domenica 16 marzo 2008

Domenica delle Palme 2008 - Il Papa ci richiama fortemente.


Città del Vaticano - Il Papa mette in guardia da una fede idealizzata e da idoli che «entrano in vari modi» anche «nel mondo della nostra fede». Davanti a decine di migliaia di fedeli, in una piazza San Pietro gremita, Benedetto XVI celebra la messa per la Domenica delle Palme e denuncia: «L’avidità è idolatria». «È la nostra fede abbastanza pura ed aperta - domanda Benedetto XVI - così che a partire da essa anche i ’paganì, le persone che oggi sono in ricerca e hanno le loro domande, possano intuire la luce dell’unico Dio, associarsi negli atri della fede alla nostra preghiera e con il loro domandare diventare forse adoratori pure loro? La consapevolezza che l’avidità è idolatria - prosegue il Papa - raggiunge anche il nostro cuore e la nostra prassi di vita? Non lasciamo forse in vari modi entrare gli idoli anche nel mondo della nostra fede?».

Il Papa richiama così il significato della Domenica delle Palme che «racconta l’ingresso di Gesù in Gerusalemme». «Insieme ai suoi discepoli e ad una schiera crescente di pellegrini - racconta Ratzinger - Egli era salito dalla pianura della Galilea alla Città Santa». E «L’ultima meta della sua salita è la Croce». Infatti, dice il Pontefice, «l’ascesa fino al cospetto di Dio passa attraverso la Croce». La celebrazione si è aperta con la tradizionale e suggestiva processione guidata da Benedetto XVI. Un lungo corteo di cardinali, vescovi, religiosi e giovani è sfilato intorno all’emiciclo di piazza San Pietro. La messa delle Palme viene trasmessa in ben 181 Paesi del mondo collegati via satellite. È stata la Puglia a donare quest’anno gli ulivi, mentre le Palme arrivano da Sanremo.

E' in cinese, e intercede per il Papa, la prima delle preghiere dei fedeli della messa delle Palme che Benedetto XVI celebra oggi in piazza San Pietro. Nella lingua del Paese dove la Chiesa è - almeno formalmente - divisa tra quella clandestina fedele al Papa e quella patriottica che non può esplicitare tale fedeltà, si prega oggi "per il nostro Santo Padre Benedetto XVI e tutti i pastori della Chiesa: perché, ispirandosi agli apostoli, uniti in preghiera con Maria, Madre di Dio, proclamino con franchezza il Vangelo di Gesù, morto e risorto".

"Basta odio, iracheni sollevate la testa" - Appello del Papa, dopo la morte del vescovo rapito in Iraq, Paulos Faraj Rahho: "basta con le stragi, basta con le violenze, basta con l'odio in Iraq", afferma Benedetto XVI alzando "un forte e accorato grido" durante l'Angelus. E elevando "in pari tempo un appello al Popolo iracheno...": "solleva la tua testa e sii te stesso, in primo luogo, ricostruttore della tua vita nazionale". Ora "riconciliazione, perdono, giustizia, rispetto della convivenza civile tra tribù, etnie, gruppi religiosi...". Benedetto XVI ha ricordato la morte dell'arcivescovo caldeo di Mosul, mons. Rahho, "tragicamente scomparso pochi giorni fa. La sua bella testimonianza di fedeltà a Cristo, alla Chiesa e alla sua gente, che nonostante numerose minacce non aveva voluto abbandonare, - ha detto papa Ratzinger - mi spinge ad alzare un forte e accorato grido: basta con le stragi, basta con le violenze, basta odio in Iraq". E qui le parole papali sono state interrotte da un caloroso applauso dei fedeli in piazza. "Ed elevo in pari tempo - ha proseguito - un appello al Popolo iracheno, che da cinque anni porta le conseguenze di una guerra che ha provocato lo scompaginamento della sua vita civile e religiosa: amato popolo iracheno, solleva la tua testa e sii tu stesso, in primo luogo, ricostruttore della tua vita nazionale. Siano la riconciliazione, il perdono, la giustizia e il rispetto della convivenza civile tra tribù, etnie, gruppi religiosi, la solidale via alla pace nel nome di Dio".

venerdì 14 marzo 2008

Una grande Croce per la nostra Chiesa prima della Pasqua


Mons. Rahho aveva 67 anni. “Una grande Croce per la nostra Chiesa prima della Pasqua” ha detto mons. Rabban al Qas, vescovo di Arbil, commentando la notizia ad AsiaNews. Personalità della Chiesa caldea, tra cui mons. Shlemon Warduni, hanno portato il cadavere all’ospedale di Mosul per accertare le cause del decesso. I funerali si svolgeranno nella vicina cittadina di Karamles. Mons. Rahho sarà sepolto vicino a p. Ragheed, il suo sacerdote e segretario ucciso il 3 giugno 2007 all’uscita dalla messa da un commando terrorista.

Il presule era molto malato. Pochi anni fa aveva subito un infarto e da allora aveva bisogno di assumere medicine quotidiane. Le difficili trattative andate avanti in questi 14 giorni di sequestro avevano da subito preoccupato per la totale assenza di contatti diretti con l’ostaggio. Tra le condizioni poste dai rapitori - fanno sapere fonti di AsiaNews a Mosul - oltre ad un ingente riscatto nell’ordine dei milioni di dollari, si è parlato anche di forniture di armi e della liberazione di prigionieri arabi nelle carceri curde.

Per il rilascio del presule si erano espressi numerosi leader musulmani, sunniti e sciiti, in Iraq, Libano e Giordania, che hanno anche condannato il gesto come “contrario all’islam”.

Era morto da almeno cinque giorni l’arcivescovo caldeo di Mosul. Lo ha accertato l’autopsia cui è stato sottoposto il corpo di mons. Paulo Farj Rahho. Lo riferiscono ad AsiaNews fonti vicine al vescovo deceduto.

Sul corpo del presule, rapito il 29 febbraio, sembra non vi siano segni di violenze. Probabilmente è morto per la mancanza di medicinali che doveva assumere regolarmente per i suoi gravi problemi di salute. Ma ancora sulle cause del decesso non vi è chiarezza.

Mons. Rahho e i tre uomini che erano con lui al momento dell’agguato, si aggiungono al lungo elenco di cristiani uccisi in Iraq. Mosul si conferma la città più pericolosa per la comunità cristiana, la cui presenza è scesa a un terzo rispetto al 2003. Grande è il tributo di sangue versato da questa diocesi. Solo nel 2007 sarebbero almeno 13 i cristiani uccisi – tra cui p. Ragheed Gani trucidato il 3 giugno – più due preti e un vescovo rapiti. Numerosi gli attacchi ad obiettivi cristiani. L’ultima ondata di violenze si è registrata tra il 6 e il 17 gennaio 2008, quando una serie di esplosioni ha colpito: la chiesa caldea della Vergine Immacolata, quella caldea di San Paolo, quasi distrutta, l’entrata dell’orfanotrofio gestito dalle suore caldee ad al Nour, una chiesa nestoriana e il convento delle suore domenicane di Mosul Jadida.

Secondo una lista stilata da AsiaNews, per l’anno passato il bilancio delle vittime di azioni violente in Iraq è di 47 morti, di cui almeno 13 solo a Mosul.

giovedì 13 marzo 2008

E' stato ucciso mons. Paulos Faraj Rahho, arcivescovo di Mossul dei Caldei

Oggi in Iraq è stato ritrovato il cadavere di monsignor Paulos Faraj Rahho, arcivescovo di Mossul dei Caldei, rapito il 29 febbraio. Lo ha riferito monsignor Shlemon Warduni, vescovo ausiliare di Babilonia dei Caldei. «Lo abbiamo ritrovato privo di vita nei dintorni di Mossul, i rapitori lo avevano sepolto» ha affermato il presule citato dall’agenzia Sir.

La notizia del ritrovamento del cadavere di monsignor Rahho "colpisce e addolora profondamente" il Papa, "che è stato subito informato". Lo riferisce il direttore della sala stampa vaticana padre Federico Lombardi. Il Papa si augura che "questo tragico evento richiami ancora una volta e con più forza l’impegno di tutti e in particolare della comunità internazionale per la pacificazione di un Paese così travagliato". La "deplorazione del Papa per un atto di disumana violenza che offende la dignità dell’essere umano e nuoce gravemente alla causa della fraterna convivenza dell’amato popolo iracheno" è espressa, dopo il ritrovamento del cadavere dell’arcivescovo caldeo di Mosul, Faraj Rahho, in un telegramma di Benedetto XVI al patriarca caldeo Emmannuel Delly III. Assicurando le sue preghiere "per lo zelante pastore sequestrato proprio al termine della celebrazione della via crucis" papa Ratzinger prega inoltre "perché questo tragico evento serva a costruire nella martoriata terra dell’Iraq un futuro di pace".

E' un martire. Preghiamo per i nostri fratelli cristiani in Iraq, condannati da circostanze non volute da loro e per le quali i Papi Giovanni Paolo e Benedetto hanno invocato la pace.

Un'aforisma al giorno - 18

"Anche la sola esistenza, ridotta nei suoi limiti più semplici, è tanto straordinaria da essere stimolante. Tutto era magnifico, paragonato al nulla".

G. K. Chesterton, da Le Avventure di un Uomo Vivo

Chesterton in altre parole - 8

"Spuntò un movimento di rinascita cattolico ben diverso i cui principali rappresentanti furono Péguy e Bernanos in Francia e Chesterton in Inghilterra. Ciò che questi uomini odiavano nel mondo moderno non era la democrazia, ma la sua mancanza. Ciò a cui aspiravano era la libertà per il popolo e la ragione per le menti"

Hanna Arendt
(cit. in G.K. Chesterton, San Francesco d'Assisi, Torino, Lindau 2008 -
postfazione di Giulio Meotti)

martedì 11 marzo 2008

Dal bollettino del Movimento per la Vita - La pazzia impazza in Europa!

Gran Bretagna - GRANDI MANOVRE PER FERMARE LA NUOVA LEGGE SULLA FIVET
Il primo ministro britannico Gordon Brown è alle prese con una ribellione dei ministri cattolici che si oppongono alla Human Fertilisation and Embryology Bill approvata dai Lord ed ora tornata alla Camera dei Comuni. I tre ministri in questione - Des Browne, Paul Murphy e Ruth Kelly - minacciano di votare contro la norma, la quale autorizzerà tra l’altro la creazione di embrioni “ibridi” o “chimere” e consentirà inoltre alle coppie lesbiche di farsi registrare come genitori.
Il primate cattolico card. O’Connor, preoccupato che il governo laburista voglia impedire ai propri parlamentari di votare secondo coscienza, ha sollecitato tutti i fedeli perché scrivano al parlamentare del proprio collegio perché voti contro la nuova legge.

