lunedì 24 agosto 2026

Lettura e follia contiene un interessante saggio sul nonsense.



L'editore Euridice alcuni anni fa ha tradotto e pubblicato con il titolo Lettura e follia i saggi contenuti in Lunacy and Letters, saggi che Chesterton aveva scritto sul Daily News tra il 1901 e il 1913. Come è immaginabile i saggi non sono che una raccolta o selezione di tutti quelli che il Nostro aveva scritto per la testata liberale: su questo blog anni fa parlammo dell'edizione di tutti i saggi del Daily News raccolti e curati da Julia Stapleton in ben otto volumi editi da Pickering & Chatto nel 2011.

Come molti lettori sanno, la sua carriera di giornalista mosse i suoi passi più certi dalle colonne del quotidiano liberale Daily News, e fu il primo trampolino per la carriera di Chesterton; nel 1901 ne divenne regolare collaboratore, il che costituì una crescita di cui fu lieto e grato perché rappresentò il significativo cambiamento rispetto al precedente lavoro di assistente editoriale.

Al di là dell'importanza dei saggi scritti per il quotidiano, va rilevato che tra uno di quelli raccolti nel volume tradotto in italiano ce n'è uno che spicca perché ci trova svegli sull'argomento da esso trattato, e cioè il nonsense e la letteratura infantile, Lewis Carroll e soprattutto Edward Lear.

Ve lo segnalo, allora; si intitola La biblioteca della nursery, e vi indico un significativo passaggio, coerente con quanto Chesterton ha già affermato altrove:

In onore del bambino il Diciannovesimo secolo ha compiuto una vera scoperta, la scoperta dei cosiddetti libri del nonsense. Sono creazioni così legate al nostro tempo che dovremmo valutarle al pari dell’elettricità o della scuola dell’obbligo. In letteratura costituiscono una scoperta del tutto nuova, la scoperta che l’incongruenza in sé può costituire una certa armonia, che come esiste una bellezza nelle ali di un uccello perché richiamano l’anelito, così può esserci nelle ali di un rinoceronte perché suscitano risa. Lewis Carroll raggiunge grandi livelli in questa follia poetica. E il signor Edward Lear, a parer nostro, è ancora più grande. È comunque giusto dire che questa invenzione potrebbe riscuotere critiche per quanto attiene alla sua funzione educativa. Soprattutto dobbiamo evitare di confondere gli aspetti dell’infanzia graditi ai bambini con quelli graditi a noi.

L'altrove cui mi riferisco è quel che segue:

https://uomovivo.blogspot.com/2026/02/una-aforisma-al-giorno-bisogna-essere.html

https://uomovivo.blogspot.com/2026/03/un-aforisma-al-giorno-sui-paradossi.html

Si tratta dell'articolo uscito sull'Illustrated London News dell'11 marzo 1911, che pensai di suddividere in due parti al momento della traduzione.

Ma c'è anche quest'altro saggio, sempre tratto dall'Illustrated London News ma del 15 ottobre 1921:

https://uomovivo.blogspot.com/2026/02/un-inedito-in-lingua-italiana.html

Lo scorso Chesterton Day ha trattato anche quest'aspetto delle idee chestertoniane, ed è stato bellissimo parlarne e metterlo in pratica con esempi antichi e moderni ed alcuni anche estemporanei prodotti da alcuni nostri soci.

Estrarremo altri brani dal saggio che segnaliamo oggi; l'argomento del nonsense attrasse fortemente l'attenzione di Chesterton già all'epoca di The Defendant, ove gli dedicò un intero capitolo, In difesa del nonsense. In esso si diceva:

La persona benintenzionata che, limitandosi a studiare l’aspetto logico delle cose, ha deciso che «la fede è nonsense», non si rende conto di quanto abbia ragione; in seguito potrebbe rendersi conto che, in realtà, il nonsense è proprio fede.

Tutto questo per dire del peso e della centralità della questione nonsense per il Nostro. D'altro canto non mi pare che esistano grandi studi sul punto, come pure sembra non vi siano a proposito della questione del rapporto tra Chesterton e Tolkien. Tolkien fece espressamente risalire parte del suo impegno letterario proprio alla "fantasia chestertoniana", quella del Mooreeffoc (vedi qui, quima anche qui...). È invece importante approfondire questi aspetti (nonsense, immaginazione, stupore, umiltà...) e segnalarne l'importanza. Cercheremo di farlo.

