giovedì 12 febbraio 2026

Un aforisma al giorno - Sorpresi per pensare.

Gli uomini hanno bisogno di eccitazione per produrre pensieri profondi e devono essere sorpresi per provare sorpresa. Lo scopo principale della religione, dell'immaginazione, della poesia e delle arti è quello di risvegliare quel senso di qualcosa salvato dal nulla.


Gilbert Keith Chesterton, Come to think of it.




mercoledì 11 febbraio 2026

Un aforisma al giorno - Antologia sull'immaginazione.




Anni fa decidemmo di fare su questo blogun'antologia, da aggiornare progressivamente, del pensiero di Chesterton sulla questione dell'umiltà sulla base degli scritti racchiusi in questo strumento. Proprio perché centrale tra tutti i temi, l'idea era quella di accendere un faro luminosissimo su una virtù incarnata dal nostro Gilbert, e costantemente richiamata nelle sue opere. Pian piano l'aggiorniamo, cercando di mostrare quanto sia centrale l'argomento nella sua filosofia, direi imprescindibile.

Se l'umiltà è importantissima, l'idea dell'immaginazione è il punto di svolta della sua vita giovanile. Il desiderio è di stendere prima o poi un vero studio, ma nel frattempo accendiamo una lucetta su ogni aforisma riguardante il tema per offrire un panorama solido e maturo nell'approccio a chi si avvicina a Chesterton e al suo pensiero.

Marco Sermarini

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La funzione primaria dell'immaginazione è quella di vedere il nostro intero sistema di vita ordinato come un cumulo di rivoluzioni stratificate. Nonostante tutti i rivoluzionari, va detto che la funzione dell'immaginazione non è tanto quella di rendere stabili le cose strane, quanto quella di rendere strane le cose stabili; non tanto quella di rendere le meraviglie fatti, quanto quella di rendere i fatti meraviglie.

Gilbert Keith Chesterton, L'imputato.

Visitare luoghi turistici è una questione molto più difficile e controversa di quanto molti sembrino supporre; e un uomo che la rifiuta del tutto potrebbe essere un uomo di senno e persino un uomo di immaginazione. Fu il grande Wordsworth a rifiutarsi di tornare a Yarrow; fu solo il piccolo Wordsworth a tornarci, dopotutto. Ricordo la prima grande vista che ebbi al mio arrivo in Medio Oriente, quando guardai per caso fuori dal treno diretto al Cairo e vidi in lontananza, oltre le pianure luminose, una debole forma triangolare: le Piramidi. Potrei capire un uomo che, dopo averle viste, voltasse le spalle e tornasse indietro nel suo paese e nella sua casa, dicendo: «Non andrò oltre, perché ho visto in lontananza le ultime dimore dei re». Posso capire un uomo che, dopo aver visto solo di lontano Gerusalemme sorgere sulla collina, non prosegua oltre e conservi per sempre quella visione. 
Si direbbe, ovviamente, che sia assurdo venire fin qui e vedere così poco. A ciò rispondo che, in tal senso, è assurdo venire fin qui. Tornare indietro per una fantasia del genere non è più assurdo che venire per una fantasia simile. Un uomo non può mangiare le Piramidi; non può comprare o vendere la Città Santa; non ci può essere alcun aspetto pratico né nel suo venire né nel suo andare. Se non è venuto per uno stato d'animo poetico, è venuto per niente; se è venuto per uno stato d'animo simile, non è uno sciocco a obbedire a quello stato d'animo... 
Nessuna grande opera sembrerà grande e nessuna meraviglia del mondo sembrerà meravigliosa, a meno che non sia vista in un'ottica di umiltà storica. 
Gilbert Keith Chesterton, La Nuova Gerusalemme.


Ogni ateo o agnostico, che nella sua infanzia abbia conosciuto veramente il Natale, avrà poi sempre, voglia o non voglia, nella sua mente un'associazione di due idee che moltissima gente deve considerare come remote l'una dall'altra: l'idea di un bambino e l'idea di una forza sconosciuta che regge le stelle. Il suo istinto e la sua immaginazione possono ancora connetterle insieme, quando la sua ragione non vede più la necessità della connessione. (...) Ma le due idee non coincidono naturalmente o necessariamente. Non sarebbero necessariamente connesse per un greco antico o per un cinese, fossero pure Aristotele o Confucio. Non è naturale connettere Dio con un infante più di quanto sia naturale connettere la gravitazione con un piccolo gatto.

