mercoledì 30 settembre 2026

Un aforisma al giorno - La chiamata ad una grande rivoluzione.

La chiamata da fare all’uomo di oggi è quella che si fa quando scoppia una grande guerra o una grande rivoluzione. Se anche la tromba emette un suono incerto, deve essere inconfondibilmente il suono di una tromba. Il megafono del semplice autocompiacimento mercantile ha solo un volume alto e non è affatto chiaro. Il prossimo fattore da prendere in considerazione è la necessità di un’azione individuale e indipendente su larga scala. Questa esigenza va annunciata come il bisogno di reclute in tempo di guerra».

Gilbert Keith Chesterton, Il profilo della ragionevolezza.



martedì 29 settembre 2026

Un aforisma al giorno - Davvero un lampione verde davanti alla mia casa in cielo.

Dio mi ordinò d’amare un determinato luogo e di servirlo, me lo fece onorare come potevo, anche con le mie eccentricità… Intendo che il Paradiso è in un certo luogo e non dappertutto; è qualche cosa di preciso e non già qualsiasi cosa. E in fin dei conti non sarei troppo stupito se ci fosse davvero un lampione verde, davanti alla mia casa, su in cielo.

Gilbert Keith Chesterton, Uomovivo.



lunedì 28 settembre 2026

Nuovo scoop di Giovanni Borghi: guardate chi ha beccato in un'osteria di Modena...


 

Un aforisma al giorno - La cosa più poetica al mondo è non stare male.



«E poi», disse Syme con tono irritato, «che cosa c’è di poetico nell’essere in rivolta? Tanto varrebbe dire che è poetico avere il mal di mare. Stare male è una rivolta. Sia stare male che essere ribelli possono essere cose salutari in certe occasioni disperate; ma che io sia dannato se riesco a capire perché siano poetiche... Sono le cose che vanno per il verso giusto», esclamò, «quello sì che è poetico! La nostra digestione, per esempio, che procede sacralmente e silenziosamente per la sua strada, ecco il fondamento di tutta la poesia... la cosa più poetica al mondo è non stare male.

Gilbert Keith Chesterton, L’uomo che fu Giovedì.



domenica 27 settembre 2026

Un aforisma al giorno - Conservare opposti furiosi.

 Il cristianesimo ha superato la difficoltà di conciliare opposti furiosi, conservandoli entrambi e mantenendoli entrambi furiosi.


Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia.


sabato 26 settembre 2026

Chesterton in altre parole - Arthur Quiller-Couch, "Gli avvenimenti più curiosi sono meravigliosi ai suoi occhi"...

Gli avvenimenti più co­muni sono meravigliosi ai suoi occhi, e il suo ottimismo sgorga dal piacere stupefacente per un pianeta che offre così tanti miracoli quotidiani.

Arthur Quiller-Couch, giornalista del Bookman, che recensì L'Imputato, citato in Michael Ffinch, Gilbert Keith Chesterton.

Arthur Quiller-Couch


venerdì 25 settembre 2026

Un aforisma al giorno - Provvidenza senza Dio.



Il progresso è la Provvidenza senza Dio. Vale a dire, è la teoria secondo cui tutto è sempre andato per il meglio, per puro caso. È una sorta di ottimismo ateo, fondato su una coincidenza eterna ben più miracolosa di un miracolo.

Gilbert Keith Chesterton, Quello che ho visto in America.



giovedì 24 settembre 2026

Rudyard Kipling su Chesterton (e c'è sempre Gertrude Blogg implicata).

Rudyard Kipling



Chesterton ebbe pubblicate le sue prime opere (The Wild Knight, Greybeards at Play, L'Imputato) da Reginald "Rex" Brimley Johnson, giovane editore e fidanzato della povera Gertrude Blogg, di cui abbiamo già parlato ieri. Rex Brimley Johnson gli procurò anche i buoni uffici di uno dei maggiori e più popolari autori dell'età vittoriana, Rudyard Kipling, premio Nobel nel 1907, di cui Gertrude fu segretaria. Kipling frequentava casa Blogg e già aveva letto le prime produzioni del giovane Gilbert.

Michael Ffinch ci racconta dell'altro in proposito, in particolare della pubblicazione di The Wild Knight:

Rex Brimley Johnson ne mandò una copia a Kipling, che gli rispose da Rottingdean il 28 novembre 1900:
Vi ringrazio di cuore per The Wild Knight. Naturalmente conoscevo già alcune poesie, in particolare The Donkey (L’asinel­lo) che mi è rimasta impressa. Concordo con voi sul fatto che l’autore prometta bene e penso che anche il matrimonio gli insegnerà molto. Sarà interessan­te seguire il suo sviluppo nei prossimi anni. All’inizio, tutti scri­viamo del paradiso e dell’inferno, del bene e del male; dopo, mol­to più tardi ci accorgiamo della gente - la gente comune che vive sotto i cieli. 
Ricordando la recente morte di Gertrude (è plausibile che la giovane gli avesse fatto leggere alcune composizioni del fu­turo cognato), Kipling continuava:
Intanto gli auguro tutta la felicità possibile e a voi, Rex, quel conforto che, secondo gli uomini, solo il tempo può recare do­po la scomparsa di una persona cara. È probabile che ci metta un bel po’ per arrivare, ma si va nella direzione giusta per tro­varlo se ci si interessa alla felicità altrui. Anche se la vista di quella felicità è come un coltello rigirato nella piaga.
In un poscritto, Kipling si permetteva una sola critica, quel­ la che definì «una questione del tutto trascurabile»:
Chesterton mostra un preoccupante attacco di aureole. Sono sparse per tutto il libro. Ciascuno di noi usa inconsciamente qual­ che parola favorita, ma aureola era di Rossetti. Ho notato anche esangue sfinimento e molti si scolora e locuzioni quali catturano e avvincono. È troppo bravo per non po­ter far meglio. Cosa ne dite di un rigido corso di Walt Whitman; o il matrimonio gli farà vedere le persone?

Michael Ffinch, Gilbert Keith Chesterton. 

Insomma, anche Kipling ci vide lungo. Aveva intuito la grandezza del nostro eroe e la profondità delle sue prime prove letterarie, in particolare della sua poesia, che forse è un aspetto poco studiato e approfondito, specie qui in Italia. Ma è essenziale registrare questo giudizio, ed evidenziarlo e mostrarlo, al fine di colmare l'inspiegabile vuoto nelle nostre antologie o nella considerazione della critica odierna (quest'uomo si poteva paragonare e di fatto contendeva l'attenzione del pubblico ai maggiori: etterati della sua epoca, come Kipling e Shaw, ed oggi, grazie anche al modesto lavoro delle società chestertoniane del mondo, con fatica sta uscendo da un silenzio incomprensibile ed ingiustificato.

Marco Sermarini