sabato 12 settembre 2026

Un aforisma al giorno - I folli scherzi della verità.



La verità è che ogni giudizio genuino poggia su un certo mistero composto di umiltà e quasi di oscurità. L'uomo che disse: «Benedetto sia colui che non si aspetta nulla, perché non sarà deluso», compose la lode in modo del tutto inadeguato e, perfino, falso. La verità è: «Benedetto sia colui che non si aspetta nulla, perché sarà splendidamente sorpreso». L'uomo che non si aspetta nulla, vede le rose più rosse di quanto le possano vedere gli uomini comuni, e l'erba più verde, e un sole ancora più stupefacente. Benedetto sia colui che non si aspetta nulla, perché egli possiederà le città e i monumenti; benedetti siano i mansueti, perché essi erediteranno la terra. Fino a che non ci rendiamo conto che le cose potrebbero anche non essere, non possiamo renderci conto che le cose sono. Fino a che non vediamo lo sfondo di tenebra, non possiamo ammirare la luce anche di una sola cosa creata. Non appena vediamo quella tenebra, tutta la luce è fulminea, improvvisa, accecante e divina. Fino a che non ci dipingiamo l'assenza, noi svalutiamo la vittoria di Dio e non possiamo apprezzare nessuno dei trionfi della Sua antica guerra.

È uno dei milioni di folli scherzi giocati dalla verità, il fatto che noi non conosciamo nulla, fino a che non conosciamo nulla.

Gilbert Keith Chesterton, Eretici.



venerdì 11 settembre 2026

Un aforisma al giorno - Essere dalla parte dell'ortodossia.

Questa rapidità sorprendente con la quale i sistemi popolari diventano oppressivi è il terzo fatto di cui la nostra perfetta teoria del progresso dovrà tenere conto. Dovrebbe sempre vigilare che nessun privilegio si trasformi in abuso, che ogni diritto dei lavoratori non diventi un torto. Per quanto riguarda tale argomento, sono totalmente dalla parte dei rivoluzionari. Hanno ragione a sospettare sempre delle istituzioni umane; hanno ragione a non riporre la loro fiducia nei prìncipi né in alcun figlio dell’uomo. Il capo scelto perché amico del popolo diventa nemico del popolo; il quotidiano è nato per raccontare la verità, ora esiste per impedire che la verità venga detta. In questo caso, insisto, sento di essere davvero dalla parte dei rivoluzionari. E poi ho ripreso fiato: perché mi sono reso conto una volta di più che ero dalla parte dell’ortodossia.

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia.



giovedì 10 settembre 2026

Un aforisma al giorno - Se evitate di toccare un’insegna bianca, in poco tempo diventerà nera.


Abbiamo notato che una delle ragioni che vengono proposte per essere un progressista è che le cose tendono per natura a migliorare. Ma l’unica vera ragione per essere un progressista è che le cose tendono per natura a peggiorare. La corruzione delle cose non solo è l’argomentazione migliore per essere progressisti, ma è anche l’unica argomentazione contro l’essere conservatori. La teoria conservatrice sarebbe davvero irresistibile e incontestabile se non fosse per quest’unico fatto. Ma tutto il conservatorismo si basa sull’idea che se lasciate le cose tranquille, le lasciate come stanno. Tuttavia non è così. Se lasciate una cosa tranquilla, la lasciate esposta a un torrente di cambiamenti. Se evitate di toccare un’insegna bianca, in poco tempo diventerà nera. Se volete a tutti i costi che rimanga bianca, dovete sempre stare lì a dipingerla; vale a dire, dovete sempre avere una rivoluzione in corso. In breve, se volete la vecchia insegna bianca, dovete avere una nuova insegna bianca. Ma questo, che è vero perfino per gli oggetti inanimati, è vero per tutti gli esseri umani, in un senso speciale e terribile. È necessario che il cittadino vigili in maniera quasi innaturale per via della terribile rapidità con cui le istituzioni umane invecchiano. Nelle loro opere effimere, i romanzieri e i giornalisti hanno preso l’abitudine di parlare di uomini che soffrono sotto antiche tirannie. Ma, di fatto, gli uomini hanno quasi sempre sofferto sotto nuove tirannie; sotto tirannie che appena vent’anni prima erano state libertà pubbliche. Così l’Inghilterra impazzì di felicità per la monarchia patriottica di Elisabetta I; e poi (quasi subito dopo) impazzì di rabbia nella trappola della tirannia di Carlo I. Così anche in Francia la monarchia divenne intollerabile, non tanto dopo essere stata tollerata, ma subito dopo essere stata adorata. Il figlio di Luigi il beneamato fu Luigi il ghigliottinato.

