domenica 22 maggio 2011

Da La Vanguardia un elogio a Chesterton da Xavier Antich

http://www.lavanguardia.com/opinion/articulos/20110516/54155430594/elogio-de-chesterton.html

Un aforisma al giorno

"Finché durano, i fatti sono almeno solidi, ma la loro caratteristica fatale è che non durano. A resistere nel tempo sono solo le idee".

Gilbert Keith Chesterton, La mia fede

Un aforisma al giorno

"La Riforma, specialmente in Inghilterra, fu soprattutto la rinuncia al tentativo di governare il mondo per mezzo di ideali o addirittura per mezzo di idee".

Gilbert Keith Chesterton, La mia fede

venerdì 20 maggio 2011

Noi provochiamo su Chesterton sceneggiatore, Roberto Prisco risponde con... Chesterton attore!!!

Ecco che ci dice il nostro Roberto Prisco:

"Se non era molto noto il primo film su Padre Brown, forse non è nemmeno molto noto che il nostro GKC recitò in un film assieme a George Bernard Shaw



http://www.chesterton.it/gkc/film.htm

Ciao
Rob"

Questa è la fava distributista del nostro amico Ciccio di San Benedetto del Tronto

Paul Lukas, Gertrude Michael e Walter Connolly nel primo "Padre Brown" cinematografico

Chesterton fu anche sceneggiatore di un "Padre Brown" cinematografico.

Tutti sanno che Padre Brown ha ispirato numerose creazioni cinematografiche negli anni: noi italiani ricordiamo le famose sei puntate degli anni 1970-1971 a firma di Vittorio Cottafavi, con Renato Rascel e Arnoldo Foà, ma forse il più noto è quello interpretato da sir Alec Guinness e che valse a quest'ultimo la propria conversione (ne abbiamo parlato più volte nel blog, da ultimo con una traduzione di un articolo dall' inglese a cura di Gianluca Spagnolini). Questo solo per ricordare due dei tanti film, alcuni anche recenti.

Ma forse sono pochi a sapere che, vivente Chesterton, padre Brown fu portato sul grande schermo con la collaborazione a titolo di sceneggiatore dello stesso Gilbert.

Facciamo riferimento al film "Father Brown, detective" del 1934.

Il piccolo prete cattolico fu impersonato dal rotondo Walter Connolly, attore statunitense di chiare origini irlandesi divo di Hollywood di quegli anni. Flambeau assunse le fattezze di Paul Lukas.

Qui sotto trovate l'indirizzo della pagina dell'Internet Movie Data Base (IMDB) relativa al film di cui ci siamo occupati.

https://www.imdb.com/title/tt0026341/

Se il collegamento fosse difettoso, potete cercare su www.imdb.com e digitare "Father Brown, detective".

Ulteriori echi dell'incontro romano su Chesterton...

http://www.tracce.it/?id=329&id_n=22211

giovedì 19 maggio 2011

Ed ora il resoconto del nostro Fabio Trevisan sulla tappa a San Miniato!

CHESTERTON A SAN MINIATO

 

Mercoledì 18 maggio alle 18.45, presso l'Auditorium del Seminario della diocesi di San Miniato, si è tenuto un interessante convegno dal titolo: "Padre Brown, una parabola sociale e morale per il nostro tempo". Si è voluto celebrare, nella ricorrenza dei 100 anni dai primi racconti, la figura straordinaria di questo sacerdote-detective scaturito dalla fertile immaginazione dello scrittore inglese Gilbert Keith Chesterton (1874-1936).

Padre Brown ha potuto così rivivere una serata davvero speciale in suo onore. La figura di questoprete cattolico, reso famoso in Italia dall'indimenticabile interpretazione di Renato Rascel, è stata approfondita dall'analisi di uno dei più grandi esperti mondiali di Chesterton, P. Ian Boyd C.S.B., presidente del G.K.Chesterton Institute for Faith &Culture in South Orange, New Jersey, U.S.A.

Presentato dal Dr. Andrea Bartelloni, promotore in loco della brillante iniziativa assieme a Don Francesco Zucchelli, ha inizialmente preso la parola Don Francesco Ricciarelli, Responsabile dell'Ufficio per la cultura della diocesi di San Miniato, che ha rivolto un caloroso saluto ai relatori ed alle persone convenute. Interessante la sottolineatura espressa in una domanda da Don Ricciarelli, che ha posto l'importante interrogativo dell'attualità di Padre Brown anche in riferimento alle prospettive di evangelizzazione in una società secolarizzata come la nostra.

