martedì 10 febbraio 2026

I Dieci Comandamenti del giallo secondo mons. Ronald Knox

Da alcuni giorni stiamo rivalutando l'esperienza chestertoniana alla luce della letteratura poliziesca o gialla. Abbiamo riesumato alcuni vecchi post anche per richiamare le relazioni di Chesterton con alcuni suoi "colleghi gialli" come Agatha Christie, e l'esistenza del Detection Club. Oggi parliamo di mons. Ronald Knox, un grande amico di Chesterton ed un nome d'eccezione per quel che riguarda il giallo, anche se in Italia poco valorizzato. Convertito dall'anglicanesimo al cattolicesimo, fu sacerdote della Chiesa Cattolica, membro fondatore del Detection Club ed amico di lunga data di Chesterton; fu anche traduttore della Vulgata di San Girolamo, la Bibbia in latino, in lingua inglese (posseggo una copia di questa traduzione e vi dico che è un'opera di valore -- essa fu adottata dai Vescovi inglesi come versione ufficiale).

Durante la cosiddetta età d'oro della narrativa poliziesca, gli scrittori cercarono di stabilire delle “regole” per questo genere al fine di garantire il “fair play” ai lettori. Ecco qui di seguito cosa ipotizzò il nostro Ronald Knox (va detto non fu il solo).

I dieci comandamenti di Ronald Knox

Nel 1929 codificò dieci regole. Per cui questi sono i “Dieci Comandamenti” (o “Decalogo”) del giallo secondo Knox:

1) Il criminale deve essere menzionato nella parte iniziale della storia, ma non deve essere qualcuno di cui il lettore abbia potuto conoscere i pensieri.

2) Tutte le forze soprannaturali o preternaturali sono escluse per ovvia ragione.

3) Non è ammessa più di una stanza o di un passaggio segreto.

4) Non possono essere utilizzati veleni finora sconosciuti, né alcun dispositivo che richieda una lunga spiegazione scientifica alla fine.

5) Nessun cinese deve comparire nella storia. (La “regola del cinese” era una reazione e una critica ai cliché razziali prevalenti nella letteratura inglese degli anni '20. Knox spiegò: “Non vedo alcuna ragione per cui un cinese debba rovinare un romanzo poliziesco. Ma in realtà, se sfogliando le pagine di un romanzo sconosciuto in una libreria ti imbatti in qualche riferimento agli occhi stretti e a fessura di Chin Loo, evita quella storia; è brutta”).

6) Nessun caso fortuito deve mai aiutare il detective, né questi deve mai avere un'intuizione inspiegabile che si riveli corretta.

7) Il detective stesso non deve commettere il crimine.

8) Il detective è tenuto a rivelare qualsiasi indizio che possa scoprire.

9) Il “braccio destro” del detective, il Watson, non deve nascondere al lettore alcun pensiero che gli passi per la mente: la sua intelligenza deve essere leggermente, ma molto leggermente, inferiore a quella del lettore medio.

10) I gemelli, e i sosia in generale, non devono apparire a meno che non siamo stati debitamente preparati alla loro presenza.

Come vedete monsignor Knox aveva una decina di assiomi cui, in astratto, diceva di volersi rifare. Chissà cosa ne penseranno gli esperti del giallo. Sarebbe interessante saperlo.

Marco Sermarini

La biografia di Knox a cura di
Evelyn Waugh


lunedì 9 febbraio 2026

Scoperto un "nuovo" insospettabile chestertoniano, Jacques Maritain.



Desidero rendere omaggio a G.K. Chesterton, la cui saggezza paradossale e gustosa era un segno della cavalleria di Dio.

Jacques Maritain, Contemporary Renewals in Religious Thought, in Religion and the Modern World.






domenica 8 febbraio 2026

Ancora sul Detection Club, una serie televisiva della BBC si ispirerà al famoso gruppo. Le riprese in programmazione per il 2026.

