mercoledì 20 giugno 2018

Ecco cosa troverete a San Benedetto del Tronto il giorno del Chesterton Day...

La Torre dei Gualtieri a San Benedetto del Tronto

Palme e cielo azzurro della mia città
L'uomo più buono, più intelligente, più umile,
più simpatico del mondo e la sua brava signora
(sono miei buoni amici! Voglio presentarveli!)
Un po' di Irlanda...
Un po' di Croazia...
Il magnifico panorama di cielo e mare dal Colle di Santa Lucia
Il mio amico Angelo Bottone...
Il mio amico Nikola Bolšec che porterà il suo amico
Šimun Lončarević...
Un mastodontico cavallo bianco...
La festa del beato Pier Giorgio Frassati, con tipi loschi,
hobbit, buoni amici...
Il Napoleone di Notting Hill...

Mi sembrano tutti ottimi motivi per venire...

Marco Sermarini

Il XVI Chesterton Day è ormai alle porte...

Domenica 24 Giugno 2018 ore 19.30 celebreremo il XVI Chesterton Day a San Benedetto del Tronto (AP), Contrada Santa Lucia Alta n° 25, presso il Centro Educativo La Contea (non il solito posto!).

Interverranno Nikola Bolšec e Šimun Lončarević del Hrvatski Čestertonijanski Club e Angelo Bottone della Società Chestertoniana Irlandese.

Ascolteremo delle testimonianze sul recente pellegrinaggio della Scuola Libera G. K. Chesterton presso la tomba del nostro Gilbert.

Leggeremo brani tratti dalle opere di Chesterton, mangeremo e berremo allegramente (prenotatevi!) e staremo tra buoni amici.

Una sorpresa sulla santità di Chesterton...

Che cosa aspettate a venire???

martedì 19 giugno 2018

Un aforisma al giorno

Lenin di Leon Trotsky. La pubblicazione di questo libro ha causato l'esilio di Trotsky; ma ci sono libri ugualmente scritti male ogni settimana senza che alcuna specifica punizione sia inflitta...  

Gilbert Keith Chesterton, G. K.'s Weekly, 11 Aprile 1925, 69

domenica 17 giugno 2018

El escritor y poeta inglés G. K. Chesterton, camino a la santidad | Diario Sur

El escritor y poeta inglés G. K. Chesterton, camino a la santidad | Diario Sur

El escritor y poeta inglés G. K. Chesterton, camino a la santidad

ÍÑIGO GURRUCHAGA

Domingo, 17 junio 2018, 00:03

londres. El director espiritual del seminario de Oscott, John Udris, en la diócesis de Northampton, presentará en julio a su obispo, Peter Doyle, el informe preparatorio para iniciar la causa de canonización de G. K. Chesterton (1874-1936), autor prolífico de poemas, ensayos o biografías, que vivió en esa comarca eclesiástica. Sería el primer santo de Reino Unido en tres siglos.

Il resto nel collegamento!

sabato 16 giugno 2018

Un aforisma al giorno

L'orgoglio non è solamente un nemico dell’istruzione. L'orgoglio è nemico del divertimento. La lezione più grande di San Francesco d'Assisi è l'idea di una modestia corrispondente ad un piacere quasi fantastico.

Gilbert Keith Chesterton, Lunacy and Letters

venerdì 15 giugno 2018

Il vecchio paradosso popolare - di Fabio Trevisan (da Riscossa Cristiana)

Chesterton, che fin da bambino amava allestire il teatrino domestico e ritagliare le figure di carta di teste di draghi, di San Giorgio a cavallo e di principesse inermi, assisteva spesso e con molto diletto a rappresentazioni teatrali medioevali, come i “Misteri di Coventry”. Questi “Misteri” (la parola derivava dal latino medievale e significava “cerimonia”) costituivano quel genere teatrale apparso durante il cosiddetto Basso Medioevo in cui era previsto l’utilizzo del verso e della lingua volgare. Pertanto i dialoghi contenuti in quei “Misteri” erano adatti per un pubblico vasto e costituivano un ricco repertorio di storie e leggende che affascinavano le credenze popolari e suscitavano l’immaginazione. 
Uno dei soggetti preferiti di queste rappresentazioni teatrali popolari era la Passione di Cristo, oppure altri soggetti erano presi soprattutto con riferimento alle Sacre Scritture o alle vite di Santi (chiamati “Miracoli”) . Tutto questo mondo, che catturò la fantasia e l’intelligenza di Chesterton, è andato col tempo perduto, assieme alle società organizzatrici di questi allestimenti scenici, che erano spesso confraternite di artigiani. Questi spettacoli cui Chesterton assisteva, come risultava anche dai registri delle corporazioni, combinavano assieme elementi comici, seri e potenza rappresentativa. Ecco cosa registrava il grande scrittore londinese dopo aver goduto di uno di questi spettacoli: “Se affermassi di essermi molto divertito assistendo a una rappresentazione della Natività del XIV secolo, forse potrei essere frainteso. E ciò che più conta, potrebbero essere fraintesi circa mille anni di storia davvero eroica…le persone erudite sembrano davvero ignorare questo bel divertimento medievale…penso che l’arte popolare del passato fosse un po’ più allegra di quella odierna e nel vedere questo dramma di Betlemme ho avvertito la sensazione che le buone notizie si prestano a essere rappresentate in scena come quelle cattive e che probabilmente apprendere la notizia della nascita di un bambino è eccitante quanto essere informati sull’uccisione di un uomo”. 
Chesterton affermava di amare queste rappresentazioni teatrali non tanto perché appartenevano al passato e quindi spesso considerate come “vecchie”, ma proprio perché erano da lui considerate “nuove”: “Lo sono dal punto di vista immaginativo poiché è come se la prima stella ci conducesse al primo bambino”. In questo dramma della Natività cui Chesterton assistette le madri cantavano una ninnananna ai bambini prima che arrivassero i soldati di Erode a compiere quella strage degli innocenti, come rilevava lo scrittore di Beaconsfield: “Nulla potrebbe essere più completamente farsesco della scena in cui re Erode finge di aver provocato il temporale…in altre parole, quella semplicità popolare capace di considerare il potere arbitrario come una pantomima assurda che si presta a burle, è stata alterata da un processo triste perché lento e accurato. Era una specie di satira da quartieri poveri”. 
Nell’Inghilterra dei suoi tempi, oltre a queste rappresentazioni popolari che univano senso del sacro con elementi farseschi e drammatici, vi era spazio anche per giornali umoristici come ad esempio il “Punch”, dove – annotava sempre Chesterton – possiamo riscontrare questo passaggio dalle burle contro il palazzo alle burle contro il pub. Le classi raffinate sono materia per la commedia raffinata e soltanto la gente comune è materia per la farsa comune. E’ corretto definire moderna questa raffinatezza…”. Si ri-presentava così il vecchio paradosso popolare laddove dinanzi al tragico crimine di Erode la sua punizione era comica: “Ha compiuto un massacro di bambini ed è stato ridicolizzato in una pantomima natalizia per il divertimento di altri bambini. Egli ha compiuto assassini tramite proclami e in risposta è stato oggetto di caricature”. Un vecchio paradosso popolare in difesa dell’antica tradizione risalente al Medioevo cristiano.

