sabato 20 marzo 2010

La lettera di Benedetto XVI ai cattolici d'Irlanda

In questo collegamento qui sotto trovate il testo della lettera ai
fedeli irlandesi firmata ieri da Papa Benedetto XVI.

Leggetela attentamente.

Grazie, Santo Padre, siamo sempre con Lei.

http://212.77.1.245/news_services/bulletin/news/25287.php?index=25287&lang=it#LETTERA%20PASTORALE%20DEL%20SANTO%20PADRE%20BENEDETTO%20XVI

venerdì 19 marzo 2010

Mamma Oca colpisce ancora...

http://www.tempi.it/opinioni/008669-la-bella-e-la-bestia-brilla-nei-dettagli

Leggete!
Chesterton e La Bella e la Bestia.

Tempi, Chesterton e Mamma Oca

> http://www.tempi.it/opinioni/008693-noi-che-ai-libri-non-chiediamo-parole
>
> Qui sopra trovate un interessante articolo di Tempi che parla di
> Chesterton.
>
> Brava, Mamma Oca.

giovedì 18 marzo 2010

EUTANASIA/ Lo fai per compassione? La Gran Bretagna ti dà la licenza di uccidere



Gianfranco Amato

lunedì 15 marzo 2010

La Gran Bretagna si sta avviando oramai verso la legalizzazione dell’eutanasia. Non si è avuto il coraggio di farlo attraverso una legge del Parlamento e si è, quindi, optato per la soluzione ipocrita della via giudiziaria. Infatti, un sostanziale contributo a questo processo di legalizzazione lo hanno dato le guideline predisposte da Keir Starmer, il Director of Public Prosecutions per l’Inghilterra ed il Galles, attraverso cui sono stati delineati i presupposti per procedere penalmente nei confronti di chi partecipa attivamente ad un suicidio assistito. Le sei esimenti previste in quelle direttive rischiano di rappresentare, infatti, un vero e proprio disco verde alle pratiche eutanasiche.

Secondo le nuove regole di Starmer, l’azione penale non verrà esercitata quando: 1) la vittima ha assunto una volontaria, chiara, determinata e consapevole decisione di commettere suicidio; 2) l’indagato ha agito esclusivamente per motivi di compassione; 3) l’azione commessa dall’indagato, sebbene idonea ad integrare un’ipotesi di reato, si è in realtà risolta in una lieve istigazione o in semplice assistenza; 4) l’indagato ha tentato di dissuadere la vittima dalla commissione del suicidio;
5) le azioni dell’indagato si possono qualificare come una debole istigazione o come mera assistenza rispetto ad una precisa volontà della vittima di commettere suicidio; 6) l’indagato ha denunciato il suicidio della vittima alla polizia giudiziaria collaborando pienamente all’inchiesta sulle circostanze del suicidio o del tentato suicidio, e sul suo ruolo nell’istigazione o nell’assistenza.

È ormai chiaro, quindi, come da oggi sia possibile in Gran Bretagna ricorrere all’eutanasia senza rischiare di incorrere nella giustizia penale. I criteri contenuti nelle guideline del Director of Pubblic Prosecutions rappresentano un calderone dove ciascuno può attingere facilmente una motivazione giuridica per praticare la dolce morte. Concetti come la «lieve istigazione» o la «compassione» consentono, a tutti gli effetti, di autorizzare l’omicidio di chi chiede di porre fine alla propria esistenza.
La prova migliore di quanto affermo la fornisce l’esultanza di Debbie Purdy, accanita sostenitrice del suicidio assistito, che ha definito le nuove guideline una vera e propria “victory”. Per la precisione, ha dichiarato di essere «entusiasta e felice per questa vittoria». Sentimenti riecheggiati anche nelle parole di Sarah Wooton, responsabile di un gruppo pro-eutanasia, che ha parlato di una «vittoria del buon senso».

I primi a lamentarsi delle nuove direttive, invece, sono stati alcuni parlamentari sentitisi espropriati della propria funzione legislativa. Le guideline di Starmer vengono, infatti, viste come una “back door”, una porta di servizio da cui far entrare l’eutanasia bypassando il confronto democratico del dibattito parlamentare. Parlando alla House of Commons, il deputato conservatore Mark Pritchard ha denunciato la seria preoccupazione che vive la comunità britannica allarmata dal fatto «che venga tolta la parola alla Camera» e che la via giudiziaria rappresenti, appunto, una nuova «back door attraverso cui introdurre l’eutanasia nel Regno Unito».
Furiose le organizzazioni pro-life. Peter Saunders, del Care Not Killing Alliance, ha aspramente criticato le nuove esimenti senza mezzi termini: «Chiunque prenderà parte ad un suicidio assistito, dichiarerà inevitabilmente di aver agito per compassione. Peccato che l’unico testimone in grado di conoscere come si siano realmente svolti i fatti, nel frattempo, sarà morto».

Anche organizzazioni a sostegno dei disabili non hanno mancato di far sentire la propria voce. Richard Hawkes, direttore di Scope, ha denunciato: «Molti disabili sono spaventati, e con buon motivo, dalle possibili conseguenze di queste nuove regole». «C’è un reale pericolo - continua Hawkes - che le direttive del Director of Public Prosecutions possano tradursi in una pressione psicologica che spinga chi è affetto da disabilità a porre fine alla propria esistenza». Senza parlare dei possibili casi di abuso in cui la soppressione non consenziente del disabile venga poi giustificata dall’omicida attraverso un’inesistente motivo compassionevole. Un altro gruppo che ha fermamente rigettato l’introduzione delle nuove regole sul suicidio assistito, è la combattiva ProLife Alliance, secondo cui la stessa idea che possano esistere delle esimenti al reato di omicidio del consenziente è di per sé aberrante.
La tesi di Starmer e le cause di non colpevolezza contenute nelle sue guideline non possono essere accettate da una società che pretende di considerarsi civile e fonda le proprie basi su una concezione democratica del diritto e della legge. Chiunque abbia un minimo di cultura giuridica non può non avvertire l’esigenza di respingere tout court l’idea di legittimare un omicidio. Senza se e senza ma. Quelle direttive non sono altro, in realtà, che una vera e propria licenza di uccidere.