I nostri cugini americani ci informano che la BBC, la televisione inglese, ha annunciato l'intenzione di realizzare una serie televisiva sul Detection Club. Nato negli anni '30, l'epoca d'oro della narrativa poliziesca, il Detection Club come ormai saprete è un club realmente esistito, i cui membri più noti furono Agatha Christie, Dorothy L. Sayers e il nostro G. K. Chesterton. Trovate moltissimi riferimenti a questo straordinario club proprio qui nel nostro blog (l'ultimo è di pochi giorni fa e comprende anche una breve antologia di post); i suoi membri giuravano tra le altre cose che i propri investigatori avrebbero fatto scoprire veramente e in modo soddisfacente i crimini su cui indagano, usando l'intelligenza che lo scrittore si sarebbe compiaciuto di attribuire loro, e non invece con l'ausilio, e neppure con l'utilizzo, della Divina Rivelazione, dell'Intuito Femminile, di mumbo jumbo (e qui vi voglio...), di trucchi e sotterfugi, di Coincidenze o di Eventi Naturali. Tutto è verificabile in questo blog. Ricordatevi che il giallo per Chesterton incarna la prima e unica forma di letterature popolare in cui si esprime la poesia della vita moderna.

Siamo andati allora a cercare qualche notizia in più sul sito della BBC e anche altrove e abbiamo visto che la serie a quanto sembra sarà incentrata proprio su questi tre eroi che uniranno le loro forze per risolvere omicidi realmente accaduti.

Dice la redazione Media Center della BBC: "Affinando la loro arte all'interno delle sacre mura di un luogo segreto di Londra, i tre scrittori si riuniscono dopo aver ricevuto un invito che li conduce al loro primo vero caso di omicidio. La serie segue il trio mentre lavora insieme per risolvere i casi, con grande disappunto dell'ispettore Greenway, un giovane detective alle prime armi nella vita reale".

L'inizio della produzione è programmato per queste prime settimane del 2026 e sarà a cura della BBC Studios Drama Productions, la stessa che dato vita alla serie ispirata (ritengo opportuno dire così, non è proprio fedele all'originale su carta) a Padre Brown e che vede protagonista l'attore Mark Williams. Sembra siano programmate dieci puntate.

Speriamo che riescano a rendere bene Chesterton e le sue due altrettanto illustri colleghe.

Marco Sermarini

La notizia originale è tratta da questo collegamento:

https://www.bbc.co.uk/mediacentre/2025/bbc-commissions-two-new-dramas-from-the-west-midlands

sabato 7 febbraio 2026

Agatha Christie: investigare il mistero. Il nostro Paolo Gulisano su Libertà e Persona (riportato da Rassegna Stampa Totus Tuus). Si parla anche di Chesterton.



Cinquant’anni fa, il 12 gennaio 1976, moriva Agatha Christie, la più grande scrittrice di Gialli di tutti i tempi. In realtà, il termine “romanzo giallo” non è una definizione precisa di questo tipo di narrativa. Molto meglio nella lingua inglese, dove è definito “Mystery”, ossia una letteratura del mistero.

Paolo Gulisano

Agatha Christie, che fu una sorta di allieva del grande Arthur Conan Doyle, il creatore di Sherlock Holmes, fu una scrittrice di eccezionale talento, il cui segreto era il confezionamento di trame assolutamente affascinanti. Le sue perfette trame vanno a dispiegarsi attorno ai suoi due personaggi più fortunati: Hercule Poirot e Miss Marple. Entrambi eccezionali investigatori. 

IL SIGNIFICATO DI INVESTIGARE

La parola “investigare” significa letteralmente – dal latino- “seguire le tracce”. L’investigazione, l’indagine, la ricerca, sono il compito del detective, ma si potrebbe dire che sono il compito di ogni persona che senta nel proprio cuore quella “santa inquietudine” di cui parlò Sant’Agostino.

Il romanzo “Giallo” , o meglio Mystery, dunque, non è semplicemente un genere di nicchia, un piacevole ed emozionante intrattenimento, ma una vera e propria metafora della condizione umana, che è fatta per andare instancabilmente alla ricerca della verità.

