Noi ci facciamo i nostri amici; ci facciamo i nostri nemici; ma Dio fa il nostro vicino della porta accanto. Per questo egli ci appare rivestito di tutti gli incuranti terrori della natura; è strano come le stelle, sconsiderato e indifferente come la pioggia. Egli è l'Uomo, la più terribile delle bestie. Per questo le antiche religioni e l'antico linguaggio delle Sacre Scritture mostrarono una così acuta saggezza quando parlarono, non del dovere di ciascuno verso l'umanità, ma del dovere di ciascuno verso il suo vicino. Il dovere verso l'umanità può spesso prendere la forma di una qualche scelta personale o perfino piacevole. Quel dovere può essere un passatempo; può essere perfino un genere di dissipazione. Noi possiamo lavorare nell'East End perché siamo particolarmente adatti per lavorare nell'East End, o perché pensiamo di esserlo; possiamo lottare per la causa della pace internazionale perché ci piace molto lottare. Il martirio più mostruoso, l'esperienza più repulsiva possono essere il risultato di una scelta o di un certo qual gusto. Possiamo essere così fatti da amare particolarmente gli alienati o avere un interesse speciale per i lebbrosi. Possiamo amare i neri perché sono neri o i socialisti tedeschi perché sono pedanti. Ma noi dobbiamo amare il nostro vicino perché è li, un motivo molto più allarmante per un'operazione molto più seria. Egli è il campione dell'umanità che ci viene concretamente assegnato. Proprio perché può essere chiunque, egli è tutti.
Gilbert Keith Chesterton, Eretici.

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