mercoledì 18 gennaio 2012

A TV2000 in questo momento c'è Padre Brown...

... esattamente l'episodio "La forma sbagliata", interpretato da Renato Rascel (padre Brown), Arnoldo Foà (Flambeau), diretto da Vittorio Cottafavi.

Bello, sempre bello!

Un aforisma al giorno

«La parola "cassetta delle lettere" non è poetica. Ma la cosa in sé non è priva di poesia: è il posto a cui amici e innamorati affidano i loro messaggi, consapevoli che da quel momento in poi diventano sacri e intoccabili, non solo dagli altri ma anche (tocco religioso!) da loro stessi. Quella torretta rossa è uno degli ultimi templi. Imbucare una lettera e sposarsi sono tra le poche cose ancora assolutamente romantiche, perché per essere romantica una cosa deve essere irrevocabile».

Gilbert Keith Chesterton, Eretici

J'ACCUSE/ Bhatti (Pakistan): la Corte suprema si prepara a far fuori i cristiani

Qui l'intervista a Paul Bhatti, fratello di Shahbaz Bhatti, ministro pakistano ucciso perché cattolico.

Renzo Puccett sull'obiezione di coscienza davanti all'aborto

MENTALITA' PERVERSA: ABORTIRE E' UNA QUESTIONE DI LIBERA SCELTA... QUINDI SE SEI CONTRO L'ABORTO NON MERITI NEMMENO DI ESSERE ASSUNTO COME MEDICO!
Lo sanno tutti infatti che compito principale del medico è la soppressione del bambino nel grembo delle madri
Autore: Renzo Puccetti - Fonte: La Bussola Quotidiana
LEGGI >>> http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2027

Antonio Socci: "UNIONE EUROPEA = UNIONE SOVIETICA"


L'Europa ha rifiutato le radici cristiane e ora è sotto la dittatura simil-sovietica del ''politicamente corretto'', dominata da una tecnocrazia antidemocratica e (economicamente) fallimentare
di Antonio Socci
Eravamo da sempre il Paese più europeista. Fino a un anno fa. In dodici mesi la fiducia degli italiani nell'Unione europea è precipitata. Secondo l'ultimo rilevamento dell'Ipsos ha perso addirittura 21 punti percentuali (passando dal 74 per cento al 53).
Un crollo che dovrebbe far riflettere i politici e soprattutto le tecnocrazie europee a cui gli italiani sono sempre più ostili.
Anche perché il crollo della fiducia degli italiani non è un fatto emotivo passeggero, né uno stato d'animo superficiale. Al contrario. Il loro europeismo era a prova di bomba.

UN ESPERIMENTO FOLLE
Hanno accettato di fare sacrifici per entrare nella moneta unica, hanno accettato perfino di farsi spennare da un cambio lira/euro estremamente penalizzante e poi hanno subito – senza fiatare – il sostanziale raddoppio di tutti i prezzi con l'inizio dell'euro (un impoverimento di massa).
La loro fiducia è crollata solo davanti alla scoperta che la sospirata "moneta unica" – che tanto ci era costata – realizzata in quel modo (senza una banca centrale e un governo come referenti ultimi) era una trovata assurda e fallimentare di tecnocrazie incompetenti e arroganti.
Grazie a questo incredibile esperimento, l'Italia – un Paese solvibilissimo e che ha la sesta economia del pianeta – sta ora rischiando il fallimento (del tutto ingiustificato visti i suoi fondamentali).
Quello che gli italiani ignorano è che tale disastro era stato previsto. E pure che la china antidemocratica che l'Ue sta imboccando da venti anni a questa parte era evidente ed era stata denunciata.
L'affievolimento della democrazia e dei diritti individuali, la dittatura del "politically correct", è qualcosa a cui purtroppo facciamo meno caso – come si vede in queste settimane in Italia – ma è perfino più grave del fallimento politico ed economico della Ue.