EUTANASIA. IL LUSSEMBURGO VERSO LA LEGALIZZAZIONE
Il Lussemburgo potrebbe essere il terzo Paese dell'Unione europea a depenalizzare l'eutanasia dopo Belgio e Olanda. I deputati lussemburghesi (con 30 voti favorevoli e 26 contrari) hanno approvato il disegno di legge che permetterà ai medici di aiutare i pazienti terminali a porre fine alla propria vita.
Il progetto stabilisce che, per poter chiedere l'eutanasia, il paziente debba essere maggiorenne o minorenne emancipato e soffrire di una malattia irreversibile, con una sofferenza fisica o psichica costante e senza prospettive di miglioramento.
La contemporanea approvazione di una buona legge sulle cure palliative ha costretto la Corte a bloccarle entrambe per la loro evidente contraddittorietà. Ora i deputati hanno tre mesi di tempo per cambiarle. Il Primo ministro, cattolico fervente, è pronto ad aprire una crisi istituzionale pur di non firmare la legge.
Zenit e RadioMaria hanno lanciato una campagna internazionale per impedire che il Lussemburgo vari la legge sull’eutanasia.

FIVET. NUOVA TECNICA VECCHIO IMBROGLIO
Dalla Gran Bretagna la scoperta di una nuova tecnica di fecondazione assistita che permette da un lato di incrementare le possibilità di successo della fecondazione in vitro e dall’altro di ridurre l’incidenza di parti plurigemellari.
Gli studiosi del Guy’s and St.Thomas Hospital di Londra hanno sperimentato una procedura nella quale gli embrioni vengono fatti crescere in laboratorio 2 giorni in più rispetto alle precedenti tecniche. Impiantando nell’utero solamente un embrione, il migliore (!), aumentano le chance di successo del trattamento.
Evitando l’inserimento di due o tre embrioni fecondati come prevedono le tecniche consuete, il rischio di parti gemellari o plurigemellari è stato sensibilmente ridotto (al 30% per due gemelli e al 17% per tre). In sostanza non si tratta di altro se non una selezione pre impianto degli embrioni. Di positivo c’è che Yakoub Khalaf, lo studioso a capo del team, sostiene che il successo riportato da questa nuova tecnica smentisce ’il mito secondo cui trasferendo un singolo embrione si abbassa il tasso di successo della gravidanza’.

ZEVIO. UN ASSESSORE ALLA VITA NASCENTE
Al comune veronese di Zevio, è stata conferita la delega di “assessore alla vita nascente” a Maria Luisa Tezza, assessore provinciale alla famiglia, all'istruzione, ai servizi sociali e alle pari opportunità e già sindaco per due mandati nella cittadina della bassa scaligera. E' una novità assoluta a livello mondiale il conferimento di questa specifica delega “alla vita nascente”, carica di un rinnovato senso ideale e al contempo concreto della politica. Nel decreto firmato ieri, 21.2.08, il sindaco Paolo Lorenzoni dichiara che è “fondamentale rilanciare con forza un dibattito nazionale e internazionale sull'aborto e sostenere la provocazione culturale intesa col nome di Moratoria Internazionale per l'abolizione della Pena di Aborto e il comune di Zevio intende dare rilevanza a una politica di sostegno della vita sin dal momento del concepimento”.

LITUANIA. 110 EURODEPUTATI CONTRO LEGGE ANTI-ABORTO
La proposta di legge accolta nel 2007 dal parlamento lituano prevede il drastico restringimento delle condizioni per l’aborto legale.
La legge è stata approvata in prima lettura prima della chiusura invernale del parlamento lituano, e dovrebbe essere discussa e votata definitivamente in primavera.
La Sinistra europea, capeggiata dalla svedese Eva Britt Svensson, vicepresidente della commissione Donna all’eurocamera, ha promosso un appello sottoscritto da 110 eurodeputati contro la proposta di legge lituana, 12 gli italiani che hanno sottoscritto.

PER UN FISCO GIUSTO - 11 marzo

APPUNTAMENTI

Volturara Irpina (AV), Sala Consiliare, 11 marzo ore 17,30
Ofs e Gifra propongono una conferenza su “La missione educativa della famiglia” a cui intervengono tra gli altri mons. Alfano, vescovo di S. Angelo dei Lombardi, Edmondo Marra, sindaco di Volturara. Raccolta firme sulla petizione del Forum

Altamura, Auditorium Parrocchia Trasfigurazione, 11 marzo, ore 19.30
Il Forum regionale della Puglia organizza un incontro su “Famiglia risorsa della società e culla della vita”. Partecipano Lodovica Carli e Vito Massari

Perugia, Sala San Francesco 11 marzo ore 20,30
Incontro con Alessandro Mazzullo

Verona, Palazzo della Gran Guardia, 14 marzo, ore 20,45
Incontro organizzato col Patrocinio del Comune e della Provincia di Verona da Famiglie per l’accoglienza, con Paola Soave, vicepresidente del Forum, i professori Antonini e Perale, Marco Mazzi, presidente Famiglie per l’accoglienza

Valenzano, Castello Baronale, 15 marzo ore 20
Incontro pubblico sul tema: "Per un fisco a misura di famiglia", organizzato dalle comunità parrocchiali del luogo. Relatore, Vito Massari, coordinatore del comitato provinciale di Bari del Forum

Todi, Sala del Consiglio comunale, 15 marzo, ore 17,00
incontro su "Ideologia di genere" a cui Intervengono Simone Pillon e suor Roberta Vinerba

Romans d'Isonzo, sede associazione La Miglioranza, 27 marzo
Incontro interdecanale promosso dall’associazione “La Miglioranza” sulla proposta del Forum

Udine, Parrocchia del Buon Pastore 27 marzo ore 20,30
Incontro foraniale per illustrare la petizione popolare proposta dal Forum

S. Donato M.se, aula magna scuola Maria Ausiliatrice, 1 aprile, ore 21
Il Forum regionale insieme ad Age ed Agesc un incontro con Ernesto Mainardi, presidente regionale della Lombardia del Forum su “Un fisco a misura di famiglia. Ciò che è bene per la famiglia è bene per il Paese”

Intervento del card. Angelo Bagnasco al Consiglio Episcopale Permanente - 10 Marzo 2008

Cliccando il nostro titolo trovate, nel sito dell'Agenzia di stampa Zenit, il testo dell'intervento del presidente della Conferenza Episcopale Italiana cardinale Angelo Bagnasco al Consiglio Episcopale Permanente lunedi 10 Marzo.

Tocca molti temi, pastorali, liturgici, culturali e politici. E' interessante.

Verhagen e la truffa dell'eutanasia infantile



L'altra sera c'è stata una puntata piuttosto movimentata di Tetris su La7, con Giuliano Ferrara, Lidia Ravera, Vanessa Gravina (=?cui prodest?) e altri.
Ferrara e il conduttore, Luca Telese, si sono pure presi a parole, ma questo non ci interesse né poco né punto.
Vi proponiamo questo breve brano della trasmissione in cui si parla del dott. Verhangen, un medico olandese che pratica l'eutanasia infantile ed avrebbe elaborato un protocollo in tal senso (=?!? Esculapio ?!?) di cui ha parlato Il Foglio attraverso un'intervista qualche giorno fa (una roba del genere può nascere in un paese oramai privo di qualsivoglia identità come l'Olanda, che farebbe meglio a ripartire da tulipani e mulini a vento, da dighe e lavoro indefesso e dalla sana fede cattolica, per salvare se stessa da questa assurda cultura di morte e di nulla. Pensate che qualche anno fa ad alcuni esponenti politici olandesi venne in mente di abolire l'olandese come lingua nazionale per fare posto all'inglese... lo trovate normale?).
Questa è il progresso a cui ci vorrebbero portare tanti esponenti politici in giro per il mondo, crediamo trasversalmente ma fino ad un certo punto.
E' una truffa bruttissima e tristissima. La truffa sta nel chiamare l'eutanasia "pietà", la tristezza sta nel fatto che ora molti, anche le persone anziane, che dovrebbero essere sagge, cresciute in questo contesto tristissimo e truffaldino, dicono che è giusto così. Le nostre nonne stavano davanti al fuoco a dire il rosario, quelle di adesso sentono la Ravera e dicono che in fondo ha ragione.
Per fortuna qualcuno si ricorda di gridare che l'eutanasia è una truffa, e quella infantile addirittura una doppia truffa.
I chestertoniani d'Italia lavorano per denunciare truffe come queste.
Truffe nel linguaggio, nel ragionamento, nell'uso della ragione.
Truffe.
Truffe e basta.

lunedì 10 marzo 2008

Benedetto XVI ci richiama al rischio della secolarizzazione, senza mezze misure

Poi non vogliamo privarvi del discorso pronunciato da Benedetto XVI sabato 9 Marzo ricevendo in udienza i partecipanti all'Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio della Cultura, svoltasi dal 6 all'8 marzo. Mazzola altrettanto la secolarizzazione, senza timori e senza mezze misure, col sorriso sulle labbra. Dice pure che la secolarizzazione è dentro la Chiesa e snatura il cristianesimo. Neretti nostri.

Signori Cardinali,
cari Fratelli nell'Episcopato e nel Sacerdozio,
gentili Signore, illustri Signori!

Sono lieto di accogliervi, in occasione dell'Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio della Cultura, congratulandomi per il lavoro che svolgete e, in particolare, per il tema scelto per questa Sessione: "La Chiesa e la sfida della secolarizzazione". È questa una questione fondamentale per il futuro dell'umanità e della Chiesa. La secolarizzazione, che spesso si muta in secolarismo abbandonando l'accezione positiva di secolarità, mette a dura prova la vita cristiana dei fedeli e dei pastori, e voi l'avete, durante i vostri lavori, interpretata e trasformata anche in una sfida provvidenziale così da proporre risposte convincenti ai quesiti e alle speranze dell'uomo, nostro contemporaneo.