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia.

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mercoledì 9 settembre 2026

Un aforisma al giorno - Uno stupore che di poco si allontana dalla paura (alla Giacomo Leopardi ne L'infinito...).



Se la nostra vita è davvero così bella come nelle favole, dovremmo ricordarci che tutta la bellezza delle favole sta in questo: che il principe prova uno stupore che di poco si allontana dalla paura. Se ha paura del gigante, per lui è finita; ma anche se non si stupisce di fronte al gigante per la favola è finita. Tutto dipende dal suo essere a un tempo umile abbastanza da essere sorpreso e arrogante abbastanza da sfidarlo. Perciò il nostro atteggiamento verso il gigante del mondo deve essere non solo una crescente delicatezza o un crescente disprezzo, ma una proporzione particolare tra le due cose, la giusta misura. Dobbiamo avere dentro di noi abbastanza rispetto per tutte le cose al di fuori di noi, così da usare riguardi quando calpestiamo l'erba. Dobbiamo anche avere abbastanza disprezzo per tutte le cose al di fuori di noi, per potere, all'occorrenza, sputare alle stelle. Tuttavia queste due cose, (se vogliamo essere buoni o felici) devono essere unite non in una combinazione qualsiasi, ma in una combinazione particolare. La felicità perfetta per gli uomini sulla terra (se mai verrà) non sarà una cosa piatta e solida, come la soddisfazione degli animali. Sarà un equilibrio esatto e pericoloso, come quello di un romanzo d'amore disperato. L'uomo deve avere abbastanza fiducia in se stesso per poter vivere delle avventure, e dubitare abbastanza di se stesso per poterne godere. 

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia.





martedì 8 settembre 2026

Un aforisma al giorno - Riflessione sulla crescita di una barba...

Non ci si può far crescere la barba in un momento di passione.

Gilbert Keith Chesterton, Tremendous Trifles.

 

lunedì 7 settembre 2026

Un aforisma al giorno - Giorni d'avventura...

Le avventure capitano nei giorni uggiosi, non in quelli soleggiati. Quando la corda della monotonia è tesa al massimo, allora si spezza con un suono simile a una canzone.

Gilbert Keith Chesterton, Il Napoleone di Notting Hill.




domenica 6 settembre 2026

Un aforisma al giorno - Qual è il vero grande uomo?


C'è un grande uomo che fa sentire piccolo chiunque. Ma il vero grande uomo è colui che fa sentire grande chiunque.

Gilbert Keith Chesterton, Charles Dickens. A Critical Study.

sabato 5 settembre 2026

Un aforisma al giorno - Ho dato un diminutivo all'universo...

(...) Io amavo terribilmente l’universo e volevo rivolgermi ad esso usando un diminutivo. Lo facevo spesso; e a lui non sembrava mai dispiacere.

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia.



venerdì 4 settembre 2026

Un ospite inatteso ma graditissimo al Falò 2026 dei Gruppi Chestertoniani Veronesi...!



Seguendo una consolidata tradizione, i Gruppi Chestertoniani Veronesi hanno celebrato il 29 agosto 2026 la serata del Falò:

- Dal finale di Eretici -

Fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro.
Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi d’estate. Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Combatteremo per i prodigi visibili come se fossero invisibili. Guarderemo l’erba e i cieli impossibili con uno strano coraggio. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.


Il programma, altrettanto consolidato, era questo:

Falò di sabato 29 agosto 2026

Via Nuova, 22 a Quinzano – Verona

Ore 18,30 Arrivo e cena al sacco.
Ore 19,30 Accensione del falò
- lettura dei brani di Chesterton:
quella dell’ordinario da Eretici
quella del proprio commentato dai presenti.
- snudamento delle spade
- taglio e degustazione del formaggio
- distribuzione del rum
- spegnimento del fuoco.
- fumata finale del sigaro ed eventuale ripresa della discussione.