Gilbert Keith Chesterton, L’Uomo Eterno.


E l'intero scopo della vera arte, del vero romanzo - e, soprattutto, della vera religione - è quello di impedire agli uomini di perdere l'umiltà e la gratitudine che sono riconoscenti per la luce del giorno e per il pane quotidiano; di impedire che considerino la vita quotidiana come noiosa o la vita domestica come angusta; di insegnare loro a sentire nella luce del sole il canto di Apollo e nel pane l'epopea dell'aratro. Ciò di cui c'è più bisogno ora è l'immaginazione forte. Intendo il potere di rivolgere la nostra immaginazione verso l'interno, sulle cose che già abbiamo, e di farle vivere. Non si tratta solo di cercare nuove esperienze, che diventano rapidamente vecchie. È imparare a vivere le nostre esperienze. È imparare a godere dei nostri piaceri. Così com'è, siamo circondati da un trambusto che viene giustificato come l'unico modo di essere giovani, ma che in realtà sembra essere un modo rapido di invecchiare.
Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 20 settembre 1924,.


E l'intero obiettivo della vera arte, del vero romanticismo - e, soprattutto, della vera religione - è quello di evitare che gli uomini perdano l'umiltà e la gratitudine che sono grate per la luce del giorno e il pane quotidiano; di evitare che considerino la vita quotidiana noiosa o la vita domestica angusta; di insegnare loro a cogliere nella luce del sole il canto di Apollo e nel pane l'epopea dell'aratro. Ciò di cui c'è più bisogno ora è l'immaginazione intensa. Intendo il potere di rivolgere la nostra immaginazione verso l'interno, sulle cose che già abbiamo, e di farle vivere. Non si tratta solo di cercare nuove esperienze, che diventano rapidamente vecchie. È imparare a vivere le nostre esperienze. È imparare a godere dei nostri piaceri. Così com'è, siamo circondati da un tumulto che viene giustificato come l'unico modo di essere giovani, ma che in realtà sembra essere un modo rapido di invecchiare.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 20 settembre 1924.


L'uomo che costruisce un sistema intellettuale deve costruire come Neemia, con la spada in una mano e la cazzuola nell'altra. L'immaginazione, la qualità costruttiva, è la cazzuola, e l'argomentazione è la spada.

Gilbert Keith Chesterton, Twelve Types, “Thomas Carlyle”.

L'immaginazione è il segnale dell'istinto. Il giornalismo ci dice solo quello che gli uomini fanno; è la narrativa che ci dice quello che pensano, e ancora di più quello che sentono... Tutta la narrativa è solo un diario di sogni ad occhi aperti invece che di giorni. E questa profonda occupazione delle menti degli uomini con certe cose alla fine ha sempre un effetto anche sull'espressione esteriore dell'epoca. 

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 21 aprile 1923.

                               
Ogni ateo o agnostico, che nella sua infanzia abbia conosciuto veramente il Natale, avrà poi sempre, voglia o non voglia, nella sua mente un'associazione di due idee che moltissima gente deve considerare come remote l'una dall'altra: l'idea di un bambino e l'idea di una forza sconosciuta che regge le stelle. Il suo istinto e la sua immaginazione possono ancora connetterle insieme, quando la sua ragione non vede più la necessità della connessione. (...) Ma le due idee non coincidono naturalmente o necessariamente. Non sarebbero necessariamente connesse per un greco antico o per un cinese, fossero pure Aristotele o Confucio. Non è naturale connettere Dio con un infante più di quanto sia naturale connettere la gravitazione con un piccolo gatto.

Gilbert Keith Chesterton, L’Uomo Eterno.

Tutta questa materia mitologica appartiene alla parte poetica dell’uomo. Pare stranamente dimenticato oggidì che il mito è un’opera d’immaginazione, e quindi un’opera d’arte. Solo un poeta può concepirla; e solo un poeta può criticarla. Nel mondo sono più i poeti che i non-poeti, com’è provato dall’origine di tali leggende. Ma - io non ho mai saputo per quale ragione - è sempre la minoranza apoetica che si permette di studiare criticamente questa poesia popolare.

Gillbert Keith Chesterton, L'Uomo Eterno.

