Visualizzazione post con etichetta Battersea. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Battersea. Mostra tutti i post

sabato 8 novembre 2025

Racconto di un pellegrinaggio chestertoniano ma non solo.

Per la nostra famiglia l'Inghilterra è ormai un luogo dove andare a trovare amici, e questo è il miracolo o se volete la magia di Chesterton.

Il mese scorso abbiamo avuto la possibilità di fare un'ulteriore breve visita di qualche giorno anzitutto per onorare la memoria del nostro caro amico Aidan Mackey (il blog è ben fornito di post e immagini che lo riguardano), uno dei più grandi amici della nostra Società e della Scuola Libera Chesterton di San Benedetto del Tronto, che ha sostenuto sin da quando la conobbe, nel 2013. Aidan, come saprete, è passato a miglior vita nel maggio 2024 a quasi centodue anni (l'incredulità consisteva nel fatto che tutti lo pensavamo pressoché immortale... disse Dale in un bellissimo articolo che lo commemorava: "I think the most shocking thing about the death of Aidan Mackey was the fact that he died. I simply thought it would never happen"), ed in famiglia, oltre che il capo indiscusso dei chestertoniani del mondo, lo consideravamo uno di noi, uno del nostro clan, lo zio d'Inghilterra. I contatti erano frequenti, anche telefonici da quando aveva più difficoltà a scrivere. Allora ci è sembrato onesto andarlo a trovare anche nella sua nuova casa perché l'amicizia vera non finisce mai e la gratitudine è alla base della felicità, come diceva un signore grosso e grasso a noi molto caro.

Ma non è stata questa l'unica meta del nostro viaggio. Abbiamo girato un paio d'altri cimiteri per visitare C. S. Lewis, che è sepolto ad Oxford nella Holy Trinity Churchyard (in pratica il cimitero annesso alla chiesa anglicana di Holy Trinity), J.R.R. Tolkien e Stratford Caldecott (Wolvercote Cemetery, Oxford) e infine G. K. Chesterton (a Beaconsfield, Shepherds Lane).

La tomba di C. S. Lewis, Oxford,
Headington, Holy Trinity Churchyard.
 
La tomba di Chesterton, Beaconsfield,
Shepherds Lane.

La tomba di Stratford Caldecott
(nel tentativo di decifrare la scritta
in lingua ed alfabeto elfico sul retro).

La tomba di J. R. R. Tolkien.

Direte: in giro per cimiteri? Sì, perché la tradizione è la democrazia dei morti, e per noi i morti contano quanto i vivi. Così ci ha insegnato uno di questi bravi signori, e vediamo se vi ricordate a chi mi riferisco.

Ma abbiamo fatto visita anche ai vivi, perché l'amicizia per Chesterton è e rimane una cosa vera e bella e seria. Siamo andati a trovare Patricia Mackey, una delle sette figlie di Aidan, e siamo stati felicissimi di incontrarla; e poi abbiamo bussato alla porta del Good Counsel Network dove abbiamo salutato anche per voi Stuart McCullough con sua moglie Clare; Stuart è un simpatico compagno d'armi di diverse avventure chestertoniane per me, e l'organizzatore del Pellegrinaggio annuale sulla tomba di Chesterton da Kensington.

Patricia Mackey, figlia di Aidan.

Stuart McCullough, organizzatore del
Pellegrinaggio Kensington - Beaconsfield.


Poi siamo andati alla ricerca della casa di C. S. Lewis sempre a Oxford, e abbiamo sinceramente pensato che sarebbe spuntato il signor Tumnus, o che i signori Castoro ci avrebbero invitato per un tè.

Casa Lewis, Headington, Oxford.

Casa Lewis, Headington, Oxford.


La collina del Cavallo Bianco non è mancata all'appello, ed è bellissimo trovarla sempre lì, e pensare che sia stata una così grande ispirazione per il Nostro Eroe.

La collina del Cavallo Bianco, Uffington,
Oxfordshire.

Abbiamo visitato per voi anche la Chesterton Collection, che abbiamo trovato ben messa (anche se ci piacerebbe fosse ancor più grande) e soprattutto vi campeggiava il ritratto del grande Aidan a fianco alla porta d'ingresso, a Suffolk Street, nel centro del centro di Londra (comunque arrivarci in macchina è una sfida -- guai a lamentarsi del traffico di Roma o di Napoli, zucchero al confronto!).

