lunedì 11 marzo 2013
Il cardinale Dolan è troppo simpatico.
http://www.rainews24.rai.it/it/video.php?id=32837
sabato 9 marzo 2013
A Milano le scuole portano i bambini allo spettacolo Piccolo Uovo, storia «di famiglie con due mamme o due papà» Leggi di Più: Piccolo Uovo a Milano. Invito alle scuole - da Tempi
venerdì 8 marzo 2013
Uomini e tristezza - Milano - A scuola arriva l'indottrinamento all'ideologia gay per bambini dai 3 agli 8 anni.
Gli insegnanti portano centinaia di bambini allo spettacolo ''Piccolo Uovo'', storia di famiglie con due mamme o due papà
Autore: Benedetta Frigerio - Fonte: Tempi
LEGGI >>> http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2673
Un aforisma al giorno
giovedì 7 marzo 2013
Dal prof. Carlo Bellieni - Il bebè guarito dall'HIV
Il bebè guarito dall'HIV
March 7th, 2013Avere l'AIDS è una tragedia, sentirsi responsabili di trasmetterlo al proprio figlio raddoppia la sofferenza. Aver forse trovato come curare i neonati ad alto rischio di AIDS è invece una vittoria di tutti, e questo sembra essersi realizzato in questi giorni in un ospedale del Mississipi: un bambino ad altissimo rischio di infezione da HIV è risultato completamente guarito dopo un trattamento precocissimo ed intensivo con farmaci detti "antiretrovirali". Finora esistevano cure ma che non avevano raggiunto questo livello di successo, certamente ancora tutto da verificare per non creare poi tristi disillusioni, ma ben augurante; successo simile a quanto era risultato dall'uso di cellule staminali adulte che avevano avuto di recente successo in Germania curando un adulto sieropositivo.
Oggi l'infezione da HIV è una pandemia e il binomio AIDS e gravidanza genera non solo dolore ma anche scelte negative: circa un settimo dei feti a rischio di nascere contagiati dall'AIDS vengono abortiti, secondo un recente studio italiano, e le donne sieropositive sono in certi contesti addirittura costrette alla sterilizzazione forzata (Reproductive Health Matters, 2012). Oggi possiamo forse uscire da questo quadro di terrore, eppure promettenti ricerche come quella che ha portato al successo sopracitato rischiano di non essere supportate da fondi sufficienti. Proprio il National Institute for Health, che ha finanziato lo studio che ha curato il bambino dall'AIDS, rischia in questi giorni di perdere 1,6 miliardi di dollari di budget. Lo stesso dicasi per le malattie rare, per le quali non esiste ancora una terapia risolutiva e per questo sono chiamate "malattie orfane": sono migliaia, ma la rarità delle singole patologie fa sì che esse siano trascurate dai principali investimenti pubblici e privati, come riporta la fondazione Telethon. E' ovvio allora che i criteri di supporto alla ricerca dovrebbero essere rivisti e portati più a contatto con le necessità delle parti deboli: anche la rivista Lancet nel 2009 riportava che la sovvenzione pubblica alle ricerche scientifiche è scarsamente correlata con il peso sui pazienti delle malattie studiate nelle ricerche che vengono finanziate.
Carenze nei fondi per la ricerca, ma anche per la cura: malaria, tubercolosi e tante altre malattie dilagano nei Paesi emergenti ancora in attesa di interventi radicali, mentre in Europa abbiamo assistito a tagli nella spesa pubblica che sono andati a colpire l'assistenza alle persone con malattie croniche.
Ma dai massmedia la complessità di questo problema non emerge e vengono chiesti con soffocante insistenza fondi e strutture solo per la ricerca su campi etici che fanno discutere – anche se non hanno ancora portato risultati – ma che sono di moda: primi su tutti gli studi sugli embrioni umani. E a leggere certi giornali, sembrerebbe che gli interessi della gente debbano focalizzarsi non sulla cura delle grandi patologie, ma sulla medicina estetica, sui vari tipi di fecondazione medica, di selezione embrionaria, e sulla ricerca esasperata di nuovi sistemi di selezione genetica prenatale, tante sono le pagine che dedicano a questi temi.
