Non esistono regole architettoniche per un castello in aria.
Gilbert Keith Chesterton, L'Uomo Eterno.
Società Chestertoniana Italiana
Non esistono regole architettoniche per un castello in aria.
Gilbert Keith Chesterton, L'Uomo Eterno.
| Il logo del XXIII Chesterton Day |
Domenica 14 giugno, presso il Centro Educativo “La Contea”, si è svolto il XXIII Chesterton Day organizzato dalla Società Chestertoniana Italiana. Una data tutt'altro che casuale quella del 14 giugno: il 14 giugno 1936, a soli 62 anni, presso la sua dimora a Beaconsfield nel Regno Unito, Chesterton moriva e il 28 giugno 1901; esattamente centoventicinque anni fa, l'allora giovane Gilbert si univa in matrimonio con Frances Alice Blogg.
Una visita inaspettata... |
... addirittura con una English car... |
Il pomeriggio è iniziato con uno stravagante processo in tribunale che ha visto protagonista lo stesso Chesterton messo sotto accusa: tanti testimoni, tante domande ma anche tante risposte, le quali hanno fatto emergere il pensiero e spesso le stesse parole dello scrittore inglese, considerato un folle ma, dopotutto, un folle sano, sanissimo. Le grasse risate del pubblico e il sincero applauso finale hanno segnato il grande apprezzamento della simpatica messa in scena.
Dopo cena si è tenuto un incontro durante il quale sono intervenuti il presidente della Società Chestertoniana Italiana Marco Sermarini e due soci chestertoniani, l'avvocato Peppino Zola e Fabio Trevisan.
La conferenza è stata intervallata da simpatiche filastrocche basate sul nonsense, ossia quella letteratura giocosa, irrazionale, surreale che tanto piaceva a Chesterton e citazioni da cui sono nati piacevoli scambi di idee e opinioni.
Ecco qui di seguito una testimonianza:
Il Chesterton Day è stata una giornata semplicemente straordinaria!
Quando mi è stato proposto di entrare nel CDA della Società Chestertoniana, non avrei mai immaginato che saremmo arrivati a organizzare un evento del genere, né di approfondire così a fondo la figura di G.K. Chesterton. Come CDA avevamo un obiettivo chiaro: volevamo che fosse una giornata volutamente stravagante e, nel senso più nobile del termine, "nonsense".
All'inizio temevamo che far salire sul palco Davide Mozzoni, Michele Salvatori e Marco Sermarini per simulare un'aula di tribunale potesse rivelarsi una "corbelleria"; invece, si è trasformato in un momento di pura meraviglia. Questo splendido risultato è il frutto di un lungo percorso, fatto di riunioni complesse e a tratti impossibili, il che rende il successo finale ancora più affascinante.
Nel mio piccolo, sono felice di aver contribuito curando la grafica delle magliette e collaborando alla stesura di tre poesie nonsense durante l'incontro serale con Marco Sermarini, Peppino Zola e Fabio Trevisan. Quest'ultima esperienza mi ha entusiasmato particolarmente, perché ha portato una ventata di leggerezza e allegria alla serata, catturando l'attenzione di tutti.
Insomma, direi che è andata bene…
L. D.