![]() | AmChestertonSoc (@AmChestertonSoc) |
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Friends or enemies? A terrific post by Joseph Pearce. fb.me/30N4e5tNy
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lunedì 10 novembre 2014
Tweet da AmChestertonSoc (@AmChestertonSoc) - Un interessante articolo di Joseph Pearce su GKC e T. S. Eliot
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Il nostro Gilbert
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T. S. Eliot
domenica 9 novembre 2014
Tweet da John Médaille (@JohnMedaille) - Interessante il distributismo della Contea, noi con Caldecott lo sosteniamo da tempo...
![]() | John Médaille (@JohnMedaille) |
Distributism in the Shire: The Political Kinship of Tolkien & Belloc theimaginativeconservative.org/2014/11/distri… | |
sabato 8 novembre 2014
Tweet da G.K. Chesterton (@GKCDaily) - Veramente tonante e vero
![]() | G.K. Chesterton (@GKCDaily) |
When people begin to ignore human dignity, it will not be long before they begin to ignore human rights. | |
venerdì 7 novembre 2014
Tweet da DGB (@donBenna)
![]() | DGB (@donBenna) |
@Sochest direi a 20 anni Le avventure di un uomo vivo (il più riletto) #ortodossia letto un paio di volte. | |
Tweet da ن Matteo Donadoni ن (@matteodona)
![]() | ن Matteo Donadoni ن (@matteodona) |
@Sochest UOMO VIVO... a 30 anni sob! :( ... Ortodossia in cantiere... | |
Giochino chestertoniano: dite il nome del libro e l'età a cui avete iniziato a leggere Chesterton. Dire anche quante volte si è letto Ortodossia.
Lo stanno facendo i nostri fantasiosi fratelli chestertoniani americani, allora lo riproponiamo anche noi, l'idea ci piace
Il giochino è semplice, è scritto nel titolo del post, potete rispondere tramite i commenti. Semplice. Poi li metteremo a disposizione di tutti. Potete farlo anche su Facebook o su Twitter.
Dai che ci divertiamo un po'.
Cominciamo con i commenti di Maria Grazia Gotti (che ci ha fatto conoscere il giochino e collabora col blog):
"Per me il primo libro è stato L'Innocenza di Padre Brown. Avevo 36 o 37 anni. Ortodossia a 42. Anche io, letto una volta tutto intero e ripreso a spizzichi (ma prima o poi lo rileggerò dall'inizio alla fine!)".
Maria Grazia! Noi pensavamo avessi diciotto anni...! Che rivelazione strepitosa!
E quindi Filippo Savarese:
"«Ortodossia» a 18 anni. Letto una volta tutt'intero più miriadi di letture sparse...".
Poi tocca al presidente, Marco Sermarini:
"L'Uomo che fu Giovedì a venticinque anni durante il servizio militare, spesso leggendolo in treno. Ortodossia una quantità di volte che non ricordo, c'è il capitolo La Bandiera del Mondo (The Flag of the World) che sta cadendo a pezzi".
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Giochino chestertoniano
martedì 4 novembre 2014
Un aforisma al giorno (approfondiamo il tema...)
"La verità è che è un grave errore supporre che lʼassenza di convinzioni precise conferisca alla mente libertà e agilità. Un uomo che crede in qualcosa è pronto e arguto, perché ha tutte le sue armi. Può applicare il suo esperimento allʼistante".
Gilbert Keith Chesterton, Eretici
"Un uomo con una convinzione precisa (...) appare sempre bizzarro, perché non muta col mondo; egli si è issato fino a una stella fissa, e la terra rotea sotto di lui come uno zootropo. Milioni di miti uomini in giacchetta nera si dichiarano sani di mente e ragionevoli solo perché afferrano al volo la fola del momento, perché vengono sospinti da una pazzia allʼaltra dal maelstrom del mondo".
Gilbert Keith Chesterton, Eretici
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Un aforisma al giorno
Un aforisma al giorno (per invogliare a leggere Capelli spaccati in quattro...)
"Non c'è nulla di così stupendamente stupido quanto il detto comune: 'La religione non può dipendere da minuziose dispute di dottrina'".
