- John D'Orazio Primo libro Orthodoxy all'età di 15 anni. Non l'ho finito però, l'ho trovato un po' impegnativo a quell'età. L'ho ripreso lo scorso anno.
- Gilbert C. J. Orwell All'età di 19 anni Ortodossia. Di cui non ho capito una mazza e che ho quindi dovuto rileggere dopo qualche tempo.
- Leonardo Mariani Comunque, Un qualche libro di padre brown, nell' infanzia. Lo trovai palloso e mi fermai dopo poco. Verso i 20 presi in mano l'Osteria Volante e nulla fu più come prima.
- Andrea Nori Primo libro: a 17 anni "L'uomo che fu Giovedì" trovato dimenticato su uno scaffale in una libreria. Ortodossia letto intorno ai 45, ho contribuito anche a ristamparlo.
- Umberta Mesina Il primo incontro mi pare che sia stato "L'innocenza di Padre Brown" quando ero all'università, verso i 25 anni. "Ortodossia" l'ho ascoltato tutto due o tre volte (in inglese) ma non l'ho mai letto da cima a fondo, perché gli altri libri impilati sulla scrivania mi fanno gli occhiacci quando ci provo.
- Beatrice Nardini Il primo incontro tra la fine delle elementari e l'inizio delle medie, con L'uomo che fu Giovedì e due racconti di Padre Brown (La croce azzurra e L'onore di Israel Gow). Ho letto Ortodossia almeno tre volte... o sono quattro??? Non importa, tanto tra un po' di tempo tornerò a leggerlo...
- Paolo Pegoraro uh-oh, i commenti di cui sopra mi fan venire in mente che il mio primo incontro risale a molti anni prima... ma ai tempi non sapevo che GKC fosse GKC
1 - a dieci anni, il Padre Brown a fumetti illustrato da Landolfi allegato a «Il Giornalino»... ricor...Altro... - Maria Grazia Gotti io del Padre Brown di Rascel ricordavo solo la sigla.. però è stato quel ricordo che in una serata d'inverno ha guidato il mio acquisto de L'innocenza di Padre Brown a una bancarella di libri usati vicino alla fermata del bus (ero alle ultime pagine di un libro... ma non ricordo assolutamente quale!)... o meglio: io credo fermamente che chi ha guidato l'acquisto sia Chesterton... servendosi del ricordo di Rascel
- Andrea Nori Giusto. La domanda era sul libro ma il mio primo incontro con GKC risale a quando ero bambino e guardavo le avventure di Padre Brown con Rascel in tv (rigorosamente in bianco e nero) con Arnoldo Foà nella parte di Flambeau.
martedì 11 novembre 2014
lunedì 10 novembre 2014
Tweet da AmChestertonSoc (@AmChestertonSoc) - Un interessante articolo di Joseph Pearce su GKC e T. S. Eliot
![]() | AmChestertonSoc (@AmChestertonSoc) |
|
Friends or enemies? A terrific post by Joseph Pearce. fb.me/30N4e5tNy
| |
Etichette:
Il nostro Gilbert
,
T. S. Eliot
domenica 9 novembre 2014
Tweet da John Médaille (@JohnMedaille) - Interessante il distributismo della Contea, noi con Caldecott lo sosteniamo da tempo...
![]() | John Médaille (@JohnMedaille) |
Distributism in the Shire: The Political Kinship of Tolkien & Belloc theimaginativeconservative.org/2014/11/distri… | |
sabato 8 novembre 2014
Tweet da G.K. Chesterton (@GKCDaily) - Veramente tonante e vero
![]() | G.K. Chesterton (@GKCDaily) |
When people begin to ignore human dignity, it will not be long before they begin to ignore human rights. | |
venerdì 7 novembre 2014
Tweet da DGB (@donBenna)
![]() | DGB (@donBenna) |
@Sochest direi a 20 anni Le avventure di un uomo vivo (il più riletto) #ortodossia letto un paio di volte. | |
Tweet da ن Matteo Donadoni ن (@matteodona)
![]() | ن Matteo Donadoni ن (@matteodona) |
@Sochest UOMO VIVO... a 30 anni sob! :( ... Ortodossia in cantiere... | |
Giochino chestertoniano: dite il nome del libro e l'età a cui avete iniziato a leggere Chesterton. Dire anche quante volte si è letto Ortodossia.
Lo stanno facendo i nostri fantasiosi fratelli chestertoniani americani, allora lo riproponiamo anche noi, l'idea ci piace
Il giochino è semplice, è scritto nel titolo del post, potete rispondere tramite i commenti. Semplice. Poi li metteremo a disposizione di tutti. Potete farlo anche su Facebook o su Twitter.