Ringrazio l'Arcivescovo Mons. Gianfranco Ravasi, da pochi mesi Presidente del Dicastero, per le cordiali parole con le quali si è fatto vostro interprete e ha illustrato la scansione dei vostri lavori. Sono grato anche a voi tutti per l'impegno profuso nel far sì che la Chiesa si ponga in dialogo con i movimenti culturali di questo nostro tempo, e sia così conosciuto sempre più capillarmente l'interesse che la Santa Sede nutre per il vasto e variegato mondo della cultura. Oggi più che mai, infatti, la reciproca apertura tra le culture è un terreno privilegiato per il dialogo tra uomini e donne impegnati nella ricerca di un autentico umanesimo, aldilà delle divergenze che li separano. La secolarizzazione, che si presenta nelle culture come impostazione del mondo e dell'umanità senza riferimento alla Trascendenza, invade ogni aspetto della vita quotidiana e sviluppa una mentalità in cui Dio è di fatto assente, in tutto o in parte, dall'esistenza e dalla coscienza umana. Questa secolarizzazione non è soltanto una minaccia esterna per i credenti, ma si manifesta già da tempo in seno alla Chiesa stessa. Snatura dall'interno e in profondità la fede cristiana e, di conseguenza, lo stile di vita e il comportamento quotidiano dei credenti. Essi vivono nel mondo e sono spesso segnati, se non condizionati, dalla cultura dell'immagine che impone modelli e impulsi contraddittori, nella negazione pratica di Dio: non c'è più bisogno di Dio, di pensare a Lui e di ritornare a Lui. Inoltre, la mentalità edonistica e consumistica predominante favorisce, nei fedeli come nei pastori, una deriva verso la superficialità e un egocentrismo che nuoce alla vita ecclesiale.

La "morte di Dio" annunciata, nei decenni passati, da tanti intellettuali cede il posto ad uno sterile culto dell'individuo. In questo contesto culturale, c'è il rischio di cadere in un'atrofia spirituale e in un vuoto del cuore, caratterizzati talvolta da forme surrogate di appartenenza religiosa e di vago spiritualismo. Si rivela quanto mai urgente reagire a simile deriva mediante il richiamo dei valori alti dell'esistenza, che danno senso alla vita e possono appagare l'inquietudine del cuore umano alla ricerca della felicità: la dignità della persona umana e la sua libertà, l'uguaglianza tra tutti gli uomini, il senso della vita e della morte e di ciò che ci attende dopo la conclusione dell'esistenza terrena. In questa prospettiva il mio predecessore, il Servo di Dio Giovanni Paolo II, consapevole dei cambiamenti radicali e rapidi delle società, con insistenza richiamò l'urgenza di incontrare l'uomo sul terreno della cultura per trasmettergli il Messaggio evangelico. Proprio per questo istituì il Pontificio Consiglio della Cultura, per dare un nuovo impulso all'azione della Chiesa nel fare incontrare il Vangelo con la pluralità delle culture nelle varie parti del mondo (cfr Lettera al Card. Casaroli, in: AAS LXXIV, 6, pp. 683-688). La sensibilità intellettuale e la carità pastorale del Papa Giovanni Paolo II lo spinsero a mettere in risalto il fatto che la rivoluzione industriale e le scoperte scientifiche hanno permesso di rispondere a domande che prima erano parzialmente soddisfatte solo dalla religione. La conseguenza è stata che l'uomo contemporaneo ha spesso l'impressione di non aver più bisogno di nessuno per comprendere, spiegare e dominare l'universo; si sente il centro di tutto, la misura di tutto.

Più recentemente la globalizzazione, per mezzo delle nuove tecnologie dell'informazione, ha avuto non di rado come esito anche la diffusione in tutte le culture di molte componenti materialistiche e individualistiche dell'Occidente. Sempre più la formula "Etsi Deus non daretur" diventa un modo di vivere che trae origine da una specie di "superbia" della ragione - realtà pur creata e amata da Dio - la quale si ritiene sufficiente a se stessa e si chiude alla contemplazione e alla ricerca di una Verità che la supera. La luce della ragione, esaltata, ma in realtà impoverita, dall'Illuminismo, si sostituisce radicalmente alla luce della fede, alla luce di Dio (cfr Benedetto XVI, Allocuzione per l'incontro con l'Università di Roma "La Sapienza", 17 gennaio 2008). Grandi, perciò, sono le sfide con le quali la missione delle Chiesa deve confrontarsi in questo ambito. Quanto mai importante si rivela perciò l'impegno del Pontificio Consiglio della Cultura per un dialogo fecondo tra scienza e fede. È un confronto tanto atteso dalla Chiesa, ma anche dalla comunità scientifica, e vi incoraggio a proseguirlo. In esso la fede suppone la ragione e la perfeziona, e la ragione, illuminata dalla fede, trova la forza per elevarsi alla conoscenza di Dio e delle realtà spirituali. In questo senso la secolarizzazione non favorisce lo scopo ultimo della scienza che è al servizio dell'uomo, "imago Dei". Questo dialogo continui nella distinzione delle caratteristiche specifiche della scienza e della fede. Infatti, ognuna ha propri metodi, ambiti, oggetti di ricerca, finalità e limiti, e deve rispettare e riconoscere all'altra la sua legittima possibilità di esercizio autonomo secondo i propri principi (cfr Gaudium et spes, 36); entrambe sono chiamate a servire l'uomo e l'umanità, favorendo lo sviluppo e la crescita integrale di ciascuno e di tutti.

Esorto soprattutto i Pastori del gregge di Dio a una missione instancabile e generosa per affrontare, sul terreno del dialogo e dell'incontro con le culture, dell'annuncio del Vangelo e della testimonianza, il preoccupante fenomeno della secolarizzazione, che indebolisce la persona e la ostacola nel suo innato anelito verso la Verità tutta intera. Possano, così, i discepoli di Cristo, grazie al servizio reso in particolare dal vostro Dicastero, continuare ad annunciare Cristo nel cuore delle culture, perché Egli è la luce che illumina la ragione, l'uomo e il mondo. Siamo posti anche noi di fronte al monito rivolto all'angelo della Chiesa di Efeso: "Conosco le tue opere, la tua fatica e la tua costanza ... Ho, però, da rimproverarti che hai abbandonato il tuo primo amore" (Ap 2,2.4). Facciamo nostro il grido dello Spirito e della Chiesa: "Vieni!" (Ap 22,17), e lasciamoci invadere il cuore dalla risposta del Signore: "Sì, verrò presto!" (Ap 22,20). Egli è la nostra speranza, la luce per il nostro cammino, la forza per annunciare la salvezza con coraggio apostolico giungendo fino al cuore di tutte le culture. Dio vi assista nello svolgimento della vostra ardua ma esaltante missione!

Affidando a Maria, Madre della Chiesa e Stella della Nuova Evangelizzazione, il futuro del Pontificio Consiglio della Cultura e quello di tutti i suoi membri, vi imparto di tutto cuore la Benedizione Apostolica.

[© Copyright 2008 - Libreria Editrice Vaticana]

Benedetto XVI e lo studio della storia

Ho pensato che il discorso che il Papa ha fatto al Pontificio Comitato di Scienze Storiche l'altro giorno meriti di essere letto per intero. Il Papa sorridendo mazzola tutti quanti e ci indica una buona strada senza timori. Per cui eccolo qui. Mi sono permesso qualche neretto qui e là.

L'Uomo Vivo
Reverendo Monsignore,

Illustri Signori, gentili Signore!

Sono lieto di rivolgerVi una speciale parola di saluto e di apprezzamento per il lavoro che svolgete in un campo di grande interesse per la vita della Chiesa. Mi congratulo col vostro Presidente e con ciascuno di voi per il cammino fatto in questi anni.

Come voi ben sapete, fu Leone XIII che, di fronte a una storiografia orientata dallo spirito del suo tempo e ostile alla Chiesa, pronunciò la nota frase: "Non abbiamo paura della pubblicità dei documenti" e rese accessibile alla ricerca l'archivio della Santa Sede. Al contempo, creò quella commissione di Cardinali per la promozione degli studi storici, che voi, professoresse e professori, potete considerare come antenata del Pontifico Comitato di Scienze Storiche, di cui siete membri. Leone XIII era convinto del fatto che lo studio e la descrizione della storia autentica della Chiesa non potessero che rivelarsi favorevoli ad essa.

Da allora il contesto culturale ha vissuto un profondo cambiamento. Non si tratta più solo di affrontare una storiografia ostile al cristianesimo e alla Chiesa. Oggi è la storiografia stessa ad attraversare una crisi più seria, dovendo lottare per la propria esistenza in una società plasmata dal positivismo e dal materialismo. Entrambe queste ideologie hanno condotto a uno sfrenato entusiasmo per il progresso che, animato da spettacolari scoperte e successi tecnici, malgrado le disastrose esperienze del secolo scorso, determina la concezione della vita di ampi settori della società. Il passato appare, così, solo come uno sfondo buio, sul quale il presente e il futuro risplendono con ammiccanti promesse. A ciò è legata ancora l'utopia di un paradiso sulla terra, a dispetto del fatto che tale utopia si sia dimostrata fallace.

Tipico di questa mentalità è il disinteresse per la storia, che si traduce nell’emarginazione delle scienze storiche. Dove sono attive queste forze ideologiche, la ricerca storica e l’insegnamento della storia all'università e nelle scuole di ogni livello e grado vengono trascurati. Ciò produce una società che, dimentica del proprio passato e quindi sprovvista di criteri acquisiti attraverso l’esperienza, non è più in grado di progettare un’armonica convivenza e un comune impegno nella realizzazione di obiettivi futuri. Tale società si presenta particolarmente vulnerabile alla manipolazione ideologica.

Il pericolo cresce in misura sempre maggiore a causa dell’eccessiva enfasi data alla storia contemporanea, soprattutto quando le ricerche in questo settore sono condizionate da una metodologia ispirata al positivismo e alla sociologia. Vengono ignorati, altresì, importanti ambiti della realtà storica, perfino intere epoche. Ad esempio, in molti piani di studio l’insegnamento della storia inizia solamente a partire dagli eventi della Rivoluzione Francese. Prodotto inevitabile di tale sviluppo è una società ignara del proprio passato e quindi priva di memoria storica. Non è chi non veda la gravità di una simile conseguenza: come la perdita della memoria provoca nell’individuo la perdita dell’identità, in modo analogo questo fenomeno si verifica per la società nel suo complesso.