Gilbert Keith Chesterton, Il soprannaturale è naturale (in origine in un articolo pubblicato su Il Frontespizio)
Perla di chiarezza, cannonata contro l'assurdo.
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Il Frontespizio
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Il soprannaturale è naturale
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Un aforisma al giorno
lunedì 3 novembre 2014
Un Chesterton attualissimo in tempi di sinodi creativi...
Chesterton non potrà mai essere portato dalla parte dei novatori creativi in tema di famiglia, dottrina e altro... Leggere per credere (ancora grazie ad Angelo Bottone che sei anni fa riscoprì per noi questo bellissimo articolo edito poi ne Il soprannaturale è naturale).
Capelli spaccati in quattro
Le discussioni teologiche sono sottili ma non magre. In tutta la confusione della spensieratezza moderna, che vuol chiamarsi pensiero moderno, non c'è nulla forse di così stupendamente stupido quanto il detto comune: "La religione non può mai dipendere da minuziose dispute di dottrina". Sarebbe lo stesso affermare che la vita umana non può mai dipendere da minuziose dispute di medicina.
L'uomo che si compiace dicendo: "Non vogliamo teologi che spacchino capelli in quattro", sarebbe forse d'avviso di aggiungere: "e non vogliamo dei chirurghi che dividano filamenti ancora più sottili".
È un fatto che molti individui oggi sarebbero morti se i loro medici non si fossero soffermati sulle minime sfumature della propria scienza: ed è altrettanto un fatto che la civiltà europea oggi sarebbe morta se i suoi dottori di teologia non avessero argomentato sulle più sottili distinzioni di dottrina. Nessuno scriverà mai una Storia d'Europa un po' logica finché non riconoscerà il valore dei Concili, della Chiesa, quelle collaborazioni vaste e competenti che ebbero per scopo di investigare mille e mille pensieri diversi per trovare quello unico della Chiesa.
I grandi Concili religiosi sono di un'importanza pratica di gran lunga superiore a quella dei Trattati internazionali, perni sui quali si ha l'abitudine di far girare gli avvenimenti e le tendenze dei popoli. I nostri affari di oggi stesso, infatti, sono ben più influenzati da Picea ed Efeso, da Trento e Basilea, che da Utrecht o Amiens o, Versailles. In quasi tutti i casi vediamo che la pace politica ebbe per base un compromesso: la pace religiosa invece si fondava su di una distinzione. Non fu affatto un compromesso dire che Gesù Cristo era vero Dio e vero Uomo, come fu invece un compromesso la decisione che Danzica sarebbe stata in parte polacca ed in parte tedesca: era bensì la dichiarazione di un principio la cui perfetta pienezza lo distingueva sia dalla teoria ariana, sia da quella monofisita. E questo principio ha influito e influisce tuttora sulla mentalità di Europei, da ammiragli a fruttivendole, che pensano (sia pure vagamente) a Cristo come a qualcosa di Umano e Divino nello stesso tempo. Mentre il domandare alla fruttivendola quali siano per lei le conseguenze pratiche del Trattato di Utrecht, sarebbe meno che fruttuoso.
Tutta la nostra civiltà risulta di queste vecchie decisioni morali, che molti credono insignificanti. Il giorno in cui furono portate a termine certe note contese di metafisica sul Destino e sulla Libertà, fu deciso anche se l'Austria dovesse o no somigliare all'Arabia, o se viaggiare in Ispagna dovesse essere lo stesso che viaggiare nel Marocco. Quando i dogmatici fecero una sottile distinzione fra la sorta di onore dovuto al matrimonio e quello dovuto alla verginità, stamparono la civiltà di un intero continente con un marchio di rosso e di bianco, marchio che non tutti rispettano, ma che tutti riconoscono, anche mentre l'oltraggiano.
