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domenica 17 settembre 2023

Un aforisma al giorno - Schiavitù, problema di immaginazione.

La schiavitù non era per la Chiesa una difficoltà di dottrina, ma un problema di immaginazione. Aristotele e i saggi pagani che avevano definito le arti servili o "utili", avevano considerato lo schiavo come uno strumento, un'ascia per tagliare il legno o qualsiasi cosa fosse da tagliare. La Chiesa non denunciava il taglio; ma le sembrava di tagliare il vetro con un diamante. Era perseguitata dal ricordo che il diamante è molto più prezioso del vetro. Così il cristianesimo non poteva adagiarsi nella semplicità pagana secondo cui l'uomo era fatto per l'opera, quando l'opera era molto meno immortalmente importante dell'uomo. Più o meno a questo punto della storia dell'Inghilterra si racconta generalmente l'aneddoto di un gioco di parole di Gregorio Magno; e questo è forse il vero punto della questione. Secondo la teoria romana, i barbari schiavi dovevano essere utili. Il misticismo del santo si commuoveva nel trovarli ornamentali; e "Non Angli sed Angeli" significava più semplicemente "Non schiavi, ma anime".

Gilbert Keith Chesterton, Una breve storia d'Inghilterra.

venerdì 18 agosto 2023

Un aforisma al giorno.

I buddisti chiamano Budda "Signore della compassione", e penso di cominciare a capire che cosa intendono coloro che sostengono questa teoria quando parlano di "compassione". Mi sembra quasi l'opposto di quel che i cristiani intendono con la parola "carità". La rappresentazione grezza e veloce di questa differenza sta nel fatto che il cristiano ha pietà degli uomini perché muoiono, mentre il buddista ha pietà degli uomini perché vivono. Il cristiano è preoccupato per ciò che nuoce alla vita dell'uomo, mentre il buddista è preoccupato per lui perché è vivo e, in ogni caso, è preoccupato per lui perché è proprio lui.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 13 ottobre 1923, in Giovani Idee.

mercoledì 13 gennaio 2021

Un aforisma al giorno.

Io rappresento l’allegra massa del genere umano. Sono il gioioso e spericolato Cristiano.

Gilbert Keith Chesterton, Daily News, 13 dicembre 1907.

venerdì 7 dicembre 2018

Un aforisma al giorno

Credo nel cristianesimo, e la mia impressione è che un sistema debba essere divino, se è sopravvissuto a tanta folle cattiva gestione.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 6 Ottobre 1906.

martedì 25 settembre 2018

Un aforisma al giorno

Il Cristianesimo è arrivato (...) come le altre volte: è arrivato all'improvviso come una spada, e ha diviso il delitto dal delinquente: il delinquente può essere perdonato fino a settanta volte sette; il delitto non deve essere perdonato affatto.

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia

domenica 20 luglio 2014

Una rifugiata cristiana di Mosul ad Erbil

Ecco come sono messi e a cosa tengono i nostri fratelli di cui nessun giornale europeo (o quasi) parla.

Anche noi siamo nasara, diffondiamo.

Smettete di foraggiare i criminali.

sabato 19 luglio 2014

Anche noi siamo "nasara"

Questo segno è la lettera "n" nell'alfabeto arabo ed è stato messo sulle mura delle case dei cristiani di Mosul occupate illegittimamente dagli islamici del cosiddetto Califfato della Siria e dell'Iraq.

Significa che lì ci sono dei "nasara" (in questa parola che sa di odio e disprezzo risuona il Vero ed Unico Motivo di questo disprezzo e cioè Nostro Signore Gesù Cristo detto il Nazareno), cioè dei cristiani, che devono convertirsi all'islam, che se non si convertiranno dovranno pagare il tributo stabilito non dai terroristi ma da Maometto in persona, e che le loro care case non sono più loro.

Noi forse possiamo fare poco ma questo segno vuol dire che soffriamo con loro.

