sabato 20 giugno 2026

Educazione e Cavallo Bianco stasera!!!

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> Carissimi amici, vi ricordiamo l'incontro di OGGI alle ore 17:30 a San Benedetto del Tronto, Contrada Santa Lucia, Centro Educativo La Contea, dal titolo "Il rischio di educare insieme: l'alleanza scuola/famiglia crea buoni frutti". Nell'occasione consegneremo anche le pagelle di fine anno scolastico. Vi invitiamo poi a restare a cena e ad assistere alla proiezione del lungometraggio "Il Cavallo bianco: la visione del re". Vi aspettiamo!

Un aforisma al giorno - "Quale altra occupazione può avere un uomo attivo su questa terra, a parte sposarla?"...



"Mia cara, e che altro posso fare?", replicò l'irlandese. "Quale altra occupazione può avere un uomo attivo su questa terra, a parte sposarla? Qual è l'alternativa al matrimonio, eccetto il sonno? Non certo la libertà, Rosamund. A meno che lei non si sposi con Dio, come fanno le nostre monache in Irlanda, lei deve sposarsi con un uomo... cioè con me. La terza e ultima cosa che potrebbe fare è sposarsi... con se stessa... lei, lei, lei... in pratica l'unica compagnia che non l'ha mai soddisfatta... e che non la soddisferà mai". "Michael", disse la signorina Hunt, con un tono di voce accondiscendente, "le prometto che se la smette di parlare e di dire stupidaggini la sposerò".

Gilbert Keith Chesterton, Uomovivo.

Manalive, prima edizione.


venerdì 19 giugno 2026

Un aforisma al giorno - L'incipit dell'Uomovivo.

Avvenne un giorno che un vento si alzasse alto a occidente, crescendo come un'onda d'irragionevole felicità, e che poi, spingendosi a tutta velocità verso oriente, attraversasse tutta l'Inghilterra, trascinando con sé il profumo gelido delle foreste e l'ebbrezza fredda del mare. Nel passare, con la stessa generosità che ha una brocca di vino, rinfrescò gli uomini che se ne stavano rinchiusi in milioni di buchi e di cantucci, sorprendendoli con la forza del suo soffio.

Gilbert Keith Chesterton, Uomovivo.




giovedì 18 giugno 2026

Padre Brown di Gilbert Keith Chesterton: il primo degli investigatori in tonaca | Antonella Gonella su SoloLibri.it

 



Padre Brown di Gilbert Keith Chesterton: il primo degli investigatori in tonaca


Il 14 giugno cadono i 90 anni dalla scomparsa di Gilbert Keith Chesterton, ma si celebra anche il compleanno di Padre Brown che compare per la prima volta nel racconto “La croce azzurra”, edito nel 1911. L'autore più prolifico del Novecento è dunque l'antesignano di una lunga serie di investigatori in tonaca, tutti amatissimi dai lettori: scopriamone insieme i più importanti.

mercoledì 17 giugno 2026

Riceviamo dalla Scuola Libera GK Chesterton di San Benedetto del Tronto e non solo pubblichiamo, sposiamo e vi chiediamo di fare altrettanto!


Fate come Chesterton: acquistate anche voi online il blocchetto della LOTTERIA della Scuola Libera Gilbert Keith Chesterton! 

Per tutti gli amici vicini, ma soprattutto lontani, ricordiamo che è possibile *acquistare il blocchetto ONLINE*, direttamente dal sito della nostra Scuola! 


e acquistate comodamente da casa seguendo le semplici indicazioni riportate sul sito. 


S
osteniamo la nostra scuola!


lunedì 15 giugno 2026

Chesterton Day 2026 - Prove del mock trial, il processo a Gilbert Keith Chesterton.

 



Un aforisma al giorno - Superiorità, inferiorità, uguaglianza, scienza.



Di fronte a tutte quelle discussioni che riguardano l’uguaglianza umana, io nutro sempre un unico sentimento, che trova espressione in una piccola prova da me ideata. Comincerò a prendere sul serio quelle classificazioni di superiorità e inferiorità quando troverò un uomo che si definisca inferiore. Si noti che il signor Ford non dice di essere adatto solo a occuparsi di macchine; egli confessa francamente di essere un essere troppo raffinato, libero e schizzinoso per tali compiti. Crederò a questa dottrina quando sentirò qualcuno dire: «Ho solo l’intelligenza per girare una ruota». Quello sarebbe vero, quello sarebbe realistico, quello sarebbe scientifico. Sarebbe una testimonianza indipendente che non si potrebbe facilmente contestare. È esattamente lo stesso, naturalmente, con tutte le altre superiorità e negazioni dell’uguaglianza umana, che sono così particolarmente caratteristiche di un’era scientifica. È così per gli uomini che parlano di razze superiori e inferiori; non ho mai sentito un uomo dire: «L’antropologia dimostra che appartengo a una razza inferiore». Se lo facesse, parlerebbe come un antropologo; così com’è, parla come un uomo, e non di rado come uno sciocco.