Nello stesso modo, allorché si stabilì la differenza tra il prestito legale e l'usura, nacque una vera e propria coscienza umana storica, che anche nello spettacoloso trionfo dell'usura, nell'età materialistica, non si è potuto distruggere. Quando San Tommaso D'Aquino definì il diritto di proprietà e nello stesso tempo gli abusi della falsa proprietà, fondò la tradizione di una schiatta di uomini, riconoscibili allora e ora, nella politica collettiva di Melbourne e di Chicago: e ciò staccandosi dal comunismo coll'ammettere i diritti della proprietà, ma anche protestando, in pratica, contro la plutocrazia.
Le distinzioni più sottili hanno prodotto i cristiani comuni: coloro che credono giusto il bere e biasimevole l'ubriachezza; coloro che credono normale il matrimonio e anormale la poligamia; coloro che condannano chi colpisce per primo ma assolvono chi ferisce in propria difesa; coloro che credono ben fatto scolpire le statue e iniquo adorarle: tutte queste sono, quando ci si pensa, molto fini distinzioni teologiche.
Il caso delle statue è particolarmente importante in questo argomento. Il turista che visita Roma è colpito dalla ricchezza, quasi sovrabbondanza, di statue che vi si trovano, or bene, il fatto dell'importanza dei Concili diviene ancora più impressionante quando tutto l'avvenire artistico di una terra dipende da una sola distinzione, e la distinzione stessa da un solo Uomo. Fu il Papa, solo, che rilevò la differenza tra venerazione delle immagini e idolatria. Fu lui solo a salvare tutta la superficie artistica dell'Europa e di conseguenza l'intera carta geografica del mondo moderno, dall'essere nuda e priva dei rilievi dell'Arte. Nel difendere quest'idea, il Pontefice difendeva il San Giorgio di Donatello e il Mosè di Michelangiolo, e com'egli fu forte e deciso in Roma così il David sta gigantesco su Firenze, ed i graziosi putti dei Della Robbia sono apparsi come squarci di azzurro e nubi nel Palazzo di Perugia, e nelle celle di Assisi. Se dunque una tale distinzione teologica è un filo sottile, tutta la Storia dell'Occidente è sospesa a quel filo; se non è che un punto di affermazione, tutto il nostro passato è in equilibrio su di esso.
G. K. Chesterton
(Trad. dall'inglese di G. Sodi-Cosgrave)
Il Frontespizio, ottobre 1934, annata XII, pp. 8-9.
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Il Frontespizio
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Un aforisma al giorno
domenica 2 novembre 2014
sabato 1 novembre 2014
venerdì 31 ottobre 2014
Tweet da Calvin and Hobbes (@Calvinn_Hobbes) - Calvin ed Hobbes praticamente chestertoniani!
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Leggete, merita davvero!
mercoledì 29 ottobre 2014
Chesterton è attuale - Chesterton per il Wall Street Journal è "notable and quotable" (notevole e citabile)
E' una pagina (in inglese) a noi ben nota perché parte della raccolta (inventata da noi con la collaborazione del Centro Missionario Francescano) La Nonna del Drago ed altre serissime storie.
La riporta il Wall Street Journal, strano, no? Evidentemente Chesterton supera tutte le barriere.
http://online.wsj.com/articles/notable-quotable-g-k-chesterton-1413586617#livefyre-comment
La riporta il Wall Street Journal, strano, no? Evidentemente Chesterton supera tutte le barriere.
http://online.wsj.com/articles/notable-quotable-g-k-chesterton-1413586617#livefyre-comment
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La Nonna del Drago
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Wall Street Journal
lunedì 27 ottobre 2014
Scovato da Nancy Carpentier Brown, ecco cosa vi proponiamo...
Si tratta della partitura "illustrata" del canto How far is it to Bethlehem? il cui testo è stato scritto da Frances Blogg sposata Chesterton, la moglie del nostro caro Gilbert.
E' originale di quei giorni, come vedete.
Di questo canto abbiamo parlato anche altrove, grazie alla nostra cara Nancy Carpentier Brown, elemento di spicco del braccio di Chicago della American Chesterton Society, che abbiamo avuto modo di conoscere lo scorso settembre, avendoci invitato ad uno dei loro raduni chestertoniani in uno splendido pub alle porte di Chicago, con tanto di pelle d'orso e testa di bisonte appese ai muri!