Dai che ci divertiamo un po'.
Cominciamo con i commenti di Maria Grazia Gotti (che ci ha fatto conoscere il giochino e collabora col blog):
"Per me il primo libro è stato L'Innocenza di Padre Brown. Avevo 36 o 37 anni. Ortodossia a 42. Anche io, letto una volta tutto intero e ripreso a spizzichi (ma prima o poi lo rileggerò dall'inizio alla fine!)".
Maria Grazia! Noi pensavamo avessi diciotto anni...! Che rivelazione strepitosa!
E quindi Filippo Savarese:
"«Ortodossia» a 18 anni. Letto una volta tutt'intero più miriadi di letture sparse...".
Poi tocca al presidente, Marco Sermarini:
"L'Uomo che fu Giovedì a venticinque anni durante il servizio militare, spesso leggendolo in treno. Ortodossia una quantità di volte che non ricordo, c'è il capitolo La Bandiera del Mondo (The Flag of the World) che sta cadendo a pezzi".
Etichette:
Giochino chestertoniano
martedì 4 novembre 2014
Un aforisma al giorno (approfondiamo il tema...)
"La verità è che è un grave errore supporre che lʼassenza di convinzioni precise conferisca alla mente libertà e agilità. Un uomo che crede in qualcosa è pronto e arguto, perché ha tutte le sue armi. Può applicare il suo esperimento allʼistante".
Gilbert Keith Chesterton, Eretici
"Un uomo con una convinzione precisa (...) appare sempre bizzarro, perché non muta col mondo; egli si è issato fino a una stella fissa, e la terra rotea sotto di lui come uno zootropo. Milioni di miti uomini in giacchetta nera si dichiarano sani di mente e ragionevoli solo perché afferrano al volo la fola del momento, perché vengono sospinti da una pazzia allʼaltra dal maelstrom del mondo".
Gilbert Keith Chesterton, Eretici
Etichette:
Un aforisma al giorno
Un aforisma al giorno (per invogliare a leggere Capelli spaccati in quattro...)
"Non c'è nulla di così stupendamente stupido quanto il detto comune: 'La religione non può dipendere da minuziose dispute di dottrina'".
Gilbert Keith Chesterton, Il soprannaturale è naturale (in origine in un articolo pubblicato su Il Frontespizio)
Perla di chiarezza, cannonata contro l'assurdo.
Etichette:
Il Frontespizio
,
Il soprannaturale è naturale
,
Un aforisma al giorno
lunedì 3 novembre 2014
Un Chesterton attualissimo in tempi di sinodi creativi...
Chesterton non potrà mai essere portato dalla parte dei novatori creativi in tema di famiglia, dottrina e altro... Leggere per credere (ancora grazie ad Angelo Bottone che sei anni fa riscoprì per noi questo bellissimo articolo edito poi ne Il soprannaturale è naturale).
Capelli spaccati in quattro
Le discussioni teologiche sono sottili ma non magre. In tutta la confusione della spensieratezza moderna, che vuol chiamarsi pensiero moderno, non c'è nulla forse di così stupendamente stupido quanto il detto comune: "La religione non può mai dipendere da minuziose dispute di dottrina". Sarebbe lo stesso affermare che la vita umana non può mai dipendere da minuziose dispute di medicina.
L'uomo che si compiace dicendo: "Non vogliamo teologi che spacchino capelli in quattro", sarebbe forse d'avviso di aggiungere: "e non vogliamo dei chirurghi che dividano filamenti ancora più sottili".
È un fatto che molti individui oggi sarebbero morti se i loro medici non si fossero soffermati sulle minime sfumature della propria scienza: ed è altrettanto un fatto che la civiltà europea oggi sarebbe morta se i suoi dottori di teologia non avessero argomentato sulle più sottili distinzioni di dottrina. Nessuno scriverà mai una Storia d'Europa un po' logica finché non riconoscerà il valore dei Concili, della Chiesa, quelle collaborazioni vaste e competenti che ebbero per scopo di investigare mille e mille pensieri diversi per trovare quello unico della Chiesa.
