venerdì 18 dicembre 2015
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Scuola Libera G.K. Chesterton
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mercoledì 16 dicembre 2015
Un aforisma al giorno
Se gli Americani possono divorziare per "incompatibilità di carattere", mi chiedo come mai non abbiano tutti divorziato. Ho conosciuto molti matrimoni felici, ma ma mai nessuno "compatibile". Tutto il senso del matrimonio sta nel lottare e nell'andare oltre l'istante in cui l'incompatibilità diventa evidente. Perché un uomo e una donna, come tali, sono incompatibili.
Gilbert Keith Chesterton, Cosa c'è di sbagliato nel mondo
Il Chesterbelloc - di Fabio Trevisan (da Riscossa Cristiana)
"L'Europa tornerà alla Fede o perirà. Poiché la Fede è l'Europa e l'Europa è la Fede".
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Belloc aveva insegnato a Chesterton cosa fosse la coscienza cattolica della storia. Ecco cosa scriveva nell'introduzione al menzionato saggio del 1920: "Io dico con intenzione la "coscienza" cattolica della storia: parlo di "coscienza", cioè di conoscenza intima raggiunta attraverso l'identità…e non di un "punto di vista cattolico della storia". Questo indugiarsi su "punti di vista" è cosa moderna e perciò segno e manifestazione di decadenza…Vi può essere un punto di vista protestante come ve n'è uno ebraico, o mussulmano, o giapponese: ché tutti questi considerano l'Europa dal di fuori. Il cattolico invece guarda l'Europa dall'interno: non può esistere quindi un "punto di vista" cattolico della storia europea allo stesso modo che una persona non può avere un punto di vista su se stessa".
Dinanzi al mare del relativismo in cui siamo immersi e di fronte alla minaccia islamica che stiamo sempre più sperimentando, penso che la lezione di Belloc sia ancora magistrale. Abbiamo coscienza di questa identità? Ci assumiamo conseguentemente, da cattolici, precise e urgenti responsabilità verso Dio e gli uomini, come le indicava il grande storico franco-inglese? Ai sacerdoti e laici che già allora chiedevano tiepidamente a Belloc di attenuare la sua sana appartenenza alla "Chiesa Cattolica Romana" (come lui e Chesterton amavano coraggiosamente definirla) egli non rifiutava, anche in pubblico, di manifestare la ricchezza della Fede: "In questo momento cruciale rimane salda la verità storica che questo nostro organismo europeo, eretto sulle nobili fondamenta dell'antichità classica, fu plasmato dalla Chiesa cattolica, grazie ad essa esiste, ad essa consona, soltanto nella forma di essa persisterà". Credo che il cosiddetto "Chesterbelloc" sia stata l'avanguardia gagliarda e stimolante del pensiero cattolico e mi chiedo: "Ce ne siamo accorti? Crediamo che questi autori siano superati? Perché non studiamo le loro opere? Perché ci affaccendiamo in sterili e talvolta equivoche questioni quando il patrimonio delle loro idee sarebbero ancora capaci di farci comprendere a quale rotta stiamo navigando?".
Con tutti questi interrogativi e auspici auguro a tutti un fervido Santo Natale e concludo con il monito di Hilaire Belloc: "Ripeto pertanto dando nuova forma ai termini che la Chiesa è l'Europa e l'Europa è la Chiesa".
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martedì 15 dicembre 2015
Ecco Babbo Natale Gilbert! Bravo il disegnatore, eh?
Personalmente è chiaro, io credo in Babbo Natale; ma è il tempo del perdono, e perdonerò gli altri che non ci credono.
Gilbert Keith Chesterton, La Nonna del drago e altre serissime storie
Un aforisma al giorno
Ho fatto notare che il materialista, come il malato di mente, è chiuso in un carcere, prigioniero di un'idea.
Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia
lunedì 14 dicembre 2015
The African Who Brought Chesterton to Sierra Leone
Inviato da iPhone
Non avete mai letto Chesterton? Iniziate da questo… | Aleteia.org – Italiano
Il consiglio è di cominciare da Cosa c'è di sbagliato nel mondo...
domenica 13 dicembre 2015
Omar e il sacro vino - di Fabio Trevisan (da Riscossa Cristiana)
"Nessuno può essere veramente ilare, se non l'uomo serio. Il vino allieta il cuore dell'uomo, ma solo dell'uomo che ha un cuore".
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Nel settimo capitolo di Eretici, "Omar e il sacro vino", egli prendeva le distanze dalla filosofia del matematico e poeta persiano del XII secolo, Omar Khayam, che nelle Rubayat (le quartine poetiche) aveva apparentemente esaltato la potenza del vino: "Le libagioni di vino di Omar sono riprovevoli, non in quanto libagioni di vino ma in quanto libagioni terapeutiche". Chesterton aggiungeva: "Sono le libagioni di un uomo che beve perché non è felice". Qual era il rimprovero del grande scrittore londinese ? Perché era ritenuto così importante da dedicarci un intero capitolo, tralasciando ora il riferimento palese al romanzo L'osteria volante ?
Anche ai giorni nostri si sente sovente dire: "Si beve per dimenticare". Ecco, per Chesterton era l'esatto contrario: il cristiano beveva per ricordare e per affermare la dignità dell'uomo. Ciò che Omar non poteva concepire era la sacralità del vino. Il mondo musulmano, che annienta l'uomo, distrugge anche il vino: "Il vino di Omar esclude l'universo, non lo rivela…Il più alto cristianesimo dissente con questo scetticismo, non certo perché nega l'esistenza di Dio, ma perché nega l'esistenza dell'uomo". Il vino, sin dalla Sacra Scrittura, era stato considerato un alleato dell'uomo, però dell'uomo che aveva un cuore e che non disprezzava la regalità divina e l'umanità. C'era un'eterna gaiezza nella natura delle cose (create da Dio) che non doveva essere disprezzata: "Un uomo non può rallegrarsi di nulla, se non della natura delle cose; un uomo non può godere di nulla, se non della religione".
Agli improvvidi fautori del tavolo del dialogo con chicchessia andrebbe ricordato che se fosse servito a quel tavolo il sacro vino (In vino veritas dicevano i Romani), tutte le questioni sollevate da Chesterton si sarebbero potuto rivelare ancora tutt'altro che superficiali. Chesterton rammentava a Omar ed agli scettici del carpe dieml'altezza del cattolicesimo: "Sull'eccelso altare del cristianesimo si leva un'altra figura, nella cui mano è un'altra coppa di vino: "Bevete"dice "perché l'intero mondo è rosso come questo vino, per il vermiglio dell'amore e della collera divina. Bevete, perché le trombe chiamano alla battaglia e questo è il bicchiere della staffa".
La filosofia del vino di Omar era l'esatto opposto di quella cristiana, come affermava Chesterton: "Omar si dà al piacere perché la vita non è gioiosa; gozzoviglia perché non è lieto…beve perché non c'è nulla degno di fiducia, nulla degno di lotta". Il calice di vino alzato da Omar contraddiceva palesemente il calice di vino alzato dal sacerdote cattolico.
Non era più lo stesso vino: stordente e inebriante come una trottola nella religione di Omar, divenuto invece sangue sacro di Cristo versato per tutti noi sulla Croce della redenzione: "Bevete, per questo mio sangue del nuovo testamento che è sparso per voi. Bevete, perché io so donde venite e perché. Bevete, perché io so quando ve ne andrete e dove".
sabato 12 dicembre 2015
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"Cosa c'è di sbagliato nel mondo" è ufficialmente in viaggio verso di noi! #natale è arrivato! #distributism pic.twitter.com/hzliZtgSNx | |






