G. K. Chesterton - Il blog dell'Uomo Vivo
Società Chestertoniana Italiana
lunedì 25 maggio 2026
Un aforisma al giorno - Umiltà per rinnovare incessantemente terra e stelle.
domenica 24 maggio 2026
sabato 23 maggio 2026
Un aforisma al giorno - Non sottovalutare...
venerdì 22 maggio 2026
Presto il Cavallo Bianco diventerà un film!
giovedì 21 maggio 2026
Un invito a Como, ci aspettano Chesterton, Tolkien e Lewis... Domenica 24 maggio 2026 dalle 16.00 alle 18.00...
Lewis, per chi desidera riscoprire lo stupore e il significato nascosto delle cose
Tolkien, per chi sente che ogni viaggio, anche il più piccolo, può essere epico
Chesterton, per chi ama il paradosso, la gioia e le verità capovolte
Potrai scegliere una squadra… oppure restare tra il pubblico del pub, pronto a intervenire, fare domande o semplicemente goderti l’atmosfera.
Insomma, giocatore o spettatore, con una birra in mano o nel vivo della partita: c'è posto per tutti.
Ad accompagnare il pomeriggio ci sarà birra, una ricca merenda e quella compagnia viva che nasce solo quando le idee diventano incontro.
Ci sarà da bere, una merenda come si deve, e quel tipo di compagnia viva che non ti aspetti e che poi non vorresti lasciare, quando le idee diventano incontro.
Come sapevano bene gli Inklings, alcune delle conversazioni più belle iniziano per gioco… e finiscono per cambiare il modo in cui guardiamo il mondo.
Vieni a vedere com’è.
Ti aspettiamo.
Il costo del pomeriggio è di €10
Oppure al numero 333 3767854
La testimonianza di un partecipante al Concorso Chesterton 2026.
Com’è che con tutti i problemi che oggi giorno nascono come fiori a primavera, noi dovessimo salire fin su in collina a San Benedetto a parlare di un uomo (certo Santo, ma sempre uomo e morto) di 800 anni fa e di un altro uomo morto, che nella sua stessa nazione non riconoscono fra i più grandi, e la cui più grande opera è una serie su un prete che segue il suo istinto.
Non vi offendete, non è quello l’obiettivo, ma capite che all’inizio era sembrato a tutti paradossale. Però, come la conversione di Francesco da “ Re dei party”, immaturo e figlio di papà, al grande San Francesco che ogni cristiano considera il Santo degli umili, della perfetta letizia, della morte come “sorella”, anche noi siamo passati per una conversione analoga da amebi, che non vedevano il senso di quel che facevano in quel posto, a piccoli guerrieri le cui armi erano solo le parole e l'obiettivo un piccolo premio.
Quale? Non trofei o targhe, ma la sfida con noi stessi: cercare le parole giuste mentre diverse persone, della nostra età fra l’altro, ascoltavano, e cercavano l’errore nel nostro eloquio per replicarlo. Ora, che siamo scesi giù da quella collina, non crediamo più che San Francesco e Chesterton siano persone lontane alla nostra società. Certo, magari si sentirebbero un po' persi oggi, ma solo all’inizio: vedrebbero tutto quello che non va, ma poi ci dimostrerebbero perché sono stati dei grandi e perché si sono meritati di essere ricordati.
Non si limiterebbero a guardare il male, ma lo cambierebbero in bene.
Niccolò Caldón, 3Cs Liceo Scienze Umane “Caro-Preziotti Licini”, Fermo.