I grandi Concili religiosi sono di un'importanza pratica di gran lunga superiore a quella dei Trattati internazionali, perni sui quali si ha l'abitudine di far girare gli avvenimenti e le tendenze dei popoli. I nostri affari di oggi stesso, infatti, sono ben più influenzati da Picea ed Efeso, da Trento e Basilea, che da Utrecht o Amiens o, Versailles. In quasi tutti i casi vediamo che la pace politica ebbe per base un compromesso: la pace religiosa invece si fondava su di una distinzione. Non fu affatto un compromesso dire che Gesù Cristo era vero Dio e vero Uomo, come fu invece un compromesso la decisione che Danzica sarebbe stata in parte polacca ed in parte tedesca: era bensì la dichiarazione di un principio la cui perfetta pienezza lo distingueva sia dalla teoria ariana, sia da quella monofisita. E questo principio ha influito e influisce tuttora sulla mentalità di Europei, da ammiragli a fruttivendole, che pensano (sia pure vagamente) a Cristo come a qualcosa di Umano e Divino nello stesso tempo. Mentre il domandare alla fruttivendola quali siano per lei le conseguenze pratiche del Trattato di Utrecht, sarebbe meno che fruttuoso.
Tutta la nostra civiltà risulta di queste vecchie decisioni morali, che molti credono insignificanti. Il giorno in cui furono portate a termine certe note contese di metafisica sul Destino e sulla Libertà, fu deciso anche se l'Austria dovesse o no somigliare all'Arabia, o se viaggiare in Ispagna dovesse essere lo stesso che viaggiare nel Marocco. Quando i dogmatici fecero una sottile distinzione fra la sorta di onore dovuto al matrimonio e quello dovuto alla verginità, stamparono la civiltà di un intero continente con un marchio di rosso e di bianco, marchio che non tutti rispettano, ma che tutti riconoscono, anche mentre l'oltraggiano.
Nello stesso modo, allorché si stabilì la differenza tra il prestito legale e l'usura, nacque una vera e propria coscienza umana storica, che anche nello spettacoloso trionfo dell'usura, nell'età materialistica, non si è potuto distruggere. Quando San Tommaso D'Aquino definì il diritto di proprietà e nello stesso tempo gli abusi della falsa proprietà, fondò la tradizione di una schiatta di uomini, riconoscibili allora e ora, nella politica collettiva di Melbourne e di Chicago: e ciò staccandosi dal comunismo coll'ammettere i diritti della proprietà, ma anche protestando, in pratica, contro la plutocrazia.
Le distinzioni più sottili hanno prodotto i cristiani comuni: coloro che credono giusto il bere e biasimevole l'ubriachezza; coloro che credono normale il matrimonio e anormale la poligamia; coloro che condannano chi colpisce per primo ma assolvono chi ferisce in propria difesa; coloro che credono ben fatto scolpire le statue e iniquo adorarle: tutte queste sono, quando ci si pensa, molto fini distinzioni teologiche.
Il caso delle statue è particolarmente importante in questo argomento. Il turista che visita Roma è colpito dalla ricchezza, quasi sovrabbondanza, di statue che vi si trovano, or bene, il fatto dell'importanza dei Concili diviene ancora più impressionante quando tutto l'avvenire artistico di una terra dipende da una sola distinzione, e la distinzione stessa da un solo Uomo. Fu il Papa, solo, che rilevò la differenza tra venerazione delle immagini e idolatria. Fu lui solo a salvare tutta la superficie artistica dell'Europa e di conseguenza l'intera carta geografica del mondo moderno, dall'essere nuda e priva dei rilievi dell'Arte. Nel difendere quest'idea, il Pontefice difendeva il San Giorgio di Donatello e il Mosè di Michelangiolo, e com'egli fu forte e deciso in Roma così il David sta gigantesco su Firenze, ed i graziosi putti dei Della Robbia sono apparsi come squarci di azzurro e nubi nel Palazzo di Perugia, e nelle celle di Assisi. Se dunque una tale distinzione teologica è un filo sottile, tutta la Storia dell'Occidente è sospesa a quel filo; se non è che un punto di affermazione, tutto il nostro passato è in equilibrio su di esso.
G. K. Chesterton
(Trad. dall'inglese di G. Sodi-Cosgrave)
Il Frontespizio, ottobre 1934, annata XII, pp. 8-9.
Etichette:
Il Frontespizio
,
Un aforisma al giorno
domenica 2 novembre 2014
sabato 1 novembre 2014
venerdì 31 ottobre 2014
Tweet da Calvin and Hobbes (@Calvinn_Hobbes) - Calvin ed Hobbes praticamente chestertoniani!
![]() | Calvin and Hobbes (@Calvinn_Hobbes) |
Leggete, merita davvero!
mercoledì 29 ottobre 2014
Chesterton è attuale - Chesterton per il Wall Street Journal è "notable and quotable" (notevole e citabile)
E' una pagina (in inglese) a noi ben nota perché parte della raccolta (inventata da noi con la collaborazione del Centro Missionario Francescano) La Nonna del Drago ed altre serissime storie.