Una cosa possiamo chiederla: a chi foraggia questa gente chiediamo di smettere di dar loro soldi; ai giornalisti chiediamo di parlare di questa gente.

martedì 21 gennaio 2014

Qui notizie sul Monastero di Santa Tecla a Ma'lula

Se cercate nel blog, avevamo già dato rilevanza, attraverso il servizio di Gian Micalessin per la RAI, alla triste storia del villaggio cristiano di Ma'lula in Sira (lo scriviamo alla maniera aramaica e non araba, lì si parla aramaico, l'antica lingua parlata da Gesù, San Pietro, San Paolo... la lingua in cui qualcuno ipotizza siano stati scritti i vangeli sinottici) ed in particolare del monastero di Santa Tecla.

Alcune delle suore lì presenti sono state anche rapite da questi terroristi islamici che già all'ingresso nel paesino uccisero alcuni cristiani perché cristiani.

Preghiamo, diffondiamo, diamo rilevanza alla storia di questa gente che si trova lì perseguitata, come Gesù Cristo sulla croce. Sono testimoni di Gesù Cristo, perché non rinunciano a dire che la Vita è solo Lui. Noi che possiamo leviamo la voce per far sentire quella di questi nostri fratelli che non hanno altri amici che noi, e che dai grandi poteri hanno solo da temere.

http://www.vietatoparlare.it/le-campane-di-maloula-non-suoneranno-piu/

sabato 14 settembre 2013

Tweet da Gian Micalessin (@gianmicalessin)

Diffondete il più possibile.

Gian Micalessin (@gianmicalessin)
#Siria Nel segno della Croce,nonostante AlQaida I cristiani di #Maloula non rinunciano all'antica festa religiosa rainews24.rai.it/it/video.php?i…

venerdì 13 settembre 2013

Dal racconto di Gian Micalessin, Santuario di Santa Tecla, Ma'lula, Siria.

(...) «Se ci trovano qui uccidono anche suore e orfanelle. Usciamo e tentiamo di scendere. Se necessario io e i miei uomini moriremo combattendo. Meglio che sgozzati e decapitati». La madre superiore s'avvicina, ci segna la fronte con la croce, m'infila un'immagine della Madonna nel giubbotto antiproiettile.
(...)
Alì mi abbraccia, mi sfila dal giubbotto la Madonna di madre Najaf. La bacia. «Siamo vivi, giornalista. Lei ci ha protetto».

Il resto qui:

Il racconto scritto da Gian Micalessin dell'ingresso al Santuario di Santa Tecla

http://www.ilgiornale.it/news/esteri/noi-assediati-dai-jihadisti-nel-monastero-siriano-949792.html

Due parole sui due video dei post precedenti.


Questa è la "primavera araba".

"Incapacità dell'Occidente ma soprattutto dell'Europa di capire quello che sta succedendo qui", dice giustamente Micalessin.

Dice un prete di Ma'lula: "Fa piangere il cuore che l'Europa sia in mano di gente insensibile e senza coscienza, che pensa solo al denaro. Mi dispiace che il popolo europeo abbia questi dirigenti".

Grazie, Micalessin.

Il funerale dei martiri di Ma'lula nelle parole di Gian Micalessin (grazie). Diffondete.

Santuario di Santa Tecla a Ma'lula, sotto il fuoco dei cecchini islamisti. Dalla Siria, Gian Micalessin (da RaiNews24) e che Nostro Signore degli eserciti gli guardi sempre le spalle, grazie.

giovedì 26 luglio 2012

Chesterton ed Angelo Crespi (1877 - 1948)


Non tutti sanno che Chesterton collaborò per alcuni anni, gli ultimi della sua vita, con la BBC, tenendo una rubrica radiofonica molto seguita dagli ascoltatori.

Chesterton, non tutti oggi lo credono, ebbe una grandissima popolarità durante l'arco della sua vita dai primissimi anni del Novecento in poi.

