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domenica 19 gennaio 2025

Chesterton in altre parole - Mario Praz: "I pellegrini di Canterbury formavano una compagnia, avevano un ideale comune".

I pellegrini di Canterbury potevano appartenere a tutte le classi sociali, variare d'umore e di spirito, esser chi cavaliere chi studioso chi artigiano chi ecclesiastico chi borghese, ma formavano una compagnia, avevano un ideale comune, il pellegrinaggio al santuario di san Tommaso di Canterbury. Immaginate una simile riunione di gente oggigiorno: che cosa potrebbe unirli? Un avvenimento sportivo? Già, ma provatevi a chiedere, in un'ora di pericolo, a migliaia di persone di dar la vita pel Derby, o di farsi ammazzare a forza di tasse pel Campionato Internazionale di Golf! Non potete fondare le basi della società sul gusto per gli sport. Una nazione che non ha nient'altro che i divertimenti in comune, non si divertirà per molto. E' questo il triste caso — riconosce il Chesterton - della civiltà anglosassone, e della civiltà industriale in genere.

Mario Praz, Cronache letterarie anglosassoni, vol. I, "Chesterton e Chaucer".




venerdì 17 gennaio 2025

Chesterton in altre parole - Mario Praz: "È il caso del critico che cerca se stesso nell'autore studiato".

Non è raro (anzi, direi che è il più frequente) il caso del critico che nell'autore studiato cerca sopratutto se stesso o un aspetto di se stesso. Basta pensare a quali autori il Chesterton è andato dedicando la sua attenzione, per accorgersi che Browning, Dickens, e, ora, Chaucer, sono abili travestimenti di un medesimo personaggio: G. K. Chesterton. Estraete le qualità che hanno in comune, e daranno un miscuglio squisitamente chestertoniano. Sovrapponete le loro immagini, e nel ritratto che ne risulterà, esuberante, religioso, umoristico, riconoscerete facilmente l'effigie, tra buffonesca ed episcopale (come la vide Emilio Cecchi) di G. K. Chesterton.

Mario Praz, Cronache letterarie anglosassoni, vol. I, "Chesterton e Chaucer".




mercoledì 15 gennaio 2025

Chesterton in altre parole - Mario Praz: "... le figure dei due clown...".

Cogli anni la lena di codesto artificiere della Fede non è venuta meno: non so se la sua scoppiettante apologetica abbia mai convertito nessuno, ma certo ha divertito tutta una generazione. Lui e Bernard Shaw sono i due clowns che chiudono piroettando la grave processione del vittoriano Ottocento. E c'è più verità nei loro lazzi d'eccentrici che negl'inni al Progresso e al Commercio cantati dai barbogi corifei dell'epoca della grande Regina, si chiamino Stuart Mill, Macaulay o Herbert Spencer. Ma come potevano i clowns far cambiar strada alla processione? Essi venivano in coda, non in testa. E la processione del Progresso e del Commercio, con nessuno in particolare alla testa, ma quasi trascinata dal suo stesso fatale andare, ci ha condotti dove ci ha condotti: decimati, sulle macerie ancora crollanti della civiltà ottocentesca, vediamo profilarsi tuttora le figure dei due clowns; e rassomigliano stranamente a due profeti in gramaglie.


Mario Praz, Cronache letterarie anglosassoni, vol. I, "Chesterton e Chaucer".

Mario Praz


martedì 8 febbraio 2022

Ancora su Emilio Cecchi e Chesterton.

Emilio Cecchi

Alla ricerca delle tracce di Chesterton tra i suoi estimatori italiani, ho ritrovato una recensione di Heretics a firma del grande Emilio Cecchi che data al 1910.

Allo stato attuale forse è lo scritto su Chesterton in lingua italiana più vetusto che si trovi. Cecchi presentò Chesterton e Belloc agli italiani nel 1919, dopo averli incontrati e conosciuti fisicamente in quell'anno a Londra, dove si trovava per lavoro. L'interesse di Cecchi per i nostri eroi è antico e ben radicato.

Carlo Bo

Tanti ammirarono Chesterton in Italia in quei due o tre decenni, e lo resero noto: oltre a Cecchi, Giovanni Papini, Domenico Giuliotti, Nicola Lisi, Carlo Bo, don Giuseppe De Luca, Fausto Minelli, Piero Bargellini, Alessandro Casati, Giuseppe Prezzolini, Raffaello Ferruzzi, Mario Praz e altri.

E' mia intenzione riproporvi questo articolo che è interessante, e spero di farcela in breve.

Marco Sermarini


giovedì 6 maggio 2021

Chesterton in altre parole - Mario Praz.

Gilbert Keith Chesterton (1874-1936), usando a veicolo del suo pensiero un ameno stile paradossale, contrapponeva alla bruttezza della civiltà industriale e al materialismo la semplicità agricola dei padri e la luce perenne dell'idea cattolica romana.

Mario Praz, La letteratura inglese: Dai romantici al Novecento.

Chesterton (e Belloc!) in altre parole - Mario Praz.

Compagno di fede e di lotta del Chesterton, Hilaire Belloc (1870-1953), rincarnava lo spirito dei clerici vaganti medievali nel suo Path to Rome e nei canti conviviali di The Four Men (1912).

Mario Praz, La letteratura inglese: Dai romantici al Novecento.

giovedì 6 ottobre 2016

Chesterton (e Belloc) in altre parole - L'"artificiere della fede", il "maresciallo di Napoleone" e Mario Praz


Vi avevamo promesso giorni fa un approfondimento su Mario Praz, ed ecco qualcosa.