I successi nella cura dell'AIDS – malattia oggi diffusa soprattutto nelle popolazioni povere - ci portano allora a puntare il dito sulle priorità; fino agli anni '90 una donna sieropositiva aveva il 30% di possibilità di passare la malattia al figlio e oggi i trattamenti preventivi hanno ridotto questo rischio al 2% ma i farmaci necessari sono a portata di tutti, soprattutto nei Paesi emergenti? Oppure prevalgono altre scelte? Ed è sufficiente l'attuale livello della ricerca scientifica per le malattie diffuse soprattutto tra la fetta di popolazione che ha meno voce? Oggi più che mai serve distinguere cosa realmente è il diritto alla salute: per allocare i fondi, i governi devono scegliere se considerare questo diritto solo come la soddisfazione dei desideri dettata dalle leggi del mercato, o come il sostegno sociale alle situazioni più difficili e alle persone più deboli
mercoledì 6 marzo 2013
Il Movimento Distributista Italiano organizza una serie di incontri
Un aforisma al giorno
Convegno Chestertoniano - Piccole modifiche al programma (comunque il volantino di ieri riporta quello giusto!)
martedì 5 marzo 2013
Dal prof. Carlo Bellieni - Eugenetica e altri malanni (per dirla alla GKC...)
March 5th, 2013Turner syndrome: evaluation of prenatal diagnosis in 19 European registries.
Am J Med Genet A. 2004 Aug 15;129A(1):16-20.In questo studio, i feti con Sindrome Turner (bassa statura e bassa fertilità) sono abortiti nel 78% dei casi. Eugenetica o no?March 5th, 2013Outcome of fetuses with Turner syndrome: a 10-year congenital anomaly register based study.
J Matern Fetal Neonatal Med. 2012 Jan;25(1):68-73.Il 66% dei feti diagnosticati con Sindrome Turner vengono abortiti. E la S. Turner implica solo bassa statura e bassa fertilità (intelligenza e altri parametri sono normali)…
La salute dell'imperfezione
March 5th, 2013
Che cosa significa sentirsi in salute? Rispondere ai criteri dettati dalla moda irreale e perfezionista dominante oppure accettare l'imperfezione con carità e compassione?
Per rispondere a queste e altre domande relative al significato profondo del termine salute, ZENIT ha intervistato il dott. Carlo Valerio Bellieni neonatologo docente di Terapia Neonatale alla Scuola di Specializzazione in pediatria dell'Università di Siena. Membro dellaEuropean Society of Pediatric Research, del Direttivo Nazionale delgruppo di Studio sul Dolore della Società Italiana di Neonatologia e della Pontificia Accademia Pro Vita. È membro anche del direttivo nazionale dell'associazione Scienza e Vita ed è Segretario del Comitato di Bioetica della Società Italiana di Pediatria.Dottor Bellieni, in un articolo recentemente pubblicato dall'edizione di ZENIT in inglese Lei ha espresso un'originale visione della parola "salute", definendola come "lo stato di soddisfazione personale, supportato socialmente". Perché è importante domandarsi cosa significa davvero "salute"?
Bellieni: Perché il termine "salute" si accosta troppo spesso all'idea di perfezione fisica e mentale – sbagliando! - e questo ha due brutte conseguenze: la prima è che, in fondo, nessuno finisce per essere considerato davvero sano; la seconda è che, allora, tutti sono per forza insoddisfatti. Alla fine la salute, che consideriamo come un diritto, diventa invece un'utopia. Invece la salute è ben altro che un'utopica perfezione e questo ha delle ricadute sociali e politiche.
Ci spiega cosa intende per "salute"?
Bellieni: Provate a domandarvi quando non sentite di essere sani: vedrete che la risposta non è quella della pubblicità televisiva, cioè quando siete pressoché perfetti (che poi è quella che dà anche l'Organizzazione Mondiale della Sanità). Ma sentite di essere sani quando riuscite a fare le cose di tutti i giorni, o le cose che fanno tutti quelli della vostra età. Dunque il vecchio è sano se fa quello che piace fare ad un anziano; il bambino è sano se fa quello che piace fare ad un bambino. Insomma, si è sani se si è soddisfatti di quello che si riesce a fare, non se si fanno cose impossibili e allucinanti.
Dunque anche per il disabile è possibile sentirsi in salute?
Bellieni: Certo, basta però che non sia un "accontentarsi" o un "rassegnarsi". Per questo occorre un costante appoggio sociale.
È questa la ricaduta politica?
Bellieni: Sì, perché gli Stati devono mettere le politiche sociali al primo posto, quando scrivono le leggi finanziarie, mentre recentemente abbiamo notato in molti Paesi tagli gravissimi alle politiche sociali, con proteste dall'Inghilterra all'Italia. C'è poi un altro risvolto di un malinteso senso della parola salute.
Quale?
Bellieni: Se la salute è il pieno benessere, e se le leggi statali legano l'interruzione volontaria di gravidanza al rischio per la salute (cioè al rischio di perdere qualunque dettaglio della propria vita così come l'abbiamo programmata), è facile giustificare l'aborto come un rischio per la salute. Invece la salute, per essere definita tale, richiede di essere supportata socialmente, cioè di non lasciare nessuno solo di fronte alle scelte difficili della vita. Inoltre, rendere soggettiva l'idea di salute mostra un evidente paradosso che notiamo nel caso dell'aborto legalizzato: è l'unico punto in tutta la medicina in cui la paziente si auto-diagnostica il rischio per la salute e si auto-prescrive la terapia. Ma nel resto della medicina le cose non vanno così: serve oggettività ed esperienza.
