mercoledì 1 luglio 2026

XXIII Chesterton Day - Processo ad un uomo vivo - Una mostra su due gambe.

 


Il nostro obiettivo di quest'anno era quello di far conoscere a tutti chi era veramente Gilbert Keith Chesterton, la sua personalità, la sua umanità, la sua bontà. Superare lo scoglio della sua notorietà, del suo essere un personaggio, per immergerci nella sua anima.

Abbiamo pensato di farlo con l'aiuto di alcuni giovani e meno giovani che hanno messo in scena un processo, uno di quei mock trials che Chesterton amava così tanto. Il copione e tutto quello che si vede in queste immagini è frutto del lavoro di un gruppo di giovani chestertoniani (tra i meno giovani anzi tra i vecchi c'è anche il presidente Marco Sermarini che agiva come presidente della Corte, e così ce lo siamo tolti di mezzo...). 

Qualche nome: Kevin Hertelendy, Silvia Grazioli, Michele Salvatori, Davide Mozzoni, Pier Giorgio Sermarini, Maria Chiara Sermarini, Riccardo Capriotti, Giorgio Pellei, Alessandro Girolami, Giovanni Pellei, Marco Consorti, Lorenzo Di Egidio, Chiara Savelli.

Il testo è stato creato da:

Silvia Grazioli,
Kevin Hertelendy,
Chiara Savelli,
Alessandro Girolami,
Maria Chiara Sermarini,
Marco Sermarini.

I personaggi che si alternano sul palco sono:

Cecil Chesterton (Giovanni Pellei), 
Maurice Baring (Giorgio Pellei), 
Hilaire Belloc (Pier Giorgio Sermarini), 
Edmund Clerihew Bentley (Riccardo Capriotti), 
Frances Blogg (Daniela Alesiani), 
il rappresentante dell'accusa (Michele Salvatori)
il difensore di fiducia di Chesterton (Davide Mozzoni).

I tecnici sono:

Marco Consorti
Lorenzo Di Egidio.

Siamo contenti dell'effetto che tutta la questione ha prodotto in primis in noi coinvolti. È stato poi l'esordio di questo bel gruppetto di persone che stanno lavorando seriamente e per gratitudine su Chesterton. Ora non c'è più un solo pazzo al comando bensì un bel gruppo di squilibrati, alcuni dei quali insospettabili...

martedì 30 giugno 2026

Un aforisma al giorno - Un'alternativa di speranza nel dubbio.

È strano, ma l'esempio che mi viene in mente è quello di un libro intitolato L'uomo che fu Giovedì. Era una sciocchezzuola un po' melodrammatica, pure conteneva una sua particolare teoria: un gruppo degli ultimi sostenitori di un ordine civile, lottano contro quello che, apparentemente, appare come un mondo in preda all'anarchia e scoprono, infine, che il misterioso capo degli anarchici è anche a capo dell'ordine costituito, la stessa creatura fiabesca che gli era apparsa piuttosto come l'orco di una pantomima. Soluzione logica (o folle) che ha indotto molti ad arguire che, in questo essere dalla natura ambigua, dovesse leggersi la descrizione della divinità, e il mio libro godette anche di un temporaneo rispetto tra coloro che amano questo tipo di interpretazione. L'errore era dovuto semplicemente al fatto che avevano letto il libro, ma non il titolo. Nel mio caso, veramente, si trattava di un sottotitolo. Il libro si chiamava L'uomo che fu Giovedì. Storia di un incubo. Non era inteso come la descrizione del mondo qual era o come io pensavo che fosse, anche quando i miei pensieri erano molto più incerti di quanto non siano ora. Era la descrizione del mondo di dubbi, di disordine e di disperazione del quale parlavano i pessimisti a quell'epoca, ma con un barlume di speranza posto proprio nell'alternativa insita in quel dubbio che anche i pessimisti, a tratti, avvertivano.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 13 giugno 1936.



