Pietro Pozzi Tutto è iniziato a ottobre della quarta superiore. Mi era preso lo sghiribizzo di mettere sottosopra la biblioteca dei miei genitori,e prendere i libri che potevano interessarmi. Quel pomeriggio trovai "L'uomo che fu Giovedì","Le avventure di un uomo vivo","il pugnale alato e altri racconti" e delle raccolte di Padre Brown. Tutto bellissimo,quasi mi dispiaceva finirli questi libri. In università l'avevo quasi dinenticato. Ma grazie alla mostra presentata al Meeting di Rimini, e la grazia di esser capitato in appartamento ,il terzo anno, con un amico che aveva curato la mostra e che stava facendo la tesi su di lui e il suo rapporto col medioevo,sono tornato a leggerlo,rubandogli i libri e imparando ad usare adeguatamente la biblioteca della mia università. È un'amicizia che mi sta accompagnando in tutto,da quando sono allegro a quando vorrei bruciare tutto il mondo,quando non so parlare a una donna,in sintesi sia davanti a code che muovono cani che davanti a cani che muovono code. Il che è bello ed istruttivo!
venerdì 13 novembre 2015
Un Tweet di Philippe Maxence sull'indissolubilità del matrimonio per Chesterton
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#Chesterton et l'indissolubilité du #mariage (par Mathieu Grossi) amisdechesterton.fr/2015/11/13/che… | |
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Un Tweet di Philippe Maxence sull'indissolubilità del matrimonio per Chesterton
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Una nuovissima biografia di Chesterton da Denis Conlon
Denis Conlon è uno studioso inglese di Chesterton che ha appena pubblicato questa nuova ed aggiornatissima biografia di Chesterton.
La pubblica Methuen, importante editore inglese ed uno degli editori dell'opera di Chesterton quando Gilbert era in vita, che però paradossalmente oggi non ha neppure un titolo del nostro in catalogo.
Intanto accontentatevi della copertina e della nota dell'editore, poi vedremo...
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Lo vedete? E' lui, mr. Ed! Il babbo di Chesterton!
Avevamo trovato fotografie della moglie, del fratello, della mamma, dei cognati acquisiti per parte di Frances, della cognata Ada Jones, ma ci mancava sempre lui, Mr. Ed, Edward Chesterton, il contitolare dell'agenzia immobiliare Chesterton (che ancora esiste, le abbiamo dedicato un post anni fa e chi va in giro per l'Inghilterra e per Londra non può non vederla), L'Uomo dalla Chiave d'Oro di cui si parla nell'Autobiografia di Gilbert (per tutte queste notizie è sufficiente che da qui viriate verso il motore di ricerca interno del blog - un viaggio lunghissimo! - e digitiate "Edward Chesterton" ed avrete abbastanza notizie).
Eccolo!
Direte: ma si vede male! Siete incontentabili, allora. Eccolo lì, Mr. Ed, l'uomo che dava centinaia di libri da leggere al piccolo Gilbert (molti li ho potuti vedere a Beaconsfield, e alcuni a casa del mio gemello Dale Ahlquist, istoriati con disegni), che lo portava in giro per Londra a visitare chiese e musei splendidi, a teatro, che si dilettava con gli hobby più creativi e colorati come costruire lampade di vetro, dipingere e soprattutto fare il teatrino delle marionette per i piccoli Gilbert e Cecil. Quel teatrino esiste ancora, e Gilbert ci ha giocato fino alla fine, e per quel che mi riguarda (il che conta veramente poco) è uno degli indizi della sua santità.
Edward ebbe un ruolo fondamentale nella formazione di Gilbert, e Gilbert ne dà ampiamente atto nell'Autobiografia. Approfondiremo presto, se Dio vuole.
Questa foto, più ampia, con diverse persone ritratte, viene dal libro di Nancy Carpentier Brown su Frances, e già solo per questo meriterebbe di essere acquistato. Ma lo merita per molte e molte più ragioni, e non smetterò mai di ringraziarla.