La polizia egiziana arresta 13 copti, vittime dell’assalto di estremisti islamici


Tra i fermati anche quattro minorenni, fra i 13 e i 17 anni, poi rilasciati. Per i cristiani e i musulmani emesso un provvedimento di custodia cautelare di 15 giorni. A loro carico le accuse di danneggiamento di proprietà pubbliche, incendio doloso e aggressione. Associazione per i diritti umani promuove una conferenza internazionale.


Il Cairo (AsiaNews/Agenzie) – Le forze di sicurezza egiziane hanno arrestato 13 cristiani copti – tra cui quattro minorenni, poi rilasciati – vittime dell’attacco del 12 marzo scorso. A loro carico l’accusa di assemblea religiosa illegale, danneggiamento di proprietà pubbliche, incendio doloso e aggressione. Fermati anche una dozzina di musulmani, su un totale di 2000, autori dell’assalto contro 400 fedeli copti della chiesa di san Michele a Mersa Matrouh, nel nord-ovest dell’Egitto.

A scatenare le violenze degli estremisti l’intervento dell’imam locale, Khamis Mohamad Khamis, durante la preghiera del venerdì. Dai microfoni della moschea di Al-Ansar, situata nelle vicinanze della chiesa di San Michele, adiacente l’edificio che ospitava i copti, il leader islamico ha incitato i fedeli alla “guerra santa” contro il luogo di culto cristiano, orinandone la distruzione, e invocando la cacciata degli “infedeli”.

La folla ha intrappolato i copti all’interno della chiesa e li ha assaliti, razziando le abitazioni prima di dar loro fuoco. Il raid ha causato il ferimento di 23 cristiani, di cui due in modo grave, tanto che è stato disposto il ricovero al Victoria Hospital di Alessandria, distante 200 km. Fonti della chiesa locale denunciano la devastazione completa di 18 case, quattro negozi e 18 auto (nella foto). “Questa gente è completamente rovinata” afferma l’attivista Wagih Yacoub.

L’assalto alla comunità cristiana copta è durato oltre 14 ore. L’intervento – tardivo – delle forze di sicurezza ha evitato la carneficina. Gli agenti hanno trasportato i parrocchiani dalla chiesa, situata nel sobborgo di Rifiyah, alle loro case, presidiando le abitazioni per evitare nuovi attacchi degli estremisti.

Matta Zakaria, sacerdote locale, denuncia all’agenzia AINA “il sequestro di quattro minori, tra i 13 e i 17 anni, da parte della polizia”. Con un “inganno”, gli agenti hanno condotto i giovani in caserma chiedendo loro di identificare gli assalitori musulmani. Tra i giovani vi era anche un ragazzo che non si trovava in chiesa durante l’assalto. I giovani riferiscono anche di “insulti e percosse” da parte delal polizia, che ne ha disposto la scarcerazione dopo l’intervento di alcuni sacerdoti copti.

Le forze dell’ordine hanno aperto un fascicolo di inchiesta a carico degli arrestati – cristiani e musulmani – con l’accusa di assemblea religiosa illegale, danneggiamento di proprietà pubbliche, incendio doloso e aggressione. Il regime di custodia cautelare durerà 15 giorni.

Intanto la Egyptian Union for Human Rights Organization (EUHRO) ha indetto una conferenza internazionale per 21 marzo prossimo. Durante l’incontro si parlerà degli incidenti di Mersa Matrouh, causati dalla “mancanza di un’autorità statale”, e verrà lanciato un appello al governo perché monitori gli interventi degli imam, fonte di violenze confessionali tra cristiani e musulmani.

mercoledì 17 marzo 2010

Perché questo aspetto nuovo?

Così, per cambiare, e per dare al nostro blog un po' dell'aspetto "bambino" di Chesterton.
Questo ci è piaciuto perché ricorda vagamente sia il bambino che era in Chesterton, sia la gratitudine di Robinson Crusoe che trovava i resti del naufragio...

In fondo sono gli aspetti preponderanti della personalità di Chesterton, no?

IL CASO/ Il prete “asino” che dà lezione agli studenti della Bocconi




mercoledì 17 marzo 2010

Padre Aldo Trento ha conquistato l’ennesimo pubblico, questa volta all’università Bocconi. Uno a cui piace definirsi un “asino” ha tenuto incollata alle sedie una platea di studenti di economia di alcuni atenei milanesi, raccontando come gestisce la Fondazione San Rafael, che prende il nome dalla chiesa di cui fino a pochi mesi fa è stato parroco, ad Asuncion in Paraguay.

Padre Aldo ha spiegato come partendo dall’Io e dalla Realtà è riuscito a salvare se stesso dal “male di vivere” che per lungo tempo lo ha attanagliato e da lì ha sviluppato le sue opere sociali che sono un modello per tutta l’America Latina. Le imprese profit della Fondazione sono tutte in utile e il 60% dell’utile netto va alle opere di carità, come la clinica per malati terminali San Riccardo Pampuri.

Il suo “modello di business”, per dirlo alla bocconiana, pur non perseguendo la massimizzazione del profitto, come insegnano i manuali di management, è assolutamente efficace. Secondo padre Aldo alla base di ogni impresa ci sono tre regole: duro lavoro, allenamento della mente e relazione con il Mistero. I bocconiani prendono appunti.

La Fondazione San Rafael ha un vantaggio rispetto a tutti i suoi “competitors”, l’attenzione straordinaria all’educazione e la totale dedizione alla persona: pur potendo contare su finanziamenti cospicui in milioni di dollari, in Paraguay nessuna ONG (organizzazione non governativa) è riuscita a creare una realtà simile.

