giovedì 17 settembre 2026

Un aforisma al giorno - La grossolanità e magnificenza della follia.



Esiste un precetto apostolico che ci esorta a sopportare gli stolti con gioia. Noi poniamo sempre l’accento sulla parola “sopportare” e interpretiamo il passo come un invito alla rassegnazione. Forse sarebbe meglio porre l’accento sulla parola “con gioia” e trasformare la nostra familiarità con gli stolti in una delizia, quasi in un divertimento. Né è necessario che il nostro piacere nel rapportarci agli stolti (o almeno agli stolti grandi e divini) sia meramente satirico o crudele. Il grande stolto è colui in cui non riusciamo a distinguere quale sia l’umorismo consapevole e quale quello inconsapevole; ridiamo con lui e di lui allo stesso tempo. Un esempio lampante è quello del matrimonio ordinario e felice. Un uomo e una donna non possono vivere insieme senza avere l’uno verso l’altro una sorta di scherzo eterno. Ciascuno ha scoperto che l’altro è un buffone, ma un grande buffone. Questa grandezza, questa grossolanità e magnificenza della follia è ciò che tutti noi riscontriamo in coloro con cui siamo in stretto contatto; ed è l’unica base duratura dell’affetto, e persino del rispetto. Quando conosciamo un individuo di nome Tomkins (1), sappiamo che ha avuto successo dove tutti gli altri hanno fallito; è riuscito a essere Tomkins. Proprio così ha avuto successo il signor Toots (2); è stato sconfitto in tutti gli esami scolastici, ma è stato il vincitore in quella battaglia immaginaria in cui concorrenti sconosciuti hanno tentato invano di essere Toots.

Gilbert Keith Chesterton, Charles Dickens. A Critical Study.

(1) Tomkins: personaggio della commedia dickensiana The Strange Gentleman. A Comic Burletta.

(2) Signor Toots: È un giovane goffo, distratto, gentile ma perennemente in imbarazzo, celebre per la sua frase ricorrente: "È di nessuna conseguenza".

Un'immagine del Rochester Dickens Festival


mercoledì 16 settembre 2026

Un aforisma al giorno - La poesia ha a che fare con l'"originale"...



La poesia ha a che fare con cose primitive e convenzionali: la fame di pane, l'amore per la donna, l'amore per i figli, il desiderio di una vita immortale. Se gli uomini provassero davvero nuovi sentimenti, la poesia non se ne potrebbe occupare. Se, diciamo, un uomo non provasse un'acuta brama di mangiare pane ma, in sostituzione, provasse una fresca, originale brama di mangiare parafuoco d'ottone o tavole di mogano, non potrebbe esprimerlo con la poesia. Se un uomo, anziché innamorarsi di una donna, s'innamorasse di un fossile o di un anemone di mare, non potrebbe esprimerlo con la poesia. La poesia può solo esprimere ciò che è originale in un unico senso: nel senso in cui parliamo di "peccato originale".

Esso è originale, non nel senso meschino di essere nuovo, ma nel senso più profondo di essere vecchio; è originale nel senso che ha a che fare con le origini.

Gilbert Keith Chesterton, Robert Browning.



martedì 15 settembre 2026

Un aforisma al giorno - L'uomo, la più terribile delle bestie...

Noi ci facciamo i nostri amici; ci facciamo i nostri nemici; ma Dio fa il nostro vicino della porta accanto. Per questo egli ci appare rivestito di tutti gli incuranti terrori della natura; è strano come le stelle, sconsiderato e indifferente come la pioggia. Egli è l'Uomo, la più terribile delle bestie. Per questo le antiche religioni e l'antico linguaggio delle Sacre Scritture mostrarono una così acuta saggezza quando parlarono, non del dovere di ciascuno verso l'umanità, ma del dovere di ciascuno verso il suo vicino. Il dovere verso l'umanità può spesso prendere la forma di una qualche scelta personale o perfino piacevole. Quel dovere può essere un passatempo; può essere perfino un genere di dissipazione. Noi possiamo lavorare nell'East End perché siamo particolarmente adatti per lavorare nell'East End, o perché pensiamo di esserlo; possiamo lottare per la causa della pace internazionale perché ci piace molto lottare. Il martirio più mostruoso, l'esperienza più repulsiva possono essere il risultato di una scelta o di un certo qual gusto. Possiamo essere così fatti da amare particolarmente gli alienati o avere un interesse speciale per i lebbrosi. Possiamo amare i neri perché sono neri o i socialisti tedeschi perché sono pedanti. Ma noi dobbiamo amare il nostro vicino perché è li, un motivo molto più allarmante per un'operazione molto più seria. Egli è il campione dell'umanità che ci viene concretamente assegnato. Proprio perché può essere chiunque, egli è tutti. 

Gilbert Keith Chesterton, Eretici.



lunedì 14 settembre 2026

Un aforisma al giorno - Perché fuggiamo dalla strada dove abitiamo.



Se domani mattina la neve ci bloccasse nella strada in cui abitiamo, d'improvviso entreremmo in un mondo molto più ampio e convulso di quello che abbiamo mai conosciuto. E l'uomo tipicamente moderno si sforza in ogni modo di fuggire dalla strada dove abita.