Da Southwark

giovedì 14 giugno 2018

Mons. Barron appoggia la richiesta di aprire il processo di beatificazione di Chesterton

Mons. Robert Barron, vescovo ausiliare di Los Angeles, ha detto a Mons. Peter Doyle, vescovo di Northampton, di considerare Chesterton un santo e di appoggiare la richiesta di apertura del processo sulle virtù eroiche. Da una lettera che padre Udris ha appena letto in diretta alla conferenza sulla santità di Chesterton, peccato per chi non c'era (io, Marco Sermarini, ho seguito la diretta Facebook grazie all'invito del mio amico Stuart McCullogh)...

Un Centro Estivo chestertoniano!





La nostra amica Barbara Rivola del Centro di Solidarietà di Faenza quest'anno ha scelto come tema del suo centro estivo: "Le avventure di un uomo vivo". Disegno gentilmente fornito a titolo completamente  gratuito, da Lorenzo Zappalà di Udine (l'autore delle copertine di alcuni libri di Chesterton, "Il Napoleone di Notting Hill", "La Divina Poltrona" e altro).

Blaženi Gilbert Keith Chesterton? - La santità di Chesterton in sloveno

Blaženi Gilbert Keith Chesterton?

Blaženi Gilbert Keith Chesterton?

Avtor priljubljenih detektivskih zgodb o očetu Brownu, Gilbert Keith Chesterton (1874-1936) bi lahko postal prvi angleški katoliški svetnik po 17. stoletju. Uradni cerkveni postopek, ki je bil opravljen na zahtevo northamptonskega škofa Petra Doyla, je končan; poročilo naj bi bilo predstavljeno julija letos, kot so poročali britanski mediji. Na prvi stopnji so preverjali čudeže, ki naj bi se zgodili na priprošnjo globoko vernega pisatelja, in zavrnili očitke o njegovem antisemitizmu.

Duhovnik John Udris, ki mu je škof Doyle zaupal pripravo poročila, je v pogovoru za medije dejal, da v pisatelju »ni bilo niti trohice rasizma«, neplodni katoliški pari pa naj bi na Chestertonovo priprošnjo »na čudežen način« le postali starši. Priljubljeni avtor je živel v mestu Beaconsfield, ki sodi v northamptonsko škofijo. Po prejemu poročila se bo škof odločil, ali bo za Chestertona odprl uradni beatifikacijski postopek.

Chesterton bi bil med redkimi Angleži, ki so bili po letu 1970 povzdignjeni na čast oltarja. Za svete je bilo nazadnje oktobra 1970 razglašenih t.i. »Štirideset mučencev Anglije in Walesa«, ki so bili med leti 1535 in 1679 zaradi veleizdaje obsojeni na smrt, papež Benedikt XVI. pa je septembra 2010 za blaženega razglasil kardinala Johna Henryja Newmana.

Udrisova naloga je bila, da je zbral dejstva o življenju in češčenju G. K. Chestertona, skupaj z morebitnimi čudeži. Chesterton bi bil lahko velike zgled za Cerkev, je prepričan angleški duhovnik; bil je »ljubitelj piva in burgundca« in »ne predstavlja konvencionalne podobe svetnika«.

Vir: Kathpress / Daily Mail
Foto: splet / Wikipedia

Catholic Intellectual Giants in our midst – G.K. Chesterton | Catholic Outlook

Catholic Intellectual Giants in our midst – G.K. Chesterton | Catholic Outlook
Karl Schmude è il presidente dell'Australian Chesterton Soviety e parlerà alla prossima Chesterton Conference a Orlando in Florida in Agosto (la Conference è l'evento annuale della American Chesterton Society).

https://catholicoutlook.org/catholic-intellectual-giants-midst-g-k-chesterton/


Catholic Intellectual Giants in our midst – G.K. Chesterton



By Jordan Grantham, 14 June 2018


Karl G Schmude and GK Chesterton. Photo: Supplied.

