Gilbert Keith Chesterton, What's Wrong with the World
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lunedì 19 luglio 2010
Un aforisma al giorno
domenica 18 luglio 2010
Un altro cambiamento nel look...

Unità d'Italia - I Napolincanto con alcune belle canzoni ci raccontano come sono andate veramente le cose.
sabato 17 luglio 2010
L'Avvenire parla anche di Chesterton
giovedì 15 luglio 2010
Ebbene, sembra che qualcuno abbia ascoltato il nostro appello...
mercoledì 14 luglio 2010
LO SCRITTOIO DI CASTEL GANDOLFO. I COMPITI DELLE VACANZE DEL PAPA. UN TESTO SUI “VANGELI DELL’INFANZIA”, UN’ENCICLICA TOSTA SULLA FEDE PER INSEGNARE A CREDERE “NEL MODO GIUSTO” E IL CARDINALE NEWMAN, CHE SPIEGAVA L’UOMO “A PARTIRE DALLA COSCIENZA”
L'«Ortodossia» di Chesterton
martedì 13 luglio 2010
Dal card. Giacomo Biffi
RISORGIMENTO
E l'Unità tradì il popolo
THOU SHALT NOT KILL tradotta da Rodolfo Caroselli
La Società Chestertoniana Americana si riunisce
Quello che vedete è il logo della 29° Conferenza della Società Chestertoniana Americana, che si terrà dal 5 al 7 Agosto prossimi alla Mt. St. Mary’s University lunedì 12 luglio 2010
Un aforisma al giorno
Ecco la copertina de Il Napoleone di Notting Hill
Quella che vedete qui a fianco è la copertina della nuova edizione Lindau de Il Napoleone di Notting Hill, il primo romanzo di Chesterton, quello che ha ispirato Michael Collins a combattere gli inglesi e a cacciarli dall'Irlanda, quello che ha ispirato Gandhi a fare altrettanto in India, quello che ha eccitato e compiaciuto molti, moltissimi di noi.Un anno alla finestra - Gli articoli di Gianfranco Amato
Quello che vedete è il libro di Gianfranco Amato, ospite della festa del beato Pier Giorgio Frassati 2010, che raccoglie un anno di articoli usciti su varie testate.Un anno alla finestra - Gli articoli di Gianfranco Amato
Quello che vedete è il libro di Gianfranco Amato, ospite della festa del beato Pier Giorgio Frassati 2010, che raccoglie un anno di articoli usciti su varie testate.domenica 11 luglio 2010
Era massone, ora è cattolico
Storia della conversione di un Venerabile Maestro del Grande Oriente
di Antonio Gaspari
ROMA, lunedì, 14 giugno 2010 (ZENIT.org).- E' appena arrivato nelle librerie italiane un libro più affascinante di un romanzo dal titolo "Ero Massone. La mia conversione dalla massoneria alla fede" (Piemme). E' la storia vera di Maurice Caillet, un medico ginecologo, non battezzato, materialista, abortista e anticattolico.
Coerente con la sua formazione illuminista, il dott. Caillet entra a far parte della Massoneria. Nel giro di 15 anni viene iniziato alla conoscenza di tutti i segreti delle Logge: iniziazioni, riti, giuramenti, trattamenti di favore, facilitazioni nella raccolta di denaro, incarichi di potere e cariche politiche.
Diventa Venerabile Maestro della Loggia di Rennes e fa carriera nel lavoro e in politica, fino a diventare un notabile del Partito Socialista Francese e dirigente del Centro di Esami della Salute di Rennes.
Ma è proprio all'apice della sua carriera politica e professionale che accade l'imprevisto. La moglie Claude si ammala gravemente e lo trascina con sé in un pellegrinaggio a Lourdes.
Mentre lei è nelle piscine, Maurice è intirizzito e si ripara nella cripta posta sotto la grotta delle apparizioni.
