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domenica 26 aprile 2026

il 23 aprile è stata la festa di San Giorgio, patrono d'Inghilterra, e Chesterton scrisse una simpatica poesia in suo onore...

San Giorgio,
Carlo Crivelli, Polittico
del 1472.



St George he was for England, 
And before he killed the dragon
He drank a pint of English ale
Out of an English flagon.
For though he fast right readily
In hair-shirt or in mail,
It isn't safe to give him cakes
Unless you give him ale.

St George he was for England,
And right gallantly set free
The lady left for dragon's meat
And tied up to a tree;
But since he stood for England
And knew what England means,
Unless you give him bacon
You mustn't give him beans.

St George he is for England,
And shall wear the shield he wore
When we go out in armour
With battle-cross before.
But though he is jolly company
And very pleased to dine,
It isn't safe to give him nuts
Unless you give him wine.

_____________

nostra traduzione in prosa ©:

San Giorgio stava dalla parte dell'Inghilterra,
E prima di uccidere il drago
Bevve una pinta di birra inglese
Da una brocca inglese.
Perché sebbene digiuni volentieri
In cilicio o in cotta di maglia,
Non è sicuro offrirgli dolci
A meno che non gli si offra della birra.

San Giorgio stava dalla parte dell'Inghilterra,
E con grande galanteria liberò
La damigella destinata a diventare cibo del drago
E legata a un albero;
Ma poiché si batteva per l'Inghilterra
E sapeva cosa significasse l'Inghilterra,
A meno che non gli si dia del bacon
Non bisogna dargli fagioli.

San Giorgio sta per l'Inghilterra,
E indosserà lo scudo che portava
Quando usciamo in armatura
Con la croce da battaglia davanti.
Ma sebbene sia di allegra compagnia
E molto lieto di cenare,
Non è sicuro dargli noci
A meno che non gli si dia del vino.

domenica 30 marzo 2025

La Ballata del Cavallo Bianco in rima! Giulio Mainardi ha appena terminato la sua lunga fatica e noi la aspettiamo!

Giulio Mainardi ci scrive e noi subito lo condividiamo con voi, cari lettori, è una bella notizia che aggiunge un nuovo tassello alle traduzioni di Chesterton, per di più nel campo della poesia, sempre un po' lasciato da parte chissà perché. Giulio, che è giovane, bravo ed appassionato, ha fatto un lavorone, e vogliamo dargli spazio, cosa che faremo ancora nei prossimi giorni. Intanto leggete il suo messaggio:

Dopo nove anni di duro lavoro viene finalmente alla luce la mia traduzione (vastamente annotata) della «Ballata del Cavallo Bianco». Non so se ho saputo rendere giustizia a questo bellissimo poema; di sicuro ci ho provato; di sicuro lavorandoci altri dieci anni avrei potuto fare di meglio, ma intanto ci accontentiamo così… Nella terza foto vedete qualcosina della mole dello sviluppo della traduzione (in realtà è la prima abbiate pazienza, colpa nostra qui dietro al blog 😖... ndr).

Ho creato una pagina su Instagram per provare a pubblicizzare un po’ il libro. Pubblicherò un po’ di strofe; seguitela così (mi date una mano, e) vi fate un’idea di com’è: 






lunedì 7 ottobre 2024

Oggi è il giorno di Lepanto e Pump Street ci dà uno dei suoi buoni consigli e Chesterton ci aspetta.




Cari amici,

oggi 7 ottobre ricordiamo la vittoria della flotta cristiana nelle acque di Lepanto.

Chi, se non Chesterton, descrive al meglio quel 7 ottobre 1571?

"Lepanto" è il canto di quest'impresa che segnerà per sempre il futuro della storia europea.

Vi consigliamo di passare a Pump Street per l'acquisto di questo libro. Traduzione in rima di Giulio Mainardi, prefazione di Marco Sermarini.

Il prezzo per l'acquisto è di 13€.