Ecco a disposizione un brano del saggio su Chesterton tratto dal volume Cronache letterarie anglosassoni (1° volume).

Mario Praz si interessò sin dall'inizio della sua carriera a Chesterton, e scrisse queste interessanti pagine che ritengo non disturberanno nessuno se messe qui.

Nacque a Roma nel 1896 e vi morì nel 1982. Saggista, giornalista, critico letterario, traduttore, anglista e scrittore, si dedicò in particolare allo studio della letteratura in lingua inglese. Si laureò a Roma in giurisprudenza e successivamente a Firenze anche in lettere. Iniziò a scrivere in inglese per il London Mercury, entrò in contatto con Emilio Cecchi (la Adelphi ha pubblicato il carteggio intercorso tra i due), Giovanni Papini e Ardengo Soffici producendo traduzioni di poeti inglesi.
Nel 1923 si trasferirà in Inghilterra con una borsa di studio, e fu preso come lettore di italiano all'Università di Liverpool. Insegnò anche all'Università di Manchester e successivamente alla Sapienza di Roma.
Nel 1957 ottenne la laurea honoris causa in letteratura dall'Università di Cambridge e nel 1962 ricevette da Elisabetta II d'Inghilterra il titolo di Knight Commander of the British Empire (KBE).
Sua è la voce "Robert Louis Stevenson" nell'edizione del 1936 dell'Enciclopedia Italiana (si noti nella bibliografia Praz cita il libro di Chesterton su Stevenson nonché Scrittori Inglesi ed Americani di Emilio Cecchi).

L'incipit del saggio è memorabile. Lo definisce argutamente «artificiere della fede», e noi possiamo rispondere all'interrogativo che si pone Praz, ossia se la sua scoppiettante apologetica abbia mai convertito qualcuno: il mio amico Dale Ahlquist possiede un elenco di circa quattrocento persone che hanno dichiarato di essere state convertite al cattolicesimo dal Nostro Gilbert. Per il resto Praz si dice sicuro che Chesterton abbia «divertito tutta una generazione», e qui possiamo dare testimonianza di quanto ogni giorno Gilbert  - miracolo sinora riuscito a pochi - diverta e converta anche noi, generazione dopo generazione.

Di seguito c'è qualche passaggio del saggio su Belloc, con riportato anche un appunto di quando Praz incrociò a Londra Belloc. Immagine fedele all'idea che molti di noi hanno dell'altro nostro eroe, quella che esce dal taccuino del giovane Praz, un Belloc simile ad un «maresciallo di Napoleone», con «la sagoma… d'un parroco».

Il volume è tuttora reperibile in commercio, lo stile è godibilissimo. Gli estratti sono le parti visibili da Google Books e li ho messi per farvi venire l'appetito. Leggere Praz come pure Cecchi o Castelli o altri ancora, con il loro stile elegante e piacevole, pieno d'ironia e di attrazione verso i nostri eroi, mette voglia di leggere cose belle come queste, di cercarle nelle pagine del Chesterbelloc come in una miniera conosciuta ma piena d'anfratti inesplorati.

Marco Sermarini




Sopra una parte del saggio su Chesterton e qui di seguito parte del Belloc.

lunedì 3 ottobre 2016

Mario Praz

Nei prossimi giorni dedicheremo un po' di tempo a Mario Praz (1896 - 1982), un altro degli estimatori italiani di Chesterton.
Intanto eccone una fotografia.

martedì 6 settembre 2016

Chesterton in altre parole - Mario Praz

Aprire un libro di Chesterton è come prepararsi a uno spettacolo di fochi d'artifizio: la girandola sul Pincio, e insieme, la luminara di San Pietro. Perché si può star sicuri che, per stravaganti che siano i razzi, per capricciosi che paiano i serpentelli, per soprendenti che tu dica i vulcani, le cascate, i bengala, le piogge di fuoco che l'ameno paradossista accende, il finale sarà sembre una gran croce luminosa sullo sfondo cupo del cielo notturno, ad maiorem Dei gloriam.


Mario Praz, Cronache letterarie anglosassoni.

sabato 26 marzo 2011

Chesterton in altre parole - Mario Praz

Forse Chesterton ha toccato la nota giusta quando ha detto (in The Victorian Age in Literature): «Wuthering Heights avrebbe potuto essere scritto da un'aquila». Sta sospeso così tra cielo e terra, più vicino al cielo che alla terra: romanzo meteorico.

Mario Praz in Emily Bronte - Cime Tempestose - Sinossi e commenti.

giovedì 29 aprile 2010

Un indovinello...

Antonio Gramsci, Emilio Cecchi, Italo Calvino, Mario Praz, Giovanni Battista Montini, Carlo Bo, Guido Sommavilla, Piero Rebora, Luigi Berti...

Che cos'hanno in comune, questi uomini, oltre l'essere tutti italiani?

Vediamo chi ci indovina...

(sia chiaro, non si vince nulla, solo il piacere di indovinare!)

mercoledì 25 novembre 2009

Scavando, si scoprono tante cose su Gilbert...

Prossimamente, quando il tempo ce lo consentirà, vi daremo in pasto cose che i più sconoscono e pochi immaginano su Gilbert: Italo Calvino, Cesare Pavese, Mario Praz e tanti altri si sono interessati a Chesterton...