mercoledì 3 giugno 2015
Ci siamo! 30 Giugno 2015, ore 19.30, Chesterton Day!
Verranno padre John Udris, il sacerdote inglese che si sta occupando dell'indagine sulla possibilità di aprire il processo di beatificazione di Gilbert; e Dale Ahlquist, presidente della American Chesterton Society e cofondatore della Chesterton Academy di Edina (Minnesota).
Che volete di più?
Vi aspettiamo!
martedì 2 giugno 2015
Tweet di G.K. Chesterton su Twitter
![]() | G.K. Chesterton (@GKCDaily) |
WWI occurred especially because big nations wished to be bigger, or, in other words, because each State wanted to be the World State. | |
lunedì 1 giugno 2015
Il pozzo e le pozzanghere, di Fabio Trevisan (da Riscossa Cristiana)
"Il mondo è come lo videro i santi e i profeti, non sta andando né meglio né peggio. Il mondo fa sempre e soltanto una cosa sola: traballa. Lasciato a se stesso non va da nessuna parte".
Nella difesa della Chiesa cattolica e delle sue tradizioni, Gilbert Keith Chesterton aveva individuato nel pozzo un'immagine che contrastava con le pozzanghere della società secolarizzata. Già nel precedente romanzo, "Le avventure di un uomo vivo", s'era scagliato contro la superficialità culturale delle pozzanghere, attaccando tutte quelle sterili istituzioni accademiche e la loro parvenza di profondità, un po' come le pozze d'acqua che vivono di luce riflessa ma che in realtà non hanno spessore.
Nella raccolta di saggi del 1935, "Il pozzo e le pozzanghere", lo scrittore londinese, molto umilmente, avvisava che sulla natura umana ferita dal peccato originale non bisognava porre estrema fiducia: "C'è un unico piccolo difetto nell'uomo, immagine di Dio, meraviglia del mondo e modello per gli esseri animali; di lui non ti puoi fidare". Cosa intendeva dire Chesterton? Lo spiegava poche pagine dopo, indicando nel pozzo della Chiesa e nel faro della Sua luce la strada per la salvezza: "Nel cuore della cristianità, nella testa della Chiesa, al centro della civiltà che ha nome cattolicesimo si trova la cristallizzazione del senso comune, delle vere tradizioni e delle riforme razionali…". Per Chesterton il rapporto Chiesa-mondo non poteva essere ribaltato ed alla Chiesa spettava l'Autorità e il giusto ruolo di non lasciare che il mondo traballasse, lasciandolo in balìa di se stesso: "Prima di tutto bisogna ricordare che la Chiesa è sempre avanti rispetto al mondo. Questo è il motivo per cui si dice che non è al passo con i tempi".
Egli sottolineava l'importanza di distinguere il pozzo dalle pozzanghere, la Chiesa dal mondo, rimarcando l'efficacia del Magistero nel ribadire la Tradizione della Verità contro le tradizioni scettiche del dubbio: "Quelli che abbandonano la tradizione della verità non fuggono verso quella cosa che chiamano libertà. Fuggono tra le braccia di qualcos'altro, che noi chiamiamo moda". Ed aggiungeva, lamentando il triste cammino di un'umanità folle che vagava senza luce ed abbeverandosi alle fonti di acque impure, non attingendo dal sacro Pozzo: "Lasciando il tempio ci incamminiamo in un mondo di idoli, e gli idoli del mercato sono più fragili e passeggeri degli dèi del tempio che abbiamo lasciato".
Cosa avremmo dovuto fare, secondo il pensatore cattolico inglese, per ritornare a comprendere gli errori commessi? Egli incitava alla consapevolezza ed alla buona battaglia in difesa della fede e della ragione: "Noi abbiamo fatto molto meno di quanto avremmo dovuto per spiegare l'equilibrio di raffinatezza e ragionevolezza prodotto dalla civiltà cristiana…Un mondo in cui gli uomini sanno che la maggior parte di ciò che sanno è probabilmente falso, non è nemmeno degno di essere chiamato scettico; esso è semplicemente un mondo abietto e impotente, che non combatte per nulla…Non ci sfiorava nemmeno il pensiero che il semplice rinnegamento dei nostri dogmi avrebbe portato a un'anarchia così disumana e demente".