In ogni caso ora Mr. Ed, il babbo di Gilbert, ha un volto, e questo mi rallegra moltissimo e - se devo dirvi - anche commuove un pochino.
Marco Sermarini
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Altre due bellissime immagini dalla nuova edizione di Cosa c'è di sbagliato nel mondo
E' un libro splendido che tutti devono avere in mano e leggere quanto prima possibile.
La traduzione di Annalisa Teggi è insuperabile e i disegni sono spettacolari.
Ergo acquistatelo.

Giochino chestertoniano domenicale - Chi vi ha fatto conoscere Chesterton? - Aggiornamento da Facebook 2
Ernesto Carlo Venier Rimasi folgorato (non esagero) leggendo "La Croce Azzurra", uno dei più bei racconti di Padre Brown, contenuto nell'antologia scolastica delle scuole medie. Lo lessi nell'estate successiva alla fine della terza media, spinto dal ricordo del Padre Brown televisivo interpretato da Renato Rascel. Solo uno o due anni dopo riuscii a comprarmi tutti i racconti di Padre Brown, trovandoli in una bancherella di libri usati. E da li nacque un amore che dura da tutta una vita.
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giovedì 12 novembre 2015
mercoledì 11 novembre 2015
Appena arrivati in sede questi due meravigliosi libri!
Sono appena arrivati questi due splendidi libri su ed intorno Chesterton.
Il primo che vedete qui sotto è Chesterton and the Jews - Friend - Critic - Defender (Chesterton e gli ebrei - Amico - Critico - Difensore). L'ha scritto Ann Farmer, una ricercatrice inglese che ha una particolare attenzione ai rapporti tra cristiani ed ebrei, e che è stata attirata dalla particolarità ed esemplarità della vicenda umana di Chesterton, tacciato di essere antisemita e al tempo stesso vero e (non supposto) amico di decine e decine di ebrei (ricordo un solo episodio: una coppia di amici ebrei dei Chesterton, i coniugi Solomon, abitavano a Battersea quando Gilbert e Frances da poco sposati abitavano in quell'area di Londra. Quando nel 1909 i Chesterton decisero di trasferirsi a Beaconsfield i Solomon, che erano così legati a loro venendo ricambiati, decisero di fare altrettanto… Strano per un antisemita…). La Farmer ha svolto ricerche accurate sulla questione ed il libro è proprio una bella ricerca, dettagliata e vorrei darvene un resoconto quanto prima, anche se so che non molti potranno leggerlo (il libro è in inglese e non prevedo ci siano traduzioni in italiano, almeno per adesso).
Il secondo libro invece riguarda Frances, di cui si parla ma non abbastanza. La questione è stata presa sul serio da Nancy Carpentier Brown, socia della American Chesterton Society, animatrice del gruppo chestertoniano di Chicago ed appassionata ricercatrice della vita di Frances Blogg, la cara moglie di Gilbert. Il libro vanta anche la presentazione del mio gemello americano, Dale Ahlquist, il che non è poco. Ho avuto la fortuna di conoscere Nancy durante il mio viaggio in America dello scorso anno e sono contento che abbia prodotto questa bella fatica. L'importanza di Frances nella vita di Gilbert è altissima, non possiamo immaginare Gilbert senza di lei. Si dice spesso che chi ha avvicinato al cattolicesimo Gilbert siano stati Padre O' Connor, Belloc e padre McNabb. È vero solo in parte, perché ci si dimentica dell'imprescindibile sforzo di Frances, una buona e sincera anglicana che lo riavvicinò prima di tutto a Gesù Cristo in gioventù e che lo seguì nel bel passo della conversione al cattolicesimo due anni dopo, nel 1924. Di lei abbiamo parlato alcune volte in questo blog rilanciando proprio gli accenni fatti in questi anni di ricerca da parte di Nancy, ed ora è Nancy a regalarci questo bel libro. Quando le ho detto che avevo acquistato il suo libro, Nancy mi ha augurato di innamorarmi di Frances. Spero di riuscire a farvi innamorare di Frances riportandovi le mie impressioni. Guardate com'era graziosa Frances, intanto.
