Come gli uomini delle repubbliche medievali d'Italia, io sono un Nazionalista; e penso che sia una buona cosa, nel complesso, che l'Europa, la quale aveva avuto da pagana un solo regno e tante religioni, dovesse da cristiana avere una sola religione e molti regni.
giovedì 30 gennaio 2025
domenica 10 novembre 2024
Un aforisma al giorno - Cose che altri comprendono poco noi le abbiamo già comprese.
Gli Stati abbastanza piccoli da poter essere davvero governati, le proprietà abbastanza piccole da poter essere veramente possedute, le opere d’arte abbastanza compatte e concrete da poter venire apprezzate in ogni tempo, sono cose che le vaste organizzazioni capitalistiche di oggi comprendono ben poco, ma che l’Italia delle piccole Repubbliche e delle piccole proprietà agricole ha compreso benissimo.
Gilbert Keith Chesterton, La resurrezione di Roma.
domenica 13 ottobre 2024
Un aforisma al giorno ma tratto da Aretusa...
Aretusa fu una rivista letteraria e culturale uscita tra il 1944 e il 1946. Ebbe una vita breve inversamente proporzionale al respiro degli scopi che si prefisse, scopi di educazione del popolo dell'Italia liberata, di difesa della libertà e della democrazia, di interesse civile. Vi trovarono spazio gli scritti, oltre a quelli del Nostro Eroe, di Giorgio Bassani, Benedetto Croce, William Weaver, Corrado Alvaro, Walter Binni, Ugo Foscolo, Leone Ginzburg, Natalia Ginzburg, Vitaliano Brancati, André Breton, Italo Calvino, Delio Cantimori, Aldo Capitini, Giorgio Caproni, Giosuè Carducci, Pericle Fazzini, Federico García Lorca, Goethe, Gerard Manley Hopkins, James Joyce, Carlo Levi, Eugenio Montale, Alberto Moravia, Geno Pampaloni, Cesare Pavese, Giaime Pintor, Marco Polo, Rilke, Carlo Salinari, Jean-Paul Sartre, Ignazio Silone, Paul Valéry, Elio Vittorini, per citare solo alcuni.
La sua vita fu comunque breve.
Detto questo, veniamo al dunque. Pangea, la "rivista avventuriera di cultura & idee", il 17 agosto 2022 ha riesumato questo brano di Chesterton, inserito nella rubrica "Note e documenti" del numero 2 di Aretusa.
Lo scritto è un estratto dal libro su Charles Dickens del 1906, ed è un mosaico di alcuni stralci del capitolo intitolato "The Dickens Period".
Ve lo propongo come ulteriore conferma della considerazione tutt'altro che trascurabile di cui godeva Chesterton in quei tempi nella nostra patria.
Marco Sermarini
Carlyle uccise gli eroi; dopo di lui non se n'è più avuti. Uccise l'eroico (che egli sinceramente amava) costringendo ogni uomo a farsi questa domanda: «Sono forte o debole?» La risposta di ogni onest'uomo (sì, anche di Cesare o Bismarck) sarebbe certamente: «debole». Egli chiedeva candidati per un aristocrazia definita, di uomini che potessero tenersi coscientemente sopra i proprii compagni. Ne fece, per così dire, la richiesta pubblicitaria; promise loro gloria, onnipotenza. Essi non sono ancora apparsi né appariranno...
Ma noi, del periodo postcarlyliano, siamo divenuti difficili in fatto di grandi uomini. Ogni uomo esamina se stesso, ogni uomo esamina il suo vicino per vedere se essi o lui si adeguino esattamente alla linea che si è tracciata della grandezza. La risposta è naturalmente: « no ». E più d' un uomo che avrebbe potuto essere un profeta maggiore è contento di chiamarsi un ‹poeta minore›. Siamo difficili da soddisfare e di scarsa fede. Possiamo a stento credere che esista quel che è un grande uomo. Essi (nel diciottesimo secolo) potevano a stento credere che vi fosse quel che si chiama un piccolo uomo. Ma noi non facciamo se non pregare che i nostri occhi possano contemplare la grandezza, invece di pregare che i nostri cuori ne siano riempiti. Cosí, per esempio, il Partito Liberale (al quale io appartengo) nel suo periodo di esilio andava dicendo ‹ Oh, se avessimo un Gladstone » e simili. Era un andar sempre chiedendo di essere rinforzati dall'alto, invece di rinforzarci noi stessi dal basso con la nostra speranza, e con la nostra collera e con la nostra gioventù. Ognuno attendeva un capo. Ogni uomo dovrebbe aspettare un'opportunità di guidare.
Se un dio discenderà sulla terra, esso discenderà innanzi agli occhi dei valorosi. Le nostre proteste e le nostre litanie non valgono nulla; le nostre lune nuove ed i nostri sabbati sono delle abominazioni. Il grande uomo verrà quando tutti ci sentiremo grandi, non quando tutti noi ci sentiamo piccoli. Egli apparirà in un qualche splendido momento in cui tutti sentiremo che potremmo• fare a meno di lui. G. K. CHESTERTON
sabato 29 ottobre 2022
Un aforisma al giorno.