E’ evidente come tale oblío storico comporti un pericolo per l’integrità della natura umana in tutte le sue dimensioni. La Chiesa, chiamata da Dio Creatore ad adempiere al dovere di difendere l’uomo e la sua umanità, ha a cuore una cultura storica autentica, un effettivo progresso delle scienze storiche. La ricerca storica ad alto livello rientra infatti anche in senso più stretto nello specifico interesse della Chiesa. Pur quando non riguarda la storia propriamente ecclesiastica, l’analisi storica concorre comunque alla descrizione di quello spazio vitale in cui la Chiesa ha svolto e svolge la sua missione attraverso i secoli. Indubbiamente la vita e l’azione ecclesiali sono sempre state determinate, facilitate o rese più difficili dai diversi contesti storici. La Chiesa non è di questo mondo ma vive in esso e per esso.

Se ora prendiamo in considerazione la storia ecclesiastica dal punto di vista teologico, rileviamo un altro aspetto importante. Suo compito essenziale si rivela infatti la complessa missione di indagare e chiarire quel processo di ricezione e di trasmissione, di paralépsis e di paràdosis, attraverso il quale si è sostanziata, nel corso dei secoli, la ragione d’essere della Chiesa. E’ indubbio infatti che la Chiesa possa trarre ispirazione nelle sue scelte attingendo al suo plurisecolare tesoro di esperienze e di memorie.

Desidero dunque, illustri Membri del Pontificio Comitato di Scienze Storiche, incoraggiarVi di tutto cuore a impegnarVi come avete finora fatto al servizio della Santa Sede per il raggiungimento di questi obiettivi, mantenendo il Vostro diuturno e meritorio impegno nella ricerca e nell’insegnamento. Mi auguro che, in sinergia con l’attività di altri, seri e autorevoli colleghi, possiate riuscire a perseguire con efficacia i pur ardui obiettivi che Vi siete proposti e a operare per una sempre più autentica scienza storica.

Con questi sentimenti ed assicurando un ricordo per Voi e per il Vostro delicato impegno nella mia preghiera, a tutti imparto una speciale Benedizione Apostolica.

[© Copyright 2008 - Libreria Editrice Vaticana]


sabato 8 marzo 2008

Papa Benedetto sulla storia

Ricevendo in udienza i membri del Pontificio Comitato di Scienze storiche, Benedetto XVI ha dichiarato:

“Tipico di questa mentalità (contemporanea, ndr) è il disinteresse per la storia, che si traduce nell’emarginazione delle scienze storiche. Dove sono attive queste forze ideologiche, la ricerca storica e l’insegnamento della storia all’università e nelle scuole di ogni livello e grado vengono trascurati. Ciò produce una società che, dimentica del proprio passato e quindi sprovvista di criteri acquisiti attraverso l’esperienza, non è più in grado di progettare un’armonica convivenza e un comune impegno nella realizzazione di obiettivi futuri. Tale società si presenta particolarmente vulnerabile alla manipolazione ideologica. Il pericolo cresce in misura sempre maggiore a causa dell’eccessiva enfasi data alla storia contemporanea, soprattutto quando le ricerche in questo settore sono condizionate da una metodologia ispirata al positivismo e alla sociologia. Vengono ignorati, altresì, importanti ambiti della realtà storica, perfino intere epoche. Ad esempio, in molti piani di studio l’insegnamento della storia inizia solamente a partire dagli eventi della Rivoluzione Francese. Prodotto inevitabile di tale sviluppo è una società ignara del proprio passato e quindi priva di memoria storica. Non è chi non veda la gravità di una simile conseguenza: come la perdita della memoria provoca nell’individuo la perdita dell’identità, in modo analogo questo fenomeno si verifica per la società nel suo complesso”.

venerdì 7 marzo 2008

Chesterton in altre parole - 7

La letteratura è una delle forme della felicità; forse nessuno scrittore mi ha dato tante ore felici come Chesterton.

Jorge Luis Borges

Un aforisma al giorno - 20

I bambini sono grati alla Befana che mette nelle loro calze doni di giocattoli e dolci. Posso io non essere grato a Dio che mi ha messo nelle calze il dono di due meravigliose gambe?

Un aforisma al giorno - 19

La psicanalisi è una confessione senza assoluzione.

giovedì 6 marzo 2008

Eugenetica e altri malanni edito da Cantagalli


Ecco un altro bel frutto di questa primavera chestertoniana: Eugenetica e altri malanni, edito da qualche giorno per i tipi di Cantagalli di Siena (la casa editrice che ha l'onore di pubblicare anche scritti dell'odierno Sommo Pontefice). Come dicemmo tempo fa, questo volume ha il pregio, oltre che di essere stato scritto da Chesterton, di essere attualissimo. Chesterton, oltre cento anni fa, aveva compreso e sottolineato i pericoli e le tragedie nascenti dal nuovo rapporto tra l'uomo ed il mondo che lo circonda, frutto "maturo" anzi fradicio degli sviluppi del pensiero moderno.

Che Chesterton avesse in un certo qual senso una specie di dono profetico, è dimostrato, oltre che da questo scritto, anche da L'Osteria Volante, in cui intravede in una sorta di incubo l'Inghilterra governata da una sorta di esecutivo filoislamico che vieta nella sua patria il consumo di alcoolici...

Non troverete certo i problemi della legge 40 descritti in questo volume, ma troverete comunque come l'uomo quando impazzisce riesce a pensare leggi eugenetiche anche nella civilissima europa. I più non lo sanno. Quindi il libro va letto.

Eugenetica (il cui titolo originale è Eugenics and other evils, e non Eugenetics, come qualcuno scrive...) ha un ulteriore pregio: reca la prefazione di uno dei nostri soci, Luca Volonté.

Cliccando il nostro titolo si va alla pagina del sito di Cantagalli con la scheda del libro.

Collana Classici Cristiani nuova serie
Argomento Saggistica
Pagine 344
Prezzo euro 19,80 già scontato del 10% (acquistandolo dal sito)

I prematuri vanno sempre rianimati

Il Consiglio Superiore della Sanità smentisce la “Carta di Firenze”

di Antonio Gaspari (da Zenit, che ringraziamo).

ROMA, mercoledì, 5 marzo 2008 (ZENIT.org).- Il Consiglio Superiore della Sanità, organo del Ministero della Sanità italiano, ha prodotto un documento sulla rianimazione dei neonati estremamente prematuri.

Il documento è la conclusione di un lungo percorso che aveva portato ad aperture nel senso di una rianimazione selettiva dei prematuri in base all’età gestazionale vista in modo deterministico.

Secondo alcuni medici, si tratta di una vittoria della vita, mentre sono rimasti delusi coloro che proponevano un approccio utilitarista.

Per comprendere la rilevanza e la novità delle raccomandazioni approvate il 4 marzo dal Consiglio Superiore della Sanità, ZENIT ne ha parlato con il neonatologo dr Carlo Bellieni, uno dei personaggi che più si sono spesi in questi anni per il riconoscimento totale del diritto alle cure dei piccolissimi.

Perché parla di una decisione epocale riferendosi al documento del Consiglio Superiore della Sanità?

Bellieni: Perché ha slegato la rianimazione dei piccolissimi dalla “qualità della vita”, o dal parere vincolante dei genitori; ha anche staccato la subordinazione delle cure dall’età dal concepimento intesa in modo deterministico. C’era chi invece premeva per questi principi su molti media italiani, anche visto l’importanza che all’estero si dà a questi criteri, che sembravano essere parte di un cammino inarrestabile verso una medicina basata sulla cosiddetta qualità della vita. Invece il processo si è arrestato. E’ un passo definitivo per l’Italia perché coincide con i dettati dell’altro organismo laico che ha legiferato sul tema, il Comitato Nazionale di bioetica.

In che modo questa decisione si inserisce nel dibattito bioetico internazionale?

Bellieni: Rimette in discussione le basi che stabiliscono in molti Paesi di rianimare in modo selettivo, per paura di handicap o sulla base del volere dei genitori. Ma già si vedevano dei segnali chiari in questo senso: Avroy Fanaroff spiega sulla rivista Acta Paediatrica che i progressi in questi anni devono far rivedere certi parametri sulla rianimazione dei piccolissimi e stigmatizza la rianimazione fatta in base all’età gestazionale vista in modo deterministico; vari studi recenti pubblicati su riviste internazionali mettono in dubbio che sia lecito accordare uno status morale diverso a neonato e bambino più grande, come spesso avviene per giustificare un diverso trattamento per i piccolissimi. E’ significativo in questo senso un recente studio che ha mostrato un preconcetto di molti medici rispetto all’estrema prematurità.

Quali sono state le reazioni dei medici italiani in merito a questa vicenda?

Bellieni: Abbiamo visto medici inclini ad una rianimazione su basi legate all’età gestazionale o ai criteri suddetti, e altri che invece premevano per dare a tutti una chance – dal periodo di sviluppo in cui questo è realistico –, salvo sospendere le cure se queste poi si mostravano inutili. E il dibattito è andato avanti per lungo tempo. Noi che vogliamo che a tutti venga data una chance dall’epoca di sviluppo che può in teoria permettere la sopravvivenza, abbiamo coinvolto associazioni laiche e religiose, creato convegni, scritto petizioni… con scarsa visibilità sui media, ma con tanto consenso tra la gente. E ora siamo stanchi ma soddisfatti. Ovviamente questo significa ora pretendere dallo Stato un impegno per le famiglie con disabili. Il grande ostacolo ad un trattamento personalizzato e non aprioristico è proprio la paura che molti medici hanno che le famiglie vengano lasciate sole, in indigenza e sofferenza. Questo non deve mai più essere tollerato. In prossimità delle elezioni politiche è un forte richiamo per chi vincerà.

Quali sono le sue considerazioni circa una decisione che era stata fortemente avversata e che invece è stata approvata?

Bellieni: Che quello che si legge sui mass media non riflette talvolta il sentire degli italiani: lo abbiamo già visto con l’esito del referendum sulla legge per la procreazione assistita del 2006 in cui nonostante lo spiegamento di quasi tutti i media e di tantissimi VIP, la gente ha capito che il rispetto della dignità della procreazione andava tutelato. E così è andata anche ora. Anche in Italia le cose stanno cambiando, e speriamo sia un buon segno per altri Paesi.

mercoledì 5 marzo 2008

Il giorno è venuto: torna l'Uomovivo!!!


