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martedì 25 agosto 2026

Un aforisma al giorno - Il nonsense è per gli adulti.



La grande letteratura del nonsense ha un enorme valore, ma si può almeno ragionevolmente asserire che è valido principalmente per gli adulti. Il nonsense è un concetto di una sottigliezza “meredithiana”. Non sono i bambini a dover leggere le parole di Lewis Carroll: fanno molto meglio a passare il tempo a preparare torte di fango; al contrario, saggi e filosofi brizzolati dovrebbero stare seduti tutta la notte a leggere Alice nel paese delle Meraviglie per studiare quel problema molto oscuro della metafisica, la terra di confine tra ragione e irrazionalità, e la natura della più imprevedibile delle forze spirituali, l’umorismo, che danza in eterno tra quei due poli. Il fatto che noi traiamo piacere in certe storie lunghe ed elaborate, in certe forme complicate e curiose di dizione, che non hanno alcun significato comprensibile, non è un argomento con cui far giocare i bambini, è un argomento con cui far impazzire gli psicologi. Siamo noi persone mature, con il nostro gusto per ciò che esula dalle regole, ad aver inventato il nonsense. Ci siamo concessi il piacere di Ciciarampa e dello Yonghy-Bonghy-Bo, così come ci siamo immersi nello spiritualismo e nelle fiabe celtiche, perché avevamo una perenne impazienza verso la nostra stessa monotona terra. Ma il bambino si trova in una posizione nettamente superiore. Per lui la terra non è monotona, per lui non vi è necessità di libri. Quell’elemento del selvatico e del poetico che ci viene suscitato dal Dong con il naso luminoso, in lui è suscitato da un normale parente. Per il bambino non è necessario risvegliare il senso di straniamento e umorismo dotando un uomo di un naso luminoso. Per il bambino (prototipo del vero filosofo, che non è ancora nato) è già sufficientemente strano e divertente avere un naso.

Gilbert Keith Chesterton, Lettura e follia.



 

martedì 10 marzo 2026

Un aforisma al giorno - Scherzare è indegno, ecco perché fa così bene all'anima.



Tutte le battute sono sciocche; è a questo che servono. Se chiedete a una persona sincera ed essenziale, una donna, per esempio, cosa ne pensa di una bella citazione di Dickens, vi risponderà che è «troppo sciocca». Quando il signor Weller senior assicurò al signor Weller junior che il termine «aggirato» era «una parola più tenera» di «circoscritto», l'osservazione era almeno tanto sciocca quanto sublime. È quindi vano obiettare alle «battute senza senso». La definizione stessa di battuta è che non deve avere senso, tranne quel senso selvaggio e soprannaturale che chiamiamo senso dell'umorismo. L'umorismo ha lo scopo, in senso letterale, di prendersi gioco dell'uomo, cioè di detronizzarlo dalla sua dignità ufficiale e di dargli la caccia come a una preda. Ha lo scopo di ricordare a noi esseri umani che abbiamo cose in noi goffe e ridicole come il naso dell'elefante o il collo della giraffa. Se la risata non tocca una sorta di follia fondamentale, non svolge il suo compito di riportarci a un'enorme e originale semplicità. Niente è stato peggio della moderna nozione secondo cui un uomo intelligente può fare una battuta senza prenderne parte, senza condividere l'assurdità generale che una tale situazione crea. È una presunzione imperdonabile non ridere delle proprie battute. Scherzare è indegno, ecco perché fa così bene all'anima. Non illuderti di poter essere spiritoso e distaccato ed evitare di essere un buffone; non puoi. Se sei il giullare di corte devi essere il pazzo di corte.

Gilbert Keith Chesterton, Alarms and Discursions.



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lunedì 23 febbraio 2026

Un aforisma al giorno - La commedia deve essere presa sul serio.