L’incontro ha dimostrato come padre Aldo possa affascinare anche quando parla di economia e di business, il suo modo totalmente libero di relazionarsi con la realtà abbraccia ogni esperienza umana, dalla storia, alla scienze alla pedagogia. I bocconiani ascoltano e scrivono. E se le “regole” di padre Aldo valessero anche per l’economia mondiale?

(Michele Fontolan)

Mosul, nuova esecuzione mirata contro un cristiano irakeno

Sabah Yacoub Adam, 55 anni, sposato e padre di un bambino, è stato freddato a colpi di pistola. Egli era proprietario di una vetreria e abitava nella zona araba della città. Alle elezioni parlamentari si profila un testa a testa fra Allawi e al-Maliki. Scrutinate l’80% delle schede.

Baghdad (AsiaNews) – Nuova esecuzione mirata contro un cristiano irakeno a Mosul, nel nord dell’Iraq. Questa mattina un commando armato ha ucciso un commerciante di 55 anni, sposato e padre di un bambino. Intanto la Commissione elettorale irakena ha scrutinato l’80% dei voti. Secondo una proiezione stilata dall’Afp, si prospetta un testa a testa fra Allawi e al-Maliki, con un leggero margine di vantaggio per l’ex premier, salito al potere dopo la caduta di Saddam Hussein. L’omicidio è avvenuto questa mattina nel quartiere di al Saa, nei pressi del monastero dei padri domenicani. Sabah Yacoub Adam, 55 anni, sposato e padre di un bambino, è stato freddato a colpi di pistola. Fonti di AsiaNews a Mosul riferiscono che egli era un caldeo praticante, proprietario di una vetreria e abitava nella zona araba della città, alla sinistra del fiume Tigri. L’esecuzione mirata di oggi è solo l’ultima di una lunga striscia di sangue, che ha costretto centinaia di famiglie cristiane a fuggire dalla città, in direzione della piana di Ninive o all’estero. Una spirale di violenza che è cresciuta nelle settimane che hanno preceduto le elezioni parlamentari del 7 marzo scorso, tanto che mons. Emil Shimoun Nona, arcivescovo caldeo di Mosul, aveva parlato di “una Via Crucis che non finisce mai”. Nel frattempo prosegue il conteggio dei voti della Commissione elettorale irakena, giunta all’80% delle schede scrutinate. Da una proiezione diffusa ieri dall’Afp emerge il testa a testa fra l’attuale premier Nouri al-Maliki e l’ex Primo Ministro ad interim Ayad Allawy, capo del governo fra il maggio 2004 e aprile 2005. La proiezione assegna alle liste dei due candidati 87 seggi, sui 310 dei quali è composto il Parlamento irakeno. L’Alleanza nazionale irakena, che raggruppa i partiti religiosi sciiti, segue in terza posizione con 67 seggi e la lista che unisce i due grandi partiti curdi conquisterebbe 38 seggi. Dei 310, ne vanno riservati 15 alle minoranze religiose del Paese, fra cui la cristiana. In base al numero di voti ottenuti, il blocco laico che sostiene Allawi – la lista al-Iraqiya – ha raccolto 2.102.981 consensi, con un margine di 8.984 voti di vantaggio sulla coalizione guidata da al-Maliki, lo State of Law (2.039.997). I partiti religiosi sciiti hanno conseguito 1.597.937 voti e il blocco curdo 1.132.154. L’attuale premier Nouri al-Maliki registra i maggiori consensi a Baghdad, il bacino più consistente nell’assegnazione dei seggi, e in sei regioni a maggioranza sciita. Allawi, invece, pur essendo un musulmano sciita ha un ampio margine di vantaggio in quattro regioni a maggioranza sunnita. La visione laica e il sostegno di sunniti e sciiti hanno premiato il programma proposto dall’ex Primo Ministro.(DS)

Oggi è San Patrizio...


... patrono d'Irlanda, l'Isola di Smeraldo, l'Isola dei Santi.

Perché non chiediamo tutti insieme al buono e caro San Patrizio di dare a questo bellissimo paese, tanto amato ed ammirato da Chesterton, una rinnovata era di bellezza, di letizia, di felicità cattolica (e cioè tremendamente felice, come direbbe Chesterton)?

L'Uomo Vivo è certo che se questo lo chiederemo tutti, poi qualcosa di buono accadrà...

Nuovo sconto Lindau per i nostri iscritti


Cari Amici,

possiamo annunciarvi che i soci della SCI in regola con l'iscrizione (€ 10,00 annui) possono avvalersi dello sconto concessoci dall'editore Lindau sullo splendido volume di Gilbert Keith Chesterton La Chiesa Cattolica - Dove tutte le verità si danno appuntamento (prefazione di Marco Sermarini, presidente della SCI) pari al 20% con pagamento in contrassegno con sole 1,50 euro di spese anzichè 3,50. Gli ordini andranno inoltrati alla Lindau tramite il seguente indirizzo di posta elettronica:

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oppure telefonicamente al numero 011/5175324


lunedì 15 marzo 2010

«1861, Chiesa nel mirino»


