venerdì 3 aprile 2026
Un aforisma al giorno - Mitologo più che romanziere.
sabato 11 ottobre 2025
Da Maria Grazia Gotti - Notizia sul Congresso Internazionale di Barcellona Fè, Arte y Mito (Tolkien, Lewis e Chesterton).
Caro presidente e cari amici chestertoniani tutti,
volevo condividere con voi una interessante notizia proveniente dal mondo di lingua spagnola: dal 17 al 19 ottobre si svolgerà la quarta edizione del Congresso internazionale Fè, Arte y Mito, dedicato a Tolkien, Lewis e Chesterton.
L’edizione 2025 per la prima volta si svolge in Europa e precisamente a Barcellona presso la Universidad Abat Oliba CEU, mentre gli appuntamenti precedenti si sono svolti in Argentina, terra di origine di Juan Tomás Widow, la persona da cui è nata questa bella iniziativa (sul blog sono state segnalate le edizioni 2022 e 2023).
Al primo corso si sono iscritte 500 persone ed è stato un grande incoraggiamento per andare avanti. Poi abbiamo fatto un'agenda di contatti di professori, intellettuali e ricercatori che erano affascinati dallo studio di questi argomenti.
Poi ho incontrato la professoressa Teresa Pueyo dell'Università Abat Oliba CEU. Ci fu una sinergia molto importante e aspirammo a farlo a Barcellona. Pensando al futuro, l'idea è di fare ogni anno un congresso, alternativamente in Argentina e in un altro paese…
Tolkien ha un'arma molto potente: essere trascendente, ma anche molto vicino nel tempo. Ha molto da dirci e vogliamo approfittare di questi autori che, man mano che la loro leggenda cresce, impariamo di più su di loro.
[…]
Vengono da un'epoca molto oscura e difficile per l'Europa a causa del contesto delle guerre e hanno dato speranza al mondo. E, allo stesso tempo, sotto la bandiera di Cristo e dall'ideale di educare alla bellezza, alla verità e al bene. Credo che abbiano molto da dirci e molto da scoprire. C'è ancora molto da fare in spagnolo su questi autori. In portoghese e italiano è stato detto molto di più, quindi abbiamo la possibilità di un grande campo d'azione.
Per chi voglia leggere tutta l’intervista, la trovate qui: contiene anche molti link interessanti (Alfa Y Omega ha pubblicato approfondimenti su Chesterton, Tolkien e Lewis), quindi vale la pena
sabato 28 dicembre 2024
Chesterton e il mito - Uno studio di suor Marzia Platania.
sabato 21 dicembre 2024
Un aforisma al giorno - Chesterton e il mito (3).
venerdì 20 dicembre 2024
Un aforisma al giorno - Chesterton e il mito (2).
La mitologia è un'arte perduta, una delle poche arti che siano realmente andate perdute; ma è un'arte. E i corni della vacca sono un raggio di quasi armoniosa concordia. E il gettare la propria nonna nel cielo non sarà un atto di buona creanza, ma è perfettamente di buon gusto.
Gilbert Keith Chesterton, L'Uomo Eterno.
giovedì 19 dicembre 2024
Un aforisma al giorno - Chesterton e il mito (1).
Il mito è un'opera d'immaginazione, e quindi un'opera d'arte. Solo un poeta può concepirla; e solo un poeta può criticarla.
Gilbert Keith Chesterton, L’uomo eterno.
lunedì 9 dicembre 2024
Un articolo di qualche anno fa sul Detection Club - Marco Amici su Radical Ging.
| Ingrandendo la foto di questa cena del Detection Club degli anni Trenta ci sembra di vedere al centro della tavolata proprio lui... |
Immaginiamo la Londra degli anni ’30: un gruppo di amici scrittori, dei carnefici, delle vittime e un teschio di nome Eric. La trama di un romanzo? No, la vera storia del Detection Club.
Il Detection Club fu un circolo letterario fondato nel 1930 da un gruppo di scrittori di crime e mistery inglesi, che al contrario dei circoli più famosi, si incontrava almeno tre volte l’anno per cenare insieme e discutere della crime fiction dell’epoca, consigliandosi e confidandosi, dichiarando cosa fosse meritevole di apprezzamento e cosa invece fosse oltraggioso, il tutto davanti a un buon pasto e a numerosi bicchieri di vino.
