mercoledì 1 aprile 2026

Un aforisma al giorno - Narrativa e fiabe.

La narrativa è il modo in cui persone fuori dal comune vedono le cose comuni. Le fiabe sono il modo in cui la gente comune vede le cose fuori dal comune.

Gilbert Keith Chesterton, Charles Dickens. A Critical Study.



martedì 31 marzo 2026

Moor Eeffoc, il codice segreto della felicità | Mariano Tomatis sul suo sito.




A chi gli chiedeva come si diventa maghi, G.K. Chesterton (1874-1936) suggeriva di ispirarsi a David Copperfield. No, non a quello che ha fatto sparire la Statua della Libertà: Chesterton si riferiva al protagonista del romanzo di Charles Dickens (1812-1870).

Secondo Chesterton, la Londra ritratta nel libro di Dickens ha qualcosa in più di quella vera:

Questo è il segreto dell’inquietante realismo con cui Dickens riesce sempre a rivitalizzare gli angoli oscuri e grigi di Londra. Nelle descrizioni di Dickens ci sono dettagli – una finestra, o una cancellata, o la toppa di una serratura – in cui egli inietta energia vitale. In questo modo le cose sembrano più autentiche di quelle reali.

Il resto nel collegamento qui sotto:



lunedì 30 marzo 2026

Un aforisma al giorno - L'esagerazione e l'arte (estrapoliamo e ci torniamo sopra).

L'esagerazione è quasi la definizione dell'Arte -- ed è interamente la definizione dell'arte di Dickens.

Gilbert Keith Chesterton, Charles Dickens. A Critical Study.


Charles Dickens Museum, Londra.


domenica 29 marzo 2026

Un aforisma al giorno - Domenica delle Palme, L'Asino.

Gilbert Keith Chesterton, L'asino, in Il Cavaliere Pazzo
(traduzione di Giulio Mainardi)

 

Un aforisma al giorno - E così il piccolo Dickens "dickensizzò" Londra...



E così il piccolo Dickens «dickensizzò» Londra. Preparò la strada a tutti i suoi personaggi. In qualunque anfratto della nostra città i suoi personaggi potessero infilarsi, Dickens c’era già stato prima di loro. Per quanto sfrenati fossero gli eventi che narrava come se fossero estranei a lui, non potevano essere più sfrenati di ciò che era accaduto nel suo intimo. Per quanto bizzarro potesse essere un personaggio di Dickens, difficilmente poteva essere più bizzarro di quanto lo fosse Dickens stesso. L'intero segreto dei suoi scritti successivi è racchiuso in quegli anni silenziosi di cui non rimane alcuna traccia scritta. Quegli anni forse gli fecero del male, come ha suggerito con perspicacia il suo biografo Forster, acuendo in lui un certo feroce individualismo che una o due volte, durante la sua vita affabile, balenò come un coltello seminascosto. Era sempre generoso; ma le cose gli erano andate troppo male perché potesse essere sempre accomodante. Era sempre di buon cuore; non era sempre di buon umore. Quegli anni potrebbero anche, nel loro strano miscuglio di morbosità e realtà, aver accresciuto in lui la tendenza all’esagerazione. Ma difficilmente possiamo lamentarci di questo in senso letterario; l’esagerazione è quasi la definizione stessa dell’arte — ed è interamente la definizione dell’arte di Dickens. Quegli anni potrebbero avergli inflitto molte ferite morali e mentali, dalle quali non si riprese mai. Ma gli hanno dato la chiave della strada.

Gilbert Keith Chesterton, Charles Dickens. A Critical Study.



sabato 28 marzo 2026

Un aforisma al giorno - Mooreeffoc, ecco la fonte...

Lo stesso Dickens ha fornito un esempio perfetto di come questi dettagli da incubo prendessero sempre più piede nella sua mente mentre era assorto nei suoi pensieri. Tra le caffetterie in cui si rifugiava in quei giorni infelici, menziona «una in St. Martin’s Lane, della quale ricordo solo che si trovava vicino alla chiesa e che sulla porta c’era una lastra di vetro ovale con la scritta “COFFEE ROOM” dipinta sopra, rivolta verso la strada. Se oggi mi trovo in una caffetteria di tipo molto diverso, ma dove c’è una scritta del genere su un vetro, e la leggo al contrario dal lato sbagliato, MOOR EEFFOC (come facevo spesso allora in una triste fantasticheria), un brivido mi attraversa il sangue». Quella parola selvaggia, “Moor Eeffoc”, è il motto di ogni realismo efficace! è il capolavoro del buon principio realistico — il principio secondo cui la cosa più fantastica di tutte è spesso il fatto preciso. E quel tipo di realismo elfico Dickens lo adottò ovunque. Il suo mondo era animato da oggetti inanimati. La data sulla porta danzava sopra il signor Grewgius, il battente sorrideva beffardo al signor Scrooge, il Romano sul soffitto indicava il signor Tulkinghorn, la vecchia poltrona guardava lascivamente Tom Smart: sono tutte cose mooreeffochiane. Un uomo le vede perché non le guarda.

Gilbert Keith Chesterton, Charles Dickens. A Critical Study.



Sul "Mooreeffoc":








venerdì 27 marzo 2026

Un aforisma al giorno - Il segreto dell'inquietante realismo di Dickens.

Qui risiede il segreto dell'inquietante realismo con cui Dickens poteva sempre ravvivare qualche oscuro o noioso angolo di Londra. Ci sono dettagli nelle descrizioni di Dickens -- una finestra, o una ringhiera o il buco della serratura di una porta -- che egli dota di vita demoniaca. Le cose sembrano più reali di quanto non siano in realtà. In effetti quel grado di realismo non esiste nella realtà: è l'insopportabile realismo di un sogno. E questa sorta di realismo può solo essere ottenuto camminando sognanti in un luogo; non si può ottenere camminando attenti.

Gilbert Keith Chesterton, Charles Dickens. A Critical Study.







giovedì 26 marzo 2026

Un aforisma al giorno - Sulla speranza e la gioventù (molto, molto autobiografico).



Si dice spesso che la speranza accompagni la giovinezza e le presti le ali di una farfalla; ma io credo che la speranza sia l’ultimo dono concesso all’uomo, e l’unico dono non concesso alla giovinezza. La giovinezza è indissolubilmente il periodo in cui un uomo può essere lirico, fanatico, poetico; ma la giovinezza è anche il periodo in cui un uomo può essere senza speranza.

Gilbert Keith Chesterton, Charles Dickens. A Critical Study.