Sono tutti d'accordo nel dire che a Fleet Street fui un caso più unico che raro: fui un incidente, forse un incidente fa-tale, come vien detto sui titoli in prima pagina. Ma Fleet Street viveva di simili incidenti e potrebbe benissimo essere chiamata «Street of Accident»: un tale, di cui mi compiaccio di aver fatto la conoscenza, la chiamò adirittura «Street of Adventure». Philip Gibbs (1) dava un tocco ancora più colorato alla sfaccettatura intellettuale che costituiva la commedia del luogo: aveva tutta l'aria di essere la persona giusta nel luogo sbagliato. Il suo bel viso allungato da falco, che esprimeva raffinatezza e spiritualità, sembrava essersi fissato in una smorfia costernata perché non era riuscito a trasformarlo nel posto giusto. Fu prima della sua fama di corrispondente di guerra, e devo dire che descrisse con lo stesso distacco anche le grandi guerre del passato. Aveva approfondito i conflitti tra i grandi uomini della Rivoluzione, e tentato di sviscerare i motivi della sua avversione per Camille Desmoulins (2), secondo me eccessiva, ma nondimeno interessante. Lo evocò in mia presenza in un immaginario tribunale di discorsi edificanti e, mentre parlava, non potei fare a meno di pensare che assomigliava a un severo idealista umanitario, dai lineamenti affilati e dai nobili sentimenti, non dissimile dai grandi rivoluzionari che criticava. David avrebbe dovuto dipingere il suo profilo. Se esordisco con il ritratto di Gibbs, è perché la sua figura si stacca nitida dallo sfondo. Io ero solo lo sfondo, anzi si mormorava che lo sfondo avrei potuto costituirlo da solo.
Gilbert Keith Chesterton, Autobiografia.
(1) Su Sir Philip Gibbs abbiamo già due post, uno dei quali che riguarda un simpatico aneddoto:
e un altro che è un breve profilo:
(2) rivoluzionario francese dell'ala di Danton.
Nessun commento:
Posta un commento