venerdì 12 giugno 2026

Un aforisma al giorno - Nessuna guerra alla vita e alla natura.

Nulla di più comune, per esempio, che trovare un critico moderno che scriva cose di questo genere: 'Il Cristianesimo fu soprattutto un movimento ascetico, una corsa al deserto, un rifugio nel chiostro, una rinuncia alla vita e alla felicità; esso non fu che parte di una fosca e inumana reazione contro la natura stessa, un odio pel corpo, un aborrimento dell'universo materiale, una specie di suicidio universale dei sensi e anche dell'individuo. Derivava da un fanatismo orientale come quello dei fachiri, ed era basato su un pessimismo orientale che considerava l'esistenza stessa come un male'. In tutto questo la cosa straordinaria è che tutto è verissimo; vero in ogni particolare, con la sola differenza che è attribuito erroneamente a chi non ci ha niente a che vedere. Non è vero della Chiesa; è vero delle eresie condannate dalla Chiesa. È come se uno fosse obbligato a scrivere un'analisi degli errori e del malgoverno dei ministri di Giorgio III, con la piccola inesattezza che tutto il racconto si riferisse a Giorgio Washington; o come se uno facesse un elenco dei delitti dei bolscevichi con la sola variante di attribuirli allo zar. La Chiesa primitiva fu, sì, ascetica, ma in dipendenza di una filosofia totalmente diversa da quella di una guerra alla vita e alla natura; la quale realmente esistette nel mondo, e basterebbe che i critici sapessero dove andare a cercarla.

Gilbert Keith Chesterton, L'Uomo Eterno.

Una vecchia edizione
de L'Uomo Eterno




giovedì 11 giugno 2026

Un aforisma al giorno - Un animale che fa dogmi.

L'uomo può essere definito un animale che fa dei dogmi.

Gilbert Keith Chesterton, Eretici.


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mercoledì 10 giugno 2026

Un aforisma al giorno - Semplicità, non un sistema.

L'unico genere di semplicità che vale la pena preservare è la semplicità del cuore, la semplicità che accetta e gode. Se può esservi un ragionevole dubbio su quale sistema permetta di preservarla, non ve ne è alcuno sul fatto che un sistema della semplicità la distruggerebbe. Vi è più semplicità nell'uomo che mangia caviale per impulso che nell'uomo che mangia cereali per principio.

Gilbert Keith Chesterton, Eretici.





martedì 9 giugno 2026

XXIII Chesterton Day - Il programma.



XXIII
 CHESTERTON DAY

cioè il Chesterton Day del novantesimo anniversario della morte di Chesterton, del centoventicinquesimo anniversario del matrimonio di Gilbert Keith Chesterton e Frances Blogg e comunque il bel Chesterton Day del 2026! 

Esso si terrà proprio 

DOMENICA 14 GIUGNO 2026

a San Benedetto del Tronto, Centro Educativo La Contea (Contrada Santa Lucia).

Programma

ore 19.00 - Processo ad un Uomo Vivo - Una mostra su due gambe.

ore 21.30 - Un Uomo Vivo a novanta anni dalla morte. Incontro con Peppino Zola, Fabio Trevisan, Marco Sermarini con interventi liberi dei soci della Società Chestertoniana Italiana.

Parleremo di questi novant'anni, del matrimonio tra Gilbert e Frances, del distributismo, dell'essere vivi, del nonsense.

Un aforisma al giorno - Amare le cose immortali.

L'uomo non può amare le cose mortali. Può amare solo, per un istante, le cose immortali.

Gilbert Keith Chesterton, Eretici.



lunedì 8 giugno 2026

Un aforisma al giorno - Speranza, irragionevole quanto indispensabile.

Quando il trionfo è il metro di giudizio di ogni cosa, gli uomini non sopravvivono mai abbastanza a lungo da trionfare. Finché la vita è piena di speranza, la speranza è una mera lusinga o un cliché; è solo quando tutto è disperato che la speranza comincia a diventare vera forza. Come tutte le virtù cristiane, è tanto irragionevole quanto indispensabile.

Gilbert Keith Chesterton, Eretici.



domenica 7 giugno 2026

L'Uomo che fu Giovedì, Gilbert Keith Chesterton, 1908.





Ecco che vi presentiamo il romanzo forse più famoso di G. K. Chesterton: un racconto subito accolto positivamente dalla critica e che dal 1908, data della sua pubblicazione, non fu mai mandato fuori stampa, ma è sempre stato presente negli scaffali delle librerie. 