La riporta il Wall Street Journal, strano, no? Evidentemente Chesterton supera tutte le barriere.
http://online.wsj.com/articles/notable-quotable-g-k-chesterton-1413586617#livefyre-comment
La riporta il Wall Street Journal, strano, no? Evidentemente Chesterton supera tutte le barriere.
http://online.wsj.com/articles/notable-quotable-g-k-chesterton-1413586617#livefyre-comment
Etichette:
La Nonna del Drago
,
Wall Street Journal
lunedì 27 ottobre 2014
Scovato da Nancy Carpentier Brown, ecco cosa vi proponiamo...
Si tratta della partitura "illustrata" del canto How far is it to Bethlehem? il cui testo è stato scritto da Frances Blogg sposata Chesterton, la moglie del nostro caro Gilbert.
E' originale di quei giorni, come vedete.
Di questo canto abbiamo parlato anche altrove, grazie alla nostra cara Nancy Carpentier Brown, elemento di spicco del braccio di Chicago della American Chesterton Society, che abbiamo avuto modo di conoscere lo scorso settembre, avendoci invitato ad uno dei loro raduni chestertoniani in uno splendido pub alle porte di Chicago, con tanto di pelle d'orso e testa di bisonte appese ai muri!
Trovate altre belle tracce qui e qui. Nancy sta lavorando molto sulla persona di Frances, di cui non si è ancora detto abbastanza, e la ringraziamo per questo.
Etichette:
American Chesterton Society
,
Frances Blogg
,
Gli ami
,
How far is it to Bethlehem?
,
I nostri amici
domenica 26 ottobre 2014
Tweet da ShepHistory (@BSHistory77) - 22/10/1935 Hilaire Belloc all'University College Dublin
![]() | ShepHistory (@BSHistory77) |
#OnThisDay 1935, 1 of founders of Distributism. H. Belloc gives lecture in UCD on 'The Nature of Historical Evidence' pic.twitter.com/fBNgF7haEY | |
Etichette:
Hilaire Belloc
giovedì 23 ottobre 2014
Tweet da Uomovivo in Sapienza (@Uomovivo_Roma1)
Etichette:
Manalive
Tweet da Uomovivo in Sapienza (@Uomovivo_Roma1)
![]() | Uomovivo in Sapienza (@Uomovivo_Roma1) |
Il destino di ogni buon dialogo è diventare un eccellente simposio! #Chestertoniani al #brindisi! pic.twitter.com/HNMm2awiVD | |
Etichette:
Manalive
Un graditissimo e commovente messaggio (con dono) di una nostra socia
"Carissima Elisa e Segretari Volanti tutti,
oggi e' giorno di riposo, pulizie e bollette e cosi' ho provveduto ai miei doveri e qui sotto la foto.
Vorrei fare una precisazione: la quota da me versata non e' un errore, ma e' voluta ed e' assolutamente interessata. Queste le ragioni:
1. E' la mia quota
2. perché essendo GKC cattolico, voglio creder che lui e i chestertoniani preghino per me;
3. perche' magari ci sono amici che vorrebbero fare parte di questa associazione (infatti nella parte della bolletta con piu' spazio ho specificato "aspiranti chestertoniani") e non possono (ho immaginato un'adozione a distanza tipo "adotta anche tu un piccolo chestertoniano":-);
4. poi penso che come tutte le associazioni abbiate spese e quindi visto che sono lontana dalla vostra contea, per lo meno fisicamente, partecipo diciamo con il cuore;
5. se dovessi finire sul lastrico, ho così la speranza che un chestertoniano mi dara' un posto ove collocare il mio sacco a pelo ed un boccale di birra! :-)
Ok?
Un caro saluto a tutti
Livia"
E Livia ci ha dato cento euro e la sua quota.
Noi ringraziamo commossi perché ha centrato tutto, dalla quota alla birra, coglie lo spirito del nostro impegno quotidiano e vi chiediamo allora di pregare per lei (il nome è di fantasia ma le preghiere arrivano lo stesso!).
oggi e' giorno di riposo, pulizie e bollette e cosi' ho provveduto ai miei doveri e qui sotto la foto.
Vorrei fare una precisazione: la quota da me versata non e' un errore, ma e' voluta ed e' assolutamente interessata. Queste le ragioni:
1. E' la mia quota
2. perché essendo GKC cattolico, voglio creder che lui e i chestertoniani preghino per me;
3. perche' magari ci sono amici che vorrebbero fare parte di questa associazione (infatti nella parte della bolletta con piu' spazio ho specificato "aspiranti chestertoniani") e non possono (ho immaginato un'adozione a distanza tipo "adotta anche tu un piccolo chestertoniano":-);
4. poi penso che come tutte le associazioni abbiate spese e quindi visto che sono lontana dalla vostra contea, per lo meno fisicamente, partecipo diciamo con il cuore;
5. se dovessi finire sul lastrico, ho così la speranza che un chestertoniano mi dara' un posto ove collocare il mio sacco a pelo ed un boccale di birra! :-)
Ok?