Non è forse quest'anarchia così disumana e demente che imperversa al giorno d'oggi con il rinnegamento, insieme ai dogmi, della legge naturale, della famiglia come unione sponsale tra un uomo e una donna? Non aveva Chesterton colto nel segno ottanta anni fa? Cosa indicava per risalire alla Verità? Lo faceva con un serio esame di coscienza rivolto a se stesso: "Non potrei abbandonare la fede, senza ricadere dentro qualcosa di più vuoto della fede. Non potrei smettere di essere cattolico, senza diventare una persona dalla mentalità più ristretta…Ci siamo allontanati dalle pozzanghere e dai greti inariditi, in direzione dell'unico pozzo profondo: la Verità è nel fondo del pozzo".
domenica 31 maggio 2015
Un aforisma al giorno
Le bizzarrie non impressionano le persone bizzarre. Questa è la ragione per cui per le persone normali il tempo trascorre in maniera più eccitante, mentre la gente bizzarra sta sempre a lamentarsi della monotonia della vita.
Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia
sabato 30 maggio 2015
Un aforisma al giorno
Non può esistere una nazione di milionari, e non è mai esistita finora una nazione di utopisti; mentre sono esistite diverse nazioni di contadini discretamente soddisfatti.
Gilbert Keith Chesterton, Il profilo della ragionevolezza
Un aforisma al giorno
Tutto sta in una disposizione della mente, e in questo momento io sono in una disposizione molto comoda. Sederò tranquillo e lascerò che prodigi e avventure si posino su di me come mosche. Ce ne sono molti, ve l'assicuro. Il mondo non morirà mai per assenza di meraviglie, ma solo per assenza di meraviglia.
Gilbert Keith Chesterton, La Nonna del drago e altre serissime storie
Un aforisma al giorno
Il misticismo tiene gli uomini sani. Fintanto che c'è il mistero, c'è la salute; distrutto il mistero, nasce la malattia. L'uomo qualunque è sempre stato sano perché è sempre stato un mistico. Ammetteva il crepuscolo. Ha sempre tenuto un piede sulla terra e un altro nel paese delle fate. Ha sempre lasciato libero se stesso di mettere in dubbio i suoi dèi, ma anche (a differenza degli agnostici di oggi) di credere in essi. Gli è sempre stata più a cuore la verità che la congruenza.
Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia
venerdì 29 maggio 2015
Buon compleanno, Gilbert!
Sei sempre un fanciullo e questo è il tuo segreto!
giovedì 28 maggio 2015
29 Maggio 2015, centoquarantunesimo compleanno del nostro caro amico Gilbert
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| La Chiesetta di San Giorgio a Campden Hill, Kensington, Londra, dove fu battezzato il nostro piccolo grande Gilbert (foto di Marco Sermarini) |
Dio Nostro Padre,
Tu riempisti la vita del tuo servo Gilbert Keith Chesterton di un senso di meraviglia e gioia,
e desti a lui una fede che fu il fondamento del suo incessante lavoro,
una carità verso tutti gli uomini, in particolare verso i suoi avversari,
e una speranza che scaturiva dalla sua gratitudine di un'intera vita per il dono della vita umana.
Possano la sua innocenza e e le sue risate,
la sua costanza nel combattere per la fede cristiana in un mondo che perde la fede,
la sua devozione di una vita per la Beata Vergine Maria
e il suo amore per tutti gli uomini, specialmente per i poveri,
portare allegria ai disperati,
convinzione e calore ai tiepidi
e la conoscenza di Dio a chi non ha fede.
Ti chiediamo di concedere le grazie cheTi imploriamo
attraverso la sua intercessione (e specialmente per...)
perché la sua santità possa essere riconosciuta da tutti
e la Chiesa possa proclamarlo beato.
Te lo chiediamo per Cristo Nostro Signore
Amen.
lunedì 25 maggio 2015
Un aforisma al giorno
Un aforisma al giorno
domenica 24 maggio 2015
sabato 23 maggio 2015
Questi sono alcuni dei "tesori" che trovate nella Chesterton Library a Oxford
![]() | Chesterton Library (@GKCLibrary) |
Join us at the Library @OxfordOratory tomorrow, 23rd May 2:30-5:30pm, for tours treasures & teas. #Oxford #Chesterton pic.twitter.com/7xTy3LnGLQ | |
giovedì 21 maggio 2015
Alfa y Omega sul convegno di Roma, 9 Maggio 2015
Chesterton in altre parole/è attuale - Slavoj Zizek: The Situation is Catastrophic (cita Chesterton...)
