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sabato 14 marzo 2026

Un aforisma al giorno - Gridare prima di farsi male.



La cosa più saggia del mondo è gridare prima di farsi male. Non serve a nulla gridare dopo essersi fatti male; soprattutto dopo aver subito una lesione mortale. Si parla dell'impazienza del popolo; ma gli storici competenti sanno che la maggior parte delle tirannie sono state possibili perché gli uomini si sono mossi troppo tardi. Spesso è essenziale resistere a una tirannia prima che essa esista. Non è una risposta dire, con un ottimismo distaccato, che il progetto è solo nell'aria. Un colpo di ascia può essere parato solo mentre è in aria.

Gilbert Keith Chesterton, Eugenetica e altri malanni.



giovedì 30 ottobre 2025

Un aforisma al giorno - Tutto ciò che viene stampato è antiquato.



La tendenza di tutto ciò che viene stampato e di gran parte di ciò che viene detto oggi è quella di essere, nel senso più vero del termine, antiquato. È proprio perché si ha sempre fretta che si è sempre in ritardo. Date a un uomo comune un giorno per scrivere un articolo e ricorderà le cose che ha sentito più di recente; e potrebbe persino, nella gloria dell'ultimo tramonto, cominciare a pensare a ciò che pensa lui stesso. Dategli un'ora per scriverlo e penserà al libro di testo più vicino sull'argomento e creerà il miglior mosaico possibile con citazioni classiche e vecchie autorità.  Dategli dieci minuti per scriverlo e correrà urlando a rifugiarsi nella sua vecchia cameretta dove ha imparato i proverbi più banali, o nella vecchia scuola dove ha imparato la politica più banale. Più veloce va il giornalista, più lenti vanno i suoi pensieri. Il risultato è il giornale dei nostri tempi, che ogni giorno può essere consegnato sempre più presto e che, ogni giorno, vale sempre meno la pena di essere consegnato.

Gilbert Keith Chesterton, Eugenetica e altri malanni.



sabato 29 marzo 2025

Un aforisma al giorno - Abnorme ingenuità e abnorme peccato (attualissimo tutto, come sempre).

Il male vince sempre grazie agli uomini dabbene che trae in inganno; e in ogni età si è avuta un'alleanza disastrosa tra abnorme ingenuità e abnorme peccato.

Gilbert Keith Chesterton, Eugenetica e altri malanni.



giovedì 1 dicembre 2022

Chesterton: Eugenetica e altri mali, 100 anni dopo - Paolo Gulisano su La Nuova Bussola Quotidiana.

Drammaticamente in anticipo sui tempi, un secolo fa il grande scrittore inglese presentava una serie di saggi che anticipavano l'attuale transumanesimo. Alle prime avvisaglie denunciò il pericolo di una mentalità antiumana che oggi è tragica realtà.



giovedì 21 luglio 2022

Il delirio eugenetico di onnipotenza di cui soffrono le liberal-democrazie. G.K. Chesterton ci aveva avvertito con “Eugenetica e altri mali” | Daniele Barale su Strumenti Politici.

Nel 1922 Chesterton ebbe l’ardire di “anticipare” i tempi, denunciando apertamente un pericolo che, in modo subdolo, stava diffondendosi nella società europea e nord-americana. Lo fece attraverso il libro “Eugenetica ed altri mali”. Senz’altro, non pochi coevi lo avranno considerato matto, ma d’altronde, si sa, nemo propheta in patria sua. A riabilitarlo come “profetico” da ascoltare ci pensiamo noi, cui sono dati da vivere questo tempo e la Grazia di esser idiosincratici a qualsiasi (dis)cultura mortifera. Il gigante del XX secolo e di Beaconsfield ha predetto con lucidità che gli eugenetisti avrebbero realizzato un mondo efficientistico, in cui il valore dell’uomo sarebbe stato deciso dalla sua capacità di produrre benessere economico; in cui il matrimonio sarebbe stato deciso, scelto e imposto secondo criteri genetici, basati sulla “qualità della vita”, sulla felicità e realizzazione dell’essere umano fondato, appunto, sulla visione dell’uomo solo “produttivo”; una “casta di medici” avrebbe avuto l’ultima parola – tirannicamente – sull’intera umanità. Ecco, dunque, il frutto dell’alleanza tra efficientismo tecnologico ed eugenetica (frutto di malthusianismo e spencerismo), che diviene lo strumento con cui lo “Stato servile” (leggere Hilaire Belloc, amico del nostro, per capire) elimina i poveri, i malati e tutti gli altri che considera come “i non più produttivi”.

