lunedì 10 marzo 2014

Tweet da Gabriele Mangiarotti (@dongabriele)

Gabriele Mangiarotti (@dongabriele)
Mario Palmaro vive ora nella luce del Signore che ha amato e testimoniato con fedeltà e coraggio. Portiamo nel cuore il suo esempio!


sabato 8 marzo 2014

Il matrimonio secondo Chesterton, dal blog Uno con una, per sempre

http://unoconunapersempre.org/vita-di-coppia/il-matrimonio-secondo-chesterton/

Vittoria Patti, una nostra amica, ha fatto questa bella antologia di frasi di Chesterton sul matrimonio nel suo blog.

In questo clima di follia omofila, abortista, consumista, divorzista, conviventista (neologismo gratuito) è un ottimo antidoto a tutte le porcate circolanti.

Andate a visitarla, merita!

venerdì 7 marzo 2014

Tweet da Don Lazzara (@Don_Lazzara)

Don Lazzara (@Don_Lazzara)


Fulton Sheen verso gli altari, si ispirò a Chesterton

Il Timone (@il_Timone)
Fulton Sheen verso la beatificazione: conquistò milioni di americani con le catechesi in tv-iltimone.org/30598,News.html pic.twitter.com/Nn4WYs5OHy

Fulton Sheen disse sempre di essersi ispirato a Chesterton...

Nell'articolo non c'è scritto ma lo abbiamo detto noi più volte.

Se tanto mi dà tanto...

giovedì 6 marzo 2014

Non può essere cosa giusta che la religione sia il più noioso degli argomenti - di Fabio Trevisan (da Corsia dei Servi)

Chesterton e il cardinale Kasper...

http://www.corsiadeiservi.it/it/default1.asp?page_id=612

Un aforisma al giorno - Da Eretici (che ora è nostro! Vai su Pump Street!)

"Il giramondo vive in un mondo più piccolo rispetto al contadino, respirando sempre un'aria locale. Londra è un luogo, paragonata a Chicago; Chicago è un luogo, paragonata a Timbuctù. Ma Timbuctù non è un luogo, perché almeno laggiù vivono uomini che la considerano l'universo e che respirano non un'aria locale, ma i venti del mondo. L'uomo sulla nave da crociera ha visto tutte le razze umane e pensa alle cose che dividono gli uomini: alimentazione, abbigliamento, decoro, anelli al naso come in Africa o alle orecchie come in Europa, vernice blu tra gli antichi o vernice rossa tra i britannici moderni. L'uomo nel campo di cavoli non ha visto nulla, ma pensa alle cose che uniscono gli uomini: la fame, i figli, la bellezza delle donne, la promessa o la minaccia del cielo. Il signor Kipling, con tutti i suoi pregi, è il giramondo; non ha la pazienza di diventare parte di qualcosa. Un uomo di tale levatura e onestà non può essere accusato di mero e cinico cosmopolitismo; eppure è proprio il cosmopolitismo la sua debolezza. Debolezza magnificamente espressa in una delle sue migliori poesie, "The Sestina of the Tramp Royal" ["La sestina del vagabondo reale", 1896], in cui un uomo dichiara di poter sopportare ogni sorta di inedia e di orrore, ma non la presenza stabile in un posto. In questo vi è sicuramente un pericolo. Più una cosa è morta, inaridita e polverosa, più viaggia; così è la polvere, la lanugine del cardo e l'Alto Commissario per il Sudafrica. Le cose fertili sono un po' più pesanti, come i pesanti alberi da frutto che crescono nel fecondo limo del Nilo. Nella fervida oziosità della giovinezza eravamo tutti propensi a contestare l'implicazione di quel proverbio che dice "pietra che rotola non raccoglie muschio", come a dire che chi non mette radici è libero, ma solo. E allora ci chiedevamo: "Chi vuole mettere radici, se non qualche sciocca e anziana signora?". Ma, malgrado tutto, cominciamo a capire che il proverbio ha ragione. La pietra rotola echeggiando di roccia in roccia; ma la pietra che rotola è morta. Il muschio è silenzioso perché è vivo. La verità è che l’esplorazione e il progresso rendono il mondo più piccolo. Il telegrafo e la nave a vapore rendono il mondo più piccolo. Il telescopio rende il mondo più piccolo; solo il microscopio lo rende più grande. Ben presto il mondo sarà diviso da una guerra tra telescopisti e microscopisti. I primi studiano le cose grandi e vivono in un mondo piccolo; i secondi studiano le cose piccole e vivono in un mondo grande. È sicuramente inebriante sfrecciare per il mondo in automobile vedendo l’Arabia come un vortice di sabbia o la Cina come un lampo di risaie. Ma l'Arabia non è un vortice di sabbia e la Cina non è un lampo di risaie. Sono antiche civiltà con strane virtù sepolte come tesori. Se desideriamo conoscerle, non dev'essere come turisti o investigatori, ma con la lealtà dei bambini e la grande pazienza dei poeti. Conquistare questi luoghi significa perderli. L'uomo che resta nel suo orticello, che dà su un mondo incantato, è un uomo dalle grandi idee. La sua mente crea la distanza; l'automobile stupidamente la distrugge".