Gilbert Keith Chesterton, more commonly known as G. K. Chesterton, was a prominent English journalist in the early 20th century. He died on 14 June 1936. Catholic Outlook looks into the life of this remarkable convert to Catholicism.
"G.K. Chesterton ranks among the greatest Catholic intellectual figures in the past century, " Karl Schmude, President of the Australian Chesterton Society, told Catholic Outlook in an interview.
Gilbert Keith Chesterton was a prolific author, producing an unending flow of articles over several decades, and nearly 100 books, on subjects from philosophy, theology and biography to Distributist economics, politics, poems, plays, novels and short stories. He also converted to Catholicism while a prominent journalist.
G.K. Chesterton's famous Father Brown stories are currently adapted to television in a BBC production broadcast on ABC television in Australia.
"He was also an exemplary man who attracted the love and loyalty of many people, even those with whom he disagreed most profoundly, such as George Bernard Shaw and H.G. Wells," Karl said.
"His claims to sanctity are reflected in the fact that his cause for canonisation is currently being advanced," he said.
"His writings are famous for illustrating a truth in unexpected ways."
Chesterton's most constant message is that, as human beings, we are hugely affected by familiarity so that we take life and all its blessings for granted – when, as he put it, we should take them "with gratitude", Karl said.
Chesterton maintained that adults needed to recover the sense of wonder experienced as children.
"In all his writings, he strived to reawaken in his readers a sense of awe and surprise in response to truth and reality."
"His writings are famous for illustrating a truth in unexpected ways."
A powerful example of this is Chesterton's description of St Peter's crucifixion, that by being crucified upside down, St Peter saw the world as it really is, "with the stars like flowers, and the clouds like hills, and all men hanging on the mercy of God."
Chesterton's reputation grew when he began publishing books on every conceivable subject.
"He became prominent as an author who took religious faith seriously, and could write in a compelling way about its significance as a source of truth and meaning in human life," Karl said.
"He was particularly notable for his 'paradoxes', by which he gave fresh insights into Christian truth and virtue."
"He suggested that the Christian faith was revolutionary in its effects because it went beyond the merely rational demands of life to embrace a supernatural calling – which meant, for example, that we have to love not just the lovable but also the unlovable, if we are to be true to Christ."
The principal works in Chesterton's vast and varied output include his classic outline of Christian belief, Orthodoxy (1908); his exploration of Christian history and anthropology, The Everlasting Man (1925); more than fifty Father Brown stories and entertaining novels, The Napoleon of Notting Hill (1904) and The Man Who Was Thursday (1908).
Karl also appreciates Chesterton's poetry, "from long historical works like Lepanto to the delicate reflections of By the Babe Unborn, in which Chesterton brings to life the imaginings of a child waiting to be born."
This appreciation began during Karl's teen years at the University of Sydney.
"My personal favourite has always been Orthodoxy because I happened to read it at a testing time in my life. My Catholic faith was being challenged by different ideas, and my father wisely recognised that I needed the guidance of a great teacher, G.K. Chesterton!"
"I read Orthodoxy and was totally absorbed by the scintillating way Chesterton shed light on the truths I'd been taught but now needed to penetrate more deeply. It was a life-changing experience for me," he said.
At the same time, Chesterton was most at home as a practising journalist. His weekly newspaper featured his essays and was almost entirely written by himself. Such was Chesterton's prominence in London literary circles that George Orwell broke into journalism writing in G.K.'s Weekly. Karl recommends these essays, often republished in book form, as a good place to start understanding Chesterton's work.
"Chesterton bears out T.S. Eliot's definition of the Christian journalist – as one who finds 'the topical excuse for writing about the permanent'. In this way, Chesterton converted works that are by their nature ephemeral into something of enduring value."
Karl Schmude's work as President of the Chesterton Society involves the organisation of the Australian Chesterton conference at Campion College each October.
"My intellectual debt to Chesterton has been so enormous that it has always induced in me a desire to inspire as many people as possible to read him."
"It's been heartening to see young people at these conferences and sense their excitement when they learn about Chesterton and want to explore his writings."
Chesterton's legacy endures in the profundity of his writing and a global network of many appreciators, including Pope Francis, who supported the Argentinian Chesterton Society as Archbishop of Buenos Aires and approved a prayer for Chesterton's canonisation shortly before becoming Holy Father.

Further Information
The Australian Chesterton Society has members across Australia and actively promotes interest in Chesterton's thought through the quarterly newsletter and the annual Australian Chesterton conference. The 2018 Australian Chesterton conference, "Chesterton and the Child: Fostering the Family Today" is scheduled for 20 October 2018 in Toongabbie.
Karl Schmude is President of the Australian Chesterton Society and author of multiple works on G.K. Chesterton.
Mr Schmude is also a Knight of the Order of St Gregory the Great, a co-founder of Campion College Australia, Toongabbie and was longtime University Librarian at the University of New England.

Il 24 Giugno incontreremo gli attivissimi amici croati!

Anniversario della morte di GKC - Suggestioni in questo giorno che ricordiamo affettuosamente


http://uomovivo.blogspot.com/2015/06/borges-in-morte-di-chesterton-maria.html




Ogni tanto un po’ di G. K.’s Weekly fa bene...

mercoledì 13 giugno 2018

Vogliamo pregare seriamente per la beatificazione di Gilbert? Sì!

Cari Amici,

dato che, come avrete letto da queste parti, è in una fase cruciale la decisione circa l'apertura della causa di beatificazione del nostro Gilbert, abbiamo pensato di fare un po' di pressing… e in occasione della nascita al cielo del nostro Gilbert, il 14 Giugno, vorremmo lanciare una sorta di maratona di preghiere diffuse.

Da tutta Italia chi può il 14 Giugno partecipi a una Santa Messa, o reciti il Santo Rosario, da solo o meglio ancora insieme, con l'intenzione di chiedere il riconoscimento della sua santità.

Vi invitiamo a dichiarare l'adesione, lasciando eventualmente un messaggio su questo post o sull'evento di Facebook su come dove e quando intendete partecipare e/o un pensiero (breve) su Chesterton (su quello che ciascuno di noi gli deve): sarebbe una bella raccolta!


Distributismo: la loca aventura de unos aventureros cuerdos - Milenio

Distributismo: la loca aventura de unos aventureros cuerdos - Milenio

Distributismo: la loca aventura de unos aventureros cuerdos

G. K. Chesterton, ante un grupo de periodistas.

La oronda figura del orador es un poema en movimiento. Se balancea como un planeta y agita los papeles que tiene en la mano mientras se ríe de su última ocurrencia. Chesterton -no es otro el conferenciante- parodia desde el atril a esa reducida plutocracia que, poco a poco, se está adueñando de la economía de Inglaterra. Grandes fábricas que emplean a miles de proletarios por un jornal de miseria. Grandes latifundios que absorben las granjas familiares y se expanden como una mancha de aceite. Grandes cadenas comerciales que obligan a cerrar al pequeño comercio y acaban ofreciendo productos de mala calidad.