Sì, G.K.C “ci aveva già avvertiti” di ciò che negli ultimi anni (in particolare tra il 2017 e il 2019) abbiamo visto succedere a diverse persone, quali i piccoli Charlie Gard e Isaiah Haastrup, vittime a causa della “morte di Stato”.

Il resto nel collegamento:


https://strumentipolitici.it/il-delirio-eugenetico-di-onnipotenza-di-cui-soffrono-le-liberal-democrazie-g-k-chesterton-ci-aveva-avvertito-con-eugenetica-e-altri-mali/?

sabato 8 gennaio 2022

Un aforisma al giorno molto, ma molto ma molto attuale…

Sembra del tutto naturale ai nostri politici imporre la vaccinazione; e sembrerebbe loro una follia imporre il battesimo. 

Gilbert Keith Chesterton, Eugenetica e altri mali.

domenica 14 novembre 2021

Un aforisma al giorno.

La cosa più saggia al mondo è gridare prima di essere stati feriti. Non ha senso gridare dopo. Non è una risposta dire, con distaccato ottimismo, che il pericolo è solo nell'aria: il colpo di un'accetta si può parare solo intanto che è ancora in aria.

Gilbert Keith Chesterton, Eugenetica ed altri malanni.

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lunedì 6 settembre 2021

Coronavirus e altri mali con l’aiuto di Chesterton | Fabio Trevisan sul sito dell’Osservatorio Card. Van Thuan.

"È pura anarchia dire che un medico può sequestrare e segregare chi gli pare. Alcuni grandi igienisti potrebbero recintare o limitare la vita di tutta la cittadinanza, la tirannide è attuabile".

"Trattare tutta la gente in buona salute come se fosse malata"

"La vaccinazione, nei suoi cent'anni di pratica sperimentale, è stata contestata quasi quanto il battesimo nei suoi circa duemila. Ma ai nostri politici sembra perfettamente naturale imporre la vaccinazione e parrebbe loro follia imporre il battesimo".

 

Stiamo assistendo, giorno dopo giorno, a uno stillicidio di opinioni mediatiche, scientifiche, politiche sull'opportunità o meno dei vaccini, dei loro effetti collaterali a medio e a lungo termine, sull'obbligatorietà del green pass, sulle manifestazioni "pro e contro i no-vax", sulla dittatura sanitaria e coercitiva che va sempre più instaurandosi. Non potendo più contare su un Magistero che possa illuminare dall'alto, su un'autorità che sappia impostare il problema sanitario in modo corretto, sono dovuto ricorrere a un testo di un secolo fa di Gilbert Keith Chesterton, "Eugenetica e altri mali", al quale mi sono ispirato persino nel titolo, poiché tutti quelli altri mali paventati dal grande scrittore cattolico inglese sono ancora quelli che stiamo vivendo.

Innanzitutto Chesterton denunciava la strana mescolanza tra la stupidità corrente, il fanatismo pseudo-scientifico e l'arroganza politica fino all'invettiva esplicita contro "i malfattori straricchi" di allora (Harriman, Carnegie, Rockefeller) che sostenevano la pianificazione familiare, l'evoluzionismo razzistico darwiniano e l'eugenetica. Ora, potremmo sostituire quei "malfattori straricchi" con i filantropi capitalisti odierni (Gates, Soros, Bezos), che hanno finanziato il business dei vaccini, che hanno sorretto organizzazioni internazionali (OMS), ONG, politici, banche e mass media.

Riguardo alla "dittatura sanitaria" che sempre più si sta imponendo, nel 1969 il Dr. Alan Guttmacher, che è stato vice-presidente dell'Associazione eugenetica americana e presidente del Planned Parenthood dal 1962 al 1974, scriveva nella prestigiosa rivista medica Medical World News: "Ogni Paese dovrà decidere la propria forma di coercizione e determinare come essa vada impiegata". Non dovremmo quindi meravigliarci troppo di trovarci nella forma di coercizione che questi tempi riservano: allora si chiedeva un esame, un patentino per potersi sposare e legittimamente procreare, ora si chiede un green pass per poter andare a teatro, al ristorante, al cinema, a scuola, sui mezzi pubblici. Quel patentino di allora era rilasciato da una Commissione di esperti sanitari, scienziati, sostenuta da filantropi, politici così come adesso. Il principio di discriminazione di allora (abili alla procreazione/deboli di mente inadatti) rimane lo stesso (vaccinati responsabili/non vaccinati irresponsabili).

