Quasi sempre, quando dovevo incontrare qualcuno, ho poi incontrato qualcun altro. Cioè, l'uomo privato che mi capitava di conoscere era stranamente molto diverso dall'uomo pubblico. Anche se la sua personalità non strideva rispetto alle parodie di cui erano pieni i giornali, con licenza poetica potrei dire che era il contrario di un contrario. Il rapporto cioè tra parodia e realtà era più sottile e la realtà si poneva su un altro piano. Se, dopo lunghe peripezie, venivo a scoprire che un elogio era fondato, anche allora la verità si rivelava opposta a quell'elogio. Ci rallegrammo tutti, per esempio, del coro spontaneo di tributi elargiti al defunto re Giorgio V. Ma il fatto che venisse reiterata la testimonianza della sua dedizione al servizio pubblico, diede una sensazione di routine difficile da descrivere, che lasciava una sorta di retrogusto di incompletezza. Lo avevo incontrato una volta sola, a casa del defunto Lord Burnham, dove si trovava per una partita di caccia. Per quanto vale la mia impressione, mi colpì perché mi sembrava la persona più semplice che avessi mai incontrato. Era inaspettatamente naturale e spontaneo. Non era soltanto sincero, ma diretto e libero, talmente a suo agio nei suoi gusti e nelle sue antipatie che avrebbe potuto essere considerato indiscreto. G.B.S. disse giustamente che nei suoi discorsi pubblici parlava l'Inglese del Re, mentre in privato si esprimeva con un inglese semplice e corrente. Aveva un modo di fare che non ricordava in nulla il suo ruolo di supremo Ufficiale Permanente, decantato da molti panegirici. Non assomigliava all'avvocato di fiducia presso cui si custodiscono i segreti di famiglia o al medico oberato dal segreto professionale: era come un capitano di lungo corso, che sul cassero mantiene un certo contegno, ma in cabina si lascia andare a una ridda di aneddoti, per non dire di anatemi. Nulla sostituisce l'incontro con un uomo, quand'anche non to si fosse incontrato che per un'ora o due. Vederlo ci permetterà di capire dove comincia la distorsione della sua storia oppure dove c'è una semplice leggenda. E se dovesse capitare che io, prima di morire, senta dire dalle nuove generazioni che non hanno mai incontrato Giorgio V, che era un uomo forte e silenzioso oppure sciocco e vacuo, saprò che la storia ha di lui un'immagine completamente sbagliata.
Gilbert Keith Chesterton, Autobiografia.
| Giorgio V in una vignetta satirica. |
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