giovedì 28 maggio 2026

Una piacevole sorpresa.



213. Uno scrittore cattolico del Novecento, John Ronald Reuel Tolkien, per bocca di uno dei protagonisti di un suo romanzo, ha descritto così la nostra responsabilità: «Non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo; il nostro compito è di fare il possibile per la salvezza degli anni nei quali viviamo, sradicando il male dai campi che conosciamo, al fine di lasciare a coloro che verranno dopo terra sana e pulita da coltivare». La civiltà dell’amore non nasce da un gesto unico e spettacolare, ma da una somma di fedeltà piccole e tenaci, che fanno argine alla disumanizzazione. Per questo vale la pena fermarsi e considerare alcuni aspetti di come, ciascuno nel proprio ambito, possiamo collaborare alla sua costruzione. Senza pretendere di esaurire il tema, propongo cinque piste di responsabilità quotidiana e pubblica: disarmare le parole, costruire la pace nella giustizia, assumere lo sguardo delle vittime, coltivare un sano realismo, rilanciare il dialogo e il multilateralismo.

Leone XIV, lettera enciclica Magnifica Humanitas.

La vita di J.R.R. Tolkien | Edizioni Ares

mercoledì 27 maggio 2026

Chesterton a Fano il 29 maggio 2026...

 


Aforismi in lingua originale - There is beauty...



One of the deepest and strangest of all human moods is the mood which will suddenly strike us perhaps in a garden at night, or deep in sloping meadows, the feeling that every flower and leaf has just uttered something stupendously direct and important, and that we have by a prodigy of imbecility not heard or understood it. There is a certain poetic value, and that a genuine one, in this sense of having missed the full meaning of things. There is beauty, not only in wisdom, but in this dazed and dramatic ignorance.

Gilbert Keith Chesterton, Robert Browning.



martedì 26 maggio 2026

Un aforisma al giorno - Incatenàti al bello.



L'uomo, pilastro centrale del mondo, deve essere eretto e dritto; attorno a lui tutti gli alberi, le bestie, gli elementi e i demoni possono piegarsi e contorcersi come fumo, se lo desiderano. Tutta la letteratura veramente fantasiosa non è altro che il contrasto tra le strane curve della Natura e la rettitudine dell'anima. L'uomo può contemplare tutta la bruttezza che vuole, purché sia certo di non adorarla; ma ci sono alcuni così deboli da adorare una cosa solo perché è brutta. Questi devono essere incatenati al bello. Non è sempre sbagliato nemmeno andare, come Dante, sull'orlo del promontorio più basso e guardare giù verso l'inferno. È quando si guarda in alto verso l'inferno che probabilmente si è commesso un grave errore di calcolo.

Gilbert Keith Chesterton, Alarms and Discursions.



lunedì 25 maggio 2026

Un aforisma al giorno - Umiltà per rinnovare incessantemente terra e stelle.



L'umiltà è la cosa che esiste per rinnovare incessantemente la terra e le stelle. È l'umiltà, e non il dovere, a preservare le stelle dal errore, dall'errore imperdonabile della rassegnazione disinteressata; è grazie all'umiltà che i cieli più antichi ci appaiono freschi e possenti. La maledizione che precedette la storia ha imposto a tutti noi la tendenza a stancarci delle meraviglie. Se vedessimo il sole per la prima volta, sarebbe la più terribile e bella delle meteore. Ora che lo vediamo per la centesima volta, lo chiamiamo, con la frase orribile e blasfema di Wordsworth, «la luce del giorno comune». Siamo inclini ad accrescere le nostre pretese. Siamo inclini a pretendere sei soli, a pretendere un sole blu, a pretendere un sole verde. L’umiltà ci riporta perennemente nell’oscurità primordiale. Lì tutta la luce è un lampo, improvviso e istantaneo… Per l’uomo umile, e solo per l’uomo umile, il sole è davvero un sole; per l’uomo umile, e solo per l’uomo umile, il mare è davvero un mare. Quando guarda tutti i volti per strada, non si rende conto solo che gli uomini sono vivi, ma si rende conto con un piacere drammatico che non sono morti.

Gilbert Keith Chesterton, Eretici.

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sabato 23 maggio 2026

Un aforisma al giorno - Non sottovalutare...



La religione ha dovuto fornirci quel telescopio, il più lungo e il più strano, attraverso il quale potessimo vedere la stella su cui abitiamo. Per la mente e gli occhi dell’uomo comune questo mondo è perduto come l’Eden e sommerso come Atlantide. Una strana legge attraversa tutta la storia umana: gli uomini tendono continuamente a sottovalutare il proprio ambiente, a sottovalutare la propria felicità, a sottovalutare se stessi. Il grande peccato dell’umanità, il peccato simboleggiato dalla caduta di Adamo, è la tendenza, non verso l’orgoglio, ma verso questa strana e orribile umiltà. Questa è la grande caduta, la caduta per cui il pesce dimentica il mare, il bue dimentica il prato, l’impiegato dimentica la città, ogni uomo dimentica il proprio ambiente e, nel senso più pieno e letterale, dimentica se stesso. Questa è la vera caduta di Adamo, ed è una caduta spirituale. È strano che molti uomini veramente spirituali, come il generale Gordon, abbiano effettivamente trascorso alcune ore a speculare sulla posizione precisa del Giardino dell'Eden. Molto probabilmente siamo ancora nell'Eden. Sono solo i nostri occhi ad essere cambiati.