Questa notizia che vi anticipiamo è veramente bellissima.

Morganti Editori continua con la sua meritoria e avventurosa battaglia della ripubblicazione di Chesterton.

A Maggio 2008, cioè tra due mesi, uscirà in una nuovissima ed accurata traduzione Uomovivo, il terzo titolo della collana Chestertoniana, uno dei romanzi più complessi e belli del grande scrittore.

Innocenzo Smith ne è il debordante e straordinario protagonista, che irrompe sulla scena del romanzo sospinto da un turbinoso vento. La sua natura, umanissima ma bizzarra e straordinaria, il suo grande cuore e l'amore per la vita lo trasformano in una forza capace di scuotere gli annoiati e tristi cinque ospiti che soggiornano a Londra presso Casa Beacon, la pensione della signor Duke. Innocenzo Smith compie dinanzi agli occhi dei villeggianti azioni inaspettate, paradossali, incomprensibili e quindi pericolose; per questo subisce un bizzarro "processo casalingo": sul suo capo pesano orribili accuse di omicidio, tentato omicidio, bigamia e furto.
Lui accetta la parte dell'imputato e si lascia in silenzio processare. Alla fine, svelerà il senso delle sue apparenti stranezze smontando tutte le accuse, e spiegherà il senso stesso del suo nome e della sua esistenza.

La notizia è bellissima perché una delle mancanze più sentite in questi ultimi anni è stata proprio quella dell'Uomovivo!

L'ultima editrice a pubblicare quest'opera (il cui titolo originale è Manalive, ma che è stata tradotta per la prima volta dal grande Emilio Cecchi in maniera più romantica come Le Avventure di un Uomo Vivo) è stata la Piemme, quindi c'è stato un vuoto di quasi dieci anni in cui il volume è stato praticamente irreperibile, salvo impegnarsi in estenuanti ricerche tra siti internet e bancarelle di libri vecchi od introvabili. In precedenza si ricordano le edizioni per gli Oscar Mondadori e la primissima per Tumminelli-Treves-Treccani (queste ultime due erano comunque e sempre costituite dalla primissima traduzione di Emilio Cecchi, degli anni Dieci del Novecento).

Va dato atto che, come un germoglio di ormai incipiente primavera, un paio d'anni fa il nostro socio ed amico Fabio Trevisan diede alle stampe una riduzione teatrale dell'Uomovivo dal titolo: "Uomo Vivo con due gambe" per i tipi di Fede&Cultura. Fu una boccata d'aria fresca. Noi chestertoniani abbiamo rappresentato alcune delle sue scene negli ultimi due Chesterton Day. Bellissime.

Il romanzo fu fatto conoscere per l'appunto da Cecchi in Italia, grande conoscitore ed ammiratore di Chesterton (lo intervistò almeno tre volte, lo incontrò almeno altrettante volte, due delle quali nella sua casa di Beaconsfield. In uno dei prossimi post cercheremo di dare contezza anche di quest'uomo che ha il merito indiscusso di aver acceso per primo la luce su Gilbert in Italia).

Leggere l'Uomovivo per un vero chestertoniano è una sorta di test (dovrebbe scattare una sorta di innamoramento...), averlo è come possedere il breviario di questa sorta di confraternita dedita al buonumore, al senso comune, alle cose sane e belle, alla cara bella e vera fede cattolica.

Chi era Innocenzo Smith?

Un uomo che non accettava di essere morto mentre era ancora vivo...

Un immenso grazie a Morganti Editori che ci regala questa perla di valore incommensurabile!

E poi guardate che bello Innocenzo Smith in copertina! Non l'avevate sempre immaginato così?

PER UN FISCO GIUSTO - NUOVI APPUNTAMENTI

La Spezia, Sala multimediale di TeleLiguria Sud, 7 marzo, ore 17,30
Il Forum provinciale della Spezia organizza un incontro sulla petizione a cui parteciperanno Anna Panfili, presidente del Forum ligure e Pietro Boffi, responsabile Centro Documentazione del Cisf

Bari, Sala del Consiglio comunale, 7 marzo, ore 15,30
Il Forum della Puglia con il patrocinio del Comune di Bari e in collaborazione con le Università di Bologna e di Bari organizza un seminario di studio su “Politiche familiari, sussidiarietà ed Enti locali”.
Intervengono Giuseppe Barbaro, vice presidente nazionale del Forum. L. Carli (presidente Forum regionale), S. Mazzei, assessore comunale alla Solidarietà Sociale, E. Gentile, assessore alla Solidarietà sociale Regione Puglia, M. Emiliano, sindaco di Bari, i prof. Pierpaolo Donati, Giovanna Rossi, Riccardo Grandini, A. Mongelli

Varese, Salone Estense, 7 marzo, ore 20,45
Programma dell'incontro: introduzione di Giampaolo Martinelli, Forum di Varese. “La famiglia soggetto di diritti: sussidiarietà e politiche economiche” prof. Luca Antonini, univ. Padova. Durante la serata si raccolgono le firme per la Petizione

Biella, Sala congressi Biverbanca, 7 marzo, ore 20,45
Il Forum del Piemonte organizza la presentazione della proposta fiscale e la raccolta firme per promuovere un sistema a misura di famiglia.
Partecipano Luigi Lombardi, presidente del Forum regionale e Roberto Gontero, vicepresidente nazionale Agesc

Fano, 9 marzo
Il Forum regionale delle Marche in collaborazione con l’ufficio di pastorale familiare di Fano organizza un incontro con Giovanna Savaris, membro del Direttivo nazionale del Forum

Lucrezia, Sala San Paolo, 9 marzo ore 17
Incontro sull'equità fiscale per le famiglie a cui prendono parte Gianna Savaris, del Direttivo nazionale del Forum, Andrea Speciale, presidente del Forum delle Marche e Galliano Grilli, Famiglie per l'accoglienza.

Altamura, Auditorium Parrocchia Trasfigurazione, 11 marzo, ore 19.30
Il Forum regionale della Puglia organizza un incontro su “Famiglia risorsa della società e culla della vita”.
Partecipano Lodovica Carli e Vito Massari

Verona, 14 marzo
Incontro organizzato da Famiglie per l’accoglienza con Paola Soave, vicepresidente del Forum, ed i professori Antonini e Perale

India - Tremila dollari alle famiglie che cresceranno figlie femmine

Il programma è stato annunciato dal governo centrale ed è diretto alle famiglie povere di 7 Stati. Lo scopo è scoraggiare la pratica, illegale ma ancora diffusissima, dei feticidi femminili.

New Delhi (AsiaNews/Agenzie) – Il governo indiano offrirà circa 3mila dollari alle famiglie povere che decidono di crescere le proprie figlie. Il progetto mira a scoraggiare la diffusa pratica dell’infanticidio femminile, che ha portato ad uno squilibrio sessuale in diverse zone dell’Unione. Dal 1994, in India l’aborto selettivo è vietato, ma la pratica continua tuttora nell’illegalità. Secondo una ricerca pubblicata nel 2006 dalla rivista medica britannica Lancet, negli ultimi 20 anni nel Paese mancano all’appello 10 milioni di femmine non nate. Nella cultura indiana, un maschio è preferito perché trasmette il nome, diventa fonte di guadagno e può occuparsi dei genitori quando invecchiano, mentre la femmina è destinata a lasciare la famiglia e inoltre costa, per la dote che deve ricevere al momento delle nozze. Negli Stati più colpiti dal fenomeno, come il Punjab, il rapporto delle nascite maschio/femmina è di 1000:793. Secondo il nuovo programma governativo, le famiglie povere di 7 Stati riceveranno, in diverse rate, il sussidio economico: la prima tranche, in contante, al momento della nascita della figlia e poi le altre fino a 18 anni. Renuka Choudhry, ministro indiano per lo Sviluppo delle donne e del bambino, si augura che l’iniziativa incoraggi le famiglie a guardare le proprie figlie come a “una risorsa e non come a un vincolo, un peso”. Dal canto loro attivisti per i diritti umani auspicano che il provvedimento interessi presto non solo i poveri.

martedì 4 marzo 2008

Ecco il San Francesco edito dalla Lindau


Tempo fa avevamo dato la notizia che anche la casa editrice Lindau stava per ripubblicare qualcosa di Chesterton. Ecco allora, in una nuova edizione, il San Francesco di Chesterton.

Come vedete, Chesterton riscuote un grande interesse in questo momento, tanto da spingere più case editrici a pubblicare questo che è un titolo molto interessante.

Frutto della conversione di Chesterton (il libro è del 1923, l'anno dopo la conversione), è una delle due biografie che il Nostro dedicò a santi (l'altra è l'insuperabile San Tommaso d'Aquino, di cui speriamo una lesta riedizione, per cui lo storico Etienne Gilson spese parole d'oro).

Il ritratto che esce da questo volume è tutt'altro che scontato e ordinario. Svela aspetti oseremmo dire nascostsi della personalità di questo grande santo che Chesterton intuì e che spesso sono celati e ricoperti dietro le oleografie interessate e infondate, frutto del pensiero odierno e delle appropriazioni indebite non cristiane.

Va detto per esattezza e completezza che Chesterton dedicò un altro breve ritratto a San Francesco, nel volume Twelve Types (Dodici Tipi, mai tradotto in italiano e comunque inedito).

Siamo lieti che anche Lindau abbia preso un po' di quel bel coraggio e abbia contribuito a rimettere in gioco il grande Gilbert.

Abbiamo chiesto a Lindau di questa novità, del perché della ripubblicazione, e ci hanno risposto:

"Il motivo per cui abbiamo pubblicato Chesterton è, oltre alla notorietà dell'autore, anche quella del libro, scritto 85 anni fa, nonché l'idea della sua conversione al cattolicesimo. Infatti lo abbiamo inserito nella collana I Pellicani, collana religiosa".

Chi ha curato la traduzione dell'opera?

"La traduzione è stata affidata a Giovanna Caputo, autrice e già nostra traduttrice di lungo corso. La postfazione è di Giulio Meotti, famoso giornalista de Il Foglio e già nostro autore".

Cliccando il nostro titolo verrete portati alla pagina di Lindau dedicata al San Francesco.

