domenica 16 ottobre 2011
venerdì 14 ottobre 2011
La voce di Hilaire Belloc
Forse ve l'abbiamo già proposta, ma visto che c'è ripresa la Belloc-mania, rieccola!
Belloc era veramente un personaggio: tanto era "imbranato" Chesterton, tanto "massiccio" Belloc. Lo dice già il fatto che si recò a Roma a piedi. Pensate poi che attraversò l'Oceano Atlantico con i soli soldi del viaggio in nave per andare a trovare la sua futura moglie di cui era innamorato ma che non cedeva alla sua proposta di matrimonio, attraversò l'America procurandosi i soldi facendo conferenze di storia a pagamento e giocando a carte (anche perché, per non complicarsi abbastanza la vita, si era scelto una donna che viveva in California, quindi l'America la fece coast to coast). La futura moglie rifiutò ritenendo di essere chiamata alla clausura. Lui ripartì stesso mezzo a testa bassa per l'Inghilterra. Dopo una infruttuosa prova Elodie (questo era il nome della moglie) gli scrisse dicendogli che non l'avevano voluta in monastero, così lui ripartì di nuovo, stesso mezzo...
Era o non era un grande?
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Vi abbiamo provocato su Belloc, e allora voi giustamente ci rispondete...
Abbiamo segnalato l'esistenza di testi in inglese di Belloc on line. L'amico carissimo Matteo Donadoni ci segnala che ne esistono anche in italiano. Noi gli diciamo un bel grazie!
"Forse lo sapete già ma vi segnalo che registrandosi su totustuus.it è possibile scaricare alcuni libri di Belloc gratis in italiano.
un saluto
Matteo Donadoni"
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Ancora su ellaOne
Un articolo ed un interessante articolo-intervista al Prof. Mozzanega dell'Università di Padova su ellaOne pubblicato il 6 ottobre su Avvenire.
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giovedì 13 ottobre 2011
Un aforisma al giorno
"Ciò che inasprisce il mondo non è l'eccesso di critica, ma una mancanza di autocritica".
Gilbert Keith Chesterton, Sidelights on New London and Newer York
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Un aforisma al giorno
mercoledì 12 ottobre 2011
Un aforisma al giorno
"L'umanità non ha sfruttato la gran parte delle sue invenzioni; e continuando a inventare nuove cose, non fa che lasciarsi sempre più indietro la capacità di essere felice".
Gilbert Keith Chesterton, Il profilo della ragionevolezza
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Un aforisma al giorno
martedì 11 ottobre 2011
Un altro studio su Padre Brown
Cari amici chestertoniani,
come forse avrete notato, da qualche tempo stiamo cercando di offrirvi delle riflessioni più approfondite sulle varie opere di Chesterton. Lo abbiamo chiesto ai nostri soci più esperti e navigati, speriamo che il lavoro che stiamo facendo sia per voi utile e gradito. Noi lo facciamo con grande passione ed amore. Chesterton ha molto, molto da dire, e necessita di una lettura attenta e approfondita che possiamo fare tutti, soprattutto con l'aiuto di chi l'ha già letto con altrettanta attenzione e profondità.
La Società si offre a tutti come riferimento e punto di coagulo per chi si interessa a questo grandissimo amico e pensatore attualissimo.
Un grazie al nostro Fabio Trevisan che ci sta dando un grande aiuto con molta disponibilità ed umiltà.