"The work of the philosophical policeman /…/ is at once bolder and more subtle than that of the ordinary detective. The ordinary detective goes to pot-houses to arrest thieves; we go to artistic tea-parties to detect pessimists. The ordinary detective discovers from a ledger or a diary that a crime has been committed. We discover from a book of sonnets that a crime will be committed. We have to trace the origin of those dreadful thoughts that drive men on at last to intellectual fanaticism and intellectual crime."
30/6 o 1/7 Chesterton Day...
Chi non viene, non gode.
Non ci dite: ma la registrazione? Ma la trascrizione? Ma il live streaming?
Non sono la stessa cosa, tanto poi non rivedere niente, vi affaticate...
Venite e basta! Venite sulla Riviera delle Palme, sul Lido degli Aranci, stiamo tutti insieme, non intellettualmente ma sanamente, umanamente, "hobbitamente"...
Tra amici!
Siamo o non siamo pronti alla Eternal Revolution? O siamo solo pronti alla thumbs revolution 👍?
Non ci chiedete: ma di che tema parleranno? È buffo: se venisse Chesterton gli chiedereste di che cosa parlerà (perché se parla dell'Ortodossia allora sì, se parla... di un pezzo di gesso allora no... 😊)?
Vi aspettiamo, dai, non fatela lunghissima...!
Presto date e rivelazione degli ospiti...
Irish brothers, don't give up being yourselves!
mercoledì 20 maggio 2015
Tweet di G.K. Chesterton su Twitter
Tweet di G.K. Chesterton su Twitter
![]() | G.K. Chesterton (@GKCDaily) |
A man who thinks hard about any subject for several years is in horrible danger of discovering the truth about it. | |
Alla Chesterton Academy fanno anche questo...
martedì 19 maggio 2015
Capriole ad Arzignano con la nostra Annalisa Teggi
http://www.vicenzatoday.it/eventi/cultura/festival-biblico-arzignano-capriole-cosmiche.html
lunedì 18 maggio 2015
Sorpresa! Anche di Bentley ci sarebbe qualcosa in italiano...
sabato 16 maggio 2015
Stasera Distributismo on air!
venerdì 15 maggio 2015
Il profilo della sanità, di Fabio Trevisan (da Riscossa Cristiana)
Con questa frase tratta dal lungimirante saggio: "Il profilo della ragionevolezza" del 1926, Gilbert Keith Chesterton (1874-1936) intendeva porre l'accento su un indispensabile ritorno al passato in cui l'Uomo di ogni tempo poteva ricollegarsi. Lo faceva soprattutto in riferimento alla conservazione della libertà e della piccola proprietà contro i due sistemi, capitalistici e comunisti, che nella falsa contrapposizione attanagliavano le legittime aspirazioni umane: "I miei critici credono ad un dogma ancora più mistico: quello secondo cui l'Uomo non è assolutamente in grado di rifare ciò che ha già fatto…per questa via non si arriva da nessuna parte, se non a una perdita sempre maggiore di proprietà, inghiottita da un sistema ugualmente impersonale e inumano, sia che lo si chiami comunismo o capitalismo. Se non possiamo tornare indietro, non sembra che valga la pena andare avanti".
Per il grande pensatore londinese il concetto di "proprietà", soprattutto "piccola" e da contrapporsi al latifondismo, era un autentico punto d'onore che aveva a che fare strettamente con la dignità umana. Egli propugnava con le lettere maiuscole un Risveglio della Fede, un Risveglio del Cattolicesimo: "Non fanno che dirci che questa o quella tradizione è finita per sempre, che questo o quel mestiere o credo è finito per sempre. Ci definiscono reazionari se parliamo di un Risveglio della Fede". Da buon cattolico, Chesterton sosteneva il Risveglio attraverso la ragione e la tradizione, ovvero la sanità dell'uomo: "Desideriamo sinceramente che si valuti con serietà se non sia possibile realizzare la transizione illuminati dalla ragione e dalla tradizione". Il profilo della ragionevolezza e della sanità era imprescindibile da certi collegamenti con le antiche tradizioni riguardanti la terra, il focolare domestico e l'altare.
