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mercoledì 17 aprile 2024

Un aforisma al giorno (ma è così chiaro...!)

Sia il comunista che il capitalista sono accomunati dal fatto di non pensare al singolo lavoratore come indipendente. Discuteranno se è ben pagato, se è trattato bene, se lavora in buone o cattive condizioni, se dipende da una buona o cattiva azienda o da un buon o cattivo governo; ma non se è indipendente.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News. 28 novembre 1931.



sabato 23 settembre 2023

Viaggio in Sierra Leone - Diario di bordo - 4, 5 e 6.

I nostri amici chestertoniani Giorgio, Kevin e Ciccio hanno vissuto giornate intense e ora che sono tornati contano di dare seguito a quanto hanno visto e vissuto.

Credo si possa dire serenamente che hanno ricevuto molto più di quello che hanno ed abbiamo dato.

Quelli che ancora credono nel capitalismo o nel dirigismo statale e non hanno visto quello che hanno visto i nostri amici credo che rimarranno sulle loro miopi posizioni. Leggere questi racconti, guardare quelle foto è di aiuto per chi vuole capire che il distributismo in atto, non quello da tastiera, è l'unica vera speranza.

Questa che segue è la quarta puntata del diario di bordo dei nostri eroi:

http://piergiorgiofrassati.blogspot.com/2023/09/viaggio-in-sierra-leone-diario-di-bordo_042461715.html

Questa è la quinta:

http://piergiorgiofrassati.blogspot.com/2023/09/viaggio-in-sierra-leone-diario-di-bordo_19.html

E questa è la sesta:

http://piergiorgiofrassati.blogspot.com/2023/09/viaggio-in-sierra-leone-diario-di-bordo_55.html


John nel suo villaggio natale, Kabonka,
come dice lui "in the middle of nowhere"
(ma per lui è sempre casa e ci torna spesso...
radici profonde non gelano...).



John e suo zio, l'ultimo superstite
del villaggio tra coloro che decisero
di mandarlo a studiare finanziandolo
con enormi sacrifici.

venerdì 1 settembre 2023

Un aforisma al giorno - Il tiranno, la famiglia, le famiglie come solidi blocchi di libertà.

Il tiranno deve trovare non una famiglia, ma molte famiglie che sfidano il suo potere; deve trovare l'umanità non come polvere di atomi, ma fissata in solidi blocchi di fedeltà. E questi gruppi umani devono sostenere non solo se stessi, ma anche gli altri. In questo senso, ciò che alcuni chiamano individualismo è altrettanto corporativo quanto il comunismo. È una cosa di volontari; ma i volontari devono essere soldati. È una difesa dei privati, ma potremmo dire che i privati devono essere dei soldati semplici. La famiglia deve essere riconosciuta e reale; soprattutto, la famiglia deve essere riconosciuta dalle famiglie. Pretendere che gli individui soffrano con successo per una casa a parte, cioè per qualcosa che è un incidente ma non un'istituzione, è davvero una confusione tra due idee; è un sotterfugio verbale che ha quasi il sapore di un gioco di parole. Allo stesso modo, per esempio, non possiamo dimostrare la forza morale di un contadino indicando un solo contadino; potremmo quasi rivelare la forza militare della fanteria indicando un solo infante.

Gilbert Keith Chesterton, La superstizione del divorzio.

What is a Scottish Clan? Everything you need to know.

domenica 30 luglio 2023

Riproposizioni - Un aforisma che dice la verità sul comunismo vecchio ed attuale anche se mascherato (basta adattare, cambiare qualche parola d'ordine...) e ci fa scoprire che il distributismo ci salverà.

È davvero ironico che, mentre il comunista colto (senza offesa) lacera gli abiti degli altri e sparge ceneri sulle loro teste, altrove, in molti luoghi tranquilli, sulle colline di Lanark come nel mezzo dei miei faggeti di Buckingham, sacerdoti e frati, che hanno rinunciato per primi alla proprietà privata, ricostruiscono le fattorie e le famiglie del distributismo.


Gilbert Keith Chesterton, Il pozzo e le pozzanghere


domenica 4 settembre 2022

Una pagina su Chesterton in una terra inesplorata.

Allora, mi sono imbattuto in una delle mie solite ricerche in questo sito:

https://www.sitocomunista.it/rossoegiallo/personaggi/padrebrown.html

Non sono abituato a fermarmi di fronte a professioni di fede così esplicite ("sito comunista"), anzi trovo interessante che Chesterton si trovi anche qui. Non è la prima volta (ho trovato articoli interessanti in posti dove la maggior parte dei lettori non si soffermerebbe, e mi pare di averne dato più di una volta contezza). Se a qualcuno questo crea dei problemi... a me no. Sono abituato a discutere e a cercare di capire perché conosco bene ciò che amo, conosco bene le mia identità.

Sono certo che diversi lettori non concorderanno con la mia scelta di dargli rilevanza, anche perché questa pagina contiene giudizi a volte trancianti, non condivisibili, errati [a titolo di esempio: "Gilbert Keith Chesterton (1874 - 1936), scrittore inglese che dalla Chiesa anglicana passò a quella cattolica ("per amore della salute, dell'allegria e dell'immaginazione" disse, evidentemente equivocando assai)"... "l'ingenuità (reale) dei libri sta appunto nel riproporre un modello tradizionale che solo qualche anno dopo Hammett e Chandler si incaricheranno di fare giustamente a pezzi", giusto per fare due modestissimi esempi, ma solo due), però onestamente mi sembra un'espressione viva di affetto verso il Nostro Eroe.

Questo signore, che non ho compreso chi sia, critica, trancia, dice la sua, ma nel frattempo cosparge la pagina di complimenti, fotografie, copertine, cercando quasi di essere esaustivo ed in maniera simpaticamente ossessiva. È anche simpatico nella sua "ortodossia": si imbatte nella famosa lettera di Gramsci a Tania e deve dire la sua, non essendo d'accordo con l'autore: "e una volta tanto non siamo assolutamente d'accordo"... Non c'è alcuna ironia nella mia considerazione. Poi uno che oggi, in tempi di fluidità assoluta, piazza falce e martello piccoline in alto a sinistra ha qualcosa che può scuotere.

Per cui se avete piacere leggete. Chesterton rimane sempre il più indicato a fare incursione in quelle terre inesplorate che sono le nostre teste quando vengono su secondo idee molto molto diverse dalle sue. Sarà che anche lui di terre inesplorate ne aveva attraversate tantissime.

Marco Sermarini

P.S.: non sono riuscito a capire chi sia l'autore di questa pagina però lo saluto con affetto pronto a discutere su tutto piacevolmente, di persona, davanti a una bella boccia di birra.

giovedì 14 luglio 2022

Gilbert Keith Chesterton, The Crime of the Communist - Dagli archivi della Distributist Review.

The newspapers never say anything about the danger of Bolshevism. To some this statement may seem a little strange; to some it may occur that they have, from time to time, seen some mention of the matter in our journalism. But they are wrong and the statement is right. Not a word of warning about the evil of Bolshevist propaganda has ever appeared in the English press; because the pressmen are quite incapable of understanding what the evil of it is.


Il resto nel collegamento che segue:

https://distributistreview.com/archive/crime-communist


martedì 22 febbraio 2022

Riproposizioni - Un aforisma al giorno che illumina la vera natura del capitalismo.

Il comunismo è l'unico modello funzionante di capitalismo, nella sua completezza e logica.


Gilbert Keith Chesterton, Il pozzo e le pozzanghere



Sempre geniale, lucido, vero, "avanti" e sano. Mai a mettere le pezze ma sempre in rivolta.


sabato 28 agosto 2021

Un aforisma al giorno (verissimo!!!).

È davvero ironico che, mentre il comunista colto (senza offesa) lacera gli abiti degli altri e sparge ceneri sulle loro teste, altrove, in molti luoghi tranquilli, sulle colline di Lanark come nel mezzo dei miei fuggiti di Buckingham, sacerdoti e frati, che hanno rinunciato per primi alla proprietà privata, ricostruiscono le fattorie e le famiglie del distributismo.

Gilbert Keith Chesterton, Il pozzo e le pozzanghere.

La rivoluzione agricola benedettina nell'alto medioevo

lunedì 26 aprile 2021

Chesterton in altre parole - Luca Fumagalli, riflessioni di Alison Milbank, Tolkien, distributismo...

Del 2007 è invece Chesterton and Tolkien as Theologians di Alison Milbank. Nonostante il titolo lasci intendere tutt’altro, il libro affronta ampiamente e con lucidità il nesso tra i due autori e la politica. Oltre a soffermarsi sul dono, il perno attorno al quale ruota l’intera economia del legendarium tolkieniano – così come quella delle saghe nordiche a cui esso si ispira – e unico antidoto al potere distruttivo dell’Anello, la Milbank propone un intrigante accostamento tra Tolkien e il distributismo, una filosofia economica, alternativa al capitalismo e al comunismo, che teorizzava la ripartizione dei mezzi di produzione nel modo più ampio possibile fra la popolazione. Gli iniziatori furono Hilaire Belloc e G. K. Chesterton, desiderosi di applicare i principi della dottrina sociale cattolica espressi nell’enciclica Rerum Novarum di Leone XIII.

Luca Fumagalli, La società della Contea.

venerdì 5 febbraio 2021

Un aforisma al giorno.




Gilbert Keith Chesterton, Il Profilo della Ragionevolezza.

venerdì 15 maggio 2020

Un aforisma al giorno (verissimo, senza appello).

Il comunista e il capitalista discuteranno se il singolo lavoratore è ben pagato, se è ben trattato, se lavora in buone o cattive condizioni, se dipende da un'impresa buona o cattiva o da un governo buono o cattivo; ma NON se è indipendente.



Gilbert Keith Chesterton, The Illustrated London News
"On Dependence and Independence", 28 Novembre 1931.

venerdì 1 maggio 2020

Un aforisma verissimo al giorno.

Non sarà mai ripetuto abbastanza che ciò che ha distrutto la famiglia nel mondo moderno è il capitalismo. Senza dubbio avrebbe potuto essere il comunismo, se il comunismo avesse mai avuto un’occasione, al di fuori da quella selvaticità semi-mongolica dove attualmente fiorisce. Ma, fin dove siamo interessati, ciò che ha rotto famiglie, ed incoraggia divorzi, e ha maltrattato le vecchie virtù domestiche con crescenti oltraggi, è l’epoca ed il potere del capitalismo. È il capitalismo che ha forzatamente creato un feudo morale ed una competizione commerciale tra i sessi; che ha distrutto l’influenza del genitore in favore dell’influenza del datore di lavoro; che ha guidato gli uomini fuori dalle loro case alla ricerca di lavoro; che li ha forzati a vivere vicino alle loro fabbriche o delle loro aziende invece che alle loro famiglie; e soprattutto che ha incoraggiato per ragioni commerciali una parata di pubblicità e sgargiante novità che è per sua natura la morte di tutto ciò che le nostre madri e i nostri padri chiamavano dignità e modestia.

Gilbert Keith Chesterton, Il pozzo e le pozzanghere.

domenica 16 febbraio 2020

Un match regolare - Distributismo contro Comunismo.


E' l'avviso di un pubblico dibattito, il 17 Febbraio 1937 (il nostro Gilbert era morto da poco).
I protagonisti furono Padre Vincent McNabb, a noi noto perché tra i padri fondatori del Distributismo, simpatico personaggio di cui trovate ampia traccia nel nostro blog, e John Strachey, personaggio che in quell'epoca era diventato comunista ma in precedenza era stato con Oswald  Mosley (quello che dopo fondò le Blue Shirts, i fascisti inglesi), e successivamente, dopo il comunismo, divenne laburista e fu anche ministro. Aveva studiato ad Eton e al Magdalene College di Oxford (quello dove insegnò anche C. S. Lewis, per capirci), la qual cosa fa pensare che studiare ad Oxford non schiarirà sempre le idee, anzi.
Va bene, comunque questo volantino è interessante perché fa capire che all'epoca si parlava e si dibatteva. Oggi si parla ma non si dibatte.
Poi testimonia che il distributismo aveva una dignità tale da suscitare confronti non da poco.

Della conferenza esiste anche un resoconto scritto:

https://www.amazon.co.uk/Communism-distributism-Strachey-February-Westminster/dp/B0008CJAMY
Padre Vincent McNabb.


John Strachey.

domenica 5 gennaio 2020

Un Chesterton al giorno - 22 - Distributismo 2

Ancora sul distributismo, avversario del socialcomunismo e del capitalismo.

Uno dei suoi capisaldi è che ognuno viva del suo lavoro, che significa: non del lavoro dipendente da qualcun altro ma del proprio lavoro.

Altro caposaldo è la cooperazione, la collaborazione, le famiglie e i singoli che si aiutano.

Non si può dire che non funzioni perché chi ci sta provando dice che funziona...

Per chi vuole capire c'è solo da leggere le fonti dirette (non i racconti di altri sul distributismo che non funziona), parlare con chi lo vive e lo pratica. Trovate tutto su www.pumpstreet.it

Marco Sermarini


https://soundcloud.com/societa-chestertoniana-italiana/un-chesterton-al-giorno-22


giovedì 21 marzo 2019

Un aforisma di Belloc ogni tanto fa bene.





Non è un caso che il comunismo debba produrre massacri, incendi dolosi, torture e la distruzione di tutte le cose belle. Una teoria perversa produce atti perversi. La storia è stata raccontata più e più volte, ma non può mai essere raccontata troppo spesso.

Hilaire Belloc, Social Justice Weekly, 13 Giugno 1938

giovedì 31 agosto 2017

G. K. Chesterton, Come non farlo - G. K.'s Weekly, 16 Maggio 1935

G.K. Chesterton
COME NON FARLO
G.K's Weekly, 16 maggio 1935
(Traduzione di Umberta Mesina)

Ci sono due modi riconosciuti per discutere con un Comunista; e sono sbagliati tutti e due. C'è anche un terzo modo che è giusto ma non è riconosciuto. Ora, io ho l'idea che, per un motivo o per l'altro, una parte notevole del nostro tempo sarà presto impegnata a discutere coi Comunisti. E mi piacerebbe accennare sia pure a grandi linee questa mia idea riguardo al modo giusto di farlo.
Curiosamente, i due modi più comuni di contraddire il Comunismo si contraddicono l'un l'altro. Il primo consiste nell'accusare il Bolscevico di ogni vizio. Il secondo, curiosamente, consiste nell'accusarlo di ogni virtù. Praticamente consiste nel contrapporre tutti i nostri vizi alle sue virtù; o supposte virtù. Questo è di gran lunga il più pericoloso dei due espedienti, perfino suicida; ma la sua natura richiede qualche spiegazione.
Il primo metodo comune, o convenzionale, perlomeno è abbastanza semplice. Il capitalista dice al Comunista: "Tu non entrerai in casa mia, perché so che le appiccheresti il fuoco; non parlerai alla mia famiglia, perché so che li faresti saltare in aria; sei un volgare ladro e assassino e io sono una persona altamente rispettabile e morale; e non come questo russo". Ora, a me non piace parlar così a un Bolscevico; perché non mi piacerebbe parlar così a uno scassinatore. È farisaico; e i farisei sono per i cristiani un nemico assai più antico dei marxisti. Ma comunque preferisco questo all'altro metodo, che trovo anche troppo diffuso tra coloro che affermano di difendere la proprietà o l'individualismo contro l'eresia marxista. Esso consiste in realtà nel dire al Comunista che è un idealista, o in altre parole che deve per forza aver torto per il fatto che ha degli ideali. In questo secondo caso, il Capitalista dice al Comunista: "Tu credi in un sacco di bubbole a proposito della fratellanza tra gli uomini; ma io, come uomo concreto, ti dico che ogni uomo vuole metter le mani su più che gli è possibile a proprio vantaggio, e negli affari schiaccerà perfino suo fratello se appena potrà. Ogni uomo deve obbedire a questo istinto di cupidigia". (Ho letto queste precise parole di recente in un attacco alla teoria bolscevica.) "Non puoi far funzionare le cose senza l'intrapresa privata; e non puoi produrre intrapresa privata senza allettarla o ricompensarla con lo scintillio della proprietà privata". 
Le persone usano contro il Comunismo questi argomenti, come se fossero i soli argomenti contro il Comunismo; e poi si sorprendono che un gran numero di persone più giovani e appassionate diventino comuniste. Non sembrano vedere che, per questi giovani, il Capitalista in questione pare solo che stia dicendo: "Io sono un vecchio avido furfante e ti proibisco di essere qualcosa di diverso". 
Ebbene, il vero, pieno e decisivo argomento contro il Comunismo è che la proprietà privata è molto più importante dell'intrapresa privata. Un borsaiolo rappresenta un'intrapresa privata, ma ci sarebbe difficile affermare che sia un sostenitore della proprietà privata. La proprietà privata non è un allettamento che esiste a vantaggio dell'intrapresa privata. Al contrario, l'intrapresa privata è semplicemente uno strumento o un'arma che a volte può essere utile per difendere la proprietà privata. Ed è necessario difendere la proprietà privata; semplicemente perché l'altro suo nome è libertà. Da un lato, non si tratta di una pura e semplice rispettabilità convenzionale; al contrario, l'uomo che ha una qualche proprietà e privatezza è il solo che può vivere liberamente la propriavita. 
Dall'altro lato, non si tratta di puro e semplice permesso di commerciare, tanto meno del permesso di barare; al contrario, tutta l'importanza della proprietà sta nel fatto che solo in essa può essere nutrito naturalmente il sentimento dell'onore. Ci vorrebbe un po' di spazio per spiegarlo, e potrebbe volerci un po' di tempo per spiegarlo al Comunista. Ma perlomeno il Comunista ascolterebbe un po' più a lungo questo che non un tale che si vantasse solo delle proprie virtù o un tizio che si vantasse semplicemente dell'avidità.  


Sul distrbutismo:

G. K. Chesterton, Cosa c'è di sbagliato nel mondo, Rubbettino, 2011 - 2016

G. K. Chesterton, Il profilo della ragionevolezza, Lindau

Hilaire Belloc, Lo stato servile, Liberilibri, 1993,

ed altro ancora!

Da acquistare rigorosamente su www.pumpstreet.it l'unico negozio distributista online al mondo. Già questo basterebbe...

giovedì 16 febbraio 2017

Chesterton nella Cecoslovacchia comunista... - Storia di un romanziere innocuo



È un mistero (ma vedremo, fino ad un certo punto…) che il nostro Chesterton fosse permesso, entro certi limiti, nelle nazioni ex comuniste, o almeno in alcune di esse.

Quello che vedete è un francobollo della ex Repubblica di Cecoslovacchia datato 1969, quindi in pieno periodo comunista. E' un'emissione correlata con l'attività della commissione cecoslovacca presso l'UNESCO, quindi indicativa di un rilievo culturale del nostro Gilbert. Pare che abbia avuto una tiratura di oltre cinque milioni di esemplari. Chesterton divise il "palcoscenico"... postale con Henri Matisse, Vladimir Mayakovski, Franz Kafka ed alcune glorie nazionali.


Chesterton non è stato immortalato una sola volta su francobolli. Girando il blog, dovreste trovarne almeno un altro, dedicatogli dalla Repubblica del Nicaragua.

Come mai Chesterton aveva diritto di cittadinanza… letteraria o culturale in un paese comunista?

La risposta ce la fornisce una grande chestertoniana russa, Natal'ja Trauberg, cui dedicammo spazio sul nostro blog più di una volta (qui trovate la nostra piccola "antologia russa" su GKC: http://uomovivo.blogspot.it/2011/01/antologia-russa-su-chesterton.html).

La Trauberg, oggi passata a miglior vita (sempre qui nel blog la troverete in una bella foto con il nostro eroe sierraleonese John Kanu a Oxford nella odierna Chesterton Library, foto messaci a disposizione dal compianto amico Stratford Caldecott), fu traduttrice di Chesterton in Russia in momenti di grande persecuzione per i cristiani e per chiunque portasse idee di libertà, e disse questo: Il «Il ruolo di Chesterton qui in Russia fu molto strano. Per venti o anche trent'anni sino al 1958 egli fu un tesoro seminascosto (non del tutto proibito, ma non interamente permesso) della cultura degli anni Venti». Più avanti ci dice che le uniche voci di sanità e virtù cui attaccarsi "erano la Bibbia e Chesterton", e che i saggi non potevano essere letti perché considerati letteratura religiosa, ed erano introvabili, ma non era altrettanto per Padre Brown ed i romanzi. In pratica lo consideravano innocuo, ed invece per questi uomini perseguitati fu un contravveleno, un antidoto per salvarsi dal male dell'ideologia, che fa più morti.

D'ora in poi chi sottovaluterà Padre Brown ed i romanzi di Chesterton dovrà leggere questo post. Fatelo, amici, per favore, fosse anche un critico blasonato politicamente o ecclesiasticamente corretto (come quel signore che lo considera un fascista… http://uomovivo.blogspot.it/2012/01/risposta-allarticolo-del-professor.html ). Ve ne saremo molto grati, Gilbert e io!

Comunque con ogni probabilità la spiegazione ce l'ha data la grande Natal'ja, che ha resistito al male senza dialogarci e mantenendo accesa in Russia una lucetta piccola ma vivissima a cui tanti sono grati.

Marco Sermarini

venerdì 19 agosto 2016

Un aforisma al giorno

Posso ascoltare pazientemente per ore un comunista che continua a ripetere che la Proprietà non è necessaria perché gli uomini devono sottomettere gli interessi egoistici agli ideali sociali. Comincio a spaccare la mobilia solo quando qualcuno comincia a dimostrare che la Proprietà è necessaria perché gli uomini sono tutti egoisti e ognuno deve pensare a se stesso. La ragione che giustifica la Proprietà non è che un uomo deve pensare a se stesso; ma, al contrario, che un uomo normale deve pensare ad altre persone, fossero solo una moglie e una famiglia.


Gilbert Keith Chesterton, I Nuovi Secoli Bui, G. K.'s Weekly, 21 Maggio 1927

mercoledì 20 giugno 2012

Un aforisma al giorno


"Il socialismo non è che il completamento della concentrazione capitalista".
Gilbert Keith Chesterton, Il profilo della ragionevolezza

Chi vuole, capisca.

venerdì 21 ottobre 2011

Ancora su Phillip Blond, distributismo e Stati Uniti d'America


Nel collegamento qui sopra trovate un articolo dell'Huffington Post sullo stesso tema del Washington Post che ci aveva suggerito giorni fa il nostro benefattore americano Francis Manion.

Si sofferma anch'esso sulla presenza negli Stati Uniti di Phillip Blond, il consigliere del premier britannico David Cameron, e sul fatto che egli stimi e voglia nuovamente diffondere le idee distributiste.

Lo guardiamo con interesse proprio per il suo esplicito riferirsi alla dottrina sociale cattolica, a Papa Ratzinger e ai nostri cari GKC, Belloc e amici. Non sposiamo nessuno, guardiamo con interesse.

«E' il risultato di un'"oscillazione tra collettivismo estremo e individualismo estremo", ha sostenuto Blond. Entrambe sono manifestazioni dello stesso impulso: una concentrazione di potere prima nelle mani dello Stato e poi nei mercati. E sia le "ortodossie" liberali che quelle conservatrici hanno portato alla stessa società che distruggono risultato» dice in un passo l'articolo, che traduciamo liberamente. Una tesi interessante, senza dubbio, che ricalca in parte il giudizio di Chesterton su collettivismo e capitalismo.

L'articolo più avanti si sofferma sulle origini del distributismo da cui Blond trae molte delle sue tesi sulla società attuale, e cita espressamente Chesterton e Belloc come i capiscuola della teoria economica traente origine dal magistero di Papa Leone XIII e che sta tornando in voga, malgrado tutti gli sforzi che da più parti si fanno per farla credere anacronistica. L'articolo precisa che «fino a pochi anni fa questa teoria non avrebbe guadagnato molto più di un'audizione. Ma ora il distributismo è senza dubbio diventato l'idea più intrigante per emergere dalle rovine del collasso economico dei primi anni del XXI secolo, in non trascurabile parte perché ha il maggiore potenziale per colmare le attuali voragini ideologiche negli Stati Uniti».

Noi chestertoniani d'Italia ci crediamo, crediamo molto nel distributismo.


nella foto: Phillip Blond