Ho sperato a lungo di poter sentire un giorno un uomo spiegare, sulla base di principi scientifici, la propria inadeguatezza a ricoprire qualsiasi incarico importante o a godere di privilegi, dicendo: «Il mondo dovrebbe appartenere alle razze libere e combattive, e non a persone di quella indole servile che noterete in me; gli intelligenti sapranno formarsi delle opinioni, ma la debolezza di intelletto di cui soffro così palesemente rende la mia opinione manifestamente assurda di fronte a loro: esistono infatti razze maestose e divine — ma guardatemi! Osservate i miei lineamenti informi e di quarta categoria! Fissate, se riuscite a sopportarlo, il mio volto banale e ripugnante!» Se sentissi un uomo fare una dimostrazione scientifica in quel modo, potrei ammettere che fosse davvero scientifico. Ma poiché accade invariabilmente (per una curiosa coincidenza) che la razza superiore sia la sua stessa razza, il tipo superiore sia il suo stesso tipo e la preferenza superiore per il lavoro sia il tipo di lavoro che lui preferisce.

Gilbert Keith Chesterton, G.K.’s Weekly, 25 aprile 1925.



Qualcuno di noi ieri è stato a Beaconsfield…

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domenica 14 giugno 2026

Oggi parleremo anche di questo, nonsense!

Il Chesterton Day di oggi 14 giugno 2026 cade proprio nell'anniversario della morte del nostro Chesterton, precisamente il novantesimo. Uno dei temi però sarà anche quello del nonsense, ossia quella letteratura giocosa, irrazionale, surreale che tanto piaceva a Chesterton.

Come abbiamo rilevato più volte in questo blog, Chesterton le sue prime produzioni letterarie le riservò proprio a questo tema, con un articolo intitolato In Defense of Nonsense, finito poi nel famoso volume L'Imputato (The Defendant), ed un frizzante volumetto pubblicato sempre nel 1901, Greybeards at Play (tradotto in italiano da Annalisa Teggi con il titolo Burloni Barbagrigia dall'editore Raffaelli).

Sono clerihew, ossia letteratura nonsense, alla Edward Lear o Lewis Carroll, e abbiamo decretato che facciano parte integrante del nocciolo duro del pensiero di Chesterton assieme al paradosso, all'immaginazione e tanto altro.

Quelle che pubblichiamo sono immagini dei giornali dell'epoca (per le quali ringraziamo il nostro socio Marco Consorti) e la traccia che vi impresse il nostro Gilbert con questo libretto che lo stupiva sempre più per il largo successo visto che egli lo considerava come se la gente si divertisse a vederlo fumare il sigaro a Kensington...

Per la cronaca, nell'ultima immagine c'è anche la pubblicità del libro scritto da babbo di Chesterton, Edward Chesterton detto Mr. Ed, "The Wonderful Story of Dunden Van Haden" e ne facciamo cenno in questo collegamento al blog.



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14 giugno 1936 in terra viventium - A novant'anni dalla morte del nostro caro Gilbert Keith Chesterton.

A novant'anni dalla morte del Nostro Amico Gilbert Keith Chesterton ripropongo quest'articolo (con qualche aggiunta) che è una summa di come egli considerasse casa sua il Cielo.


Marco Sermarini

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Domenica 14 Giugno 1936, poco dopo le ore dieci del mattino Chesterton morì. Era la domenica nell'Ottava della solennità del Corpus Domini.

«In quello stesso giorno sua moglie Frances scrisse una lettera a Padre O'Connor: "Il nostro amato Gilbert è morto questa mattina alle 10:15. Era privo di sensi da qualche tempo, ma aveva ricevuto gli Ultimi Sacramenti e l'Estrema Unzione, mentre era ancora in possesso delle sue facoltà...».

(Maisie Ward, Return to Chesterton, p. 270 - nostra traduzione).

Oggi, pensando alla ricorrenza della morte del nostro caro amico Chesterton occorsa proprio nell'Ottava del Corpus Domini, mi è tornata alla mente una nota che lessi nella biografia di Maisie Ward.