Ciò che disorienta il mondo, e i suoi sapienti filosofi e immaginosi poeti pagani, intorno ai sacerdoti e al popolo della Chiesa Cattolica, è che essi ancora si comportano come fossero messaggeri. Un messaggero non fantastica su quel che il messaggio possa essere e non discute su quello che dovrebbe essere; egli lo consegna qual è. Non una teoria o una fantasia, ma un fatto. Tutto quello che si condanna nella tradizione cattolica, - l’autorità, il dogmatismo e il rifiuto di ritrarre o modificare - non sono che i naturali attributi di un uomo che porta un messaggio relativo a un fatto.
Gilbert Keith Chesterton, Il soprannaturale è naturale - Scritti per l'Italia
sabato 8 ottobre 2022
mercoledì 16 febbraio 2022
Alla ricerca delle tracce italiane di Chesterton e Belloc.
sabato 12 febbraio 2022
Il primo articolo "inglese" su La Ronda è di Hilaire Belloc, La buona donna.
Il primo articolo uscito su La Ronda dei nostri eroi Chesterton e Belloc fu di quest'ultimo, dal titolo The Good Woman, tradotto da Emilio Cecchi con La buona donna.
Uscì col primissimo numero de La Ronda, nell'Aprile 1919.
Nel numero III del 1919 della rivista Emilio Cecchi dà conto della scelta di pubblicare proprio questi scrittori inglesi, e del fatto che essi incarnavano bene il programma rondesco. Presto pubblicheremo anche questo bell'articolo dal titolo Ospiti.
Ecco qui sotto, cari amici, il nostro Belloc, con grande piacere. Di esso vi daremo anche la versione inglese, che posseggo grazie all'amico padre Spencer Howe.
Marco Sermarini
martedì 8 febbraio 2022
Ancora su Emilio Cecchi e Chesterton.
Alla ricerca delle tracce di Chesterton tra i suoi estimatori italiani, ho ritrovato una recensione di Heretics a firma del grande Emilio Cecchi che data al 1910.
Emilio Cecchi
Allo stato attuale forse è lo scritto su Chesterton in lingua italiana più vetusto che si trovi. Cecchi presentò Chesterton e Belloc agli italiani nel 1919, dopo averli incontrati e conosciuti fisicamente in quell'anno a Londra, dove si trovava per lavoro. L'interesse di Cecchi per i nostri eroi è antico e ben radicato.
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| Carlo Bo |
E' mia intenzione riproporvi questo articolo che è interessante, e spero di farcela in breve.
Marco Sermarini
mercoledì 26 gennaio 2022
domenica 23 gennaio 2022
Aneddoti - Frances, Gilbert, Dorothy e i precipizi.
martedì 30 marzo 2021
Un aforisma al giorno.
L'età della pubblicità non ammette mai che le sue verità possano essere tradizionali: esse debbono essere nuove quanto son vere. È insito nella sua natura di vendere vecchie lampade per nuove, in accordo ai costumi del mercato, e la trovata della cura del sole consiste infatti nel portare in giro, come dispositivo illuminante recentemente inventato, l'antica lampada attaccata nel cielo dal primo mattino della Terra.
giovedì 18 marzo 2021
Chesterton in altre parole - Maisie Ward.
Amava l'Italia, persino più della Francia, come afferma in una lettera, tuttavia non poteva non condannare le incursioni abissine. L'ombra della guerra spagnola incombeva all'orizzonte e dietro quell'ombra, un'ombra ancora più grande. Le riflessioni politiche di Chesterton palesano il tormento che viveva per questa guerra. [...] «La condanna dell'attacco italiano avrebbe dovuto essere più categorica».[...] «In breve, a mio avviso, il pericolo mortale è la riabilitazione del capitalismo, nonostante la sua caduta, che assumerà certamente la forma di un patriottismo ipocrita e di una celebrazione dell'Inghilterra, ai danni dell'Italia o di qualunque altro stato». [...] «Se la Società delle Nazioni fosse realmente un'autorità giudiziaria imparziale, e se (cosa quasi probabile) io fossi uno dei giudici, e se il Caso Abissinia mi fosse presentato, io deciderei all'istante contro l'Italia. Mi sono espresso più volte al riguardo con parole estremamente chiare e decise in questa sede». Era contro l'Italia in Abissinia come era stato contro l'Inghilterra in Sud Africa.
lunedì 4 novembre 2019
Riproposizioni - Chesterton (e Belloc) in altre parole - L'"artificiere della fede", il "maresciallo di Napoleone" e Mario Praz
http://uomovivo.blogspot.com/2016/10/chesterton-e-belloc-in-altre-parole.html
mercoledì 28 novembre 2012
Intervista a padre Ian Boyd sull'ultimo numero dell'edizione italiana della Chesterton Review
Marco Sermarini: Grazie, padre Ian, per l'opportunità e per le belle cose che stiamo costruendo insieme.
Padre Ian Boyd: E' per me un piacere lavorare con te e i tuoi amici nel vostro lavoro teso a far conoscere la saggezza di Chesterton a una nuova generazione di italiani.




