venerdì 16 gennaio 2015

Un contributo di Fabio Trevisan su Chesterton, Peter Pan e altro ancora

Una glossa all'articolo di Fabio: Chesterton e James Matthew Barrie, l'autore del celeberrimo Peter Pan, erano amici, come abbiamo documentato più volte in questo blog (quiquiqui; su Peter Pan ha scritto un libro Paolo Gulisano, assieme a Chiara Nejrotti - qui). D'altronde ne parla anche Chesterton nella sua mai letta abbastanza Autobiografia.

Questo per dire che Chesterton intratteneva affettuosi e sinceri rapporti di vera amicizia con tantissime persone, spesso proprio con quelli di cui criticava di più le idee (un esempio chiarissimo è l'amicizia con George Bernard Shaw, l'affetto tra i due era sincero come pure il tono ed il livello della critica. Giusto per ridere un po' ma per far capire cosa spingeva realmente Chesterton, egli disse che «tutto è sbagliato in George Bernard Shaw salvo George Bernard Shaw»).

Forse tutto ciò è uno dei motivi che porterà Chesterton all'onore degli altari, questa spettacolare Carità e questo profondissimo amore per la Verità.

Marco Sermarini

Il "Mettere radici" e i "Super-saggi"  

di Fabio Trevisan

zzptpnChesterton avversava Peter Pan, in quanto rappresentava per lui una nuova teoria della vita, il non voler mettere radici: "Ho sempre sostenuto che Peter Pan si sbagliasse…il suo errore lo chiamerei panteismo di Peter: è la nozione secondo cui non c'è alcun vantaggio nel piantare radici". Del protagonista del romanzo scritto nel 1902 da James Matthew Barrie (1860-1937) egli criticava il suo svolazzare, il rifiutarsi di diventare adulto, nel senso di prendersi le dovute responsabilità. Chesterton non sopportava la riluttanza di Peter Pan a riconoscere l'autorità dei genitori, le ragioni e le tradizioni dei padri: "Avrebbe dovuto accettare di fare quello che gli veniva detto. Non c'è altro argomento a sostegno dell'autorità. Nel rapportarci con l'infanzia, abbiamo il diritto in quanto genitori di esercitarla con il comando, perché uccideremmo l'infanzia se scegliessimo la strada della persuasione". 

L'autorità amabile dei genitori infatti aiuta a far crescere i propri figli, cosa che Peter Pan ostinatamente rifiutava. Si potrebbe discettare, a torto o a ragione, sul grado di persuasività che dei genitori possono avere sui bambini, ma non sul fatto che educare significhi esercitare la giusta autorità. Peter Pan era poco più di un bambino e avrebbe dovuto riconoscere il vantaggio di mettere radici: "C'è un vantaggio nell'avere delle radici, e questo vantaggio si chiama frutto". Avere dei piedi ben poggiati a terra, riconoscere la caduta e l'ostinazione del peccato, stare nella propria casa, obbedire ai propri familiari: tutti questi, oltre a molti altri, sono i frutti concreti e cristiani dell'avere radici.

Nella realtà virtuale che le nuove generazioni stanno vivendo c'è il pericolo, ora come allora, di svolazzare avventurosamente nell'etere (oggi in internet o altri social network) senza rendersi conto di non aver ancora navigato nella propria casa: "Una semplice casa di proprietà, in mezzo al proprio giardino, può risultare veramente tanto romantica quanto una casa seminascosta in cima ad un albero… E se ciò accade è perché quell'uomo avrà esplorato la sua casa, cosa che Peter Pan e i bambini insoddisfatti come lui raramente fanno". L'essere sedentario non significa identificare colui che sta sempre seduto ed è sbagliato contrapporlo al nomade, a chi non ha fissa dimora. Il sedentario alla scoperta della propria casa non cerca un'isola che non c'è ed assapora piuttosto il frutto di mettere radici, proprio come il contadino che descriveva il grande scrittore londinese: "Non è vero che il nomade è più libero di un contadino. Il beduino potrà anche sfrecciare oltre con il suo cammello, lasciando dietro di sé una nube di polvere, ma non si può dire che la polvere sia libera, solo perché è sospesa nell'aria". L'arguta contrapposizione tra il beduino del deserto ed il contadino delle umili terre cristiane continua in modo esilarante: "Stando in groppa ad un cammello non si possono far crescere cavoli, né più né meno che nella cella di un condannato". Non accettando di crescere, rifiutando la legittima autorità, Peter Pan non ha potuto davvero vivere se non nel sogno mortifero di una realtà condannata.

zz3mgUn'altra acuta riflessione chestertoniana, attualizzabile nel tempo dell'Epifania appena trascorso, metteva a confronto nel 1926 la Natività di Betlemme ed i Magi venuti dall'oriente con la parodia dei super-saggi del mondo moderno. Questi ultimi,evoluti tecnologicamente, avevano la pretesa di spodestare i più miti e devoti Magi al cospetto del Bambino Gesù. Essi si consideravano i profeti che portavano i nuovi doni in una città metropolitana più luminosa (artificialmente) di Betlemme.

Cosa portavano di nuovo i profeti dell'epoca moderna? Chesterton li presentava ironicamente in questo modo: "Il primo Re…non portava l'oro in uno scrigno, ma veniva lavorato il metallo prezioso in centinaia di forme scintillanti per deliziare e servire il bambino di tutte le età: ruote di velocità fenomenale o macchinari la cui altezza raggiungeva le stelle…il secondo Re non era solo il signore dell'incenso, ma di tutti gli odori graduali della nuova grande scienza dei profumi, per mezzo della quale gli uomini potevano fabbricare intorno a sé l'atmosfera che volevano, quasi creando un proprio clima, come uomini che creino il cielo…E nonostante il terzo Re in un certo senso si riallacciasse alla vaga tradizione dell'inumazione e dell'amarezza della mirra, la stessa procedura di adattamento aveva portato queste cose molto più in là di quei rozzi e remoti inizi, poiché portò con sé i fuochi chimici per gli impianti di cremazione e la brezza carezzevole delle camere a gas e i suoi disinfettanti erano i più incantevoli del mondo". 