La schiavitù non era per la Chiesa una difficoltà di dottrina, ma un problema di immaginazione. Aristotele e i saggi pagani che avevano definito le arti servili o "utili", avevano considerato lo schiavo come uno strumento, un'ascia per tagliare il legno o qualsiasi cosa fosse da tagliare. La Chiesa non denunciava il taglio; ma le sembrava di tagliare il vetro con un diamante. Era perseguitata dal ricordo che il diamante è molto più prezioso del vetro. Così il cristianesimo non poteva adagiarsi nella semplicità pagana secondo cui l'uomo era fatto per l'opera, quando l'opera era molto meno immortalmente importante dell'uomo. Più o meno a questo punto della storia dell'Inghilterra si racconta generalmente l'aneddoto di un gioco di parole di Gregorio Magno; e questo è forse il vero punto della questione. Secondo la teoria romana, i barbari schiavi dovevano essere utili. Il misticismo del santo si commuoveva nel trovarli ornamentali; e "Non Angli sed Angeli" significava più semplicemente "Non schiavi, ma anime".

Gilbert Keith Chesterton, Una breve storia d'Inghilterra.


Qualsiasi pericolo di nevrastenia ci sia per l'uomo, ha origine nella sua ragione, piuttosto che nella sua immaginazione.
Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia.


Se non vogliamo perdere di vista la filosofia della sanità di mente, la prima cosa da fare è di eliminare un grosso e diffuso equivoco. Si dice che l’immaginazione, in particolare l’immaginazione mistica, è pericolosa all’equilibrio mentale dell’uomo. I poeti sono di solito ritenuti persone psicologicamente non serie; l’alloro che cinge la chioma richiama non di rado la paglia di cui amano adornarsi i pazzi. I fatti e la storia smentiscono totalmente questo punto di vista. La maggior parte dei poeti veramente grandi sono stati non solo sani, ma anche estremamente pratici nella vita. Se Shakespeare ha realmente allevato i cavalli, vuol dire che lo sapeva fare meglio degli altri. Non è l’immaginazione che produce la pazzia: è la ragione. I giocatori di scacchi diventano pazzi, non i poeti; i matematici, i cassieri possono diventare pazzi; non gli artisti che creano. Con ciò non intendo, come si vedrà, prendere a bersaglio la logica; dico che il pericolo è piuttosto insito nella logica, non nell’immaginazione. La paternità artistica è segno di sanità come la paternità fisica. Se in un poeta c’è stato qualche cosa di morboso, ordinariamente è stato perchè egli aveva nel suo cervello qualche punto debole nella razionalità.
Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia.


La qualità originale in ogni uomo che operi con l'immaginazione è la vastità del suo immaginario. E' qualcosa che assomiglia al paesaggio dei suoi sogni; il tipo di mondo che vorrebbe creare o che vorrebbe esplorare, la flora e la fauna del suo piccolo pianeta segreto; è in sostanza ciò che ama pensare e immaginare. Questa atmosfera generale, il modello o la struttura, l'architettura del suo sviluppo, governa tutte le sue creazioni, per quanto possano essere varie e diversificate; e poiché in questo senso egli può creare un mondo, è in questo senso un creatore: l'immagine di Dio.
Gilbert Keith Chesterton, Stevenson.

Le fiabe… non hanno colpa di infondere paura nei bambini, o qualunque forma di paura; non sono le fiabe a formare nei bambini il concetto del male o del brutto: esiste già, nel bambino, perché già esiste nel mondo. Non sono le fiabe a dare al bambino la sua prima idea di orco. Ciò che le fiabe gli danno è la prima idea chiara della possibile sconfitta dell'orco. Il bimbo ha conosciuto intimamente il drago fin da quando possiede l'immaginazione. Ciò che la fiaba gli offre è un san Giorgio che uccida il drago.

Gilbert Keith Chesterton, Tremendous Trifles.


Il mito è un'opera di immaginazione, e quindi un'opera d'arte. Solo un poeta può concepirla; e solo un poeta può criticarla. Nel mondo sono più i poeti che i non poeti, come provato dall'origine di tali leggende.

Gilbert Keith Chesterton, L'Uomo Eterno.