UNA VOCE PROFETICA
Una delle voci nel deserto che videro in anticipo è quella di un eroico dissidente russo, Vladimir Bukovsky, uno così temerario e indomabile che già a venti anni era inviso al regime comunista sovietico il quale lo rinchiuse nei manicomi politici e nel gulag, torturandolo (infine – pur di disfarsene – lo cacciò via nel 1976 in cambio della liberazione in Cile del leader comunista Luis Corvalan).
Ebbene, Bukovsky, in una conferenza nell'ottobre del 2000, riportata di recente su "Italia oggi", se n'era uscito con affermazioni che sembrarono allora esagerate, che forse lo sono, ma che – alla luce degli ultimi eventi – rischiano di essere semplicemente profetiche.
Non mi riferisco solo a eventi come il commissariamento dell'Italia e della Grecia e il tentato commissariamento (in corso) dell'Ungheria, ma anche alle cessioni di sovranità dei diversi stati mai sottoposte ai referendum popolari o alle "bocciature" di tali cessioni (nei referendum o nei parlamenti) che sono state sostanzialmente ignorate.
"Per quasi 50 anni" disse Bukovsky "abbiamo vissuto un grande pericolo sotto dell'Unione Sovietica, un paese aggressore che voleva imporre il suo modello politico a tutto il mondo. Diverse volte nella mia vita ho visto per puro miracolo sventare il sogno dell'Urss. Poi abbiamo visto la bestia contorcersi e morire davanti ai nostri occhi. Ma invece di esserne felici, siamo andati a crearci un altro mostro. Questo nuovo mostro è straordinariamente simile a quello che abbiamo appena seppellito".
Si riferiva all'Unione europea. Argomentava: "Chi governava l'Urss? Quindici persone, non elette, che si sceglievano fra di loro. Chi governa l'Ue? Venti persone non elette che si scelgono fra di loro".
Bisogna riconoscere che oggi abbiamo addirittura governi non eletti (come quello italiano) con un programma dettato dalla Bce.
Diceva ancora Bukovsky: "Come fu creata l'Urss? Soprattutto con la forza militare, ma anche costringendo le repubbliche a unirsi con la minaccia finanziaria, facendo loro paura economicamente. Come si sta creando l'Ue? Costringendo le repubbliche a unirsi con la minaccia finanziaria, facendo loro paura economicamente. Per la politica ufficiale dell'Urss le nazioni non esistevano, esistevano solo i 'cittadini sovietici'. L'Ue non vuole le nazioni, vuole solo i cosiddetti 'europei'. In teoria, ogni repubblica dell'Urss aveva il diritto di secessione. In pratica, non esisteva alcuna procedura che consentisse di uscirne. Nessuno ha mai detto che non si può uscire dall'Europa. Ma se qualcuno dovesse cercare di uscirne, troverà che non è prevista nessuna procedura".
Bukovsky arrivava fino a giudizi pesantissimi, sicuramente esagerati, ma chi ha subito ciò che lui ha subito in difesa della libertà di coscienza ha tutto il diritto di essere ipersensibile a ogni violazione della libertà di pensiero e dei diritti individuali: "L'Urss aveva i gulag. L'Ue" aggiungeva Bukovsky "non ha dei gulag che si vedono, non c'è una persecuzione tangibile. Ma nonostante l'ideologia della sinistra di oggi sia 'soft', l'effetto è lo stesso: ci sono i gulag intellettuali. Gli oppositori sono completamente isolati e marchiati come degli intoccabili sociali. Sono messi a tacere, gli si impedisce di pubblicare, di fare carriera universitaria ecc. Questo è il loro modo di trattare con i dissidenti".
Un'esagerazione certamente, ma è la sua stessa vicenda personale a far riflettere sulla libertà del pensiero e della cultura in Europa occidentale.

