lunedì 13 aprile 2026

Riproposizioni - Dieci anni fa tiravamo fuori dal cappello il dibattito Chesterton - Shaw su: gli animali hanno un'anima? Dai, vecchi segugi...



Il collegamento qui sotto riporta ad una notizia che The Guardian, quotidiano "left wing" inglese, pubblicò originariamente il 15 aprile 1925. Centouno anni fa l'articolo, dieci anni fa il nostro post in cui lo segnalavamo.

È corredato anche della foto del ritaglio di giornale che appunto riportava la notizia di questo spettacolare dibattito:


https://uomovivo.blogspot.com/2016/04/dibattito-di-shaw-chesterton-gli.html


La foto allegata all'articolo in inglese è una di quelle arcifamose, di cui abbiamo dato notizia e spiegazione in diverse occasioni negli anni. Ritrae un altro più famoso dibattito che coinvolse Chesterton e Shaw, stavolta sotto la moderazione di Belloc ("la moderazione di Belloc": locuzione che ha qualcosa dell'ossimoro...). È la foto del famoso dibattito "Do We Agree?", ampiamente documentato sul blog (basta mettere "Do We Agree" nel motore di ricerca interno). "Do We Agree?" finì anche in volume, nelle librerie antiche circola liberamente ancor oggi.

Comunque avrete capito che esibirsi in dibattiti pubblici ed assistervi era uno sport molto in voga all'epoca. Come dicemmo qui, il pubblico pagava biglietti per assistervi, e se c'era qualche problema vociava fuori, cazzottava i portoni per entrare, faceva dei numeri...

Altri tempi.

Qui sotto qualche brano che invita alla lettura dell'articolo inglese.

Marco Sermarini

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In a contribution to the second instalment of a symposium on “Have Animals Souls?” which appears in the May number of “Animals,” Mr. George Bernard Shaw says: –

“What is a soul? Unless it is a specific acquisition like a spine, appearing at a certain stage in evolution, it is difficult to regard it as an exclusively human characteristic. However, there is nothing unreasonable or improbable in this view, which is virtually that of the Roman Catholic Church, and is indeed the common view amongst us.

“The line it draws may (if you have a fancy that way) be drawn lower down, to include dogs or even beetles. Survival after death is another matter altogether. A man may believe that he has a soul, and that a dog has a soul, without believing anything so monstrous as that he and the dog as individuals are going to live for ever.”

Mr G.K. Chesterton after stating frankly that the subject is one of the many questions on which he is content to be an agnostic, says: – “About one thing I am quite clear, that it is perfectly right that the two ideas of the immortal man and the immortal mongoose should be treated as quite distinct. The second is simply a speculation about the mystery of nature that lies around us; the first is a practical question affecting the common conscience of a man and the consequences of his own action.

“If there is one thing of which I am convinced it is that even our love of animals should be one sort of thing and our love of man another. I do not mean that our love of animals should not be a real and beautiful sort of thing; by all means let it be if it can, as real and beautiful as it was in St. Francis of Assisi. I mean it is in a different category and on another plane... There enters into the case of the man an element of serious spiritual sympathy and responsibility that does not exist in the case of the dog or the horse, still less of the mongoose or the hyaena.

Il resto lo trovate nel già riportato collegamento.

domenica 12 aprile 2026

Ancora sullo spiccato interesse di Chesterton per il nonsense.

Nelle ultime settimane abbiamo deciso di gettare una luce più luminosa sul tema del nonsense, giacché ci è stato fatto notare da Dale Ahlquist che tra le prime due produzioni di Chesterton spiccano espressioni di interesse e stima per il genere nonsense.

La prima fu Greybeards at Play, tradotta in italiano in maniera appropriata dalla nostra Annalisa Teggi con Burloni Barbagrigia. Teggi, a proposito di questo interesse, con altrettanta appropriatezza ci dice:

«Questa raccolta di versi giovanili fu per Chesterton una cosa seria, il che – come lui stesso ci insegna – è tutt'uno con divertente. Sono versi che non vogliono suonare comici o satirici o semplicemente scanzonati; hanno la pretesa di giocare con le cose, dopo aver imparato a mettere in disordine il mondo interno nel modo in cui un bambino riduce in un campo di battaglia la sua cameretta. Nella fattispecie Gilbert compone questi versi per una bimba, una giovane cugina di Frances che si chiamava Rhoda. Anche attraverso la leggerezza di questi versi è capace di suggerirci che il disegno del mondo non è un meccanismo astruso, ma è qualcosa che attende ogni bimbo curioso che voglia mettersi a giocare».

La seconda è The Defendant (ampiamente citato sul nostro blog, tradotto in italiano prima come Il bello del brutto, edito da Sellerio, e successivamente da Lindau con il titolo L'Imputato), raccolta di articoli usciti su The Speaker, che presenta tra i vari titoli il seguente: "In difesa del nonsense".