PADRE BROWN E IL SEGRETO NASCOSTO
Uno dei più significativi racconti di Padre Brown (Il
passo strano) ci restituisce la figura
sacerdotale in pienezza di questo insolito prete-detective e ci fa assaporare
il gusto forte della sua autentica vocazione: la salvezza delle anime. Padre
Brown infatti non esita quando c’è di mezzo la vita eterna e vuole che nel
peccatore si accenda il desiderio della confessione: è questo il vero segreto,
il segreto nascosto del pretino dell’Essex “creato” dall’immaginazione cattolica
di Gilbert Keith Chesterton (1874-1936). Nell’episodio, infatti, Padre Brown è
chiamato a confessare un cameriere cattolico italiano colpito da paralisi; con
quel vigoroso senso dell’udito corroborato nel confessionale, Padre Brown
ascolterà degli strani passi (da qui il titolo del racconto) che lo porteranno
ad identificare il famigerato ladro Flambeau in flagrante: «Voglio
minacciarvi – disse Padre Brown con una
voce che parve il rullo del tamburo- col verme che non muore e col
fuoco che non si estingue». «Siete una strana specie di
guardarobiere – disse l’altro (Flambeau)». «Sono un prete, monsieur Flambeau
e sono pronto ad ascoltare la vostra confessione». Con due frasi Chesterton fa sintetizzare a Padre
Brown l’essenza del cattolicesimo: la cura per la salvezza dell’anima, i
Novissimi, l’identità forte ma che sa essere anche dolce del prete, il
Sacramento (la Confessione o Penitenza), il coraggio, la volontà di riscatto
dal male. L’altro che può essere perdonato è monsieur Flambeau, come l’apostrafa
Padre Brown, e quindi una persona reale in anima e corpo. Ci commuove rileggere
la reazione di un ladro intelligente e scaltro come Flambeau che rimane
profondamente turbato dall’atteggiamento del pretino cattolico inglese: «Flambeau
rimase per un momento senza respiro, barcollò, e si lasciò andare su una
sedia».
Con questo episodio si intuisce la reale conversione di
Flambeau, il quale si affiancherà al pretino investigatore collaborando, oltre
che alle indagini, al piano di salvezza di Dio di cui Padre Brown è espressione
fedele. Interrogato dagli aristocratici del Circolo dei “Dodici Veri Pescatori”
(parodia massonica dei discepoli di Gesù) derubati da Flambeau, Padre Brown
lancerà un pesante strale contro la loro possibile dannazione: «Strano,
non è vero che un ladro e vagabondo si penta, mentre tanti che sono ricchi e
sicuri di sé rimangono duri e frivoli e senza alcun frutto né per Iddio né per
l’uomo!». La preoccupazione degli
aristocratici è di tutt’altra natura e chiedono al prete investigatore: «Ha
preso quell’uomo?». La risposta
cattolica che Chesterton fa mettere in bocca a Padre Brown è stupefacente: «Egli
mi ha fatto pescatore d’uomini. Sì, l’ho preso con un invisibile amo e con una
invisibile lenza, che è lunga abbastanza per lasciarlo vagare sino ai confini
del mondo e, tuttavia, per riportarlo indietro con una sola tirata del
filo». Con questa stupenda frase
Chesterton ci fa gustare la bellezza dell’essere cristiani, dipendenti in
pienezza dall’Amore Misericordioso di Dio e quindi veramente liberi. Liberi per
il bene, come ci rammenta l’invisibile lenza evocata da Padre Brown. La perentorietà nel fuggire
il male è un richiamo fermo e frequente che Padre Brown rivolge accoratamente
ai peccatori, come ci racconta l’episodio Le stelle volanti : « Voglio che rinunciate a codesta
vita… L’uomo può mantenersi ad un certo livello nel bene, ma nessun uomo è mai
riuscito a tenersi a un certo livello nel male: la strada va sempre più in
giù». Questo pretino dall’esile
figura ma dalla mente prodigiosamente cattolica non esita dinanzi alle eresie
che vorrebbero escludere Dio dalla vita dell’uomo. Nel racconto La
forma errata, Padre Brown, in poche
battute, rimprovera l’atteggiamento autosufficiente di un fachiro indiano: «Quando
l’indiano ci parlò ebbi una specie di visione, una visione di lui e di tutto il
suo mondo e tuttavia egli disse la stessa cosa, ripetendola tre volte: “Non
voglio nulla”; ma io sapevo che egli voleva dire che bastava a se stesso, come
un cosmo; che non aveva bisogno di alcun Dio, né ammetteva alcun
peccato».