Un caro saluto a tutti
Livia"
E Livia ci ha dato cento euro e la sua quota.
Noi ringraziamo commossi perché ha centrato tutto, dalla quota alla birra, coglie lo spirito del nostro impegno quotidiano e vi chiediamo allora di pregare per lei (il nome è di fantasia ma le preghiere arrivano lo stesso!).
Un aforisma al giorno
Tutte le strade portano a Roma: è uno dei motivi per cui molta gente a Roma non ci arriva mai.
Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia
Etichette:
Un aforisma al giorno
Un aforisma al giorno
Stiamo precedendo nella direzione che porterà a creare una razza di persone troppo modesta intellettualmente per credere nella tavola pitagorica.
Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia
Etichette:
Un aforisma al giorno
Un aforisma al giorno
Per quanto i cieli siano tranquilli, e freschi i prati, non possiamo dimenticare che se solo ci riuscisse di comprendere quale ne è il loro significato, esso sarebbe grandioso e straziante.
Gilbert Keith Chesterton, La Nonna del drago e altre serissime storie
Etichette:
Un aforisma al giorno
domenica 19 ottobre 2014
Tweet da Rorate Caeli (@RorateCaeli) - Benson: La Messa, la Preghiera, il Rosario - nient'altro serve".
![]() | Rorate Caeli (@RorateCaeli) |
Benson at 100: "The Mass, Prayer, the Rosary — nothing else can avail" bit.ly/1vy30UA | |
Paolo VI beato. Amava Chesterton e lo recensì
In questo post e in quest'altro trovate la recensione di Ortodossia e quella del San Francesco a firma di Giovanni Battista Montini, papa Paolo VI, oggi beato.
Gli scritti sono tratti rispettivamente dalle riviste Il Frontespizio e Studium e torniamo a dare atto che li dobbiamo alla pazienza e all'amore per le cose belle di Angelo Bottone che li riesumò alcuni anni fa. Sempre grati.
Etichette:
Buona lettura
,
Chesterton in altre parole
,
Paolo VI
sabato 18 ottobre 2014
Giuseppe Brienza e Fabio Trevisan questa sera su Radio Maria
Questa sera alle ore 21.00 Radio Maria vedrà come protagonisti gli amici Fabio Trevisan e Giuseppe Brienza in una trasmissione sulla Dottrina Sociale della Chiesa.
Non mancate.
Non mancate.
giovedì 16 ottobre 2014
Tweet da Jeff Rother (@JRArchSPM)
![]() | Jeff Rother (@JRArchSPM) |
@AmChestertonSoc @IgnatiusPress Am I taking #Chesterton seriously enough, standing on my head? #IReadEverywhere pic.twitter.com/VeSlgzFAyd | |
mercoledì 15 ottobre 2014
Cristiada, un'epopea che riaffiora - di Paolo Gulisano (da Il Sussidiario)
Da oggi in Italia è finalmente distribuito il film Cristiada. Una lunga inspiegabile attesa ha termine, e finalmente sarà possibile vedere sul grande schermo questo film che rievoca una delle pagine più drammatiche e commoventi della storia del Ventesimo secolo: l'epopea dei Cristeros, i martiri messicani uccisi per la fede negli anni 20 e 30 dello scorso secolo. Un film a sua volta epico, commovente, con grandi interpreti come Andy Garcia e un intensissimo Peter O'Toole, con il grande attore irlandese recentemente scomparso alla sua ultima interpretazione. Come spiegare il lungo boicottaggio subito da questo film, che ha tutti gli ingredienti per avere successo: spettacolarità, plot narrativo avvincente, grandi interpreti? Cosa disturba di questa storia di martirio di un popolo? Occorre anzitutto partire da una premessa ineludibile: La storia viene scritta dai vincitori: tale affermazione è comunemente e largamente accettata. Gli stessi vinti hanno imparato a leggere tra le righe di quanto viene detto sulle loro vicende. Spesso dalle versioni ufficiali prendono vita le contro- storie, i tentativi -magari ostacolati anche duramente - di proporre ipotesi diverse, di far sentire altre voci, di cercare altre ragioni. Il dramma è quando la storia non viene scritta.