di Angela Pellicciari, Avvenire – 6 marzo 2010

«Tutte le fonti dell’800, sia di parte cattolica che di pare massonica, dicono la stessa cosa: che la fine del potere temporale del papato era l’obiettivo di forze internazionali legate al protestantesimo e alla massoneria per distruggere la Chiesa». Angela Pellicciari, la studiosa che ha riportato alla luce negli ultimi anni una mole di documenti e fatti sulla violenza dell’utopia risorgimentale – da Risorgimento da riscrivere (Ares 1998) a I panni sporchi dei Mille (Liberal 2003) a Risorgimento anticattolico (Piemme 2004) – si dice sconcertata all’idea che ci sia ancora chi, anche nel mondo cattolico, neghi od occulti queste cose».
Non fu dunque, quello contro la Chiesa, un conflitto collaterale all’obiettivo dell’unità d’Italia?
«Pio IX lo disse in decine di interventi e così Leone XIII: la fine del potere temporale era strumentale al crollo del potere spirituale. Liberali e massoni erano convinti che togliendo al Papato le sue ricchezze questo sarebbe crollato anche spiritualmente.Perché proiettavano sulla Chiesa le lorocategorie».
Fu anticattolicesimo o piuttosto anticlericalismo, contro l’invadenza della Chiesa in ambito secolare?
«Non si è trattato di anticlericalismo, ma di anticattolicesimo, che è cosa molta diversa. Una circolare del Grande Oriente del 1888 dice proprio questo ai fratelli: guardatevi bene dal non usare la parola anticattolicesimo, ma di usare la parola anticlericalismo, perché noi non siamo ufficialmente contro Cristo e la Chiesa, siamo solo contro i clericali che la snaturano».
Anche lo Statuto Albertino, infatti, riconosceva, all’articolo 1 quella cattolica come la sola religione di Stato...
«Nell’800 la grande maggioranza degli italiani era alla ricerca di una qualche forma di Stato unitario o federale. Pio IX era favorevole e insieme a lui tutta la Chiesa. Quando di questo progetto si appropriano in modo anti-cattolico i Savoia e i liberali di tutto il mondo – liberali di tutto il mondo unitevi è il vero slogan dell’800, che precede quello marxista – in un tale contesto il papa e i cattolici, ovviamente, si tirano indietro. Ora, qual era la motivazione ufficiale per cui competeva ai Savoia liberare l’Italia? Era che loro erano moralmente migliori degli altri sovrani, perché favorevoli a una monarchia costituzionale in uno Stato cosiddetto liberale. Arriviamo al punto. Nel 1848 è approvato lo Statuto Albertino e nel 1848 il parlamento sabaudo discute di come sopprimere i gesuiti. Ma i gesuiti non sono un ordine della Chiesa cattolica, unica religione di Stato? Fatto sta che i beni della Compagnia di Gesù vengono espropriati mentre i gesuiti sono sottoposti a domicilio coatto perché rei del nome. Sottolineo: uno Stato liberale che mette al domicilio coatto delle persone... perché ree del nome! Nel ’55 allungano il passo e sopprimono gli ordini mendicanti e le monache di clausura: 35 ordini religiosi. Alla fine del Risorgimento, nel ’73, vengono estese a Roma le leggi eversive, ovvero i 57mila membri di tutti gli ordini religiosi (ribadisco: della Chiesa di Stato...) sono messi sulla strada e i loro beni vengono espropriati. Beni donati dal popolo italiano nell’arco di secoli, che finiscono ad arricchire i liberali: migliaia di edifici bellissimi, circa due milioni di ettari di terra, dipinti, sculture, oggetti d’argento, pietre preziose, archivi, biblioteche... Questa operazione la vogliamo chiamare rispettosa della Costituzione? Per non parlare delle 24mila opere pie che operavano in tutta Italia: soppresse. È grazie a provvedimenti di questo tipo che l’Italia si è trasformata – per la prima volta nella sua storia millenaria – in una nazione di emigranti. Il Risorgimento è riuscito nell’impresa di trasformarci in una nazione da nulla: l’Italietta».
Si sono accaniti meno sul clero secolare, tuttavia. Come mai?
«Perché i religiosi non vivevano come i parroci in mezzo alla gente e i liberali volevano evitare una sollevazione di massa. Questo era chiarissimo già dal ’48, nei dibattiti del Parlamento subalpino. Non di meno, il codice penale approvato nel ’59, agli articoli 268, 269 e 270, imponeva al clero di obbedire a tutte le leggi dello Stato e puniva con il carcere di due anni e duemila lire di multa tutti coloro che disobbedivano con 'parole, opere e omissioni'. In sostanza, i preti che si azzardavano in chiesa a ricordare che il governo liberale era scomunicato incorrevano in questo reato di 'parole'... Un prete, ovviamente, non poteva sposare o celebrare il funerale di un liberale scomunicato: qui scattava la disobbedienza per 'omissione'. Questo era il rispetto della 'sola religione di Stato'. Il Risorgimento ha attuato gli stessi provvedimenti anticattolici messi in atto tre secoli prima dalle nazioni protestanti: l’unica differenza è stata che, mentre Lutero, Calvino ed Enrico VIII, agivano in odio dichiarato alla Chiesa cattolica, i liberali italiani erano vincolati al rispetto formale della Costituzione e si professavano più cattolici del papa. Una menzogna radicale che invano Pio IX ha denunciato in decine di encicliche, oggi del tutto dimenticate».
Una 'liberazione' più o meno brutale del Kulturkampf in Germania, per esempio?
«Certamente più violenta del Kulturkampf, che è stato fermato dall’azione del Zentrum, il partito cattolico di centro. Qui sono andati ben oltre e non li ha fermati nessuno. Si sono arrestati, ad un certo punto, solo per la paura dell’ondata socialista». Si cita spesso, per ridimensionare la portata di quegli avvenimenti, la frase di Paolo VI sulla «Provvidenza che tolse al papato le cure del potere temporale perché meglio potesse adempiere la sua missione spirituale nel mondo».
«Una frase strumentalizzata. Intanto dire che è finito il potere temporale, come fanno in molti, è dire un’inesattezza. Il potere temporale è ridotto a un territorio simbolico, ma c’è e questo salva la libertà della Chiesa nella libertà del papa dal non essere suddito/cittadino di nessun altro Stato. Il papa è sovrano in Vaticano. Secondo, Dio è capace di estrarre da un male un bene maggiore. Ma questo è, per l’appunto, opera della sua provvidente onnipotenza. Fosse stato per i liberali, la Chiesa cattolica avrebbe semplicemente cessato di esistere».

Sempre sul caso EllaOne

Dall'inserto E' Vita di Avvenire dell'11 Marzo 2010

La prossima frontiera di Gianfranco Amato

«EllaOne: un inganno commerciale?»