Ho allora tradotto e pubblicato un saggio (suddividendolo in due post per facilitarne la lettura) apparso nel 1911 su l'Illustrated London News proprio sull'argomento:

https://uomovivo.blogspot.com/2026/02/una-aforisma-al-giorno-bisogna-essere.html

https://uomovivo.blogspot.com/2026/03/un-aforisma-al-giorno-sui-paradossi.html

In esso Chesterton si diffonde sull'importanza del genere e su quella dei contributi di Lewis Carroll e Edward Lear alla questione. 

Ora scavando ci siamo resi conto di quanto il tema investa il pensiero di Chesterton, perché in Radio Chesterton (la raccolta di parte delle conversazioni radiofoniche effettuate da Chesterton alla fine degli anni Trenta sul programma radiofonico della BBC) c'è la trascrizione di una conversazione dal titolo Both Sides the Looking Glass, tradotto da Annalisa Teggi in Davanti e dietro allo specchio (la conversazione è raccolta in italiano in Radio Chesterton ed in inglese in The Spice of Life, visto che le trasmissioni nel loro complesso sono uscite in lingua originale solo nelle trascrizioni effettuate su The Listener, la rivista della BBC); si tratta della recensione di Miscellanea delle lettere di Lewis Carroll ai suoi piccoli amici e de La vita di Hans Christian Andersen di Signe Toksvig. È l'occasione per toccare nuovamente il tema parlando di queste opere, l'una contenente le lettere dell'autore di Alice nel paese delle meraviglie e l'altro una ben scritta biografia dello scrittore danese, ed anche per riportare luce sulla questione per come è trattata dal maestro del nonsense Edward Lear, di cui appunto Chesterton parla anche nel saggio del 1911.

Una chiave di lettura del tema, che è sempre il recupero delle cose ordinarie rendendole strane, è in questa frase:

ma perché un giornalista vecchio e noioso, che ora si è ridotto a parlare alla radio, perché quest'uomo attempato continua ad amare Andersen, anche dopo aver letto questo libro? Rispondo: perché la cosa più amabile del mondo è l'umiltà.

L'umiltà è una delle chiavi per cui l'uomo vede il mondo e la realtà come sono veramente, e il suo vero rapporto con il mondo stesso.

Uno dei mezzi per ottenere il risultato di

vedere il nostro intero sistema di vita ordinato come un cumulo di rivoluzioni stratificate (L'Imputato)

è l'uso dell'immaginazione per 

rendere strane le cose stabili (...), rendere i fatti meraviglie (L'Imputato).

Quindi per lo scopo di vedere vive e non scontate le circostanze quotidiane c'è appunto l'umiltà e c'è pure il Mooreeffoc, nominato molte volte negli ultimi tempi qui sul blog perché citato in Charles Dickens. A Critical Study, cioè la fantasia e l'immaginazione applicate alla realtà da parte del Nostro Gilbert, la bizzarria delle cose divenute scontate e che tali non devono rimanere. Dunque anche il nonsense ha una funzione morale ed educativa.

Marco Sermarini



sabato 11 aprile 2026

Iscrivetevi o rinnovate l'iscrizione alla Società Chestertoniana Italiana!!!



Ricordo a tutti, grandi e piccini, che si può rinnovare l'iscrizione annuale alla Società Chestertoniana Italiana con il versamento della modicissima cifra di 15 euro annui. 

Essi euri danno il diritto di fregiarsi del titoli di Cari, Carissimi Amici Italiani del Grande Chesterton, lo sconto specialissimo del 25% su tutti i titoli presenti nei magazzini di Pump Street, un pegno perenne e indistruttibile di amicizia che è uno speciale regalo del signor Chesterton ai suoi amici. 

Basta scrivere al notorio indirizzo di posta elettronica della Società, che trovate qui, nel bellissimo blog dell'Uomovivo, in una delle sue fantasmagoriche pagine (quelle che stanno in alto sotto il titolo; direte: ma non ce lo puoi scrivere qui? Rispondo: no, sennò ci riempiono di monnezza la casella tutti gli sciapi che non hanno nulla da fare se non riempirti la casella di pubblicità non richiesta, rolex, terapie, pozioni magiche...).

Ricordo a chi si bea di questo luogo che, se non s'è mai iscritto alla Società Chestertoniana Italiana, sarebbe ben ora di farlo, capperi! Eh!

I privilegi sono arcinoti, oltreché assolutamente insostituibili ed inimitabili. È stato scoperto che fa bene anche alla salute.

Suvvia, ragazzi, non esitate...

Iscrivendovi sosterrete direttamente l'inane lavoro di chi gira intorno alla Società, al blog, alle conferenze, alle edizioni delle strenne annuali...

Qui si lavora!

Poi abbiamo anche una tesserina bellissima colorata frizzante...

Vi aspetto fiduciosi e lieti al varco, altrettanto fiducioso e lieto e vostro

Marco Sermarini

Un aforisma al giorno - Cosa è più bello della gratitudine.

Poche cose sono più belle della gratitudine.