DITTATURA POLITICALLY CORRECT
Quanti in Italia conoscono Vladimir Bukovsky, il leggendario dissidente, l'eroico difensore della libertà di coscienza?
Eravamo pochissimi isolati che nei primi anni Settanta ne seguivamo le peripezie (nei manicomi politici e nei lager): i miei coetanei – specie quelli che oggi pontificano dai giornali come giornalisti, opinionisti e intellettuali – avevano come loro mito i vari Mao, Fidel Castro e perfino Stalin.
Oggi molti di loro – dopo essersi autoassolti – impartiscono lezioni di liberaldemocrazia dai mass media, ma senza mai aver fatto un vero "mea culpa", infatti continuano a cantare in coro. E continuano ad avere in gran dispetto le voci libere come Bukovsky.
Il motivo semplice. Perché mette sotto accusa le élite culturali europee (e anche quelle politiche). Perché è un uomo che – dopo aver sfidato il Kgb e la cappa di piombo del regime sovietico – ha sfidato la cappa di piombo del conformismo "politically correct" occidentale.
E' uno che nei suoi libri scrive: "Il comunismo è una malattia della cultura e dell'intelletto… Le élite occidentali penso non capissero l'universalità di quel male, la sua natura internazionale e quindi il carattere universale della sua pericolosità".
La sua ha continuato ad essere una voce scomoda e isolata perché – dopo il crollo delle feroci nomenclature comuniste – non ha chiesto vendetta, ma ha pure rifiutato che si autoassolvessero e restassero al potere.
Ha scritto in un suo libro: "Noi siamo pronti a perdonare i colpevoli, ma loro non devono assolversi da sé".
E' chiaro perché uno così, in un paese come l'Italia, è sconosciuto e continua ad essere una voce silenziata. Infatti quante volte è stato fatto parlare in tv o sui giornali italiani?
Parla in Gran Bretagna, in America… Ma in Italia è una voce silenziata. Quali case editrici hanno pubblicato i suoi libri? Prendiamo il volume che ha scritto, dopo il crollo dell'Urss, quando poté tornare a Mosca e pubblicare i documenti degli archivi del Cremlino: chi ha tradotto quel libro in Italia? La piccolissima editrice Spirali.
Infatti "Gli archivi segreti di Mosca" è pressoché sconosciuto e ben pochi ne han parlato sui giornali. Eppure riguardava anche noi italiani.

ALLARME
Voci profetiche come quella di Bukovsky devono far riflettere soprattutto in un Paese come il nostro dove ha sempre scarseggiato la sensibilità per i diritti dell'individuo e ha sempre abbondato il conformismo culturale, la prevaricazione delle nomenklature e quella dello stato.
L'allarme del dissidente russo sull'Europa ci riguarda e ci deve far riflettere. Oggi più che mai. Ma ancora una volta sono poche le voci sensibili all'allarme sulla libertà.
 
Fonte: Libero, 15/01/2012

In Polonia si interrogano sui danni dei media citando Chesterton

In questa pagina del quotidiano polacco Niezalezna (letteralmente L'Indipendente) si parte da questa citazione di Chesterton per interrogarsi sul ruolo dei giornali in Polonia (ma non solo):

Czy jest na świecie jakakolwiek instytucja, która wyrządza więcej szkód niż prasa?”,

ossia:

"C'è qualche istituzione al mondo che provoca più danni dei giornali?".

Chesterton come sempre ci vedeva lungo.

L'articolo di si intitola Konsekwencja Chestertona, ossia Conseguenza di Chesterton, ed è di Dawid Wildstein.

lunedì 16 gennaio 2012

Dal Vesuvio sul Cavallo Bianco

http://cittadelmonte.info/2012/01/15/il-cavallo-bianco-di-chesterton/

Da Il Sussidiario del 16 Gennaio 2012 - Sotoo e la Sagrada Familia

SAGRADA FAMILIA/ Sotoo: facendo la Cattedrale ho costruito me stesso” int. a Etsuro Sotoo

domenica 15 gennaio 2012

Chesterton in altre parole - Ecco cosa disse una volta Mons. Ronald Knox al Nostro...

"Hai il vezzo degli Immortali - non dati mai le lettere".