Vi stavano celebrando una Messa. Maurice non aveva mai prestato attenzione alla celebrazioni di una messa cattolica. La considerava un rito sorpassato, una sorta di superstizione primitiva, ma quando il sacerdote pronuncia le parole di Gesù "Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto…" il suo cuore viene toccato.
"Ero razionalista, massone e ateo – scrive nel libro –. Non ero neanche battezzato, ma mia moglie Claude era malata e decidemmo di andare a Lourdes. Mentre lei era nelle piscine, il freddo mi costrinse a rifugiarmi nella Cripta, dove assistetti con interesse alla prima Messa della mia vita. Quando il sacerdote, leggendo il Vangelo, disse: 'Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto', ebbi uno shock tremendo perché avevo sentito questa frase il giorno della mia iniziazione al grado di Apprendista ed ero solito ripeterla quando, già Venerabile, iniziavo i profani".
"Nel silenzio successivo sentii chiaramente una voce che mi diceva: 'Bene, chiedi la guarigione di Claude, ma cosa offri?'. Istantaneamente, e sicuro di essere stato interpellato da Dio stesso, pensai che avevo solo me stesso da offrire. Al termine della Messa, andai in sacrestia e chiesi immediatamente il Battesimo al sacerdote. Questi, stupefatto quando gli confessai la mia appartenenza massonica e le mie pratiche occultiste, mi disse di andare dall'Arcivescovo di Rennes. Quello fu l'inizio del mio itinerario spirituale".
Da allora Maurice Caillet ha lasciato la Massoneria ed ha compiuto un itinerario di conversione e purificazione. L'entusiasmo per la fede trovata gli ha dato la forza di affrontare e superare le tante difficoltà e minacce che il mondo materialista e la Massoneria gli hanno posto di fronte.
E' stato minacciato di morte, lo hanno licenziato per motivi inesistenti, hanno cercato di impedirgli di continuare la sua attività di medico, gli hanno messo contro parenti e figlie.
A causa delle minacce vive ora sotto protezione in Spagna, ma la sua storia e testimonianza sta sollevando dalle paure tante vittime della Massoneria e sta generando altre conversioni.
Il libro scritto da Caillet è la descrizione più chiara e dettagliata di come funziona la Massoneria che lui ha frequentato per 15 anni. Tutto viene spiegato: riti, iniziazione, ragioni, finalità, metodo di controllo, corruzione, negoziazione di promozioni agli alti vertici delle aziende, distribuzione illegale di appalti per le opere pubbliche, intimidazione ed eliminazione di personaggi scomodi.
Caillet non cede mai al sensazionalismo né alle teorie cospiratorie, con metodo razionale e argomenti che emergono dalla sua esperienza personale, illustra le meschinità, la bramosia di potere, l'ideologia, e l'ipocrisia di gruppi di persone che si nascondono dietro ad un ridicolo ritualismo sincretista e agnostico.
Altro che ideali umanisti, secondo Caillet, dietro ai principi di liberà, uguaglianza e fraternità, si nasconde un gruppo di persone il cui fine è il raggiungimento del potere e del possesso, cancellando il Dio unico dei Cristiani e proponendo l'adorazione di idoli vari.
Per l'ex Venerabile Maestro, "la Massoneria, in tutte le sue obbedienze, sostiene il relativismo, che colloca tutte le religioni su uno stesso piano. Da ciò si deduce un relativismo morale: nessuna norma morale ha in sé un'origine divina e, quindi, definitiva, intangibile. La sua morale evolve in funzione del consenso delle società".
A questo proposito nel libro il dott. Caillet racconta che la Massoneria francese è stata determinante per l'introduzione dell'aborto libero in Francia nel 1974.