Peggio della damnatio memoriae non c'è che l'assenza di memoria: dimenticare, come se nulla fosse accaduto, o far finta di non ricordare, che comunque dà il medesimo esito: la relegazione nell'oblio. Tale operazione - sempre e comunque scorretta - appare addirittura paradossale in un 'epoca come la nostra che si avvale di numerosissimi strumenti di lavoro per gli storici nonchè possibilità di comunicazione e accesso all'informazione. Nel corso del Ventesimo secolo, dolorosamente percorso da immani tragedie, risultato non solo dei diversi totalitarismi ma soprattutto del clima ideologico e culturale venutosi a determinare dopo duecento anni di sogni (o sarebbe meglio dire incubi) della ragione, che ha voluto violentare la natura e l'uomo in forza delle pretese dell'utopia e delle sue realizzazioni pratiche, si è verificato un evento di considerevole importanza e che incredibilmente è stato soggetto ad una lunga censura storiografica, la rivolta dei Cristeros. Si trattò di una grande insurrezione, di una guerra civile che ebbe luogo in un paese importante come il Messico, che durò tre anni e che si trascinò poi per moltissimo tempo, lasciando effetti duraturi sulla struttura politica e sociale del paese, e determinando in maniera irreversibile il destino non solo messicano, ma forse dell'intero sub-continente latino- americano. Fu un conflitto che si determinò con caratteristiche che pure dovrebbero attirare l'attenzione degli studiosi , in primo luogo, ma anche di chi abbia a cuore valori come la libertà, i diritti umani, la giustizia sociale: la rivolta dei cristeros fu infatti il più importante moto autonomo contadino avvenuto nell'America Latina in tutto il ventesimo secolo, e certamente uno dei principali a livello mondiale. La rivolta fu soprattutto la reazione di una società contadina, tradizionale, cattolica, all'aggressione perpetrata dallo stato autoritario uscito dalla rivoluzione degli anni Dieci, uno stato formalmente espressione della rivoluzionaria volontà popolare, ma in realtà profondamente estraneo al popolo "vero", quello che viveva nei barrios delle grandi città come quello delle campagne, come gli indios delle foreste.
Una rivoluzione, quella messicana, che ha goduto altresì, rispetto ai cristeros, di ottima ( e immeritata) fama, di vasta pubblicistica, persino dell'onore di essere considerata - sino alla rivoluzione cubana di Fidel Castro- il più importante rivolgimento dell'ordine politico e sociale avvenuto nell'America Latina, in grado di produrre, a differenza degli infiniti "pronunciamientos" succedutisi in precedenza nel continente- una reale e radicale trasformazione. Non eviteremo, in queste pagine, di rivisitare criticamente anche questo mito, consolidatosi comunemente ormai come realtà all'attenzione dell'opinione pubblica.
Il martirio del Messico, dove andò al potere agli inizi degli anni '20 un potere massonico ferocemente antireligioso che si proponeva di sradicare il Cristianesimo dal Messico, è un esempio paradigmatico di storia negata.
I cristeros combatterono, soffrirono e morirono per la loro fede, per difendere la libertà religiosa, ossia, -detto in termini pratici, la possibilità stessa di accedere ai sacramenti. di avere, per sè e i propri figli un'istruzione cristiana , di poter trasmettere e comunicare liberamente la fede stessa. Questo sacrificio di sangue che settant'anni fa vide una intera nazione cattolica brutalizzata da un governo che si era prefisso di estirpare dal popolo ogni radice di religiosità, è senz'altro meritevole di giungere ad interpellare e, perchè no?, a scuotere e a commuovere gli animi e le coscienze spesso pigri, intorpiditi dei credenti Quello dei Cristeros è stato il martirio tipico del XX secolo, epoca caratterizzata dai reiterati tentativi di costruire, oltre che nuove società, "uomini nuovi".
Questi tentativi hanno tutti lasciato dietro di sè una spaventosa scia di sangue. La rivoluzione messicana fa parte, a buon diritto, della schiera di questi "esperimenti" poligenetici, e analogamente agli altri scatenò la furia rabbiosa della persecuzione contro la religione, contro ciò che costituiva l'anima della nazione messicana, il suo tessuto connettivo, il fondamento stesso dell'ordine civile e umano. In una rivoluzione, in ogni tentativo di esercizio arbitrario e totalitario del potere, è necessario colpire anzitutto la Libertas Ecclesiae. Laddove infatti la Chiesa è libera nell'adempimento della sua missione, cioè andare con Cristo incontro agli uomini, laddove c'è libertà per la Chiesa, c'è inevitabilmente libertà per l'uomo: "la Verità vi farà liberi". Per questo motivo nel nostro secolo le guerre sono state, soprattutto, guerre contro la religione. Ogni progetto di nuovo ordine e di uomo nuovo è stato impegnato in primo luogo nello sbarazzarsi, ideologicamente e materialmente, della ingombrante presenza di chi ha avuto la pretesa di definirsi Via, Verità e Vita.