Fanno rabbrividire queste potenti riflessioni sul nuovo Natale ! La Nuova terrificante Betlemme, i Novelli Magi si erano paradossalmente dimenticati di Dio, del dono più prezioso e salvifico. Non c'era più il Divino Bambino, tutti si erano distratti: "Proprio ora che abbiamo imparato a non lasciare nulla alla natura, è esasperante essere ostacolati da complicazioni insite nei nostri stessi progetti…Sapevo che c'era un errore da qualche parte. Si sono dimenticati di procurare un bambino". 

Facciamo in modo che un Bambino possa ancora nascere, come chiedeva accoratamente Chesterton. Facciamo in modo che ogni bambino non abbia a soffrire la mancanza di radici, come Peter Pan.


giovedì 15 gennaio 2015

Su La Croce di ieri (ma anche oggi c'è) c'era Chesterton...

… si trattava di un pezzo di don Fabio Bartoli, nostro amico chestertoniano parroco a Roma e bravo scrittore, e metteva insieme la Croce, la sfera, La Sfera e la croce e la splendente lucidità di Chesterton.

E pure oggi c'è un suo pezzo chestertoniano.

Bene.

mercoledì 14 gennaio 2015

Philippe Maxence dice: E se Houellebecq fosse un Chesterton triste?

In questi giorni tristissimi segnati dalla violenza legata all'attentato al settimanale cosiddetto satirico francesce Charlie Hebdo, molti hanno chiamato in causa il libro Soumission ed il suo autore, Michel Houellebecq, scrittore e poeta francese dalle posizioni critiche nei confronti dell'islam. Molti hanno chiamato in causa anche Chesterton e L'Osteria volante.

Abbiamo trovato questo articolo del giornalista Philippe Maxence, presidente dell'associazione Amis de Chesterton (una sorta di Società Chestertoniana Francese) che vogliamo proporvi proprio per il titolo. Poi se ne può parlare, se ritenete. Gli argomenti sono tanti: la plausibilità del confronto tra gli autori e i libri, l'evento in sé, la temperie dei nostri tempi…

Abbiate pazienza, l'articolo è in francese, non riusciamo a tradurre tutto quello che c'è in giro…


http://www.lefigaro.fr/vox/culture/2015/01/07/31006-20150107ARTFIG00339-et-si-houellebecq-etait-un-chesterton-triste.php

lunedì 12 gennaio 2015

Un aforisma al giorno

"Non amo la serietà. Penso che sia antireligiosa. O, se preferite l'espressione, è un vezzo di tutte le false religioni. Chi prende tutto seriamente è colui che idolatra ogni cosa: si prostra davanti a oggetti di legno e pietra affondando le sue membra come le radici di un albero o si profonde in inchini come la pietra infossata sul ciglio della strada".


Gilbert Keith Chesterton, La serietà non è una virtù 

sabato 10 gennaio 2015

Tweet da Giacomo Berchi (@GiacomoBerchi)

Giacomo Berchi (@GiacomoBerchi)

Alessandro Zaccuri recensisce La Sorpresa.

venerdì 9 gennaio 2015

Umberta Mesina ci fa un bel regalo distribuita

Dice la nostra cara Umberta, che ha fatto un bel lavoro:

The truth is that what we call Capitalism ought to be called Proletarianism.
The point of it is not that some people have capital,
but that most people only have wages
because they do not have capital.

(In verità, quello che noi chiamiamo capitalismo
dovrebbe essere chiamato proletarismo.
Il suo scopo non è che alcuni abbiano un capitale,
ma che i più abbiano solo una retribuzione
perché non hanno un capitale)


Gilbert Keith Chesterton, The Outline of Sanity, ch. I, par. 1, trad. mia

Il distributismo è un sistema socio-economico descritto all'inizio del XIX secolo da Gilbert Keith Chesterton e Hilaire Belloc.

Questo sistema oggi è reso particolarmente interessante dall'evidente fallimento degli altri due sistemi a cui si opponeva, il capitalismo e il socialismo.

Quello che segue è l'indice di alcuni articoli sul distributismo che ho tradotto dal blog Practical Distributism e che pubblicherò con il consenso dell'autore David Cooney.

Il resto, diciamo noi, lo trovate nel collegamento qui sotto:

https://initaliano.wordpress.com/distributismo/

Più di un milione di pagine visitate per il nostro piccolo blog

Carissimi Amici,

volevo comunicarvi che il nostro blog ha registrato dal 17 Ottobre 2006 più di un milione di pagine visitate (per l'esattezza sono 1.019.229, cioè unmilionediciannovemiladuecentoventinove).

Sono contento perché volendo tutti possono leggere di Gilbert in italiano, possono sapere chi è, possono consultare questo piccolo blog come una piccola guida per addentrarsi a conoscere il nostro caro amico, che porterà sicuramente tanto bene nella loro vita.

Solo questo.

Il 17 Ottobre 2006 cominciavamo questa piccola avventura (l'avventura di far conoscere a più persone possibile Gilbert, per gratitudine e affetto, solo per quello, non per cultura, non per accademia, non per passatempo) con queste parole:

"Cari Amici,

in maniera come al solito tumultuaria e fermamente all'adagio del Nostro Caro Gilbert ("se una cosa vale la pena di farla, vale la pena di farla male"), ecco a voi il blog dell'Uomo Vivo!
Cercheremo di dare nuovamente voce a Gilbert, in un mondo strano che lo vede attualissimo, profetico e sempre lucido, ma stranamente e ingiustamente dimenticato.
Occupiamo con la pachidermica mole fisica, intellettuale, umana del Nostro Caro Gilbert un pezzettino di quell'immenso Hyde Park che è la rete, nella speranza che questa piccola soap box gli doni nuova notorietà e che soprattutto gli faccia incontrare tanta gente bisognosa delle sue parole di speranza, di senso comune, di intelligenza cattolica.
Quanto bene può fare Gilbert Dio solo lo sa!
Ecco cominciata, allora, la singolar tenzone.
Fatevi avanti, allora! Siamo per la Vita, e passa via al nulla gaio cui ci vorrebbero sprofondare. Non abbiamo paura."

