sabato 7 marzo 2026

Un aforisma al giorno - Sui paradossi. | Illustrated London News, 11 marzo 1911, in The Collected Works of G. K. Chesterton, Vol.XXIX.: The Illustrated London News 1911 – 1913. Traduzione di Marco Sermarini ©




La prima parte di questo articolo è stata pubblicata il 22 febbraio 2026:


Gli articoli che Chesterton scriveva per l'Illustrated London News, tra il 1905 e il 1936, non ebbero mai un titolo ma erano numeri successivi della rubrica Our Note Book che Chesterton tenne sulla rivista fino alla sua morte.

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Ciò che vale per il confine surreale delle parole, come in Lear e Carroll, vale anche per il confine surreale dei pensieri, come in Oscar Wilde o Bernard Shaw. Anche in questo caso la difficoltà non sta nel trovare il nonsense, ma nel trovare un nonsense prezioso. Molti accusano Shaw e altri di limitarsi a dire tutto ciò che è contrario all'opinione corrente. Ma se questi critici hanno individuato un simile schema di successo, perché non ne approfittano semplicemente? Se hanno la chiave, che la usino. Se conoscono il trucco, che lo mettano in pratica. Se un uomo può raggiungere la fama e la prosperità semplicemente dicendo che il sole splende di notte e le stelle di giorno, che ogni uomo ha quattro gambe e ogni cavallo due, allora la strada verso il successo è sicuramente aperta, perché ci devono essere molte cose del genere da dire. Ma la verità è che, mentre tutti possiamo crogiolarci nei luoghi comuni (una cosa assolutamente salutare, come un bagno di fango), dobbiamo tutti prestare particolare attenzione nella scelta dei paradossi. In questo caso, per una volta, il gusto è davvero importante.

Esistono due tipi di paradossi. Non si tratta tanto di quelli buoni e cattivi, né di quelli veri e falsi. Si tratta piuttosto di quelli fecondi e di quelli sterili; i paradossi che generano vita e quelli che annunciano solo morte. Quasi tutti i paradossi moderni annunciano semplicemente morte. Vedo ovunque tra i giovani che hanno imitato Shaw una strana tendenza a proferire epigrammi che negano la possibilità di ulteriore vita e pensiero. Un paradosso può essere una cosa insolita, minacciosa, persino brutta, come un rinoceronte. Ma, come un rinoceronte vivo dovrebbe produrre altri rinoceronti, così un paradosso vivo dovrebbe produrre altri paradossi. Il nonsense dovrebbe essere suggestivo, ma al giorno d'oggi è abortivo. I nuovi epigrammi non sono nemmeno fantastici segnali indicatori su una strada sperduta: sono targhe, ciascuna incastonata in un muro di mattoni alla fine di un vicolo cieco. Per quanto riguarda il pensiero, gridano agli uomini: «Non pensate più», come la voce dice «Non dormire più» a Macbeth. Questi retori non parlano mai se non per chiudere la questione. Anche quando sono davvero spiritosi (come nel caso del signor Shaw), commettono comunemente l'unico crimine che non può essere perdonato tra uomini liberi. Dicono l'ultima parola.

Citerò alcuni casi che ho sotto mano. Sul mio tavolo vedo un libro di aforismi scritto da un giovane autore socialista, Holbrook Jackson; si intitola Platitudes in the Making (Banalità in divenire) e illustra in modo curioso la differenza tra il paradosso che stimola il pensiero e quello che lo impedisce. Naturalmente, l'autore ha letto troppo Nietzsche e Shaw e troppo poco pensatori meno brancolanti e più pensatori coinvolgenti. Ma dice molte cose davvero valide tutte sue, che illustrano perfettamente ciò che intendo qui riguardo al nonsense suggestivo e distruttivo.

Cosi in un passaggio dice: “Sopportate volentieri gli sciocchi: potrebbero avere ragione”. A me sembra un'ottima idea; ma qui intendo dire in particolare che mi sembra fruttuosa e libera. Si può fare qualcosa con questa idea; essa apre una strada. Si può andare alla ricerca, tra i propri conoscenti e parenti più affidabili, del fuoco di un’infallibilità nascosta. Si può fantasticare di vedere la stella dell'eterna giovinezza negli occhi un po' vuoti dello zio George; si può seguire vagamente qualche profondo ritmo della natura nelle infinite ripetizioni con cui la signorina Bootle racconta una storia; e nei grugniti e nei sussulti del maggiore della porta accanto si può sentire, per così dire, il grido di un dio strangolato. Non può mai restringere la nostra mente, né mai arrestare la nostra vita supporre che un particolare sciocco non sia così sciocco come sembra. Tutto ciò serve solo ad accrescere la carità, e la carità è l'immaginazione del cuore.

Giro la pagina e mi imbatto in quello che definisco il paradosso sterile. Sotto il titolo “Consigli”, il signor Jackson scrive: “Non pensare, agisci”. È esattamente come dire: “Non mangiare, digerisci”. Tutte le azioni che non sono meccaniche o accidentali implicano il pensiero; solo il mondo moderno sembra aver dimenticato che può esistere un pensiero decisivo e drammatico. Tutto ciò che proviene dalla volontà deve passare attraverso la mente, sebbene possa passare velocemente. L'unica cosa che un uomo forte può “fare” senza pensare è cadere su uno zerbino. Questo non fa nemmeno saltare la mente, la fa semplicemente fermare. Prendo un altro paio di casi alla rinfusa. “Lo scopo della vita è la vita”. Questo mi sembra vero in ultima analisi, sempre che l'autore sia abbastanza liberale da includere la vita eterna. Ma anche se è un nonsense, è un nonsense ben ponderato.

