giovedì 10 settembre 2026

Un aforisma al giorno - Se evitate di toccare un’insegna bianca, in poco tempo diventerà nera.


Abbiamo notato che una delle ragioni che vengono proposte per essere un progressista è che le cose tendono per natura a migliorare. Ma l’unica vera ragione per essere un progressista è che le cose tendono per natura a peggiorare. La corruzione delle cose non solo è l’argomentazione migliore per essere progressisti, ma è anche l’unica argomentazione contro l’essere conservatori. La teoria conservatrice sarebbe davvero irresistibile e incontestabile se non fosse per quest’unico fatto. Ma tutto il conservatorismo si basa sull’idea che se lasciate le cose tranquille, le lasciate come stanno. Tuttavia non è così. Se lasciate una cosa tranquilla, la lasciate esposta a un torrente di cambiamenti. Se evitate di toccare un’insegna bianca, in poco tempo diventerà nera. Se volete a tutti i costi che rimanga bianca, dovete sempre stare lì a dipingerla; vale a dire, dovete sempre avere una rivoluzione in corso. In breve, se volete la vecchia insegna bianca, dovete avere una nuova insegna bianca. Ma questo, che è vero perfino per gli oggetti inanimati, è vero per tutti gli esseri umani, in un senso speciale e terribile. È necessario che il cittadino vigili in maniera quasi innaturale per via della terribile rapidità con cui le istituzioni umane invecchiano. Nelle loro opere effimere, i romanzieri e i giornalisti hanno preso l’abitudine di parlare di uomini che soffrono sotto antiche tirannie. Ma, di fatto, gli uomini hanno quasi sempre sofferto sotto nuove tirannie; sotto tirannie che appena vent’anni prima erano state libertà pubbliche. Così l’Inghilterra impazzì di felicità per la monarchia patriottica di Elisabetta I; e poi (quasi subito dopo) impazzì di rabbia nella trappola della tirannia di Carlo I. Così anche in Francia la monarchia divenne intollerabile, non tanto dopo essere stata tollerata, ma subito dopo essere stata adorata. Il figlio di Luigi il beneamato fu Luigi il ghigliottinato.

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia.

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mercoledì 9 settembre 2026

Un aforisma al giorno - Uno stupore che di poco si allontana dalla paura (alla Giacomo Leopardi ne L'infinito...).



Se la nostra vita è davvero così bella come nelle favole, dovremmo ricordarci che tutta la bellezza delle favole sta in questo: che il principe prova uno stupore che di poco si allontana dalla paura. Se ha paura del gigante, per lui è finita; ma anche se non si stupisce di fronte al gigante per la favola è finita. Tutto dipende dal suo essere a un tempo umile abbastanza da essere sorpreso e arrogante abbastanza da sfidarlo. Perciò il nostro atteggiamento verso il gigante del mondo deve essere non solo una crescente delicatezza o un crescente disprezzo, ma una proporzione particolare tra le due cose, la giusta misura. Dobbiamo avere dentro di noi abbastanza rispetto per tutte le cose al di fuori di noi, così da usare riguardi quando calpestiamo l'erba. Dobbiamo anche avere abbastanza disprezzo per tutte le cose al di fuori di noi, per potere, all'occorrenza, sputare alle stelle. Tuttavia queste due cose, (se vogliamo essere buoni o felici) devono essere unite non in una combinazione qualsiasi, ma in una combinazione particolare. La felicità perfetta per gli uomini sulla terra (se mai verrà) non sarà una cosa piatta e solida, come la soddisfazione degli animali. Sarà un equilibrio esatto e pericoloso, come quello di un romanzo d'amore disperato. L'uomo deve avere abbastanza fiducia in se stesso per poter vivere delle avventure, e dubitare abbastanza di se stesso per poterne godere. 

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia.





martedì 8 settembre 2026

Un aforisma al giorno - Riflessione sulla crescita di una barba...

Non ci si può far crescere la barba in un momento di passione.

Gilbert Keith Chesterton, Tremendous Trifles.

 

lunedì 7 settembre 2026

Un aforisma al giorno - Giorni d'avventura...

Le avventure capitano nei giorni uggiosi, non in quelli soleggiati. Quando la corda della monotonia è tesa al massimo, allora si spezza con un suono simile a una canzone.

Gilbert Keith Chesterton, Il Napoleone di Notting Hill.




domenica 6 settembre 2026

Un aforisma al giorno - Qual è il vero grande uomo?


C'è un grande uomo che fa sentire piccolo chiunque. Ma il vero grande uomo è colui che fa sentire grande chiunque.

Gilbert Keith Chesterton, Charles Dickens. A Critical Study.

sabato 5 settembre 2026

Un aforisma al giorno - Ho dato un diminutivo all'universo...

(...) Io amavo terribilmente l’universo e volevo rivolgermi ad esso usando un diminutivo. Lo facevo spesso; e a lui non sembrava mai dispiacere.

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia.



venerdì 4 settembre 2026

Un ospite inatteso ma graditissimo al Falò 2026 dei Gruppi Chestertoniani Veronesi...!



Seguendo una consolidata tradizione, i Gruppi Chestertoniani Veronesi hanno celebrato il 29 agosto 2026 la serata del Falò:

- Dal finale di Eretici -

Fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro.
Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi d’estate. Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Combatteremo per i prodigi visibili come se fossero invisibili. Guarderemo l’erba e i cieli impossibili con uno strano coraggio. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.


Il programma, altrettanto consolidato, era questo:

Falò di sabato 29 agosto 2026

Via Nuova, 22 a Quinzano – Verona

Ore 18,30 Arrivo e cena al sacco.
Ore 19,30 Accensione del falò
- lettura dei brani di Chesterton:
quella dell’ordinario da Eretici
quella del proprio commentato dai presenti.
- snudamento delle spade
- taglio e degustazione del formaggio
- distribuzione del rum
- spegnimento del fuoco.
- fumata finale del sigaro ed eventuale ripresa della discussione.

Questa era la cosiddetta lettura del proprio:

Lettura del proprio del Falò del 29 agosto 2026

Da «I Problemi del Divorzio» in «La Serietà non è una virtù»

L’unico metro di giudizio che conosco per valutare un’argomentazione o un’aspirazione è in fin dei conti il seguente: tutte le necessità nobili dell’uomo parlano il linguaggio dell’eternità. Quando un uomo compie tre o quattro azioni per cui è stato mandato sulla terra, allora parla come un individuo destinato a vivere per sempre.

Fin qui tutto bene.

Ma se andate a questo collegamento troverete una presenza assai singolare e stupefacente:


Alla destra si riconosce il nostro Roberto Prisco, alla sinistra due chestertoniani veronesi, ed al centro...?