Il foglietto della «pillola dei cinque giorni dopo» parla di «contraccettivo d’emergenza» Poi nelle controindicazioni cita la «gravidanza». Allora è un abortivo! Ma le norme europee sono molto severe con questo genere di pratiche ingannevoli

Continua la polemica sull’annunciata introduzione nel mercato italiano della pillola abortiva EllaOne – la «pillola dei cinque giorni dopo» – surrettiziamente contrabbandata per contraccettivo d’emergenza. A me pare si tratti di una vera e propria pratica commerciale ingannevole. Nel senso giuridico del termine. Mi riferisco, infatti, all’ipotesi contemplata dall’art. 21, primo comma, lett. a) e b) del Codice del Consumo, recentemente modificato a seguito del Decreto legislativo 2 agosto 2007, n. 146, con cui è stata recepita la Direttiva europea 2005/29/Ce dell’11 maggio 2005, relativa alle pratiche commerciali sleali tra imprese e consumatori nel mercato interno.

La citata disposizione del Codice del Consumo, infatti, espressamente prevede che debba considerarsi ingannevole una pratica commerciale non solo se contiene «informazioni false» ma pure se «in qualsiasi modo, anche nella sua presentazione complessiva, inganni o possa ingannare il consumatore medio», e ciò «anche se l’informazione è di fatto
corretta». L’inganno deve riguardare «l’esistenza o la natura del prodotto», ovvero «le caratteristiche principali del prodotto», quali, tra l’altro, «la composizione», «l’idoneità allo scopo» e i «risultati che si possono attendere dal suo uso».

Il punto 4 (caratteristiche cliniche) del bugiardino di EllaOne espressamente attribuisce alla pillola, tra le «indicazioni terapeutiche» (4.1), la natura di «contraccezione d’emergenza cui ricorrere entro 120 ore (cinque giorni) da un rapporto sessuale non protetto o dal mancato funzionamento di un contraccettivo». Fa un certo effetto, poi, leggere al successivo punto 4.3 relativo alle controindicazioni, la parola «gravidanza»...

In realtà, è ormai arcinoto come la composizione chimica di EllaOne sia costituita sostanzialmente da una molecola chiamata «ulipristal acetato», un antiprogestinico di seconda generazione che si lega ai recettori del progesterone esattamente come la pillola abortiva Ru486. È altrettanto arcinoto che nella fisiologia della riproduzione, l’embrione a 5 giorni dal concepimento è già in utero per annidarsi, per cui l’azione dell’ulipristal acetato (la cui farmacodinamica è pressoché identica a quella del mifepristone della Ru486), contrastando proprio l’annidamento dell’embrione, non svolge un’azione contraccettiva ma un’azione intercettivaabortiva. Non è un caso, del resto, che le prime ricerche su EllaOne siano state effettuate partendo proprio dagli studi sulla Ru486.

E’quindi evidente che pubblicizzare EllaOne come un contraccettivo d’emergenza anziché come un prodotto abortivo, viola a tutti gli effetti le citate disposizioni normative a tutela del consumatore. Sarebbe interessante sapere cosa ne pensi di ciò l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, la quale, ai sensi dell’art. 27 del Codice del Consumo, ha l’obbligo di vigilare e intervenire proprio nei casi di pratiche commerciali ingannevoli.
Nel frattempo, mentre attendiamo un possibile pronunciamento di quell’Authority, non si può non denunciare la grave manipolazione semantica posta in essere e l’odiosa violazione che da essa deriva ai diritti delle donne, tra i quali esiste, certamente, quello di avere un’informazione chiara e obiettiva. Soprattutto quando si tratta di assumere sostanze che possono avere riflessi anche di natura morale, etica, filosofica, culturale.

Questa discutibile operazione di marketing ingannevole mi ha fatto venire in mente il concetto di 'antilingua' coniato da Italo Calvino nel 1965, ovvero di «quell’italiano surreale che ha contagiato il nostro linguaggio quotidiano», e che Pier Giorgio Liverani, nel suo Dizionario dell’Antilingua spiega bene come tenda, a volte, a sostituire parole che evocano fatti drammatici, al punto che chi ascolta arriva a «perdere la sensibilità per determinate situazioni o per certi problemi etici», diventando «più accomodante magari non sul piano dei princìpi ma su quello della prassi». Del tipo «contraccezione» al posto di «aborto».

J'ACCUSE/ Sembra una pillola, invece è un aborto: arriva la sorellina della Ru486

Riproponiamo per coloro a cui fosse sfuggito l'articolo di Gianfranco Amato su EllaOne, un'interessante storia...