Gilbert Keith Chesterton, Un folle racconto, in Luce diurna e incubo.




venerdì 10 aprile 2026

San Francesco d’Assisi - Gilbert Keith Chesterton, 1923,



San Francesco d’Assisi, il primo libro di Chesterton dopo la sua accoglienza nella Chiesa Cattolica, un libro che non mostra una netta transizione tra il vecchio Chesterton ed il Chesterton cristiano poiché il suo percorso di conversione non cambiò veramente il suo modo di pensare, bensì fece crescere la sua mente indirizzandola ad argomenti più elevati. San Francesco, difatti, era un Santo che Chesterton già ammirava: non fu una scoperta della sua conversione, ma più un ritrovamento. Ciò che rende veramente importante questa biografia è il pensiero da cui parte Chesterton, ovvero che il mondo apprezzava il Santo, ma non la sua santità ed è tramite questa premessa che l’autore scrive di questo grande uomo non come una figura mitologica o, a noi estranea, ma lo racconta nella maniera più umana e tangibile, e non attraverso le parole del santo, ma attraverso la sua vita. Fu, infatti, Chesterton a parlare di San Francesco come “un poeta la cui intera vita è stata una poesia”. É una biografia che si differenzia da quelle già scritte da Chesterton per il suo modo di mostrarci la spiritualità del Santo come una cosa tangibile quale era. San Francesco dimostrò che la sua conversione, il suo percorso che spesso si crede dover essere una cosa personale e quasi astratta, era in realtà più che fisico e più che personale: donava tutti i suoi beni ai poveri; dopo aver sentito la voce di Cristo iniziò subito a raccogliere le pietre per far ciò che il Signore gli aveva comandato: ricostruire la sua Chiesa. Come già scritto: Chesterton ammirava profondamente la figura di questo Santo e ne aveva ben compreso la grandezza e l’umiltà. Ce lo presenta, infatti, come lo specchio di Cristo, come una luna che riflette la luce del Sole; anche se Francesco non se ne rese mai conto, la sua umiltà lo portò a pensare a quanto fosse indegno anche solo dell’ombra del capo ricoperto di spine di Cristo. Tuttavia ne era degno, tanto da portare sul suo corpo le stesse ferite di Nostro Signore.





Un aforisma al giorno - È questo il legame immortale tra Dickens e le masse.

Ma Dickens non ha mai parlato alla gente con condiscendenza. Ha parlato alla gente da pari a pari. Si è avvicinato alla gente come una divinità e ha riversato su di essa le sue ricchezze e il suo sangue. È questo che crea il legame immortale tra lui e le masse. Non si è limitato a produrre qualcosa che potessero capire, ma l’ha presa sul serio, e ha faticato e sofferto per realizzarla. Non si stavano solo godendo uno dei migliori scrittori, si stavano godendo il meglio che lui potesse offrire. Le sue notti rabbiose e insonni, le sue passeggiate sfrenate nell'oscurità, i suoi taccuini affollati, i suoi nervi a brandelli, tutta questa straordinaria produzione non era che un sacrificio appropriato a favore dell'uomo comune. Si è arrampicato verso le classi inferiori. Ha ansimato verso l'alto con ali stanche per raggiungere il paradiso dei poveri.

Gilbert Keith Chesterton, Charles Dickens. A Critical Study.



giovedì 9 aprile 2026

Riproposizioni - Chesterton in altre parole - The Oxford Companion to Charles Dickens, la voce su Chesterton ("considerato da molti dickensiani il miglior critico di Dickens").

Dal nostro blog, 27 aprile 2024 (siccome stiamo proponendo da tempo aforismi tratti dall'inedito in lingua italiana "Charles Dickens. A Critical Study", ci dice molto):


Chesterton, G. K. (1874-1936), considerato da molti dickensiani il miglior critico di Dickens. Scrisse per la prima volta su Dickens in The Bookman (1900, 1903) e pubblicò uno studio completo, Charles Dickens, nel 1906.

Si trattava in parte di una risposta a GISSING, il cui studio del 1898 aveva, secondo Chesterton, enfatizzato eccessivamente il lato oscuro dell'opera di Dickens.

Chesterton si propone di celebrare nel suo stile esuberante la suprema abilità e fecondità comica di Dickens e la sua glorificazione dell'uomo comune, soprattutto nella figura di Sam Weller. Nonostante le occasionali lacune in affermazioni discutibili o in facili battute, Chesterton riesce brillantemente a trasmettere il sapore unico dell'arte di Dickens e offre molte intuizioni penetranti nel funzionamento della sua immaginazione. Tra il 1907 e il 1909 scrisse le singole prefazioni per ciascuno dei libri di Dickens ristampati da J. M. Dent nella sua collana Everyman's Library.

Queste prefazioni, raccolte sotto il titolo Appreciations and Criticisms of the Works of Charles Dickens nel 1911 (ristampato nel 1933 con i primi due sostantivi del titolo invertiti), contengono naturalmente commenti più dettagliati sui singoli romanzi rispetto al libro del 1906, e vi si trovano alcune delle discussioni più interessanti e stimolanti di Chesterton sull'opera di Dickens, come la sua raffinata analisi della struttura centripeta di Bleak House.

