mercoledì 29 luglio 2026

Un aforisma al giorno - Più che un aforisma è un pezzo di libro, ma vale la pena di essere letto (grazie al Patriota Cosmico che lo ripropone)...




Il semplice sostantivo monaco ha un valore rivoluzionario perché significa allo stesso tempo solitudine e comunità o meglio socievolezza. Accadde che questa vita comunitaria divenne una sorta di riserva e rifugio per gli individui, un luogo aperto a tutti. Vedremo come questa funzione sarà svolta in seguito dalle terre comuni.

È difficile spiegare questi avvenimenti in tempi come i nostri dominati dall'individualismo. Nella vita privata la maggior parte di noi ha un'amica di famiglia che ci viene in aiuto dall'esterno come una magica madrina. Non è irrispettoso affermare che i frati e le suore rappresentassero per il genere umano una specie di santa lega di zii e zie. E persino un luogo comune affermare che essi facevano tutto ciò che nessun altro voleva fare.

Le abbazie hanno mantenuto la memoria del mondo, hanno affrontato le pestilenze, insegnato le prime arti tecniche, preservato la letteratura pagana e, soprattutto, grazie ad un infinito lavoro di carità, hanno contribuito a tenere i poveri lontani dalla disperazione nella quale vivono oggi. Noi riteniamo ancora necessario mantenere una riserva di filantropi, tuttavia siamo maggiormente affascinati da uomini che si sono arricchiti piuttosto che da uomini che hanno scelto la povertà. Inoltre, gli abati e le badesse erano elettivi.

A loro si deve il sistema rappresentativo sconosciuto all'antica democrazia, una idea che aveva in sé un valore quasi sacrale. Se potessimo guardare dall'esterno alle nostre stesse istituzioni, non potremmo fare a meno di vedere come l'immagine del migliaio d'uomini trasformatisi in un solo uomo che procede verso Westminster non rappresenti solo un atto di fede ma anche una favola. La migliore e più autentica storia dell'Inghilterra anglosassone è quasi interamente la storia dei suoi monasteri. Miglio dopo miglio ed addirittura uomo dopo uomo, essi educarono ed arricchirono la nostra terra...

l grado più alto nel sistema delle Gilda era quello di Master e si riferiva alla direzione degli affari. Riprendendo il tema utilizzato nei colleges nella stessa epoca, tutti i capi erano Maestri d'Arte. Gli altri gradi erano operaio ed apprendista ma, come i corrispondenti gradi universitari, erano gradi che chiunque poteva ottenere. Erano altra cosa rispetto alle classi sociali, erano gradi, non caste.

Un apprendista avrebbe potuto sposare la figlia del suo padrone. Il padrone non si sarebbe stupito della cosa, al contrario dell'indignazione aristocratica che, in seguito, avrebbe gonfiato il petto di un milord se sua figlia avesse sposato un borghese. Passando dal ristretto ordinamento gerarchico all'ideale egualitario, vediamo che ciò che ne rimane oggi è talmente distorto da apparire comico. Ci sono compagnie cittadine che hanno ereditato dalle Gilda solo gli scudi araldici, le immense ricchezze e niente altro. Se in esse vi è qualcosa di buono, non è il buono che vi era nelle Gilda.

Come nel caso dell'Onorevole Compagnia dei Muratori nella quale, non c'è bisogno di dirlo, non si trova neanche un muratore o nessuno che abbia mai conosciuto un muratore, ma alcuni soci anziani di poche grandi imprese della city, insieme ad alcuni militari appassionati di gastronomia...


Gilbert Keith Chesterton, Una breve storia d’Inghilterra.

martedì 28 luglio 2026

Un aforisma al giorno - Come salvare la propria testa.