I Cristeros, da Padre Vega al generale Goroztieta fino all'ultimo dei volontari, fino al più piccolo, come il ragazzo-martire Josè Del Rio, come ogni martire per la fede in tutta la storia della Chiesa, erano molto di più che degli avversari politici, dei membri di una fazione avversa al potere di turno: erano dei testimone di questa Verità e di questa Via, testimoni per mezzo di una vita intensa, credibile, affascinante, e per questo insopportabile per il nemico.
Guardare alla storia tragica e splendida dei Cristeros significa comprendere cos'è il Cristianesimo, e perché valga la pena battersi per Cristo Re, anche quando è la Chiesa stessa ( o per meglio dire alcuni prelati) a tradire, per paura, per debolezza, per cercare di compiacere il mondo. I Cristeros, abbandonati dalle gerarchie, abbandonati dalla Curia romana, continuarono a restare aggrappati a Cristo, che non vollero tradire, che non vollero abbandonare. Una tragedia splendida che ci insegna molto per il presente e il futuro della Chiesa.
Paolo Gulisano
martedì 14 ottobre 2014
lunedì 13 ottobre 2014
E' on line il nuovo sito della Scuola Libera Gilbert Keith Chesterton
http://scuolachesterton.org
Eccolo!
Sinora le notizie venivano pubblicate di tanto in tanto sul blog della cooperativa che la gestisce e da cui è nata, ora però la Scuola Libera Gilbert Keith Chesterton ha un suo spazio nella rete, per cui vi invitiamo a visitarlo perché vi potrete trovare le foto ed i racconti ed anche le informazioni pratiche su questa iniziativa totalmente chestertoniana.
Anzi, diffondetelo. Ci chiedete sempre come si fa a realizzare il distributismo e il pensiero di Chesterton nella vita concreta, ecco qua tutto in poco spazio!
Eccolo!
Sinora le notizie venivano pubblicate di tanto in tanto sul blog della cooperativa che la gestisce e da cui è nata, ora però la Scuola Libera Gilbert Keith Chesterton ha un suo spazio nella rete, per cui vi invitiamo a visitarlo perché vi potrete trovare le foto ed i racconti ed anche le informazioni pratiche su questa iniziativa totalmente chestertoniana.
Anzi, diffondetelo. Ci chiedete sempre come si fa a realizzare il distributismo e il pensiero di Chesterton nella vita concreta, ecco qua tutto in poco spazio!
sabato 11 ottobre 2014
Su Pump Street - Chesterton Review 2013
Nel quarantennale la Review esce col numero 2013 in edizione italiana.
Un numero bellissimo con tanti contributi ed inediti. Boyd, Quinn, Sermarini, Gilley, Belloc, Cecchi Pieraccini.
Su Pump Street, il negozio Distributista on line.
Un numero bellissimo con tanti contributi ed inediti. Boyd, Quinn, Sermarini, Gilley, Belloc, Cecchi Pieraccini.
Su Pump Street, il negozio Distributista on line.
giovedì 9 ottobre 2014
Chesterton bussa alle porte del Sinodo grazie ai coniugi Grygiel - da www.chiesa
"[…] Chesterton ha detto che non abbiamo bisogno di una Chiesa mossa dal mondo ma di una Chiesa che muove il mondo. Parafrasando queste parole possiamo dire che oggi le famiglie, quelle in crisi e quelle felici, non hanno bisogno di una pastorale adeguata al mondo ma di una pastorale adeguata all'insegnamento di Colui che sa che cosa desidera il cuore dell'uomo".
Il resto lo trovate nel collegamento qui sotto:
http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1350891
Il resto lo trovate nel collegamento qui sotto:
http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1350891
Un aforisma al giorno
Il Giudaismo con la sua oscura sublimità lasciò scritto che se l'uomo vedesse Dio ne morirebbe. Il Cristianesimo giudica (con una fatalità ancor più catastrofica) che se vede Dio vivrà per sempre.
Gilbert Keith Chesterton, La Nonna del drago e altre serissime storie
Etichette:
Un aforisma al giorno
mercoledì 8 ottobre 2014
Apriamo la campagna "Adotta un sinodale"
È aperta la campagna "Adotta un sinodale".
Noi chestertoniani vorremmo, come battezzati e quindi come figli legittimi della Chiesa Cattolica, dire la nostra ed essere ascoltati in occasione del Sinodo straordinario sulla famiglia, dare il nostro contributo, insomma.