Questa era la cosiddetta lettura del proprio:

Lettura del proprio del Falò del 29 agosto 2026

Da «I Problemi del Divorzio» in «La Serietà non è una virtù»

L’unico metro di giudizio che conosco per valutare un’argomentazione o un’aspirazione è in fin dei conti il seguente: tutte le necessità nobili dell’uomo parlano il linguaggio dell’eternità. Quando un uomo compie tre o quattro azioni per cui è stato mandato sulla terra, allora parla come un individuo destinato a vivere per sempre.

Fin qui tutto bene.

Ma se andate a questo collegamento troverete una presenza assai singolare e stupefacente:


Alla destra si riconosce il nostro Roberto Prisco, alla sinistra due chestertoniani veronesi, ed al centro...?


giovedì 3 settembre 2026

Un aforisma al giorno - Ladri e bigami meglio dei filosofi moderni...



Si dice che il criminale più pericoloso al giorno d’oggi sia il filosofo moderno, completamente al di fuori della legge. Rispetto a lui, i ladri e i bigami sono essenzialmente uomini morali; provo compassione per loro. Essi accettano l’ideale essenziale dell’uomo; semplicemente lo perseguono nel modo sbagliato. I ladri rispettano la proprietà. Desiderano semplicemente che quella proprietà diventi loro, per poterla rispettare in modo più perfetto. Ma i filosofi detestano la proprietà in quanto tale; desiderano distruggere l’idea stessa di possesso personale. I bigami rispettano il matrimonio, altrimenti non si sottoporrebbero alle formalità altamente cerimoniali e persino ritualistiche della bigamia. Ma i filosofi disprezzano il matrimonio in quanto tale. Gli assassini rispettano la vita umana; desiderano semplicemente raggiungere una maggiore pienezza della vita umana in se stessi attraverso il sacrificio di quelle che a loro sembrano vite inferiori. Ma i filosofi odiano la vita stessa, tanto la propria quanto quella degli altri.

Gilbert Keith Chesterton, L'Uomo che fu Giovedì.



mercoledì 2 settembre 2026

Un aforisma al giorno - Sacrificare la libertà senza ottenere l'uguaglianza.

Si può quindi affermare che, riguardo al socialismo, i suoi sostenitori lo raccomandavano in quanto aumentava l’uguaglianza, mentre i suoi oppositori vi si opponevano in quanto riduceva la libertà… Il compromesso alla fine raggiunto fu uno dei casi più interessanti e persino curiosi della storia. Si decise di fare tutto ciò che era mai stato condannato nel socialismo e nulla di ciò che era mai stato auspicato in esso… ci mettemmo a dimostrare che era possibile sacrificare la libertà senza ottenere l’uguaglianza… In breve, la gente decise che era impossibile ottenere alcuno dei benefici del socialismo, ma si consolò realizzandone tutti i lati negativi.

Gilbert Keith Chesterton, Eugenetica e altri malanni.




martedì 1 settembre 2026

Un aforisma al giorno - Gli uomini d'affari sono sentimentali come i ragazzi con le donne...



Credo sia un errore comune, tra gli idealisti radicali del mio partito e della mia epoca, suggerire che i finanzieri e gli uomini d’affari rappresentino un pericolo per l’impero perché sono così sordidi o così materialisti. La verità è che i finanzieri e gli uomini d’affari rappresentano un pericolo per l’impero perché possono essere sentimentali riguardo a qualsiasi sentimento e idealisti riguardo a qualsiasi ideale, qualsiasi ideale che trovino in giro; proprio come un ragazzo che non conosce bene le donne tende troppo facilmente a scambiare una donna per la donna in sé, così questi uomini pratici, poco abituati alle cause, sono sempre inclini a pensare che se una cosa si dimostra essere un ideale, allora si dimostra essere l’ideale.

Gilbert Keith Chesterton, Eretici.



lunedì 31 agosto 2026

Un aforisma al giorno - Le idee sono pericolose.

