sabato 14 marzo 2026
Un aforisma al giorno - Gridare prima di farsi male.
giovedì 30 ottobre 2025
Un aforisma al giorno - Tutto ciò che viene stampato è antiquato.
sabato 29 marzo 2025
Un aforisma al giorno - Abnorme ingenuità e abnorme peccato (attualissimo tutto, come sempre).
giovedì 1 dicembre 2022
Chesterton: Eugenetica e altri mali, 100 anni dopo - Paolo Gulisano su La Nuova Bussola Quotidiana.
giovedì 21 luglio 2022
Il delirio eugenetico di onnipotenza di cui soffrono le liberal-democrazie. G.K. Chesterton ci aveva avvertito con “Eugenetica e altri mali” | Daniele Barale su Strumenti Politici.
Nel 1922 Chesterton ebbe l’ardire di “anticipare” i tempi, denunciando apertamente un pericolo che, in modo subdolo, stava diffondendosi nella società europea e nord-americana. Lo fece attraverso il libro “Eugenetica ed altri mali”. Senz’altro, non pochi coevi lo avranno considerato matto, ma d’altronde, si sa, nemo propheta in patria sua. A riabilitarlo come “profetico” da ascoltare ci pensiamo noi, cui sono dati da vivere questo tempo e la Grazia di esser idiosincratici a qualsiasi (dis)cultura mortifera. Il gigante del XX secolo e di Beaconsfield ha predetto con lucidità che gli eugenetisti avrebbero realizzato un mondo efficientistico, in cui il valore dell’uomo sarebbe stato deciso dalla sua capacità di produrre benessere economico; in cui il matrimonio sarebbe stato deciso, scelto e imposto secondo criteri genetici, basati sulla “qualità della vita”, sulla felicità e realizzazione dell’essere umano fondato, appunto, sulla visione dell’uomo solo “produttivo”; una “casta di medici” avrebbe avuto l’ultima parola – tirannicamente – sull’intera umanità. Ecco, dunque, il frutto dell’alleanza tra efficientismo tecnologico ed eugenetica (frutto di malthusianismo e spencerismo), che diviene lo strumento con cui lo “Stato servile” (leggere Hilaire Belloc, amico del nostro, per capire) elimina i poveri, i malati e tutti gli altri che considera come “i non più produttivi”.
Sì, G.K.C “ci aveva già avvertiti” di ciò che negli ultimi anni (in particolare tra il 2017 e il 2019) abbiamo visto succedere a diverse persone, quali i piccoli Charlie Gard e Isaiah Haastrup, vittime a causa della “morte di Stato”.
Il resto nel collegamento:
https://strumentipolitici.it/il-delirio-eugenetico-di-onnipotenza-di-cui-soffrono-le-liberal-democrazie-g-k-chesterton-ci-aveva-avvertito-con-eugenetica-e-altri-mali/?
sabato 8 gennaio 2022
Un aforisma al giorno molto, ma molto ma molto attuale…
domenica 14 novembre 2021
Un aforisma al giorno.
La cosa più saggia al mondo è gridare prima di essere stati feriti. Non ha senso gridare dopo. Non è una risposta dire, con distaccato ottimismo, che il pericolo è solo nell'aria: il colpo di un'accetta si può parare solo intanto che è ancora in aria.
Gilbert Keith Chesterton, Eugenetica ed altri malanni.

lunedì 6 settembre 2021
Coronavirus e altri mali con l’aiuto di Chesterton | Fabio Trevisan sul sito dell’Osservatorio Card. Van Thuan.
"È pura anarchia dire che un medico può sequestrare e segregare chi gli pare. Alcuni grandi igienisti potrebbero recintare o limitare la vita di tutta la cittadinanza, la tirannide è attuabile".
"Trattare tutta la gente in buona salute come se fosse malata"
"La vaccinazione, nei suoi cent'anni di pratica sperimentale, è stata contestata quasi quanto il battesimo nei suoi circa duemila. Ma ai nostri politici sembra perfettamente naturale imporre la vaccinazione e parrebbe loro follia imporre il battesimo".