Allora vorremmo regalare a ciascun sinodale una copia del volume qui sotto, che il nostro Chesterton partorì quando ancora era anglicano. Pensiamo sia utilissimo e che contenga tutte le risposte che il popolo di Dio e il mondo aspetta (molte forse sono risposte attese ma non desiderate). Scioglierebbe davvero molti nodi che sembrano aver improvvisamente attanagliato le menti di cardinali, vescovi e teologi.
Chesterton non vedeva l'ora di dirla, la verità! E oggi casca proprio a proposito, vero, amici?
D'altronde pensiamo che sia una lettura gradita e ben accetta a molti sinodali, Santo Padre compreso, perché sappiamo della passione e del rispetto che molti di loro nutrono per Chesterton. Abbiamo dato testimonianza di ciò dall'inizio dell'esistenza di questo blog.
La campagna consiste nell'acquisto di una o più copie del volume (€ 14,00) da spedire a ciascun sinodale. Chiediamo il vostro aiuto perché i partecipanti sono tanti e noi chestertoniani poveri, ma sarebbe un peccato non avere sul comodino e nell'aula sinodale una copia di questo volume che aiuta, aiuta, aiuta tantissimo!
Spazza via tante nuvole nere dalle nostre teste con la sola forza della ragione.
Qualche assaggio ve lo manderemo più tardi, e se qualcuno volesse inviarlo ai sinodali sarebbe vere dignum et justum.
D'altronde Emilio Cecchi non disse che Chesterton era un novello Padre della Chiesa? Ecco, noi ne siamo convinti e vorremmo farlo lavorare!
Date la vostra adesione esclusivamente al nostro indirizzo di posta elettronica societachestertoniana@gmail.com (solo all'email: no blog, no facebook, no Twitter), inviate la somma sul nostro conto corrente postale e vi diremo quale sinodale avrete adottato, così pregherete anche per lui.
Etichette:
Campagna Adotta un sinodale
,
La superstizione del divorzio
martedì 7 ottobre 2014
Tweet da ImaginativeConservat (@imaginativecons)
Tweet da Chesterton Library (@GKCLibrary)
![]() | Chesterton Library (@GKCLibrary) |
Save the date Chesterton fans! More details to follow... pic.twitter.com/8uFy6PED2u | |
7 Ottobre Festa della Madonna del Rosario, la Madonna della Vittoria...
Oggi è il giorno della Madonna del Rosario, la Madonna della Vittoria di Lepanto.
Una buona giornata e tantissimi motivi per pregarLa.
Una buona giornata e tantissimi motivi per pregarLa.
Etichette:
Lepanto
Tweet da Soc Chestertoniana (@Sochest)
![]() | Soc Chestertoniana (@Sochest) |
Oggi è il giorno della Madonna del Rosario, la Madonna della Vittoria di Lepanto. Una buona giornata e tantissimi motivi per pregarLa. | |
Etichette:
Lepanto
Tweet da AmChestertonSoc (@AmChestertonSoc)
![]() | AmChestertonSoc (@AmChestertonSoc) |
The Forgotten Political Writings of #Belloc and #Chesterton now on demand! vimeo.com/ondemand/acs20… #thomasmore | |
lunedì 6 ottobre 2014
The Sierra Leone Chesterton Center (SLCC) | Sierra Leone Chesterton Center - Ecco il sito!
sierraleonechestertoncenter.com/2014/10/06/the-sierra-leone-chesterton-center-slcc
Ecco il neonato sito internet del Sierra Leone Chesterton Center!
Ecco il neonato sito internet del Sierra Leone Chesterton Center!
Visitatelo!
Un aforisma al giorno
«I grandi finanzieri comprano e vendono migliaia di cose che nessuno vede e che sono del tutto prive di usi pratici. E così finisce l'avventura di affidarsi soltanto ai fatti; finisce nel paese dei sogni popolato da fantastiche astrazioni. Dobbiamo ritornare all'idea di governare per mezzo delle idee».
Gilbert Keith Chesterton, La mia fede (titolo originale: The Thing)
Etichette:
Un aforisma al giorno
domenica 5 ottobre 2014
Tweet da G.K. Chesterton (@ChestertonQuote) - GKC su Scozia e Irlanda
![]() | G.K. Chesterton (@ChestertonQuote) |
I am quite certain that Scotland is a nation; I am quite certain that nationality is the key of ... - goo.gl/BNKhLW #GKCHESTERTON | |
Iscriviti a:
Post (Atom)
