Tra i responsabili di questa legge l'ex Venerabile Maestro indica Jean-Pierre Prouteau, Gran Maestro del Grande Oriente di Francia, consigliere dell'allora Primo Ministro Jacques Chirac. Il dottor Pierre Simon, Gran Maestro della Grande Loggia di Francia, consigliere di Simone Veil, allora Ministro della Sanità. I politici erano circondati da quelli che venivano chiamati i "Fratelli tre punti", e il disegno di legge sull'aborto venne elaborato rapidamente. I deputati e i senatori massoni di destra e di sinistra votarono all'unanimità.
Secondo Caillet il materialismo e il relativismo morale hanno portato la Massoneria francese a promuovere tutte le leggi che favoriscono il libertinaggio sessuale, il divorzio senza colpa, la contraccezione chimica e meccanica, l'aborto, le unioni civili e omosessuali, la manipolazione degli embrioni, la depenalizzazione delle droghe leggere e la legalizzazione dell'eutanasia.
Nel suo libro "De la vie avant toute autre chose" (Ed. Mazarine) apparso nel 1979 e poi ritirato dalle librerie su indicazione delle autorità massoniche dell'epoca, il Gran Maestro Pierre Simon ha scritto che "è l'intero concetto di famiglia che si sta ribaltando".
Per la sua storia, l'ex Venerabile Maestro è diventato uno dei maggiori esperti di Massoneria nel mondo cattolico. Nella parte finale del libro, in molte conferenze e nel suo sito (http://www.cailletm.com) Maurice spiega che cosa è la Massoneria e perchè è incompatibile con coloro che credono in Gesù Cristo.
Per non aver più paura e per favorire le conversioni Caillet propone una preghiera che recita ogni giorno: "Padre infinitamente buono, tu vedi nel segreto del cuore e delle logge. Tu sai che molti massoni, persi in una filosofia ingannevole, cercano vane verità. Liberali, Signore, dagli spiriti che li traggono in inganno. Che lo Spirito Santo, lo Spirito di verità, investa la loro intelligenza e il loro cuore e riveli loro la Verità iniziale e filiale, l'alfa e l'omega: Tuo Figlio, Gesù il Cristo, la sua Vita, il suo insegnamento: La Buona novella del Tuo Amore".
Inviato da iPhone
Il Papa in Gran Bretagna per Newman
Accogliendo gli inviti del Governo di Sua Maestà Elisabetta II Regina del Regno Unito e delle Conferenze Episcopali cattoliche di Inghilterra-Galles e della Scozia, Sua Santità Benedetto XVI compirà un Viaggio Apostolico nel Regno Unito dal 16 al 19 settembre 2010.
Nel corso del viaggio il Santo Padre farà visita a Sua Maestà la Regina nel Palazzo Reale di Holyroodhouse a Edinburgh, presiederà la Celebrazione Eucaristica nel Bellahouston Park di Glasgow, incontrerà i rappresentanti del mondo politico, culturale e imprenditoriale nella Westminster Hall, parteciperà ad una Celebrazione Ecumenica nella Westminster Abbey, presiederà la Celebrazione Eucaristica nella Westminster Cathedral e la Veglia di Preghiera nel Hyde Park a Londra. Infine, presiederà la Celebrazione per il rito di beatificazione del Venerabile Cardinale John Henry Newman nel Cofton Park di Birmingham.
venerdì 9 luglio 2010
Quando in bioetica ci si cura solo delle conseguenze
Osservatore Romano 10 luglio
Tante tecniche ma poche ragioni
di Carlo Bellieni
Il dibattito sull'aborto - basta leggere i giornali - si fa sempre più grave e insieme superficiale: centrato sulla proliferazione dei mezzi abortivi, senza alcuna attenzione alla prevenzione. Ci si limita cioè a una qualche cura delle conseguenze disinteressandosi delle cause. Al punto che proporre un'alternativa alle donne rasenta il reato: Tammie Downes, una dottoressa inglese, è stata di recente messa sotto processo (e poi assolta) per aver dissuaso dall'aborto alcune sue assistite.