Vi aspettiamo numerosi!

www.pumpstreet.it

domenica 1 settembre 2024

"The adventure of being born": G.K. Chesterton’s 150th anniversary - The Catholic Herald del 30 Maggio 2024



The 29th of May 2024 marked the 150th anniversary of the birth of G.K. Chesterton (29 May 1874 – 14 June 1936), the indomitable English author, philosopher, Christian apologist and literary and art critic. To mark the auspicious occasion, Lord David Alton shared with the Catholic Herald his favourite Chesterton poem:


By The Babe Unborn

If trees were tall and grasses short,
                 As in some crazy tale,
               If here and there a sea were blue
                 Beyond the breaking pale,

               If a fixed fire hung in the air
                 To warm me one day through,
               If deep green hair grew on great hills,
                 I know what I should do.

               In dark I lie; dreaming that there
                 Are great eyes cold or kind,
               And twisted streets and silent doors,
                 And living men behind.

               Let storm clouds come: better an hour,
                 And leave to weep and fight,
               Than all the ages I have ruled
                 The empires of the night.

               I think that if they gave me leave
                 Within the world to stand,
               I would be good through all the day
                 I spent in fairyland.

               They should not hear a word from me
                 Of selfishness or scorn,
               If only I could find the door,
                 If only I were born.

Il resto nel collegamento qui sotto:

https://catholicherald.co.uk/the-adventure-of-being-born-g-k-chestertons-150th-anniversary/








domenica 24 marzo 2024

The Donkey, poesia della Domenica delle Palme.

 THE DONKEY

G.K.  CHESTERTON

When fishes flew and forest walked
     And figs grew upon thorn,
Some moment when the moon was blood
    Then surely I was born.

With monstrous head and sickening cry
     And ears like errant wings
The devil's walking parody
    On all four-footed things

The tattered outlaw of the earth,
     Of ancient crooked will;
Stave, scourge, deride me: I am dumb,
    I keep my secret still.

Fools! For I also had my hour;
    One far fierce hour and sweet:
There was a shout about my ears,
     And palms before my feet.

Illustration to "The Donkey" by
G.K. Chesterton:
"When Fishes Flew and Forests Walked"
by Tom Chadwick (1938)


mercoledì 28 febbraio 2024

Una vecchia recensione de La ballata del cavallo bianco, sfuggitaci nel 2009. La riproponiamo.

«Si è dimenticato che Chesterton fu, tra le altre cose, un ammirevole poeta. Nella poesia La ballata del Cavallo Bianco si trovano metafore che Victor Hugo avrebbe ammirate». Così, nelle sue Conversazioni nel 1987, Borges coglieva con il solito acume una profonda verità: se si pensa a Chesterton può venire in mente il giallista o l’apologeta, ma difficilmente si ricorderanno i suoi versi. Almeno fino ad oggi: è appena stato pubblicato dall’editore Raffaelli proprio il poema citato da Borges, che mancava dalle librerie italiane dalla raccolta curata nel 1939 da Alberto Castelli sugli Scrittori inglesi contemporanei, a colmare un vuoto di settant’anni e a dare conferma al giudizio del poeta argentino. Chesterton è (anche) un grande poeta, e la critica su questo punto deve (ri)fare i conti, un’operazione che può essere agevolata dall’uscita di questo poema in otto canti composto nel 1911 e dedicato alla vittoria del mitico re inglese Alfred sugli invasori danesi alla fine del nono secolo. Una figura appunto mitica, che si situa sul labile confine tra la storia e il mito, ma è proprio questo che intriga Chesterton che anni prima, nel saggio Ortodossia, aveva dichiarato, con il suo inguaribile humour, la sua opzione a favore della leggenda rispetto alla pedante e sempre faziosa storiografia: «La leggenda è fatta generalmente maggioranza, sana, degli abitanti di un villaggio; il libro è scritto, generalmente da quello, fra gli abitanti del villaggio, che è matto». Allo scrittore inglese piace la leggenda in quanto fatto popolare, affidato al semplice uomo comune che è grande proprio per la sua capacità di essere umile. Un sentimento espresso mirabilmente in questo verso della Ballata che racchiude tutto il credo poetico chestertoniano: «...quando la lavagna blu del cielo è cancellata/ completamente fino all’ultima stella/ e compaiono nuovi segni potenti da leggere,/ allora, gli occhi si spalancano per incredibile meraviglia,/ come quando un grande uomo vede chiaramente/ qualcosa che è più grande di lui». L’umiltà e la meraviglia sono sorelle nella visione di Chesterton che nel 1911 non è ancora approdato al cattolicesimo, anche se tutto l’impianto e molti versi del poema già rivelano la sua futura conversione, ad esempio quando contrappone gli inglesi convertiti ai danesi pagani: «Gli uomini dell’Est scrutano le stelle,/ per segnare gli eventi e i trionfi,/ ma gli uomini segnati dalla croce di Cristo/ vanno lieti nel buio». In questo verso, apprezzato anche dal filologo russo Averincev, si ritrova sia il gusto di Chesterton per il gioco di parole (la contrapposizione tra il segnare e l’essere segnati) che non è mai fine a se stesso, ma sempre a servizio di una verità più grande da spiegare o illuminare, sia quelle parole finali relativa al camminare «lieti nel buio», anch’esse un’altra piccola summa della poetica dell’autore inglese, capace di parlare con saggezza della luce, proprio perché ben consapevole dell’ombra che attraversa la vita di ogni essere umano.