In The Victorian Age in Literature (1913), Chesterton diede risalto a Dickens, definendo la sua come “la più squisita delle arti... l'arte di divertire tutti”, e per il resto della sua carriera continuò a sostenere Dickens come un artista supremamente grande in un periodo in cui la maggior parte dei critici accademici considerava i suoi risultati con indifferenza o vero e proprio disprezzo. T. S. Eliot dichiarò (1932), 'Non c'è critico di Dickens migliore del signor Chesterton', e molti illustri studiosi e biografi successivi di Dickens, come Sylvère Monod e Peter Ackroyd, hanno fatto eco a questo elogio.

MS

Chesterton on Dickens, a cura di Alzina Stone Dale (vol. 15 of The Collected Works of Gilbert Keith Chesterton, Ignatius Press; Chesterton on Dickens, ed. M. Slater (1992). The Chesterton Review, 11.4 (special Dickens number) (1985).


Michael Slater, in Paul Schlicke (ed), The Oxford Companion to Charles Dickens

https://uomovivo.blogspot.com/2024/04/chesterton-in-altre-parole-oxford.html


mercoledì 8 aprile 2026

Un aforisma al giorno - Dickens voleva ciò che la gente voleva.

Dickens si erge innanzitutto come un monumento di sfida a ciò che accade quando un grande genio letterario ha un gusto letterario affine a quello della comunità. Questa affinità era infatti profonda e spirituale. Dickens non era come i nostri soliti demagoghi e giornalisti. Dickens non scriveva ciò che la gente voleva. Dickens voleva ciò che la gente voleva.

Gilbert Keith Chesterton, Charles Dickens. A Critical Study.



martedì 7 aprile 2026

GK Chesterton is still going strong despite the naysaying | Il nostro Stuart McCullough sul Catholic Herald.

February 11, 2026.

This year saw the 150th anniversary of the birth of Gilbert Keith Chesterton in London’s Notting Hill on 29 May 1874.

It has been suggested that 150 years on from his birth, GK Chesterton has largely been forgotten. But so far this year we have seen Chesterton Conferences in the United States, Argentina, England, Croatia and Italy, with more to follow before the year ends, including at least one in Australia this November.

In 2014, Bishop Peter Doyle, the then Bishop of the Diocese of Northampton, asked Canon John Udris to make an investigation into whether the Cause for the Beatification of Gilbert Keith Chesterton should be opened or not.

Sadly, the bishop's subsequent decision in 2019 was not favourable. Bishop Doyle stated that he chose not to open the Cause for three reasons, while emphasising: "Firstly, and most importantly, there is no local cult."

On 27 July this year, the 14th annual GK Chesterton Walking Pilgrimage took place. A dozen or so pilgrims started outside Saint George's Anglican church, Notting Hill, where GK Chesterton was baptised as a child.

Il resto dell'articolo è qui:



Eccolo lì il nostro Stuart!!!

lunedì 6 aprile 2026

Un aforisma al giorno - Stile letterario ateo.



Si potrebbe scrivere un saggio interessante sul tema dello stile letterario ateo. Esiste davvero. Il segno distintivo è che, ovunque si nomini o si descriva qualcosa, vengono scelte parole che suggeriscono che quella cosa non abbia un'anima. Così non parleranno di amore o di passione, che implicano uno scopo o un desiderio. Parlano delle «relazioni» tra i sessi, come se fossero semplicemente collegati tra loro in un certo modo, come una sedia e un tavolo. Così non parleranno di dichiarare guerra (che implica una volontà), ma dello scoppio della guerra – come se fosse una sorta di foruncolo. Così non parleranno di padroni che pagano salari più o meno alti, il che suggerisce vagamente una certa responsabilità morale nei padroni: parleranno dell’aumento e della diminuzione dei salari, come se la cosa fosse automatica, come le maree del mare. Così non chiameranno il progresso un tentativo di miglioramento, ma una tendenza al miglioramento. E così, soprattutto, non chiameranno la simpatia tra nazioni oppresse simpatia; la chiameranno solidarietà. Perché quella suggerisce mattoni e carbone, argilla e fango, e tutte le cose che a loro piacciono.

Gilbert Keith Chesterton, The Illustrated London News, 7 dicembre 1912.



domenica 5 aprile 2026

Un aforisma al giorno - Buona Pasqua di Resurrezione!



Il terzo giorno, gli amici di Cristo, giunti sul posto all’alba, trovarono la tomba vuota e la pietra rotolata via. Ognuno a modo proprio si rese conto del nuovo prodigio; ma nemmeno loro si resero conto che il mondo era morto durante la notte. Ciò a cui stavano assistendo era il primo giorno di una nuova creazione, con un nuovo cielo e una nuova terra; e nelle vesti del giardiniere, Dio camminava di nuovo nel giardino, nella frescura non della sera, ma dell'alba.

Gilbert Keith Chesterton, L'Uomo Eterno.

Battistello Caracciolo, Noli me tangere, 1618


sabato 4 aprile 2026

Un aforisma al giorno - Chi non apprezza Pickwick non apprezza il paradiso.

Chi ha vissuto notti simili capirà le esagerazioni di «Pickwick». Chi non ha vissuto notti simili non apprezzerà né «Pickwick» né (immagino) il paradiso. Infatti, come ho detto, Dickens è, in questo ambito, vicino alla religione popolare, che è la religione per eccellenza e quella su cui si può fare affidamento.