Gilbert Keith Chesterton, Eretici


mercoledì 5 marzo 2014

Un aforisma al giorno

"Il Cielo fu il primo amore dell'uomo, e la terra è solo un sostituto".

Gilbert Keith Chesterton, A Handful of authors

Grande conferenza chestertoniana a Beaconsfield


Il 29 Marzo 2014 dalle 9.15 alle 17.00 a Beaconsfield, la città di Chesterton, nella Parrocchia di Santa Teresa del Bambin Gesù, si terrà una interessantissima e nutrita conferenza sul tema: "Chesterton and His Message to our Times" (Chesterton e il suo messaggio per nostri tempi)
Interverranno Dale Ahlquist, presidente della Società Chestertoniana Americana, don Spencer Howe del Pontificio Collegio Nordamericano (socio sia della Società Americana che di quella Italiana), Marco Sermarini, nostro presidente, Dermot Quinn del G K Chesterton Institute for Faith and Culture, e Martine Thompson.
È un evento aperto al pubblico ma occorre prenotare presso Martin Thompson all'indirizzo chestertoninthechilterns@ntlworld.com

Un aforisma al giorno (scusate, sarà lungo ma lo dovete proprio leggere: aiuta, salva, chiarisce, sfronda...)

"La difficoltà nello spiegare «perché sono cattolico» consiste nel fatto che vi sono diecimila ragioni, tutte riconducibili ad un'unica ragione: che il cattolicesimo è vero. Potrei riempire intere pagine con innumerevoli frasi che iniziano tutte con: «È l'unica realtà che...». Come, per esempio: 1) È l'unica realtà che evita che un peccato rimanga un segreto; 2) è l'unica realtà in cui il superiore non è veramente un superiore, almeno non nel senso altezzoso del termine; 3) è l'unica realtà che libera la persona dalla degradante schiavitù di essere un prodotto del proprio tempo; 4) è l'unica realtà che comunica come se fosse la verità, come se trasmettesse un messaggio rifiutandosi di corromperlo; 5) è l'unico modello di cristianesimo che si rivolge ad ogni tipo di persona, persino a quella rispettabile; 6) è l'unico tentativo serio di cambiare il mondo dall'interno, operando attraverso la volontà e non le leggi; e via di questo passo.
Oppure potrei trattare la materia da un punto di vista personale e descrivere la mia conversione; ma ho il sospetto che questo metodo renderebbe l'argomento molto più ristretto di ciò che in realtà è. Vi sono molte persone di gran lunga migliori di me che si sono convertite a religioni di gran lunga peggiori. Preferirei tentare di parlare di ciò che differenzia la Chiesa Cattolica dai suoi concorrenti, anche i più rispettabili. Cioè, parlerò degli aspetti strettamente cattolici della Chiesa Cattolica. Vorrei suggerire che si tratta di qualcosa non solo di più vasto dei miei orizzonti, ma di più vasto rispetto a qualsiasi altra cosa esistente nel mondo, qualcosa di più vasto del mondo stesso. Ma, visto che lo spazio a mia disposizione è limitato, mi concentrerò su un aspetto particolare: quello della capacità di salvaguardare la verità.
Alcuni giorni fa uno scrittore famoso, solitamente ben informato, ha parlato della Chiesa Cattolica come della avversaria delle nuove idee. È probabile che non si sia accorto che la sua affermazione non era esattamente ciò che si considera un'idea nuova. È una di quelle nozioni che i cattolici si trovano a dover costantemente contrastare, in quanto si tratta di un'idea molto vecchia. Certo è che coloro che ritengono che il cattolicesimo non porta nulla di nuovo, difficilmente dicono qualcosa di nuovo sul cattolicesimo stesso. Come dato di fatto è curioso notare che uno studio approfondito della storia dimostrerebbe il contrario. Se consideriamo le idee come tali, e se le consideriamo in quanto nuove, va ricordato che i cattolici hanno spesso pagato un caro prezzo per sostenerle quando erano veramente delle novità, quando erano talmente nuove che nessun altro era disposto a difenderle. Il cattolico non solo era in prima linea, ma era l'unico in quell'avamposto, incompreso dagli altri che non riuscivano a capire che cosa aveva scoperto.