Il nostro carissimo Aidan
ci aspettava...


L'ingresso della Chesterton Collection
a Londra, Suffolk Street, presso
la sede della Notre Dame University.



Non ci siamo fatti mancare neppure la ricerca di Overstrand Mansions, la seconda casa in cui abitarono i Chesterton appena sposati. Abbiamo anche riletto i racconti di Gibbs che temeva per la sua incolumità e di Cammaerts che vedeva Chesterton salire le scale e fare delle soste in cui scriveva i suoi articoli, e abbiamo riso molto al proposito.

Prince of Wales Drive, dove si
trova Overstrand Mansions.

Overstrand Mansions occupa
buona parte di Prince of Wales
Drive.

Uno degli ingressi agli appartamenti
del complesso.

Una parte rilevante del complesso
di Overstrand Mansions, dove
i Chesterton abitarono dal 1902 sino
al trasferimento a Beaconsfield
nel 1909.


Tutto molto bello, tutto molto vivo. Stuart ci ha annunciato che l'anno prossimo si potrebbe tenere un bellissimo convengo sui novanta anni dalla morte di Chesterton e sui centoventicinque anni dal matrimonio dei Chesterton. Sarebbe bello vedere degli italiani da quelle parti.

Pensate poi che in una pizzeria napoletana di Battersea abbiamo anche incontrato un compaesano che ci ha riconosciuto dall'accento, e abbiamo anche parlato di Sambenedettese Calcio... Ma a prescindere da questo, debbo dire che ci è sembrato di stare a casa in mezzo a tutti questi amici vivi ciascuno a modo proprio, ed è bellissimo.

Marco Sermarini


martedì 14 ottobre 2025

Un aforisma al giorno - I prodromi di Uomovivo in Tremendous Trifles.


Più di un mese fa, mentre stavo lasciando Londra per andare in vacanza, un amico è entrato nel mio appartamento a Battersea e mi ha trovato circondato da valigie mezze fatte.

“Sembra che tu stia partendo per un viaggio”, mi ha detto. “Dove vai?”

Con una cinghia tra i denti ho risposto: “A Battersea”.

“L'arguzia della tua osservazione”, disse, “mi sfugge completamente”.

“Sto andando a Battersea”, ripetei, “a Battersea passando per Parigi, Belfort, Heidelberg e Francoforte”. La mia osservazione non conteneva alcuna arguzia. Conteneva semplicemente la verità. Ho intenzione di vagare per il mondo intero fino a quando non ritroverò Battersea. Da qualche parte nei mari del tramonto o dell'alba, da qualche parte nell'arcipelago più remoto della terra, c'è una piccola isola che desidero trovare: un'isola con basse colline verdi e grandi scogliere bianche. I viaggiatori mi dicono che si chiama Inghilterra (i viaggiatori scozzesi mi dicono che si chiama Gran Bretagna), e si dice che da qualche parte nel suo cuore ci sia un posto bellissimo chiamato Battersea».

«Immagino sia inutile dirti», disse il mio amico con aria di confronto intellettuale, «che questa è Battersea?».

«È perfettamente inutile», risposi, «e spiritualmente falso. Qui non vedo Battersea, non vedo Londra né l'Inghilterra. Non vedo quella porta, non vedo quella sedia, perché una nuvola di sonno e abitudine mi offusca la vista. L'unico modo per ritrovarle è andare altrove, ed è questo il vero scopo del viaggio e il vero piacere delle vacanze. Pensate che io vada in Francia per vedere la Francia? Pensate che io vada in Germania per vedere la Germania? Mi piaceranno entrambe, ma non sono loro che sto cercando. Sto cercando Battersea. Lo scopo del viaggio non è mettere piede in terra straniera, ma è infine mettere piede nel proprio paese come se fosse terra straniera.

Gilbert Keith Chesterton, Tremendous Trifles.



Questo è il caseggiato dove
si trovava la casa
dei Chesterton tra il 1902 e il 1909

La casa dei Chesterton
fino al loro trasferimento
a Beaconsfield era in questo
bel condominio a Battersea.