Gilbert Keith Chesterton, Charles Dickens. A Critical Study.

Samuel Pickwick, disegno di Harold Copping.


venerdì 3 aprile 2026

Un aforisma al giorno - Mitologo più che romanziere.

Dickens era più un mitologo che un romanziere; fu l'ultimo dei mitologi e forse il più grande.

Gilbert Keith Chesterton, Charles Dickens. A Critical Study.



giovedì 2 aprile 2026

Un aforisma al giorno - Non una letteratura ma una mitologia.

Dickens non ha creato propriamente una letteratura; ha creato una mitologia.

Gilbert Keith Chesterton, Charles Dickens. A Critical Study.




mercoledì 1 aprile 2026

Un aforisma al giorno - Narrativa e fiabe.

La narrativa è il modo in cui persone fuori dal comune vedono le cose comuni. Le fiabe sono il modo in cui la gente comune vede le cose fuori dal comune.

Gilbert Keith Chesterton, Charles Dickens. A Critical Study.



martedì 31 marzo 2026

Moor Eeffoc, il codice segreto della felicità | Mariano Tomatis sul suo sito.




A chi gli chiedeva come si diventa maghi, G.K. Chesterton (1874-1936) suggeriva di ispirarsi a David Copperfield. No, non a quello che ha fatto sparire la Statua della Libertà: Chesterton si riferiva al protagonista del romanzo di Charles Dickens (1812-1870).

Secondo Chesterton, la Londra ritratta nel libro di Dickens ha qualcosa in più di quella vera:

Questo è il segreto dell’inquietante realismo con cui Dickens riesce sempre a rivitalizzare gli angoli oscuri e grigi di Londra. Nelle descrizioni di Dickens ci sono dettagli – una finestra, o una cancellata, o la toppa di una serratura – in cui egli inietta energia vitale. In questo modo le cose sembrano più autentiche di quelle reali.

Il resto nel collegamento qui sotto:



lunedì 30 marzo 2026

Un aforisma al giorno - L'esagerazione e l'arte (estrapoliamo e ci torniamo sopra).

L'esagerazione è quasi la definizione dell'Arte -- ed è interamente la definizione dell'arte di Dickens.

Gilbert Keith Chesterton, Charles Dickens. A Critical Study.


Charles Dickens Museum, Londra.


domenica 29 marzo 2026

Un aforisma al giorno - Domenica delle Palme, L'Asino.

Gilbert Keith Chesterton, L'asino, in Il Cavaliere Pazzo
(traduzione di Giulio Mainardi)

 

Un aforisma al giorno - E così il piccolo Dickens "dickensizzò" Londra...



E così il piccolo Dickens «dickensizzò» Londra. Preparò la strada a tutti i suoi personaggi. In qualunque anfratto della nostra città i suoi personaggi potessero infilarsi, Dickens c’era già stato prima di loro. Per quanto sfrenati fossero gli eventi che narrava come se fossero estranei a lui, non potevano essere più sfrenati di ciò che era accaduto nel suo intimo. Per quanto bizzarro potesse essere un personaggio di Dickens, difficilmente poteva essere più bizzarro di quanto lo fosse Dickens stesso. L'intero segreto dei suoi scritti successivi è racchiuso in quegli anni silenziosi di cui non rimane alcuna traccia scritta. Quegli anni forse gli fecero del male, come ha suggerito con perspicacia il suo biografo Forster, acuendo in lui un certo feroce individualismo che una o due volte, durante la sua vita affabile, balenò come un coltello seminascosto. Era sempre generoso; ma le cose gli erano andate troppo male perché potesse essere sempre accomodante. Era sempre di buon cuore; non era sempre di buon umore. Quegli anni potrebbero anche, nel loro strano miscuglio di morbosità e realtà, aver accresciuto in lui la tendenza all’esagerazione. Ma difficilmente possiamo lamentarci di questo in senso letterario; l’esagerazione è quasi la definizione stessa dell’arte — ed è interamente la definizione dell’arte di Dickens. Quegli anni potrebbero avergli inflitto molte ferite morali e mentali, dalle quali non si riprese mai. Ma gli hanno dato la chiave della strada.

Gilbert Keith Chesterton, Charles Dickens. A Critical Study.



sabato 28 marzo 2026

Un aforisma al giorno - Mooreeffoc, ecco la fonte...

Lo stesso Dickens ha fornito un esempio perfetto di come questi dettagli da incubo prendessero sempre più piede nella sua mente mentre era assorto nei suoi pensieri. Tra le caffetterie in cui si rifugiava in quei giorni infelici, menziona «una in St. Martin’s Lane, della quale ricordo solo che si trovava vicino alla chiesa e che sulla porta c’era una lastra di vetro ovale con la scritta “COFFEE ROOM” dipinta sopra, rivolta verso la strada. Se oggi mi trovo in una caffetteria di tipo molto diverso, ma dove c’è una scritta del genere su un vetro, e la leggo al contrario dal lato sbagliato, MOOR EEFFOC (come facevo spesso allora in una triste fantasticheria), un brivido mi attraversa il sangue». Quella parola selvaggia, “Moor Eeffoc”, è il motto di ogni realismo efficace! è il capolavoro del buon principio realistico — il principio secondo cui la cosa più fantastica di tutte è spesso il fatto preciso. E quel tipo di realismo elfico Dickens lo adottò ovunque. Il suo mondo era animato da oggetti inanimati. La data sulla porta danzava sopra il signor Grewgius, il battente sorrideva beffardo al signor Scrooge, il Romano sul soffitto indicava il signor Tulkinghorn, la vecchia poltrona guardava lascivamente Tom Smart: sono tutte cose mooreeffochiane. Un uomo le vede perché non le guarda.