È storia di questi giorni: ai vari metodi chirurgici, alla pillola del giorno dopo e alla Ru486 si affianca la pillola da prendere fino a cinque giorni dopo il rapporto, quasi che il dramma dell'aborto si limitasse a un problema di "tecniche". Chi non approva l'aborto finisce così con l'essere risucchiato in un vortice di procedure mediche e di leggi e, combattendo le nuove tecniche dell'aborto solitario, sembra farsi paladino di quelle vecchie.
A questa corsa al ribasso non ci si deve adeguare. Davvero pensiamo che il primo desiderio di una donna la quale scopre di aspettare un figlio non programmato sia quello di trovare un nuovo metodo abortivo? Troppe parole per parlare solo di tecnica; anche il Royal College of Obstetrics and Gynecology britannico ha appena emesso un lungo e ponderoso documento (Fetal awareness) teso a dimostrare che il feto non prova dolore quando viene abortito a sviluppo inoltrato, conclusione inaccettabile dal punto di vista scientifico. Troppe parole, troppe tecniche e troppo scarsa attenzione alle cause che spingono all'aborto.
L'etica che si cura solo delle conseguenze è un male diffuso: lo ritroviamo nel fine-vita, in cui raramente ci si chiede perché un malato vuole morire, a fronte di mille pazienti nelle stesse condizioni che invece vogliono vivere. Così nel campo degli stupefacenti: quante pagine sui giornali sulla liberalizzazione delle droghe e quante, invece, sulle motivazioni che portano un ragazzo di quindici anni a drogarsi o a ubriacarsi da solo in un bar? Anche nel campo della fecondazione in vitro si tace sulle cause rimovibili e sempre in aumento della sterilità, mentre si spalancano le porte a tecniche fecondatorie spesso tardive. Come se per il dramma del lavoro si parlasse solo di assegni di disoccupazione e non di come creare nuova occupazione. O, nel caso della malaria, di quanto chinino usare e non di come eliminare le zanzare o creare un vaccino. È un'etica che si ammanta dei panni della libertà, ma genera invece solo solitudine.
Curarsi solo delle conseguenze spesso genera patologia. Parlare di aborto senza dare alternative è contraddire il vissuto di tante donne che hanno abortito e si trovano a fare i conti con conseguenze addirittura psichiatriche, come ha pubblicato in giugno la rivista "Maternal-Fetal and Neonatal Medicine". Indicare la fecondazione in vitro come rimedio contro la sterilità e non rimuoverne le cause genera fatalismo, determina ipermedicalizzazione e di conseguenza delusione; per alcuni una sorta di sindrome da stress, tanto che qualche autore suggerisce - con un ragionamento non condivisibile - che per evitare la delusione inerente a queste pratiche bisognerebbe spiegare ai coniugi, prima che si addentrino in intricati percorsi medici, che fare figli è irrazionale e immorale, e pertanto dissuaderli (Matti Hayry, A rational cure for pre-reproductive stress syndrome, "Journal of Medical Ethics", luglio 2004).
Perché allora si parla sempre e solo di nuove e sempre più ardimentose scorciatoie per eliminare le conseguenze e poco di come curare le cause? La risposta è nel mito postmoderno dell'autodeterminazione: è preferibile fornire scelte in apparenza facili che si possono percorrere in totale solitudine piuttosto che proporre una concertata solidarietà, la quale potrebbe suggerire scelte che una persona sola e impaurita non prenderebbe. Come se soltanto le scelte prese in solitudine fossero libere e vere.
Ma se ci fosse una forte prevenzione sociale dei fenomeni prima accennati, le scelte estemporanee e le corse "autonome" ai ripari non avrebbero ragione d'essere, ne sarebbe chiaro il limite e non sarebbero più assurte a diritto assoluto, a questione vitale e a simbolo di libertà. A chi brandisce l'autonomia al di là dell'evidenza scientifica, un mondo solidale non piacerebbe.