Stiamo assistendo, giorno dopo giorno, a uno stillicidio di opinioni mediatiche, scientifiche, politiche sull'opportunità o meno dei vaccini, dei loro effetti collaterali a medio e a lungo termine, sull'obbligatorietà del green pass, sulle manifestazioni "pro e contro i no-vax", sulla dittatura sanitaria e coercitiva che va sempre più instaurandosi. Non potendo più contare su un Magistero che possa illuminare dall'alto, su un'autorità che sappia impostare il problema sanitario in modo corretto, sono dovuto ricorrere a un testo di un secolo fa di Gilbert Keith Chesterton, "Eugenetica e altri mali", al quale mi sono ispirato persino nel titolo, poiché tutti quelli altri mali paventati dal grande scrittore cattolico inglese sono ancora quelli che stiamo vivendo.
Innanzitutto Chesterton denunciava la strana mescolanza tra la stupidità corrente, il fanatismo pseudo-scientifico e l'arroganza politica fino all'invettiva esplicita contro "i malfattori straricchi" di allora (Harriman, Carnegie, Rockefeller) che sostenevano la pianificazione familiare, l'evoluzionismo razzistico darwiniano e l'eugenetica. Ora, potremmo sostituire quei "malfattori straricchi" con i filantropi capitalisti odierni (Gates, Soros, Bezos), che hanno finanziato il business dei vaccini, che hanno sorretto organizzazioni internazionali (OMS), ONG, politici, banche e mass media.
Riguardo alla "dittatura sanitaria" che sempre più si sta imponendo, nel 1969 il Dr. Alan Guttmacher, che è stato vice-presidente dell'Associazione eugenetica americana e presidente del Planned Parenthood dal 1962 al 1974, scriveva nella prestigiosa rivista medica Medical World News: "Ogni Paese dovrà decidere la propria forma di coercizione e determinare come essa vada impiegata". Non dovremmo quindi meravigliarci troppo di trovarci nella forma di coercizione che questi tempi riservano: allora si chiedeva un esame, un patentino per potersi sposare e legittimamente procreare, ora si chiede un green pass per poter andare a teatro, al ristorante, al cinema, a scuola, sui mezzi pubblici. Quel patentino di allora era rilasciato da una Commissione di esperti sanitari, scienziati, sostenuta da filantropi, politici così come adesso. Il principio di discriminazione di allora (abili alla procreazione/deboli di mente inadatti) rimane lo stesso (vaccinati responsabili/non vaccinati irresponsabili).
Chesterton denunciò quelle aberranti ideologie eugenistiche un secolo fa, prima dell'avvento di Mengele e degli orrori del nazismo e del comunismo. Egli ci può aiutare, anche ora, a comprendere l'origine di questi mali, ossia il clima necessario non solo dove può attecchire e propagarsi il virus ma ciò che ancor di più divorava e divora la società: l'anarchia silenziosa e l'abnorme peccato di una società atea e materialista. Ecco cosa scriveva nel 1922: "Un'anarchia silenziosa consuma la nostra società. Devo soffermarmi su questa espressione, perché la vera natura dell'anarchia è perlopiù fraintesa. L'anarchia non è necessariamente violenta né viene necessariamente dal basso. Un governo può diventare anarchico tale e quale un popolo". Distinguendo tra anarchia e rivoluzione, in quanto la rivoluzione mira a minare un ordine costituito per instaurare un nuovo ordine, mentre l'anarchia richiama all'assenza di ogni ordine e governo, egli chiariva come l'anarchia fosse la condizione d'animo o di comportamento di chi non poteva fermarsi: "È la perdita di quell'autocontrollo che permette di tornare alla normalità…è chiaro che questa sorta di caos può impadronirsi dei poteri che governano una società così come della società governata".