Dermot Quinn, Professor of History presso la Seton Hall University, esperto ed appassionato studioso di Chesterton, ha ribadito, con P.Boyd, la necessità di ritornare a questo grande autore che ha coniugato, in un modo originale ed impareggiabile, fede e ragione, carità e verità.

La Società Chestertoniana Italiana, attraverso un breve comunicato del presidente, Avv. Marco Sermarini, ha voluto ringraziare i prestigiosi ospiti americani e gli organizzatori, ricordando che il tour chestertoniano, dopo le tappe di Roma e San Miniato, approderà anche a Rimini ed a Segni.

Un particolare ringraziamento è stato rivolto a Gloria Garafulich Grabois, Managing Editor della Chesterton Review ed al traduttore P.Steven Kennedy, religioso irlandese dell'IVE (Istituto del Verbo Incarnato). Hanno aderito all'iniziativa il Gruppo Giovani per un Pensiero Forte di Ponsacco, il Centro Culturale San Ranieri di Pisa ed il Centro Cattolico di Documentazione di Marina di Pisa.

La bella cittadina toscana ha potuto così offrire una serata culturale di assoluto rilievo e di respiro internazionale, facendo esclamare agli ospiti statunitensi: "Grazie Italia, grazie San Miniato".

Grazie Chesterton, viva Padre Brown!

 

Fabio Trevisan

Il resoconto ancora bollente della prima tappa del tour chestertoniano a cura di padre Antonio Spadaro

Padre Antonio Spadaro, valente scrittore e giornalista, superiore della comunità dei Gesuiti della Civiltà Cattolica di Roma ed organizzatore della tappa romana del tour di padre Boyd e amici, la sera stessa dell'incontro ci ha voluto comunicare questa riflessione che trovo una buona sintesi di ciò che è accaduto a Roma.

Col suo permesso la giro ai chestertoniani d'Italia e del mondo (perché questo piccolo blog riceve visite volute anche dall'estero con costanza).

"Cari amici,

non riesco ad andare a dormire senza inviarvi due righe di ringraziamento. Abbiamo vissuto un pomeriggio fantastico. Abbiamo creato insieme un evento davvero importante. Come ci siamo già detti Chesterton non è stato letto come un autore da analizzare, ma come l'autore vivo di un'opera viva e brulicante. Le vostre parole, quelle di ciascuno di voi, ognuno col proprio stile e il proprio temperamento, hanno plasmato un modo di stare insieme che lascia il segno nella mente e nel cuore. I nostri tre amici americani, ospiti della mia comunità per due giorni, erano fuori di sé per la gioia. 

Anche la struttura dell'incontro è stata una sfida. Siamo stati insieme 5 ore di fila con 14 relatori distribuiti in un seminario e una tavola rotonda senza soluzione di continuità. Non è concepibile che a Roma 150 persone si ritrovino alle 3 del pomeriggio per un convegno! Alla fine siamo stati più di 200. E' stata una sfida. Lo dico anche a livello personale. Ho molto creduto in questo evento ma certo non avevo alcuna certezza sul suo esito, nonostante l'impegno profuso nella pubblicizzazione via passaparola, inviti, twitter, facebook. La Civiltà Cattolica ha messo da parte sua il suo nome e la sua macchina organizzativa con inviti e comunicazioni. E così ha fatto l'associazione BombaCarta. E tuttavia con Andrea alle 14.30 ci siamo chiesti: "ma verrà qualcuno?". E poi la valanga...

L'effetto più bello? Non saprei. Probabilmente il fatto che gente che si conosceva solo via mail o facebook o telefono o altro ha potuto abbracciarsi e sorridersi dal vivo per la prima volta. Abbiamo costruito una rete, forse, capace di dare altri frutti, maybe. Il pubblico ha percepito questo clima così intenso.

Personalmente vi sono grato per la generosità che avete espresso arrivando qui da varie città, assumendovi spese, impegno, tempo da impiegare. Grazie dunque a ciascuno di voi.

(...) Nessuno in questa impresa si lascia vincere in generosità, pare!

Un abbraccio nella speranza di avere presto notizie da voi! Ancora una volta, di cuore, grazie!