Gianfranco Amato - Il Sussidiario dell'8 Marzo 2010

Sta per irrompere sul mercato italiano EllaOne la pillola dei cinque giorni dopo. Spacciata per anticoncezionale d’emergenza, EllaOne sarà un nuovo rimedio per impedire una gravidanza indesiderata entro 120 ore da un rapporto sessuale potenzialmente fertile. Vediamo di cosa si tratta esattamente.
Questa pillola contiene una molecola che si chiama ulipristal acetato, un antiprogestinico di seconda generazione. Per i profani è sufficiente sapere che quel composto sintetico si lega ai recettori del progesterone (ormone prodotto dalle ovaie) esattamente come la pillola abortiva RU486. L’azione del progesterone è fondamentale per l’iniziale sviluppo della gravidanza poiché prepara l’utero ad accogliere l’embrione ed EllaOne, legandosi appunto ai recettori di quell’ormone ne inibisce l’azione.
Poiché, quindi, contrasta l’annidamento dell’embrione, quella pillola svolge in realtà un’azione intercettiva-abortiva. E non contraccettiva. Non è un caso, infatti, che i primi studi sulla EllaOne siano stati realizzati proprio confrontando la sua azione con quella della RU486.
E’ interessante anche analizzare la differenza tra EllaOne e la cosiddetta “pillola del giorno dopo”, ovvero la contraccezione a base di levonorgestrel. Il più rilevante tratto distintivo si riferisce al periodo di assunzione dei due prodotti. Mentre il levonorgestrel, infatti, deve essere assunto entro 72 ore, la posologia di EllaOne prevede un arco temporale maggiore, ovvero un’assunzione entro le 120 ore (5 giorni). Peccato, però, che nella fisiologia della riproduzione, l’embrione a cinque giorni dal concepimento sia già in utero per annidarsi. Più interessante appare la correlazione tra EllaOne e la RU486.
Entrambe le molecole, infatti, appartengono al gruppo degli antiprogestinici, i quali svolgono la loro azione inibitoria dell’annidamento dell’embrione. La farmacodinamica dell’ulipristal acetato è, peraltro, pressoché identica a quella del mifepristone (Ru486). Parole complicate per dire che si sta spacciando per contraccettivo un prodotto che, invece, ha effetti abortivi.
Tutto regolare? Non direi proprio.
Com’è noto, la Direttiva europea 2005/29/CE dell’11 maggio 2005, relativa alle pratiche commerciali sleali tra imprese e consumatori nel mercato interno, prevede una severa disciplina in materia. E l’Italia è stato il primo Paese dell’Unione a recepire integralmente quella direttiva, attraverso il Decreto Legislativo 2 agosto 2007, n. 146, il cui art.21, primo comma, lett. a) e b), espressamente prevede che debba considerarsi ingannevole una pratica commerciale non solo quando contiene «informazioni false» ma pure quando «in qualsiasi modo, anche nella sua presentazione complessiva, inganni o possa ingannare il consumatore medio», e ciò «anche se l’informazione è di fatto corretta».
L’inganno deve riguardare «l’esistenza o la natura del prodotto», ovvero «le caratteristiche principali del prodotto», quali, tra l’altro, «la composizione», «l’idoneità allo scopo» ed i «risultati che si possono attendere dal suo uso». EllaOne, come si è visto, agisce impedendo il proseguimento dello sviluppo dell’embrione, giacché rende impossibile il suo annidamento nella parete uterina.
Non si tratta, dunque, di un effetto contraccettivo bensì di un meccanismo prevalentemente abortivo qual è quello antinidatorio, che si estrinseca dopo l’avvenuta fecondazione, quando è già iniziato il processo di sviluppo di una nuova vita umana. Sul punto, lo stesso Prof. Baulieu – padre della pillola abortiva RU486, e quindi insospettabile sotto il profilo bioetico - ha affermato che «l’interruzione della gravidanza dopo la fecondazione può essere considerata alla stregua di un aborto» (Il Punto sulla RU486, in «JAMA ed. italiana», 1990, 2,12).
Anche la logica, del resto, vuole la sua parte. Dal punto di vista etimologico il termine “contraccezione” deriva dall’inglese contra-conception e sta ad indicare l’attività volta ad impedire la concezione, la fecondazione. Ora come può EllaOne pretendere, logicamente, di impedire qualcosa che in realtà è già avvenuto, ovvero la fecondazione? Dopo il concepimento, in realtà, non si è più nell’ambito della contraccezione ma in quello contragestazione, cioè dell’attività che contrasta la gestazione. Impedire l’annidamento significa impedire lo sviluppo di una vita già iniziata.
Sempre in tema di logica, è interessante notare che il punto 4.1 delle istruzioni per l’uso di EllaOne, relativo alle «indicazioni terapeutiche», includa tra i casi in cui assumere la pillola anche la «contraceptive failure», ovvero l’ipotesi di mancato funzionamento di un contraccettivo. Come si può, quindi, logicamente immaginare che il rimedio al fallimento di un contraccettivo possa essere un altro contraccettivo? Alla “contraceptive failure” non può che seguire un’azione contragestatoria, ovvero abortiva.
Ora, da quanto fin qui evidenziato, risulta evidente che presentare EllaOne come u contraccettivo d’emergenza anziché come un prodotto abortivo, rappresenti una grave manipolazione semantica, tale da integrare una vera e propria pratica commerciale ingannevole, in palese violazione dell’art. 6, primo comma, lett. a) e b) della Direttiva 2005/29/CE, e dell’art.21, primo comma, lett. a) e b) del Decreto Legislativo 2 agosto 2007 n.146, violazione sulla quale, peraltro, dovrebbe intervenire l’ Autorità Garante della concorrenza e del mercato.
Né si può tacere sulla natura e sull’oggetto dell’inganno. La posta in gioco, in realtà, assume rilievi non indifferenti di natura morale, etica, filosofica, culturale. Usare un contraccettivo non è come abortire. Per questo l’informazione deve essere chiara e obiettiva, affinché una donna possa acquisire la piena consapevolezza della sua scelta e sappia che qualora opti per l’uso della pillola EllaOne non sta evitando un aborto. Lo sta praticando.

Un avviso per i soci: Fede & Cultura ci offre un interessante volume


Cari Soci,

il Beato Antonio Rosmini, l'apostolo della "Carità intelettuale", sacerdote e filosofo di Rovereto fu amico di Manzoni e di tutte le maggiori personalità della prima metà dell'Ottocento.
Con intelligenza davvero profetica egli confutò i sistemi filosofici, come il comunismo e il relativismo, che manifesteranno, a distanza di 70 anni, tutto il loro impatto devastante.

Fede & Cultura pubblica ora il secondo volume delle TESTIMONIANZE di persone che lo conobbero personalmente e che ne fanno un ritratto vivo, in presa diretta.
Questo secondo volume, curato come il primo dal Padre Rosminiano don Eduino Menestrina, comprende le testimonianze dei Trentini, quelli che lo conobbero sin da bambino, da giovane sacerdote.
Fede & Cultura ho deciso perciò di offrire ai soci della SCI questo volume appena uscito con lo sconto del 15%.
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Fede & Cultura ricorda che ogni settimana per tutti i suoi Lettori, Benefattori e Diffusori - e quindi anche per noi - un sacerdote celebra una Santa Messa per i loro bisogni spirituali, materiali e per le loro intenzioni.