Il concetto fondamentale nella mente della maggior parte dei nostri autori più giovani è che la commedia sia, per eccellenza, una cosa fragile. È concepita come un mondo convenzionale dalla descrizione assolutamente delicata e dozzinale. Storie come “Happy Hypocrite” di Max Beerbohm sono concetti che svanirebbero o cadrebbero nel più totale nonsenso se considerati con un solo grado di serietà in più. Ma la grande commedia, quella di Shakespeare o di Sterne, non solo può, ma deve essere presa sul serio. Non c'è nulla a cui un uomo debba dedicarsi con più fede e abbandono di sé che alla risata genuina. In commedie come queste si ride con gli eroi e non di loro. L'umorismo che permea le storie di Falstaff e dello zio Toby è un umorismo cosmico e filosofico, una genialità che arriva fino in fondo. Non è una lettura superficiale, non è nemmeno, in senso stretto, una lettura leggera. La nostra simpatia è rivolta ai personaggi come se fossero le vittime predestinate di una tragedia greca. Il moderno autore di commedie sembra andare fiero della fragilità dei suoi personaggi. Sembra sempre sul punto di ridurre in mille pezzi le suoe marionette. Quando John Oliver Hobbes scrisse per la prima volta una commedia dai toni seri, la intitolò, con un disprezzo malcelato per la propria opera, “Una commedia sentimentale”. Alla base di questa concezione dell'artificialità della commedia c'è un profondo pessimismo. La vita agli occhi di questi buffoni malinconici è di per sé una cosa assolutamente tragica; la commedia deve essere vuota come una maschera ghignante. È un rifugio dal mondo e, a rigor di termini, non ne fa nemmeno parte. Il loro umorismo è un sottile strato di ghiaccio luccicante che ricopre le acque eterne dell'amarezza.

Gilbert Keith Chesterton, Twelve Types.



venerdì 30 maggio 2025

Émile Cammaerts: Chesterton brillante non ha mai voluto brillare.



(Chesterton) È stato definito brillante, ma non ha mai voluto brillare. La sua genuina umiltà gli impedì di usare il tono del predicatore. Scagliò contro quelle che chiamava le eresie e le mode del suo tempo tutti i missili a sua disposizione. Svuotò contro di loro la faretra della sua satira e le borse rigonfie del suo umorismo. Era davvero brillante, nel senso che faceva brillare le virtù cristiane con lo scintillio della sua arguzia, e copriva i vizi corrispondenti con la derisione.

Émile Cammaerts, The Laughing Prophet.



martedì 12 novembre 2024

Chesterton umorista e la politica, stasera alle ore 18.00 su YouTube.

Sul canale YouTube di Fede & Cultura questa sera alle ore 18.00 il nostro Fabio Trevisan discuterà di Chesterton umorista e il suo rapporto da questo punto di vista con la politica.

Prospettiva interessante. Consigliato.


mercoledì 10 agosto 2022

Riproposizioni ribelli - L'Imputato.

Mantenersi in uno stato di rivolta richiede buon umore. 


Gilbert Keith Chesterton, L'Imputato.

giovedì 21 gennaio 2021

Il nostro Gilbert...

"Gorgogliava umorismo…"

Ma di chi altro si può dire una cosa così bella?

Marco Sermarini 

domenica 10 agosto 2014

Un aforisma al giorno

Mantenersi un uno stato di rivolta richiede buon umore.


Gilbert Keith Chesterton, L'imputato.


giovedì 17 luglio 2014

Un aforisma al giorno (per ridere un po', dedicato a chi parla spesso di "profeti", "profezie", "gesti profetici"...)

«Sono d'accordo con il realistico irlandese che ha detto di preferire profetizzare dopo l'evento».


Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 07/10/1916

mercoledì 22 febbraio 2012

"...E' una dichiarazione infallibile...?"

A noi è piaciuta molto, la mamma del neocardinale di New York Timothy Dolan... Simpatica!

Leggete qui.

venerdì 5 novembre 2010

Un po' di sano umorismo non guasta mai...



Chesterton avrebbe di sicuro apprezzato lo spirito...