Tutto è ancora vero e vivo, anche di più.

Marco Sermarini

Un gesuita... aiuta padre Brown!

I gesuiti aiutano a fare bene padre Brown.

Molti di voi sapranno che Padre Brown è tornato da qualche tempo sugli schermi della BBC, l'emittente radiotelevisiva britannica, con ben due serie basate sulle storie uscite dalla fantasia del nostro Gilbert. Le puntate sono andate in onda sul BBC1, il primo storico canale inglese, ed hanno avuto un largo e solido successo sin dalla prima serie, tanto da far pensare ad una seconda, altrettanto ben accolta.

L'articolo qui sotto (in inglese, dal sito Independent Catholic News), segnalatoci dall'amico Paolo Pegoraro, ci informa che la popolare serie televisiva avrà una terza edizione e che questa volta ci sarà l'aiuto del gesuita londinese Padre Nye a rendere più attendibili i riferimenti strettamente collegati alla liturgia e all'essere prete cattolico di padre Brown. Il prete investigatore è interpretato da Mark Williams.

In effetti, debbo dire che chi ha visto le serie precedenti mi aveva segnalato diverse incongruenze e anacronismi, come pure confusioni tra la liturgia cattolica e quella anglicana. Fu lo stesso Stratford Caldecott, una voce sicuramente autorevole, che piuttosto sconsolato me ne diede atto.

Ora la produzione ha pensato bene di incaricare padre Nye, anziano padre gesuita di stanza a Londra, entrato nella Compagnia nel 1955 e ordinato prete nel 1966. Il religioso inglese si è occupato di rendere credibili gli aspetti liturgici e teologici delle storie, ambientate in tempi in cui esisteva solo quella che oggi chiamiamo forma straordinaria del rito romano, le preghiere per i morti ("ci potrebbero essere un bel numero di cadaveri in giro!" ha detto padre Nye), l'uso del latino e della versione inglese secondo la Chiesa Cattolica della Bibbia (la Douai - Rheims, basata sulla Vulgata di San Girolamo) quando questa viene citata. Per fare un esempio, a volte nelle precedenti serie la sacrestia veniva chiamata col termine schiettamente anglicano "vestry" mentre i cattolici inglesi l'hanno sempre chiamata "sacristy".

Il primo episodio della nuova serie è andato in onda il 5 Gennaio 2015.

Credo che la puntata sia disponibile sul sito della BBC. Giudicate voi il lavoro, di certo quello di padre Nye ci voleva.

Marco Sermarini

http://www.indcatholicnews.com/news.php?viewStory=26415

giovedì 8 gennaio 2015

Padre Barron continua le riprese di The Pivotal Players nella Chesterton Library a Oxford

Padre Barron è in Inghilterra per un progetto televisivo su Chesterton e Newman, ed ora è ripreso in queste foto nella Chesterton Library, la biblioteca chestertoniana ricca di libri editi in inglese ma anche in altre lingue (c'è un'ampia sezione di libri di Chesterton in lingua italiana) e di memorabilia appartenuti al nostro amato Gilbert, che vede tra i suoi fondatori i nostri cari Stratford Caldecott e Aidan Mackey che hanno conferito oggetti e altro ancora appartenuti prima a Chesterton e poi a loro.

Per la cronaca c'è anche uno dei famosi teatrini delle marionette (guardate anche qui e qui) così importanti nella vita di Gilbert (non mi dite che non sapete di questa passione di Chesterton... è fondamentale saperlo! Se leggete la biografia di Stevenson (a proposito, compratela su Pump Street, un negozio serio!) e leggete Stevenson stesso senza averne mai sentito parlare e senza aver giocato con un teatrino della marionette state facendo solo "cultura" ed "accademia", non una lettura vitale  e feconda come Gilbert vuole).

Della Library abbiamo parlato varie volte in questo blog. Io personalmente ci sono stato lo scorso Marzo ed è stata un'impressione vivissima e bellissima, c'è tanto di vivo, vivissimo in  questo luogo. Andate a vedere nella colonna dei link amici e troverete che ci siamo tutti: noi, i gemelli americani, il nostro spettacolare inimitabile John Kanu... siamo una bella famiglia e il mondo ci deve temere e desiderare.

Una parola va detta anche su dove si trova: la Chesterton Library è nell'Oratorio di Oxford, cioè nella Chiesa retta dai Padri di San Filippo Neri (detti appunto dell'Oratorio). Uno dei mentori della Library è padre Jerome, un grande conoscitore di Chesterton, dei Padri della Chiesa e della liturgia romana antica.

Insomma, un bellissimo posto che noi chestertoniani italiani amiamo molto. Personalmente invito tutti ad andarci e a dire che "siete dei nostri", con orgoglio e affetto.

Marco Sermarini

Padre Robert Barron nella galleria della Chesterton Library di Oxford

Padre Barron fotografa la macchina da scrivere di Gilbert (sapete tutti che lì ci sono anche i suoi occhialini, il cappello, il Rosario comprato in Terra Santa, bastoni da passeggio e tante altre cose...)

Padre Robert Barron e il dott. Michael Ward, uno dei Trustee della Chesterton Library
 
Padre Barron nel piano terra della Chesterton Library con in mano una prima edizione de L'Uomo Eterno

mercoledì 7 gennaio 2015

Ecco l'attribuzione del premio da parte degli amici spagnoli...

http://hilairegilbertyfrances.blogspot.it/2015/01/chestertonianos-2015.html

Un messaggio dal nostro grande amico Fran dalla Spagna...