Andrea Monda

G. K. Chesterton, «La ballata del Cavallo Bianco», Raffelli Editore, Rimini, pp.179, 15 euro.

La Ballata del cavallo bianco in edizione
Methuen (1928) illustrata
da Robert Austin (1895 - 1973).




domenica 12 novembre 2023

Poem of the week: The Rolling English Road by GK Chesterton | Carol Rumens su The Guardian, 13 Giugno 2011.


The Drunken Reveller

This genial defence of a drink or two rattles along with inimitable panache.

This week's choice may be the best-loved of GK Chesterton's poems, but perhaps not many readers know that "The Rolling English Road", first published in a political weekly in 1913, was originally titled "A Song of Temperance Reform".

I think it was TS Eliot who described Chesterton's verse as "first-rate journalistic balladry" and there's no doubt that much of it, like much of his writing in general, has a mission to persuade. Not for Chesterton the then-fashionable dictum of "art for art's sake". Behind "The Rolling English Road" lies its author's powerfully-felt opposition to the threatened introduction of Prohibition into Britain: the law had already been passed in the US, and Chesterton saw it as an abuse of the ordinary man's right to ordinary pleasures. But, if moral indignation was the impulse, the resulting poem is miles away from one-sided polemic.

(Nostra traduzione: La scelta di questa settimana è forse la più amata tra le poesie di GK Chesterton, ma forse non molti lettori sanno che "The Rolling English Road", pubblicata per la prima volta su un settimanale politico nel 1913, era originariamente intitolata "A Song of Temperance Reform". Credo sia stato TS Eliot a descrivere i versi di Chesterton come "ballate giornalistiche di prim'ordine" e non c'è dubbio che gran parte di essi, come gran parte dei suoi scritti in generale, abbiano la missione di persuadere. Non è per Chesterton il dettame allora in voga dell'"arte per l'arte". Dietro "The Rolling English Road" si cela l'opposizione fortemente sentita dal suo autore alla minacciata introduzione del proibizionismo in Gran Bretagna: la legge era già stata approvata negli Stati Uniti e Chesterton la vedeva come un abuso del diritto dell'uomo comune ai piaceri ordinari. Ma se l'impulso era l'indignazione morale, il poema che ne risulta è ben lontano dalla polemica unilaterale).

(...)

The Rolling English Road 

Before the Roman came to Rye or out to Severn strode, 
The rolling English drunkard made the rolling English road. 
A reeling road, a rolling road, that rambles round the shire, 
And after him the parson ran, the sexton and the squire; 
A merry road, a mazy road, and such as we did tread
The night we went to Birmingham by way of Beachy Head.

I knew no harm of Bonaparte and plenty of the Squire, 
And for to fight the Frenchman I did not much desire; 
But I did bash their baggonets because they came arrayed 
To straighten out the crooked road an English drunkard made,
Where you and I went down the lane with ale-mugs in our hands, 
The night we went to Glastonbury by way of Goodwin Sands.

His sins they were forgiven him; or why do flowers run 
Behind him; and the hedges all strengthening in the sun? 
The wild thing went from left to right and knew not which was which,
But the wild rose was above him when they found him in the ditch. 
God pardon us, nor harden us; we did not see so clear 
The night we went to Bannockburn by way of Brighton Pier.