COLLANA: I Pellicani
PAGINE: pp. 168
PREZZO: euro 14,00
ISBN: 978-88-7180-725-6

domenica 2 marzo 2008

Un aforisma al giorno - 18

"La famiglia è il test della libertà, perché è l'unica cosa che l'uomo libero fa da sé e per sé".

giovedì 28 febbraio 2008

Chesterton è attuale - 17


Tutti dicono cosa la Chiesa dovrebbe fare. Flamigni dà buoni consigli ai cattolici dicendo di non fare le crociate, Veltroni dice a tutti che è amico di tutti quindi pure della Chiesa e dei preti, tutti sono favorevoli ai valori richiamati dal Papa salvo poi dire che devono stare fuori dalla campagna elettorale (Silvio&Walter)...

Ecco invece Gilbert che dice. Attualissimo! Bellissimo! Facciamone un manifestone e appiccichiamolo ad ogni cantone!

La Chiesa non può muoversi coi tempi; semplicemente perché i tempi non si muovono. La Chiesa può solo infangarsi coi tempi e corrompersi e puzzare coi tempi. Nel mondo economico e sociale, come tale, non c’è attività, eccettuata quella specie di attività automatica che è chiamata decadenza: l’appassire dei fiori della libertà e la loro decomposizione nel suolo originario della schiavitù. In questo, il mondo si trova per molte cose allo stesso piano dell’inizio dell’oscuro medioevo. E la Chiesa ha lo stesso compito di allora: salvare tutta la luce e la libertà che può essere salvata, resistere a quella forza del mondo che attrae in basso, e attendere giorni migliori. Una Chiesa vera vorrebbe certo fare tutto questo, ma una Chiesa vera può fare di più. Può fare di questi tempi di oscurantismo qualcosa di più di un tempo di semina; può farli il vero opposto dell’oscurità. Può presentare i suoi ideali in tale e attraente e improvviso contrasto con l’inumano declivio del tempo da ispirare d’un tratto agli uomini qualcuna delle rivoluzioni morali della storia, così che gli uomini oggi viventi non siano toccati dalla morte finché non abbiano visto il ritorno della giustizia. Non abbiamo bisogno, come dicono i giornali, di una Chiesa che si muova col mondo. Abbiamo bisogno di una Chiesa che muova il mondo.

Da un articolo su The New Witness

Dobbiamo documentarci sulla RU486 e farli tacere


Cliccando il nostro titolo verrete portati alla pagina del sito dell'Associazione Medicina e Persona dove troverete ampia documentazione sullo schifo che è la pillola RU486.

Poi qui trovate il libro La favola dell'aborto facile. Miti e realtà della pillola RU486, Editore Franco Angeli, Collana La società - Saggi, pagine 176, ISBN 8846475151 di Assuntina Morresi e Eugenia Roccella sull'argomento.

Bisogna leggere per documentarsi e stroncare subito discussioni da bar con fatti e documenti.

Padre Livio di Radio Maria le ha definite "queste due sante donne"!

RU486: è partita la campagna di primavera

Il potere sa sempre come muoversi. Crea il caso, lo pompa mediaticamente, la gente pensa che è giusto così, si deve fare così, non ha termini di paragone in quel calderone antiveritativo (l'aggettivo è di Giuliano Ferrara) che è la televisione. La notizia passa, va, ormai è cosa fatta, l'aborto indolore, fatto a casa, con la pasticchetta è ormai un diritto. Peccato che le cose non stiano così (cioè non è indolore, ci si muore pure, non si potrebbe fare a casa, è l'ennesima porcheria) e poi leggete qui sotto il lancio dell'Agenzia Agi.

Ditemi se non stanno facendo come con la storia di Welby, della Englaro e così via. é l'offensiva di primavera. Ma noi resistiamo, anzi contrattacchiamo dicendo che è tutta una presa per i fondelli.

Vorrei dire di più: con questa storia quanti mangeranno? Quali interessi ci sono dietro? Perché pomparla così alla grande?


COLOZZI: DA CDA AIFA ANCORA NESSUN OK ALLA "RU486"

(AGI) - Roma, 27 feb. - "L'enfasi e la ricchezza di dettagli con cui e' circolata sugli organi di informazione la notizia di un 'primo via libera alla RU486' desta non poco stupore e fa sorgere qualche sospetto. E' evidente che qualcuno voglia creare una sorta di accelerazione mediatica del processo di autorizzazione della pillola abortiva con evidenti finalita' politiche. Magari nella fretta di dare riscontro alla piu' volte annunciata autorizzazione anche in Italia della RU486 da parte del Ministro della Salute". E' l'allarme lanciato da Romano Colozzi, componente del Consiglio di Amministrazione dell'AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) e Assessore alle Finanze della Regione Lombardia in relazione alla notizia relativa ad una "prima autorizzazione" che l'Agenzia stessa avrebbe concesso all'utilizzo della pillola RU486.
"Mentre il comportamento e il funzionamento delle strutture interne dell'Aifa verra' valutato nelle sedi opportune - aggiunge Romano Colozzi - sul piano della sostanza penso sia utile precisare che la competenza per l'autorizzazione all'immissione in commercio della RU486, con buona pace di tutti, non e' ne del Ministro della salute, ne del Consiglio superiore di sanita', ne' della Commissione Tecnico Scientifica ne', tanto meno del dott. Viale, ma semplicemente del consiglio di amministrazione dell'AIFA il quale non e' mai stato ancora coinvolto su questo provvedimento e nel momento in cui questo avverra' esso assumera' le determinazioni che piu' riterra' opportune. Da settimane si susseguono pronostici sulla data in cui questa autorizzazione sara' pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale e io non voglio entrare nell'elenco di coloro che sparano a caso previsioni. Io so solo che la questione inerente l'utilizzo della RU486 ha fortissime implicazioni sanitarie, etiche, giuridiche, politiche ed economiche e, su tutte queste, il CDA potra' e dovra' fare tutti gli approfondimenti necessari. Essendo questa una questione molto rilevante, credo che la cosa piu' importante sia compiere la scelta giusta senza tenere il cronometro in mano". "Infatti in assenza di comunicati ufficiali da parte dell'Agenzia del Farmaco - conclude Colozzi - e' evidente che vi sia stata una sorta di comunicazione fantasma da parte di qualcuno sicuramente non autorizzato. L'attivita' della Commissione tecnico scientifica dell'Aifa non puo' ne deve avere rilevanza esterna dal momento che essa rappresenta una struttura collaborativa di cui si avvale il Consiglio di amministrazione dell'Aifa con funzioni di mera consulenza interna. E' significativo infatti che episodi di grancassa mediatica sulla valutazione di una nuova AIC non abbia alcun precedente".(AGI) Sma 271235 FEB 08

mercoledì 27 febbraio 2008

"Cinquanta giallisti da leggere prima di morire"... e c'è anche Chesterton! anzi, è il primo!



Il Daily Telegraph, quotidiano inglese, ha redatto una classifica di 5o scrittori di gialli "da leggere prima di morire" anzi, letteralmente, "prima che tu muoia" (un po' inquietante... ma va bene lo stesso!). Indovinate chi c'è al primo posto?

Ma è chiaro, no?

Il nostro Gilbertone! Ecco cosa scrivono gli inglesi (è facile, non traduciamo, e il finale è proprio bello! lo abbiamo pure messo in rosso):

GK Chesterton 1874-1936 The most fluent journalist of his generation, Gilbert Keith Chesterton was also a master of the detective story. Father Brown - his sceptical and worldly-wise priest - featured in dozens of exquisite entertainments. Settle into a comfy chair and enjoy.

L'altro consiglio che il giornale dà è quello di leggersi la raccolta completa delle storie di Padre Brown.

E' in una molto varia compagnia (talvolta discutibile), che comprende pure Andrea Camilleri, il rauchissimo creatore del commissario Montalbano. Un po' troppo in basso per i nostri gusti troviamo anche l'amico carissimo di Gilbert, Ronald Knox:

Ronald Knox 1888-1957
Knox gained fame as a Roman Catholic priest but made a huge contribution to Golden Age crime. Miles Bredon (Dorothy L Sayers stole the surname for Peter Wimsey) is an insurance investigator in The Three Taps; there are five other books. He coined the 10 commandments of the detective novel in 1929 and was later reduced to translating the Bible.

L'Ansa riporta la notizia ma omette colpevolmente di parlare di Chesterton. Gravissimo e brutto segno. Ora capiamo molte cose.
Cliccate il nostro titolo e verrete portati alla famosa pagina!

martedì 26 febbraio 2008

Per un fisco a misura di famiglia - i prossimi appuntamenti della campagna per la petizione

PER UN FISCO GIUSTO - 25 febbraio
Riportiamo qui sotto i prossimi appuntamenti di sensibilizzazione della campagna per un fisco a misura di famiglia, cui la Società Chestertoniana Italiana aderisce quale promotrice. Partecipate e diffondete!

APPUNTAMENTI

Pizzighettone, Centro culturale. 25 febbraio, ore 21
Il piccolo laboratorio socio-culturale “don Luigi” organizza un incontro sul tema: PER UN FISCO A MISURA DI FAMIGLIA. Relatori: ERNESTO MAINARDI presidente Forum Lombardia, PAOLO EMILIANI, presidente Forum regionale

Treviso, Casa Toniolo, 26 febbraio, ore 20,45
Assemblea promossa dal Centro aiuto vita di Treviso e dal costituendo Forum provinciale di presentazione della petizione su famiglia e fisco. Per l'occasione sarà presente il presidente dell'AFI, Roberto Bolzonaro.

Lodi, Casa della Gioventù, Mercoledì 27 febbraio, ore 21
Appuntamento ufficiale per l'avvio della campagna in tutta la provincia di Lodi di “Un fisco a misura di famiglie”. In tale occasione Il Forum di Lodi presenterà alla cittadinanza la raccolta di firme per promuovere la petizione per “Un fisco a misura di famiglia”, lanciata con lo slogan “meno tasse per chi ha figli. Mettiamoci una firma”.
Interverrà Ernesto Mainardi, presidente regionale del Forum delle associazioni familiari e Giorgio Carimati, presidente del Forum di Lodi.