Come tutti i club, anche il Detection Club aveva un presidente, il primo fu G.K. Chesterton. Ma lo furono anche Dorothy L. Sayers e Agatha Christie (anche se decise di condividere la carica con Lord Gorell, chiedendogli di occuparsi dei discorsi e dell’interazione con il pubblico, considerate la sua famosa timidezza e paura di esporsi). A oggi il presidente è Martin Edwards, scrittore ed esperto della Golden Age of Crime Fiction, l’età dell’oro del giallo inglese, periodo che spazia dall’inizio Novecento fino ai primi anni del 1950.
Il resto qui sotto:
https://radicalging.com/2018/02/15/il-detection-club-il-circolo-del-giallo/
| Agatha Christie |
| mons. Ronald Knox |
mercoledì 3 gennaio 2024
Un aforisma al giorno - Un luogo di sogni avverati.
Il luogo che i pastori (di Betlemme, ndr) trovarono non era un'accademia o una repubblica astratta; non era un luogo di miti allegorizzati o disseccati o spiegati; era un luogo di sogni avverati. Da allora, nessuna mitologia è stata più inventata nel mondo. La mitologia è una ricerca.
Gilbert Keith Chesterton, L’Uomo Eterno.
sabato 23 dicembre 2023
Un aforisma al giorno - Un ramo del bello è il brutto.
Gli scienziati, al contrario degli artisti, raramente capiscono una cosa: che un ramo del bello è il brutto. Raramente si permettono la legittima libertà del grottesco. Essi ripudieranno un mito barbarico semplicemente come una cosa brutta e volgare e come prova di degradazione — perché non ha la bellezza di Mercurio, il messaggero disceso or ora sul colle baciato dal cielo; ma esso ha la bellezza della Finta Tartaruga o del Cappellaio Matto.
venerdì 22 dicembre 2023
Un aforisma al giorno - La vacca salta nella luna.
Se un professore mi dice che la vacca salta nella luna solo perché prima si sacrificavano i vitelli a Diana, rispondo che non può essere. Ciò avveniva semplicemente perché era naturale per una vacca fare un salto fino alla luna. Le mitologia è un’arte perduta, una delle poche arti che siano realmente andate perdute; ma è un’arte. E i corni della vacca sono un raggio di quasi armoniosa concordia. E il gettare la propria nonna nel cielo non sarà un atto di buona creanza, ma è perfettamente di buon gusto.
Gilbert Keith Chesterton, L'Uomo Eterno.

mercoledì 20 dicembre 2023
Un aforisma al giorno - Una delle pagine che hanno ispirato Tolkien e Lewis...
Tutta questa materia mitologica appartiene alla parte poetica dell’uomo. Pare stranamente dimenticato oggidì che il mito è un’opera d’immaginazione, e quindi un’opera d’arte. Solo un poeta può concepirla; e solo un poeta può criticarla. Nel mondo sono più i poeti che i non-poeti, com’è provato dall’origine di tali leggende. Ma - io non ho mai saputo per quale ragione - è sempre la minoranza apoetica che si permette di studiare criticamente questa poesia popolare.
Gillbert Keith Chesterton, L'Uomo Eterno.

lunedì 23 ottobre 2023
Ecco dove affondano le radici della fantasia di Chesterton e Tolkien...
| George MacDonald |
Ecco George MacDonald.
Ne abbiamo parlato più volte in questo blog e nel collegamento ne trovate varia traccia:
https://uomovivo.blogspot.com/2015/10/la-chiave-doro-di-george-macdonald-il.html
L'influsso su Chesterton fu notevole ed evidente, ed il piccolo Gilbert, che ad otto anni cercava di imitare in una prima prova le arti scrittorie di MacDonald, lo considerò sempre una delle sue maggiori ispirazioni.
È pure significativo che Chesterton abbia firmato l'introduzione della biografia di McDonald scritta dal figlio Greville:
https://uomovivo.blogspot.com/2021/02/chesterton-introduce-george-macdonald.html
Se volete è quasi un autorevole passaggio del testimone.