My friends, we will not go again or ape an ancient rage, 
Or stretch the folly of our youth to be the shame of age,
But walk with clearer eyes and ears this path that wandereth, 
And see undrugged in evening light the decent inn of death; 
For there is good news yet to hear and fine things to be seen, 
Before we go to Paradise by way of Kensal Green.

Il resto dell'articolo è nel collegamento qui sotto:

https://www.theguardian.com/books/booksblog/2011/jun/13/poem-week-g-k-chesterton

giovedì 26 ottobre 2023

Oggi è Sant'Alfredo il Grande, e questo dovrebbe dirci qualcosa...

Amici, saprete di certo che stiamo parlando di lui, di King Alfred, ossia del protagonista de La ballata del cavallo bianco. Qui di seguito un breve profilo biografico e alcuni riferimenti del nostro blog su La ballata (ma ce ne sono altri, basta cercare col motore di ricerca interno e con le etichette).

26 ottobre: Sant’Alfredo il Grande.

Alfredo nacque a Wantage, Berkshire, in Gran Bretagna, nell’849 e morì nell’899, a 50 anni.

Fu prima re del Wessex (antico regno dei Sassoni) e poi re degli Anglosassoni dall’878 all’899.

Sostenne una lotta accanita contro i pagani invasori scandinavi, in particolare contro i Danesi che già dal tempo di suo padre avevano invaso il Wessex ed erano quasi riusciti ad occupare l’Inghilterra. Impose la propria superiorità sui Danesi con le vittorie militari di Ethandun, di Benfleet e di Buttington.

Salvò la fede cristiana, ripristinò l’autorità regia e preparò l’unità del Paese; nonostante le difficoltà del suo regno, riuscì a promuovere una splendida rinascita della civiltà anglosassone.

Diffuse la cultura attraverso traduzioni di opere latine, come quelle di san Beda il Venerabile, monaco anglosassone e Dottore della Chiesa; inoltre incoraggiò la composizione di opere storiche e ne scrisse lui stesso (Cronaca degli Anglosassoni).

Riorganizzò l’amministrazione dello Stato e notevole fu anche la sua opera legislativa, volta a superare il vecchio diritto consuetudinario germanico.

Eccelsa figura di santo sovrano, è l’unico re nella storia inglese che meritò l’appellativo “il Grande”.

_____________

La presentazione della traduzione italiana (la prima in assoluto -- per quel che ci risulta c'è una traduzione in spagnolo ma è giunta per seconda) da parte dell'autrice Annalisa Teggi al Meeting 2009:

https://uomovivo.blogspot.com/2009/09/meeting-2009-la-ballata-del-cavallo.html

Quel famoso passaggio de La ballata nella sua lingua originale con una bella foto del luogo ove la storia è ambientata e gli alunni della Scuola Chesterton di San Benedetto del Tronto:

https://uomovivo.blogspot.com/2022/05/aforismi-in-lingua-originale-quel.html

Un articolo introduttivo a La Ballata redatto da Fabio Trevisan:

https://uomovivo.blogspot.com/2015/10/la-grande-visione-di-un-re-cristiano-di.html

La cronaca di una visita - pellegrinaggio da quelle parti:

https://uomovivo.blogspot.com/2022/11/sei-italiani-e-tre-americani-una.html

"Io sono quel re spesso sconfitto..."

https://uomovivo.blogspot.com/2021/09/un-aforisma-al-giorno_7.html

Una riflessione di Annalisa Teggi su La Ballata:

https://uomovivo.blogspot.com/2021/07/una-riflessione-di-annalisa-teggi-su-la.html


Il monumento dedicato a Re Alfred
a Winchester


domenica 27 agosto 2023

Un profilo interessante del Chesterton poeta ed una ragguardevole raccolta delle sue opere poetiche.

Mi sono imbattuto in questo sito internet di poesia che profitto di segnalarvi. Vi ho trovato con molto piacere traccia di Gilbert, come vedrete, ma anche di sua moglie Frances (una sola poesia, How far is it to Bethlehem? che - come sapete - è stata anche messa in musica, e ne trovate traccia in questo blog più e più volte), di Cecil (una sola poesia, France) e di Hilaire Belloc (che gode di un'amplissima pagina a lui dedicata, pari se non maggiore di quella di Chesterton, e viene annoverato come 75° tra i primi 500 poeti).


