Lionel Johnson (1867-1902) è stato uno dei poeti di maggior talento della stagione fin de siècle, apprezzato, tra gli altri, da W.B. Yeats, T.S. Eliot ed Ezra Pound. La sua esistenza tormentata, segnata dalla conversione al cattolicesimo ma anche dai problemi con l’alcol, terminò purtroppo anzitempo, impedendogli di raggiungere quel successo che avrebbe meritato. Sfrondati gli stereotipi da “minore” del decadentismo, di lui resta il tentativo di dare corpo a una proposta religiosa da contrapporre al cinismo dilagante, il cui miglior esempio è forse The Dark Angel, la sua lirica più famosa, una descrizione della sfiancante lotta contro i propri demoni privati.
Si tratta di una selezione di autori anglosassoni di cui viene riportata sul sito l'opera completa (nella maggior parte dei casi) o parziale (come nel caso di Chesterton), nella forma di testi digitali attualmente ad accesso libero sul web, che vengono collegati tra loro tramite concetti trasversali come archetipi letterari, personaggi, forme letterarie, luoghi, riferimenti storici. Si può immaginare il tutto come una regione geografica in cui diverse città (i testi) stanno alcune sulle pendici della stessa montagna (concetto), altre lungo lo stesso fiume (luogo), o lungo la stessa strada (forma letteraria). Oppure come un popolo che viene descritto non solo come identità dei singoli individui (i testi) ma anche come relazioni tra di essi (i concetti/luoghi/forme letterarie). I testi, i concetti, i personaggi, sono tutti ricercabili tramite barra di ricerca. È come se il sito fosse una specie di "piccola Internet" il cui mondo è delimitato dall'universo letterario che le opere presenti creano. L'aggregazione dei concetti e le traduzioni (dove presenti) in italiano sono state realizzate con l'intelligenza artificiale.