Lo "schiaffo" del cardinale O’Brien ai laburisti inglesi

di Gianfranco Amato - da Il Sussidiario di sabato 6 marzo 2010 -

Un grazie sonoro all'amico Gianfranco Amato.

Un sonoro ceffone è stato metaforicamente inferto al segretario del partito laburista scozzese Jim Murphy, da parte di un uomo di Chiesa noto per la sua coraggiosa schiettezza. Si tratta del cardinale Keith Michael Patrick O’Brien, Arcivescovo di St. Andrews ed Edimburgo e Presidente della Conferenza Episcopale scozzese, che prendendo spunto dalla recente deriva legislativa in materia di libertà religiosa, di adozione per le coppie omosessuali e di unioni civili, ha accusato il Governo di aver «totalmente ignorato» i principi della Chiesa Cattolica Romana.
La severa reprimenda dell’alto prelato è nata come reazione ad un discorso tenuto da Murphy durante la riunione di un think-tank laburista tenutasi lo scorso 23 febbraio. Il segretario aveva, infatti, invitato a «prendere in considerazione e rispettare» i valori degli elettori credenti.
In quell’incontro, peraltro, lo stesso Murphy aveva espresso l’opportunità politica di blandire i voti di quel particolare bacino di elettori, arrivando persino a spiegare come fosse necessario ribadire che le stesse Sacre Scritture attribuiscano al partito laburista «la legittimazione ideologica per cambiare i vecchi ordinamenti». E si era messo pure a citare la Bibbia: «Come Davide dice nel Salmo 9, “il Signore è un riparo per l’oppresso e un rifugio sicuro in tempo di angoscia”».
Il discorso, com’era prevedibile, non è stato particolarmente gradito dal superlaico Terry Sanderson, presidente della National Secular Society, che ha accusato Murphy di aver trascinato, con le sue parole, il partito laburista in un «terreno pericoloso». «Non è più il caso» ha protestato l’anticlericale britannico «che ai preti sia consentito ingerirsi nella politica e condizionare il voto dei fedeli».
Il Cardinale scozzese, notoriamente poco avvezzo alle diplomazie curiali – è, infatti, uno che non ama mandarle a dire – non si è lasciato irretire dai tentativi opportunistici di strumentalizzare il voto cattolico. Monsignor O’Brien, a differenza del laicista Sanders, preferisce alle fumisterie ideologiche, il pragmatismo chestertoniano. E, quindi, grazie ad un sano senso della realtà, unito ad una profonda conoscenza della natura umana, non è caduto nella trappola dei politicanti.
Anzi, proprio il discorso di Murphy gli ha dato il destro per sferrare un attacco frontale. Così, il porporato ha denunciato come nel Regno Unito si sta da tempo assistendo ad un «sistematico e spietato attacco ai valori familiari» grazie all’attuale governo. Ha poi proseguito con un lungo cahier de doléances.
«Quando si è introdotta la legge che ha permesso la sperimentazione sugli embrioni umani e la loro conseguente distruzione», ha tuonato il Cardinale, «le obiezioni della Chiesa e delle altre confessioni religiose sono state totalmente ignorate». «Quando si è introdotta la legge sulle unioni civili e sulla possibilità di adozione per le coppie dello stesso sesso» ha proseguito il porporato «le obiezioni della Chiesa e delle altre confessioni religiose sono state totalmente ignorate».
«Quando il governo si è rifiutato di affrontare il drammatico problema dell’aumento del numero di aborti» ha incalzato Sua Eminenza «le obiezioni della Chiesa e delle altre confessioni religiose sono state totalmente ignorate». «E più recentemente», ha proseguito monsignor O’Brien, «nelle ultime proposte di legge destinate a scardinare definitivamente quel che resta della libertà religiosa, questo governo non ha tenuto nel minimo conto le preoccupazioni dei credenti». Questo sì che è un evangelico parlar chiaro, privo di quella ridondante ambiguità che, come insegna il Nazareno, «a Malo est».
I veri Pastori, del resto, si manifestano nei momenti di difficoltà, ed oggettivamente la Chiesa cattolica, - insieme a tutta la cristianità –, vive oggi in Gran Bretagna una situazione davvero drammatica.
Un’ultima considerazione sull’utilizzo improprio delle Sacre Scritture da parte del laburista Jim Murphy. Quando ho letto della sua citazione del Salmo 9, mi è venuto in mente l’episodio della terza tentazione di Gesù nel deserto.
Satana condusse il Figlio di Dio sul pinnacolo del tempio di Gerusalemme e, invitatolo a gettarsi, Gli citò testualmente un verso del Salmo 91: «Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti sorreggeranno con le loro mani, perché non abbia a urtare contro un sasso il tuo piede». Evidentemente anche il demonio ama citare la Bibbia per i suoi malevoli scopi. E pare abbia una particolare predilezione per i salmi.

Ignatius Press riprende l'intervista di Zenit al nostro Presidente

In questo collegamento trovate l'intervista al nostro presidente su La Chiesa Cattolica - Dove tutte le verità si danno appuntamento apparsa su Zenit tradotta in inglese e ripresa dal sito dell'importante editrice cattolica statunitense Ignatius Press.

domenica 14 marzo 2010

Dal prof. Carlo Bellieni

di Carlo Bellieni

Su Repubblica del 10 marzo Stefano Rodotà spiega cosa è secondo lui la laicità. "La laicità si rivela un presidio contro la pretesa di qualsiasi potere di impadronirsi della vita" e fin qui ci troviamo d'accordo. Il problema nasce quando spiega cosa significa per lui laicità. "Laicità rinvia ad autonomia", scrive nel discorso tenuto in occasione del ricevimento del premio Laico dell'anno, "e questa si declina come autodeterminazione". E aggiunge: "sovranità e proprietà sono parole che non da oggi accompagnano la nostra definizione del rapporto col corpo, dunque con la vita tutta intera". La laicità per Rodotà si lega indissolubilmente al tema dell'autodeterminazione. Ma l'autonomia (auto-nomos = legge fatta da se stessi), o l'autodeterminazione sono realmente degli ideali? Sono raggiungibili? E sono l'ideale della laicità?