Così, per esempio, quasi due secoli prima della Dichiarazione d'Indipendenza e della Rivoluzione Francese, in un periodo dominato dall' orgoglio e dal servilismo nei confronti dei principi, il cardinale Bellarmino e lo spagnolo Suarez gettavano le fondamenta per una teoria della vera democrazia. Ma, nell' età del diritto divino, hanno dato l'impressione di essere dei gesuiti sanguinari e sofistici, che strisciano con dei pugnali per commettere il regicidio. E, di nuovo, i casisti delle scuole cattoliche avevano già detto tutto ciò che c'era da dire sui drammi e sui romanzi a tesi, due secoli prima che venissero scritti. Evidenziarono i problemi inerenti alla condotta morale, con l'unico difetto di esserci arrivati duecento anni in anticipo. In un periodo di predicatori fanatici da strapazzo e di improperi a buon prezzo, essi ebbero la nomea di bugiardi e cavillatori, solo perchè erano psicologi prima che la psicologia divenisse una moda. Sarebbe troppo facile continuare con esempi simili fino ad arrivare ai nostri giorni, quando vi sono ancora idee troppo nuove per essere comprese. Ci sono dei passaggi nella De Rerum Novarum di Leone XIII che solo ora iniziano ad essere utilizzati come spunti da movimenti sociali molto più innovativi del socialismo. E quando Belloc scrisse sullo Stato servile, avanzò una teoria economica così originale che tutt' oggi quasi nessuno ha compreso. Tra qualche secolo, qualcuno probabilmente la riprenderà, e la riprenderà erroneamente. E quindi, se i cattolici hanno qualcosa da criticare, la loro protesta verrà subitamente spiegata dal fatto arcinoto che i cattolici non rispettano le nuove idee. Tuttavia, la persona che ha fatto quell' affermazione sui cattolici voleva dire qualcosa e sarebbe opportuno che lui stesso la comprendesse con più chiarezza rispetto al modo in cui l'ha enunciata. Ciò che voleva dire è che, nel mondo moderno, la Chiesa Cattolica si oppone a molte mode influenti, la maggior parte delle quali si considerano ancora attuali, anche se incominciano ad essere un poco stantie. In poche parole, se voleva dire che la Chiesa spesso si oppone a ciò che il mondo considera, in quel dato momento importante, ha perfettamente ragione. Spesso la Chiesa combatte le mode di questo mondo transeunte, in quanto sa, per esperienza, la rapidità con cui questo mondo cambia. Ma per comprendere esattamente l'argomento è necessario spaziare più ampiamente e considerare l'essenza stessa delle idee in questione, per considerare, quindi, l'idea dell'idea.
Il 90% di ciò che chiamiamo nuove idee sono semplicemente vecchi errori. Uno dei principali compiti della Chiesa Cattolica è far sì che la gente non commetta questi vecchi errori, in cui è facile ricadere, ripetutamente, se le persone vengono abbandonate, sole, al proprio destino. La verità concernente l'atteggiamento cattolico nei confronti dell'eresia o, si potrebbe dire, nei confronti della libertà, può essere rappresentata dalla metafora di una mappa. La Chiesa Cattolica possiede una mappa della mente che sembra la mappa di un labirinto, ma che in realtà è una guida per orientarsi nel labirinto. Questa mappa è stata compilata utilizzando conoscenze che, nel mondo della scienza umana, non hanno paragoni. Non vi sono altri casi di istituzioni intelligenti che hanno, con continuità, pensato sul pensiero per duemila anni. È un' esperienza che ricopre quasi tutti i campi esperibili e, in special modo, gli errori. Ne risulta una mappa che evidenzia con chiarezza tutti i vicoli ciechi e le strade dissestate, nonchè le vie che si sono dimostrate fuorvianti grazie alle testimonianze fornite ci da coloro che le hanno seguite.