Trovate altre belle tracce qui e qui. Nancy sta lavorando molto sulla persona di Frances, di cui non si è ancora detto abbastanza, e la ringraziamo per questo.
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American Chesterton Society
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Frances Blogg
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Gli ami
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How far is it to Bethlehem?
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I nostri amici
domenica 26 ottobre 2014
Tweet da ShepHistory (@BSHistory77) - 22/10/1935 Hilaire Belloc all'University College Dublin
![]() | ShepHistory (@BSHistory77) |
#OnThisDay 1935, 1 of founders of Distributism. H. Belloc gives lecture in UCD on 'The Nature of Historical Evidence' pic.twitter.com/fBNgF7haEY | |
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Hilaire Belloc
giovedì 23 ottobre 2014
Tweet da Uomovivo in Sapienza (@Uomovivo_Roma1)
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Manalive
Tweet da Uomovivo in Sapienza (@Uomovivo_Roma1)
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Il destino di ogni buon dialogo è diventare un eccellente simposio! #Chestertoniani al #brindisi! pic.twitter.com/HNMm2awiVD | |
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Manalive
Un graditissimo e commovente messaggio (con dono) di una nostra socia
"Carissima Elisa e Segretari Volanti tutti,
oggi e' giorno di riposo, pulizie e bollette e cosi' ho provveduto ai miei doveri e qui sotto la foto.
Vorrei fare una precisazione: la quota da me versata non e' un errore, ma e' voluta ed e' assolutamente interessata. Queste le ragioni:
1. E' la mia quota
2. perché essendo GKC cattolico, voglio creder che lui e i chestertoniani preghino per me;
3. perche' magari ci sono amici che vorrebbero fare parte di questa associazione (infatti nella parte della bolletta con piu' spazio ho specificato "aspiranti chestertoniani") e non possono (ho immaginato un'adozione a distanza tipo "adotta anche tu un piccolo chestertoniano":-);
4. poi penso che come tutte le associazioni abbiate spese e quindi visto che sono lontana dalla vostra contea, per lo meno fisicamente, partecipo diciamo con il cuore;
5. se dovessi finire sul lastrico, ho così la speranza che un chestertoniano mi dara' un posto ove collocare il mio sacco a pelo ed un boccale di birra! :-)
Ok?
Un caro saluto a tutti
Livia"
E Livia ci ha dato cento euro e la sua quota.
Noi ringraziamo commossi perché ha centrato tutto, dalla quota alla birra, coglie lo spirito del nostro impegno quotidiano e vi chiediamo allora di pregare per lei (il nome è di fantasia ma le preghiere arrivano lo stesso!).
oggi e' giorno di riposo, pulizie e bollette e cosi' ho provveduto ai miei doveri e qui sotto la foto.
Vorrei fare una precisazione: la quota da me versata non e' un errore, ma e' voluta ed e' assolutamente interessata. Queste le ragioni:
1. E' la mia quota
2. perché essendo GKC cattolico, voglio creder che lui e i chestertoniani preghino per me;
3. perche' magari ci sono amici che vorrebbero fare parte di questa associazione (infatti nella parte della bolletta con piu' spazio ho specificato "aspiranti chestertoniani") e non possono (ho immaginato un'adozione a distanza tipo "adotta anche tu un piccolo chestertoniano":-);
4. poi penso che come tutte le associazioni abbiate spese e quindi visto che sono lontana dalla vostra contea, per lo meno fisicamente, partecipo diciamo con il cuore;
5. se dovessi finire sul lastrico, ho così la speranza che un chestertoniano mi dara' un posto ove collocare il mio sacco a pelo ed un boccale di birra! :-)
Ok?
Un caro saluto a tutti
Livia"
E Livia ci ha dato cento euro e la sua quota.
Noi ringraziamo commossi perché ha centrato tutto, dalla quota alla birra, coglie lo spirito del nostro impegno quotidiano e vi chiediamo allora di pregare per lei (il nome è di fantasia ma le preghiere arrivano lo stesso!).
Un aforisma al giorno
Tutte le strade portano a Roma: è uno dei motivi per cui molta gente a Roma non ci arriva mai.
Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia
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