Di chi è la responsabilità per recuperare il senso del termine "salute" e non cedere al soggettivismo e all'insoddisfazione?
Bellieni: In primo luogo dei mass-media, che legano troppo spesso la soddisfazione o il benessere al consumismo e a tutto quello che ne deriva. E che non mostrano la vera vita e le vere speranze delle persone malate. Penso che basterebbe mostrare lo sport dei disabili con intelligenza, per mostrare a che punte di eccellenza arriva la persona umana quando non è lasciata sola. Invece le Paralimpiadi sono trasmesse quasi di sfuggita e non le ha viste nessuno. Peccato.
E la politica?
Bellieni: Può fare molto se riprende a parlare un linguaggio culturale e "prepolitico", cioè di benessere vero delle persone, a parlare di sviluppo sostenibile, di difesa della vita debole e di ecologia, tre campi strettamente uniti e che sono curati da scienziati e studiosi che temono il decadimento della civiltà occidentale. Invece spesso la politica finisce col perdere le priorità e insegue più il benessere consumistico di una minoranza che il benessere vero della popolazione, cioè la ricerca di una salute correttamente intesa senza pretese eccessive e consumistiche.
(05 Marzo 2013) © Innovative Media Inc.
Convegno chestertoniano "Tutte le strade..." - 16 Marzo 2013 - Roma, Chiesa Nuova - Programma definitivo (fino al prossimo cambiamento...!)
CONVEGNO CHESTERTONIANO - TUTTE LE STRADE... - 16 Marzo 2013
Archivio della Chiesa Nuova, Roma
Programma definitivo (fino al prossimo cambiamento...!)
10.00 - Welcome / benvenuto - Raduno all'Archivio della Chiesa Nuova / Gathering at Chiesa Nuova’s Archive.
10.30 - Benvenuto di Sr Sabina Nicolini, Maestra delle Cerimonie / Brief welcome by Sr Sabina Nicolini, Conference's M.C. - Presentazione dei relatori / Introduction of the speakers
10.45 - don Spencer Howe - Una parola sul cuore dell'incontro / A word about the heart of the meeting
11.00 - Relatore I: Dale Ahlquist, presidente della Società Chestertoniana Americana / President of American Chesterton Society - All Roads... / Tutte le strade...
12.00 - Santa Messa alla Chiesa Nuova - Holy Mass at Chiesa Nuova
13.00 - Libero per pranzo fuori (pranzo al sacco alla residenza per i pellegrini) - free time for eating picnic lunch
15.05-15.35 - Relatore II: Paolo Gulisano - Chesterton, Roma e l'Italia, "una nazione di gentiluomini" / Chesterton, Rome and Italy, "a nation of gentlemen"
15.35-16.15 - Relatore III: rev. Paul Rowan - Un libro, una battaglia, un paesaggio, e un vecchio amico: verso un'apologetica aggiornata con GKC.
16.15-16.35 - Coffee break - pausa per caffè
16.45 - 17.05 - Relatore IV: Marco Sermarini, presidente della Società Chestertoniana Italiana - Chesterton è attuale? Il distributismo, una risposta ad un mondo in crisi / Is Chesterton still relevant? The Distributism, an answer to a doldrums world.
17.15-17.50 - Relatore V: Annalisa Teggi - Essere o non essere? Essere è la risposta di GKC - A spasso con GKC - La vita che rinverdisce sotto i nostri piedi / To be or not to be? To be is GKC's answer - A walk with GKC - The life that under our feet revives.
18.00 - Vespri Solenni / Solemn Vespers (Vespri cantati in latino / chanted Latin vespers) - S. Salvatore in Lauro.
18.30 - Banchetto a La Focaccia (vicina a Piazza Navona) - con musica, canti... / Banquet in La Focaccia Restaurant - with music, songs...
Cammino per le strade fino a Piazza Navona - A walk along the streets to Piazza Navona - Canti e divertimento / For singing and fun (Chesterton Academy students & Studenti della Scuola Chesterton).
Sarà l'occasione per celebrare il gemellaggio tra la Chesterton Academy di Minneapolis e la Scuola Libera "G. K. Chesterton" di San Benedetto del Tronto.
Chi volesse partecipare con noi al banchetto deve farcelo sapere tramite l'indirizzo di posta elettronica della nostra Società per chiarissime ragioni organizzative.
Altrettanto chiediamo, senza nessun vincolo, di farci sapere - stesso mezzo - chi pensa di partecipare al convegno.