Su questa mappa della mente gli errori vengono segnati come eccezioni: gran parte di essa è costituita da campi da gioco e terreni di caccia fioriti, dove la mente può spaziare con tutta la libertà che le è propria, per non parlare dei numerosi campi di battaglia intellettuale dove il combattimento è quanto mai incerto e imprevedibile. Ma c'è la responsabilità di segnalare determinate strade che conducono al nulla o alla distruzione, ad un muro cieco o a un precipizio. Così facendo, si previene la possibilità che le persone perdano il loro tempo, o le loro vite, in sentieri che si sono dimostrati ripetutamente, nel passato, vani o disastrosi, ma che possono ancora, in futuro, intrappolare ripetutamente i viandanti. La Chiesa si prende la responsabilità di mettere in guardia il suo popolo su queste realtà, e sta proprio qui l'importanza del suo ruolo. Dogmaticamente essa difende l'umanità dai suoi peggiori nemici, quei mostri antichi, divoratori orribili che sono i vecchi errori.
Adesso tutti questi falsi temi si ripresentano nuovamente, in modo particolare alle nuove generazioni. La prima affermazione sembra sempre inoffensiva e ragionevole. Riporterò solo un paio di esempi. Sembra inoffensivo dire, come sostiene la maggior parte della gente oggi, che «le azioni sono sbagliate solo se danneggiano la società». Applica questo principio e, prima o poi, ti ritroverai immerso in una città disumana e pagana di folle, che considera la schiavitù il più conveniente e sicuro mezzo di produzione, che tortura gli schiavi per ottenere prove, in quanto l'individuo non conta nulla di fronte allo Stato, che condanna a morte un innocente in nome del popolo, come hanno fatto gli assassini di Cristo. Allora, forse, ritornerai ai principi cattolici, scoprendo che la Chiesa, oltre ad affermare i nostri doveri nei confronti della società, dice anche altre cose per evitare che si commettano ingiustizie nei confronti dell'individuo. O, ancora, può sembrare pio dire: «i conflitti morali finiranno con il trionfo della sfera spirituale su quella materiale». Applica questo principio e potresti ripercorrere le pazzie dei manichei, sostenendo che il suicidio è un bene in quanto è un sacrificio, che la perversione sessuale è un bene in quanto non è fonte di vita, che il sole e la luna sono prodotti dal demonio in quanto entità materiali. Allora inizierai a capire perchè il cattolicesimo insiste sull' esistenza degli spiriti malvagi, oltre quelli angelici, e perchè anche gli elementi materiali possono essere sacri come nell'Incarnazione o la Messa, nel sacramento del matrimonio o la resurrezione della carne.
Ora, non vi è un altro sistema di pensiero che, nel mondo, possa garantire una tale capacità di prevenzione nei confronti dell' errore. Il poliziotto arriva tardi, quando si tratta di far sì che le persone non sbaglino. Il dottore arriva tardi, in quanto decide di fare internare il matto, ma non consiglia alla persona sana i metodi per non impazzire. E tutte le altre sette e scuole non sono adeguate allo scopo, e questo non perchè esse non insegnino delle verità, ma proprio perchè insegnano delle verità, e si accontentano di alcune verità. Ma nessuna pretende di possedere la verità, nessuna pretende veramente di avere una visuale universale delle cose. La Chiesa non è solo armata nei confronti delle eresie passate o, persino, presenti, ma anche nei confronti di quelle future, che potranno configurarsi come l'esatto opposto di quelle attuali. Il cattolicesimo non è ritualismo: in futuro forse dovrà combattere forme superstiziose e idolatriche di eccessivo ritualismo. Il cattolicesimo non è ascetismo: ha già, nel passato, più volte, condannato le esagerazioni fanatiche e crudeli dell'ascetismo. Il cattolicesimo non è mero misticismo: anche oggi difende la ragione umana dal mero misticismo dei pragmatisti. Ne deriva che, quando il mondo diventò puritano nel XVII secolo, la Chiesa venne accusata di estremizzare la carità fino a sconfinare nella sofistica, rendendo tutto più semplice con l'abitudine lassista del confessionale. Ora che il mondo si è convertito dal puritanesimo al paganesimo è la Chiesa che protesta contro il lassismo pagano imperante, dall' abbigliamento alle usanze. Sta facendo ciò che i puritani volevano, in quanto è sorta questa necessità. È molto probabile che il meglio del protestantesimo sopravviverà nel cattolicesimo: in questo senso i cattolici diventeranno puritani mentre i puritani diventeranno pagani.
