sabato 28 marzo 2026

Un aforisma al giorno - Mooreeffoc, ecco la fonte...

Lo stesso Dickens ha fornito un esempio perfetto di come questi dettagli da incubo prendessero sempre più piede nella sua mente mentre era assorto nei suoi pensieri. Tra le caffetterie in cui si rifugiava in quei giorni infelici, menziona «una in St. Martin’s Lane, della quale ricordo solo che si trovava vicino alla chiesa e che sulla porta c’era una lastra di vetro ovale con la scritta “COFFEE ROOM” dipinta sopra, rivolta verso la strada. Se oggi mi trovo in una caffetteria di tipo molto diverso, ma dove c’è una scritta del genere su un vetro, e la leggo al contrario dal lato sbagliato, MOOR EEFFOC (come facevo spesso allora in una triste fantasticheria), un brivido mi attraversa il sangue». Quella parola selvaggia, “Moor Eeffoc”, è il motto di ogni realismo efficace! è il capolavoro del buon principio realistico — il principio secondo cui la cosa più fantastica di tutte è spesso il fatto preciso. E quel tipo di realismo elfico Dickens lo adottò ovunque. Il suo mondo era animato da oggetti inanimati. La data sulla porta danzava sopra il signor Grewgius, il battente sorrideva beffardo al signor Scrooge, il Romano sul soffitto indicava il signor Tulkinghorn, la vecchia poltrona guardava lascivamente Tom Smart: sono tutte cose mooreeffochiane. Un uomo le vede perché non le guarda.

Gilbert Keith Chesterton, Charles Dickens. A Critical Study.



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