Gilbert Keith Chesterton, Charles Dickens. A Critical Study.



Sul "Mooreeffoc":








venerdì 27 marzo 2026

Un aforisma al giorno - Il segreto dell'inquietante realismo di Dickens.

Qui risiede il segreto dell'inquietante realismo con cui Dickens poteva sempre ravvivare qualche oscuro o noioso angolo di Londra. Ci sono dettagli nelle descrizioni di Dickens -- una finestra, o una ringhiera o il buco della serratura di una porta -- che egli dota di vita demoniaca. Le cose sembrano più reali di quanto non siano in realtà. In effetti quel grado di realismo non esiste nella realtà: è l'insopportabile realismo di un sogno. E questa sorta di realismo può solo essere ottenuto camminando sognanti in un luogo; non si può ottenere camminando attenti.

Gilbert Keith Chesterton, Charles Dickens. A Critical Study.







giovedì 26 marzo 2026

Un aforisma al giorno - Sulla speranza e la gioventù (molto, molto autobiografico).



Si dice spesso che la speranza accompagni la giovinezza e le presti le ali di una farfalla; ma io credo che la speranza sia l’ultimo dono concesso all’uomo, e l’unico dono non concesso alla giovinezza. La giovinezza è indissolubilmente il periodo in cui un uomo può essere lirico, fanatico, poetico; ma la giovinezza è anche il periodo in cui un uomo può essere senza speranza.

Gilbert Keith Chesterton, Charles Dickens. A Critical Study.



mercoledì 25 marzo 2026

Un aforisma al giorno - Dolore e pessimismo sono opposti.

Il dolore e il pessimismo sono in effetti, in un certo senso, opposti, poiché il dolore si fonda sul valore di qualcosa, mentre il pessimismo sul valore di nulla.

Gilbert Keith Chesterton, Charles Dickens. A Critical Study.




martedì 24 marzo 2026

Un aforisma al giorno - La frase (tutta intera) dell'uomo che rende grandi gli altri uomini (inedita in italiano, con la fonte).



Una delle conseguenze concrete e certe dell’idea che tutti gli uomini siano uguali è quella di produrre immediatamente uomini davvero grandi. Direi uomini superiori, se non fosse che l’eroe si considera grande, ma non superiore. Questo ci è stato nascosto negli ultimi tempi da un folle culto di uomini sinistri ed eccezionali, uomini privi di spirito di compagnia o di qualsiasi virtù contagiosa. Questo tipo di Cesare esiste davvero. C'è un grande uomo che fa sentire piccolo ogni uomo. Ma il vero grande uomo è colui che fa sentire grande ogni uomo. Lo spirito dell'inizio del secolo ha prodotto grandi uomini, perché credeva che gli uomini fossero grandi. Ha reso forti gli uomini incoraggiando quelli deboli.

Gilbert Keith Chesterton, Charles Dickens. A Critical Study.

Ecco la fonte! Copia
appartenuta a padre Stanley
Jaki, osb, chestertoniano,
oggi di proprietà della 
Società Chestertoniana Italiana


lunedì 23 marzo 2026

Un aforisma al giorno - Un affronto o un insulto hanno molte più probabilità di sistemare le cose...



L'anarchia è solo tatto quando funziona male. Il tatto è solo anarchia quando funziona bene. E dovremmo renderci conto che in una metà del mondo — la casa privata — funziona davvero bene. Noi uomini moderni dimentichiamo continuamente che la necessità di regole chiare e punizioni severe non è affatto scontata, che c'è molto da dire a favore della benevola illegalità dell'autocrate, specialmente su piccola scala; in breve, che il governo è solo un aspetto della vita. L'altra metà si chiama Società, nella quale le donne sono, bisogna ammetterlo, dominanti. E sono sempre state pronte a sostenere che il loro regno è governato meglio del nostro, perché (in senso logico e giuridico) non è governato affatto. «Ogni volta che si presenta una vera difficoltà», dicono, «quando un ragazzo è presuntuoso o una zia è avara, quando una ragazza sciocca vuole sposare qualcuno, o un uomo malvagio non vuole sposarne una, tutto il vostro ingombrante Diritto Romano e la Costituzione Britannica si bloccano. Un affronto da parte di una duchessa o un insulto da parte di una pescivendola hanno molte più probabilità di sistemare le cose». Così, almeno, risuonava l’antica sfida femminile nel corso dei secoli fino alla recente capitolazione femminile. Così sventolava lo stendardo rosso dell’anarchia superiore fino a quando la signorina Pankhurst non ha issato la bandiera bianca.