Quello che qui ci interessa è un singolo aspetto dell’umiltà. Per umiltà si intende soprattutto un freno all’arroganza e all’infinito desiderio dell’uomo. I suoi sentimenti di pietà erano sempre superati da nuovi bisogni. La sua stessa capacità di provare piacere ha distrutto metà dei momenti di gioia. Nella ricerca del piacere, ha perso di vista quello principale, poiché il piacere più grande sta nella sorpresa. Così è diventato evidente che se un uomo vuole allargare i confini del proprio mondo, deve farsi piccolo. Perfino le visioni della superbia, le città costruite in altezza e i pinnacoli sono creazioni dell’umiltà. I giganti che calpestano le foreste come se fossero erba sono creazioni dell’umiltà. Le torri che svaniscono in alto al di sopra della stella più solitaria sono creazioni dell’umiltà. Perché le torri non sono alte finché noi non alziamo gli occhi per guardarle; e i giganti non sono giganti a meno che non siano più grandi di noi. Tutta questa gigantesca immaginazione, la quale, forse, è il piacere più immenso dell’uomo, è, in fondo, assolutamente umile. Senza umiltà è impossibile provare alcun piacere – perfino l’orgoglio.
Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia.


Se non saremo in grado di rendere interessanti per gli uomini l'alba, il pane e i segreti creativi del lavoro, piomberà su tutta la nostra civiltà un affaticamento che è l'unica malattia da cui le civiltà non guariscono. Così morì la grande civiltà pagana: tra cibo e circhi e dimenticanza dei lari domestici.
Dunque, qualunque cosa scegliate di fare, non beffatevi del libro della Genesi. Sarebbe molto meglio per voi, sarebbe molto meglio per tutti noi,se rimanessimo così legati al libro della Genesi da considerare la settimana come una serie di azioni simboliche, che ci ricordano i passi della creazione.
Sarebbe molto meglio se ogni lunedì anzichè un lunedì nero, fosse un lunedi luminoso,per celebrare la creazione della luce. Sarebbe molto meglio se il martedi, parola che attualmente suona molto scialba, rappresentasse un tripudio di fontane, fiumi e ruscelli scroscianti, perche fu il giorno della divisione delle acque. Sarebbe bello se ogni mercoledi fosse l'occasione di appendere in casa rami verdi e fiori, perchè queste cose spuntarono nel terzo giorno della creazione; o se il giovedi fosse consacrato al sole e alla luna e il venerdi consacrato ai pesci e ai polli,e cosí via. 
Allora cominceremmo a intuire l'importanza della settimana e quali grandi cose una civiltá dalla grande immaginazione potrebbe fare in una settimana. Se avessimo la capacitá creativa di allestire una simile festa settimanale della creazione, non ci interesserebbe andare al cinema. 

Gilbert Keith Chesterton, "Fatica settimanale", Radio Chesterton.


È la principale attività terrena di un essere umano rendere la sua casa, e l'ambiente prossimo alla sua casa, il più simbolico e significativo per la propria immaginazione.

Gilbert Keith Chesterton, The Coloured Lands.

Nessuno degno di essere chiamato uomo permette che i suoi sentimenti cambino le sue convinzioni; ma è attraverso il sentimento che comprendiamo le convinzioni degli altri uomini. Il bigotto non è colui che sa di avere ragione; ogni uomo sano di mente sa di avere ragione. Il bigotto è colui le cui emozioni e la cui immaginazione sono troppo fredde e deboli per sentire come è che gli altri uomini fanno del male. 

Gilbert Keith Chesterton, Alarms and discursions.

Credo che il dire grazie sia la forma più alta di intelligenza e che la gratitudine sia la felicità raddoppiata dall'immaginazione.

Gilbert Keith Chesterton, Una breve storia d'Inghilterra.


martedì 10 febbraio 2026

I Dieci Comandamenti del giallo secondo mons. Ronald Knox

Da alcuni giorni stiamo rivalutando l'esperienza chestertoniana alla luce della letteratura poliziesca o gialla. Abbiamo riesumato alcuni vecchi post anche per richiamare le relazioni di Chesterton con alcuni suoi "colleghi gialli" come Agatha Christie, e l'esistenza del Detection Club. Oggi parliamo di mons. Ronald Knox, un grande amico di Chesterton ed un nome d'eccezione per quel che riguarda il giallo, anche se in Italia poco valorizzato. Convertito dall'anglicanesimo al cattolicesimo, fu sacerdote della Chiesa Cattolica, membro fondatore del Detection Club ed amico di lunga data di Chesterton; fu anche traduttore della Vulgata di San Girolamo, la Bibbia in latino, in lingua inglese (posseggo una copia di questa traduzione e vi dico che è un'opera di valore -- essa fu adottata dai Vescovi inglesi come versione ufficiale).