Antonio Spadaro".


Da Il Sussidiario - CRISTIADA/ Dopo Uomini di Dio, un nuovo film sui martiri cristiani

Abbiamo messo il trailer di questo film sul blog qualche settimana fa. Ecco un articolo da Il Sussidiario a firma di Gianni Foresti.

http://www.ilsussidiario.net/News/Cinema-Televisione-e-Media/2011/5/19/CRISTIADA-Dopo-Uomini-di-Dio-un-nuovo-film-sui-martiri-cristiani/178416/

Benedetto XVI invita a pregare per la «Chiesa che è in Cina»


http://www.avvenire.it/Chiesa/papa+cina+preghiera_201105181437521700000.htm

Quasi tutti i relatori di Roma, insieme!


Questa foto mi sembra molto bella perché è una foto che dice bene (pur mancando qualche faccina dei partecipati alla "maratona chestertoniana di Roma" di martedì 17 maggio 2011: Saverio Simonelli, Annalisa Teggi ed Edoardo Rialti, che sono fuggiti loro malgrado anzitempo) il clima di sincera amicizia ed allegra tra i presenti.

Non credo sia una parola grossa: con qualcuno commentavo (e questo qualcuno mi dava ragione... non perché la ragione si dia ai fessi o perché la si dia ai matti, condizioni che probabilmente si attagliano alla perfezione al sottoscritto, ma perché è una cosa vera, quindi non solo perché stavo dicendo una cosa vera mi si stava dando ragione...) che Chesterton fa sempre un miracolo: quello di rendere amici coloro che lo frequentano con sincero amore.

Per cui dopo l'evento romano sono iniziati a circolare altri soprannomi chestertoniani oltre a quelli già noti dell'Uomo Vivo (il sottoscritto), della Nipote del Drago (la prode Sabina Nicolini), del Patriota Cosmico (il grande padre Roberto Brunelli, rectius Brownelli...): ora abbiamo Il Campione del Dente di Leone (Paolo Pegoraro) e Il Cavaliere Selvaggio (Pietro Federico) e la cosa non credo finisca qui.

Bolle molta acqua in pentola, ve l'assicuro, e di solito l'acqua bolle per i maccheroni, cioè roba che si mangia, roba che piace a chi ha fame... di Verità!

Marco Sermarini

mercoledì 18 maggio 2011

Ancora sui DAT

http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=1735

ANCHE L'ASSOCIAZIONE ''MEDICINA E PERSONA'' E' CONTRARIA AL TESTAMENTO BIOLOGICO: NON SERVE UNA LEGGE, NON SERVE NESSUNA LEGGE!
La nostra esperienza quotidiana di medici negli ospedali, sul territorio, negli ambulatori dice che non c'è posto per una legge sul testamento biologico o DAT o comunque la si voglia chiamare (nemmeno con la motivazione di salvare altre Eluana)
di Clementina Isimbaldi

Echi della stampa sull'evento chestertoniano di Roma...

http://www.libero-news.it/news/740530/Il__Chesterton_Day__per_riscoprire_un_autore_sublime.html

Dal prof. Carlo Bellieni - L'erosione dei diritti umani

Quando si nega le cure ai neonati (OSSERVATORE ROMANO, 6 MAGGIO 2011)

L'erosione dei diritti umani

È possibile che vengano erosi i diritti umani nell'epoca che a parole moltiplica le garanzie civili? Difficile da credere, ma è proprio quello che sta avvenendo. E non ci riferiamo solo alla perdita di valore della vita fetale, ma all'erosione sistematica dei diritti di chi è già nato. Basta leggere la stampa scientifica per vedere come i diritti alle cure di bambini già nati siano volutamente ridotti rispetto a quelli di cui godono gli adulti.

Iniziò la canadese Annie Janvier, con una serie di studi, a mostrare come a parità di prognosi la percentuale di medici pronti a fornire cure salvavita a un neonato malato sia molto inferiore a quella che rianimerebbe un adulto con prognosi simile. E uno studio pubblicato nel 2000 sul «Journal of the American Medical Association» evidenziava che molti medici europei e statunitensi, al momento di rianimare un bambino, prendono in considerazione il peso che questi può diventare per i genitori. Tanto che Michael Gross concludeva un'altra ricerca su quattro Paesi occidentali spiegando che «esiste un assenso generale al neonaticidio, a seconda del parere del genitore sull'interesse del neonato definito in modo da considerare sia il danno fisico» sia il danno a terzi («Bioethics», 2002).