Disse Chesterton nel necrologio che gli dedicò dalle colonne del Daily News nei giorni successivi alla sua morte: "Se dobbiamo giudicare quanto a originalità di atteggiamento, George MacDonald fu uno dei tre o quattro uomini più grandi dell'Ottocento", e definì "arguzia celestiale" la sua facoltà immaginifica.
Tolkien, in On Fairy-Stories che abbiamo richiamato più volte negli scorsi giorni, lo menziona tra coloro che più esercitarono questo sforzo di leggere la realtà grazie alla fantasia.
Non so voi, ma tutto ciò mi sorprende e mi dà nuove e potenti chiavi di lettura dell'opera di Chesterton, e pure di quella di Tolkien, motivi non trascurabili, nuove finestre sull'idea di fantasia, stupore, tenersi desti, non permettere mai alla propria anima di addormentarsi, e su molto altro.
Le strade convergono.
Marco Sermarini
sabato 21 ottobre 2023
La Teologia di Chesterton e Tolkien: Un’Intervista con Alison Milbank | Carlos Perona Calvete intervista Alison Milbank su Tolkien Italia.
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| Alison Milbank |
Nei giorni scorsi abbiamo cercato di fare luce sulla relazione tra Chesterton e Tolkien; l'influsso del Nostro Eroe è sicuramente significativo, soprattutto per quel che riguarda l'idea di fantasia come mezzo per risvegliare l'uomo di fronte alla realtà.
Qui di seguito presentiamo un'intervista rilasciata lo scorso anno da Alison Milbank, teologa e pensatrice inglese di religione anglicana, grande esperta sia di Chesterton che di Tolkien, sui quali ha scritto l'interessante opera dal titolo Chesterton and Tolkien as Theologians -The Fantasy of the real, edita da T. &. T. Clark (2007).
Alison Milbank è professoressa associata di Letteratura e Teologia presso l'Università di Nottingham (UK). In precedenza è stata John Rylands Research Institute Fellow presso l'Università di Manchester (UK), e ha insegnato presso le Università di Cambridge (UK), Middlesex (UK) e Virginia (USA).
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J. R. R. Tolkien e G. K. Chesterton, due grandi campioni del genere fantasy moderno, intendevano la creazione letteraria, e l’arte in generale, come qualcosa che esprima la creatività di Dio nel mondo. Alison Milbank ha scritto il libro Chesterton and Tolkien as Theologians per esplorare l’opera di queste gigantesche figure. In questa intervista, approfondiamo come la bellezza artistica, e nello specifico le grandi opere narrative, possano suscitare in noi un senso del mistero della bellezza, finché il mondo intero assomigli a una grande opera d’arte.
Tolkien scrive sulla subcreazione per descrivere cosa è legittimo nell’opera creativa. Il termine suona già teurgico– compiere l’opera di Dio al proprio livello. Cosa intende Tolkien con subcreazione?
Significa fare cose, e in particolare fare arte. Scrivere storie, immagini, questo genere di cose… che Tolkien sente partecipare, in un qualche senso reale, all’atto della creazione. Noi facciamo seguendo la legge secondo la quale siamo fatti. Siamo i figli di un Dio che crea dal nulla, che fa le cose libere, se si vuole. E perciò noi facciamo cose al nostro proprio livello, benché io pensi che Tolkien avrebbe probabilmente seguito George MacDonald, che, nel suo saggio sull’immaginazione fantastica afferma che l’invenzione è una sorta di ritrovamento, sicché Dio ci dà le cose dalle quali possiamo creare. L’argilla, le foglie, le parole, persino il linguaggio. E noi le usiamo per fare cose in modo da costituirle in nuove combinazioni. Ma in un certo senso, tutte queste combinazioni sono possibilità già presenti nella mente di Dio. Così possiamo fare, nel mondo, una cosa che non c’era prima. E Tolkien pensava che avremmo continuato a farlo in Cielo. Nella sua poesia Mythopoeia, scritta per convertire C. S. Lewis, dice a Lewis che il mito è reale. Afferma che il Cielo sarà a sua volta un tempo di creatività.