Gilbert Keith Chesterton, Cosa c’è di sbagliato nel mondo.


Emmeline Pankhurst,
leader delle suffragette

 

domenica 22 marzo 2026

Aneddoti (stavolta su Belloc) - "Se mi respingerete a causa della mia religione..."

Belloc com'era più o meno
all'epoca del fatto.


Signori, sono cattolico. Per quanto possibile, vado a messa ogni giorno. Questo è un rosario. Per quanto possibile, mi inginocchio e recito il rosario ogni giorno. Se mi respingete a causa della mia religione, ringrazierò Dio per avermi risparmiato l’umiliazione di essere il vostro rappresentante.

Hilaire Belloc durante un famoso comizio per il seggio di Salford South presso la Camera dei Comuni alle elezioni generali del 1906.


(Seguì un silenzio assordante rotto da uno scroscio di applausi. Belloc poi vinse il seggio).


Testo in lingua originale: “Gentlemen, I am a Catholic. As far as possible, I go to Mass every day. This is a rosary. As far as possible, I kneel down and tell these beads every day. If you reject me on account of my religion, I shall thank God that He has spared me the indignity of being your representative”.


sabato 21 marzo 2026

Un aforisma al giorno - La segretezza dell’infanzia.

Ma di tutti gli strani modi in cui l'essere umano prova che non è un essere razionale, qualsiasi altra cosa egli sia, nessun caso è così misterioso ed inspiegabile come la segretezza dell'infanzia.

Gilbert Keith Chesterton, Charles Dickens. A Critical Study.




Aneddoti su Chesterton - "Mi sembra di aver perso le altre...".

Chesterton da studente entrò in un caffè in Fleet Street, la popolare via delle sedi dei giornali di una volta a Londra, accompagnato da un amico. Chiese due uova in camicia. Ecco cosa successe nel racconto di una sua amica dell'epoca:

Gliele portarono a tempo debito e lui, apparentemente senza accorgersi del loro arrivo, continuò a parlare e a discutere; alzando la mano per sottolineare un concetto, la abbatté con grande forza sul bordo del piatto, rovesciandosi le uova proprio in grembo. Continuò imperterrito a parlare e, quando la cameriera gli si avvicinò, egli si limitò a dire: «Mi porterebbe per favore altre due uova in camicia? Mi sembra di aver perso le altre».

Mildred Wain, moglie del compagno di scuola Waldo D’Avigdor, in Maisie Ward, Return to Chesterton.




venerdì 20 marzo 2026

Un aforisma al giorno - Il dogma e l'educazione.

È curioso che si parli di separare il dogma dall'educazione. Il dogma è in realtà l'unica cosa che non può essere separata dall'educazione. È l'educazione stessa. Un insegnante che non è dogmatico è semplicemente un insegnante che non insegna.

Gilbert Keith Chesterton, Cosa c'è di sbagliato nel mondo.



giovedì 19 marzo 2026

Un aforisma al giorno - Oggi due forze rendono l'uomo comune un senzatetto.



Sussurrerò all’orecchio del lettore un terribile sospetto che a volte mi ha tormentato: il sospetto che Hudge e Gudge siano segretamente complici. Che il litigio che inscenano in pubblico sia in gran parte una messinscena, e che il modo in cui si assecondano a vicenda non sia una coincidenza perpetua. Gudge, il plutocrate, vuole un industrialismo anarchico; Hudge, l’idealista, gli fornisce elogi lirici dell’anarchia. Gudge vuole lavoratrici perché costano meno; Hudge definisce il lavoro delle donne «libertà di vivere la propria vita». Gudge vuole operai affidabili e obbedienti, Hudge predica l’astinenza dall’alcol — agli operai, non a Gudge. Gudge vuole una popolazione docile e timida che non prenderà mai le armi contro la tirannia; Hudge dimostra, citando Tolstoj, che nessuno deve prendere le armi contro nulla. Gudge è naturalmente un gentiluomo sano e ben pulito; Hudge predica con fervore la perfezione della pulizia di Gudge a persone che non possono praticarla. Soprattutto, Gudge governa con un sistema rozzo e crudele di licenziamenti, sfruttamento e fatica bisessuale che è totalmente incompatibile con la famiglia libera e che è destinato a distruggerla; pertanto Hudge, tendendo le braccia verso l’universo con un sorriso profetico, ci dice che la famiglia è qualcosa che presto supereremo gloriosamente.

Non so se la collaborazione tra Hudge e Gudge sia consapevole o inconsapevole. So solo che, tra loro due, continuano a rendere l'uomo comune senza tetto.

Gilbert Keith Chesterton, Cosa c'è di sbagliato nel mondo.



mercoledì 18 marzo 2026

Una vecchia ma interessante recensione di Una gioia antica e nuova uscita su Il Manifesto nel 2011, a cura di Ivan Tassi.