Questa è la via di Battersea
dove si trovava il caseggiato.




sabato 7 giugno 2025

Chesterton in altre parole: Émile Cammaerts, Chesterton si fermava per le scale a scrivere...

Overstrand Mansions, Battersea, dove era il
secondo appartamento dei Chesterton appena
sposati...

All'epoca (quando era sposato da poco, ndr) viveva in un appartamento, all'ultimo piano di una grande casa che si affacciava su Battersea Park. In mancanza di un ascensore, non riusciva a salire le scale senza sedersi sui poggioli posti su ciascun pianerottolo. Per non perdere tempo, l'instancabile giornalista utilizzava questi intervalli per scrivere i suoi articoli. Si racconta che alcune delle storie del suo Tremendous Trifles, iniziate al primo piano, fossero quasi finite quando aveva raggiunto la sua porta.

Émile Cammaerts, The Laughing Prophet.



Ecco la casa dei Chesterton a Battersea e qualche aneddoto ad essa legato (che conferma storicamente che la Buonanima scriveva per le scale...):

https://uomovivo.blogspot.com/2021/08/overstrand-qui-la-seconda-casa-dei.html

Un episodio bellissimo, divertente, di grande insegnamento ed estremamente significativo della vita dei giovani sposi Chesterton e dei loro amici:

https://uomovivo.blogspot.com/2020/07/chesterton-in-altre-parole-i-mills-e-i.html

A Battersea c'erano zio Gilbert e zia Frances (il racconto di Eleanor Belloc), bellissimo racconto di una bimba:

https://uomovivo.blogspot.com/2017/11/i-chesterton-in-altre-parole-eleanor.html


Sir Philip Gibbs che temeva che Chesterton a Battersea cadesse... 😂

https://uomovivo.blogspot.com/2024/11/aneddoti-su-chesterton-sir-philip-gibbs.html

martedì 5 novembre 2024

Aneddoti su Chesterton - Sir Philip Gibbs e la sua paura che Chesterton cadesse...

Sir Philip Gibs, KBE.


Overstrand Mansions, Prince of Wales Road,
Battersea, London.


Sir Philip Gibbs fu un famoso corrispondente di guerra inglese ed ebbe la ventura di vivere nello stesso condominio del Nostro Eroe quando viveva a Battersea, nelle Overstrand Mansions. Questo è il suo racconto di quegli anni di vicinato, una ventina di anni dopo:

_______

G.K. Chesterton, che abitava negli Overstrand Mansions, immediatamente sopra la mia testa - pregavo sempre che non cadesse -, una volta osservò che se mai avesse avuto la fortuna di naufragare su un'isola deserta, avrebbe voluto farlo con l'intera popolazione di Prince of Wales Road, che riteneva la più interessante collezione di persone al mondo. Lo pensavo anch'io...

Ogni volta che lo vedevo ammiravo sempre più profondamente la gamma delle sueconoscenze, la sua immensa arguzia e fantasia, il suo idealismo geniale, allegro e appassionatamente sincero. Dal mio appartamento al piano terra, ogni mattina alle 10, osservavo un certo rituale della sua vita. Compariva una vecchia carrozza, con un vecchio cavallo e un vecchio conducente. Poi scendeva G.K.C., una figura imponente e splendida con un gran mantello e un cappello a cilindro, come un brigante in procinto di partire per una grande avventura, e anche se non era diretto oltre Fleet Street era un'avventura abbastanza grande, che portava a grandi voli di fantasia e di azzardo. Dopo di lui arrivava la signora Chesterton, una figura piccola, quasi nascosta dalla grandezza del marito. Quando Chesterton saliva in carrozza, il vecchio cavallo barcollava e la vecchia carrozza dondolava come una barca su un mare agitato.

All'ora di pranzo vedevo spesso G.K.C. in un ristorante italiano di Fleet Street dove, con una bottiglia di porto vicina al gomito e un blocco per scarabocchiare, scriveva uno dei suoi articoli per il Daily News, ridacchiando allegramente su qualche potente paradosso che aveva appena preso forma nel suo cervello, totalmente inconsapevole di qualsiasi osservazione pubblica della sua allegria privata.

Sir Phillip Gibbs, Sunday Star (Washington DC), 22 luglio 1923.

lunedì 14 febbraio 2022

La vita di Chesterton dal sito Chilterns Area of Outstanding Natural Beauty.