"No se concibe una sociedad capitalista en la que la mayoría no tienen nada y solo haya dos o tres que tengan capital -dice Chesterton-. Igual que no se concibe una comunidad de hombres casados donde todos sean solteros menos dos o tres que tienen un harén en su casa".

Poco después, los socialistas tampoco se libran de sus dardos por ofrecer remedios que son peor que la enfermedad. Los ingleses ya son mayorcitos para tomar decisiones sin necesidad de que ni los burócratas ni los supuestos expertos les digan cómo tienen que vivir. El público aplaude con fervor cada pulla y cada toque de genialidad de Chesterton. Es viernes noche. Estamos en The Devereux Inn y el barullo de fondo lo arman los jóvenes de la Liga Distributista. Un batiburrillo de fabianos y socialistas desencantados que se han hermanado con los conservadores y tradicionalistas que tenía mayor conciencia social.

Los fundamentos del movimiento
Hillaire Belloc.

Il resto in questo collegamento:

http://www.milenioweb.es/distributismo-la-loca-aventura-de-unos-aventureros-cuerdos/

martedì 12 giugno 2018

Ecco cosa dice un vero africano a proposito del fenomeno dei migranti

L'amore per la verità mi impone di tirare fuori dal dimenticatoio in cui gli insulti e l'ideologia confinano le parole dei saggi, proprio in questi giorni in cui assistiamo impotenti ad un delirio da parte di chi difficilmente vedrà mai la verità stessa e usa gli slogan per i propri scopi.

Gli amici sanno che siamo collaboratori e tifosi del Sierra Leone Chesterton Center, della cui eroicità, saggezza e determinazione trovate ampia documentazione in questo blog. Io mi onoro di essere amico di John Kanu, il capo di questa rete di cooperative di famiglie africane che hanno scelto di non gettare la propria vita nel miraggio del capitalismo e dei nostri luoghi (non oso chiamarli nazioni) senza Dio e senza legge per rimanere attaccati alla loro terra per farla diventare un posto bello e buono senza essere attaccati alle ONG per sopravvivere.

In questo articolo di tre anni fa Tempi ritirò fuori il nostro eroe che gli avevamo fatto conoscere. Mi sembra ancora attualissimo, non è cambiato niente, purtroppo per noi. Per John sì, siamo riusciti ad aiutarli ancora di più favorendo la loro responsabilità. Oggi hanno aperto il loro mercato distributista (non capitalista, non socialista: distributista!) e la loro scuola professionale.

Io sono testimone del dolore di John nel vedere i suoi "fratelli neri" (sono sue le parole) a vivacchiare qui in Italia. Mi disse: "Perché sono qui? C'è tanto da fare da noi...".

Penso sia più che sufficiente.

Le rivoluzioni non si fanno alla tastiera ma aiutandosi in Croazia, in Francia, in Irlanda, in Inghilterra, in Repubblica Ceca, in Africa, in America, in Terrasanta (cito solo dei posti dove il nome di Chesterton ci ha fatto trovare amici). Le rivoluzioni si fanno andando contro corrente, come ci ha insegnato Chesterton, e senza aspettare politici o sciamani.

Al Chesterton Day ne parleremo con chi ha coraggio.

Marco Sermarini

https://www.tempi.it/strage-mediterraneo-aiutiamoli-casa-loro-chesterton#.WyALTC_ktgc

Un aforisma al giorno


Ciò che è giusto è giusto, anche se nessuno lo fa. Ciò che è sbagliato è sbagliato, anche se tutti hanno torto.


Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 11 Maggio 1907.

Un aforisma al giorno

Se non ci battiamo ogni istante per essere mostri di virtù, noi stessi possiamo facilmente essere mostri del vizio.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 3 Febbraio 1906

Un aforisma al giorno

La serietà non è una virtù.

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia 

Quanto è attuale La ballata del cavallo bianco?

lunedì 11 giugno 2018

L'Inghilterra commenta la notizia della possibile santità di Chesterton

La BBC e il Telegraph, dopo il cenno che ne ha fatto tempo fa il Catholic Herald, hanno riproposto la notizia dell'evoluzione del processo (in realtà non ancora aperto: lo usiamo in maniera tecnica) circa la fama di santità del nostro Chesterton.

Tra le righe comunque c'è già chi riparte con la favola dell'antisemitismo di Chesterton. Speriamo se la smettano e gli animatori costanti e ben noti della favola tacciano.

Ad ogni buon conto è uno strano antisemita quello che difende due compagni di scuola ebrei da vessazioni e bullismo, quello che viene seguito da una coppia di amici, marito e moglie, i coniugi Solomon di chiara ascendenza ebraica, durante il suo trasferimento a Beaconsfield (della serie: se ve ne andate voi da Battersea, vorrà dire che vi seguiremo a Beaconsfield…). 


https://www.telegraph.co.uk/news/2018/06/10/gk-chesterton-could-first-english-saint-since-17th-century-amid/

Abbiamo dato tante illuminazioni circa l'inesistenza dell'antisemitismo di Chesterton nel nostro blog:



Ecco, usatele come antidoto contro le menzogne preconcette.