Vallate, Biblioteca comunale, 28 febbraio, ore 21
Incontro con Giorgio Tarassi per presentare la petizione su fisco e famiglia

Noicattaro, biblioteca comunale, 29 febbraio, ore 18
Il Movimento per la vita, il Forum regionale ed il Comune di Noicattaro organizzano un incontro a cui intervengono: Mario Saliva,presidente Federvita Puglia, Maria Laura Basso, vice presidente nazionale dei Giuristi Cattolici, Giuseppe Barbaro, vice presidente nazionale del Forum associazioni familiari

Sassari, Camera di commercio, 29 febbraio, ore 18
Incontro sul tema “Un fisco a misura di famiglia” a cui prende parte il dott. Giuseppe Ficini

Chiavari, Auditorium S.Francesco, 1 marzo ore 10
Il Forum del Tigullio organizza il convegno "Un fisco a misura di famiglia. Ciò che è bene per la famiglia è bene per il Paese”. Relatori Anna Maria Panfili, presidente del Forum ligure; Aldo Borrelli, presidente dell'Ordine dei commercialisti di Chiavari, Roberto Bolzonaro, presidente AFI,

Barletta, 1 marzo
organizzato da Comune di Barletta, Commissione diocesana famiglia e vita, Associazione nazionale famiglie numerose si tiene un incontro su “Famiglia risorsa della società” a cui pendono parte Nicola Maffei, sindaco di Barletta, don Gino De Palma, Direttore Commissione diocesana famiglia e vita, Lodovica Carli, presidente Forum regionale della Puglia. Presentazione e raccolta firme sulla petizione

Giulianova lido, sala convegni del Kursal, 1 marzo, ore 15,30
Incontro dibattito a cui interverranno il Comune di Giulianova, il Forum delle Famiglie, l’Associazione Famiglie Numerose, il Comune di Sant’Egido (TE)

Piacenza, cinema President, 1 marzo, ore 10,40
Programma dell'incontro: saluto del vescovo, mons. Gianni Ambrosio. Partecipano: prof. Pietro Boffi, responsabile Centro documentazione Centro internazionale studi famiglia e Ermes Rigon presidente Forum famiglie dell’Emilia Romagna. Intervengono rappresentanti del Comune e della Provincia di Piacenza
A Piacenza nei sabati di marzo (8, 15, 29) e sabato 5 aprile verranno allestiti banchetti sul sagrato della Cattedrale e della basilica di Sant’Antonino per la raccolta delle firme.

In tutte le città d'Italia, 2 marzo
grande giornata di raccolta firme realizzata nelle piazze dei capoluoghi di Provincia e nelle città principali, con partecipazione di testimonial ed autorità. E soprattutto del popolo del Family day.

Galloro, Casa S.Antonio, 2 marzo, ore 9,30-17,30
Giornata di spiritualità per le famiglie sul tema “Ma Dio è credibile nella nostra famiglia?” con gli sposi, le famiglie e gli operatori parrocchiali per la pastorale della famiglia

Putignano, sala dei Claretiani, 4 marzo, ore 19,15
In vista della petizione popolare “Per un fisco a misura di famiglia” il Forum di Putignano organizza un incontro dibattito sul tema “Il Forum e le politiche fiscali a favore della famiglia”. Interverrà Vincenzo Santandrea, economista IPRES, dell’Associazione famiglie numerose

La Spezia, Sala multimediale di TeleLiguria Sud, 7 marzo, ore 17,30
Il Forum provinciale della Spezia organizza un incontro sulla petizione a cui parteciperanno Anna Panfili, presidente del Forum ligure e Pietro Boffi, responsabile Centro Documentazione del Cisf

Bari, Sala del Consiglio comunale, 7 marzo, ore 15,30
Il Forum della Puglia con il patrocinio del Comune di Bari e in collaborazione con le Università di Bologna e di Bari organizza un seminario di studio su “Politiche familiari, sussidiarietà ed Enti locali”.
Intervengono Giuseppe Barbaro, vice presidente nazionale del Forum. L. Carli (presidente Forum regionale), S. Mazzei, assessore comunale alla Solidarietà Sociale, E. Gentile, assessore alla Solidarietà sociale Regione Puglia, M. Emiliano, sindaco di Bari, i prof. Pierpaolo Donati, Giovanna Rossi, Riccardo Grandini, A. Mongelli

Varese, Salone estense, 7 marzo, ore 20,45
Programma dell'incontro: introduzione di Giampaolo Martinelli, Forum di Varese. “La famiglia soggetto di diritti: sussidiarietà e politiche economiche” prof. Luca Antonini, univ. Padova. Durante la serata si raccolgono le firme per la Petizione

Biella, Sala congressi Biverbanca, 7 marzo, ore 20,45
Il Forum del Piemonte organizza la presentazione della proposta fiscale e la raccolta firme per promuovere un sistema a misura di famiglia.
Partecipano Luigi Lombardi, presidente del Forum regionale e Roberto Gontero, vicepresidente nazionale Agesc

Medici lombardi: il documento della FNOMCeO non è stato mai votato

Quello presentato come condiviso da tutti i medici è “sostanzialmente un falso”.

L'articolo è tratto da Zenit. I neretti sono nostri.

di Antonio Gaspari

ROMA, lunedì, 25 febbraio 2008 (ZENIT.org).- Ha destato scalpore un comunicato diffuso sabato 23 febbraio da parte della Federazione Nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (FNOMCeO).

Secondo il comunicato la FNOMCeO sostiene e promuove tutte le politiche antivita e cioè il ricorso all'aborto e alla diagnosi preimpianto nella fecondazione assistita, così come l’utilizzo e la diffusione della pillola del giorno dopo e della Ru-486.

A tale comunicato ha replicato, domenica 24, febbraio il quotidiano Avvenire sostenendo che il documento diffuso è diverso da quello votato dai medici.

Il quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana riporta le dichiarazioni del dottor Valerio Brucoli, componente del Comitato sulla deontologia della FNOMCeO, secondo cui il “documento” in questione presentato come condiviso da tutti i medici è “sostanzialmente un falso”.

Brucoli ha spiegato che “nel Consiglio nazionale sono state lette 14 relazioni dei gruppi di lavoro, ma non sono state né votate né approvate. In particolare quella relativa ai temi etici (e che ora viene presentata come la posizione della FNOMCeO) è solo una delle posizioni espresse al comitato etico, quindi un’opinione personale. Il documento approvato dal Consiglio nazionale della FNOMCeO, invece, parla d’altro”.

Un'accusa che il Presidente dell’Ordine Antonio Panti non ha tardato a definire “balzana e offensiva”.

A conferma dei dubbi sollevati da Avvenire sono intervenuti i Presidenti degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri della Lombardia, i quali, in un comunicato diffuso il 25 febbraio, smentiscono che nella riunione di sabato 23 febbraio il Consiglio nazionale della FNOMCeO abbia approvato un documento favorevole a politiche contrarie alla vita nascente.

Secondo i medici lombardi "non è mai stato messo in votazione (e quindi neanche approvato) il documento oggetto del comunicato stampa diffuso dalla FNOMCeO sabato 23 febbraio”.

A conferma di quanto accaduto, i medici lombardi presenti al Consiglio Nazionale FNOMCeO del 22 e 23 febbraio dichiarano che “l'oggetto del comunicato stampa è stata una relazione presentata insieme ad altre 13 relazioni sui temi più diversi” e allegano “il documento conclusivo effettivamente messo in votazione”.

Ricordano inoltre che “la discussione si è concentrata sul testo del documento conclusivo che si raccomanda sia inviato a tutti i soggetti politici” e che altre relazioni particolari “non sono state oggetto di votazione”.

Per questo i Presidenti degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri di Bergamo, Brescia, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Pavia, Sondrio e Varese, presenti al Consiglio Nazionale FNOMCeO del 22 e 23 febbraio, chiedono che “venga convocato d'urgenza un Consiglio Nazionale in cui trattare specificatamente le tematiche oggetto del comunicato stampa, tematiche che non possono essere liquidate con generiche dichiarazioni di condivisione di contenuti tutti da verificare nei fatti”.

Sulla vicenda è intervenuta anche l’Associazione Scienza & Vita, che ha inviato una lettera alla FNOMCeO sottolineando come diffondere un comunicato su un testo non votato è proprio “una brutta storia”.

In un comunicato di Scienza & Vita, recapitato alla redazione di ZENIT, si legge che i presidenti dell’Associazione, Maria Luisa Di Pietro e Bruno Dallapiccola, esprimono “profonda amarezza” per quanto accaduto.

Ci sembra sorprendente – hanno scritto nella lettera - che sia stato diffuso alla stampa un documento della FNOMCeO che non è stato sottoposto al voto di tutti i presidenti provinciali degli Ordini dei medici dei quali pertanto non si conosce, al momento, l’effettiva volontà”.

In riferimento al comunicato diffuso dalla FNOMCeO, i Presidenti di Scienza & Vita si dicono “traditi nel loro essere medici”, per “la mancata considerazione dei dati scientifici e delle evidenze cliniche in materia di aborto chimico, pillola del giorno dopo e diagnosi genetica preimpianto”.
In conclusione l’Associazione Scienza & Vita rende noto di aver “lanciato una mobilitazione di base perché i medici che aderiscono alle 84 associazioni locali sparse sul territorio nazionale facciano circolare i contenuti della lettera aperta e intervengano nei confronti dei rispettivi Ordini provinciali perché venga fatta definitivamente chiarezza ed emerga la volontà reale dei medici italiani”.

Papa Benedetto XVI: "Dall'incontro con Cristo nasce l'allegria"











Al termine della visita di domenica scorsa 24 Febbraio 2008 alla parrocchia di Santa Maria Liberatrice uno spumeggiantissimo Papa Benedetto (ma si può dire così ad un Papa? Non è irrispettoso? Irrispettoso è farlo sembrare quello che non è, e Lui è proprio sempre spumeggiante, fresco e pulito, indomito, grande! Come dicevamo tempo fa, non si riesce a starGli dietro! è cento metri avanti a tutti!) ha pronunciato un discorso che Egli ha improvvisato domenica mattina al termine dell'incontro con i gruppi parrocchiali a Santa Maria Liberatrice a Testaccio dopo la lettura di una poesia a lui dedicata in romanesco.

Grassetti, colori, caratteri più grandi... tutta roba nostra!

Che bello seguire il Papa, questo Papa!