(mons. Ronald Knox a G. K. Chesterton, 29 luglio 1928)

In Spagna si sono accorti del fatto che GKC e Borges sono morti entrambi il 14 Giugno

http://www.revistasculturales.com/noticias/775/nueva-revista-conmemora-los-aniversarios-de-chesterton-y-borges.html

Sulla nota vicenda della rappresentazione teatrale blasfema di Milano - bravo, don Gabriele. Bello forte, visti i sapori e gli odori già in circolo...

Pane al pane e – propriamente – sterco allo sterco!

di don Gabriele Mangiarotti, tratto dal sito degli amici di Cultura Cattolica, 8.01.2012



Scenario n. 1: Maometto imbrattato di sterco. Indescrivibile reazione. Poveretti coloro che hanno pensato ed eseguito tale ignobile gesto. Vedranno l'erba «dalle radici»! Scenario n. 2: Napolitano imbrattato allo stesso modo. Disgusto per l'offesa (in termini esatti «vilipendio») alla più alta carica dello Stato. Galera assicurata. Scenario n. 3: stesso trattamento all'immagine di Gesù. Applausi per l'altissima e benemerita opera d'arte postmoderna. Disprezzo per gli oscurantisti / integralisti / fanatici fondamentalisti che non capiscono la libertà di espressione. Per essi accusa, multa, prigione. Ed esclusione da ogni possibile beneficio. State tranquilli. Il primo e il secondo caso non si verificheranno mai, perché, da un lato, i paladini della libertà di espressione (i soliti, quelli finocchi col c…o degli altri) non permetterebbero questo delitto. Lo chiamano rispetto, mascherando viltà e paura (si sa, gli islamici non scherzano facilmente). Dall'altro – dopo gli onori al Re Giorgio, incoronato uomo dell'anno da Wired e Famiglia Cristiana – mica si può essere così incivili da non sapere riconoscere i campioni della libertà. Suvvia, Budapest ed Eluana sono solo inezie di cui un uomo serio non può tenere seriamente conto. Purtroppo quello che abbiamo di fronte è lo scenario n. 3. E qui non conta che la legge punisca il vilipendio di immagini religiose (si sa, poi, che non è vero sterco, forse è crema al cioccolato, non sottilizziamo). Non conta che quando si parla di dialogo, bisogna avere stima dell'interlocutore (che, se non capisce l'arte, non è colpa nostra. E poi, se è così suscettibile, beh, si faccia curare). E se poi osa reagire con fermezza, allora non fa che dare ragione a chi afferma che la religione, ma soprattutto la Chiesa (ovviamente Kattolica), sono solo covi di intolleranza. E se si realizzasse un altro scenario? Se gli uomini liberi, di buon senso, amanti del vero e del bello e della libertà di espressione trovassero il coraggio – dicendo pane al pane e vino al vino – di fare finire quello "spettacolo" nel luogo deputato allo sterco, e cioè la fogna? Di sicuro si respirerebbe un'aria migliore. E forse i nostri giovani troverebbero che aveva ragione Andersen, nella famosa favola I vestiti nuovi dell'imperatore, a dire che i bambini ci libereranno dall'ovvio dei popoli, dicendo pane al pane e – propriamente – sterco allo sterco!

sabato 14 gennaio 2012

Leggete questo pezzo di Gnocchi e Palmaro apparso su Libero. Non è bella, la situazione.

Potrebbe anche darsi che, con l'arrivo del cardinale Angelo Scola a Milano, l'aria cominci a cambiare. Ma bisognerà avere molta pazienza prima che "Quel cielo di Lombardia, così bello quando è bello, così splendido, così in pace" torni limpido e terso come lo vedeva Alessandro Manzoni nei Promessi sposi. Nella regione ecclesiastica lombarda, che da sempre funziona a trazione milanese, la situazione non pare certo propizia al ritorno della giusta dose di cattolica romanità. Quanto meno fino a quando sul soglio di Pietro sieda un Vicario di Cristo non gradito agli orfani del martinismo.