Marco Sermarini



Un aforisma al giorno - La genesi de Il Napoleone di Notting Hill

"Un giorno, me ne andavo a spasso per le vie di Nord Kensington, raccontandomi storie di assalti assedi medievali alla maniera di Walter Scott e, per diletto, tentavo di adattarle alla selva di mattoni e di calce intorno a me. Ben capivo che Londra era già troppo grande e sfilacciata, per essere una città nel senso di una cittadella. (…) Quando il mio sguardo si arrestò, in modo del tutto irrazionale, su un isolato di bottegucce illuminate, mi piacque pensare che soltanto questo avrebbe dovuto essere preservato e difeso, come un piccolo borgo in un deserto. Trovai molto divertente contarle una ad una e scoprire che contenevano l'essenziale di un paese civile: una farmacia, una libreria, un negozio di generi alimentari e un pub. Infine, con mia grande gioia, c'era un antiquario pieno di spade e alabarde… avrebbero dovuto servire ad armare il soldato pronto a combattere per quella sacra via. Cominciai distrattamente a chiedermi che cosa i nemici avrebbero attaccato o da che punto sarebbero avanzati. Poi alzai lo sguardo e, nel grigiore lontano, vidi la gran torre dell'acquedotto, a pochi passi dalla strada dove ero nato. All'improvviso mi venne in mente che conquistare la torre dell'acquedotto sarebbe stato un bel colpo militare, con cui inondare tutta la valle; e, con il torrente e le cataratte di acque immaginarie che fluivano, il primo abbozzo di un racconto chiamato Il Napoleone di Notting Hill, fece breccia nella mia mente. Se non ho mai preso sul serio i miei libri, l'ho fatto con le mie opinioni. Non parlo del mio romanzo (…). Questo piccolo, circostanziato ricordo rimanda questioni ben più pratiche: guarda caso, è il solo modo di spiegare la posizione che avrei assunto poco dopo in politica (…). Riebbi il sogno ricorrente della torre che non si può scalare, dei cittadini all'assedio e cominciai a tracciare il primo abbozzo del mio piccolo romanzo su Londra.

Gilbert Keith Chesterton, Autobiografia

Un aforisma al giorno (ancora umiltà! Ma quanto è importante?)

Nessuno è mai stato innamorato senza indulgere in un positivo atteggiamento di umiltà.

Gilbert Keith Chesterton, L'imputato

giovedì 7 giugno 2018

«... Dimmi...»

Un aforisma al giorno (ecco cosa pensava effettivamente - diffidare dalle riduzioni)

Io penso che una nazione non sia mai così buona come quando è nazionale e mai così cattiva come quando è internazionale.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 2 Gennaio 1926

Un aforisma (attualissimo) al giorno

Quando un politico è all'opposizione è un esperto dei mezzi per un fine; e quando è al potere è un esperto degli ostacoli ad esso. In breve, quando è impotente ci dimostra che la cosa è facile; e quando è onnipotente dimostra che è impossibile.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 30 Marzo 1918

mercoledì 6 giugno 2018

Un aforisma (e un consiglio politico) al giorno

Ciò che dovremmo provare a fare è rendere la politica più locale possibile. Tenete i politici abbastanza vicini da poterli prendere a calci.

Gilbert Keith Chesterton così come citato in un intervista a The Cleveland Press, 1921

martedì 5 giugno 2018

Ecco chi troverete al Chesterton Day!



Nikola Bolšec, e Šimun Lončarević, Hrvatski Čestertonijanski Klub, Croazia, Angelo Bottone, Società Chestertoniana Irlandese e lettore all’University College Dublin, Irlanda.

Ma non finisce qui...

Gli alunni della Scuola Libera Chesterton verso il Cavallo Bianco di Huffington

Un avviso importante a soci e simpatizzanti!

Abbiamo di recente aggiornato l'informativa sulla privacy ed abbiamo riscontrato che c'è un numero crescente di indirizzi di posta elettronica che rimandano indietro i messaggi perché sono stati evidentemente abbandonati.

Se qualcuno avesse perso i contatti con noi deve solo comunicarci il suo nuovo indirizzo di posta elettronica alla seguente casella:

societachestertoniana @ gmail .com

Provvederemo così a riprendere i contatti regolari.




lunedì 4 giugno 2018

Simpatica iniziativa chestertoniana...

24 Giugno 2018 | XVI Chesterton Day - Ecco il tema!

I più arditi hanno scoperto il titolo... stamattina l'avevamo messo nella pagina dell'evento su Facebook...
Il tema di quest'anno sarà: "Il Napoleone di Notting Hill e La ballata del cavallo bianco, attualità di Chesterton".

domenica 3 giugno 2018

24 Giugno 2018 ore 19.30...

... Chesterton Day.

Chi c'è, c'è.

I prudenti e i calcolatori ("ma chi viene? di che si parla? ma che tipo di approccio è?") hanno molti altri piacevoli (per lui/lei, per me no) autori a cui dedicarsi, visto che hanno interessi spiccatamente letterari e non verso cose vive...

Sappiate che quest'anno avremo solo ospiti dall'estero...

Marco Sermarini

Aggiornamento del 4 Giugno 2018:

Oh, sia chiaro: siete benvenuti...!

Renato Rascel a Senza rete canta La canzone di padre Brown (grazie, Piero Calò)

https://www.youtube.com/watch?v=tcpfPPs2VlY

«Lepanto», de G.K. Chesterton, en traducción de Jorge Luis Borges - religionenlibertad.com

«Lepanto», de G.K. Chesterton, en traducción de Jorge Luis Borges - religionenlibertad.comhttps://www.religionenlibertad.com/movil/articulo_rel.asp?idarticulo=31537



«Lepanto», de G.K. Chesterton, en traducción de Jorge Luis Borges

Esta versión del poema se publicó en noviembre de 1938, en el primer número de la revista argentina «Sol y Luna».Esta versión del poema se publicó en noviembre de 1938, en el primer número de la revista argentina «Sol y Luna».