Questa "anarchia silenziosa" aveva contestato la legittima autorità e si era separata dalla ragione e dal senso comune con tutte le allarmanti conseguenze che Chesterton intravedeva e a cui noi stiamo assistendo: "Non c'è luogo di incontro fuori della ragione". Fuori della ragione c'era la pazzia di chi negava il reale, il senso comune, il senso profondo di quella sanità che non può prescindere da Dio: "Il medico non ha diritto di somministrare la morte in quanto rimedio a tutti i malanni (pensiamo alla terrificante attualità del dibattito sulla liceità dell'eutanasia), come non ha l'autorità morale per imporre un nuovo concetto di felicità".
Egli aveva sottoposto a critica quanto, ancor oggi, viene presupposto superficialmente: "Prevenire meglio che curare". Così si esprimeva in questo coraggioso saggio del 1922: "Meglio prevenire che curare. Commentando questa posizione, io dissi che equivaleva a trattare tutta la gente in buona salute come se fosse malata…qui sta la fondamentale fallacia di tutto il discorso sulla medicina preventiva. La prevenzione non solo è meglio della cura: è peggio perfino della malattia. Prevenzione significa essere invalidi a vita, con l'esasperazione supplementare di godere ottima salute. Chiederò a Dio, ma non certo all'uomo, di prevenirmi in tutte le mie azioni".
In un quadro sostanzialmente ateo e materialistico, i concetti di "salute" e "felicità" erano indipendenti da ciò che riferiva alla sfera spirituale e interiore, tanto che tutto rimaneva necessariamente orientato al godimento del corpo, alle sue sensazioni ed emozioni. In una visione e fede cristiana la "salute" e la "felicità" assumono contorni completamente diversi poiché la salute è davvero inscritta in Dio e nella Sua grazia. Nella "grammatica eugenista" come in quella da coronavirus, le caratteristiche atee e materialiste dei propugnatori salutisti suggerivano le parole che corrispondevano a una visione senza anima, orizzontale e piatta, che rifletteva quel principio di immanenza contrapposto alla trascendenza di una visione in cui Dio c'è e c'entra con la nostra vita. Ecco così apparire, come aveva con lungimiranza previsto Chesterton, la vera tirannia: "E' pura anarchia dire che un medico può sequestrare e segregare chi gli pare. Alcuni grandi igienisti potrebbero recintare o limitare la vita di tutta la cittadinanza, la tirannide è attuabile". Queste considerazioni finali che propongo fanno davvero rabbrividire per la sconcertante attualità e fanno arrabbiare e interrogare sul perché non siano state prese in considerazione. Ecco cosa scriveva: "Chi tenta davvero di tiranneggiare tramite il governo è la scienza. Chi usa davvero il braccio secolare è la scienza. È il credo che davvero estorce decime e si impadronisce delle scuole, il credo che davvero è proclamato non in prediche ma in leggi e diffuso non da pellegrini ma da poliziotti…La nostra vera "Chiesa ufficiale" è il materialismo: perché è il materialismo che gode davvero dell'aiuto del governo nel perseguitare i suoi eretici. La vaccinazione, nei suoi cent'anni di pratica sperimentale, è stata contestata quasi quanto il battesimo nei suoi circa duemila. Ma ai nostri politici sembra perfettamente naturale imporre la vaccinazione e parrebbe loro follia imporre il battesimo".
Fabio Trevisan
giovedì 15 ottobre 2020
domenica 19 maggio 2019
Un aforisma al giorno
domenica 15 aprile 2018
Un aforisma al giorno (grazie, Alessandro Canelli)
Dite loro "Il cittadino dovrebbe essere persuaso ed eventualmente anche obbligato a far sì che il peso della longevità della generazione precedente non diventi sproporzionato e inaccettabile, soprattutto per le femmine"; ditelo loro ed essi ondeggeranno un po' avanti e indietro come i bambini ninnati nella culla.