Mi ha molto colpito il profilo di Chesterton, breve ma appropriato e significativo nelle sue sottolineature, alcune delle quali mi permetto di tradurre per voi qui di seguito:


(...) Uomo dalle opinioni forti e con un enorme talento nel difenderle, la sua personalità esuberante gli permise comunque di mantenere una calda amicizia con persone - come George Bernard Shaw e H. G. Wells - con le quali era in forte disaccordo.


Chesterton non ebbe difficoltà a difendere ciò in cui credeva. Fu uno dei pochi giornalisti ad opporsi alla guerra boera. Il suo Eugenics and Other Evils del 1922 attaccò quella che all'epoca era la più progressista delle idee, l'idea che la razza umana potesse e dovesse allevare una versione superiore di se stessa. Nell'esperienza nazista, la storia ha dimostrato la saggezza delle sue opinioni un tempo "reazionarie". 


(...) Durante i giorni bui del 1940, quando la Gran Bretagna era praticamente sola contro la potenza armata della Germania nazista, furono spesso citati questi versi della sua Ballata del cavallo bianco del 1911: 


Non vi dico nulla per il vostro conforto,

Sì, niente per il vostro desiderio,

se non che il cielo diventa ancora più scuro

E il mare sale più in alto.


Sebbene non siano state scritte per un pubblico di studiosi, le sue biografie di autori e personaggi storici come Charles Dickens e San Francesco d'Assisi contengono spesso brillanti intuizioni sui loro soggetti.


(...) La sua politica si adattava alla sua profonda sfiducia nei confronti della ricchezza concentrata e del potere di qualsiasi tipo. Insieme all'amico Hilaire Belloc e in libri come What's Wrong with the World del 1910, sostenne un punto di vista chiamato "Distributismo", che è meglio riassunto dalla sua espressione che ogni uomo dovrebbe essere autorizzato a possedere "tre acri e una mucca". Sebbene non sia noto come pensatore politico, la sua influenza politica ha fatto il giro del mondo. Alcuni vedono in lui il padre del movimento "piccolo è bello" e si attribuisce a un suo articolo di giornale il merito di aver spinto Gandhi a cercare un nazionalismo "genuino" per l'India. (...)


In Italia abbiamo diverse traduzioni della poesia di Chesterton anche se non sono che una piccola parte: campeggia tra tutte La ballata del cavallo bianco, edito da Raffaelli (ci sono decine di riferimenti a quest'opera nel nostro blog, anche fotografie ai luoghi ove essa è ambientata, non saprei cosa segnalarvi in particolare), e seguono la raccolta La ballata di Santa Barbara, edita da Itaca, Il cavalier pazzo (che trovate qui e https://uomovivo.blogspot.com/2018/12/il-cavaliere-pazzo-una-piacevole-novita.html) e Lepanto, edita da Pathos (per la traduzione in rima di Giulio Mainardi; esiste anche una traduzione di Rodolfo Caroselli, anch'essa rinvenibile nel blog). Ma c'è ancora tanto, tantissimo da tradurre. Dobbiamo considerare che ebbe grande fortuna come poeta e che uno come John Ronald Reuel Tolkien lo preferiva poeta piuttosto che saggista.


Per cui qui sotto trovate le poesie richiamate nel sito e la citata presentazione, degna di particolare nota.


Marco Sermarini

https://allpoetry.com/Gilbert-Keith-Chesterton


Un autografo di Chesterton,
i versi intitolati
"Triolet of the Self-Examining Journalist"


domenica 23 aprile 2023

L'Inglese, di G. K. Chesterton.

The Englishman, by G. K. Chesterton


St George he was for England,

And before he killed the dragon

He drank a pint of English ale

Out of an English flagon.

For though he fast right readily

In hair-shirt or in mail,

It isn't safe to give him cakes

Unless you give him ale.


St George he was for England,

And right gallantly set free

The lady left for dragon's meat

And tied up to a tree;

But since he stood for England

And knew what England means,

Unless you give him bacon

You mustn't give him beans.


St George he is for England,

And shall wear the shield he wore

When we go out in armour

With battle-cross before.

But though he is jolly company

And very pleased to dine,

It isn't safe to give him nuts

Unless you give him wine.