Lepanto
G. K. Chesterton
(Traducción de Jorge Luis Borges)


Blancos los surtidores en los patios del sol;
El Sultán de Estambul se ríe mientras juegan.
Como las fuentes es la risa de esa cara que todos temen,
Y agita la boscosa oscuridad, la oscuridad de su barba,
Y enarca la media luna sangrienta, la media luna de sus labios,
Porque al más íntimo de los mares del mundo lo sacuden sus barcos.
Han desafiado las repúblicas blancas por los cabos de Italia,
Han arrojado sobre el León del Mar el Adriático,
Y la agonía y la perdición abrieron los brazos del Papa,
Que pide espadas a los reyes cristianos para rodear la Cruz.
La fría Reina de Inglaterra se mira en el espejo;
La sombra de los Valois bosteza en la Misa;
De las irreales islas del ocaso retumban los cañones de España,
Y el Señor del Cuerno de Oro se está riendo en pleno sol.
Laten vagos tambores, amortiguados por las montañas,
Y sólo un príncipe sin corona, se ha movido en un trono sin nombre,
Y abandonando su dudoso trono e infamado sitial,
El último caballero de Europa toma las armas,
El último rezagado trovador que oyó el canto del pájaro,
Que otrora fue cantando hacia el sur, cuando el mundo entero era joven.
En ese vasto silencio, diminuto y sin miedo
Sube por la senda sinuosa el ruido de la Cruzada.
Mugen los fuertes gongs y los cañones retumban,
Don Juan de Austria se va a la guerra.
Forcejean tiesas banderas en las frías ráfagas de la noche,
Oscura púrpura en la sombra, oro viejo en la luz,
Carmesí de las antorchas en los atabales de cobre.
Las clarinadas, los clarines, los cañones y aquí está él.
Ríe Don Juan en la gallarda barba rizada.
Rechaza, estribando fuerte, todos los tronos del mundo,
Yergue la cabeza como bandera de los libres.
Luz de amor para España ¡hurrá!
Luz de muerte para África ¡hurrá!
Don Juan de Austria
Cabalga hacia el mar.
Mahoma está en su paraíso sobre la estrella de la tarde
(Don Juan de Austria va a la guerra.)
Mueve el enorme turbante en el regazo de la hurí inmortal,
Su turbante que tejieron los mares y los ponientes.
Sacude los jardines de pavos reales al despertar de la siesta,
Y camina entre los árboles y es más alto que los árboles,
Y a través de todo el jardín la voz es un trueno que llama
A Azrael el Negro y a Ariel y al vuelo de Ammon:
Genios y Gigantes,
Múltiples de alas y de ojos,
Cuya fuerte obediencia partió el cielo
Cuando Salomón era rey.
Desde las rojas nubes de la mañana, en rojo y en morado se precipitan,
Desde los templos donde cierran los ojos los desdeñosos dioses amarillos;
Ataviados de verde suben rugiendo de los infiernos verdes del mar
Donde hay cielos caídos, y colores malvados y seres sin ojos;
Sobre ellos se amontonan los moluscos y se encrespan los bosques grises del mar,
Salpicados de una espléndida enfermedad, la enfermedad de la perla;
Surgen en humaredas de zafiro por las azules grietas del suelo,-
Se agolpan y se maravillan y rinden culto a Mahoma.
Y él dice: Haced pedazos los montes donde los ermitaños se ocultan,
Y cernid las arenas blancas y rojas para que no quede un hueso de santo
Y no déis tregua a los rumíes de día ni de noche,
Pues aquello que fue nuestra aflicción vuelve del Occidente.
Hemos puesto el sello de Salomón en todas las cosas bajo el sol
De sabiduría y de pena y de sufrimiento de lo consumado,
Pero hay un ruido en las montañas, en las montañas y reconozco La voz que sacudió nuestros palacios -hace ya cuatro siglos:
¡Es el que no dice "Kismet"; es el que no conoce el Destino,
Es Ricardo, es Raimundo, es Godofredo que llama!
Es aquel que arriesga y que pierde y que se ríe cuando pierde;
Ponedlo bajo vuestros pies, para que sea nuestra paz en la tierra.
Porque oyó redoblar de tambores y trepidar de cañones.
(Don Juan de Austria va a la guerra)
Callado y brusco -¡hurrá!
Rayo de Iberia
Don Juan de Austria
Sale de Alcalá.
En los caminos marineros del norte, San Miguel está en su montaña.
(Don Juan de Austria, pertrechado, ya parte)
Donde los mares grises relumbran y las filosas marcas se cortan
Y los hombres del mar trabajan y las rojas velas se van.
Blande su lanza de hierro, bate sus alas de piedra;
El fragor atraviesa la Normandía; el fragor está solo;
Llenan el Norte cosas enredadas y textos y doloridos ojos
Y ha muerto la inocencia de la ira y de la sorpresa,
Y el cristiano mata al cristiano en un cuarto encerrado
Y el cristiano teme a Jesús que lo mira con otra cara fatal
Y el cristiano abomina de María que Dios besó en Galilea.
Pero Don Juan de Austria va cabalgando hacia el mar,
Don Juan que grita bajo la fulminación y el eclipse,
Que grita con la trompeta, con la trompeta de sus labios,
Trompeta que dice ¡ah!
¡Domino Gloria!
Don Juan de Austria
Les está gritando a las naves.
El rey Felipe está en su celda con el Toisón al cuello
(Don Juan de Austria está armado en la cubierta)
Terciopelo negro y blando como el pecado tapiza los muros
Y hay enanos que se asoman y hay enanos que se escurren.
Tiene en la mano un pomo de cristal con los colores de la luna,
Lo toca y vibra y se echa a temblar
Y su cara es como un hongo de un blanco leproso y gris
Como plantas de una casa donde no entra la luz del día,
Y en ese filtro está la muerte y el fin de todo noble esfuerzo,
Pero Don Juan de Austria ha disparado sobre el turco.
Don Juan está de caza y han ladrado sus lebreles-
El rumor de su asalto recorre la tierra de Italia.
Cañón sobre cañón, ¡ah, ah!
Cañón sobre cañón, ¡hurrá!
Don Juan de Austria
Ha desatado el cañoneo.
En su capilla estaba el Papa antes que el día o la batalla rompieran.
(Don Juan está invisible en el humo)
En aquel oculto aposento donde Dios mora todo el año,
Ante la ventana por donde el mundo parece pequeño y precioso.
Ve como en un espejo en el monstruoso mar del crepúsculo
La media luna de las crueles naves cuyo nombre es misterio.
Sus vastas sombras caen sobre el enemigo y oscurecen la Cruz y el Castillo
Y velan los altos leones alados en las galeras de San Marcos;
Y sobre los navíos hay palacios de morenos emires de barba negra;
Y bajo los navíos hay prisiones, donde con innumerables dolores,
Gimen enfermos y sin sol los cautivos cristianos
Como una raza de ciudades hundidas, como una nación en las ruinas,
Son como los esclavos rendidos que en el cielo de la mañana
Escalonaron pirámides para dioses cuando la opresión era joven;
Son incontables, mudos, desesperados como los que han caído o los que huyen
De los altos caballos de los Reyes en la piedra de Babilonia.
Y más de uno se ha enloquecido en su tranquila pieza del infierno
Donde por la ventana de su celda una amarilla cara lo espía,
Y no se acuerda de su Dios, y no espera un signo-
(¡Pero Don Juan de Austria ha roto la línea de batalla!)
Cañonea Don Juan desde el puente pintado de matanza.
Enrojece todo el océano como la ensangrentada chalupa de un pirata,
El rojo corre sobre la plata y el oro.
Rompen las escotillas y abren las bodegas,
Surgen los miles que bajo el mar se afanaban
Blancos de dicha y ciegos de sol y alelados de libertad.
¡Vivat Hispania!
¡Domino Gloria!
¡Don Juan de Austria
Ha dado libertad a su pueblo!
Cervantes en su galera envaina la espada
(Don Juan de Austria regresa con un lauro)
Y ve sobre una tierra fatigada un camino roto en España,
Por el que eternamente cabalga en vano un insensato caballero flaco,
Y sonríe (pero no como los Sultanes), y envaina el acero...
(Pero Don Juan de Austria vuelve de la Cruzada).