Chesterton denunciò quelle aberranti ideologie eugenistiche un secolo fa, prima dell'avvento di Mengele e degli orrori del nazismo e del comunismo. Egli ci può aiutare, anche ora, a comprendere l'origine di questi mali, ossia il clima necessario non solo dove può attecchire e propagarsi il virus ma ciò che ancor di più divorava e divora la società: l'anarchia silenziosa e l'abnorme peccato di una società atea e materialista. Ecco cosa scriveva nel 1922: "Un'anarchia silenziosa consuma la nostra società. Devo soffermarmi su questa espressione, perché la vera natura dell'anarchia è perlopiù fraintesa. L'anarchia non è necessariamente violenta né viene necessariamente dal basso. Un governo può diventare anarchico tale e quale un popolo". Distinguendo tra anarchia e rivoluzione, in quanto la rivoluzione mira a minare un ordine costituito per instaurare un nuovo ordine, mentre l'anarchia richiama all'assenza di ogni ordine e governo, egli chiariva come l'anarchia fosse la condizione d'animo o di comportamento di chi non poteva fermarsi: "È la perdita di quell'autocontrollo che permette di tornare alla normalità…è chiaro che questa sorta di caos può impadronirsi dei poteri che governano una società così come della società governata". 

Questa "anarchia silenziosa" aveva contestato la legittima autorità e si era separata dalla ragione e dal senso comune con tutte le allarmanti conseguenze che Chesterton intravedeva e a cui noi stiamo assistendo: "Non c'è luogo di incontro fuori della ragione". Fuori della ragione c'era la pazzia di chi negava il reale, il senso comune, il senso profondo di quella sanità che non può prescindere da Dio: "Il medico non ha diritto di somministrare la morte in quanto rimedio a tutti i malanni (pensiamo alla terrificante attualità del dibattito sulla liceità dell'eutanasia), come non ha l'autorità morale per imporre un nuovo concetto di felicità". 

Egli aveva sottoposto a critica quanto, ancor oggi, viene presupposto superficialmente: "Prevenire meglio che curare". Così si esprimeva in questo coraggioso saggio del 1922: "Meglio prevenire che curare. Commentando questa posizione, io dissi che equivaleva a trattare tutta la gente in buona salute come se fosse malata…qui sta la fondamentale fallacia di tutto il discorso sulla medicina preventiva. La prevenzione non solo è meglio della cura: è peggio perfino della malattia. Prevenzione significa essere invalidi a vita, con l'esasperazione supplementare di godere ottima salute. Chiederò a Dio, ma non certo all'uomo, di prevenirmi in tutte le mie azioni". 

In un quadro sostanzialmente ateo e materialistico, i concetti di "salute" e "felicità" erano indipendenti da ciò che riferiva alla sfera spirituale e interiore, tanto che tutto rimaneva necessariamente orientato al godimento del corpo, alle sue sensazioni ed emozioni. In una visione e fede cristiana la "salute" e la "felicità" assumono contorni completamente diversi poiché la salute è davvero inscritta in Dio e nella Sua grazia. Nella "grammatica eugenista" come in quella da coronavirus, le caratteristiche atee e materialiste dei propugnatori salutisti suggerivano le parole che corrispondevano a una visione senza anima, orizzontale e piatta, che rifletteva quel principio di immanenza contrapposto alla trascendenza di una visione in cui Dio c'è e c'entra con la nostra vita. Ecco così apparire, come aveva con lungimiranza previsto Chesterton, la vera tirannia: "E' pura anarchia dire che un medico può sequestrare e segregare chi gli pare. Alcuni grandi igienisti potrebbero recintare o limitare la vita di tutta la cittadinanza, la tirannide è attuabile". Queste considerazioni finali che propongo fanno davvero rabbrividire per la sconcertante attualità e fanno arrabbiare e interrogare sul perché non siano state prese in considerazione. Ecco cosa scriveva: "Chi tenta davvero di tiranneggiare tramite il governo è la scienza. Chi usa davvero il braccio secolare è la scienza. È il credo che davvero estorce decime e si impadronisce delle scuole, il credo che davvero è proclamato non in prediche ma in leggi e diffuso non da pellegrini ma da poliziotti…La nostra vera "Chiesa ufficiale" è il materialismo: perché è il materialismo che gode davvero dell'aiuto del governo nel perseguitare i suoi eretici. La vaccinazione, nei suoi cent'anni di pratica sperimentale, è stata contestata quasi quanto il battesimo nei suoi circa duemila. Ma ai nostri politici sembra perfettamente naturale imporre la vaccinazione e parrebbe loro follia imporre il battesimo".

Fabio Trevisan

domenica 19 maggio 2019

Un aforisma al giorno


Il male approfitta sempre dell'ambiguità.