Decidere da sé sulla propria vita è un buon ideale, ma bisogna vedere fin dove questo "da sé" si spinge: il fatto è che la generazione attuale è triturata da un nemico più forte dell'ingerenza di Stato, chiesa o altro sulle sue decisioni: si chiama solitudine. Il problema principale oggi non è come liberare l'uomo dalle ingerenze esterne, ma come facilitare all'uomo l'incontro con gli altri, con la cerchia dei vicini, con l'affetto dei figli, con la solidarietà dello Stato. La gente vuol stare più sola e decidere nel proprio privato o desidera invece più calore umano, più aiuto nel momento del bisogno? Il grande dramma delle persone disabili oggi non è di non sapere come far valere il proprio diritto a morire, ma di come trovare un luogo per vivere. Il dramma delle poche persone che chiedono di morire, come mostra la letteratura scientifica con fior fior di ricerche, è che in buona parte si tratta di persone lasciate addirittura senza adeguata assistenza psicologica, cui se si ripristinano le migliori condizioni psico-ambientali il desiderio di morire si muta e retrocede. E la richiesta di aborto spesso nasce dalla solitudine, dalla assenza di un adeguato supporto sociale e affettivo: le donne oggi vogliono un maggior accesso all'aborto (quale donna italiana trova difficoltà oggi ad abortire?), o maggiori facilitazioni per avere figli? Che libertà è quella di chi è lasciato solo? Eppure sui mass-media pagine e pagine illustrano come reclamare i diritti di fine-vita (propria o del feto), ma pochissime come far valere quelli delle varie realtà emarginate e sole (donne povere, malati…). Dunque l'autodeterminazione assoluta non ci pare ai primi posti nei desiderata dei nostri contemporanei, che vorrebbero più umanità e più rapporti  e città vivibili e sostenibili.

L'autodeterminazione è attuabile? Pensare che le nostre decisioni (a partire dal tipo di studi che intraprendiamo, dal tipo di auto che compriamo, dai programmi TV che guardiamo o dal giornale che leggiamo) siano scelte davvero libere è difficile da sostenere. Viviamo immersi dentro messaggi mediatici fatti apposta per condizionare: professionisti sono pagati per studiare colori, slogan, materiali per suggestionarci, e alcuni arrivano a farlo in tutto, fino ad inventare malattie fittizie per convincere la popolazione di avere malattie inesistenti e comprare farmaci (è il fenomeno del ben noto disease mongering), e ci riescono. Ricordiamo più le musiche degli spot TV che un'aria cantata da Bocelli; abbiamo appena pubblicato uno studio in cui mostriamo che il potere della TV sui nostri riflessi è molto maggiore di quello che ha ascoltare un semplice racconto (European Journal of Pediatrics, in press), ad ogni angolo di strada vediamo cartelloni che inneggiano allo stesso-identico-immutabile stile di vita e saremmo liberi di decidere? Siamo davvero padroni o sovrani di come ci vestiamo, di quanti figli facciamo (i sondaggi mostrano che di figli le donne italiane ne vorrebbero molti, ma poi ne fanno 1, max 2)? E le nostre esperienze infantili di tristezza o gioia, forse non ci influenzano, non ci costruiscono, non ci creano schemi che ci porteremo dietro per tutta la vita? Ma se le scelte non sono libere, non abbiamo forse bisogno di un clima sociale che ci aiuti a non essere preda delle influenze socio-mediatiche che ci vogliono piegati ad una cultura in cui si vale solo se si produce? E l'unica chance di sopravvivenza è non restare isolati, facilmente schiacciabili e controllabili dai media e dalla moda.

Insomma, la laicità forse è qualcosa di più di un'impossibile autodeterminazione. E ci piace pensare che l'ideale laico sia invece un mondo solidale, non semplicemente tollerante, ma portatore della certezza che tutti sono una risorsa per gli altri. Laicità è la certezza che qualunque caratteristica o lavoro o malattia io abbia, qualunque etnia o religione io abbracci, io valgo e lo Stato ha l'obbligo di aiutarmi. Certo esistono dei limiti all'intervento dello Stato e questi sono stati mostrati in varie occasioni: non si deve imporre una religione, non si deve violare il diritto delle minoranze, non si deve usare un trattamento terapeutico quando è inefficace o intollerabile per il paziente: certamente. Ma lo stile laico viene un attimo prima: riconoscere che l'ideale umano è un ideale sociale, quello per cui negli anni '60 teoricamente si erano creati i consultori familiari, per cui esiste un sistema sanitario gratuito e a libero accesso, per cui si è creato un sistema educativo che non lascia fuori nessuno in base al censo.

Lo stile laico è partire dal desiderio reale della persona, che si sviluppa in un confronto umano, non da quello espresso in un momento di disperazione o solitudine; è partire dai dati della ricerca scientifica che da anni ha ben analizzato le dinamiche della persona che soffre; è partire dalla lotta al dolore, ancora arretrata in molti aspetti, dalla ricerca terapeutica per le disabilità mentali oggi ancora troppo trascurate; è partire dall'imperativo kantiano di non trattare nessuno come un mezzo, fosse anche un embrione o un vecchio parkinsoniano. Questo stile apre ad un laicismo solidale, del quale abbiamo tutti bisogno e che ci piace di più che quello autodeterminista.

venerdì 12 marzo 2010

Invictus a Cupra Marittima


A Cupra Marittima (AP) è in programmazione al Cinema Margherita il bel film Invictus, che riteniamo interessante.

Da dire: l'Uomo Vivo e diversi chestertoniani sono piuttosto fissati per il rugby...

Invictus
sabato 13 ore 21.15
domenica 14 ore 18.00 - 21.15
lunedì 15 ore 21.15


Per maggiori informazioni:

http://www.cinemamargherita.com