Il resto in questo collegamento:


Mi permetto poi di suggerirvi la lettura di alcuni nostri post collegati al Detection Club, di cui Chesterton e la Christie erano membri fondatori; Chesterton ne fu il primo presidente, e il club esiste ancora. Quando penso ad Agatha Christie non posso non immaginare questi consessi presieduti da Nostro in cui si discuteva ma si scherzava anche tantissimo: in uno dei collegamenti c'è anche il testo del giuramento di questi simpatici pazzi. Queste sono notizie che non si possono perdere e che trovate tutte qui. Aiutano a comprendere meglio il Nostro Eroe e le sue variegate gang, e in qualche modo ci confermano la sua natura "sociale", cioè la capacità di legarsi affettuosamente ad i suoi simili, cioè gli uomini, legandoli a sé, un po' come è successo a noi.

Marco Sermarini








Questo è un testo francese
sull'argomento Detection Club,
naturalmente in copertina
c'è Agatha, c'è Ronald Knox
 e c'è pure lui...!




venerdì 6 febbraio 2026

Un aforisma al giorno - Non è bene che Dio sia solo.

Basti dire che questo triplice enigma (la Santissima Trinità, ndr) è confortante come il vino e aperto come un caminetto inglese; che questa cosa che sconcerta l'intelletto calma completamente il cuore: ma dal deserto, dai luoghi aridi e dai soli terribili, arrivano i figli crudeli del Dio solitario; i veri unitariani che con la scimitarra in mano hanno devastato il mondo. Perché non è bene che Dio sia solo.

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia.

Albrecht Dürer, Adorazione della Santissima
Trinità
, Kunsthistorisches Museum, Vienna.




giovedì 5 febbraio 2026

Un aforisma al giorno - Cristianesimo e istinto sociale (non è bene che l'uomo sia solo).

La religione occidentale ha sempre sentito profondamente l'idea che «non è bene che l'uomo sia solo». L'istinto sociale si è affermato ovunque, come quando l'idea orientale degli eremiti è stata praticamente espulsa dall'idea occidentale dei monaci. Così anche l'ascetismo è diventato fraterno; e i trappisti erano socievoli anche quando tacevano. Se questo amore per una complessità vivente è la nostra prova, è certamente più sano avere la religione trinitaria che quella unitaria. Perché per noi trinitari (se posso dirlo con riverenza) Dio stesso è una società.

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia.

Masaccio, Santissima Trinità, con la Vergine Maria,
 San Giovanni e i donatori
, Basilica di Santa Maria
 Novella, Firenze.




mercoledì 4 febbraio 2026

Un aforisma al giorno - Qual è il problema dell'esperto?




Ora, contro lo specialista, contro l'uomo che studia solo arte o elettricità, o il violino, o la vite o quant'altro, c'è solo un argomento davvero importante, che per qualche motivo non viene mai avanzato. La gente dice che gli specialisti sono disumani, ma questo è ingiusto. La gente dice che un esperto non è un uomo, ma questo è scortese e inesatto. La vera difficoltà riguardo allo specialista o all'esperto è molto più singolare e affascinante. Il problema dell'esperto non è mai che non è un uomo, ma che, laddove non è un esperto, è fin troppo un uomo comune. Quando non è eccezionalmente colto, è piuttosto disinvoltamente ignorante. Questo è il grande errore di ciò che viene chiamato imparzialità degli uomini di scienza. Se gli uomini di scienza non avessero alcuna idea al di là del loro lavoro scientifico, potrebbe andare tutto bene, cioè tutto bene per tutti tranne che per loro. Ma la verità è che, al di là delle loro idee scientifiche, essi non sono privi di idee, bensì hanno le idee più volgari e sentimentali che sono comuni alla loro cerchia sociale. Se un biologo non avesse opinioni sull'arte e sulla morale, potrebbe andare tutto bene. La verità è che il biologo ha tutte le opinioni sbagliate sull'arte e sulla morale che circolano nell'ambiente elegante del suo tempo.

Gilbert Keith Chesterton, William Blake.