Durante la cosiddetta età d'oro della narrativa poliziesca, gli scrittori cercarono di stabilire delle “regole” per questo genere al fine di garantire il “fair play” ai lettori. Ecco qui di seguito cosa ipotizzò il nostro Ronald Knox (va detto non fu il solo).

I dieci comandamenti di Ronald Knox

Nel 1929 codificò dieci regole. Per cui questi sono i “Dieci Comandamenti” (o “Decalogo”) del giallo secondo Knox:

1) Il criminale deve essere menzionato nella parte iniziale della storia, ma non deve essere qualcuno di cui il lettore abbia potuto conoscere i pensieri.

2) Tutte le forze soprannaturali o preternaturali sono escluse per ovvia ragione.

3) Non è ammessa più di una stanza o di un passaggio segreto.

4) Non possono essere utilizzati veleni finora sconosciuti, né alcun dispositivo che richieda una lunga spiegazione scientifica alla fine.

5) Nessun cinese deve comparire nella storia. (La “regola del cinese” era una reazione e una critica ai cliché razziali prevalenti nella letteratura inglese degli anni '20. Knox spiegò: “Non vedo alcuna ragione per cui un cinese debba rovinare un romanzo poliziesco. Ma in realtà, se sfogliando le pagine di un romanzo sconosciuto in una libreria ti imbatti in qualche riferimento agli occhi stretti e a fessura di Chin Loo, evita quella storia; è brutta”).

6) Nessun caso fortuito deve mai aiutare il detective, né questi deve mai avere un'intuizione inspiegabile che si riveli corretta.

7) Il detective stesso non deve commettere il crimine.

8) Il detective è tenuto a rivelare qualsiasi indizio che possa scoprire.

9) Il “braccio destro” del detective, il Watson, non deve nascondere al lettore alcun pensiero che gli passi per la mente: la sua intelligenza deve essere leggermente, ma molto leggermente, inferiore a quella del lettore medio.

10) I gemelli, e i sosia in generale, non devono apparire a meno che non siamo stati debitamente preparati alla loro presenza.

Come vedete monsignor Knox aveva una decina di assiomi cui, in astratto, diceva di volersi rifare. Chissà cosa ne penseranno gli esperti del giallo. Sarebbe interessante saperlo.

Marco Sermarini

La biografia di Knox a cura di
Evelyn Waugh


lunedì 9 febbraio 2026

Scoperto un "nuovo" insospettabile chestertoniano, Jacques Maritain.



Desidero rendere omaggio a G.K. Chesterton, la cui saggezza paradossale e gustosa era un segno della cavalleria di Dio.

Jacques Maritain, Contemporary Renewals in Religious Thought, in Religion and the Modern World.






domenica 8 febbraio 2026

Ancora sul Detection Club, una serie televisiva della BBC si ispirerà al famoso gruppo. Le riprese in programmazione per il 2026.

I nostri cugini americani ci informano che la BBC, la televisione inglese, ha annunciato l'intenzione di realizzare una serie televisiva sul Detection Club. Nato negli anni '30, l'epoca d'oro della narrativa poliziesca, il Detection Club come ormai saprete è un club realmente esistito, i cui membri più noti furono Agatha Christie, Dorothy L. Sayers e il nostro G. K. Chesterton. Trovate moltissimi riferimenti a questo straordinario club proprio qui nel nostro blog (l'ultimo è di pochi giorni fa e comprende anche una breve antologia di post); i suoi membri giuravano tra le altre cose che i propri investigatori avrebbero fatto scoprire veramente e in modo soddisfacente i crimini su cui indagano, usando l'intelligenza che lo scrittore si sarebbe compiaciuto di attribuire loro, e non invece con l'ausilio, e neppure con l'utilizzo, della Divina Rivelazione, dell'Intuito Femminile, di mumbo jumbo (e qui vi voglio...), di trucchi e sotterfugi, di Coincidenze o di Eventi Naturali. Tutto è verificabile in questo blog. Ricordatevi che il giallo per Chesterton incarna la prima e unica forma di letterature popolare in cui si esprime la poesia della vita moderna.

Siamo andati allora a cercare qualche notizia in più sul sito della BBC e anche altrove e abbiamo visto che la serie a quanto sembra sarà incentrata proprio su questi tre eroi che uniranno le loro forze per risolvere omicidi realmente accaduti.