La spia della gravità, come accade sotto il pontificato di Benedetto XVI, si accende sul rosso quando si affronta la questione liturgica e quella pietra d'inciampo che è il Motu Proprio Summorum Pontificum con cui il Santo Padre ha liberalizzato la cosiddetta Messa in latino. Un ritorno alla tradizione che in casa progressista non va proprio giù. E non è che se ne parli e se ne sparli solo nelle sacrestie, nei bar degli oratori o in qualche consiglio pastorale un po' disinvolto. Se ne parla e se ne sparla in sede ufficiale, come risulta dal Verbale della "Consulta Liturgica Regionale Lombarda" del 23 marzo 2011, regnante il cardinale Dionigi Tettamanzi. Sotto la supervisione del vescovo delegato per la liturgia, ogni rappresentante diocesano illustra la situazione di competenza e chiude con le considerazioni sul famigeratoSummorum Pontifricum. Essendo anche questa consulta a trazione ambrosiana, dà fuoco alle polveri il responsabile milanese, che è anche il presidente dell'assemblea. Il verbalista riassume così: "(…) Un breve accenno al caso della Summorum Pontificum: rigurgiti di tradizionalismo liturgico si manifestano in diocesi senza destare troppe preoccupazioni".

Se un provvedimento che il Vicario di Cristo ha voluto per il bene di tutta la Chiesa viene considerato fonte di "rigurgiti di tradizionalismo cattolico" dal presidente dell'assemblea, gli altri membri non possono essere da meno, come documenta il verbalista con impietosa concisione quando trascrive ciò che viene riferito diocesi per diocesi: "Pavia: Per quanto riguarda la Summorum Pontificum  (SP) in diocesi la cosa è sotto controllo".

"Vigevano: Nessun caso di SP".

"Cremona: La richiesta per la SP è stata fatta solo da una parrocchia e il tutto è sotto controllo".

"Crema: Nessun problema riguardo la SP".

"Bergamo: SP seguito da circa 80 persone in una chiesa messa a disposizione dal vescovo, la cosa è sotto controllo".

Proprio così, come per un'epidemia di cui non si conoscono bene le cause, ma si temono tremendamente gli effetti, si contano i casi e si redige una statistica sperando che il contagio non si diffonda. Un caso di "SP" nella diocesi tale, qualche caso nella diocesi talaltra, ma per ora è "Tutto sotto controllo", l'infezione cattolica innescata dal Papa viene arginata. Certo, c'è da immaginare la soddisfazione con cui il delegato di Vigevano può annunciare "nessun caso di SP" a fronte del povero collega di Bergamo che è costretto a denunciarne 80, tra l'altro giocando al ribasso perché i casi bergamaschi sono molti di più hanno già prodotto tre vocazioni legate alla Messa in rito antico, naturalmente allontanate dalla diocesi.

In casi come questo, solitamente si dice che la situazione è drammatica ma non seria. Ma qui si sta parlando della Chiesa e c'è poco da ridere e pare che troppi cattolici non si rendano conto della gravità. Eppure basta un esempio laicissimo. Basta pensare che fine farebbero quei dirigenti della Fiat che ufficialmente denunciassero il casi di "marchionnite" in azienda e organizzassero una plateale azione di disobbedienza: probabilmente, non troverebbero posto neanche alla catena di montaggio.

D'altra parte non c'è da stupirsi di quanto avviene a Milano, perché nel resto dell'orbe cattolico avviene più o meno la stessa cosa. Per rimanere all'Italia, basta pensare che, sempre in materia liturgica, la stessa Conferenza episcopale italiana ha messo ai voti la volontà del Santo Padre.

Nel 2006, Benedetto XVI aveva chiesto una modifica nella traduzione in volgare della formula di consacrazione del vino. Nella versione latina la formula recita: "Hic est enim calix sanguinis mei (…) qui pro vobis et pro multis effundetur", ma il "pro multis", nelle traduzioni postconciliari, è stato generalmente tradotto con "per tutti" a dispetto dell'originale derivato da testi evangelici. Ne è seguito un dibattito teologico a cui Roma ha inteso mettere fine con la richiesta di modificare le traduzioni passando da "per tutti" al corretto "Per molti".