(Rustica traduzione: L'inglese, di G. K. Chesterton


San Giorgio era per l'Inghilterra,

e prima di uccidere il drago

Bevve una pinta di birra inglese

da un boccale inglese.

Perché anche se digiunava prontamente

in cilicio o in cotta,

non è prudente dargli dolci

a meno che non gli si dia della birra.


San Giorgio era per l'Inghilterra,

e ha liberato valorosamente

La dama lasciata in pasto ai draghi

e legata a un albero;

Ma poiché era per l'Inghilterra

e sapeva cosa significa Inghilterra,

Se non gli dai il bacon

Non devi dargli i fagioli.


San Giorgio è per l'Inghilterra,

e indosserà il suo scudo

Quando usciremo in armatura

con la croce di battaglia davanti.

Ma anche se è di allegra compagnia

e molto contento di cenare,

non è sicuro dargli le noci

a meno che non gli si dia del vino).

domenica 9 aprile 2023

Una serie di traduzioni poetiche delle opere di Chesterton a firma di Rodolfo Caroselli.

Volentieri diffondiamo questo inserto de Il Covile che probabilmente ci era sfuggito in passato e vabbè recuperiamo oggi, va sempre bene.

Tra di esse L'asino, Dal bambino non nato, Lo stato mondiale, Il convertito ed altre ancora, ed un breve profilo biografico sempre a firma dell'amico Rodolfo Caroselli.

Buona lettura!

https://www.ilcovile.it/scritti/COVILE_673_Natale_Caroselli_Chesterton.pdf?fbclid=IwAR0FU5vqW-SqT33ByVmd_hEBY0Ez-aj2sA0IpCSZXaiCtwSZ_xu4JNkDXJ4


Il Covile

THE COLLECTED POEMS OF G. K. CHESTERTON by G. K. Chesterton | eBay

domenica 25 dicembre 2022

Un augurio special da Radio Notting Hill...!

I ragazzi di Radio Notting Hill hanno pensato di fare gli auguri a tutti con una bella poesia di un nostro caro, carissimo amico...

Sono stati bravi o no?

Si meritano un applauso fragorosissimo!!! Un hip hip hurrah!!!


https://soundcloud.com/giovani-raccontano/natale-1?utm_source=clipboard&utm_medium=text&utm_campaign=social_sharing




sabato 24 dicembre 2022

The Wise Men, by G. K. Chesterton.


Step softly, under snow or rain,

To find the place where men can pray;

The way is all so very plain

That we may lose the way.


Oh, we have learnt to peer and pore

On tortured puzzles from our youth,

We know all the labyrinthine lore,

We are the three wise men of yore,

And we know all things but truth.


We have gone round and round the hill

And lost the wood among the trees,

And learnt long names for every ill,

And serve the made gods, naming still

    The furies the Eumenides.


The gods of violence took the veil

Of vision and philosophy,

The Serpent that brought all men bale,

He bites his own accursed tail,

And calls himself Eternity.


Go humbly ... it has hailed and snowed...

With voices low and lanterns lit;

So very simple is the road,

That we may stray from it.


The world grows terrible and white,

And blinding white the breaking day;

We walk bewildered in the light,

For something is too large for sight,

And something much too plain to say.


The Child that was ere worlds begun

(... We need but walk a little way,

We need but see a latch undone...)

The Child that played with moon and sun

Is playing with a little hay.


The house from which the heavens are fed,

The old strange house that is our own,

Where trick of words are never said,

And Mercy is as plain as bread,

And Honour is as hard as stone.


Go humbly, humble are the skies,

And low and large and fierce the Star;

So very near the Manger lies

That we may travel far.


Hark! Laughter like a lion wakes

To roar to the resounding plain.

And the whole heaven shouts and shakes,

For God Himself is born again,

And we are little children walking

Through the snow and rain.

Gilbert Keith Chesterton

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(Traduzione) 

I Re Magi


Avanzano dolcemente, sotto la neve o la pioggia,

per trovare il luogo dove gli uomini possono pregare;

La strada è così semplice

Che potremmo perderla.


Oh, abbiamo imparato a scrutare e a curiosare

i tormentati enigmi fin dalla nostra giovinezza,

Conosciamo tutti i segreti del labirinto,

Siamo i tre sapienti di un tempo,

e sappiamo tutto tranne la verità.