Ne consegue quindi che il cattolicesimo, in un certo senso poco compreso, rimane al di fuori di una disputa tipo quella che si è avuta a Dayton sul darwinismo. Ne rimane al di fuori in quanto la comprende, come una casa comprende i mobili al suo interno. N on è una vanteria- settaria l'affermare che è prima, dopo e oltre tutte queste cose, da tutti i punti di vista. È imparziale nella contesa tra i fondamentalisti e la teoria sull' origine della specie, perchè risale ad un'origine prima di quell'origine; perchè è più fondamentale del fondamentalismo. Sa da dove proviene la Bibbia. Sa anche a dove portano la maggior parte delle teorie sull' evoluzione. Sa che vi erano molti altri vangeli oltre i quattro vangeli e che vennero scartati dall' autorità della Chiesa Cattolica. Sa che vi sono molte teorie evoluzioniste oltre quella di Darwin, e che quest'ultima verrà probabilmente superata da altre scoperte scientifiche. Non accetta, com'è sua abitudine, le conclusioni della scienza per la semplice ragione che la scienza non giunge mai a conclusioni definitive. Concludere significa finire e l'uomo di scienza difficilmente si ferma: egli non accetta, com' è sua abitudine, ciò che dice la Bibbia, per la semplice ragione che la Bibbia non dice alcunchè. Non si può portare un libro sul banco dei testimoni e pretendere che ci dia spiegazioni. La controversia fondamentalista in quanto tale distrugge il fondamentalismo. La Bibbia in quanto tale non può essere la base per un accordo quando è la causa del disaccordo; non può venir presa come il minimo comune denominatore tra i cristiani quando c'è chi la interpreta allegoricamente e chi letteralmente. Il cattolico la prende come riferimento in quanto dice qualcosa alla mente vivente, coerente e salda di cui ho già parlato; la mente umana sublime in quanto è guidata da Dio.
Ogni istante aumenta in noi la necessità morale di avere questa mente immortale. Dobbiamo possedete qualcosa che tenga insieme i confini del mondo, mentre facciamo i nostri esperimenti sociali o realizziamo le nostre utopie. Per esempio, dobbiamo raggiungere un accordo ultimativo, anche solo basato sull' evidenza della fratellanza umana, per evitare reazioni di brutalità umana. È molto probabile che oggi la corruzione del governo rappresentativo porti al predominio dei ricchi, calpestando tutte le tradizioni egualitarie, tramite un orgoglio pagano. L'evidenza va riconosciuta dovunque come vera. La semplice reazione e la desolante ripetizione di vecchi errori vanno evitate. Dobbiamo far sì che il mondo intellettuale sia salvaguardato dalla democrazia. Ma nella situazione attuale di anarchia mentale nessun ideale è al sicuro. Così come i protestanti si appellavano alla Bibbia contro i preti senza rendersi conto che anche la Bibbia poteva esser fatta oggetto di discussione, similmente i repubblicani si appellavano al popolo contro il re senza rendersi conto che anche il popolo poteva rifiutarsi di obbedire. La dissoluzione delle idee, la distruzione di tutte le prove veritiere, che è stata resa possibile dall' abbandonare il tentativo di mantenere ferma una Verità fondamentale e civile per scartare tutte le verità e le tracce e per rifiutare tutti gli errori, non hanno fine. Da allora, ogni gruppo si è impossessato di una verità singola impegnandosi a trasformarla in una falsità. Vi sono stati una gran quantità di movimenti, o, in altre parole, monomanie. Ma la Chiesa non è un movimento bensì un luogo d'incontro, il luogo dove tutte le verità del mondo si danno appuntamento".