Quella de L’Uomo che fu Giovedì sembra iniziare come una storia già vista ala maniera del classico poliziesco, ma con lo scorrere delle pagine il mistero si infittisce fino ad arrivare a discutere di un mistero molto più grande dei protagonisti: quello della Creazione. 

Il nostro Chesterton, maestro dei paradossi, inizia il racconto proprio così: Gabriel Syme, poeta improvvisatosi detective della polizia, si infiltra in una riunione privata e segreta di anarchici e si fa eleggere nel consiglio, formato da sette membri, sette come i giorni della settimana, assumendo la veste di “Giovedì”, ovvero uno dei componenti dell’Alto Consiglio degli Anarchici; ed ecco il primo paradosso: la necessità di un organo di governo costituito da soggetti che si dedicano a distruggere i governi; una gerarchia per far saltare in aria le gerarchie, commenta giustamente Dale Ahlquist. A questo proposito si può aggiungere anche che Syme stesso diventa detective perché in fondo è un ribelle, ma contro la ribellione. 

Gabriel Syme viene reclutato da un agente che gli spiega la differenza tra anarchici veri e fasulli, anzi innocenti che credono solamente che le regole siano cattive. I veri anarchici sono peggiori: Chesterton, che spesso parla per bocca dei suoi personaggi, ci dice che significano la morte, e quando dicono che l’umanità sarà finalmente libera, intendono dire che l’umanità si suiciderà. Quando parlano di paradiso senza giusto né sbagliato, intendono la tomba. Hanno solo due oggetti: distruggere l'umanità e poi se stessi.

Mentre la storia si dipana, Syme scopre di non essere l’unico infiltrato e, in un libro che è una cascata di sorprese, con maschere che cadono e misteri che s'infittiscono, in forza di questa consapevolezza insorge nel lettore e nei personaggi stessi questa domanda (e sotto di essa la voragine del dubbio): e se Domenica, il capo supremo dell’Alto Consiglio Anarchico, uno che indossa a sua volta una maschera? Qual è la vera identità del personaggio più ingombrante del libro e della vita dei suoi personaggi? 

Non vi diremo mai chi è Domenica, ma ce lo dirà Chesterton stesso con il suo modo di scrivere travolgente. Ma non sarà facile lo stesso, tanto che Chesterton tornerà sull'interpretazione di questo giallo metafisico (è sua la definizione, assieme a quella ancor più densa di "autobiografia romanzata") nella sua vera Autobiografia

Possiamo aggiungere: lungo tutta la storia, GKC ci proporrà un assaggio della sua filosofia sociale: non sono solo i lanciatori di bombe ad essere degli anarchici e dei nemici, ma ne esiste un’altra di categoria di malvagi dediti alla distruzione della società nella maniera più ingannevole: questi sono i ricchi. “I poveri si oppongono a essere governati male. I ricchi si oppongono all'essere governati".

Questo romanzo è il Chesterton più pirotecnico che abbiamo a disposizione: la trama è avvincente, la scrittura è un continuo rimando alle idee fondamentali della sua filosofia, pieno di affermazioni degne di essere incorniciate, una delle fonti più fornite dei suoi proverbiali aforismi. Gli echi fortissimi del Libro biblico di Giobbe si fanno sentire, inclusa l'idea che serpeggia per cui la realtà è un mistero buono ma che va compreso amandolo.

Una parte da non sorvolare assolutamente, anche se per comprenderla appieno occorrerà accostarsi ai momenti giovanili della vita di Chesterton e del suo amico e compagno di scuola Bentley, è la dedica in forma poetica: essa è appunto indirizzata a Edmund Clerihew Bentley, che aveva condiviso con lui domande, arcani dubbi e le strade per uscire dal vicolo chiuso del non senso (Whitman, Bunyan, Stevenson...).

Un vero capolavoro che Chesterton annovera tra le sue opere più importanti e fondative, assieme ad Ortodossia, uscita non a caso nello stesso anno, per il valore riepilogativo del suo pensiero. 


sabato 6 giugno 2026

Un aforisma al giorno - Chesterton e il successo...

Il culto del successo è l'unico di tutti i possibili culti di cui si possa dire che i suoi seguaci sono condannati a diventare schiavi e codardi.

Gilbert Keith Chesterton, Eretici.