Riceviamo e volentieri portiamo a vostra conoscenza. Gli amici chestertoniani spagnoli sono sempre di grande cuore:

«Cari amici:

Il premio Chestertoniani 2015, dal Blog http://hilairegilbertyfrances.blogspot.com.es/ é stato concesso a voi...!

Auguri e vi desidero un buon anno di 2015!

Saluti»

Padre Robert Barron in un luogo a noi carissimo...

Il viaggio di padre Barron continua...

Padre Robert Barron inizia il suo viaggio con Chesterton e Newman

martedì 6 gennaio 2015

Oggi è l'Epifania...

Padre Robert Barron sta lavorando dedica una trasmissione televisiva a Chesterton e Newman

Fr. Robert Barron (@FrRobertBarron)
Another great day of filming in London for new series Catholicism: The Pivotal Players. Thank you to crew and Word on Fire team!

Padre Robert Barron (che ho avuto il piacere di conoscere negli Stati Uniti) è il Rettore del Seminario di Mundelein, a Chicago, una delle più prestigiose istituzioni cattoliche d'America.

Ma è anche un blogger (www.wordonfire.org) e un conduttore radiofonico e televisivo con grande seguito. Come leggete dal post, ora sta lavorando ad una trasmissione dal titolo Catholicism: The Pivotal Players (una possibile traduzione è: Cattolicesimo: I Giocatori Fondamentali - se preferite anche centrali va bene, è molto da basket...), ed una puntata, girata proprio ieri (padre Barron ce l'ha fatto sapere direttamente) in Inghilterra, è dedicata al Nostro Eroe e al beato John Henry Newman.

Ecco, come vedete Chesterton è sempre attuale e Newman è davvero da scoprire bene (Chesterton lo lesse largamente e vi consiglio di leggere Gli Ariani del IV secolo, praticamente introvabile ma attualissimo; come pure gli Scritti universitari, tradotti dal nostro Angelo Bottone, che ne è uno dei massimi conoscitori. In realtà tutto Newman è da leggere).

Vi terremo informati sulla faccenda.

Marco Sermarini 

lunedì 5 gennaio 2015

Marshall McLuhan and the divine message

Un articolo su Marshall McLuhan, convertito al cattolicesimo e ammiratore di Chesterton (anzi, convertitosi grazie a Chesterton, come abbiamo più volte documentato qui su questo blog).

sabato 3 gennaio 2015

Tweet da G.K. Chesterton (@GKCDaily)

G.K. Chesterton (@GKCDaily)
If you want the workingman to fight for progress you must offer him the thing for which he fights best, his own honour and his own home.


giovedì 1 gennaio 2015

L’angolo di Gilbert K. Chesterton – grandezza e attualità di uno scrittore cattolico – rubrica quindicinale di Fabio Trevisan | da Riscossa Cristiana

http://www.riscossacristiana.it/trevisan2/

Tweet da G.K. Chesterton (@GKCDaily)

G.K. Chesterton (@GKCDaily)
A miracle is not a disorganization, but a change of plan—as a general might make a change in his plans in rushing his army through a battle.


mercoledì 31 dicembre 2014

Un aforisma augurale al giorno (in inglese, dai, facciamo prima)

"The object of a New Year is not that we should have a new year. It is that we should have a new soul and a new nose; new feet, a new backbone, new ears, and new eyes. Unless a particular man made New Year resolutions, he would make no resolutions. Unless a man starts afresh about things, he will certainly do nothing effective".

Gilbert Keith Chesterton

martedì 30 dicembre 2014

Un aforisma al giorno (il distributismo non è solo una questione economica, lo diciamo per chi si sbraccia per l'uno o l'altro "partito"...)

"È difficile rendere rappresentativo il governo quando esso è anche remoto".

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 17/8/1918

Noi ci riproduciamo e con fede cieca diciamo...

"Personalmente è chiaro, io credo in Babbo Natale; ma è il tempo del perdono, e perdonerò gli altri che non ci credono".

Gilbert Keith Chesterton, La Nonna del Drago e altre serissime storie (tratto da Tremendous Trifles)

(fatelo leggere al prete infuriato...!)

Luigi Santambrogio segue Paolo Gulisano e noi e quindi Chesterton

http://www.lanuovabq.it/mobile/articoli-babbo-natale-ubriacone-caro-don-si-legga-chesterton-11348.htm#.VKK5TYA8MJQ

Il nostro Paolo Gulisano riprende i nostri auguri e difende Babbo Natale (con Chesterton)

http://www.ilsussidiario.net/mobile/Cronaca/2014/12/28/IL-CASO-Babbo-Natale-contro-Gesu-Bambino-Chesterton-non-era-d-accordo-/567970/

lunedì 29 dicembre 2014

Un aforisma al giorno

Essere estremamente devoti a qualcuno non impedisce di criticarlo, e il fanatico può sicuramente essere uno scettico.


Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia

domenica 28 dicembre 2014

Un aforisma al giorno

Puoi giurare fedeltà ad un'accolita di monaci,

o di fronte ad una moglie graziosa,

ma questo è il modo dei Cristiani:

che il loro giuramento dura fino alla fine.


Gilbert Keith Chesterton, La Ballata del Cavallo Bianco


Oggi i Loschi sono a casa di Pier Giorgio...

sabato 27 dicembre 2014

And the winner is...

Avrebbe vinto Giova che con una circonlocuzione ha fatto capire di aver capito che viene da Ortodossia capitolo Il maniaco, anche se Unknown (dai, potevi manifestarti) ha seguito realmente le regole.

Va bene, a pari merito Giova e Unknown possono fregiarsi del titolo di Detective Chestertoniano Lucidissimo, almeno fino al prossimo bruciante indovinello!

Il prossimo sarà meno facile... Hai ragione, Umberta, questo potevano saperlo tutti ma non è detto...