Dinanzi al proliferare di grandi catene industriali e di grandi magazzini, a quei tempi agli albori, Chesterton prospettava quasi un secolo fa il fallimento completo: "Credo che il grande negozio sia un pessimo negozio. Lo ritengo pessimo in senso morale e commerciale. Credo che quegli empori giganteschi non solo siano volgari e insolenti, ma anche incompetenti e sgradevoli e nego che la loro vasta organizzazione sia efficiente". Si chiedeva quindi: "Cosa fare?" per preservare quelle ultime tradizioni di proprietà e libertà e si aggrappava al senso religioso atavico: "Come i Lari di un tempo, questa religione della casa o ciò che ne rimane, si oppone alla disciplina distruttiva del capitalismo industriale". Nel rammentare che la proprietà, in linea con i principi della Dottrina sociale della Chiesa, è un deposito affidatoci dalla Provvidenza per il bene degli altri oltre che per il nostro, egli ammoniva di non dimenticare il giorno del Giudizio in cui avremmo dovuto render conto dell'uso fatto di questo deposito. Auspicava quindi una società che sapesse far rivivere quelle corporazioni di arti e mestieri medievali, delle quali Leone XIII aveva rimpianto nella Rerum novarum.
La corretta distribuzione della proprietà e della responsabilità personale e sociale erano indicate da Chesterton con l'immagine dell'arco architettonico: "Il principio dell'arco è umano, applicabile a tutta l'umanità e da essa utilizzabile. Qual è il principio dell'arco? Secondo il principio dell'arco, unendo in un certo modo delle pietre di forma particolare, la loro stessa tendenza a cadere impedirà che cadano. E sebbene la mia immagine sia solo un esempio, in larga misura vale anche per il successo di un'equa distribuzione della proprietà. A sorreggere l'arco è l'uguaglianza della pressione che le singole pietre esercitano l'una sull'altra. L'uguaglianza è al tempo stesso mutuo soccorso e mutuo impedimento". Il corpo sociale, riassunto nell'arco architettonico, impediva così che le legittime disuguaglianze provocassero ingiustizie anti cristiane come la proletarizzazione o l'inadeguato arricchimento di pochi. Il profilo della sanità pensato da Chesterton era in un quadro organico cattolico e le sue provocazioni intelligenti rimangono ancora in attesa di una risposta ragionevole.
giovedì 14 maggio 2015
Tweet di Real Life Radio su Twitter
![]() | Real Life Radio (@RealLifeRadio) |
Dale Ahlquist, @AmChestertonSoc, chats with Mark Shea, @chezami, about #Shakespeare #Macbeth #Chesterton and More! goo.gl/vbfy8F | |
mercoledì 13 maggio 2015
martedì 12 maggio 2015
Tweet di Ignatius Press su Twitter
![]() | Ignatius Press (@IgnatiusPress) |
James Casper, author of "Everywhere in Chains", tries out G.K. Chesterton's chair. Read about it here:... fb.me/7es97eLBp | |
Pietro, un uomo comune, secondo Chesterton...

Una nuova vocazione, quella di pescatore di uomini, che però non muta l'umanità di Pietro, che resta intatta ed è comune a quella di tutti gli essere umani: egli infatti si arrabbia, agisce d'impulso, piange, ride e si lascia emozionare proprio come ognuno di noi.
Sabato 16 Maggio 2015 ore 21.00, Radio Maria, trasmissione sul Distributismo
"Distributismo e Dottrina sociale della Chiesa":
puntata dell'Osservatorio Card. Van Thuan a
Si parlerà anche dei progetti di diffusione della responsabilità personale e familiare nei vari ambiti sociali, economici, culturali nella prossima trasmissione in onda sabato 16 maggio
La prossima puntata della trasmissione "La Dottrina sociale della Chiesa oggi", curata dall'Osservatorio ogni terzo sabato del mese su Radio Maria, sarà dedicata al tema "Distributismo e Dottrina sociale della Chiesa". Questo sabato, dunque, 16 Maggio, dalle ore 21.00 alle 22.30, tratterranno dell'argomento, dal punto di vista storico-culturale, l'avv. Marco Sermarini, Presidente della SCI (Società Chestertoniana Italiana) e, dal punto di vista sociale ed economico, il Dott. Matteo Mazzariol, Presidente del MDI (Movimento Distributista Italiano). Il Distributismo trae ispirazione dalla DSC (Dottrina sociale della Chiesa) ed in particolare dalla Rerum Novarum di Leone XIII, da cui partirono nei primi decenni del XX secolo alcuni pensatori cattolici come Hilaire Belloc, Gilbert Keith Chesterton ed anche religiosi, come il padre domenicano Vincent McNabb. In tempi attuali alcuni economisti, come il Prof. John Medaille, docente presso l'Università di Dallas, hanno riproposto l'attualità e la freschezza del Distributismo in parecchi libri ed in riviste specializzate.