Anni fa avevo trovato questa breve ma colorita scheda biografica su Chesterton, ma l'avevo dimenticata. È reperibile nel sito di Chilterns Area of Outstanding Natural Beauty, una sorta di associazione di promozione locale di rilievo pubblico denominata Chilterns Conservation Board. I Chilterns sono delle colline che si trovano tra Beaconsfield e Oxford, una sorta di grande scarpata di gesso. Non ho idea di chi l'abbia scritta ma è affidabile e riporta molte notizie reperibili sulla principale biografia di Chesterton, quella di Maisie Ward, ed anche notizie di prima mano.

Mi piacevano certe annotazioni, che confermano quello che abbiamo sempre saputo, e cioè che i Chesterton erano due bravissime e buonissime persone, semplici e di buona compagnia con tutti, molto umili.

Ho pensato allora di tradurla e di condividerla con voi. Sono certo che la leggerete e la gradirete molto.

Marco Sermarini

________________________________


G.K. CHESTERTON: UNA VITA


Gilbert Keith Chesterton nacque a Kensington nel 1874, educato alla St. Paul's School e alla Slade School of Art dove si scoprì che i suoi talenti primari erano verso la scrittura. Il suo primo lavoro venne svolto nella casa di famiglia e più tardi negli uffici degli editori Redway e T Fisher Unwin, e nel trambusto di Fleet Street. Fu il suo matrimonio con Frances Blogg nel 1901 che rivolse i suoi pensieri verso una casa stabile dove avrebbe potuto continuare a scrivere e trovare un po' di tranquillità dall'intensa vita da giornalista.


I primi anni di matrimonio trascorsero a Kensington e a Overstrand Mansions a Battersea, e fu proprio da qui che un giorno partirono per un secondo viaggio di nozze a Slough da una stazione che avevano raggiunto per caso con un autobus che portava la scritta 'Hanwell'. Da Slough camminarono attraverso i boschi di faggi fino a Beaconsfield, alloggiando al White Hart Hotel e decisero "Questo è il genere di posto dove un giorno faremo la nostra casa". Ciò fu possibile nel 1909 quando affittarono Overroads, che era appena stata costruita a Grove Road.


Le loro speranze di avere figli erano ormai svanite e si dedicavano a intrattenere i figli dei loro amici. Sciarade e altri giochi del genere erano una scusa per mettere insieme mantelli e cappelli, tirare fuori spade dai portaombrelli o lenzuola dai letti. Nonostante la delusione, i bambini avevano una grande parte nella loro vita e molti bambini del posto si facevano fare dei disegni, abilmente ma frettolosamente disegnati e pieni di umorismo.


Fu presto chiaro che una casa più grande di Overroads sarebbe diventata necessaria e l'opportunità venne nel 1912 di acquistare il campo dall'altra parte della strada. Fu chiamato Top Meadow e su di esso fu costruito “the studio” con ad un'estremità un piccolo ufficio, The Green Room. Nel 1922 furono in grado di costruire l'alloggio a Top Meadow e finalmente di risiedere nella loro casa. Il palco ora serviva come sala da pranzo e le due stanze in soffitta come camere da letto per la cameriera e la cuoca, che avevano anche il loro piccolo salotto sul davanti della casa. Poco prima che Dorothy Collins entrasse a far parte della famiglia come segretaria nel 1926, fu costruita una camera da letto con finestre ad arco che si affacciava sul prato - ma anche, come è tipico dei Chesterton, sul cortile posteriore. 


La maggior parte della scrittura di Chesterton dal 1922 al 1935 fu fatta nella Green Room. GK ha voluto costruire una tipica casa inglese - con travi di quercia e con accessori in ferro battuto seguendo il modello di Overroads. Ci sono cinque piccoli battenti nella casa. “Sono lì", dice Chesterton, "per dire che l'incontro tra una delle immagini di Dio e un'altra è una questione grave e terribile da iniziare con un tuono".