Gilbert Keith Chesterton, Eugenetica e altri malanni

domenica 15 aprile 2018

Un aforisma al giorno (grazie, Alessandro Canelli)

La maggior parte degli eugenisti sono anche eufemisti. Voglio dire che le parole corte li spaventano, mentre quelle lunghe li tranquillizzano. Ed essi sono del tutto incapaci di tradurre le une nelle altre sebbene abbiano lo stesso significato.
Dite loro "Il cittadino dovrebbe essere persuaso ed eventualmente anche obbligato a far sì che il peso della longevità della generazione precedente non diventi sproporzionato e inaccettabile, soprattutto per le femmine"; ditelo loro ed essi ondeggeranno un po' avanti e indietro come i bambini ninnati nella culla.
Dite loro: "Uccidi tua madre", e sussultano improvvisamente sulla sedia. Eppure, le due frasi, in fredda logica, sono esattamente le stesse.


Gilbert Keith Chesterton, Eugenetica ed altri mali

martedì 20 marzo 2018

L’attualità di «Eugenetica e altri Malanni» di Chesterton - Daniele Barale su The Debater



Nel 1922 Chesterton ebbe l’ardire di “anticipare” i tempi, denunciando apertamente un pericolo che, in modo subdolo, stava diffondendosi nella società europea e nord-americana.
Lo fece attraverso il libro Eugenetica ed altri mali.
Senz’altro, non pochi coevi lo avranno considerato matto, ma d’altronde, si sa, nemo propheta in patria sua. A riabilitarlo come “profetico” da ascoltare ci pensiamo noi, cui sono dati da vivere questo tempo e la Grazia di esser idiosincratici a qualsiasi (dis)cultura mortifera.
Il gigante del XX secolo e di Beaconsfield ha predetto con lucidità che gli eugenetisti avrebbero realizzato un mondo efficientistico, in cui il valore dell’uomo sarebbe stato deciso dalla sua capacità di produrre benessere economico; in cui il matrimonio sarebbe stato deciso, scelto e imposto secondo criteri genetici, basati sulla “qualità della vita”, sulla felicità e realizzazione dell’essere umano fondato, appunto, sulla visione dell’uomo solo “produttivo”; una casta di medici avrebbe avuto l’ultima parola – tirannicamente – sull’intera umanità.
L’alleanza tra efficientismo tecnologico ed eugenetica (frutto di malthusianismo e spencerismo) che diviene lo strumento con cui lo “Stato servile” (leggere Hilaire Belloc, amico del nostro, per capire) elimina i poveri, i malati, “i non più produttivi”.
Sì, G.K.C “ci aveva già avvertiti” di ciò che in questi mesi abbiamo visto capitare ai piccoli Charlie Gard, Isaiah Haastrup, vittime a causa della morte di Stato. E la stessa sorte rischiano di subire Inés (in Francia) e Alfie Evans (connazionale dei piccoli sopracitati). Verso di loro e il volere dei genitori si è scatenato e si sta scatenando il “vero accanimento da rifiutare”, quello dei medici della casta e dei giudici – di varie corti, compresa l’europea dei diritti umani – chiamati in causa da questi; un accanimento che inficia il giuramento di Ippocrate, il buon senso comune e lede la dignità della vita umana, la patria potestà. Non a caso ai Gard e agli Haastrup prima, agli Evans e ai cari di Inés ora, hanno fatto e fanno pressioni per far morire (le cose van chiamate con il proprio nome, con buona pace di mons. Paglia) i loro figlinel nome di una falsa misericordiaimposta con mantra-slogan, quali “è un’ostinazione irragionevole lottare per tenerli in vita”, oppure, e peggio ancora, “il loro massimo interesse è morire”. 
Dunque, medici e magistrati più pericolosi delle malattie stesse, giacché uniti nel proposito di morte contro la volontà di quei genitori di amare e aver cura dei propri piccoli. Una volontà su cui nessun uomo, medici e giudici compresi, ha potere e davanti alla quale ci si deve inchinare; come la storia e sempre Chesterton ci ricordano, solo uno Stato servile può osare tanto: se si spezzano i legami familiari, è più facile sottomettere in modo totalitario gli uomini e le donne. Le liberal-democrazie d’oggi non hanno niente da invidiare a nazismo e comunismo, a causa del delirio eugenetico di onnipotenza, del nichilismo e del relativismo di cui soffrono.
Ecco ciò che giustifica i tentativi di ostacolare l’amore vero, rappresentato dai genitori per i figli malati, la speranza di vedere dei miglioramenti nella vita loro e degli altri malati, la possibilità di accompagnarli (quando la condizione non possa migliorare) fino alla fine, usando le cure palliative e portandoli a casa. Senza speranza e amore vero, ci sarebbero mai state personalità come Stephen Hawking, Andrea Bocelli?
Ecco perché, in ottica costi-benefici, alcuni medici e togati fanno di tutto per accorciarne la vita, col mettere i sostegni vitali (diritto inviolabile e inalienabile di ogni uomo) – respirazione, alimentazione, idratazione – sullo stesso piano (che in certi casi si possono sospendere). D’altronde, l’eugenetica parla di persone con “scarsa qualità di vita”. Parole che sono piaciute ai dottori di Charlie Gard e Isaiah, e che piacciono a quelli di Inés e Alfie. È perciò che i medici del Great Ormond Street Hospital non considerarono né la proposta di Papa Francesco per accogliere Charlie all’ospedale Bambin Gesù, né le dichiarazioni ufficiali della sua presidente “che la respirazione assistita – tra i supporti vitali intangibili – si interrompe solo a chi viene accertata la cosiddetta morte cerebrale”. Situazione che non ha riguardato Charlie e nemmeno Isaiahche non riguarda gli altri due bimbi; eppure, i primi si sono visti privati dei sostegni vitali, e i secondi rischiano, ora, la stessa sorte.