Tweet da Soc Chestertoniana (@Sochest)

Soc Chestertoniana (@Sochest)
#Chesterton - Un aforisma al giorno pic.twitter.com/TreMKS66G7


Indovinello chestertoniano...

Riproponiamo uno dei nostri fulminanti ed assurdi quiz.

"Vado a casa a scrivere un libro per rispondere alla tua domanda".

In quale libro Chesterton ha scritto questa famosa frase?

È obbligatorio specificare il titolo del capitolo, sennò non vale.

Le risposte debbono necessariamente pervenire come commento a questo post (no Twitter, no posta elettronica, no assoluto Facebook). Vince chi la piazza per primo, fa fede l'ora di Blogspot. Chiaramente la prima risposta esatta.

Chi vince, cosa vince?

Ma è chiaro!

L'onore di fregiarsi del titolo di Detective Chestertoniano Lucidissimo fino al prossimo quiz, che non è poco. Il top è farlo da socio della SCI, che implica la condizione di Amico di Chesterton, che solo noi possiamo legittimamente affibbiare. Diffidare dalle imitazioni!

Un aforisma al giorno - Un classicone!

Dove sono quelli che credono in sé stessi..?

Dove splende la stella fissa della certezza e del successo...?

mercoledì 24 dicembre 2014

Chesterton: Il Natale deve andarsene. È anti-moderno | su Tempi (bravi!)

www.tempi.it/chesterton-il-natale-deve-andarsene-e-assolutamente-inadatto-al-mondo-moderno#.VJmHwcAAI4


E' troppo bello e lo riproponiamo. Buon Natale a tutti voi, cari amici!

Questa pagina di Chesterton è troppo bella e la ripropongo per farvi gli auguri di Buon Natale.

Che Gesù Bambino possa portarvi sulle renne di Babbo Natale alias San Nicola o Santa Claus le stesse cose che dice Gilbert. Con tanto affetto,

Marco Sermarini, presidente della SCI

«Quello che mi è successo è l'opposto di quello che sembra essere l'esperienza della maggior parte dei miei amici. Invece di rimpicciolire fino ad un puntino, Babbo Natale è divenuto sempre più grande nella mia vita fino a riempire la quasi totalità di essa. E' successo in questo modo. Da bambino mi trovai di fronte ad un fenomeno che richiedeva una spiegazione. Avevo appeso alla sponda del mio letto una calza vuota, che al mattino si trasformò in una calza piena. Non avevo fatto nulla per produrre le cose che la riempivano. Non avevo lavorato per loro, né le avevo fatte o aiutato a farle. Non ero nemmeno stato buono - lungi da me! 
E la spiegazione era che un certo essere che tutti chiamavano "Santa Claus" era benevolmente disposto verso di me... Ciò che credevamo era che una determinata agenzia benevola ci avesse davvero dato quei giocattoli per niente. E, come affermo, io ci credo ancora. Ho semplicemente esteso l'idea.
Allora chiedevo solo chi metteva i giocattoli nella calza, ora mi chiedo Chi mette la calza accanto al letto, e il letto nella stanza, e la stanza della casa, e la casa nel pianeta, e il grande pianeta nel vuoto.
Una volta mi limitavo a ringraziare Babbo Natale per pochi dollari e qualche biscotto. 
Ora, lo ringrazio per le stelle e le facce in strada, e il vino e il grande mare.
Una volta pensavo fosse piacevole e sorprendente trovare un regalo così grande da entrare solo per metà nella calza.
Ora sono felice e stupito ogni mattina di trovare un regalo così grande che ci vogliono due calze per tenerlo, e poi buona parte ne rimane fuori; è il grande e assurdo regalo di me stesso, perché all'origine di esso io non posso offrire alcun suggerimento tranne che Babbo Natale me l'ha dato in un particolare fantastico momento di buona volontà».

Gilbert Keith Chesterton, lettera a The Tablet of London

Gli auguri di Roberto Prisco

Chesterton diceva (cito a memoria)
Se siamo grati per i dolci che troviamo nella calza della Befana, perché
non dobbiamo essere grati per un paio di gambe meravigliose che
mettiamo nelle calze ogni mattina?

Auguri per un Santo Natale di conversione a tutti voi e per un 2015 di
successi e felicità

Roberto Prisco

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martedì 23 dicembre 2014

Un aforisma al giorno (distributista, anticapitalista, antisocialista, sano, grasso, chestertoniano: mettiamoci sulla sua lunghezza d'onda)

Non può esistere una nazione di milionari, e non è mai esistita finora una nazione di utopisti; mentre sono esistite diverse nazioni di contadini discretamente soddisfatti.

Gilbert Keith Chesterton, Il profilo della ragionevolezza

Un aforisma al giorno

La maggior parte delle persone assennate afferma che gli adulti non possono apprezzare il Natale alla pari dei bambini. […] Ma non sono certo che le persone assennate abbiano sempre ragione; e questo è stato il motivo principale che mi ha spinto a essere sciocco, una decisione che ora è divenuta irrevocabile. Forse è solo per questo, ma devo ammettere che […] amo il Natale più di quanto ero bambino. Ovviamente ai bambini piace, ma a loro piace quasi tutto tranne essere sculacciati.

Gilbert Keith Chesterton, La serietà non è una virtù

Una sorpresa di due chestertoniane ad un tonicissimo lettore...

Riceviamo e paro paro vi giriamo:

Ciao, la mia sequela chestertoniana continua con l'acquisto quindi la lettura quindi il dono de La sorpresa... 
Ti mando una foto del lettore "decano" de La sorpresa, padre Giorgio Leone di ben 90 anni e sei mesi al quale ho donato il libro domenica scorsa. 
Il padre di memoria ancora lucidissima è padre francescano conventuale di Palermo, confratello di fra Roberto. Non ti dico quante attività ha svolto nella sua vita, quest'estate ha pubblicato un libro documentario sulla storia di un'antica residenza dei frati e lo attende un libro su un pittore francescano del secolo scorso... (...).
Nella foto c'è la mia amica consorella Rosalia, che certamente ricordi, con lei facciamo il duetto delle artiste di strada alias buffone per far sorridere la gente che incontriamo..
Buon Natale!