Intanto ripropongo uno slideshow fatto anni fa da Nancy che ha come sottofondo una canzone tradizionale inglese, le cui parole sono state scritte da Frances, How far is it to Bethlehem? Dice più quel video di tante parole, forse. Ma il libro della cara Nancy va letto, perché ci apre una porta su una persona così importante e così poco nota.
Le foto che vedete sono proprio quelle dei libri nelle mie mani.

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martedì 10 novembre 2015
Un aforisma al giorno (ogni tanto bisogna rilanciare questo pezzetto...)
"(Innocent Smith) Aveva fatto perdere a sua moglie una lunga serie di domestiche eccellenti, a causa di quella sua abitudine di bussare a casa sua come fosse un perfetto sconosciuto, per chiedere se il signor Smith abitasse davvero lì e che tipo d'uomo fosse. La classica domestica londinese non è abituata a padroni che si dilettano con ironie così astruse; e risultò impossibile spiegarle che il padrone lo faceva per guardare le proprie faccende con la stessa viva curiosità che di solito si ha verso le faccende altrui.
«So che c'è un tale chiamato Smith» era solito dire con aria stranita «che vive in una di queste case a schiera. So che è molto felice, eppure non riesco mai a coglierlo in flagrante». Talvolta era capace di mettersi improvvisamente a trattare sua moglie con quel tipo di cortesia impacciata, tipica di un giovane che s'innamora a prima vista di una sconosciuta. Talvolta era capace di estendere queste poetiche premure anche nei confronti del mobilio; si scusava con la sedia su cui si sedeva, saliva le scale con la prudenza di uno scalatore, per sentire come nuova la percezione di quello scheletro di realtà. «Ogni gradino è una scala e ogni sgabello è una gamba» diceva. E altre volte si comportava da sconosciuto nel modo completamente opposto, cioè entrando da passaggi strani, per sentirsi come un ladro o un rapinatore. Scassinava e s'introduceva abusivamente in casa sua, come aveva fatto quella notte con me".
Gilbert Keith Chesterton, Uomovivo
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Giochino chestertoniano domenicale - Chi vi ha fatto conoscere Chesterton? - Aggiornamento da Facebook
Chi vi ha fatto conoscere Chesterton?
http://uomovivo.blogspot.it/…/giochino-chestertoniano-domen…
Piace a Francesco Lutzu, Fabrizio Saracino, Emanuele Dall'Asta e altri 8.
Commenti
Gilbert C. J. Orwell Il mio caro amico Giacomo Berchi, che mi prestò Ortodossia tre o quattro anni fa, inconsapevole dei danni che avrebbe causato.
Emanuele Dall'Asta Ho conosciuto Chesterton grazie alle conferenze di Edoardo Rialti tenute a Brescia anni fa. Il primo libro letto di Chesterton è stato il Napoleone di Notting Hill senza sapere che dopo sarebbero venuti altri libri, mi fa tanta compagnia e un libro tira l'altro.
Giovanni Soppelsa J. L. Borges, che disse di avere passato numerose ore di divertimento con la sua lettura.
Brunella Di Giovanni fra Fra Roberto Brunelli !!! Emoticon wink
Italo Benati Direi a metà degli anni '60 ascoltai in radio (Rai) una riduzione di Manalive. Poi venne Padre Brown in TV e poi cominciai a trovare qualche libro: autobiografia da IPL, vecchie ed Paoline, la sfera e la croce e poi le dighe hanno ceduto...
Iris Perticone credo anche per me il primo contatto sia stato il Padre Brown con Renato Rascel.
Fabrizio Saracino Il Prof. Claudio Gentili
Barbara Barbini Ho visto il padre Brown televisivo senza sapere chi fosse l'autore di quei racconti. Mi sono avvicinata ai suoi libri molti anni dopo, stimolata dall'interesse che un amico aveva per questo autore.