Il giardino fu progettato da Frances per permetterle di uscire di casa e per dare la possibilità a Gilbert di brandire il suo bastone da spada quando si aggirava per il giardino in cerca di ispirazione. Un rametto di caprifoglio del bouquet di nozze di Frances fu piantato e questo crebbe in un enorme cespuglio. Si dice che l'unico fiore che GK conosceva fosse la violacciocca, ma molti altri sono menzionati nei suoi scritti, e in particolare quelli che dovremmo chiamare selvatici - il dente di leone, la digitale, il nontiscordardime. Uno stagno per i pesci era il centro del giardino e da questo si irradiavano sentieri di pietra di York fiancheggiati da aiuole di rose. Una parte del terreno era lasciata a prato e qui l’asino dei Chesterton, di nome Trotsky, divertiva i visitatori. Nell'orto c'era spazio per la coltivazione della prelibatezza dei Chesterton, la patata.


Si può avere l'impressione che la vita dei Chesterton a Top Meadow fosse una vita tranquilla e pacifica. Questo era ben lontano dal caso. Quando GK arrivò a Beaconsfield il suo nome era già noto come scrittore. Aveva scritto recensioni su argomenti letterari e artistici per dieci anni. Aveva pubblicato “Il Cavaliere Selvaggio e altre poesie”, “Robert Browning”, “Il Napoleone di Notting Hill”, “Eretici”, “Charles Dickens” e “Ortodossia”. Scrisse anche saggi su riviste e la rubrica Our Note Book dell'Illustrated London News, così come la rubrica del sabato mattina del Daily News.

A Top Meadow arrivarono molti amici e conoscenti dal mondo del giornalismo, della letteratura e delle arti - George Bernard Shaw, Walter de La Mare, Hilaire Belloc, Maurice Baring (corrispondente di guerra e molti altri ruoli), i Garvin (direttore del The Observer dal 1908 al 1942), "Beachcomber" del Daily Express (pseudonimo di JB Morton), e anche Padre John O'Connor, la causa di padre Brown, il detective immaginario di GK. Col passare degli anni, i Chesterton crebbero nella comunità locale e il rettore locale, il medico e il Players Club divennero visitatori regolari. G.K. apparve come Teseo in “Sogno di una notte di mezza estate” a Hall Barn e come Doctor Johnson in un carnevale locale.


Le famiglie di molte delle case di Beaconsfield erano frequentatrici regolari, e sappiamo che le vicende di queste famiglie hanno fornito una buona quantità di materiale per il volume biografico di Maisie Ward del 1944. In quel libro, i barbieri di Beaconsfield hanno un posto d'onore. Chesterton usava il negozio del barbiere John Harding a London End. Era riluttante a parlare quando gli altri erano nel salone, "ma se eri da solo", dice uno dei barbieri, "ed eri interessato ad argomenti diversi come la guerra o la storia del vetro, ti avrebbe raccontato la storia fino in fondo". Quando GK era malato, il signor Springell, anche lui barbiere, lo trovò "sdraiato nel letto come un enorme elefante". Non era imbarazzato dai suoi centoventisette chilogrammi di peso, il suo aspetto e il suo umorismo erano il tema dei ricordi dell’uomo da parte di molte persone - vestito con un mantello nero che camminava per la città. Ecco come avrebbe voluto che lo ricordassero. “Quando mi siedo sul ciglio della strada", disse "gli abitanti del villaggio mi guardano e mi prendono per una delle due cose: lo scemo del villaggio o uno dei furgoni delle consegne di Harrods”.


Le locande locali erano spesso miniere per la penna di GK; “L’Osteria Volante” pubblicato nel 1914 si riferisce specificamente a The Saracens Head. Dello stesso periodo è “The Rolling English Road”. Le Four Ends di Beaconsfield si trovano in rime improvvisate, così come Candlemas Pond e il Cricket Club.


La prima guerra mondiale portò un cambiamento nella vita di Chesterton. Nel 1915 soffrì di una grave malattia, dopo la quale suo fratello Cecil partì per la guerra, lasciando Gilbert a curare "The New Witness", un settimanale sociale e politico fondato nel 1911, per propagandare le opinioni della Lega Distributista, secondo cui la proprietà delle imprese dovrebbe essere diffusa il più ampiamente possibile tra la popolazione comune, piuttosto che essere centralizzata sotto il controllo di pochi burocrati statali (socialismo) o ricchi individui privati (capitalismo). Per il resto della vita di Gilbert questo, e il suo successore "GK's Weekly", occuparono la maggior parte del suo tempo - secondo Frances, in un periodo, quattro giorni alla settimana. Tuttavia, durante questi ultimi venti anni, lui e Frances viaggiarono due volte negli Stati Uniti, a Roma, Gerusalemme, Spagna e Polonia.