Maisie Ward racconta che una delle sorelle Nicholl (giovanissime ragazze e bambine che rimasero legate per sempre con un affetto speciale assieme alla propria famiglia ai coniugi Chesterton --- il fratellino piccolo di queste ragazze, l'unico maschietto, chiamava Chesterton "Uncle Chestnut", Zio Castagna, per l'assonanza tra il cognome del nostro eroe e il nome della castagna in inglese... - aggiunta 2025!) ricordava che la redazione del libro su San Tommaso d'Aquino segnò un visibile e profondo cambiamento in Chesterton (egli prendeva tutto estremamente sul serio, come i bambini. Il suo lavoro era una cosa seria, era il riverbero della sua vocazione a raccontare a tutti la Verità per gratitudine a Dio che gli aveva dato la vita e il suo senso - aggiunta 2026).

Tra le varie cose che questo lavoro provocò c'è che Gilbert imparò a memoria la sequenza Lauda Sion Salvatorem, inno eucaristico composto da San Tommaso. Recitava ripetutamente a memoria, numerose volte, le ultime due strofe il cui testo è poco sotto.


Lo faceva battendo il pugno ritmicamente sul bracciolo della sedia ove abitualmente sedeva in casa. 


Poi diceva con soddisfazione:


«che riassunto del Paradiso: l'esatto capovolgimento dell'espressione colloquiale "giù tra i morti". Là hai - letteralmente "la terra dei viventi". Sì, amici miei, noi vedremo tutte le cose buone nella terra dei viventi».


Vedremo tutte le cose buone nella terra dei viventi, perché quella è la terra dei viventi. La terra dei viventi è la nostra vera patria, come diceva San Pier Giorgio Frassati; questo non può essere obliterato (aggiunta 2026).


Un'altra definizione che usava per il Paradiso erano le due parole latine "in patria": 


«Ti spiega tutto: "la nostra terra natia"».


Ti spiega tutto, è vero. Queste parole riecheggiano quelle del primo eroe della mia vita, il beato Pier Giorgio Frassati, che parlava della "Vera Patria" (ora è santo -- aggiunta 2026).


Ecco le strofe che Chesterton più amava ripetere, nella lingua latina in cui sono state composte e nella traduzione italiana:


Bone Pastor, panis vere,

Iesu, nostri miserére:

tu nos pasce, nos tuére:

tu nos bona fac vidére

in terra vivéntium.


Tu, qui cuncta scis et vales:

qui nos pascis hic mortales:

tuos ibi commensáles,

coherédes et sodales

fac sanctórum cívium. Amen.

Allelúia.


(trad.: Buon pastore, pane vero,

o Gesù, abbi pietà di noi:

Tu nutrici, proteggici,

Tu fa' che noi vediamo le cose buone

nella terra dei viventi.


Tu, che tutto sai e puoi,

che qui pasci noi mortali:

facci lassù Tuoi commensali,

coeredi e compagni

dei santi cittadini. Amen.

Alleluia).


Poi un'altra cosa.


È sempre Maisie Ward che ce la racconta. È un episodio che raccolse in occasione della stesura della seconda parte della biografia di Chesterton intitolata Return to Chesterton. Riguarda Edward Macdonald, uno dei suoi collaboratori al G. K.'s Weekly, il suo settimanale, ed è una vivissima testimonianza della vicinanza alla gente comune del nostro caro amico Gilbert:


«Il giorno dopo la sua morte (di Gilbert, ndr) Edward Macdonald passò davanti al negozio di un barbiere più in là di Chancery Lane (una strada centrale di Londra, vicino Fleet Street, ndr). L'uomo stava insaponando il viso di un cliente ma riconoscendo Macdonald lasciò il cliente e corse fuori col pennello in mano. "Voglio solo dire che mi è dispiaciuto di sentire la notizia", "era un grande uomo". Macdonald gli chiese se conoscesse Chesterton. "Mai letto una parola di quello che ha scritto" rispose il barbiere "ma lo ascoltavo sempre per radio. Sembrava che stesse seduto a fianco a me nella stanza"».


(dall'Introduzione di Radio Chesterton, già in Maisie Ward, Gilbert Keith Chesterton)


Mi immagino la scena di quest'omino comune, un barbiere con il pennello in mano, che esce per strada e vuole rendere il suo umile omaggio ad un grande uomo al quale si era sentito così vicino da pensarlo seduto a fianco a lui nella bottega di barbiere, nelle sue cose quotidiane, pur non avendo letto una sola parola delle sue meravigliose opere. Non lo aveva sentito estraneo, lontano, pur sentendolo parlare poeticamente di ogni bella cosa, lo aveva sentito ed avuto vicino, mistero della nostra fede e della nostra umanità abbellita e redenta da Cristo.