!uesta pretesa prometeica ed irrazionale dell’essere
bastanti a se stessi e di negare l’esistenza del peccato sono condannate in modo vigoroso ed impressionante nel
racconto L’occhio di Apollo, nel quale Flambeau
(convertito) descrive a Padre Brown il simbolo (l’occhio di Apollo) di una
nuova religione: «Una di quelle nuove religioni che vi
perdonano i peccati col dire che non ne avete commessi … dicono che se un uomo
fosse veramente in salute potrebbe fissare il sole. Religione che pretende,
naturalmente, di guarire tutte le malattie fisiche». «Ed è capace
di curare l’unica malattia spirituale? –
domandò Padre Brown con seria curiosità». «E qual è
l’unica malattia spirituale? – domandò a
sua volta Flambeau sorridendo». «Oh, quella di essere
in perfetta salute». La capacità di
riconoscersi peccatori e quindi bisognosi di perdono è la caratteristica
peculiare di Padre Brown, la sua natura sacerdotale ed anche il suo modo di
investigare, di scrutare i cuori degli uomini per purificarli, per restituirli
al Signore, per godersi con Egli la vita eterna. Padre Brown non esita a
difendere la ragionevolezza della fede
dinanzi ad una ragazza che scruta il mistero del Bene, come nel racconto
La testa di Cesare : «Voi
siete un mistero maggiore di tutti gli altri essa
disse con disperazione – ma io sento che vi può essere un cuore in
questo mistero». «Ciò che noi tutti temiamo di più - disse il prete a voce bassa- è
un’incertezza senza cuore; per questo l’ateismo è un incubo». Il segreto nascosto del confessionale permette a
Padre Brown di riconoscere che Dio è Amore e che il Vero Dio si fa conoscere ed amare, al contrario del
Demonio.
Nel racconto La parrucca rossa abbiamo uno sbalorditivo Padre Brown che afferma con
forza e verità teologica: «Io conosco il Dio sconosciuto – disse il piccolo prete con una inconsapevole
imponenza nella sua certezza, alzandosi simile ad una gigantesca torre di
granito. Conosco il suo nome: è Satana. Il vero Dio si fece carne e
dimorò fra noi. Ed io vi dico che ovunque voi troviate uomini dominati
unicamente dal mistero, questo mistero non è che iniquità». Ancora nel racconto La freccia del cielo Padre Brown difende con argomenti sani e razionali il
vero misticismo: «Proprio perché ho imparato a conoscere i
mistici che un mistificatore non può farmela. I mistici veri non nascondono i
misteri: li rivelano. Pongono le cose in piena luce; e quando avete visto,
rimane un mistero. Ma i mistificatori nascondono la cosa nell’oscurità e
nell’incertezza, e quando la trovate. è
una meschinità». Come si può
ravvisare in quest’ultima frase, Padre Brown non tratta di amene disquisizioni teologiche, ma di vero e
proprio discernimento degli spiriti esercitato attraverso il Sacramento della Confessione, il suo segreto
nascosto. Nel Pugnale alato Padre
Brown fa troncare bruscamente una superstizione negativa: «Non
dovete permettere a questa specie di roba di togliervi il senno – disse aspramente.- Questi demoni tentano
sempre di renderci indifesi, col toglierci la speranza». Padre Brown ci presenta la realtà del male, la
debolezza umana come nel racconto L’inseguimento del signor Blu dove una persona ammonisce un altro: «Egli
stesso ammette di non aver fatto una bella figura in quell’affare, lasciando
ammazzare il suo principale a pochi metri di distanza da lui. È un vero
imbecille: una mezza cartuccia, per sua stessa confessione». Padre Brown ha un “debole” per queste debolezze
confessate: «Eppure io ho una predilezione speciale per questi
imbecilli e per queste cartucce che si confessano tali». «Non
capisco quello che volete dire – sbottò
l’altro -».«Forse –
disse Padre Brown piuttosto aggressivo, - perché ci sono tanti
imbecilli e mezze cartucce che non si confessano mai tali».