Il resto nel collegamento qui sotto:
https://tolkienitalia.net/la-teologia-di-chesterton-e-tolkien-unintervista-con-alison-milbank/

giovedì 19 ottobre 2023
Chesterton in altre parole - Tolkien e Chesterton, documentazione di una relazione.

È noto che Tolkien apprezzasse Chesterton, si dice in particolare il Chesterton poeta più del saggista; l'idea di mitopoiesi (cioè di generazione del mito), presente sia in Tolkien che in Lewis, trae le proprie origine proprio in Chesterton.
Ma al di là di questo, spesso si cita ma non si documenta questa relazione, questo debito che Tolkien sembra avere verso Chesterton.
Una pagina di un notissimo quanto poco letto saggio viene in nostro aiuto. Si tratta di On Fairy-Stories, parte del volumetto Tree and Leaf (in alto la copertina dell'edizione inglese HarperCollins), comprendente anche Leaf by Niggle e la poesia Mythopoeia. Non cerco di ricostruire le vicende editoriali e letterarie di queste tre produzioni, ma mi limito a dire che attualmente On Fairy-Stories è pubblicato in Italia da Bompiani col titolo Sulle fiabe nel volume Il Medioevo e il fantastico, comprendente ben altro (Beowulf: mostri e critici, Tradurre Beowulf, Sir Gawain e il Cavaliere Verde, Inglese e Gallese, Un vizio segreto e Discorso di commiato all'Università di Oxford). Anche qui complesse vicende letterarie, oltre ad un'introvabilità del testo fondamentale della filosofia di Tolkien in lingua italiana per lunghi anni (uscì molti anni fa come Albero e foglia edito da Bompiani poi silenzio fino ad oggi, se non erro).
On Fairy-Stories approda ad un certo punto al paragrafo Recover, Escape, Consolation (tradotto come Riscoperta, Evasione, Consolazione: ho qualche perplessità sull'aver reso da parte del traduttore il termine inglese Recover con Riscoperta, e non solo questo termine), forse il luogo dove si viene di più al dunque di ciò che secondo Tolkien è lo scopo del mito e dei racconti fantastici:
Of course, fairy-stories are not the only means of recovery, or prophylactic against loss. Humility is enough. And there is (especially for the humble) Mooreeffoc, or Chestertonian Fantasy. Mooreeffoc is a fantastic word, but it could be seen written up in every town in this land. It is Coffee-room, viewed from the inside through a glass door, as it was seen by Dickens on a dark London day; and it was used by Chesterton to denote the queerness of things that have become trite, when they are seen suddenly from a new angle. That kind of “fantasy” most people would allow to be wholesome enough; and it can never lack for material. But it has, I think, only a limited power; for the reason that recovery of freshness of vision is its only virtue.
[traduzione: Naturalmente, le fiabe non sono il solo mezzo di riscoperta, la sola profilassi contro la perdita. Basta l'umiltà. E (soprattutto per chi è umile) c'è il Mooreeffoc, ovvero la Fantasia chestertoniana. Mooreeffoc è una parola immaginaria, ma la si può trovare scritta per esteso in ogni città di questo paese. È l'insegna di un coffee room, un caffè, vista dall'interno attraverso una porta a vetri, come fu vista da Dickens in una scura giornata londinese; e venne utilizzata da Chesterton per indicare la bizzarria delle cose divenute ovvie, quando sono osservate improvvisamente da una nuova prospettiva. La maggior parte delle persone concederà che questo genere di "fantasia" è abbastanza sana, e non può mai essere a corto di materiale (J.R.R. Tolkien, Il Medioevo e il fantastico, Bompiani, Milano-Firenze 2022].
L'argomento è quello dello scopo dei racconti fantastici, recover, escape and consolation. Non sono l'unico mezzo per ottenere questo risultato, perché - dice Tolkien - c'è l'umiltà e pure il Mooreeffoc, cioè la fantasia applicata alla realtà da parte del Nostro Gilbert, cioè la bizzarria delle cose divenute scontate e che tali non devono rimanere. L'importanza di Chesterton è evidente nel percorso e nell'elaborazione di Tolkien.
Marco Sermarini