Krislamanna di Palermo

E brave Krislamanna (al secolo Cristina Lamanna) e Rosalia e soprattutto bravissimo padre Giorgio Leone! Che Nostro Signore ce lo conservi così com'è, bello tonico e lettore di Chesterton, e che tutti prendano esempio da voi e da lui!
Salutateci la bellissima Sicilia, prima o poi Chesterton arriverà fisicamente anche lì (ma in realtà già c'è stato, a Siracusa, un po' malato ma ammaliato dalla Sicilia...).
Vi mandiamo tutti un grande abbraccio!

venerdì 19 dicembre 2014

Giacomino Berchi s'è laureato in lettere...

... e noi gli facciamo i grassi complimenti!
Giacomino è un bravo ragazzo, è un neofita promettente traduttore di Chesterton, ci aiuta con la Review e siccome abbiamo proditoriamente (ma neanche troppo) sottratto questa bella foto col suo caro zio, la spiaccichiamo qui per simpatia e affetto.

Speriamo che non si guasti col crescere, coltivi sempre Chesterton e rimanga sempre umile, perché così potrà fare del bene al mondo!

Perché facciamo queste cose?

Perché tra Chestertoniani si fa così. Si è amici e un po' matti e burloni.

Un aforisma al giorno

Il misticismo tiene gli uomini sani. Fintanto che c'è il mistero, c'è la salute; distrutto il mistero, nasce la malattia. L'uomo qualunque è sempre stato sano perché è sempre stato un mistico. Ammetteva il crepuscolo. Ha sempre tenuto un piede sulla terra e un altro nel paese delle fate. Ha sempre lasciato libero se stesso di mettere in dubbio i suo dèi, ma anche (a differenza degli agnostici di oggi) di credere in essi. Gli è sempre stata più a cuore la verità che la congruenza.

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia

giovedì 18 dicembre 2014

Un aforisma (natalizio ed illustrato) al giorno




Se il Tintoretto, o il Veronese, ha dipinto se stesso, la sua famiglia, i suoi amici, il suo cane, nella stessa stanza della Vergine e del Bambino, era perché pensava che veramente queste cose potessero stare tutte insieme in una stessa stanza: in altre parole, sebbene il Bambino sia cresciuto, abbia vissuto e sia stato crocifisso dai prìncipi del mondo, Egli è ancora realmente un bambino, e Sua Madre la madre di un bambino.

Gilbert Keith Chesterton, Lo spirito del Natale

La postfazione di Annalisa Teggi a La Sorpresa - da Tracce

lunedì 15 dicembre 2014

Un aforisma al giorno

Mentre una tendenza costante del vecchio Adamo è quella di rivoltarsi contro quella cosa così universale e automatica che è la civiltà, di predicare deviazione e ribellione, il romanzo dell'attività di polizia mette in un certo senso sotto gli occhi il fatto che la civiltà stessa è la più sensazionale delle deviazioni e la più romanzesca delle ribellioni.

Gilbert Keith Chesterton, Come si scrive un giallo 

Un aforisma al giorno

Affermare che buddhismo e cristianesimo propongono la stessa filosofia in proposito è semplicemente falso. Tutta l'umanità concorda sul fatto che ciascuno di noi è impigliato in una rete da pesca tessuta di peccati. La maggior parte dell'umanità concorda che ci sia una via d'uscita. Ma sulla natura della via d'uscita, non credo che ci siano due istituzioni nell'universo che ci contraddicano a vicenda tanto apertamente quanto il buddhismo e il cristianesimo.

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia

Tweet da J. R. R. Tolkien (@TolkienQuote)

J. R. R. Tolkien (@TolkienQuote)
"There is some good in this world, and it's worth fighting for."
#Tolkien | #Quote


domenica 14 dicembre 2014

Un incontro (anche) con Chesterton a Roma

Il Cenacolo di Tommaso Moro


Cenacolo

16 dicembre, ore 18.30
Roma, Enoarcano, via delle paste 106
Cenacolo: Riflessi di Tommaso Moro nella cultura europea. Shakespeare Pellico Chesterton
Introduzione: Antonio Casu. Relatori: Luca Poggi e Maurizio Serio.
Seguirà il tradizionale brindisi di Natale.

sabato 13 dicembre 2014

Un aforisma al giorno (un vecchio classico che vale più di cento prediche, l'Uomo Vivo vi crede fermamente e senza tema di smentita, a piè fermo)

"Personalmente è chiaro, io credo in Babbo Natale; ma è il tempo del perdono, e perdonerò gli altri che non ci credono".

Gilbert Keith Chesterton, La Nonna del Drago e altre serissime storie (tratto da Tremendous Trifles)

venerdì 12 dicembre 2014

Problemi di regali natalizi...?

... tutto risolto con Pump Street!

www.pumpstreet.it

Solo lì trovate il vero regalo utile!

Le buone idee sono le uniche cose utili di cui munirsi in questo Natale! Chesterton ne ha da vendere!

Approfittatene per tempo!

Il San Francesco d'Assisi di Chesterton esce in lingua lituana

http://www.bernardinai.lt/straipsnis/2014-11-17-g-k-chestertono-knyga-sventasis-pranciskus-is-asyziaus/124281

Per chi non ci crede, ecco la copertina...

Per essere precisi il titolo è Šventasis Pranciškus iš Asyžiaus.

Gilbertas Keitas Čestertonas vorremmo sapere che caso è (forse il genitivo?)... 

Siamo curiosi...

Bravi gli amici lituani. Vorremmo conoscere qualche chestertoniano di quelle parti. Ne conosciamo di polacchi, croati, argentini, inglesi, francesi, americani, sierraleonesi ma i lituani ci mancano.

giovedì 11 dicembre 2014

Un aforisma al giorno (da imparare a memoria, scolpire nella capoccia, ripetere agli angoli delle strade...)