Dice la redazione Media Center della BBC: "Affinando la loro arte all'interno delle sacre mura di un luogo segreto di Londra, i tre scrittori si riuniscono dopo aver ricevuto un invito che li conduce al loro primo vero caso di omicidio. La serie segue il trio mentre lavora insieme per risolvere i casi, con grande disappunto dell'ispettore Greenway, un giovane detective alle prime armi nella vita reale".

L'inizio della produzione è programmato per queste prime settimane del 2026 e sarà a cura della BBC Studios Drama Productions, la stessa che dato vita alla serie ispirata (ritengo opportuno dire così, non è proprio fedele all'originale su carta) a Padre Brown e che vede protagonista l'attore Mark Williams. Sembra siano programmate dieci puntate.

Speriamo che riescano a rendere bene Chesterton e le sue due altrettanto illustri colleghe.

Marco Sermarini

La notizia originale è tratta da questo collegamento:

https://www.bbc.co.uk/mediacentre/2025/bbc-commissions-two-new-dramas-from-the-west-midlands

sabato 7 febbraio 2026

Agatha Christie: investigare il mistero. Il nostro Paolo Gulisano su Libertà e Persona (riportato da Rassegna Stampa Totus Tuus). Si parla anche di Chesterton.



Cinquant’anni fa, il 12 gennaio 1976, moriva Agatha Christie, la più grande scrittrice di Gialli di tutti i tempi. In realtà, il termine “romanzo giallo” non è una definizione precisa di questo tipo di narrativa. Molto meglio nella lingua inglese, dove è definito “Mystery”, ossia una letteratura del mistero.

Paolo Gulisano

Agatha Christie, che fu una sorta di allieva del grande Arthur Conan Doyle, il creatore di Sherlock Holmes, fu una scrittrice di eccezionale talento, il cui segreto era il confezionamento di trame assolutamente affascinanti. Le sue perfette trame vanno a dispiegarsi attorno ai suoi due personaggi più fortunati: Hercule Poirot e Miss Marple. Entrambi eccezionali investigatori. 

IL SIGNIFICATO DI INVESTIGARE

La parola “investigare” significa letteralmente – dal latino- “seguire le tracce”. L’investigazione, l’indagine, la ricerca, sono il compito del detective, ma si potrebbe dire che sono il compito di ogni persona che senta nel proprio cuore quella “santa inquietudine” di cui parlò Sant’Agostino.

Il romanzo “Giallo” , o meglio Mystery, dunque, non è semplicemente un genere di nicchia, un piacevole ed emozionante intrattenimento, ma una vera e propria metafora della condizione umana, che è fatta per andare instancabilmente alla ricerca della verità.

Il resto in questo collegamento:


Mi permetto poi di suggerirvi la lettura di alcuni nostri post collegati al Detection Club, di cui Chesterton e la Christie erano membri fondatori; Chesterton ne fu il primo presidente, e il club esiste ancora. Quando penso ad Agatha Christie non posso non immaginare questi consessi presieduti da Nostro in cui si discuteva ma si scherzava anche tantissimo: in uno dei collegamenti c'è anche il testo del giuramento di questi simpatici pazzi. Queste sono notizie che non si possono perdere e che trovate tutte qui. Aiutano a comprendere meglio il Nostro Eroe e le sue variegate gang, e in qualche modo ci confermano la sua natura "sociale", cioè la capacità di legarsi affettuosamente ad i suoi simili, cioè gli uomini, legandoli a sé, un po' come è successo a noi.

Marco Sermarini








Questo è un testo francese
sull'argomento Detection Club,
naturalmente in copertina
c'è Agatha, c'è Ronald Knox
 e c'è pure lui...!




venerdì 6 febbraio 2026

Un aforisma al giorno - Non è bene che Dio sia solo.

Basti dire che questo triplice enigma (la Santissima Trinità, ndr) è confortante come il vino e aperto come un caminetto inglese; che questa cosa che sconcerta l'intelletto calma completamente il cuore: ma dal deserto, dai luoghi aridi e dai soli terribili, arrivano i figli crudeli del Dio solitario; i veri unitariani che con la scimitarra in mano hanno devastato il mondo. Perché non è bene che Dio sia solo.

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia.

Albrecht Dürer, Adorazione della Santissima
Trinità
, Kunsthistorisches Museum, Vienna.