Il vero segreto di Padre Brown viene rivelato pienamente ne Il
segreto di Flambeau e rappresenta un
manuale di corretta ed ispirata teologia cristiana. Ecco le parole folgoranti
di Padre Brown espresse al giornalista americano venuto ad intervistarlo: «Io
pensai che, non fosse stato per la grazia di Dio, avrei potuto essere un uomo
per il quale il mondo non è che un lampo di luce elettrica, con attorno
soltanto una totale oscurità. L’uomo che, effettivamente, vive soltanto per
questo mondo, e non crede in nient’altro, e per il quale il successo ed i
piaceri mondani sono tutto quello che egli può trarre dal nulla, è colui che
effettivamente sarebbe capace di qualunque cosa se corresse il pericolo di
prendere tutto il suo mondo e di non poter salvare nulla». «Non
pensate – disse il giornalista- che
questo vostro tentativo di sentire come sente un criminale, possa rendere un
po’ tolleranti del crimine stesso?». «Io so che, invece, è
proprio l’opposto – disse Padre Brown-. Ciò
risolve l’intero problema del tempo e del peccato, ed anticipa all’uomo il suo
rimorso. Vi sono due modi di respingere il diavolo e la differenza fra i due è
forse la più profonda frattura
nella religione moderna. L’uno è di averne orrore perché è così lontano,
l’altro è di averne orrore perché è così vicino. E vizio e virtù non sono così
divisi quanto queste due virtù. Voi potete pensare che un delitto è orribile,
perché non potreste mai commetterlo, Io, invece, lo penso orribile appunto
perché potrei commetterlo». A questo
punto l’ex ladro Flambeau rivela il suo segreto, che non è altro che il segreto
nascosto del confessionale di Padre Brown: «Non vi è di nulla
di mistico o di metaforico o di falso in questa mia confessione. Io rubai per
vent’anni con queste mie mani; io sfuggii alla polizia con questi miei piedi. …
Forse che io non ho udito i sermoni dei virtuosi e veduto il freddo sguardo
delle persone rispettabili? Forse che non mi venne detto che nessuna persona
per bene avrebbe potuto sognare una simile depravazione? Fu solo il mio amico
Padre Brown a dirmi che egli conosceva perfettamente perché io rubassi. E da
quel giorno non rubai più». Nello Spettro
di Gideon Wise il pretino dell’Essex dichiarerà
senza mezzi termini di conoscere ed apprezzare una particolare classe di
persone: i penitenti! Come nel racconto Il destino dei Darnaways Padre Brown può così esclamare: «Io
sono appassionato della luce del sole, specialmente in mezzo a questa oscura
faccenda … Se poi non vi rendete conto che io ridurrei in polvere persino tutti
gli archi gotici del mondo, per salvare una sola anima umana, non sapete
intorno alla mia religione quanto credete di sapere».
Fabio Trevisan
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Padre Brown
Il nostro piccolo blog ha ricevuto in poco più di tre anni e mezzo 234.178 visite.
Dal 1 Gennaio 2008 (cioè da quando abbiamo iniziato a contarle) abbiamo ricevuto 234.178 visite dai nostri lettori.
Grazie dell'interesse, perché è un interesse provato verso il nostro carissimo amico Gilbert e quindi un interesse verso Chi lo ispirò.
Non possiamo essere più felici di così.
lunedì 10 ottobre 2011
Un aforisma al giorno
"Curare un pazzo non è discutere con un filosofo, è scacciare un demone".
Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia
Le violenze contro i cristiani copti in Egitto raccontate da Il Foglio
In questo collegamento trovate un breve resoconto delle notizie che ci giungono dall'Egitto a proposito delle violenze contro i cristiani copti.
Si tratta di un breve articolo e di un filmato dall'inviato in Egitto de Il Foglio.
Nicaragua, i cattolici soffrono
In questo collegamento trovate un articolo da Vatican Insider sulla difficile situazione in Nicaragua a poco tempo dalle elezioni.
Nicaragua, è in forte crescita la violenza contro i religiosi
(i religiosi cattolici, ovviamente...).
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Cattolici
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Testimoni
venerdì 7 ottobre 2011
Ecco l'altro articolo su GKC di Allen Barra.
In questo collegamento trovate un altro articolo, meno recente, di Allen Barra su Chesterton comparso sul Wall Street Journal.
Ci trovate anche questa simpatica caricatura di Chesterton.
Ci trovate anche questa simpatica caricatura di Chesterton.