Le idee sono pericolose, ma l’uomo per cui sono meno pericolose è proprio l’uomo delle idee. Egli conosce bene le idee e si muove tra loro come un domatore di leoni. Le idee sono pericolose, ma l’uomo per cui sono più pericolose è proprio colui che non ne ha. A quest’ultimo la prima idea che gli capita in mente gli darà alla testa come il vino a un astemio.

Gilbert Keith Chesterton, Eretici.





domenica 30 agosto 2026

Un aforisma al giorno - Fretta...

Uno dei grandi svantaggi della fretta è che porta via tantissimo tempo.

Gilbert Keith Chesterton, All Things Considered.



sabato 29 agosto 2026

Un aforisma al giorno - Un'improvvisa speranza nel cuore.

In effetti, il Libro di Giobbe risponde apertamente al mistero solo con il mistero. Giobbe viene consolato con enigmi; ma viene comunque consolato. Qui si trova davvero un modello, nel senso di una profezia, di cose che parlano con autorità. Perché quando chi dubita può solo dire: «Non capisco», è vero che chi sa può solo rispondere o ripetere: «Tu non capisci». E sotto quel rimprovero c’è sempre un’improvvisa speranza nel cuore; e la sensazione che ci sia qualcosa che varrebbe la pena di comprendere.

Gilbert Keith Chesterton, L'Uomo Eterno.



venerdì 28 agosto 2026

Un aforisma al giorno - La sostanziale sacralità del sonno.


Il più grande atto di fede che un uomo può fare è quello che tutti noi facciamo ogni notte. Abbandoniamo le nostre identità, trasformiamo le nostre anime e i nostri corpi nel caos. Dissolviamo noi stessi come alla fine del mondo: sotto tutti gli aspetti, diventiamo uomini morti, nella sicura e certa speranza di una gloriosa resurrezione. Dopo di ciò è vano definire noi stessi per sistemi, quando abbiamo questa fede nelle leggi della natura, quando le lasciamo vegliare sulla nostra culla armate e onnipotenti. È inutile che parliamo male del potere supremo, quando circa ogni dodici ore restituiamo la nostra anima e il nostro corpo a Dio senza nessuna sicurezza. Questa è la sostanziale sacralità del sonno, e la più chiara ed evidente ragione per cui tutte le tribù di tutte le epoche abbiano trovato in esso e nei suoi fenomeni una fonte di speculazione religiosa. In questa improvvisa e sorprendente trance che chiamiamo sonno, siamo portati via contro la nostra volontà o scelta, e ci vengono mostrati prodigiosi panorami, sensazionali accadimenti, e i frammenti di storie poco decifrabili. Gli uomini hanno, in tutte le epoche, basato molti dei loro credi e speculazioni su questo fatto. Con considerevole sicurezza può essere affermato che sarebbero stati grandemente sciocchi a non farlo.

G.K. Chesterton, Lettura e follia (dal capitolo Il significato dei sogni)



giovedì 27 agosto 2026

Un aforisma al giorno - Il mistero della farmacia



Questo è un semplice punto di vista unilaterale, ma è una visione che può esigere di trovare voce, se non altro per giustizia verso gli scrittori per l’infanzia vecchio stile, spesso criticati ai giorni nostri. Il loro moralismo a volte è nauseante, ma in fondo sono le persone adulte a esserne nauseate. Sui bambini la moralità scorreva via come l’acqua sul dorso di un’anatra. Ciò che delle vecchie storie morali piaceva ai bambini era il fatto che erano storie realistiche e che gli autori, come i bambini, erano realisti, persone davvero interessate ai fenomeni di questo mondo. Tutti i lettori dei racconti della signorina Edgeworth (per fare un magnifico esempio) ricorderanno una mirabile storia di una ragazzina che desiderava possedere i vasi di liquido colorato che erano in mostra nella vetrina di una farmacia. La morale della storia, che ricordiamo solo vagamente, riguardava la negatività del desiderio e la vanità delle aspirazioni umane. Ma il bambino che ha letto la storia, in realtà, ha assorbito una morale esattamente opposta a quella della storia: ha imparato a sognare quei vasi, a gioire davanti allo splendore dei colori primari. Il pessimismo educativo dell’etica vecchio stampo non sfiorava la questione, il nocciolo era che la signorina Edgeworth aveva colto un frammento luminoso di poesia che era sfuggito a Keats e Browning, il fascino di quelle lune mostruose e colorate che lungo la strada annunciano il mistero della farmacia.