L'anno 1922 segnò l’ingresso di Gilbert nella Chiesa Cattolica Romana in un edificio adiacente al pub Earl of Beaconsfield. Le influenze cristiane nella sua vita risalgono all'infanzia, ma il suo matrimonio con Frances Blogg, una devota anglo-cattolica, lo portò in contatto con la Christian Social Union e Henry Scott-Holland, e da quel momento è abbastanza chiaro che il cristianesimo, e in particolare la risposta del cristianesimo all'enigma dell'universo dal lato sociale, costituì la molla principale della vita e del pensiero di Chesterton. La decisione del 1922 non era inaspettata, e Frances lo avrebbe seguito quattro anni dopo. Questi, gli anni in cui G.K. aveva cinquant'anni, videro la pubblicazione del “San Francesco d’Assisi”, “L’Uomo Eterno”, una biografia di Chaucer, molti altri racconti di Padre Brown, articoli per giornali cattolici e, nel 1932, la sua prima trasmissione radiofonica per la BBC.


Quando Gilbert e Frances raggiunsero la tarda età, ricevettero un grande sostegno da Dorothy Collins che non solo si occupò della segreteria di Gilbert, ma li accompagnò in auto in Inghilterra e all'estero. Nel 1935 la loro casa ricevette la sua ultima estensione - lo studio fu ampliato, il bovindo in cui G.K. scriveva fu incorporato nella nuova stanza. Qui, dice Dorothy, Gilbert non riusciva a trovare molte delle sue carte perché c'erano diciassette armadi di quercia, molti provvisti di scaffali a piccioniera per un'archiviazione ordinata!


Nel maggio 1936 GK parlò ad una festa per l'apertura della nuova casa di cura St. Joseph, che aveva iniziato prima in una casa nel terreno. Questa fu la sua ultima apparizione pubblica. Il 14 giugno 1936, dieci giorni dopo essere tornato da una breve vacanza in Francia, e dopo aver cantato Gilbert e Sullivan sulla via del ritorno dalla costa, Gilbert Chesterton morì a Top Meadow. Fu sepolto nel cimitero di Shepherds Lane e la tomba fu indicata da una lapide scolpita da Eric Gill.

domenica 3 ottobre 2021

Un bigliettino autografo di Chesterton…

Era di quelli che usava quando viveva a Battersea, tra il 1902 e il 1909.
È già stato venduto all'asta.

https://www.invaluable.com/auction-lot/g-k-chesterton-autograph-346-c-6544771891

sabato 28 agosto 2021

Overstrand Mansions, qui la seconda casa dei Chesterton. Qualche notizia sulle case dei Chesterton (compresa la prima).

Overstrand Mansions, Battersea.

Overstrand, qui si trovava il secondo appartamento abitato da Gilbert e Frances appena sposati, a Battersea, Londra. Vi abitava anche una coppia che divenne per tutta la vita amica dei Chesterton, Rann Kennedy e sua moglie (è lui che raccontò che una volta incontrò Gilbert per le scale del condominio che stava scrivendo una cosa che temeva di dimenticare sul polsino della camicia...). Il biografo Michael Ffinch aggiunge anche un particolare bellissimo: quelle famiglie si aiutavano economicamente in maniera spontanea ed affettuosa. Qui trovate traccia di ciò che vi dico: 


Qui, in fondo all'articolo, trovate un'altra bella testimonianza di Rann Kennedy su Chesterton:


1 Edwardes Square, Kensington,
la prima casa dei Chesterton.


La prima casa era a 1 Edwardes Square, Kensington, a poche centinaia di metri (o di yarde?) dalla casa dove Gilbert aveva trascorso buona parte della sua infanzia, a 11 Warwick Gardens, sempre a Kensington (ammirate la blue plaque dedicata al nostro eroe; poi leggete anche questo, è interessante). A Edwardes Square rimasero un anno circa. Erano in affitto, poi passarono a Battersea, e da lì alla piccola Beaconsfield. Nella cittadina del Buckinghamshire abitarono prima a Overroads (la casa che abbiamo contribuito a salvare dalla demolizione - quello è un articolo ma se cercate "Overroads" col motore di ricerca nell'occhiello in alto a sinistra trovate altro ancora) e poi a Top Meadows (qui trovate qualche foto, ma se girate il blog c'è dell'altro), nel terreno di fronte. Quest'ultima fu costruita proprio dai Chesterton, prima un ambiente che serviva a Gilbert da studio, poi tutto il resto della casa dove si trasferirono nel 1922, e vi rimasero fino alla morte. Di Top Meadows divenne poi usufruttuaria Dorothy Collins, la segretaria - quasi figlia dei Chesterton, quindi di proprietà della Chiesa Cattolica per disposizione testamentaria di Gilbert. La casa fu poi venduta, dopo che per alcuni anni servì alla Saint Barnabas Society, un organismo della Chiesa Cattolica che aiuta i pastori anglicani che decidono di diventare cattolici e perdono lo stipendio del governo britannico. Ora la abita una famiglia che ci ha molto aiutato nell'opera volta a scongiurare la demolizione di Overroads, che non gode della protezione delle case munite di blue plaque (Overroads era solo una casa d'affitto, mentre la blue plaque viene conferita solo alle case in cui la personalità che si vuole celebrare ha abitato come proprietaria).

Di Overroads di recente abbiamo anche fornito i dati censuari estraendoli dai registri del Census d'Inghilterra e Galles. Qui in questo post trovate anche diverse foto delle mappe, e in quest'altro la rocambolesca visita alla casa, con il consenso degli allora proprietari, di uno strano gruppo di matti che mi vedeva tra i suoi membri).

Non potevamo mancare, noi italiani, visto che il nostro Emilio Cecchi visitò proprio quella casa, "la casetta del gigante". Nel post appena segnalato trovate notizie e anche foto di persone che si sono recate lì e sulla tomba di Chesterton, Frances e Dorothy.

Da ultimo voglio suggerirvi un filmato più unico che raro, ma sin troppo trascurato: suor Sabina Nicolini, cioè la Nipote del Drago, entrò con scienza e coscienza a Top Meadows alcuni anni fa e ci fece il dono di queste bellissime vivissime immagini.

Personalmente sono stato in questi posti (salvo Battersea) tre volte, portandovi amici, famiglia e scolari. Credo che valga la pena per un vero chestertoniano. Momenti bellissimi, è andare a casa di un amico.

Marco Sermarini

martedì 21 novembre 2017

(I) Chesterton in altre parole - Eleanor Belloc

Da Battersea non ci voleva molto per raggiungere a piedi, oltrepassato il Tamigi, Chelsea e Cheyne Walk, dove i Belloc avrebbero abitato fino al giorno del loro trasferimento definitivo a Shipley, nel Sussex, nel 1906. La figlia dei Belloc, Eleanor, moglie di Rex Jebb, avrebbe sempre ricordato «zio Gilbert» e «zia Frances»: 

Quando stava a Battersea, ancora giovane giornalista, e noi frequentavamo un asilo di Chelsea, veniva a trovarci con zia Frances e ci offriva avvincenti squarci di fantasia con le marionette dalla testa di gesso, vestite in modo adeguato secondo la favola. Finché stavano nella scatola, le teste erano nude, lugubri e senza vita. I burattini si animavano quando le teste e i vestiti si univano alle mani dello zio Gilbert, alle sue dita, animandosi alle sue buffonate e alle sue fantasie. Non avevano bisogno di un palcoscenico né di uno scenario. Prendevano vita all'istante, appena zio Gilbert si disponeva pericolosamente sul bordo di una sedia e dava tonante avvio all'azione teatrale! Quale delizioso fracasso! Con quale gioia ululante ci accompagnava in territori da lungo tempo scomparsi e dimenticati! Abbiamo ancora, qui a King's Land, una piccola spada dal manico dorato con cui faceva vibrare all'eroe molte stoccate in nome della giustizia op pure infiggeva coraggiosamente la morte ai malvagi, con nostra grande soddisfazione. Gilbert uccideva sempre senza nessuna cattiveria né odio né crudeltà. 


Michael Ffinch, Chesterton.