Defenders of the Faith: G. K. Chesterton vs. Prince Charles

Defenders of the Faith: G. K. Chesterton vs. Prince Charles

Defenders of the Faith: G. K. Chesterton vs. Prince Charles

The great G. K. Chesterton would have had great fun with the lunacy of Prince Charles.

On Nov. 24, 1521, Pope Leo X bestowed the title of Fidei Defensor (Defender of the Faith) on King Henry VIII. The honour was granted to the English king in recognition of his book Assertio Septem Sacramentorum (Defense of the Seven Sacraments), in which the King defended all the sacraments of the Catholic Faith, including the sacramental nature of marriage, and in which he asserted the supremacy of the Pope. The King's stance, known as the Henrician Affirmation, was considered an important weapon in the struggle against the Protestant Reformation in Europe, and especially against the ideas of Martin Luther. It was, therefore, hardly surprising that the Pope should seek to honor the English monarch for his services to the True Faith.

Within a few years, however, in one of the great ironies and treacheries of history, Henry VIII broke from the Catholic Church, declaring himself the head of the church in England. As if to add insult to infamy, he also profaned the sacrament of marriage, deserting his wife and daughter in favor of a scandalous adulterous relationship with Anne Boleyn, whom he would later have beheaded. Faced with such outrageous behavior, it was scarcely surprising that Pope Paul III revoked the title of Defender of the Faith from such a Machiavellian tyrant and Henry was duly excommunicated.

This was not, however, to be the end of the irony and treachery. In an act of faithless defiance the English Monarchs continued to style themselves as "Defenders of the Faith" in spite of the title being revoked by the Church. Up to this day, the reigning monarch has continued to make claim to the title, Fidei Defensor, and the phrase is still to be found on all current British coins. More recently, in 1994, Prince Charles, as heir to the throne, has declared his desire to be known "as Defender of Faith, not the Faith." One wonders what sort of faith he is talking about. If he does not want to defend the Faith, does he not want to defend the God of Christianity? Whose God does he want to defend? Does he want to defend everyone's god? Does he want to defend gods in general? Or is even this too dogmatic? Why should faith be restricted to a belief in God or gods? Why shouldn't we defend faith in dogs instead of gods? Perhaps even faith in dogs is a little too dogmatic. Why not cats? It would certainly seem that Prince Charles' vague and indefinable faith is more comfortable with dogs than dogma and more at home with cats than catechesis. His aversion to the definite article is an article of indefinable faith in God knows what. Such faith in anything is, in fact, faith in nothing in particular; and a faith in nothing in particular is, in particular, a faith in Nothing. Is Nothing worth defending? 

Anything is nothing; nothing is anything …

The great G. K. Chesterton would have had great fun with the lunacy of Prince Charles. In The Man Who was Thursday he had mused mirthfully over the impenetrable circularity of the phrase that "nothing is worth doing," putting the nonsensical paradox into the mind and mouth of the corrupt and incorrigible Professor de Worms. (The words are uttered, of course, by someone impersonating the real professor de Worms, adding to the fun and confusion.) One can only surmise what fun Chesterton would have had with the folly of faith in nothing in particular, and the even greater folly of wishing to defend faith in nothing in particular. Surely Prince Charles is one "defender" that even Chesterton the great Defendant would have had difficulty defending. 

All this is of course nonsense, a nonsense that leads to madness. The reductionism of ever decreasing circles leading to a downward spiral into the realm of the reductio ad absurdum. 

In the light of all this nonsense one is reminded insistently of the phrase often attributed to Chesterton that people who don't believe in God do not believe in nothing, they believe in anything. Ultimately we can't believe in Nothing because "nothing" doesn't exist, and if we refuse theFaith in something we will be left with faith in anything. It is one of God's paradoxical jokes that credulity can be defined as the absence of a Creed. 

