C'è un dibattito frivolo e fantasioso che ho spesso avuto con un amico, sul fatto se sia meglio trovare la propria strada o perdersi, ricordare la strada o dimenticarla. Sono fatto in modo tale da essere capace di perdermi nel mio stesso paese e quasi nella mia stessa casa. E sono pronto a difendere il privilegio di essere un tipo poetico. In verità sono pronto a sostenere che entrambi gli atteggiamenti sono preziosi e dovrebbero coesistere. E così io e il mio amico camminiamo fianco a fianco lungo le vie del mondo: lui pieno di un sentimento ricco e umano, perché ricorda di aver percorso quella strada centinaia di volte fin dall’infanzia; mentre per me l’esistenza è una favola perpetua, perché ne ho dimenticato tutto. Il lampione che lo commuove fino alle lacrime di nostalgia mi strappa un grido di stupore; e il muro che per lui è storico come una piramide, per me è affascinante e rivoluzionario come una barricata.
Gilbert Keith Chesterton, La Nuova Gerusalemme.
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