Maddalena Tamburini Il sempreverde Marco Romeo !!!
Riccardo Micheletti Nessuno. Guardavo i telefilm di Padre Brown...
Fra Roberto Brunelli Ho visto per la prima volta il nome Chesterton sui tavoli della libreria del Meeting, stampato su cartoncini deliranti vergati dall'Uomo Vivo che invitavano ad appuntamenti essoterici i membri di una fantasmagorica Società Chestertoniana Italiana. Poi ho letto Ortodossia ed è scoccata la scintilla che ha fatto esplodere tutto...
Roberto Di Palma Ho conosciuto Chesterton perché Slavoj Zizek lo cita spesso. Così ho comprato Ortodoxy ed eccomi qui.
Elisabetta Gavetti Il caso, che mi ha fatto "inciampare" ne "L'osteria volante" in biblioteca durante i primi anni di liceo, e da allora non se n'è più andato.
Elisa Emmolo Un regalo a caso del "Club dei mestierei stravaganti"da parte di mio marito e una conseguente ricerca su internet che mi ha condotto al blog dell'uomovivo.
Cristina Girimondo La compagnia dei tipi loschi e mio papà
Rosa Bunda Padre Manuel Braghini il Grande in Universita Cattolica a Milano
Luigi Lattanzi Anch'io da bambino guardavo la serie televisiva di Padre Brown. Poi tre anni fa mia figlia, studentessa di lingue a Ca' Foscari, è tornata a casa dicendo:"farò una tesi su Chesterton". L'autobiografia mi ha folgorato!
Kikina Martino la tv temo...il resto l'ho fatto da sola...
Cristian Iacuitto Leggendo il quotidiano Il Foglio. Qualche anno fa scrissero molti articoli relativi alle sue opere, e più in generale, ai suoi pensieri.
Paolo Pegoraro Da ragazzo, i fumetti di Padre Brown pubblicati su "Il Giornalino". Anni dopo - molti anni dopo - un martellante Andrea Monda Emoticon smile
Umberta Mesina Io non me lo ricordo. Acquistai le vecchie raccolte Garzanti dei racconti di padre Brown in un negozio di libri usati, venti o più anni fa, ma non ricordo se le presi perché ero incuriosita dalla presentazione in quarta di copertina (mi piacevano molto i racconti gialli) oppure perché ne avevo già sentito parlare.
Giovanni Carlini Anni 60, RaiTv, I racconti di Padre Brown con l'interpretazione di Renato Rascel...
Ambra Bollini Padre Brown in Tv e le mie zie che ne leggevano i libri.
Costanza Canali Anni fa ho comprato per caso un libro contenente opere scelte di Chesterton perchè ero incuriosita dalla copertina;all'interno tra gli altri,c'era quello che è diventato il mio romanzo preferito:"Le avventure di un Uomo Vivo"
Alberto Botta Predica settimanale, ai tempi dell'università, del parroco di Santa Sabina a Genova: come dice Chesterton "Il cristianesimo è concreto come le patate!". Perdoniamo che in realtà sia il peccato originale concreto come le patate
Maria Antonietta Romeo Chiantini Mio padre con una raccolta di casi di padre Brown e mi innammoraio di come parlava della Chiesa e del Cattolicesimo. Capì con Chesterton la sua grandiosità
Maria Grazia Gotti Chesterton! Mi ha teso un'imboscata a una bancarella di libri usati vicino alla fermata del bus, una sera che mi mancavano poche pagine del libro che stavo leggendo ed ero stranamente in anticipo sull'orario di partenza. Era L'innocenza di Padre Brown....Altro...
Gianluca Selmi La antologia delle scuole medie in cui c era La Croce Azzurra, poi una amica, Anna Chiara, che in GS mi ha fatto leggere delle frasi sconvolgenti di Chesterton, a quindici anni.
Maria Paola Meloni Credo una recensione di "L'Uomo che ride", che poi ho acquistato, letta su Il Foglio
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