Ma i problemi non finiscono qui. Oltre ai danni alle persone, arriva perfino la beffa. Come avevo già riportato in un articolo per Vita Diocesana Pinerolese, il giudice Hayden, che ha ritenuto valida la scelta di sospendere i supporti vitali di Alfie contro la volontà dei suoi genitori, per sostenere tale sentenza ha strumentalizzato – sulla scia di Mr. Mylonas, rappresentante dell’Alder Hey Children’s Hospital di Liverpool, che l’aveva preceduto – Papa Francesco, “assolutizzando” un solo passaggio dell’intervento di questi sull’accanimento terapeutico (7 novembre scorso); nel tentativo di far credere agli Evans, per fiaccarne la volontà, perché cattolici, che il Papa avesse sostenuto la validità della sospensione dei sostegni vitali nel massimo interesse dei malati. Ovvio, nessuna delle parole del Papa citate da rappresentante e togato (e in nessun passo del messaggio o di altri testi di Papa Francesco e del Magistero cattolico precedente) – come ha sottolineato il prof.
Don Roberto Colombo sul sito Il dono della vita legato al card. Sgreccia – hanno dato e danno ragione loro. Anzi, il continuare a fornire al malato inguaribile il supporto fisiologico che gli consente di vivere è “supporto di saggezza”. Un simile sostegno vitale non è terapeutico – «nella misura in cui e fino a quando dimostra di raggiungere la sua finalità propria» (Congregazione per la Dottrina della Fede, Risposta a quesiti della Conferenza episcopale statunitense circa l’alimentazione e l’idratazione artificiali, 2007) – e per questo non può mai venire lecitamente interrotto.
Farlo significherebbe anticipare intenzionalmente con un atto omissivo la morte del paziente, pur inevitabile nel tempo, e questo non rientra negli scopi delle cure palliative né in altro compito della medicina. Peraltro, – ha ricordato sempre il prof. Colombo – sono gli stessi medici che hanno esaminato Alfie e i referti delle indagini diagnostiche strumentali eseguite su di lui a constatare uno «stato semi-vegetativo», condizione clinica che lo avvicina – per alcuni aspetti e pur con le differenze del caso pediatrico – a quella oggetto del discernimento operato dalla Congregazione per la Dottrina della Fede nella risposta ai vescovi degli Stati Uniti, che riguarda i pazienti in stato vegetativo.
Però, tali parole non vanno ricordate solo ad Hayden e a Mylonas, bensì pure a quei cattolici che, come il già citato mons. Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, vanno sostenendo le malizie dei due funzionari. Da parte loro non una parola sulle strumentalizzazioni ai danni del Papa e degli Evas; tutti a parlare di accanimento terapeutico, quando il vero accanimento su Alfie (lo stesso subito da Charlie, Isaiah e Inés) è quello eugenetico.
Se noi cattolici non lo denunciamo, tra cui Paglia, sottolineo: il presidente della Pontifica Accademia per la Vita, smascherando le manipolazioni di laicisti “mortiferi”, ci mostriamo quali utili idioti nel loro tentativo di imporre una a-cultura dello scarto e della morte.
Azione che dobbiamo contrastare, per il bene nostro e di tutti gli uomini di buona volontà, credenti e non (perché la battaglia per la dignità della vita umana riguarda proprio tutti). Non per nulla il Santo Padre ha detto, nella parte furbescamente omessa da Mylonas e Hayden, che abbiamo il dovere morale di curare il malato «senza abbreviare noi stessi la sua vita». Perché “l’imperativo categorico è quello di non abbandonare mai il malato, di non scartare alcuna vita umana condannandola ad una morte anticipata perché giudicata  non degna di essere vissuta”.
Quindi, la missione del cattolico è costruire la civiltà dell’amore e dell’accoglienza, sulla scia dei grandi santi e autorevoli fratelli in Cristo e Maria, come Chesterton, senza scendere a patti con chi collabora con il “principe di questo mondo”. E le sfide “antropologiche”, come ben sappiamo, non sono solo oltre confine ma anche al di qua della nostra patria. In Italia bisognerà controllare il lavoro dei tribunali, i quali stanno già interpretando – come la professoressa Assuntina Morresi ha ben sottolineato su Tempi – la legge sul cosiddetto bio-testamento in senso eutanasico, usando quanto sta emergendo in Corte di Assise di Milano, nell’ambito del processo a Cappato sulla morte di Fabiano Antoniani, in arte dj Fabo: “Qui si sostiene che è il legislatore (cioè la maggioranza Pd-M5S che ha approvato il testo) ad avere intenzionalmente inserito l’eutanasia omissiva. Sarà sufficiente tutto questo per convincere la parte del mondo cattolico che si ostina a ‘vedere il buono’ di questa legge, a condannarla, e il nuovo parlamento a cambiarla? O dovremo rassegnarci ad avere anche noi i nostri Charlie, Isaiah, e forse Alfie?”.
[https://www.tempi.it/cari-cattolici-dobbiamo-rassegnarci-ad-avere-anche-noi-i-nostri-alfie#.WqpzWiPcnqA]
La fine della seconda guerra mondiale e l’avvento delle democrazie liberali sembravano aver fermato la diffusione dell’eugenetica, e invece non è così; la cronaca attuale ci mostra infatti che essa sta tornando in modo più prepotente e pericoloso. Ma Chesterton ci ricorda ancora, dalle pagine di Eugenetica e altri malanni: “La cosa più saggia del mondo è gridare prima del danno. Gridare dopo che il danno è avvenuto non serve a nulla, specie se il danno è una ferita mortale. Si parla a volte di impazienza popolare; ma gli storici seri sanno che molte tirannidi sono state possibili perché gli uomini si sono mossi troppo tardi. Spesso è essenziale opporsi a una tirannide prima che essa prenda corpo…”
Daniele Barale