Gilbert Keith Chesterton, Why I am a catholic

martedì 4 marzo 2014

Un aforisma al giorno

«La bellezza della promessa matrimoniale ha a che fare con l’antica virtù dell’onore, intesa non come rigidità, bensì piuttosto come fedeltà anche nei momenti difficili. Anzi è proprio nei momenti bui che si vede cosa sia veramente l’amore».


Gilbert Keith Chesterton, La superstizione del divorzio

Un aforisma al giorno

«Tuttavia, la persona che ha fatto quell’affermazione sui cattolici voleva dire qualcosa e sarebbe opportuno che lui stesso la comprendesse con più chiarezza rispetto al modo in cui l’ha enunciata. Ciò che voleva dire è che, nel mondo moderno, la Chiesa Cattolica si oppone a molte mode influenti, la maggior parte delle quali si considerano ancora attuali, anche se incominciano ad essere un poco stantie. In poche parole, se voleva dire che la Chiesa spesso si oppone a ciò che il mondo considera, in quel dato momento importante, ha perfettamente ragione. Spesso la Chiesa combatte le mode di questo mondo transeunte, in quanto sa, per esperienza, la rapidità con cui questo mondo cambia. Ma per comprendere esattamente l’argomento è necessario spaziare più ampiamente e considerare l’essenza stessa delle idee in questione, per considerare, quindi, l’idea dell’idea.
Il 90% di ciò che chiamiamo nuove idee sono semplicemente vecchi errori. Uno dei principali compiti della Chiesa Cattolica è far si che la gente non commetta questi vecchi errori, in cui è facile ricadere, ripetutamente, se le persone vengono abbandonate, sole, al proprio destino. La verità concernente l’atteggiamento cattolico nei confronti dell’eresia o, si potrebbe dire, nei confronti della libertà, può essere rappresentata dalla metafora di una mappa. La Chiesa Cattolica possiede una mappa della mente che sembra la mappa di un labirinto, ma che in realtà è una guida per orientarsi nel labirinto. Questa mappa è stata compilata utilizzando conoscenze che, nel mondo della scienza umana, non hanno paragoni. Non vi sono altri casi di istituzioni intelligenti che hanno, con continuità, pensato sul pensiero per duemila anni. E’ un’esperienza che ricopre quasi tutti i campi esperibili e, in special modo, gli errori. Ne risulta una mappa che evidenzia con chiarezza tutti i vicoli ciechi e le strade dissestate, nonché le vie che si sono dimostrate fuorvianti grazie alle testimonianze forniteci da coloro che le hanno seguite.
Su questa mappa della mente gli errori vengono segnati come eccezioni: gran parte di essa è costituita da campi da gioco e terreni di caccia fioriti, dove la mente può spaziare con tutta la libertà che le è propria, per non parlare dei numerosi campi di battaglia intellettuale dove il combattimento è quanto mai incerto e imprevedibile. Ma c’è la responsabilità di segnalare determinate strade che conducono al nulla o alla distruzione, ad un muro cieco o a un precipizio.
Così facendo, si previene la possibilità che le persone perdano il loro tempo, o le loro vite, in sentieri che si sono dimostrati ripetutamente, nel passato, vani o disastrosi, ma che possono ancora, in futuro, intrappolare ripetutamente i viandanti. La Chiesa si prende la responsabilità di mettere in guardia il suo popolo su queste realtà, e sta proprio qui l’importanza del suo ruolo. Dogmaticamente essa difende l’umanità dai suoi peggiori nemici, quei mostri antichi, divoratori orribili che sono i vecchi errori».