La nuova società scientifica scoraggia decisamente gli uomini dal pensare alla morte: è un dato di fatto, ma è considerato un fatto morboso. E avendo a che fare con coloro la cui morbosità ha un tocco di mania, la scienza moderna tiene la logica pura in minor conto di quanto faccia un derviscio danzante. In questi casi non è sufficiente che l’uomo infelice debba desiderare la verità: egli deve desiderare la salute. Nulla lo può salvare, tranne una fame cieca di normalità, come quella di una bestia. Un uomo non può considerarsi in salvo dalla malattia mentale, poiché è proprio l’organo del pensiero a essersi ammalato, a essere diventato ingovernabile, e, per così dire, indipendente. Si può salvare solo con la volontà o con la fede. Nel momento in cui si mette in moto la sua ragione, essa percorre la solita vecchia linea circolare. Andrà in tondo seguendo il suo circolo della logica, proprio come l’uomo nella carrozza di terza classe dell’Inner Circle continuerà ad andare in tondo finché non compirà, con volontà e vigore, la mistica azione di scendere a Gower Street. Qui tutta la faccenda ruota attorno a una decisione: c’è una porta che va chiusa per sempre. Ogni rimedio è un rimedio disperato. Ogni cura è una cura miracolosa. Curare un pazzo non è discutere con un filosofo, è scacciare un demone. I dottori e gli psicologici possono pure continuare a svolgere il loro lavoro in tutta tranquillità, ma il loro atteggiamento resta profondamente intollerante – intollerante come Maria la Sanguinaria. Il loro atteggiamento è in realtà questo: che se l’uomo vuole continuare a vivere, deve smettere di pensare. Quello che consigliano è un’amputazione intellettuale. Se la tua testa ti offende, tagliala; perché è meglio entrare nel Regno dei Cieli non solo come un bambino, ma come un imbecille, piuttosto che essere gettati all’Inferno – o a Hanwell (1) – con tutto il tuo intelletto.
Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia.

(1) quartiere di Londra ove era un famoso manicomio.






lunedì 27 luglio 2026

Un aforisma al giorno - Poeti, teste e cieli...

Il poeta chiede solo di levare la propria testa fino ai cieli. È il logico che cerca di spingere i cieli dentro la sua testa. Ed è la sua testa a spaccarsi.

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia.



domenica 26 luglio 2026

Un aforisma al giorno - La ragione stessa è una questione di fede.




La ragione è essa stessa una questione di fede. È un atto di fede affermare che i nostri pensieri abbiano una qualche relazione con la realtà.

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia.


sabato 25 luglio 2026

Un aforisma al giorno - In un mare in tempesta.



Noi uomini e donne siamo tutti sulla stessa barca, in un mare in tempesta. Ci dobbiamo l’uno all’altro una lealtà terribile e tragica.

Gilbert Keith Chesterton, All Things Considered.




venerdì 24 luglio 2026

Saluti da Uffington!!!

 




Una famiglia di chestertoniani, nostri carissimi amici, ha raggiunto proprio oggi al completo ed in formazione tipo la Collina del Cavallo Bianco di Uffington, quella che ispirò La Ballata del Cavallo Bianco al nostro amatissimo Gilbertone!!!

Ci teneva a farcelo sapere e noi teniamo ancora di più a farlo sapere a tutti voi, che c'è gente che prende sul serio le poesie, e in particolare le poesie di Chesterton!!!

Infatti ci hanno scritto:

Dopo varie peripezie stamattina siamo riusciti ad arrivare qui! "Dimmi, hai fede senza una speranza?"




Naturalmente sono passati anche da altri due amici, Tolkien e Stratford Caldecott, che li aspettavano al cimitero di Wolvercote ad Oxford.

E non finisce qui...




Un aforisma al giorno - Più è vincolato, meno è cieco.



L’amore non è cieco; è proprio l’opposto. L’amore è un vincolo; e più è vincolato, meno è cieco.

G.K. Chesterton, Ortodossia.



giovedì 23 luglio 2026

Un aforisma al giorno - Bere, perché?



Bevi perché sei felice, ma mai perché sei triste.

Gilbert Keith Chesterton, Eretici.