Dite loro: "Uccidi tua madre", e sussultano improvvisamente sulla sedia. Eppure, le due frasi, in fredda logica, sono esattamente le stesse.
martedì 20 marzo 2018
L’attualità di «Eugenetica e altri Malanni» di Chesterton - Daniele Barale su The Debater
Nel 1922 Chesterton ebbe l’ardire di “anticipare” i tempi, denunciando apertamente un pericolo che, in modo subdolo, stava diffondendosi nella società europea e nord-americana.Lo fece attraverso il libro Eugenetica ed altri mali.Senz’altro, non pochi coevi lo avranno considerato matto, ma d’altronde, si sa, nemo propheta in patria sua. A riabilitarlo come “profetico” da ascoltare ci pensiamo noi, cui sono dati da vivere questo tempo e la Grazia di esser idiosincratici a qualsiasi (dis)cultura mortifera.Il gigante del XX secolo e di Beaconsfield ha predetto con lucidità che gli eugenetisti avrebbero realizzato un mondo efficientistico, in cui il valore dell’uomo sarebbe stato deciso dalla sua capacità di produrre benessere economico; in cui il matrimonio sarebbe stato deciso, scelto e imposto secondo criteri genetici, basati sulla “qualità della vita”, sulla felicità e realizzazione dell’essere umano fondato, appunto, sulla visione dell’uomo solo “produttivo”; una casta di medici avrebbe avuto l’ultima parola – tirannicamente – sull’intera umanità.L’alleanza tra efficientismo tecnologico ed eugenetica (frutto di malthusianismo e spencerismo) che diviene lo strumento con cui lo “Stato servile” (leggere Hilaire Belloc, amico del nostro, per capire) elimina i poveri, i malati, “i non più produttivi”.Sì, G.K.C “ci aveva già avvertiti” di ciò che in questi mesi abbiamo visto capitare ai piccoli Charlie Gard, Isaiah Haastrup, vittime a causa della morte di Stato. E la stessa sorte rischiano di subire Inés (in Francia) e Alfie Evans (connazionale dei piccoli sopracitati). Verso di loro e il volere dei genitori si è scatenato e si sta scatenando il “vero accanimento da rifiutare”, quello dei medici della casta e dei giudici – di varie corti, compresa l’europea dei diritti umani – chiamati in causa da questi; un accanimento che inficia il giuramento di Ippocrate, il buon senso comune e lede la dignità della vita umana, la patria potestà. Non a caso ai Gard e agli Haastrup prima, agli Evans e ai cari di Inés ora, hanno fatto e fanno pressioni per far morire (le cose van chiamate con il proprio nome, con buona pace di mons. Paglia) i loro figli, nel nome di una falsa misericordia, imposta con mantra-slogan, quali “è un’ostinazione irragionevole lottare per tenerli in vita”, oppure, e peggio ancora, “il loro massimo interesse è morire”.Dunque, medici e magistrati più pericolosi delle malattie stesse, giacché uniti nel proposito di morte contro la volontà di quei genitori di amare e aver cura dei propri piccoli. Una volontà su cui nessun uomo, medici e giudici compresi, ha potere e davanti alla quale ci si deve inchinare; come la storia e sempre Chesterton ci ricordano, solo uno Stato servile può osare tanto: se si spezzano i legami familiari, è più facile sottomettere in modo totalitario gli uomini e le donne. Le liberal-democrazie d’oggi non hanno niente da invidiare a nazismo e comunismo, a causa del delirio eugenetico di onnipotenza, del nichilismo e del relativismo di cui soffrono.Ecco ciò che giustifica i tentativi di ostacolare l’amore vero, rappresentato dai genitori per i figli malati, la speranza di vedere dei miglioramenti nella vita loro e degli altri malati, la possibilità di accompagnarli (quando la condizione non possa migliorare) fino alla fine, usando le cure palliative e portandoli a casa. Senza speranza e amore vero, ci sarebbero mai state