 Marco Sermarini




domenica 23 agosto 2026

Un aforisma al giorno - La poesia della città.



Sono così tanti gli uomini che incrociamo per strada che potrebbero avere una storia unica e ricca, e davanti a cui, per mera comodità, indietreggiamo dando per scontato che nessuno di loro l’abbia. Ci costringiamo a oltrepassare i loro drammi come se “fossero storie da scuola domenicale, siamo spinti a lanciare i romanzi nel cestino della carta straccia, copertina e tutto quanto, come se, invece di contenere storie colorate e brillanti di passione umana, non contenessero nient’altro che circolari sul carbone o domande di assistenza per il restauro di una chiesa nel Cumberland. Il mendicante che salutiamo per la strada potrebbe avere una storia immensa è molto più interessante della nostra. Eppure dobbiamo passare oltre un centinaio di uomini del genere, carichi di inutili storie, e quando ci siamo negati più storie meravigliose di quelle per cui il sultano delle Indie aveva pagato, ci precipitiamo nei dintorni a raccogliere rape e funghi per godere di un mese di poesia.
Le rape non ci possono raccontare la loro storia, se potessero, sarebbe senza dubbio profondamente affascinante. Non possiamo conoscere le scioglienti e multicolori emozioni che danno varietà all’esistenza di un fungo. Ma la motivazione per cui rifuggiamo dalla città non è in realtà la sua mancanza di poeticità, è che la sua poesia è troppo feroce, troppo affascinante è troppo pratica nelle sue rivendicazioni.

G.K. Chesterton, Lettura e follia (titolo originale: Lunacy and Letters).

L'isolato dove si trova la casa
dei Chesterton a Battersea.


venerdì 21 agosto 2026

Un aforisma al giorno - la differenza tra satira e nonsense.

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Un aforisma al giorno - Chesterton si trasferisce da Battersea a Beaconsfield, e tutto va a finire sul Daily News...



Diventare un uomo è stupendo ma è terribile smettere di essere un bambino. Diventare un uomo sposato è piacevole, eppure è deprimente smettere di essere uno scapolo. A noi che passiamo da uno stato all’altro, permettete un po’ del pathos di coloro che si approcciano alla morte. Siamo felici di andare in campagna, ma infelici di lasciare la città. Sto lasciando la parte più vivace di Londra, la più romantica, la più realistica, il quartiere che ha guidato il popolo. Sto lasciando il distretto di Battersea. Non posso scrivere di questo, e non posso scrivere di nient’altro. Quando ti dimenticherò, oh Gerusalemme, possa la mia mano destra dimenticare la sua astuzia, cioè, lascia che dimentichi come si scrive, con un gessetto blu su una vecchia carta da parati, di un articolo sul niente.

Gilbert Keith Chesterton, Lettura e follia (titolo originale: Lunacy and Letters).

Amazon.it: Lettura e follia - Chesterton, G.K., Bussola, Matteo, Rizzati,  Donatella, Zucca, Silvia, Proto, Cristina - Libri

giovedì 20 agosto 2026

Un aforisma al gente - Gli uomini sono uomini, ma l’Uomo è una donna.



Presi singolarmente, gli uomini possono dare l’impressione di essere più o meno razionali: mangiano, dormono e tramano. Ma l’umanità nel suo insieme è mutevole, mistica, volubile, deliziosa. Gli uomini sono uomini, ma l’Uomo è una donna.

Gilbert Keith Chesterton, Il Napoleone di Notting Hill.



mercoledì 19 agosto 2026

Un aforisma al giorno - Parsimonia e spreco.



La parsimonia è poetica perché è creativa; lo spreco è anti-poetico perché è spreco.

Gilbert Keith Chesterton, Cosa c’è di sbagliato nel mondo.



martedì 18 agosto 2026

Un aforisma al giorno - Dove nasce la follia.



La follia non nasce dal ribellarsi, ma dal cedere; dall’adagiarsi in un piccolo e sporco circolo vizioso di idee che si ripetono all’infinito; dall’essere addomesticati.

― G.K. Chesterton, Uomovivo (o Le avventure di un uomo vivo).