Walter Pater ha detto che noi siamo tutti condannati a morte e che la sola via possibile è di godere momenti squisiti in se stessi. La medesima lezione insegnava la filosofia, così potente e così desolata di Oscar Wilde. E' la religione del carpe diem; ma la religione del carpe diem non è la religione di persone felici, bensì di persone molto infelici. La grande gioia non coglie i boccioli di rosa finché può; i suoi occhi sono fissati sulla rosa immortale che Dante poté vedere. La grande gioia ha in sé il senso dell'immortalità; lo stesso splendore della giovinezza risiede nella sensazione di avere tutto lo spazio per distendere le gambe.

da Eretici

Un aforisma al giorno

L'esteta si propone l'armonia, piuttosto che la bellezza. Se i capelli non coincidono con il tramonto viola contro il quale egli è in piedi, si tinge i capelli in fretta di un'altra tonalità di viola. Se la moglie non va con la carta da parati, si ottiene un divorzio.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 25.12.1909

martedì 9 dicembre 2014

Un aforisma al giorno (leggere bene, non puntarsi...)

«Se un uomo sarà un mendicante a causa dei peccati commessi nella vita precedente, la gente tenderà a disprezzarlo. Il cristianesimo, invece, predica un'idea del peccato originale che di certo è meno attraente, ma se attendiamo i suoi risultati scopriremo che sono la compassione e la fratellanza, uno scroscio di risata e la pietà, perché soltanto con il peccato originale possiamo provare pietà per il mendicante e al tempo stesso non fidarci del re. Gli uomini di scienza ci offrono la salute, un chiaro vantaggio; solo più tardi scopriamo che per salute essi intendono schiavitù del corpo e noia spirituale».

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia

Un aforisma al giorno (molto importante per chi vuole davvero capire Chesterton)

«Malgrado tutto, l'unica parola adatta a descrivere quel genere di clima psicologico è "ottimismo". So che questo termine ha subito nel XX secolo un degrado ancora maggiore del XIX. Ultimamente la gente si diceva ottimista riguardo all'esito delle guerra; adesso parlano di ottimismo riguardo alla ripresa economica; domani potranno dire di essere ottimisti riguardo al Torneo Internazionale di Ping-pong. Ma nell'epoca vittoriana la gente attribuiva un significato più puntuale al termine "ottimista" riferito a Browning, Stevenson o Walt Whitman. E in senso più ampio o più facile da intendere che nel senso di questi tre uomini, il termine si applicava in tutta verità a Tommaso d'Aquino. Lui credeva con convinzione granitica nella vita, e anche in qualcosa che poi Stevenson definì il grande teorema della vivibilità della vita».

Gilbert Keith Chesterton, San Tommaso d'Aquino

lunedì 8 dicembre 2014

ReNoir e padre Brown su Avvenire di sabato 6 Dicembre 2014

Tweet da G.K. Chesterton (@GKCDaily)

G.K. Chesterton (@GKCDaily)
I protest against the power of mad minorities to treat the majority as if it were another minority.


Belloc e l'educazione

"Il diritto dei genitori sul figlio è precedente al diritto dello Stato. Dove lo Stato obbliga i genitori a mandare il loro figlio in una istituzione che questi deve frequentare per molte ore al giorno e dalla quale la sua mente non può che essere formata nel periodo più critico del suo sviluppo, il genitore ha un diritto di richiedere allo Stato che quell'istituzione sia di un tipo che egli approva. Nel caso particolare del genitore cattolico che vive sotto l'autorità di uno stato anticattolico come l'Inghilterra, i membri del corpo cattolico hanno un pieno diritto politico di richiedere che l'intera spesa dovuta per l'educazione obbligatoria dei propri figli sia sostenuta dallo Stato ma che sia in mani cattoliche – soggette naturalmente alla condizione che quel denaro imposto per un particolare scopo debba essere speso per l'educazione".

Hilaire Belloc, Essays of a Catholic

Lucia Dallagnese nella festa dell'Immacolata Concezione ci ricorda Gilbert e la sua Autobiografia...

sabato 6 dicembre 2014

Un aforisma al giorno

"Il forte non può essere coraggioso. Solo il debole può esserlo".

Gilbert Keith Chesterton, Eretici

Un aforisma al giorno

"Nulla è più fallimentare del successo".

Gilbert Keith Chesterton, Eretici

mercoledì 3 dicembre 2014

Bella, eh?

martedì 2 dicembre 2014

Recensione de La Sorpresa e altri piccoli doni - Chesterton e la libertà donata da Dio - di Roberta Sciamplicotti (su Aleteia)

http://www.aleteia.org/it/editoriale/articolo/chesterton-sorpresa-commedia-inedita-teatro-editrice-guerrino-leardini-centro-missionario-francescano-5891721942532096

"La sorpresa" è una commedia scritta da Gilbert Keith Chestertonnel 1932 ma che venne accantonata prima della revisione e non è mai andata in scena. Oggi il suo testo esce insieme ad altri scritti del grande autore inglese nel libro "La sorpresa e altri piccoli doni" (Editrice Guerrino Leardini, Centro Missionario Francescano & Società Chestertoniana Italiana, 2014).

Un commento della scrittrice britannica Dorothy L. Sayers (1893-1957) riportato all'inizio del testo ricorda come per i giovani della sua generazione Chesterton sia stato "una specie di liberatore cristiano": "come una bomba benefica esplosa in un'epoca misera, ha frantumato molte vetrate della Chiesa per far entrare folate di aria fresca, nei cui vortici le foglie morte della dottrina si sono messe a danzare con tutta l'energia indecorosa dell'Acrobata di Nostra Signora".