Quando si apre uno dei romanzi che Charles Dickens scrisse tra il 1836 e il 1870, lungo l'arco di una straordinaria carriera, si è costretti a far fronte a un paradosso miracoloso. Dickens, insegnava Nabokov in una delle sue Lezioni di letteratura, resta un magnifico «incantatore»: se si tenta di analizzare il suo metodo narrativo, non si può fare a meno di rilevare un catalogo di «difetti» nelle sue storie, a volte prevedibili o viziate dal sentimentalismo; ma se lo si legge «con la spina dorsale» - sede, per Nabokov, del «piacere artistico» - non resta che «arrendersi» di fronte alle magie illusionistiche della narrazione. La lettura, in ogni caso, «tiene», ci trascina e finisce per lasciare il critico in imbarazzo, a interrogarsi sull'adeguatezza del suo percorso e dell'attrezzatura utilizzata durante l'indagine.
Ma dunque, se non è in grado di spiegare il mistero della scrittura attraverso gli strumenti della ragione, a cosa serve la critica letteraria? Quali sono i suoi limiti e le sue legittime aspirazioni? Se non vogliamo chiudere gli occhi di fronte al problema, possiamo affidarci a Gilbert Keith Chesterton e abbandonarci alle pagine di Una gioia antica e nuova. Scritti su Charles Dickens e la letteratura (a cura di Edoardo Rialti, Marietti). 
Il libro, tradotto oggi per la prima volta in italiano, raccoglie le prefazioni ai romanzi di Dickens che Chesterton allestì per la collana Everyman nel 1911, lo stesso anno in cui diede alla luce L'innocenza di Padre Brown, il primo di una fortunata serie di gialli. La coincidenza cronologica, non casuale, è sintomo di un'ammirazione che rischiò di sconfinare nell'osses
sività e che solo la meravigliosa intelligenza critica di Chesterton riuscì ad addomesticare.

Il resto qui sotto:



lunedì 16 marzo 2026

Un aforisma al giorno - Difficile anche che sia una cugina di primo grado...



C'era molto più senso nelle parole degli anziani che sostenevano che marito e moglie dovessero professare la stessa religione che in tutte le chiacchiere contemporanee su anime gemelle, spiriti affini e aure dello stesso colore. In realtà, più i due sessi sono in netto contrasto, meno probabile è che entrino in violenta collisione. Più i loro caratteri sono incompatibili, meglio è. Ovviamente l'anima di una moglie non può essere un'anima gemella. È molto raro che sia anche solo una cugina di primo grado. Ci sono pochissimi matrimoni in cui i gusti e il temperamento sono identici; in genere sono infelici. Ma avere la stessa teoria fondamentale, considerare la stessa cosa una virtù, sia che la si pratichi o la si trascuri, considerare la stessa cosa un peccato, sia che la si punisca, la si perdoni o la si derida, e in ultima analisi definire la stessa cosa dovere e la stessa cosa disonore — questo è davvero necessario per un matrimonio abbastanza felice; ed è rappresentato molto meglio da una religione comune che da affinità e aure.

Gilbert Keith Chesterton, A Miscellany of Men.


domenica 15 marzo 2026

Un aforisma al giorno - Potere del mettere in discussione.



Le cose che appaiono più semplici finché non vengono messe in discussione diventano inevitabilmente le più complesse non appena vengono messe in discussione.

Gilbert Keith Chesterton, A Miscellany of Men.



sabato 14 marzo 2026

Un aforisma al giorno - Gridare prima di farsi male.



La cosa più saggia del mondo è gridare prima di farsi male. Non serve a nulla gridare dopo essersi fatti male; soprattutto dopo aver subito una lesione mortale. Si parla dell'impazienza del popolo; ma gli storici competenti sanno che la maggior parte delle tirannie sono state possibili perché gli uomini si sono mossi troppo tardi. Spesso è essenziale resistere a una tirannia prima che essa esista. Non è una risposta dire, con un ottimismo distaccato, che il progetto è solo nell'aria. Un colpo di ascia può essere parato solo mentre è in aria.

Gilbert Keith Chesterton, Eugenetica e altri malanni.



venerdì 13 marzo 2026

Un aforisma al giorno - I bambini devono sottostare a un sistema che è più giovane di loro.



Il guaio in troppe delle nostre scuole moderne è che lo Stato, essendo controllato in modo così particolare da pochi, permette che idee stravaganti e sperimentazioni entrino direttamente nelle aule scolastiche senza essere mai passate dal Parlamento, dal pub, dalla casa privata, dalla chiesa o dal mercato. Ovviamente, dovrebbero essere le cose più antiche ad essere insegnate ai più giovani; le verità certe e consolidate dovrebbero essere trasmesse per prime ai bambini. Ma oggi, a scuola, i bambini devono sottostare a un sistema che è più giovane di loro. Un bambino di quattro anni ha in realtà più esperienza e ha affrontato il mondo più a lungo del dogma a cui è costretto a sottostare. Molte scuole si vantano di avere le ultime idee in materia di istruzione, quando non hanno nemmeno la prima idea; perché la prima idea è che anche l'innocenza, per quanto divina, può imparare qualcosa dall'esperienza. Ma questo, come ho detto, è dovuto al semplice fatto che siamo governati da una piccola oligarchia.

Gilbert Keith Chesterton, Cosa c'è di sbagliato nel mondo.