lunedì 29 giugno 2026

Un aforisma al giorno - Vita pubblica e vita privata




La verità è che la nostra vita pubblica è composta quasi esclusivamente da uomini meschini. I nostri uomini pubblici sono meschini perché devono dimostrare di essere, secondo l’interpretazione comune, intelligenti, perché devono superare esami, imparare codici di comportamento, imitare un modello prestabilito. È nella vita privata che troviamo i grandi personaggi. Sono troppo grandi per entrare nel mondo pubblico. È più facile che un cammello passi attraverso la cruna di un ago che un grande uomo entri nei regni della terra. La personalità veramente grande e splendida, colui che parla come nessun altro saprebbe parlare e prova emozioni con un ardore elementare, non lo troverete mai su nessun banco del governo, in nessun circolo letterario, a nessuna cena mondana. Meno che mai lo troverete nella società artistica; è del tutto sconosciuto nella bohème. È più che intelligente, è divertente. È più che di successo, è vivo. Lo troverete alla deriva qua e là in ogni sorta di posizioni sconosciute, quasi sempre in posizioni senza successo. Lo troverete alla deriva come un agente di commercio squattrinato come Micawber. Lo troverete solo uno di una schiera di impiegati sciocchi, come Swiveller. Lo troverete come attore senza successo, come Crummles. Lo troverete come medico senza successo, come Sawyer. Ma troverete sempre questa personalità ricca e travolgente proprio dove Dickens l’ha trovata: tra i poveri. Perché la gloria di questo mondo è una faccenda molto piccola e ipocrita, e questi uomini sono troppo grandi per allinearsi ad essa. 

Gilbert Keith Chesterton, Charles Dickens. A Critical Study.

domenica 28 giugno 2026

Oggi è il 125esimo anniversario delle nozze di Gilbert e Frances e lo celebriamo grazie a Stuart e al suo G. K.’s Meekly

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Un aforisma al giorno - Qualcosa di peggio che consegnare la ricchezza al governo.



La moderna riforma sociale è qualcosa di ben peggiore che consegnare tutta la ricchezza al governo. È piuttosto consegnare tutto il governo ai ricchi. È dotare la plutocrazia degli strumenti della burocrazia.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 1 marzo 1919.

sabato 27 giugno 2026

Un aforisma al giorno - Una blanda figura retorica (simpatica, questa!).

Satana che rimprovera il peccato è una blanda figura retorica per descrivere l’idea, di ben più vasta portata, di un politico che denuncia gli inganni.

Gilbert Keith Chesterton, llustrated London News, 22 dicembre 1906.

Top Meadow, la seconda
casa dei Chesterton a
Beaconsfield (non sapevamo
che foto mettere... 🫢)


venerdì 26 giugno 2026

Un aforisma al giorno - Estendere la carità oltre i confini della simpatia personale...

Se, dopo aver provato a estendere la nostra carità oltre i confini della simpatia personale verso ogni genere di classe o credo, proviamo ancora un certo astio per chi, pur essendo in torto, è trionfante e prosciolto dalle accuse, in questo caso gli uomini in torto sono trionfanti e prosciolti da ogni accusa. Non è argomento per la scienza. È argomento per la poesia. Ma per una poesia di un genere terribile.

Gilbert Keith Chesterton, Utopia degli usurai.



giovedì 25 giugno 2026

La restaurazione della proprietà secondo Hilaire Belloc | Fabio Trevisan su Osservatorio Van Thuan.



Con un ampio saggio biografico curato da Paolo Gulisano, è stato pubblicato recentemente un interessante e stimolante volume di Hilaire Belloc (1870-1953), dal titolo: “La restaurazione della proprietà” (Arca Edizioni, pp.172, € 20,00). Va dato merito al Movimento Distributista Italiano e al suo presidente, Matteo Mazzariol, di aver avuto il coraggio di riproporre un testo, ancora molto attuale a distanza di novant’anni, che approfondisce alcune tematiche legate alla Dottrina sociale della Chiesa, in particolare alla Rerum novarum di Leone XIII, come menzionato da Mazzariol nell’Introduzione: “Nella visione distributista liberal-capitalismo e social-comunismo sono due ideologie fallimentari dal punto di vista teorico e pratico… non il capitale salverà la nostra economia e la nostra società ma l’unione di capitale e lavoro”.




Come giustamente indicato nella Prefazione di Matteo Maria Martinoli, il libro di Belloc va considerato in continuità con un precedente saggio: “Già nel 1912 la prima edizione dello Stato servile di Belloc recava come sottotitolo: “Se non restaureremo l’istituzione della proprietà non potremo evitare l’istituzione della schiavitù”.

Nel Preambolo, Belloc esplicita l’intento della sua opera del 1936, volto all’opportunità di ripristinare la proprietà nell’Inghilterra…poiché, secondo le sue parole: “Ciò che è vero per l’Inghilterra in materia è applicabile a qualsiasi società meno capitalistica…il rispetto per la realtà mi costringe a dire che la restaurazione della proprietà, dal momento che questa istituzione è quasi scomparsa, è un’impresa quasi impossibile da realizzare…quello che so per certo è che, in mancanza di un tale cambiamento, la nostra società industriale finirà necessariamente con la restaurazione della schiavitù”.