L'intento è quello di affrontare i temi cari al Distributismo, come la famiglia cellula fondamentale della società e la diffusione della piccola proprietà, per mostrare quanto i cardini della DSC siano in stretto contatto con le proposte distribuiste e quanto sia indispensabile, in un'epoca di profonda crisi economica, morale e anche spirituale, ritornare alla loro comprensione. Il conduttore Fabio Trevisan illustrerà, con l'ausilio dei graditi ospiti, i principi della Dottrina sociale della Chiesa anche attraverso le esperienze personali dei due ospiti.
L'appuntamento è quindi per sabato prossimo, con la possibilità da parte degli ascoltatori d'intervenire in diretta, a partire dalle ore 22, telefonando al numero della redazione di Radio Maria: 031/610.610.
lunedì 11 maggio 2015
venerdì 8 maggio 2015
giovedì 7 maggio 2015
Tweet di Chesterton Society su Twitter
![]() | Chesterton Society (@AmChestertonSoc) |
"The modern world is a crowd of very rapid racing cars all brought to a standstill and stuck in a block of traffic." #Chesterton | |
Tweet di Chesterton Society su Twitter
![]() | Chesterton Society (@AmChestertonSoc) |
"Over-civilization and barbarism are within an inch of each other. And a mark of both is the power of medicine-men." #Chesterton | |
mercoledì 6 maggio 2015
Chesterton conquista anche la Spagna ed... El Mundo! - Maria Grazia Gotti colpisce ancora, leggete cosa ha scovato...
Ciao Marco, ti ho preparato questa brevissima nota su questa notizia, che pare decisamente interessante; spero che escano anche altri articoli, che nel caso ti segnalerò!
E' opera della fumettista Marta Gómez-Pintado, che gli ha dedicato due anni di duro lavoro. E con grande profitto, a giudizio di Marga Nelken, che ne parla con grande entusiasmo in questo articolo di El Mundo:
http://www.elmundo.es/cultura/2015/05/06/5548c8f4e2704e5a3a8b4570.html?intcmp=ULNOH002
ps: sarebbe bello se l'amico spagnolo Fran lo leggesse e ci facesse avere il suo parere di chestertoniano...
martedì 5 maggio 2015
Riceviamo e pubblichiamo - Comunicato dal Gruppo Chestertoniano Modenese...
perchè le prossime riunioni avverranno in luoghi sempre diversi e in orari differenti
e spesso alcuni membri si faranno sostituire da controfigure.
Non cercate di fermarci: sarebbe fatica inutile, siamo fermi e determinati nelle nostre intenzioni
Incoraggiamo tuttavia caldamente la presenza di un prete e di almeno un medico, possibilmente due, in modo da poter dare i conforti di rito al morituro.
...chi indovina l'opera oggetto di discussione della prima serata di incontro?