Gilbert Keith Chesterton, Lettura e follia (dal capitolo La biblioteca della nursery)





mercoledì 26 agosto 2026

Un aforisma al giorno - Le prime occhiate sono le migliori.



Se chiunque di noi riporta la mente alla propria infanzia, ricorderà che il senso del sovrannaturale era ancorato il più delle volte a qualche oggetto del tutto banale e concreto, a un particolare pianerottolo delle scale, a un determinato albero nel parco, a un modo di tagliare il cartoncino o ai capelli di una bambola giapponese. Il bambino non ha bisogno del nonsense: per lui l’intero universo è privo di senso, nel significato più nobile di quella già nobile espressione. Un albero è qualcosa di sproporzionato e bizzarro, un asino è emozionante quanto un drago. Tutti gli oggetti vengono visti attraverso una enorme lente di ingrandimento: la margherita nel prato è ampia come un albero delle Esperidi, e i ciottoli disseminati in una pozzanghera fungeranno da Isole dei Beati. Un bambino è inferiore a noi sotto molti punti di vista: non ha il senso dell’esperienza, della padronanza di sé; soprattutto non ha alcuna conoscenza dell’emozione profonda, o di quei grandi dolori che rendono la vita degna di essere vissuta. Possiede però un peculiare grado di superiorità. Noi scopriamo costantemente nuovi mondi estetici, e l’ultima scoperta che abbiamo compiuto è questo universo del nonsense. Ma il bambino ha apprezzato questo mondo alla prima occhiata, e le prime occhiate sono le migliori.

G.K. Chesterton, Lettura e follia.



martedì 25 agosto 2026

Un aforisma al giorno - Il nonsense è per gli adulti.



La grande letteratura del nonsense ha un enorme valore, ma si può almeno ragionevolmente asserire che è valido principalmente per gli adulti. Il nonsense è un concetto di una sottigliezza “meredithiana”. Non sono i bambini a dover leggere le parole di Lewis Carroll: fanno molto meglio a passare il tempo a preparare torte di fango; al contrario, saggi e filosofi brizzolati dovrebbero stare seduti tutta la notte a leggere Alice nel paese delle Meraviglie per studiare quel problema molto oscuro della metafisica, la terra di confine tra ragione e irrazionalità, e la natura della più imprevedibile delle forze spirituali, l’umorismo, che danza in eterno tra quei due poli. Il fatto che noi traiamo piacere in certe storie lunghe ed elaborate, in certe forme complicate e curiose di dizione, che non hanno alcun significato comprensibile, non è un argomento con cui far giocare i bambini, è un argomento con cui far impazzire gli psicologi. Siamo noi persone mature, con il nostro gusto per ciò che esula dalle regole, ad aver inventato il nonsense. Ci siamo concessi il piacere di Ciciarampa e dello Yonghy-Bonghy-Bo, così come ci siamo immersi nello spiritualismo e nelle fiabe celtiche, perché avevamo una perenne impazienza verso la nostra stessa monotona terra. Ma il bambino si trova in una posizione nettamente superiore. Per lui la terra non è monotona, per lui non vi è necessità di libri. Quell’elemento del selvatico e del poetico che ci viene suscitato dal Dong con il naso luminoso, in lui è suscitato da un normale parente. Per il bambino non è necessario risvegliare il senso di straniamento e umorismo dotando un uomo di un naso luminoso. Per il bambino (prototipo del vero filosofo, che non è ancora nato) è già sufficientemente strano e divertente avere un naso.

Gilbert Keith Chesterton, Lettura e follia.



 

lunedì 24 agosto 2026

Lettura e follia contiene un interessante saggio sul nonsense.



