozzaglia di persecutori che martirizzavano Nostro Signore sulla Croce: "Quelli che parlano contro la famiglia non sanno quello che fanno perché non sanno quello che disfanno". Nel 1916, nell'introduzione a: "Divorce versus Democracy", egli reiterava la denuncia contro la plutocrazia: "Stanno tuttora cercando di estendere il divorzio, il divide et impera; essi vogliono la divisione dei sessi per la divisione del lavoro. Il medesimo calcolo che li spinge ad incoraggiare la tirannia nel negozio li spinge a incoraggiare la licenza della famiglia". 
Chesterton incoraggiava e promuoveva la consapevolezza umana, affinché le persone capissero gli inganni, le illusioni che propinavano i sistemi liberal-capitalistici e social-comunisti. Contro questi sistemi falsamente libertari, contro le chimere mondane, egli richiamava il compito dell'uomo legato al senso comune e alla tradizione, difendendo il matrimonio: "Questo chiaro, netto, luminoso ideale di un matrimonio dignitoso dovrebbe essere la sega che si apre la strada nella pietra del mondo".

venerdì 15 febbraio 2019

Disegni a gessetto di Chesterton all’asta! | Chesterton (G.K.) The Ghosts of Beaconsfield, three

Tutti sappiamo che Chesterton disegnava, ma una delle sue tecniche amate era quella del gessetto. Ne parla ne La Nonna del drago. Qui ce ne sono tre, di opere all’asta...

Che ne dite?

Qualcuno si vuole fare avanti?

https://www.liveauctioneers.com/item/69251837_chesterton-gk-the-ghosts-of-beaconsfield-three

giovedì 14 febbraio 2019

Un caldo invito da Nikola Bolšec e dal Hrvatski Čestertonijanski Kluba (la Società Chestertoniana Croata)!

Nostra traduzione dall'inglese (l'invito è arrivato ai quattro angoli del mondo, quindi anche a noi dirimpettai adriatici…)

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Miei cari Chestertoniani,

lunedì scorso, abbiamo iniziato la prima anti-competizione poetica in Croazia, ispirata, naturalmente, a G.K. Chesterton. Il tema del concorso è: "Cosa voleva dire il poeta".

Ecco il poster del concorso. 

Già diverse persone hanno fatto domanda, quindi possiamo dire che abbiamo ottenuto quello che volevamo. :)

Il concetto dell'anti-concorso è quello di riportare la poesia all'uomo comune e di essere totalmente diverso dal resto dei concorsi poetici mainstream.

Abbiamo usato all'inizio qualche parola ungherese casuale che nessuno capisce, per dimostrare che il nonno capisce effettivamente la poesia moderna. Abbiamo anche chiamato tutti i poeti ad applicare con max. 4 canzoni che sono create nello spirito di vera gioia e meraviglia.

I prezzi sono davvero meravigliosi: il 1° premio è una statua del pittore Matko Antolcić; il 2° è un giro di birra per l'equipaggio; e il 3° è il libro più bello del mondo (probabilmente Ortodossia).

E nessuno perderà perché tutti riceveranno un applauso e una pacca sulla schiena...

La competizione è in qualche modo divertente ma chi sta scherzando deve essere serio da morire. Quindi, vogliamo iniziare una rivoluzione poetica...

Ecco il link dal più grande portale cattolico in Croazia:


Spero che vi piaccia e non esitate a fare qualsiasi domanda....

E non esitate a partecipare al concorso!

Dico sul serio!

Dio ti benedica e ci vediamo al ChestFest!

Sinceramente,

Nikola