Abbiamo girato in lungo e in largo per la collina

e perso il bosco tra gli alberi,

e abbiamo imparato lunghi nomi per ogni male,

e serviamo gli dei creati, chiamando ancora

furie le Eumenidi.


Gli dèi della violenza hanno tolto il velo

della visione e della filosofia,

Il serpente che ha portato tutti gli uomini alla morte,

si morde la sua stessa coda maledetta,

e si fa chiamare Eternità.


Andate umilmente... è grandinato e nevicato...

Con voci basse e lanterne accese;

Così semplice è la strada,

che possiamo allontanarci da essa.


Il mondo diventa terribile e bianco,

e il bianco accecante del giorno che sta per nascere;

Camminiamo disorientati nella luce,

perché qualcosa è troppo grande per essere visto,

e qualcosa troppo evidente per essere detto.


Il bambino che fu prima che i mondi cominciassero

(... Non ci resta che camminare un po',

Dobbiamo solo vedere un chiavistello allentato...)

Il Bambino che giocava con la luna e il sole

sta giocando con un po' di fieno.


La casa da cui si nutrono i cieli,

La vecchia e strana casa che è nostra,

in cui non vengono mai pronunciate parole ingannevoli,

E la misericordia è semplice come il pane,

e l'onore è duro come la pietra.


Andate con umiltà, umili sono i cieli,

e bassa, grande e fiera la Stella;

La mangiatoia è così vicina

che possiamo viaggiare lontano.


Udite! Il riso come un leone si sveglia

per ruggire nella pianura risonante.

E tutto il cielo grida e trema,

perché Dio stesso è nato di nuovo,

E noi siamo dei bambini che camminano

attraverso la neve e la pioggia.

(traduzione di Marco Sermarini)

giovedì 22 dicembre 2022

Una recensione dell'edizione di Lepanto che ci era sfuggita, firmata da Felice Laudadio...

Lepanto di Gilbert Keith Chesterton

Pathos Edizioni, 2021 – La prima e recente traduzione in italiano del famoso poemetto dello scrittore giornalista britannico, che disprezzava la sua produzione letteraria tanto amata e declamata invece dai contemporanei.

Un grande scrittore inglese, più considerato dagli altri che da se stesso. Gilbert Keith Chesterton bollava le sue poesie come “spazzatura”, sviliva la propria intera produzione letteraria, ma nelle trincee della Grande Guerra colti ufficiali declamavano a memoria i suoi versi, orgogliosi di combattere contro i turchi o i loro alleati germanici. Ricordavano una vittoria di quattro secoli prima sugli ottomani, celebrata da Chesterton (1874–1936) in un poemetto pubblicato nel 1911, Lepanto.

Il resto qui di seguito:

https://www.sololibri.net/Lepanto-Chesterton.html

Lepanto

martedì 12 aprile 2022

Chesterton per la Poetry Foundation.

La Poetry Foundation, editore della rivista Poetry, è un'organizzazione letteraria impegnata a valorizzare la presenza della poesia nella cultura americana. Dicono i fondatori che essa "lavora per elevare la poesia a una posizione più visibile e influente nella nostra cultura". E' nata nel 2003 dopo un'importante donazione dalla filantropa Ruth Lilly, e si è evoluta dalla Modern Poetry Association, fondata nel 1941 per sostenere la pubblicazione della rivista Poetry.

Ecco cosa dicono a proposito di Chesterton:

G.K. Chesterton was one of the dominating figures of the London literary scene in the early 20th century. Not only did he get into lively discussions with anyone who would debate him, including his friend, frequent verbal sparring partner, and noted Irish playwright George Bernard Shaw, but he wrote about seemingly every topic, in every genre, from journalism to plays, poetry to crime novels. "He said something about everything and he said it better than anyone else," writes Dale Ahlquist, president of the American Chester Society, on the society's website. Most of Chesterton's literary output was nonfiction, including thousands of columns for various periodicals, but today he is best remembered for his fictional work—a mystery series about Father Brown, a Catholic priest and amateur detective.

Il resto qui sotto:

https://www.poetryfoundation.org/poets/g-k-chesterton