L'editore Euridice alcuni anni fa ha tradotto e pubblicato con il titolo Lettura e follia i saggi contenuti in Lunacy and Letters, saggi che Chesterton aveva scritto sul Daily News tra il 1901 e il 1913. Come è immaginabile i saggi non sono che una raccolta o selezione di tutti quelli che il Nostro aveva scritto per la testata liberale: su questo blog anni fa parlammo dell'edizione di tutti i saggi del Daily News raccolti e curati da Julia Stapleton in ben otto volumi editi da Pickering & Chatto nel 2011.

Come molti lettori sanno, la sua carriera di giornalista mosse i suoi passi più certi dalle colonne del quotidiano liberale Daily News, e fu il primo trampolino per la carriera di Chesterton; nel 1901 ne divenne regolare collaboratore, il che costituì una crescita di cui fu lieto e grato perché rappresentò il significativo cambiamento rispetto al precedente lavoro di assistente editoriale.

Al di là dell'importanza dei saggi scritti per il quotidiano, va rilevato che tra uno di quelli raccolti nel volume tradotto in italiano ce n'è uno che spicca perché ci trova svegli sull'argomento da esso trattato, e cioè il nonsense e la letteratura infantile, Lewis Carroll e soprattutto Edward Lear.

Ve lo segnalo, allora; si intitola La biblioteca della nursery, e vi indico un significativo passaggio, coerente con quanto Chesterton ha già affermato altrove:

In onore del bambino il Diciannovesimo secolo ha compiuto una vera scoperta, la scoperta dei cosiddetti libri del nonsense. Sono creazioni così legate al nostro tempo che dovremmo valutarle al pari dell’elettricità o della scuola dell’obbligo. In letteratura costituiscono una scoperta del tutto nuova, la scoperta che l’incongruenza in sé può costituire una certa armonia, che come esiste una bellezza nelle ali di un uccello perché richiamano l’anelito, così può esserci nelle ali di un rinoceronte perché suscitano risa. Lewis Carroll raggiunge grandi livelli in questa follia poetica. E il signor Edward Lear, a parer nostro, è ancora più grande. È comunque giusto dire che questa invenzione potrebbe riscuotere critiche per quanto attiene alla sua funzione educativa. Soprattutto dobbiamo evitare di confondere gli aspetti dell’infanzia graditi ai bambini con quelli graditi a noi.

L'altrove cui mi riferisco è quel che segue:

https://uomovivo.blogspot.com/2026/02/una-aforisma-al-giorno-bisogna-essere.html

https://uomovivo.blogspot.com/2026/03/un-aforisma-al-giorno-sui-paradossi.html

Si tratta dell'articolo uscito sull'Illustrated London News dell'11 marzo 1911, che pensai di suddividere in due parti al momento della traduzione.

Ma c'è anche quest'altro saggio, sempre tratto dall'Illustrated London News ma del 15 ottobre 1921:

https://uomovivo.blogspot.com/2026/02/un-inedito-in-lingua-italiana.html

Lo scorso Chesterton Day ha trattato anche quest'aspetto delle idee chestertoniane, ed è stato bellissimo parlarne e metterlo in pratica con esempi antichi e moderni ed alcuni anche estemporanei prodotti da alcuni nostri soci.

Estrarremo altri brani dal saggio che segnaliamo oggi; l'argomento del nonsense attrasse fortemente l'attenzione di Chesterton già all'epoca di The Defendant, ove gli dedicò un intero capitolo, In difesa del nonsense. In esso si diceva:

La persona benintenzionata che, limitandosi a studiare l’aspetto logico delle cose, ha deciso che «la fede è nonsense», non si rende conto di quanto abbia ragione; in seguito potrebbe rendersi conto che, in realtà, il nonsense è proprio fede.

Tutto questo per dire del peso e della centralità della questione nonsense per il Nostro. D'altro canto non mi pare che esistano grandi studi sul punto, come pure sembra non vi siano a proposito della questione del rapporto tra Chesterton e Tolkien. Tolkien fece espressamente risalire parte del suo impegno letterario proprio alla "fantasia chestertoniana", quella del Mooreeffoc (vedi qui, quima anche qui...). È invece importante approfondire questi aspetti (nonsense, immaginazione, stupore, umiltà...) e segnalarne l'importanza. Cercheremo di farlo.

 Marco Sermarini