Si pensi a un'Europa che dedichi personale e budget a rimuovere, culturalmente e strutturalmente, il disagio giovanile invece di moltiplicare i marijuana-café, o che aiuti le donne invece di inventare nuove pillole abortive: che arma resterebbe a coloro che reclamano il mito dell'autonomia per affermare il valore della solitudine umana assurta a sommo tribunale? Si pensi a un'Europa in cui si dedicassero le energie non solo a moltiplicare le tecniche di fecondazione, ma a curare con altrettanta forza le cause della sterilità, molte delle quali sono culturali: sarebbe un'Europa solidale che, a differenza dell'attuale, non ci potrebbe venire rinfacciata dai nostri figli, ai quali al momento sa offrire tante tecniche, ma poche ragioni.
giovedì 8 luglio 2010
Il ritorno del Napoleone di Notting Hill
IL PRIMO ROMANZO DIG.K. CHESTERTON«Il Napoleone di Notting Hill»FINALMENTE IN LIBRERIA«Fin da principio la razza umana, cui appartengono moltissimi dei miei lettori, si è divertita con giochi infantili, e probabilmente continuerà a farlo sino alla fine, il che è una seccatura per coloro – pochi a dire il vero – che diventano adulti. Uno dei giochi a cui essa è più affezionata si chiama "Non scoprire il domani", noto anche con il nome di "Imbroglia il profeta", in cui i giocatori ascoltano con molta attenzione e rispetto le previsioni degli uomini intelligenti sulla generazione futura. Dopodiché aspettano che tutti questi uomini intelligenti muoiano e li seppelliscono accuratamente; quindi se ne vanno a fare altro. Tutto qui, ma, per una razza dai gusti semplici, è un vero e proprio divertimento…» G. K. Chesterton«La letteratura è una forma della felicità. Forse nessuno scrittore mi ha dato tante ore felici come Chesterton.» Jorge Luis BorgesLeEDIZIONI LINDAUpresentanoGilbert Keith ChestertonIl Napoleone di Notting Hill<il-napoleone-di-notting-hil.jpg>---------------------------------------------------------------------------------------------------------Edizioni Lindau | Collana «L'aquila e la colomba» | pp. 240 | euro 17,00 | ISBN 978-88-7180-875-8 | luglio 2010---------------------------------------------------------------------------------------------------------IN LIBRERIA DALL'8 LUGLIO---------------------------------------------------------------------------------------------------------«Un vero trionfo. Il libro è nel contempo un racconto fantastico, una miniera di umorismo e una sorta di allegoria… Ogni pagina contiene qualche frase deliziosa e pregnante; la vitalità, l'energia e l'esuberante gioia del suo stesso lavoro di artigiano che sarebbe difficile sovrastimare.» Daily NewsCosa accadrebbe se il re d'Inghilterra venisse eletto tramite un sorteggio? E se a essere sorteggiato fosse un bislacco funzionario governativo in frac, Auberon Quin, dotato di un sulfureo senso dell'umorismo e di un gusto particolare per l'epoca feudale? E che cosa accadrebbe se a condurre questo gioco narrativo fosse Gilbert K. Chesterton?Pubblicato nel 1904, «Il Napoleone di Notting Hill» è il primo romanzo scritto da Chesterton. Ricco di uno humour vagamente surreale, calato in un'atmosfera fantastica di sorprendente attualità, quest'opera ambientata nel futuro (nell'anno 1984) combina al meglio la vivacità dell'intreccio narrativo con l'originalità della riflessione intellettuale e morale dello scrittore.Auberon Quin è un anonimo impiegato dall'aspetto curioso. Un misto tra un bambino e un gufo. Oltre a ciò, sa essere molto impertinente, soprattutto per la Londra vittoriana in cui gli è toccato vivere, per quanto "catapultata" nel 