"Senza dubbio la Chiesa era, nelle sue fondamenta, gloriosa e immutabile come sempre, ma all'inizio del secolo si presentava in modo, come dire, infelice quanto a sembianze esterne e dava l'impressione all'uomo della strada che non ci fosse molta scelta, se non tra una compiaciuta moralità protestante e una pietà cattolica piuttosto affettata", osserva la Sayers. "E dal momento che molte persone astute erano alacremente indaffarate a minare le fondamenta sia della pietà che della moralità, i cristiani venivano comunemente considerati alla stregua di tarli, che masticando al buio si scavavano gallerie dentro travi marce e destinate a crollare insieme all'intero edificio".

Fu quindi "stimolante sentirsi dire che il cristianesimo non era una cosa noiosa ma gioiosa, che non era qualcosa di retrogrado ma di avventuroso, che non era ottuso ma anzi saggio e addirittura sagace"; "ciò che fu soprattutto rinvigorente era vedere il polemista cristiano impugnare armi offensive anziché difensive".

Nella postfazione, Annalisa Teggi, autrice della traduzione del testo, sottolinea che "La sorpresa" che Chesterton ci consegna tra le mani è "il sorprendente atto d'amore che sta all'origine della Creazione e che sussiste tutto nel paradosso della lontananza: per amare qualcosa, devo vederla nella sua interezza e quindi allontanarla da me. Meno possiedo una persona, più la amo".

Lo capisce anche un semplice burattinaio, come l'Autore protagonista dell'opera dello scrittore inglese, che "conosce intimamente tutti i pupazzi che ha costruito, eppure questa specie di conoscenza non gli basta, li vuole vedere 'essere' al di fuori del racconto che ha creato per loro".

Per la Teggi, "il perfetto alter ego di questa commedia", cioè il libro che sarebbe bello leggere insieme a quest'opera teatrale, è il Frankenstein di Mary Shelley, "il testo che più di ogni altro esplora un'idea di Creazione come atto volitivo ed egoistico". Il dottor Victor Frankenstein, a differenza del burattinaio-Autore di Sorpresa, desidera infondere la vita a una creatura umana per uno scopo molto chiaro e tutt'altro che generoso, ovvero essere venerato come suo creatore e sorgente di vita.

"Sarebbe possibile attribuire questo medesimo pensiero a una divinità creatrice – suggerisce la Teggi –: Dio creò l'uomo per essere amato e riverito da una specie mortale che doveva a Lui la sua esistenza. Plausibile; eppure quest'ipotesi si riduce a un progetto meschino e infinitamente meno esaltante se paragonato a quel che, invece, scintilla nel desiderio del burattinaio-Autore di Chesterton", che afferma: "Questa gente merita di essere viva; essi sono tutto, tranne che vivi. Sono intelligenti, complicati, combattivi, brillanti; traboccano di vita eppure non sono vivi".

"Dio ha preferito trattarci da gentiluomini, piuttosto che da marionette. Un uomo deve avere l'opportunità di dimostrare che è un gentiluomo, deve poter dar prova di essere quello che in piena coscienza e deliberato consenso sceglie o tradisce una proposta di matrimonio, cioè di legame con il mondo e con chi l'ha fatto".

Merito di Chesterton ne "La Sorpresa" è aver utilizzato l'espediente del deus ex machina della tragedia classica, la divinità che entrava in scena quando l'intreccio della trama degenerava in modo irrisolvibile e la cui presenza metteva a posto le cose, "per farci la sorpresa finale: quello di porgere al lettore in modo eclatante e allo stesso tempo ragionevolissimo il bisogno dell'Incarnazione. Il Dio cristiano non si è calato sulla scena umana per mettere fine alla storia, bensì innanzitutto per essere compagno degli uomini. Si è fatto Uomo tra gli uomini, che è molto più complicato che essere un Dio tra gli uomini".

"Se della religione cristiana si può dire che è una outdoor education(un cammino educativo nell'aria fresca, libera e drammatica della realtà per ritornare alla casa del Padre da gentiluomini liberi e non da schiavi mansueti); se di conseguenza si può dire, in nome della sacralità della libertà, che gli uomini sono tutti fuori, allora del Dio cristiano si può dire che sia il più fuori di tutti – conclude la Teggi –. Perché, nella sua infinita libertà, ha scelto di buttarsi dentro l'orizzonte incasinato del mondo reale".

Marco Sermarini, presidente della Società Chestertoniana Italiana, osserva nella prefazione del volume: "è abbastanza miope e ingeneroso il giudizio non lusinghiero (diffuso e ripetuto spesso come un mantra e senza cognizione di causa) che qualcuno ha dato del Chesterton autore teatrale", visto che lo scrittore "è così profondo nell'esporre idee, inventare personaggi e trame, trasmettere messaggi buoni".

Sermarini commenta anche gli altri scritti presenti nel libro, ritenendoli "un odoroso mazzetto di fiori colto nel grande prato" degli ultratrentennali interventi di Chesterton sull'Illustrated London News, nella cui rubrica Our Note-Book scriveva articoli da duemila parole che avrebbero dovuto prendere "la forma di una discussione leggera su argomenti del momento… da trattare senza faziosità politiche".

Qualcuno ha definito la rubrica "il pulpito di Chesterton" e da lì egli disse, con grande efficacia, ciò che volle e gli piacque. L'Illustrated London News è anche il luogo in cui più di tutti compare la visione sacramentale delle cose che è uno degli aspetti più peculiari del pensiero di Chesterton.

"Mentre dettava questi articoli alle segretarie tirava di scherma con la spada o con un coltello contro i cuscini. Si racconta che una volta, mentre dettava l'articolo, tirò una freccia col suo arco fuori della finestra e sfiorò un cane, più sorpreso che colpito da questa… botta di vita. Pensate a questo ripetuto e agitato ménage mentre leggete questi saggi e darete ad essi un sapore indimenticabile", osserva Sermarini.

Il libro può essere acquistato solo ordinandolo presso il Centro Missionario Francescano attraverso l'e-mail laperlapreziosa@libero.it