Gli episcopati di Ungheria e di vari Paesi dell'America latina hanno obbedito. Quello italiano, riunito ad Assisi nel 2010 ha preferito votare. Con il seguente risultato: 187 votanti, 1 scheda bianca, 171 voti a favore del mantenimento del "per tutti"", 4 per l'introduzione di "per la moltitudine", 11 a favore del "per molti" chiesto da Roma.

Forse non è solo il "cielo di Lombardia" che deve tornare più terso, più azzurro, più cattolico.


venerdì 13 gennaio 2012

Visto che se ne (ri)parla, ecco delle informazioni sulla Chesterton Review edizione italiana



GKCItalianCOVER.jpg

La Chesterton Review è la rivista del G. K. Chesterton Institute for Faith & Culture presso la Seton Hall University negli Stati Uniti d'America.
E' stata fondata da padre Ian Boyd, C.S.B.                                                                                                                  La Chesterton Review, Edizione Italiana è diretta da Gloria Garafulich - Grabois e padre Antonio Spadaro, S. J. E' pubblicata dal G. K. Chesterton Institute for Faith & Culture presso la Seton Hall University degli Stati Uniti d'America in collaborazione con La Civiltà Cattolica e la Società Chestertoniana Italiana. L'edizione italiana è distribuita in Italia dalle Edizioni Lindau.
Per ordinarne una copia potete contattare:www.lindau.it o visitare http://www.lindau.it/schedaLibro.asp?idLibro=1293   Per informazioni editoriali contattare: chestertoninstitute@shu.edu

Per i nostri soci la Review è disponibile richiedendola al nostro indirizzo di posta elettronica.

giovedì 12 gennaio 2012

Ancora disastri in Nigeria per i cristiani

http://www.labussolaquotidiana.it/mobile/articoli-boko-haram-torna-ancora-allattacco-4145.htm

Prossimamente Stevenson e Il pozzo e le pozzanghere

Un uccellino ci ha detto che Rubbettino sta per pubblicare R. L. Stevenson di G K Chesterton (uno degli autori che per espressa dichiarazione di GKC gli salvarono la vita) e che Lindau non è lontana dal dare alle stampe Il pozzo e le pozzanghere, sempre del Nostro.

Bello!

mercoledì 11 gennaio 2012

La cosa più incredibile dei miracoli è che avvengono, diceva un signore alto e piuttosto in carne un centinaio d'anni fa...

... ma pare che la frase sia ancora attuale.

«Prete paralizzato cammina nuovamente dopo "miracolo"»

Leggete qui (in inglese...), dal Catholic Herald.

Rassegna stampa

GALILEO NON SUBI' NESSUNA TORTURA: EPPURE NE SONO CONVINTI IL 97% DEGLI STUDENTI DI SCIENZE!!!
Vi presentiamo il video con il servizio televisivo del Tg2 che svela le menzogne insegnate nei libri scolastici
Autore: Fabio Sansonna - Fonte: Journal of Medicine and the Person
LEGGI >>> http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2108 

IL BRUTTO AFFARE DELL'ABOLIZIONE DEL PRESEPE A RIETI: ECCO I RETROSCENA TRA DIETROFRONT E MEZZE VERITA'
La Curia dichiara ''Non è vero che è stato eliminato il presepe'', ma mentono (tentando di fare i furbetti)
Autore: Riccardo Cascioli - Fonte: La Bussola Quotidiana
LEGGI >>> http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2109 

RICK SANTORUM: IL CANDIDATO CATTOLICO DEL PARTITO REPUBBLICANO CHE PARLA DELLA VERITA' ANCHE QUANDO E' IMPOPOLARE
Autore della legge che mise al bando l'aborto a nascita parziale, contrario al matrimonio gay, padre di 7 bambini, ha sorpreso tutti ed ha concrete possibilità di essere lo sfidante di Obama
Autore: Benedetta Frigerio - Fonte: Tempi
LEGGI >>> http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2117 