Chiaramente l'omino non è quello della foto però mi immagino una scena così, manca lo scatto che ritrae quest'uomo comune che deve dire ad uno degli amici di Chesterton che è dispiaciuto di aver perso anche lui un amico. La scena la immagino, sono passato vicino quella stradina di Londra. La scena è commovente, è bella, dice della familiarità che quest'uomo aveva trovato nelle parole di Chesterton che gli entravano nel cuore senza difficoltà, perché Chesterton voleva comunicare a tutti la Verità da lui incontrata -- aggiunta 2026)

Chancery Lane, City of London

Oggi la strada è così e si affaccia su Fleet Street, che una volta era la sede di quasi tutti i giornali inglesi che contavano, ed era il regno incontrastato di Chesterton.

Ci andai la prima volta con il mio caro amico padre Spencer Howe e ci ho portato la mia famiglia al completo ed alcuni miei coraggiosi e fortunati alunni.

Questo è l'anno del centocinquantesimo compleanno di Gilbert, e vorrei celebrarne altri cinquemila, qui e in terra viventium. Cinquemila è un numero per dire per sempre, concetto che applico a tutte le persone care e a tutti quelli di cui divento amico (per sempre), lascito involontario di Chesterton a tutti i suoi amici, qui ed in terra viventium.

Ho già detto mille volte della rilevanza della carità che fece, della speranza che elargì a piene mani e della fede che propagò e difese. Oggi vorrei che facessimo mente locale sul fatto che quella carità ci ha raggiunto per vie apparentemente casuali ma in realtà segno di un bene insostituibile che Dio vuole per noi, che quella speranza è arrivata qui e ne ha generata altra e che quella fede ce l'ha fatta amare anche lui. Per cui oggi possiamo dire questa fede, questa speranza e questa carità, qui presenti per noi, grazie a Dio e all'eroismo allegro che Gilbert ha usato.

Non mi stancherò mai di stupirmi davanti a questo portento, che ha portato alla Vera Fede gente già da quando non era convertito e che ha continuato a fare conquiste a Cristo dopo la conversione e che continua anche adesso da morto. 

Ma che morto, quale morto... È più vivo lui in terra viventium che...

Ricordo pure quest'anno che si dice che le sue ultime parole siano state queste:

«La questione ora è chiara. È tra luce e tenebre e ognuno deve scegliere la sua parte».


Fate un bel gesto: comprate su Pump Street (www.pumpstreet.it) e cominciate un bel libro di Chesterton proprio oggi e non mollatelo, e poi non mollate più Chesterton, non vi deluderà mai. Fatene un altro: pregate la preghiera che ripropongo e chiedetegli di farvi qualche bel miracolo, ad esempio di avere il suo stesso buon cuore, di vivere allo stesso suo modo l'amicizia anche con il più piccolino dei piccoli.



È il giorno più adatto per recitare questa preghiera, per tutte le nostre necessità, per gli amici, per i nemici, per la Santa Chiesa (e ricordo che abbiamo a disposizione migliaia di santini di tutti i tipi, colori e fattezze, guarda qui).


Marco Sermarini




Dio Nostro Padre,

Tu riempisti la vita del tuo servo Gilbert Keith Chesterton 

di un senso di meraviglia e gioia, 

e desti a lui una fede 

che fu il fondamento del suo incessante lavoro, 

una carità verso tutti gli uomini, in particolare verso i suoi avversari, 

e una speranza che scaturiva dalla sua gratitudine di un'intera vita per il dono della vita umana.

Possano la sua innocenza e le sue risate, 

la sua costanza nel combattere per la fede cristiana in un mondo che perde la fede, 

la sua devozione di una vita per la Beata Vergine Maria 

e il suo amore per tutti gli uomini, specialmente per i poveri, 

portare allegria ai disperati, 

convinzione e calore ai tiepidi 

e la conoscenza di Dio a chi non ha fede. 

Ti chiediamo di concedere le grazie che Ti imploriamo 

attraverso la sua intercessione (e specialmente per...) 

perché la sua santità possa essere riconosciuta da tutti 

e la Chiesa possa proclamarlo beato. 

Te lo chiediamo per Cristo Nostro Signore.

Amen.


(Ecco, caro Gesù, dacci 

questa stessa fede, 

questa stessa speranza 

e questa stessa carità, 

e daccele per intercessione di Gilbertone. 

Amen, evviva, alè)

https://uomovivo.blogspot.com/2024/06/88-anni-dopo-luomo-vivo-e-sempre-piu.html