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Chesterton in altre parole
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L'Uomo che fu Giovedì
Il giorno del giudizio di Metalli e Brunelli tocca anche Chesterton
In questo collegamento trovate una recensione del nuovo libro dei giornalisti Lucio Brunelli e Alver Metalli, Il giorno del giudizio (Fazi editore) tratta dal sito Perfetta Letizia. E' un thriller che ha per sottotitolo uno degli apocrifi più noti del nostro Chesterton: "Quando la gente smette di credere in Dio, non è vero che non crede più a niente. Crede a tutto".
Che questo, assieme ad altri, sia un apocrifo chestertoniano lo abbiamo già detto, anche se ciò non toglie che, nonostante Chesterton non abbia mai messo per iscritto in nessuna delle sue opere questa frase, essa risponda perfettamente al suo pensiero.
Recentemente ci siamo anche interessati della famosa e gettonatissima frase: "La vita è la più romantica delle avventure, ma solo l'avventuriero lo scopre"...
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Apocrifi chestertoniani
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Un aforisma al giorno
giovedì 6 ottobre 2011
Da Il Foglio del 6 Ottobre 2011 - Oltre la DC c'è di più. Le parole sui cattolici che ci si aspetta da Bagnasco
di Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro
Non si dice un'invettiva che infiammasse il popolo di Dio e rinvigorisse i suoi pastori, ma qualcosa che desse almeno una riscaldatina al tiepidume cattolico di questi tempi ci poteva stare: invece, passate e ripassate al setaccio le 7.218 parole per 47.178 battute della Prolusione del cardinale Angelo Bagnasco al Consiglio episcopale permanente, di scintille proprio non se ne trova neanche una. Se, parafrasando l'inossidabile McLuhan, lo stile è il messaggio, i cattolici italiani possono continuare e pensare che, ove le cose non vadano bene, è tutta colpa del mondo. E poi c'è la crisi economica e c'è la congiuntura politica e, va da sé, la questione morale. Ed è su questo che si sono appuntate tutte le esegesi del documento perché parlare senza scintille di questioni politiche riesce sempre più comprensibile e persino godibile che quando si parla strettamente di fede.
Perciò, una volta tanto, gli adepti di quella setta di mestieranti che sono i giornalisti, hanno fanno il loro onesto lavoro estraendo la vera notizia dal discorso tanto atteso, che recita così: "Sembra rapidamente stagliarsi all'orizzonte la possibilità di un soggetto culturale e sociale di interlocuzione con la politica, che – coniugando strettamente l'etica sociale con l'etica della vita – sia promettente grembo di futuro, senza nostalgie né ingenue illusioni".
Un nuovo partito dei cattolici? Con o senza il punto di domanda la questione posta dal cardinale Bagnasco è proprio questa. Ma, posta l'idea, segue un'articolata domanda: chi sono, quanti sono, cosa sono e quanto contano veramente i cattolici in Italia? Se ci si pende la briga di fare un giretto per parrocchie, oratori, associazioni, centri culturali e movimenti vari si scoprirebbe una galassia tenuta assieme da un'etichetta dietro la quale ciascuno scrive, e crede, ciò che vuole.
Forse, prima di pensare a un partito dei cattolici, i pastori dovrebbero pensare a formare i cattolici. E magari rendersi conto che la fede e il pensiero cattolico, orami anche in Italia, sono minoritari oramai da tempo.