"Sono molto contento di essere oggi qui tra voi. Purtroppo non parlo romanesco, ma come cattolici siamo tutti un po' romani e portiamo Roma nel nostro cuore, dunque comprendiamo un po' del dialetto romanesco. E' stato per me molto bello essere salutato con questo vostro dialetto, perché si capisce che si tratta di parole che vengono dal cuore. Bello e incoraggiante è anche vedere qui in voi rappresentate le tante attività che si svolgono in questa parrocchia, le tante realtà che vi sono: sacerdoti, suore di diverse Congregazioni, catechisti, laici che collaborano in diversi modi con la parrocchia. E vedo anche san Giovanni Bosco vivo tra di voi che continua la sua opera, e vedo anche come la Madonna Liberatrice, colei che rende liberi, inviti ad aprire le porte a Cristo e a dare la vera libertà anche agli altri. Questo significa creare la Chiesa, creare anche la presenza del Regno di Cristo tra di noi. Grazie per tutto questo.

Oggi abbiamo letto un brano del Vangelo molto attuale. La donna samaritana della quale si parla, può apparire come una rappresentante dell'uomo moderno, della vita moderna. Ha avuto cinque mariti e convive con un altro uomo. Faceva ampio uso della sua libertà e tuttavia non diventava più libera, anzi diventava più vuota. Ma vediamo anche che in questa donna era vivo un grande desiderio di trovare la vera felicità, la vera gioia. Per questo era sempre inquieta e si allontanava sempre di più dalla vera felicità.

Tuttavia anche questa donna, che viveva una vita apparentemente così superficiale, anche lontana da Dio, nel momento in cui Cristo le parla allora mostra che nella profondità del cuore custodiva questa domanda su Dio: chi è Dio? Dove possiamo trovarlo? Come possiamo adorarlo? In questa donna possiamo vedere tutto lo specchio della nostra vita di oggi, con tutti i problemi che ci coinvolgono; ma vediamo anche come nella profondità del cuore ci sia sempre la questione di Dio, e l'attesa che Egli si mostri in un altro modo.

La nostra attività è realmente l'attesa; rispondiamo all'attesa di quanti attendono la luce del Signore, e nel darle risposta a questa attesa anche noi cresciamo nella fede e possiamo capire che questa fede è quell'acqua della quale abbiamo sete.

In questo senso voglio incoraggiarvi ad andare avanti con il vostro impegno pastorale e missionario, con il vostro dinamismo per aiutare le persone di oggi a trovare la vera libertà e la vera gioia. Tutti, come questa donna del Vangelo, sono in cammino per essere totalmente liberi, per trovare la piena libertà e per trovare in essa la gioia piena; ma spesso si ritrovano sulla strada sbagliata. Possano costoro, tramite la luce del Signore e la nostra cooperazione con il Signore, scoprire che la vera libertà viene dall'incontro con la Verità che è l'amore e la gioia.

Oggi mi hanno particolarmente toccato due frasi. La prima è quella del parroco: "Abbiamo più futuro che passato". Questa è la verità della nostra Chiesa, ha sempre più futuro che passato. E perciò con coraggio andiamo avanti.

L'altra frase che mi ha toccato è nel discorso del rappresentante del Consiglio pastorale: "La vera santità è essere allegri". La santità si mostra con l'allegria. Dall'incontro con Cristo nasce l'allegria. E questo vuole essere il mio augurio per tutti voi, che nasca sempre di nuovo questa allegria nel conoscere Cristo e con essa un rinnovato dinamismo nell'annunciarlo ai vostri fratelli. Grazie per tutto quello che fate. Buona Pasqua!".

[© Copyright 2008 - Libreria Editrice Vaticana]

lunedì 25 febbraio 2008

Papa: si diano aiuti concreti alle famiglie dei malati inguaribili e terminali



Benedetto XVI chiede che, come già si fa quando nasce un bambino, siano previsti sostegni anche in campo lavorativo. Il no all’eutanasia ed il principio della proporzionalità tra gli interventi sanitari e la salvezza della vita. Obbligatori per medico e paziente i mezzi ordinari, facoltativi quelli straordinari.

L'articolo di AsiaNews cliccando il nostro titolo.

L'intervista a Giuliano Ferrara su Invasioni Barbariche del 22 Febbraio 2008



Un tonicissimo Giuliano Ferrara risponde alle domande della non sempre digeribile Daria Bignardi durante la trasmissione de La7 Invasioni Barbariche durante la puntata del 22 Febbraio 2008.



venerdì 22 febbraio 2008

Appello di un Cardinale inglese contro il disegno di legge sugli embrioni


L'Arcivescovo di Westminster esorta i cattolici a scrivere ai membri del Parlamento

LONDRA, giovedì, 21 febbraio 2008 (ZENIT.org).- Di fronte all'approvazione di un disegno di legge che permette gli ibridi umano-animali, per il Cardinale Cormac Murphy-O'Connor è giunto il momento che i cattolici dicano ai membri del Parlamento che la dignità umana deve essere difesa. In una dichiarazione emessa questo mercoledì, l'Arcivescovo di Westminster ha esortato i cristiani a reagire di fronte al Disegno di Legge sulla Fecondazione Umana e l'Embriologia. La proposta ha completato il suo iter presso la Camera dei Lord e nelle prossime settimane verrà dibattuta nella Camera dei Comuni. Il disegno di legge estende la possibilità della ricerca scientifica sugli embrioni umani e permette la creazione di embrioni ibridi umano-animali a scopo di ricerca. Elimina anche una clausola per tener conto della necessità del bambino di avere un padre quando vengono utilizzati i metodi di fecondazione in vitro. Ci si attendono inoltre tentativi per liberalizzare ulteriormente la legge sull'aborto. “Molta gente di ogni fede e di nessuna è profondamente preoccupata per le questioni morali sollevate da questo disegno di legge”, ha scritto il Cardinale. “E' ora di far sentire la nostra voce”. Il Cardinale Murphy-O'Connor ha osservato che la Conferenza Episcopale ha inviato a ogni parrocchia una documentazione spiegando le preoccupazioni circa la proposta. “E' necessario che quante più persone possibili scrivano o – ancora meglio – si rechino dai parlamentari ed esprimano la propria profonda preoccupazione su questo disegno di legge”, ha aggiunto. “Durante questo periodo di Quaresima, siamo incoraggiati a riflettere sulla nostra vita e a dedicarci in quanto cristiani a servire il Vangelo nel nostro mondo”. “Prendere l'iniziativa su questo importante problema ci aiuta a ricordare che la nostra testimonianza cristiana non può mai essere solo personale, ma ci coinvolge anche come cittadini impegnati a servire il bene comune della società e a difendere la dignità umana di tutti”.

martedì 19 febbraio 2008

Sulla pillola del giorno dopo intolleranza verso i medici obiettori - Intervista al dottor Renzo Puccetti

Sentiamo dalla viva voce di un medico obiettore quale sia la verità sulla pillola del giorno dopo.
Dall'ottima agenzia Zenit che ringraziamo.

di Antonio Gaspari


ROMA, lunedì, 18 febbraio 2008 (ZENIT.org).- In una intervista concessa a ZENIT, il dottor Renzo Puccetti, ha definito come intollerante e antiscientifico un eventuale accordo Stato-Regioni per impedire ai medici la libertà di obiezione di coscienza nel prescrivere pillole abortive.

Il dottor Renzo Puccetti è socio fondatore della Società Medico Scientifica interdisciplinare Promed Galileo.

Il Ministro della Salute Livia Turco ha annunciato che sta per concludersi un accordo Stato-Regioni che prevederebbe, tra l’altro, che il medico non possa essere obiettore rispetto alla prescrizione di farmaci, con la possibilità da parte del medico di vedersi denunciato all’ASL. Ci può fornire un commento?

Puccetti: Qui siamo di fronte ad un’iniziativa espressione di una non conoscenza della realtà e degli studi fatti in proposito, insieme ad un atteggiamento intollerante.

Perché parla di non conoscenza dei fatti?

Puccetti: Per una serie di ragioni oggettive. La prescrizione di qualsiasi farmaco rappresenta un atto medico. Pensare che la prescrizione di farmaci come la pillola del giorno dopo sia resa obbligatoria per tutti i medici non tiene conto delle istanze deontologiche, indicate dal codice deontologico all’articolo 19 e riconosciute dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici. È bene ricordare che la scheda tecnica riconosce che il farmaco agisce “bloccando l’ovulazione o impedendo l’impianto dell’ovulo eventualmente fecondato” e tutte le fonti scientifiche più accreditate non escludono che la pillola del giorno dopo possa agire con meccanismi anche post-fertilizzativi. Il progetto annunciato dal Ministro della Salute del governo sfiduciato ignora inoltre le ragioni bioetiche a sostegno della possibilità di ricorrere alla clausola di coscienza, già riconosciute all’unanimità dal Comitato Nazionale di Bioetica nel maggio 2004.

Alcuni sostengono che la diffusione della pillola del giorno dopo potrebbe contribuire alla riduzione degli aborti?

Puccetti: In Toscana, una regione che è difficile collocare come politicamente lontana dal Ministro Turco, ai medici viene ripetuta come un mantra la parola “appropriatezza”. Bene, allora vorrei che qualcuno mi mostrasse almeno uno studio, che abbia dimostrato la riduzione delle gravidanze indesiderate e degli aborti attraverso la diffusione dell’accesso alla contraccezione d’emergenza. Lo sa perché non possono mostrarli? Non perché non siano stati condotti studi in tal senso, ma perché dall’analisi della letteratura internazionale la scelta della pillola del giorno dopo per ridurre gli aborti ne esce a pezzi. Credo sia giunto il momento di fornire un contributo scientificamente corretto per un’attenta valutazione del profilo di efficacia della pillola del giorno dopo. Nel corso del convegno dell’associazione Luca Coscioni uno dei relatori, riferendosi ai politici del nostro Paese, parlava di analfabetismo scientifico; lascio a lei individuare che cosa mi sia venuto in mente. Ma tutto questo non è il peggio...

In che senso?

Puccetti: Il nodo della obbligatorietà della prescrizione della pillola del giorno dopo, è esemplificativo di una visione che degrada il rapporto tra medico e paziente ad una mercificazione contrattualistica il cui approdo finale è, citando il dr. Reardon, la trasformazione dell’essenza stessa della medicina in una prostituzione della tecnica sanitaria. Spero che la classe medica dia prova di un minimo di dignità e indipendenza e rigetti questo tentativo che mostra appieno le ragioni di Böckenförde ricordate dall’allora cardinale Ratzinger: lo stato liberale secolarizzato vive di presupposti che non può garantire.