giovedì 4 maggio 2017

Eugenetica ieri e oggi: quali i pericoli scorti da Chesterton? - di Fabio Trevisan (da Riscossa Cristiana)


"Un filo rosso pericoloso dall'evoluzionismo all'eugenetica: il laboratorio del nuovo Adamo"
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"Eugenics" (traducibile in "Eugenica" o "Eugenetica") fu una parola introdotta da Francis Galton nel 1883.
Francis Galton (1822-1913), cugino di Charles Darwin, fu attratto dalla scoperta delle leggi dell'evoluzione e della selezione naturale del celebre cugino a tal punto da interessarsi con passione crescente allo studio genealogico degli "uomini di genio". Galton era convinto che, nella formazione della personalità dell'uomo, l'ambiente sociale avesse un ruolo trascurabile, laddove invece erano predominanti i caratteri biologici innati ereditari.
L'eugenetica ebbe così tanto successo che negli USA, dal 1907 in poi, ben ventisette Stati adottarono  leggi che risentirono dell'influenza di quel clima "eugenetico" e furono allestite campagne a favore della sterilizzazione.
All'inizio del Novecento, decine di migliaia di cittadini americani furono sterilizzati, grazie a leggi come quelle dello Stato dell'Indiana (1907) che, come recitava la stessa legge: " Prevedeva la sterilizzazione obbligatoria, nelle istituzioni statali, di idioti, imbecilli e criminali".
Come si è potuto arrivare a tanto errore ed orrore ? Quali sono state le cause più profonde di questi crimini, celati sotto il velo pseudoscientifico dell'eugenetica ?
Nel saggio di Gilbert Keith Chesterton: "Eugenetica e altri malanni", pubblicato nel 1922, il grande scrittore inglese scorse un filo rosso pericoloso che partiva dall'evoluzionismo ed approdava all'eugenetica.
Chesterton (1874-1936) vide infatti un connubio terribile tra l'evoluzionismo di Charles Darwin (1809-1882), l'eugenetica di Francis Galton  ed il superomismo di Friedrich Nietzsche (1844-1900). Una miscela esplosiva contro i più elementari diritti della persona e della famiglia.
Ne intuì soprattutto il fascino drammatico che queste teorie (o, forse meglio, utopie) avrebbero suscitato nelle generazioni successive e ne previde le tragiche conseguenze.
In merito all'attacco alla famiglia, basterebbe leggere queste poche righe di Charles Darwin per rendersene esatto conto. L'autore dell' "Origine delle specie" nel 1871 pubblicò "L'origine dell'uomo", così scrivendo: "L'uomo ricerca con cura il carattere, la genealogia dei suoi cavalli, del suo bestiame e dei suoi cani, prima di accoppiarli; ma quando si tratta del suo proprio matrimonio, di rado o meglio mai, si prende tutta questa briga. Eppure l'uomo potrebbe, mediante la selezione, fare qualcosa, non solo per la costruzione somatica dei suoi figli, ma anche per le loro qualità intellettuali e morali. I due sessi dovrebbero star lontani dal matrimonio quando sono deboli di mente e di corpo; ma queste speranze sono utopie, e non si realizzeranno mai, neppure in parte, finché le leggi dell'ereditarietà non saranno completamente conosciute. Il progresso del genere umano è un problema difficile da risolvere; quelli che possono evitare una grande povertà per i loro figli dovrebbero astenersi dal matrimonio, perché la povertà non è soltanto un gran male, ma tende ad aumentare perché provoca l'avventatezza del matrimonio".
Dalla fine dell'Ottocento alla Depressione del 1929, quasi la metà dei genetisti statunitensi erano coinvolti nel movimento eugenetico.
Perfino lo stesso Presidente degli Stati Uniti, Theodore Roosevelt (1858-1919) – da non confondersi con il successivo Franklin Delano Roosevelt – nel 1910 così dichiarava : "Un giorno noi tutti realizzeremo che il primo dovere di ogni buon cittadino, uomo o donna, di giusta razza, è quello di lasciare la propria stirpe dietro di sé nel mondo; e che, nello stesso tempo, non è di alcun vantaggio consentire una simile perpetuazione di cittadini di razza sbagliata. Il grande problema della civiltà è di riuscire ad ottenere, nella popolazione, l'aumento degli elementi di valore rispetto a quelli di poco valore o che risultano addirittura nocivi…Per raggiungere questo obbiettivo è indispensabile prendere piena coscienza dell'immensa influenza esercitata dalla ereditarietà…Spero ardentemente che agli uomini disonesti venga impedito del tutto di procreare; e che ciò avvenga non appena la cattiva natura di questa gente sia stata sufficientemente provata. I criminali dovrebbero essere sterilizzati e ai malati di mente dovrebbe essere vietato avere dei figli…E' importante che solo la brava gente si perpetui".
Non bisogna dimenticare che a  Theodore Roosevelt fu conferito il Premio Nobel per la Pace nel 1906.
Un altro Premio Nobel di fisiologia e medicina, Konrad Lorenz  (1903-1989), fondatore dell'etologia moderna, scriveva : "Bisognerebbe, per la preservazione della razza, considerare un'eliminazione degli esseri per noi moralmente inferiori ancora più severa di quanto non lo sia oggi (1940)…Dobbiamo – e ne abbiamo il diritto – affidarci ai migliori di noi e incaricarli di compiere una selezione che determinerà la prosperità o l'annientamento del nostro popolo…Nei tempi preistorici la selezione in base alla durezza, all'eroismo, all'utilità sociale era fatta solo dai fattori esterni ostili. Bisogna che questo ruolo venga ripreso oggi da un'organizzazione umana, altrimenti l'umanità, in mancanza di fattori selettivi, sarà annientata dalla degenerescenza dovuta all'addomesticamento".
Perché uomini di scienza e di intelletto poterono arrivare a tali feroci conclusioni ?
Credo che ci possa soccorrere in questo la figura paradossale del sacerdote cattolico-investigatore scaturito dalla fertile mente di Chesterton : il famoso Padre Brown.
Nel "Segreto di Padre Brown", Chesterton immagina che il prete, divenuto famoso per le sue ingegnose e risolutive indagini, venga intervistato da un giornalista americano (Mr. Chace), il quale, interrogandolo sulla scienza investigativa, fa rivelare a Padre Brown il suo segreto: " La scienza è una grande cosa e nel suo vero significato è una delle più grandi parole del mondo. Ma che cosa pensano gli uomini, nove volte su dieci, quando pronunciano questa parola?…Essi considerano l'uomo dall'esterno e lo studiano come fosse un gigantesco insetto, e questo atteggiamento che essi chiamano la fredda luce imparziale della scienza, io la chiamo una luce morta ed inumana. Essi si allontanano dall'uomo, come se fosse un remoto mostro preistorico; osservano il suo "cranio criminale" come se fosse una specie di strana escrescenza, simile al corno sul naso del rinoceronte. Quando uno scienziato parla di un "tipo" egli non intende mai se stesso, ma sempre il suo prossimo, e probabilmente il suo prossimo più povero. Io non nego che la fredda luce della scienza possa talvolta andar bene, benché, in un certo senso, essa sia il vero contrario della scienza stessa. Invece di essere conoscenza, essa è in realtà la soppressione di ciò che conosciamo. E' il trattare un amico come un estraneo, fingendo che ciò che ci è familiare sia in realtà remoto e misterioso…Bene, quello che voi chiamate "il segreto" è esattamente l'opposto. Io non cerco di guardare l'uomo dall'esterno…Io sono dentro un uomo".
Questo testo di quasi cento anni fa ("Eugenetica e altri malanni")  incredibilmente attuale deve innanzitutto avere lo scopo di rammentarci che non dobbiamo assolutamente abbassare la guardia; anzi, per molti aspetti, l'eugenismo ha assunto oggi caratteri ancor più aggressivi, in considerazione del delirio d'onnipotenza della tecnocrazia e del ruolo dei media.
Nel 1998, Jeremy Rifkin, economista e saggista statunitense, in un suo libro dal titolo "Il secolo Biotech. Il commercio genetico e l'inizio di una nuova era" scriveva :
"Le nuove scoperte sulle tecnologie della riproduzione – inclusi il congelamento e lo stoccaggio a lungo termine degli spermatozoi, delle uova e degli embrioni -, le tecniche di fecondazione in vitro, il trapianto di embrioni e la maternità surrogata, stanno rivoluzionando la riproduzione umana e il concepimento, rendendo possibile, a un livello superiore, la manipolazione artificiale dei feti".
Egli aggiunse ancora : "Più di uno scienziato sostiene che potrebbe essere possibile far crescere all'interno di uteri artificiali alcuni cloni umani privi di encefalo: questi potrebbero essere poi usati come pezzi di ricambio durante la vita dei donatori le cui cellule sono state clonate".
Lo scenario prospettato è, a dir poco, agghiacciante e davanti ai nostri occhi, oggi, sembra sempre più realizzarsi.
La "nuova eugenetica", fondata sulle biotecnologie, cerca di creare adesso in laboratorio il "nuovo Adamo", esattamente quello che drammaticamente paventava Chesterton.
Chesterton denunciò con grande coraggio il nesso tra i "malfattori straricchi" (e citava esplicitamente Harriman, Carnegie, Rockefeller) e l'eugenetica; questi personaggi del capitalismo finanziarono generosamente queste ricerche e considerarono l'eugenetica una delle loro cause predilette.
Abbiamo ora lo stesso coraggio ad esempio nel denunciare le manipolazioni genetiche in favore del desiderio privato e ricco di possedere un figlio da parte di una coppia di omosessuali ? Abbiamo ora lo stesso coraggio nel citare le cliniche (o chi altri) che si prestano a favorire le pratiche di "utero in affitto" e a manipolare i geni per esaudire gli insani desideri di un'umanità impazzita ?
Quale umanità stiamo costruendo ? Possiamo ancora chiamarla "umanità" ?
Credo che a questi interrogativi le risposte di Chesterton siano ancora stupefacenti.

martedì 19 febbraio 2008

Chesterton su Rai News 24 mercoledì 20 Febbraio 2008 dalle 21.20 alle 22.30


Carissimi amici chestertoniani e non, grassi o magri che siate,

abbiamo il piacere di annunciarvi (chiedendo anche di diffondere la cosa con il solito vecchio metodo, il sano passa parola dei poveracci!) che mercoledì 20 febbraio 2008 in onda in diretta dalle 21.20 alle 22.30 su Rai News 24 nel corso del programma Tempi Dispari, il primo news show nel panorama mediatico italiano, il giornalista conduttore Carlo de Blasio dedicherà la puntata a Gilbert Keith Chesterton! Ospiti in studio a Roma Enrico Ghezzi (ideatore di Blob e prefatore de L'Osteria Volante nella ristampa di Bompiani) e Luca Volontè (quest'ultimo prefatore di Eugenetica e altri malanni nella nuova edizione di Cantagalli Editori, oltre che socio della Società Chestertoniana Italiana) e in collegamento dalla sede Rai di Venezia Paolo Morganti, traduttore e curatore della collana "Chestertoniana" edita da Morganti Editori.

La cosa non si può assolutamente perdere!
Chi di voi qualche mese fa avrebbe scommesso anche un solo centesimo sul ritorno di interesse per il nostro caro Gilbert?
Gilbert ha molto da dire ancora a questo mondo pazzo. E facciamoglielo dire!
Diciamo allora che anche noi chestertoniani abbiamo fatto la parte nostra, per piccola che sia...

Cliccando il nostro titolo verrete mandati alla pagina del palinsesto settimanale della trasmissione Tempi Dispari, cliccando il link posto su "Chestertoniana" verrete mandati alla pagina del sito di Morganti Editori con la prossima uscita della collana dalle bellissime copertine, La Saggezza di padre Brown.