Gilbert Keith Chesterton, Perché sono cattolico

Tweet da AmChestertonSoc (@AmChestertonSoc)

AmChestertonSoc (@AmChestertonSoc)
The GK Chesterton Society of Ireland will be hosting a lecture by Dale Ahlquist at the Mont Clare hotel in... fb.me/1mIQDYWBO

Il nostro fratello gemello Dale Ahlquist in Irlanda da Angelo Bottone & Friends!

Bello!

lunedì 3 marzo 2014

Il canonico John Udris: G K Chesterton rompe il modello tradizionale della santità - dal Catholic Herald

http://www.catholicherald.co.uk/news/2014/03/03/g-k-chesterton-breaks-mould-of-conventional-holiness-says-cause-investigator/

John Kanu attende il nostro aiuto!

Carissimi Amici,

in questi giorni torno ad importunarvi per chiedervi di aiutarmi ad aiutare il grande John Kanu.

Come molti sanno, John è un nostro caro amico della Sierra Leone che, studiando ad Oxford, è venuto in contatto grazie ad un altro nostro amico, Stratford Caldecott, con le idee di Gilbert Keith Chesterton. John è intervenuto al nostro ultimo Chesterton Day la scorsa estate, è stato a  Ferrara e ha visitato alcune opere di nostri amici vicino Forlì, a San Benedetto del Tronto ed in altri posti.

John ci ha chiesto aiuto, e io gliel'ho promesso, allo scopo di mettere su la sua piccola scuola professionale.

Una scuola sul campo, letteralmente, perché deve insegnare nuovamente al suo popolo a lavorare.
I risultati già esistono: 40 cooperative ciascuna di 10 famiglie (all'incirca seimila persone coinvolte) hanno ottenuto il grande risultato dell'autonomia alimentare, cioè in altre parole mangiano senza dover chiedere l'elemosina alle organizzazioni non governative europee ed americane.
Il passo ulteriore è quello di costruire questa scuola.
Esiste già un piccolo edificio, mancano le attrezzature.

Non è un investimento a vuoto, è una cosa certa! Ecco come investire! Per il vostro futuro!

A chi ne farà richiesta tramite la Segreteria Volante invieremo la lista degli attrezzi che John desidererebbe ricevere. Aspettiamo persone seriamente interessate.

Siamo disponibili anche a raccogliere denaro per la spedizione del container e l'acquisto di quello che non saremo riusciti a trovare. Basta versare su
l nostro conto corrente postale la somma che deciderete di dare, specificando la causale: Sierra Leone Chesterton Center.

Qui sotto trovate il collegamento ad un articolo del settimanale Tempi sul grande John Kanu:


Abbiamo fatto anche una felpa per finanziare John Kanu:


Adesso scusatemi per l'insistenza, vi saluto e vi lascio lavorare... per John Kanu!