Gilbert Keith Chesterton, L'imputato.



venerdì 22 maggio 2026

Presto il Cavallo Bianco diventerà un film!




La Società Chestertoniana Italiana, affiancata dall’Associazione Asino Piceno, dall’Associazione San Giovanni Paolo II e da Radio Notting Hill, è lieta di presentarvi un nuovo ed ambizioso progetto: una primissima produzione cinematografica ispirata dal libro di Gilbert Keith Chesterton: “La Ballata del Cavallo Bianco”. 

Grazie al progetto N.E.E.T., finanziato dallo Stato, ci è stata data la possibilità di organizzare e avviare le attività necessarie, che coinvolgono ragazzi dai 15 a 29 anni, per realizzare un prodotto cinematografico avente come tema centrale proprio la Ballata del Cavallo Bianco.

Questo articolo ha lo scopo di tenervi aggiornati, assieme alle pubblicazioni di Radio Notting Hill e di Asino Piceno, riguardo l’andamento della produzione, ma soprattutto di farvi conoscere l’opera di G.K.Chesterton ed i motivi dietro la scelta di ispirarsi a quest’ultima.

Per poterci organizzare al meglio, ogni collaboratore di questo progetto ha un compito fondamentale per la riuscita del prodotto. Vi presento in breve i nostri amici e colleghi e di cosa si stanno occupando:

l’Associazione Asino Piceno (un’associazione socio-culturale che propone attività educative e ricreative) sta portando avanti dei corsi di falegnameria che serviranno alla fabbricazione di oggetti di scena, quali spade, scudi, elmi ed altri elementi che si vedono nelle foto qui allegate.

Accanto ad Asino Piceno c’è poi Radio Notting Hill (una radio di giovani universitari con l’obiettivo di raccontare storie tradizionali e moderne con un punto di vista fuori dai soliti schemi) che si sta occupando delle riprese vere e proprie del metraggio, aiutata dall’Associazione San Giovanni Paolo II (che si occupa di progetti nazionali e locali inerenti l’educazione dei minori, la povertà educativa, l'abbandono scolastico e l'affiancamento nella ricerca di occupazione) la quale assiste alle riprese guidando la parte attoriale delle scene.

Infine c’è la Società Chestertoniana Italiana (il cui scopo è quello di far conoscere e diffondere l'immensa opera del grande scrittore inglese Gilbert Keith Chesterton) che si è preoccupata della stesura del copione, studiando l’opera, comprendendone i temi, non solo attraverso la lettura della Ballata, ma anche di ulteriori scritti di Chesterton come Ortodossia, in modo da poter adattare al meglio la storia sotto forma di copione cinematografico.

Ed ora: di cosa parla la Ballata? E perché abbiamo scelto quest’opera di G. K. Chesterton tra tutte la sua produzione?

La Ballata è un poema epico pubblicato nel 1911 e racconta la storia di Re Alfred, della sua vittoria alla Battaglia di Ethandune e della conversione del suo avversario danese Guthrum. Ma questa non è altro che la solita storia scritta sui libri, invece, ciò di cui parla realmente la Ballata è di un ricco Re che si è dovuto umiliare per poter riacquistare la fiducia del proprio popolo, di amici che di fronte alle parole della Madonna non esitano ad aiutare un loro compagno, di un testardo nei propri pensieri, di un pagano che infine si è convertito, della necessità di un atto di Fede giornaliero, dell’abbandono delle proprie certezze per poter seguire veramente Cristo e moltissimi altri temi, talmente tanti che si fanno fatica a ricordare.

In poche e semplici parole parla di tutti noi dall’inizio del poema fino all’ultimo verso dell’ultimo capitolo.

È questo il motivo per cui l’abbiamo scelta, perché come scrisse Olof Lagercrantz in L’arte di leggere e scrivere:

Un buon libro lascia al lettore l’impressione di leggere qualcosa della propria esistenza personale. 

Quando la lettura è al suo apice ci sembra che d’improvviso ricordiamo qualcosa d’importante che sapevamo, ma abbiamo scordato.

Dalla dedica iniziale alla moglie, alla fiducia con cui Eldred segue Alfred perché sa che è mosso, non dalle sue emozioni, ma dalla parola della Vergine Maria.

Solo otto libri sono bastati a quel geniale scrittore inglese per poter scrivere una storia che non avesse limiti temporali, una storia così umana e cristiana che si fa fatica a credere che la conversione al cattolicesimo di G.K.Chesterton avvenne undici anni dopo la pubblicazione della Ballata.

Nell’articolo successivo parleremo nel dettaglio dello studio fatto sulla figura di Chesterton, dei suoi personaggi all’interno dell’opera e di altri suoi scritti letti ai fini della stesura finale del copione. 

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Alessandro Girolami