personalità come Stephen Hawking, Andrea Bocelli?Ecco perché, in ottica costi-benefici, alcuni medici e togati fanno di tutto per accorciarne la vita, col mettere i sostegni vitali (diritto inviolabile e inalienabile di ogni uomo) – respirazione, alimentazione, idratazione – sullo stesso piano (che in certi casi si possono sospendere). D’altronde, l’eugenetica parla di persone con “scarsa qualità di vita”. Parole che sono piaciute ai dottori di Charlie Gard e Isaiah, e che piacciono a quelli di Inés e Alfie. È perciò che i medici del Great Ormond Street Hospital non considerarono né la proposta di Papa Francesco per accogliere Charlie all’ospedale Bambin Gesù, né le dichiarazioni ufficiali della sua presidente “che la respirazione assistita – tra i supporti vitali intangibili – si interrompe solo a chi viene accertata la cosiddetta morte cerebrale”. Situazione che non ha riguardato Charlie e nemmeno Isaiah, che non riguarda gli altri due bimbi; eppure, i primi si sono visti privati dei sostegni vitali, e i secondi rischiano, ora, la stessa sorte.Ma i problemi non finiscono qui. Oltre ai danni alle persone, arriva perfino la beffa. Come avevo già riportato in un articolo per Vita Diocesana Pinerolese, il giudice Hayden, che ha ritenuto valida la scelta di sospendere i supporti vitali di Alfie contro la volontà dei suoi genitori, per sostenere tale sentenza ha strumentalizzato – sulla scia di Mr. Mylonas, rappresentante dell’Alder Hey Children’s Hospital di Liverpool, che l’aveva preceduto – Papa Francesco, “assolutizzando” un solo passaggio dell’intervento di questi sull’accanimento terapeutico (7 novembre scorso); nel tentativo di far credere agli Evans, per fiaccarne la volontà, perché cattolici, che il Papa avesse sostenuto la validità della sospensione dei sostegni vitali nel massimo interesse dei malati. Ovvio, nessuna delle parole del Papa citate da rappresentante e togato (e in nessun passo del messaggio o di altri testi di Papa Francesco e del Magistero cattolico precedente) – come ha sottolineato il prof.Don Roberto Colombo sul sito Il dono della vita legato al card. Sgreccia – hanno dato e danno ragione loro. Anzi, il continuare a fornire al malato inguaribile il supporto fisiologico che gli consente di vivere è “supporto di saggezza”. Un simile sostegno vitale non è terapeutico – «nella misura in cui e fino a quando dimostra di raggiungere la sua finalità propria» (Congregazione per la Dottrina della Fede, Risposta a quesiti della Conferenza episcopale statunitense circa l’alimentazione e l’idratazione artificiali, 2007) – e per questo non può mai venire lecitamente interrotto.Farlo significherebbe anticipare intenzionalmente con un atto omissivo la morte del paziente, pur inevitabile nel tempo, e questo non rientra negli scopi delle cure palliative né in altro compito della medicina. Peraltro, – ha ricordato sempre il prof. Colombo – sono gli stessi medici che hanno esaminato Alfie e i referti delle indagini diagnostiche strumentali eseguite su di lui a constatare uno «stato semi-vegetativo», condizione clinica che lo avvicina – per alcuni aspetti e pur con le differenze del caso pediatrico – a quella oggetto del discernimento operato dalla Congregazione per la Dottrina della Fede nella risposta ai vescovi degli Stati Uniti, che riguarda i pazienti in stato vegetativo.Però, tali parole non vanno ricordate solo ad Hayden e a Mylonas, bensì pure a quei cattolici che, come il già citato mons. Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, vanno sostenendo le malizie dei due funzionari. Da parte loro non una parola sulle strumentalizzazioni ai danni del Papa e degli Evas; tutti a parlare di accanimento terapeutico, quando il vero accanimento su Alfie (lo stesso subito da Charlie, Isaiah e Inés) è quello eugenetico.Se noi cattolici non lo denunciamo, tra cui Paglia, sottolineo: il presidente della Pontifica Accademia per la Vita, smascherando le manipolazioni di laicisti “mortiferi”, ci mostriamo quali utili idioti nel loro tentativo di imporre una a-cultura dello scarto e della morte.Azione che dobbiamo contrastare, per il bene nostro e di tutti gli uomini di buona volontà, credenti e non (perché la battaglia per la dignità della vita umana riguarda proprio tutti). Non per nulla il Santo Padre ha detto, nella parte furbescamente omessa da Mylonas e Hayden, che abbiamo il dovere morale di curare il malato «senza abbreviare noi stessi la sua vita». Perché “l’imperativo categorico è quello di non abbandonare mai il malato, di non scartare alcuna vita umana condannandola ad una morte anticipata perché giudicata non degna di essere vissuta”.Quindi, la missione del cattolico è costruire la civiltà dell’amore e dell’accoglienza, sulla scia dei grandi santi e autorevoli fratelli in Cristo e Maria, come Chesterton, senza scendere a patti con chi collabora con il “principe di questo mondo”. E le sfide “antropologiche”, come ben sappiamo, non sono solo oltre confine ma anche al di qua della nostra patria. In Italia bisognerà controllare il lavoro dei tribunali, i quali stanno già interpretando – come la professoressa Assuntina Morresi ha ben sottolineato su Tempi – la legge sul cosiddetto bio-testamento in senso eutanasico, usando quanto sta emergendo in Corte di Assise di Milano, nell’ambito del processo a Cappato sulla morte di Fabiano Antoniani, in arte dj Fabo: “Qui si sostiene che è il legislatore (cioè la maggioranza Pd-M5S che ha approvato il testo) ad avere intenzionalmente inserito l’eutanasia omissiva. Sarà sufficiente tutto questo per convincere la parte del mondo cattolico che si ostina a ‘vedere il buono’ di questa legge, a condannarla, e il nuovo parlamento a cambiarla? O dovremo rassegnarci ad avere anche noi i nostri Charlie, Isaiah, e forse Alfie?”.[https://www.tempi.it/cari-cattolici-dobbiamo-rassegnarci-ad-avere-anche-noi-i-nostri-alfie#.WqpzWiPcnqA]
La fine della seconda guerra mondiale e l’avvento delle democrazie liberali sembravano aver fermato la diffusione dell’eugenetica, e invece non è così; la cronaca attuale ci mostra infatti che essa sta tornando in modo più prepotente e pericoloso. Ma Chesterton ci ricorda ancora, dalle pagine di Eugenetica e altri malanni: “La cosa più saggia del mondo è gridare prima del danno. Gridare dopo che il danno è avvenuto non serve a nulla, specie se il danno è una ferita mortale. Si parla a volte di impazienza popolare; ma gli storici seri sanno che molte tirannidi sono state possibili perché gli uomini si sono mossi troppo tardi. Spesso è essenziale opporsi a una tirannide prima che essa prenda corpo…”Daniele Barale
domenica 12 novembre 2017
giovedì 4 maggio 2017
Eugenetica ieri e oggi: quali i pericoli scorti da Chesterton? - di Fabio Trevisan (da Riscossa Cristiana)
"Eugenics" (traducibile in "Eugenica" o "Eugenetica") fu una parola introdotta da Francis Galton nel 1883.giovedì 10 gennaio 2013
martedì 19 febbraio 2008
Chesterton su Rai News 24 mercoledì 20 Febbraio 2008 dalle 21.20 alle 22.30

La cosa non si può assolutamente perdere!
Chi di voi qualche mese fa avrebbe scommesso anche un solo centesimo sul ritorno di interesse per il nostro caro Gilbert?
Gilbert ha molto da dire ancora a questo mondo pazzo. E facciamoglielo dire!
Diciamo allora che anche noi chestertoniani abbiamo fatto la parte nostra, per piccola che sia...