E come se questo non bastasse, sull'ultimo numero di «Pediatrics» si spiega che i medici in Canada e negli Stati Uniti tengono conto dell'età della madre o del tipo di famiglia al momento di rianimare il neonato, dando la preferenza a chi è stato concepito in vitro, o a chi ha la madre avvocato. Ma quanto sia grave la situazione è dimostrato dall'ultimo numero dell'«American Journal of Bioethics», in cui Dominic Wilkinson, neonatologo e filosofo, spiega che «è giustificabile in alcune circostanze per genitori e medici decidere di lasciar morire un bambino anche se la sua vita meriterebbe di essere vissuta».

L'assunto di Wilkinson è che oggi, per decidere se rianimare un neonato si fa un conto del suo benessere futuro e del peso che una eventuale disabilità gli porterebbe; e se la bilancia si inclina in questo senso, s'interrompono le cure, dato che la vita in quel caso «non merita di essere vissuta»: visione tragica e mercantilistica della vita stessa, la quale assume un valore che può essere ritenuto inaccettabile. Wilkinson va oltre e spiega che anche se la bilancia si inclina moderatamente verso il futuro benessere — cioè anche se «la vita merita di essere vissuta» — il genitore o il medico possono scegliere di sospendere le cure.

Si tratta di una vera e propria erosione dei diritti: non una trascuratezza, ma una reale e scientifica selezione di soggetti ai quali toglierli a favore di altri, tanto che Annie Janvier ha intitolato due suoi studi Il criterio di fare il miglior interesse del paziente non viene applicato ai neonati («Pediatrics», 2004) e I neonati sono diversi dagli altri pazienti? («Theoretical Medicine and Bioethics», 2007).

Ma questa tendenza non si limita ai neonati: nel 1996 il maggior studioso mondiale di nanismo pubblicava su «Archives de Pédiatrie» un terribile articolo (J'accuse! Il nanismo ha ancora diritto di cittadinanza?), in cui parlava della discriminazione che pesa su chi è di bassa statura. E cosa dire quando si legge che le persone con disabilità mentale o addirittura con un danno fisico altamente invalidante perdono il diritto a essere chiamati «persone»?

La citata ricerca del «Journal of the American Medical Association» mostrava come un'alta percentuale di medici pensi che in caso di disabilità (fisica o mentale) la morte sia preferibile alla vita. Non bisogna allora stupirsi se in alcuni Paesi ai malati di demenza senile che non riescono più ad alimentarsi da soli si riducano le cure («Annals of Internal Medicine», agosto 2002) o si eviti di fornire l'idratazione, e se le persone con disabilità mentali sono diventate «invisibili» per il sistema sanitario («Lancet», 2008).

Ma, nel caso dei neonati, questo lasciare l'ultima parola ai genitori — spesso in preda all'angoscia e certamente non in possesso di cognizioni scientifiche — e legare la rianimazione alla disabilità futura, dà proprio l'idea di un'estensione a dopo la nascita delle leggi sull'aborto, con la differenza che qui non si provoca direttamente la morte, ma semplicemente si sospendono le cure, con analogo risultato. In un'epoca che a parole scrive i diritti dell'infanzia, ma nei fatti è pronta ad archiviarli quando questa infanzia non risponde a un modello ideale o alle attese.

In molti Paesi, significativamente in quelli a maggior benessere, esistono protocolli per non rianimare bambini nati con possibilità di sopravvivenza — in alcuni casi decisamente alta («Pediatrics» gennaio 2006) — per la possibilità residua di morire o di avere un handicap. E stupisce l'accettazione di questi protocolli da parte degli operatori: forse per un malinteso senso di solidarietà verso i parenti, o per un'avversione verso la disabilità che sconfina nell'eugenetica. Non risulta che nei Paesi dove questi protocolli sono in auge ci siano ospedali che si dissociano o operatori che facciano obiezione. Preoccupa seriamente che la rianimazione selettiva sia diventata una routine accettata come normale pratica clinica. Insomma, una banale consuetudine.

Carlo Bellieni
6 maggio 2011

Bello ieri a Roma, vero?

... bene, oggi tocca agli amici di San Miniato!

Amici toscani, non mancate, è un'occasione irripetibile!