Chesterton's friend Hilaire Belloc insisted with pugnacious certainty that "Outside [the Church] is the Night, and strange things in the Night." If we will not be creatures of the Light we will be creatures of the Night and followers of the strange things in the Night. "The issue is now quite clear," said Chesterton on his deathbed. "It is between light and darkness and every one must choose his side." There is no third way. 

Shortly after Chesterton's death in 1936, Pope Pius XI sent a telegram, which was read to the vast crowd gathered for Chesterton's requiem Mass at Westminster Cathedral. In the telegram, the Pope described Chesterton as a "gifted Defender of the Catholic Faith." Ironically the secular press in England refused to publish the Pope's telegram on the grounds that "the Pope had bestowed on a British subject a title held by the King." That the title of Fidei Defensor was originally bestowed upon the King by the Pope was either overlooked or forgotten. It was, in any event, singularly apt that Chesterton should be the first Englishman honored by the Pope with the title of Defender of the Faith since Henry VIII had dishonored the title four hundred years earlier. Choosing to be Outside, the King had condemned his nation and his descendents to a nocturnal existence in which many strange things emerged from the darkness, not least of which was the ironically named "Enlightenment"! One of the strangest things to emerge was the bizarre faithless faith in "faith" espoused by Prince Charles. In the midst of this right royal nonsense, Chesterton, a commoner, became the apostle of common sense. A light in the darkness of modern England, Chesterton deserved the title that the King had deserted. He was, and is, an indomitable Defender of the Faith.

sabato 2 giugno 2018

Un aforisma al giorno (ancora a proposito di umiltà)

Il santo senza umiltà è il demonio.

Gilbert Keith Chesterton, 3 Febbraio 1906, Daily News

venerdì 1 giugno 2018

Le processioni e i costumi - di Fabio Trevisan (da Riscossa Cristiana)

Chesterton amava, da buon medievalista, le processioni in costume, di carattere religioso o anche a sfondo storico. Amava in particolare, e lo ricordava in diversi scritti e articoli di giornale, i carri trainati dai buoi che trasportavano le scene rappresentate nei cosiddetti mystery plays, ossia quelli costituiti da due piani, dove quello sotto era adibito agli attori e quello sopra in cui si esponeva la scena. Questi carri di retaggio medievale erano utilizzati anche per le sacre rappresentazioni, come ricordava il grande scrittore di Beaconsfield: "Anch'io mi sono ritrovato tra la folla. Si trattava di una processione religiosa e sono stato molto colpito da alcune rivelazioni che un'esperienza simile può suscitare". A quali rivelazioni alludeva? Cosa intendeva esattamente? Chesterton aveva notato in tutto quell'apparato scenico e di costumi un profondo clima di riverenza verso il sacro e il passato. Gli antichi avi con tutte le loro processioni, i loro costumi, la loro fede, l'amore per la propria terra potevano ritornare, essere ancora presenti e queste processioni e costumi intendevano preservare la tradizione dei bisnonni a cui rendere un sentito omaggio: "Tutti gli uomini semplici considerano i loro avi persone distinte". Egli lanciava tuttavia un severo monito a quelle generazioni che avessero abbandonato questa tradizione di custodire la memoria antica: "Abbiamo commesso un grande peccato e una grande sconsideratezza quando abbiamo iniziato a ritenere il Medioevo un semplice negozio di costumi comici di seconda mano". Per Chesterton i costumi medioevali, l'araldica, la ricchezza simbolica che contrassegnavano il passato cristiano erano manifestazioni, nell'umiltà, del coraggio, del giusto orgoglio per la salvaguardia di un patrimonio di valori e principi inestimabili. Questo amore per il fulgore dei costumi, per i colori vividi degli scudi e delle alabarde, dei vessilli e dei carri era rinvenibile in tante sue opere, ad iniziare dal suo primo romanzo: "Il Napoleone di Notting Hill" per proseguire con: "Il ritorno di Don Chisciotte" e così via in molte altre opere. Chesterton contrapponeva il buon costume medievale al pessimo costume della modernità: "Nel Medioevo l'abito di un uomo rispecchiava la sua famiglia o la sua professione o la sua religione; questi sono proprio i tre elementi sui quali oggi pensiamo sia di cattivo gusto discutere". Amava ironizzare sui facili costumi contemporanei e sull'assenza di significato degli abiti della modernità: "Immaginate un uomo moderno vestito di verde e arancione solo perché apparteneva alla famiglia dei Robinson o immaginatelo in blu e oro perché era un banditore d'asta. Oggi ha soltanto il travestimento ridicolo di un gentiluomo; esso non rivela proprio nulla, nemmeno se è veramente un gentiluomo". Quel costume vivace e araldico che intendeva un tempo comunicare a tutti la vera identità di un uomo, oggi non rivelava nulla o, paradossalmente, come intuiva Chesterton, permetteva all'uomo moderno di nascondere la propria identità. Nonostante l'inconsistenza simbolica e allegorica dei tempi moderni, quelle processioni che ricordavano il passato mantenevano un valore assoluto. Chesterton rilevava la differenza simbolica dei costumi di un tempo con quelli contemporanei attraverso un ironico contrasto: "Un frate con un saio marrone è molto più serio di un individuo gioviale ma grossolano con una bombetta marrone. Il primo uomo indossa il colore marrone per un motivo mentre il secondo senza una ragione". Chesterton era consapevole infatti del valore di quel saio marrone che rappresentava il colore umile della terra, scuro e ordinario. Al contrario l'individuo moderno che indossava una bombetta marrone non si accorgeva che si cingeva la fronte con della terra bruna e le tempie con una strana corona di argilla: "L'uomo moderno non indossa un cappello color polvere con l'intento di cospargersi il capo di polvere…Non pensa al significato del colore marrone. Per lui non rappresenta un simbolo delle radici, del realismo o dell'umiltà autoctona". E concludeva sapientemente: "Oggi il problema non sta nel fatto che le persone non vedono colori stupendi o effetti straordinari. Il problema è che ne vedono troppi e distanti da motivazioni ragionevoli".