Ebbene, in una trasmissione fu richiesto dai suoi editori radiofonici di spiegare la concezione della libertà per il cattolicesimo, e a causa di tale articolo (letto da lui stesso per radio) nacque una polemica con il filosofo italiano naturalizzato inglese Angelo Crespi, che lo criticò (pensate) dalle colonne del Catholic Herald, settimanale dei cattolici inglesi ancora esistente. Crespi, seppur cattolico ma di simpatie protestanti e fortemente antifascista, non riteneva che la concezione esposta da Chesterton fosse da ritenere apprezzabile e soprattutto giusta, e lo fece dalle colonne del giornale cattolico (non senza mestare nel torbido, e cioè attribuendo a Chesterton simpatie per Mussolini che questi non aveva). 

Il cattolico a tutto tondo Chesterton lo riprese invece dalle colonne di The Listener, la testata che la BBC aveva creato per i propri radioascoltatori (rimasta in vita sino a qualche anno fa) alla quale Chesterton collaborava con gli articoli letti alla radio ma più spesso con le risposte ai radioascoltatori che gli rivolgevano domande e questioni tutt'affatto peregrine, alle quali Chesterton non si sottraeva mai.

E' già un paradosso la scelta dei luoghi da parte dei due contendenti: Crespi trova spazio sul Catholic Herald ed espone posizioni filoprotestanti, Chesterton invece alloggia su The Listener, periodico assolutamente laico anzi tutt'altro che filocattolico, ed espone posizioni decisamente cattoliche.

L'articolo che riprende la polemica da parte di Chesterton è contenuto ne Il pozzo e le pozzanghere, edito poco tempo fa da Lindau, e si intitola Perché i protestanti proibiscono.

E' interessante perché Chesterton, in questo e nell'articolo successivo contenuto nella medesima raccolta, illustra la sua idea di libertà connessa all'essere cattolico e fa comprendere benissimo i mali del protestantesimo e della concezione calvinista della vita, oltre che del cosiddetto prussianismo tedesco, che ne fu figlio. Cose per lo più ignorate ma che andrebbero riprese accuratamente e diffuse (spesso invece esiste una vulgata che ancora ritiene il protestantesimo una sorta di versione purificata del cristianesimo; Chesterton invece sostiene a buon diritto che esso è l'origine dei mali degli ultimi due secoli, il capitalismo e il socialismo).

Nel collegamento qui sotto trovate invece alcune notizie sul filosofo Angelo Crespi.


Marco Sermarini

martedì 10 luglio 2012

La tv dei cristiani oppressi ora piace pure in Iran - Fausto Biloslavo su Il Giornale di oggi 10 Luglio 2012

Una bella storia che ci viene resa nota da un bravo giornalista come Fausto Biloslavo (uno che fa sul serio il giornalista, e i pallettoni volanti da guerra di cui parla spesso nei suoi articoli sono quelli che ha visto fischiare sopra la sua testa e non da un hotel):

http://www.ilgiornale.it/esteri/la_tv_cristiani_oppressiora_piace_pure_iran/iran-tv_cristiani/10-07-2012/articolo-id=596245-page=0-comments=1


Boom per il network che parla alla minoranza religiosa perseguitata in Medio Oriente. Sat-7 trasmette in 22 paesi islamici, con picchi da 10 milioni


Una televisione cristiana per il Medio Oriente e il Nord Africa, che tenga viva una minoranza sempre sotto tiro e attragga pure telespettatori musulmani. È questa la «missione » di Sat-7, una rete satellitare fondata nel 1995, che da un paio d'anni si è rivitalizzata con 7 milioni di telespettatori abituali.

Il quartier generale si trova a Nicosia, sull'isola di Cipro e nel corso del tempo il network si è allargato a cinque canali che trasmettono in 22 paesi musulmani. Il più importante è Sat-7 Arabic, che ha avuto punte di audience di 10 milioni. Il canale dedicato ai bambini, che fra Medio Oriente e Nord Africa sono 100 milioni, sta riscuotendo un grande successo. Sat-7 trasmette anche in farsi, la lingua parlata dagliiraniani. Nella patria degli ayatollah la minoranza cristiana è stimata oltre le 200mila persone.

Il resto dell'articolo lo trovate nel collegamento in alto.