1984 dalla fantasia di Chesterton. Gli piace raccontare storie sconvenienti e scoppiare in fragorose risate in presenza di estranei. Sembra non avere altra preoccupazione che divertirsi e organizzare faceti passatempi. Ma un giorno, mentre passeggia nei giardini di Kensington, Auberon viene avvicinato da due uomini in uniforme che gli comunicano che, in seguito a un'estrazione, è stato eletto Sua Altezza Reale... Che cosa gli ha riservato il destino?Re Auberon conferisce ai quartieri di Londra la dignità di città-stato e un ragazzo dai capelli rossi di Notting Hill, Adam Wayne, prende talmente a cuore le burle del Re che per contrastare il progetto di una strada che attraversa il suo quartiere scatena una vera e propria guerra con gli altri borough londinesi. L'unico modo per sconfiggerlo sarà affrontarlo sul suo stesso terreno.Con il suo spirito incline al paradosso e all'ironia, Chesterton imbastisce una farsesca allegoria sulla condizione dell'uomo, costretto a domandarsi se il mondo è uno scherzo di Dio e se lui deve stare al gioco seriamente oppure scherzare, a sua volta, fino alla morte. In particolare Chesterton fa un elogio divertito e divertente delle virtù dell'uomo comune guidato dal senso etico della fede cristiana, viatico prezioso in mezzo all'apparente assurdità della realtà mondana.La «Nota biobibliografica» e l'elenco delle «Opere di Chesterton» sono a cura di Marco Sermarini, Presidente della Società Chestertoniana Italiana.Titolo originale: The Napoleon of Notting HillTraduzione dall'inglese di Valeria Fucci«Il Napoleone di Notting Hill» è il primo titolo della nuova collana di letteratura ispirata ai valori cristiani, «L'aquila e la colomba»: il contributo che il cristianesimo ha offerto all'uomo moderno – alla sua crescita spirituale, alla sua capacità di affrontare le sfide complesse del nostro tempo – ha assunto anche la forma della finzione letteraria, della creatività libera, della narrazione popolare. In poche parole, del romanzo, della poesia, della letteratura di genere. Lindau vuole percorrere questa nuova strada insieme ai lettori, (ri)proponendo romanzieri noti come Bernanos, Greene, Alina Reyes, lo stesso Chesterton (per citarne solo alcuni), ma anche scrittori meno conosciuti – come il filosofo (e giallista) Ralph McInerny –, tutti accomunati da questa appartenenza ideale.L'AUTOREGilbert Keith Chesterton (1874-1936) fu scrittore e pubblicista dalla penna estremamente feconda. Soprannominato «il principe del paradosso», usava una prosa vivace e ironica per esprimere serissimi commenti sul mondo in cui viveva. Scrisse saggi letterari e polemici, romanzi «seri» (L'uomo che fu Giovedì, L'osteria volante) e gialli (celebre la serie di avventure di Padre Brown). Lindau ha pubblicato i suoi saggi biografici su san Francesco d'Assisi e san Tommaso d'Aquino, e le opere La Chiesa cattolica ed Eretici. Ortodossia, seguito ideale di Eretici, è in corso di pubblicazione per questa casa editrice.L'INDICELibro primo11 1. Note introduttive sull'arte della profezia17 2. L'uomo in verde37 3. La collina dell'umorismoLibro secondo49 1. La Carta delle Città61 2. Il consiglio dei Prevosti75 3. Entra un pazzoLibro terzo91 1. La condizione mentale di Adam Wayne107 2. Lo stravagante signor Turnbull119 3. L'esperimento del signor BuckLibro quarto139 1. La Battaglia dei lampioni153 2. Il corrispondente del «Court Journal»165 3. Il grande esercito di South KensingtonLibro quinto191 1. L'Impero di Notting Hill205 2. L'ultima battaglia213 3. Due voci221 Nota biobibliografica225 Opere di Chesterton