per il vincitore, un viaggio premio (a sue spese) a Vignola nel periodo delle ciliegie, con l'opzione di poter ricevere indizi per partecipare alla nostra prossima riunione
...chi non indovina... lasciamo al Presidente la valutazione delle prove cui dovrà sottoporsi per potersi ancora chiamara "amico di chesterton" :-)
A cento anni dalla nascita di Orson Welles
http://t.co/hMYclxYLMG
http://t.co/xNZXUCWxBO
lunedì 4 maggio 2015
E dopo aver conquistato Le Figaro, Chesterton conquista Le Monde (modesto, eh?) - Chesterton, ivre de joie
http://mobile.lemonde.fr/livres/article/2015/04/29/chesterton-ivre-de-joie_4624784_3260.html?xtref=https://www.google.it/
sabato 2 maggio 2015
L'eclissi della libertà - di Fabio Trevisan (da Riscossa Cristiana)
Gilbert Keith Chesterton, antecedentemente la prima guerra mondiale, e quindi circa un secolo fa, indicava chiaramente i mali (e non semplici passeggeri malanni) che affliggevano la nostra società. Sottolineava i mali, alla pari dell'eugenetica, come testimoniato nel saggio: "Eugenetica e altri malanni" pubblicato nel 1922, ma concepito ben prima, come abbiamo detto. In uno dei capitoli finali del saggio: "L'eclissi della libertà" , il grande scrittore inglese poneva in modo mirabile il problema in questi termini: "La libertà ha prodotto scetticismo, e lo scetticismo ha distrutto la libertà. Gli amanti della libertà credevano di renderla illimitata, mentre la lasciavano soltanto indefinita. Credevano di lasciarla soltanto indefinita, mentre in realtà la lasciavano indifesa. Per il solo fatto di trovarsi liberi, gli uomini si trovarono liberi di mettere in discussione il valore della libertà".
Il problema della libertà veniva posto da Chesterton alla stregua del problema della vita o della proprietà e quindi valutato come bene essenziale, proprio della natura umana, voluto e sancito dal Padre Eterno. Bene da tutelare, da non negoziare, ma tuttavia bene da definire. Ecco perché lo scetticismo, alla pari del relativismo o del soggettivismo, distrugge la libertà. Lo scrittore londinese guardava agli effetti che ponevano queste domande semplici: "Cos'è la proprietà? Cos'è la vita? Cos'è la libertà?". Erano domande che non potevano lasciare liberi di infischiarsene, ma che impegnavano tutta la persona e tutte le persone. Se si eludevano queste domande si sarebbe arrivati, secondo la visione lungimirante di Chesterton, alla vera tirannia: "Alla tirannia è bastato fare un passo per raggiungere i luoghi sacri e segreti della libertà personale, dove nessun uomo sano di mente aveva mai sognato di trovarla; e specialmente il santuario del sesso". La devastazione della sacralità della vita poteva raggiungere ogni inimmaginabile eccesso in modo tale che le persone non avrebbero più avuto alcuna difesa contro la tirannia: "Privare un uomo della moglie o del figlio è facile come privarlo della birra, quando si può dire: Cos'è la libertà? E tagliargli la testa è facile come tagliargli i capelli quando si è liberi di dire: Cos'è la vita?".
Egli si opponeva alla famosa espressione liberale, in realtà liberticida, che pareva tutelare una presunta tolleranza, la quale circoscriveva all'uomo la sua libertà purché non interferisse nella libertà altrui. Con il suo magistrale e paradossale umorismo, Chesterton smascherava il liberalismo che, in nome della "salute", colpiva l'uomo comune: "Se era logico ammettere una certa distinzione fra la birra e il tè, in base al fatto che bere troppa birra può spingere un uomo a tirare il boccale in testa a qualcuno, mentre di rado la zitella è spinta da un eccesso di tè a tirare la teiera in testa a chicchessia, ora la base del discorso è cambiata. Non si considera ciò che l'ubriaco fa agli altri colpendoli con il boccale, bensì quello che fa a se stesso bevendo la birra. L'argomento si fonda sulla salute". Abbiamo assistito nel tempo, come aveva intuito Chesterton, all'eclissi della libertà ed all'acutizzarsi, in tempi di "pace", dell'oppressione e dell'intolleranza. E questo proprio in nome della libertà e della democrazia. Allora, si chiedeva Chesterton, che cos'è questa osannata "salute"? Era questo l'interrogativo che, senza l'autorità dei dogmi e della ragione, poteva essere impiegato come strumento di tirannia. Per Chesterton il giusto concetto di "salute" era inseparabile da quello di Dio: "La salute è semplicemente la natura, e nessun naturalista dovrebbe avere l'impudente pretesa di comprenderla. La salute è Dio e nessun agnostico ha il diritto di vantare la Sua conoscenza. Dio, infatti, non può che significare quel mistico e molteplice equilibrio di tutte le cose… Voi ed io, quando ci sentiamo in perfetta salute siamo del tutto incapaci di nominare gli elementi che compongono quella misteriosa semplicità".