Prima, inventa l'igiene moderna e va a Margate. Poi inventa la cultura moderna e va a Firenze. Poi inventa l'imperialismo moderno e va a Timbuctù. Si spinge fino ai confini più fantastici della terra.

Osa sparare alle tigri. Quasi sta a cavalcioni di un cammello. In tutto questo, sta essenzialmente fuggendo dalla strada in cui è nato; riguardo a questa fuga, è sempre pronto con la sua spiegazione.

Dice che sta fuggendo dalla sua strada perché è tediosa; mente. In realtà, sta fuggendo dalla sua strada perché è di gran lunga troppo emozionante. E' emozionante perché è impegnativa; è impegnativa perché è vitale. Egli può visitare Venezia perché per lui i veneziani sono solo veneziani; le persone nella sua strada sono uomini. Può fissare i cinesi perché per lui i cinesi sono solo una cosa passiva da fissare; se fissa la vecchia signora nel giardino accanto, la vecchia signora diventa attiva. In breve, è costretto a fuggire dalla società troppo stimolante dei suoi eguali, di uomini liberi, perversi, originali, consapevolmente diversi da lui. La strada di Brixton è troppo animata e travolgente. Egli deve darsi consolazione e acquietarsi fra tigri e avvoltoi, cammelli e coccodrilli. 

Gilbert Keith Chesterton, Eretici.

Così le tigri finiscono in pentola - la Repubblica

domenica 13 settembre 2026

Un aforisma al giorno - Cristo ha scelto un uomo come pietra angolare per la Sua grande società.

Il signor Shaw non riesce a capire che ciò che è prezioso e degno d'amore ai nostri occhi è l'uomo, il vecchio bevitore di birra, creatore di fedi, combattivo, fallace, sensuale e rispettabile. E le cose fondate su questa creatura restano in perpetuo; le cose fondate sulla fantasia del Superuomo sono morte con le civiltà morenti che sole le hanno partorite. Quando, in un momento simbolico, stava ponendo le basi della Sua grande società, Cristo non scelse come pietra angolare il geniale Paolo o il mistico Giovanni, ma un imbroglione, uno snob, un codardo: in una parola, un uomo. E su quella pietra Egli ha edificato la Sua Chiesa, e le porte dell'Inferno non hanno prevalso su di essa. Tutti gli imperie tutti i regni sono crollati, per questa intrinseca e costante debolezza, che furono fondati da uomini forti su uomini forti. Ma quest'unica cosa, la storica Chiesa cristiana, fu fondata su un uomo debole, e per questo motivo è indistruttibile. Poiché nessuna catena è più forte del suo anello più debole.

Gilbert Keith Chesterton, Eretici.

Heretics (Hardcover) - Gilbert. K. [G.K.] Chesterton

sabato 12 settembre 2026

Un aforisma al giorno - I folli scherzi della verità.



La verità è che ogni giudizio genuino poggia su un certo mistero composto di umiltà e quasi di oscurità. L'uomo che disse: «Benedetto sia colui che non si aspetta nulla, perché non sarà deluso», compose la lode in modo del tutto inadeguato e, perfino, falso. La verità è: «Benedetto sia colui che non si aspetta nulla, perché sarà splendidamente sorpreso». L'uomo che non si aspetta nulla, vede le rose più rosse di quanto le possano vedere gli uomini comuni, e l'erba più verde, e un sole ancora più stupefacente. Benedetto sia colui che non si aspetta nulla, perché egli possiederà le città e i monumenti; benedetti siano i mansueti, perché essi erediteranno la terra. Fino a che non ci rendiamo conto che le cose potrebbero anche non essere, non possiamo renderci conto che le cose sono. Fino a che non vediamo lo sfondo di tenebra, non possiamo ammirare la luce anche di una sola cosa creata. Non appena vediamo quella tenebra, tutta la luce è fulminea, improvvisa, accecante e divina. Fino a che non ci dipingiamo l'assenza, noi svalutiamo la vittoria di Dio e non possiamo apprezzare nessuno dei trionfi della Sua antica guerra.

È uno dei milioni di folli scherzi giocati dalla verità, il fatto che noi non conosciamo nulla, fino a che non conosciamo nulla.

Gilbert Keith Chesterton, Eretici.



venerdì 11 settembre 2026

Un aforisma al giorno - Essere dalla parte dell'ortodossia.

Questa rapidità sorprendente con la quale i sistemi popolari diventano oppressivi è il terzo fatto di cui la nostra perfetta teoria del progresso dovrà tenere conto. Dovrebbe sempre vigilare che nessun privilegio si trasformi in abuso, che ogni diritto dei lavoratori non diventi un torto. Per quanto riguarda tale argomento, sono totalmente dalla parte dei rivoluzionari. Hanno ragione a sospettare sempre delle istituzioni umane; hanno ragione a non riporre la loro fiducia nei prìncipi né in alcun figlio dell’uomo. Il capo scelto perché amico del popolo diventa nemico del popolo; il quotidiano è nato per raccontare la verità, ora esiste per impedire che la verità venga detta. In questo caso, insisto, sento di essere davvero dalla parte dei rivoluzionari. E poi ho ripreso fiato: perché mi sono reso conto una volta di più che ero dalla parte dell’ortodossia.

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia.