«Questa raccolta di versi giovanili fu per Chesterton una cosa seria, il che – come lui stesso ci insegna – è tutt'uno con divertente. Sono versi che non vogliono suonare comici o satirici o semplicemente scanzonati; hanno la pretesa di giocare con le cose, dopo aver imparato a mettere in disordine il mondo interno nel modo in cui un bambino riduce in un campo di battaglia la sua cameretta. Nella fattispecie Gilbert compone questi versi per una bimba, una giovane cugina di Frances che si chiamava Rhoda. Anche attraverso la leggerezza di questi versi è capace di suggerirci che il disegno del mondo non è un meccanismo astruso, ma è qualcosa che attende ogni bimbo curioso che voglia mettersi a giocare».
La seconda è The Defendant (ampiamente citato sul nostro blog, tradotto in italiano prima come Il bello del brutto, edito da Sellerio, e successivamente da Lindau con il titolo L'Imputato), raccolta di articoli usciti su The Speaker, che presenta tra i vari titoli il seguente: "In difesa del nonsense".
Ho allora tradotto e pubblicato un saggio (suddividendolo in due post per facilitarne la lettura) apparso nel 1911 su l'Illustrated London News proprio sull'argomento:
https://uomovivo.blogspot.com/2026/02/una-aforisma-al-giorno-bisogna-essere.html
https://uomovivo.blogspot.com/2026/03/un-aforisma-al-giorno-sui-paradossi.html
In esso Chesterton si diffonde sull'importanza del genere e su quella dei contributi di Lewis Carroll e Edward Lear alla questione.
Ora scavando ci siamo resi conto di quanto il tema investa il pensiero di Chesterton, perché in Radio Chesterton (la raccolta di parte delle conversazioni radiofoniche effettuate da Chesterton alla fine degli anni Trenta sul programma radiofonico della BBC) c'è la trascrizione di una conversazione dal titolo Both Sides the Looking Glass, tradotto da Annalisa Teggi in Davanti e dietro allo specchio (la conversazione è raccolta in italiano in Radio Chesterton ed in inglese in The Spice of Life, visto che le trasmissioni nel loro complesso sono uscite in lingua originale solo nelle trascrizioni effettuate su The Listener, la rivista della BBC); si tratta della recensione di Miscellanea delle lettere di Lewis Carroll ai suoi piccoli amici e de La vita di Hans Christian Andersen di Signe Toksvig. È l'occasione per toccare nuovamente il tema parlando di queste opere, l'una contenente le lettere dell'autore di Alice nel paese delle meraviglie e l'altro una ben scritta biografia dello scrittore danese, ed anche per riportare luce sulla questione per come è trattata dal maestro del nonsense Edward Lear, di cui appunto Chesterton parla anche nel saggio del 1911.
Una chiave di lettura del tema, che è sempre il recupero delle cose ordinarie rendendole strane, è in questa frase:
ma perché un giornalista vecchio e noioso, che ora si è ridotto a parlare alla radio, perché quest'uomo attempato continua ad amare Andersen, anche dopo aver letto questo libro? Rispondo: perché la cosa più amabile del mondo è l'umiltà.
L'umiltà è una delle chiavi per cui l'uomo vede il mondo e la realtà come sono veramente, e il suo vero rapporto con il mondo stesso.
Uno dei mezzi per ottenere il risultato di
vedere il nostro intero sistema di vita ordinato come un cumulo di rivoluzioni stratificate (L'Imputato)
è l'uso dell'immaginazione per
rendere strane le cose stabili (...), rendere i fatti meraviglie (L'Imputato).
Quindi per lo scopo di vedere vive e non scontate le circostanze quotidiane c'è appunto l'umiltà e c'è pure il Mooreeffoc, nominato molte volte negli ultimi tempi qui sul blog perché citato in Charles Dickens. A Critical Study, cioè la fantasia e l'immaginazione applicate alla realtà da parte del Nostro Gilbert, la bizzarria delle cose divenute scontate e che tali non devono rimanere. Dunque anche il nonsense ha una funzione morale ed educativa.
Marco Sermarini
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| "... un nuovo sistema di stelle, nuova erba, nuove città, nuovo mare". |
La funzione primaria dell'immaginazione è quella di vedere il nostro intero sistema di vita ordinato come un cumulo di rivoluzioni stratificate. Nonostante tutti i rivoluzionari, va detto che la funzione dell'immaginazione non è tanto quella di rendere stabili le cose strane, quanto quella di rendere strane le cose stabili; non tanto quella di rendere le meraviglie fatti, quanto quella di rendere i fatti meraviglie.Gilbert Keith Chesterton, L'imputato.
L'umiltà è l'arte lussuosa di ridursi a un punto, non a una cosa piccola o grande, ma a una cosa che non ha alcuna dimensione, in modo che per essa tutte le cose cosmiche siano ciò che sono realmente, di una statura incommensurabile.
Gilbert Keith Chesterton, L'imputato.
Nella mente sana c'è sempre un oscuro suggerimento: la religione ci insegna piuttosto a scavare che ad arrampicarci; se riuscissimo a capire l'argilla comune della terra, capiremmo tutto.
Gilbert Keith Chesterton, L'imputato.
Una città è, in senso proprio, più poetica anche di una campagna, perché mentre la natura è un caos di forze inconsce, una città è un caos di forze consapevoli. La cresta del fiore o il disegno del lichene possono essere o meno simboli significativi. Ma non c'è pietra nella strada o mattone nel muro che non sia in realtà un simbolo intenzionale, un messaggio di un uomo, come se fosse un telegramma o una cartolina postale. La strada più stretta possiede, in ogni stortura e in ogni angolo della sua intenzione, l'anima dell'uomo che l'ha costruita, forse da tempo nella sua tomba. Ogni mattone ha un geroglifico umano come se fosse un mattone scolpito di Babilonia; ogni ardesia sul tetto è un documento educativo come se fosse un'ardesia coperta di somme e sottrazioni. Tutto ciò che tende, anche sotto la forma fantastica delle minuzie di Sherlock Holmes, ad affermare il romanticismo dei dettagli nella civiltà, a sottolineare il carattere insondabilmente umano di pietre e tegole, è una buona cosa. È bene che l'uomo medio prenda l'abitudine di guardare con fantasia dieci uomini per strada, anche solo per la possibilità che l'undicesimo sia un noto ladro.
Gilbert Keith Chesterton, L'imputato.
Quando veneriamo qualcosa nei vecchi, è la loro virtù o la loro saggezza, e questa è una faccenda facile. Ma veneriamo i difetti e le follie dei bambini.
Gilbert Keith Chesterton, L'imputato.
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| Sandro Botticelli, Allegoria della Primavera |
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