In un'altra pagina ho letto: “La verità è la propria concezione delle cose”. È un nonsense senza senso. Un uomo non avrebbe mai avuto alcuna concezione delle cose se non avesse pensato che fossero cose e che ci fosse una qualche verità in esse. Qui abbiamo un nonsense nero, come la magia nera, che blocca il cervello. “Una bugia è ciò in cui non credi”. Questa è una bugia; quindi forse il signor Jackson non ci crede.

Gilbert Keith Chesterton, The Illustrated London News, 11 marzo 1911.

martedì 3 marzo 2026

Un aforisma al giorno - Un verme e un dio.



Se vogliamo salvare gli oppressi, dobbiamo provare contemporaneamente due emozioni apparentemente antagoniste. Dobbiamo considerare l'uomo oppresso intensamente infelice e allo stesso tempo intensamente attraente e importante. Dobbiamo insistere con violenza sul suo degrado; dobbiamo insistere con la stessa violenza sulla sua dignità. Perché se allentiamo di un solo centimetro l'una delle due affermazioni, gli uomini diranno che non ha bisogno di essere salvato. E se allentiamo di un solo centimetro l'altra affermazione, gli uomini diranno che non vale la pena salvarlo. Gli ottimisti diranno che la riforma è inutile. I pessimisti diranno che la riforma è senza speranza. Dobbiamo applicare entrambe contemporaneamente allo stesso uomo oppresso; dobbiamo dire che è un verme e un dio; e dobbiamo quindi esporsi all'accusa (o al complimento) di trascendentalismo. Questo è, in effetti, l'argomento più forte a favore della concezione religiosa della vita.

Gilbert Keith Chesterton, Charles Dickens. A Critical Study.





lunedì 2 marzo 2026

Un aforisma al giorno - In democrazia è impossibile permettere un certo tipo di lassismo.



Se la massa dei cittadini deve governare, è assolutamente necessario che abbia principi di pensiero comuni molto forti. Quando lo Stato è governato da poche volontà (come quelle di un re o di nobili), la sua azione e la sua unità sono preservate dalla semplice impotenza delle altre parti. Ma se deve essere governato da un gran numero di volontà, queste devono avere uno standard che considerano ortodosso o, almeno, di senso comune. Questo è il motivo che sta dietro alla mezza verità di coloro che affermano che l'arte e la scienza (almeno quelle più audaci) prosperano meglio sotto un'aristocrazia. In una democrazia non è possibile permettere un certo tipo di lassismo. È possibile costruire un muro con grandi pietre sciolte, perché sono poche. Ma se si vuole costruire un muro con ciottoli, è necessario disporre di un cemento molto resistente.

Gilbert Keith Chesterton, The Illustrated London News, 13 gennaio 1912.



domenica 1 marzo 2026

Innocent continua a girare l'Italia! Stavolta tocca a Casalpusterlengo. Complimenti a questi giovani e bravi attori!

Cari amici della Società Chestertoniana,

volevo comunicarle che il nostro spettacolo "Innocent" è stato richiesto numerosissime volte, segno della potenza e soprattutto contemporaneità di questa storia e messaggio, e il giorno 6 marzo ci riesibiremo per la nona volta con questo spettacolo!

Impensabile ai tempi, visto che siamo partiti come 15 ragazzi con nessuna esperienza, voglia di comunicare qualcosa ai nostri amici e alla società più prossima a noi, con la fortuna di avere avuto "Uomovivo" tra le mani solo perché uno tra noi lo aveva suggerito. 

Ecco qui la locandina per lo spettacolo a Casalpusterlengo (LO)! 

È ancora una volta con profonda gratitudine che, a nome della compagnia Chescenaè, ringraziamo la vostra associazione per il patrocinio che ci avete dato per questo spettacolo, e che con orgoglio esponiamo ad ogni replica!

A presto!

Luigi
CheScenaÈ


Una bella immagine di una precedente
replica.



Un aforisma al giorno - Ampliamo i giardini della nostra casa.



Il vero sviluppo non consiste nel lasciarsi le cose alle spalle, come su una strada, ma nel trarne vita, come da una radice. Anche quando miglioriamo, non progrediamo mai. Il progresso, per restare nella metafora della strada, implica che un uomo si lasci la propria casa alle spalle: ma migliorare significa esaltare le torri o ampliare i giardini della propria casa.

Gilbert Keith Chesterton, L'età vittoriana in letteratura.



E guardate chi spunta dal discorso di Papa Leone XIV di ieri...? 😜

Ieri papa Leone XIV ha pronunciato un discorso alle comunità di quattro seminari spagnoli (Alcalà de Henares, Toledo, Cataluña e Cartagena) e dopo poche battute compare lui, il Nostro Eroe:

"(...) C’è una frase dell’autore Chesterton che può servire da chiave di lettura di tutto quello che vorrei condividere con voi: “Togliete il soprannaturale e non troverete il naturale, ma l’innaturale” (cfr. Heretics , VI). L’uomo non è fatto per vivere rinchiuso in sé stesso, ma in rapporto vivo con Dio. Quando questo rapporto si oscura o si indebolisce, la vita inizia a disordinarsi dal di dentro. L’innaturale non è solo ciò che è scandaloso, basta vivere prescindendo da Dio nel quotidiano, lasciandolo al margine dei criteri e delle decisioni con cui si affronta l’esistenza".

Il resto del discorso è qui sotto:


Grazie della segnalazione a Ciro Dell'Ova!