DICIASSETTENNE, MALATA DI TUMORE, RIFIUTA LE CURE PER PORTARE A TERMINE LA GRAVIDANZA
Se aspetti un figlio, è normale che vuoi dargli tutta te stessa, vita compresa e infatti, come santa Gianna Beretta Molla, Jenni ha detto: ''Ho fatto quello che dovevo fare''
Autore: Mario Palmaro - Fonte: La Bussola Quotidiana
LEGGI >>> http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2112 

PREMIO 2011 A DUE VESCOVI CINESI: DI LORO NESSUNO PARLA E IL GOVERNO CINESE (MENTENDO) DICE CHE NON SA DOVE SIANO
Ultraottantenni con 40 e 51 anni passati in carcere: si teme che vengano uccisi sotto tortura, come è avvenuto per altri vescovi
Autore: Bernardo Cervellera - Fonte: AsiaNews
LEGGI >>> http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2110 

I DOVERI DEL PROPRIO STATO VENGONO PRIMA DI TUTTE LE SODDISFAZIONI (EGOISTICHE) TRAVESTITE DA ALTRUISMO O SPIRITUALITA'
Ad esempio una madre non può aprire la sua casa ai barboni, un padre non può trascorrere tutte le sue sere tra ritiri, incontri ed eventi religiosi che gratificano, risultando una sorta di lussuria spirituale
Autore: Costanza Miriano - Fonte: www.costanzamiriano.wordpress.com
LEGGI >>> http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2111 

8.SQUADRE DI ISPETTORI A CORTINA D'AMPEZZO: MA I PARADISI FISCALI NON CI SAREBBERO SE NON CI FOSSERO GLI INFERNI FISCALI (COME L'ITALIA)
Ecco perché bisognerebbe fare l'esatto contrario di quello che sta facendo il governo Monti-Napolitano
Autore: Robi Ronza - Fonte: La Bussola Quotidiana
LEGGI >>> http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2113 

IL GOVERNO UNGHERESE (ELETTO A GRANDE MAGGIORANZA) TOGLIE AUTONOMIA ALLA BANCA CENTRALE SFIDANDO BCE E FMI
Disturba ai poteri forti europei che nella Costituzione si faccia riferimento a Dio e alle radici cristiane e che l'embrione venga considerato un essere umano sin dall'inizio... (e a noi in Italia ci tocca Napolitano presidente)
Autore: Antonio Socci - Fonte: Libero
LEGGI >>> http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2114 

ABOLIZIONE DELL'8 PER MILLE ALLA CHIESA? SIA MO D'ACCORDO... A PATTO PERO' CHE SI RENDA ALLA CHIESA CIO' CHE LE E' STATO RUBATO DALLO STATO IN 150 ANNI!
L'8 per mille non è un generoso regalo, ma l'indennizzo dello Stato per ciò che ha rubato con l'Unità d'Italia (ecco inoltre perché non ha senso darlo alle religioni diverse dalla cattolica)
Autore: Gianfranco Amato - Fonte: Corrispondenza Romana
LEGGI >>> http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2115 

Ancora sul lancio della Chesterton Review in versione italiana nelle librerie. Stavolta se ne occupa Il Sole 24 Ore

http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2012-01-10/chesterton-review-sbarca-italia-180740.shtml?uuid=Aa6hrZcE

martedì 10 gennaio 2012

Un aforisma al giorno

«I saggi hanno cento mappe che disegnano universi fitti come alberi, scuotono la ragione con mille setacci che accantonano la sabbia e lasciano filtrare l’oro; per me tutto ciò vale meno della polvere perché il mio nome è Lazzaro e sono vivo».


Gilbert Keith Chesterton nel giorno della sua conversione

Un aforisma al giorno

«Un editore moderno non deve essere dotato di un orecchio proteso accompagnato a una lingua sincera. Può benissimo essere sordo e muto, e ciò viene definito “dignità”. Oppure può essere sordo e petulante, e ciò viene definito “giornalismo tagliente”. In nessuno dei due casi si attua una controversia, perché tutto l’impegno dei militanti dei partiti moderni è quello di andare alla carica quando non sono a portata d’orecchio».

Gilbert Keith Chesterton, Cosa c'è di sbagliato nel mondo