Il vostro amico
Marco Sermarini

dall'alto in basso: John Kanu a Ferrara lo scorso luglio, durante l'incontro per la scuola di politica con mons. Luigi Negri; John Kanu a Grottammare a colloqui con padre Cassian Folsom, priore dei Benedettini di Norcia; i cooperatori del Sierra Leone Chesterton Center a Freetown durante un'assemblea; i cooperatori con John che illustra i risultati del viaggio in Italia.

sabato 1 marzo 2014

Un aforisma al giorno (anzi tre) - La famiglia secondo il distributismo.

Il matrimonio crea un piccolo stato all'interno dello stato che resiste a tutta questa irregimentazione; il suo legame rompe ogni altro legame, la sua legge è più forte di ogni altra legge minore. Essi desiderano una democrazia sessualmente fluida, dato che la creazione di piccoli nuclei equivale alla creazione di piccole nazioni, e queste piccole nazioni, in quanto tali, sono un impedimento per una mente di ambizioni imperialiste. In breve, ciò che essi temono, nel senso più letterale, è la "home rule". [...] Il tiranno deve trovarsi ad affrontare non una famiglia, ma un'organizzazione di famiglie che sfidano il suo potere; deve scontrarsi con uomini organizzati non come una massa di atomi, ma in solidi blocchi fondati sulla fedeltà. E questi blocchi devono sostenersi non solo al loro interno, ma anche tra di loro. In questo senso, ciò che molti chiamano individualismo è in realtà corporativo quanto il comunismo. [...] La famiglia, oltre ad esistere, deve essere riconosciuta, soprattutto dalle famiglie stesse.

Gilbert Keith Chesterton, La superstizione del divorzio.


L'attuale sistema sociale che, nella nostra epoca e nella nostra cultura industriale, subisce seri attacchi ed è afflitto da problemi penosi, è tuttavia normale. Mi riferisco all'idea che la comunità è costituita da alcuni piccoli regni nei quali un uomo e una donna diventano il re e la regina esercitando un'autorità ragionevole, soggetta al senso comune della comunità, finché coloro che essi educano diventano adulti e fondano regni simili ed esercitano a loro volta un'autorità simile. Questa è la struttura sociale dell'umanità, molto più antica di ogni sua cronaca e più universale di tutte le sue religioni; i tentativi di modificarla sono solo parole al vento e buffonate. 

Gilbert Keith Chesterton, The Thing (pubblicato in Italia come La mia fede o La Chiesa viva).


Possiamo dire che l'unità familiare è la cellula intorno alla quale si è formato lo stato. Intorno alla famiglia si costituiscono quelle santità che distinguono gli uomini dalle formiche e dalle api. Il pudore è la tenda di quell'accampamento, la libertà è il vallo di quella città; la proprietà è il patrimonio della famiglia; l'onore la sua bandiera. Nelle proporzioni pratiche della storia noi torniamo alla posizione fondamentale del padre, della madre e del bambino. L'antica trinità fu quella del padre della madre e del figlio e si chiama l'umana famiglia; la nuova trinità è quella del Figlio, della Madre e del Padre, e si chiama Sacra Famiglia. È mutata solo in quanto è rovesciata; come il mondo che ne fu trasformato non è differente da quello di prima se non in quanto è capovolto. 

Gilbert Keith Chesterton, L'Uomo Eterno.



venerdì 28 febbraio 2014

Sermarini e Trevisan alla Scuola di Politica di Modena sabato 1 Marzo 2014

La Scuola di politica "San Tommaso Moro" si svolge presso il Centro Culturale Giacomo Alberione a Modena in via III Febbraio n. 1.

Il tema di domani è la libertà di educazione e vedrà impegnati come relatori i nostri Fabio Trevisan e Marco Sermarini.

Si svolgerà dalle 15.00 alle 18.00.

Naturalmente Chesterton c'entrerà, eccome.

Qui sotto l'indirizzo del sito internet della Scuola di politica:

http://www.scuoladipoliticamodena.it

giovedì 27 febbraio 2014