Ora, di fronte alla constatazione di essere diventati minoranza all'interno della società pluralista, si può essere presi da una tentazione, che è poi stata la tragedia del cattolicesimo democratico e progressista: e la tentazione è quella di diluirsi ed annacquarsi in una posizione compromissoria ed evanescente. Si tratta di una mossa esiziale, perché rende la minoranza di turno totalmente insignificante. Ora, una presenza politica dei cattolici ha senso solo se è i grado di esprimere una visione chiara, netta ed esplicita. Scola direbbe che ha senso solo se è capace di farsi cultura. Sui grandi temi della vita, della famiglia e dell'educazione, non ci si può limitare a perseguire il male minore, o il compromesso al ribasso, o addirittura "la riduzione del danno", come scriveva Avvenire l'altro giorno. Occorre formare politici pronti a testimoniare una posizione di bandiera rigorosa sulle grandi sfide dell'aborto, della fecondazione artificiale, del matrimonio naturale, dell'eutanasia. La Conferenza episcopale italiana sembra ossessionata da un'ansia da risultato politico che fa torto al dovere dei vescovi di annunciare innanzitutto la verità: e cioè che fare figli in provetta è sbagliato, piuttosto che accontentarsi di difendere a oltranza la legge 40; e che il testamento biologico è l'anticamera dell'eutanasia, piuttosto che difendere la legge sulle DAT come buona e giusta. Paradossalmente, i primi artefici della dissoluzione della presenza cattolica in politica rischiano di essere i pastori, se trasformano il loro messaggio in una strategia politica immiserita dalla logica del compromesso a tutti i costi.
Alcuni osservatori hanno messo in evidenza che la scelta di Bagnasco è la messa in mora del progetto di Ruini. In realtà, può essere letta come l'inevitabile evoluzione della strategia runiana. Il predecessore di Bagnasco aveva tentato di dettare la linea a cattolici inseriti in vari luoghi degli schieramenti politici con risultato di vederli diventare sempre meno significativi e, quindi, sempre meno governabili o inutilmente governabili. Ora sembra che si avvii verso il tentativo di metterli tutti in un recinto e di governarli così.
Ma il problema è sempre lo stesso: che cosa sono questi cattolici? Risposta che Bagnasco non ha dato nella sua Prolusione, visto che non ha citato in una sola riga i principi non negoziabili. Anzi, con la decisa sponsorizzazione della legge sul testamento biologico, pare abbia detto che la via maestra sia proprio quella negoziazione. Insomma, un'altra Democrazia Cristiana di cui interessa soltanto se starà a destra, al centro o a sinistra.
Si dirà che non è certo una Prolusione del Consiglio Episcopale Permanente il luogo sparigliare le carte e stupire il mondo, a partire da quei mestieranti dei giornalisti, con qualche fiammata, si passi l'orrendo termine progressista, profetica. E se in vece lo fosse? Se, il capo dei vescovi italiani dicesse qualcosa che sproni, non si dice a morire, ma vivere per Gesù Cristo? Poi, magari, si fa anche della buona politica.
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Cattolici
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Sane Polemiche
Il Circolo milanese "La Rocca" presenta Il Destino di Padre Brown (di Paolo Gulisano)
Cento anni fa, nel 1911, G. K. Chesterton inventò il suo personaggio più fortunato, Padre Brown, prete investigatore che ha affascinato generazioni di lettori, insieme alla sua spalla, il ladro convertito Flambeau. Padre Brown ovviamente è un personaggio di fantasia, ma... se fosse realmente esistito? Gulisano realizza un romanzo di fantastoria partendo da questa fantastica ipotesi: e se nel conclave del 1939 non fosse stato eletto papa Eugenio Pacelli, ma un certo cardinale Brown, ovvero Padre Brown? Il libro ripercorre questa carriera a partire dal 1917 (quando Chesterton abbandona Padre Brown e Gulisano lo raccoglie) fino al conclave decisivo. Troviamo quindi Padre Brown sul fronte di guerra italiano, a Caporetto tra Cadorna e l'agente segreto Kipling, nell'Irlanda rivoluzionaria di Michael Collins, nella Roma della Marcia di Mussolini, nella Torino di Frassati con don Sturzo. Un Padre Brown che diventa prima monsignore e poi cardinale, amico e collega di Eugenio Pacelli, al servizio di Pio XI. Nel libro, oltre a personaggi storici realmente esistiti, ritroviamo gli amici di Chesterton, come Belloc o padre McNabb, e i suoi personaggi letterari, come Basil Grant e Patrick Dalroy.
Al termine un piccolo momento conviviale con l’Autore e l’opportunità di acquistare il libro.
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Padre Brown
I libri di Rialti e Casotto su GKC su questa pagina de Il Foglio
http://www.ilfoglio.it/singole/22
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