mercoledì 25 marzo 2026

Un aforisma al giorno - Dolore e pessimismo sono opposti.

Il dolore e il pessimismo sono in effetti, in un certo senso, opposti, poiché il dolore si fonda sul valore di qualcosa, mentre il pessimismo sul valore di nulla.

Gilbert Keith Chesterton, Charles Dickens. A Critical Study.




martedì 24 marzo 2026

Un aforisma al giorno - La frase (tutta intera) dell'uomo che rende grandi gli altri uomini (inedita in italiano, con la fonte).



Una delle conseguenze concrete e certe dell’idea che tutti gli uomini siano uguali è quella di produrre immediatamente uomini davvero grandi. Direi uomini superiori, se non fosse che l’eroe si considera grande, ma non superiore. Questo ci è stato nascosto negli ultimi tempi da un folle culto di uomini sinistri ed eccezionali, uomini privi di spirito di compagnia o di qualsiasi virtù contagiosa. Questo tipo di Cesare esiste davvero. C'è un grande uomo che fa sentire piccolo ogni uomo. Ma il vero grande uomo è colui che fa sentire grande ogni uomo. Lo spirito dell'inizio del secolo ha prodotto grandi uomini, perché credeva che gli uomini fossero grandi. Ha reso forti gli uomini incoraggiando quelli deboli.

Gilbert Keith Chesterton, Charles Dickens. A Critical Study.

Ecco la fonte! Copia
appartenuta a padre Stanley
Jaki, osb, chestertoniano,
oggi di proprietà della 
Società Chestertoniana Italiana


lunedì 23 marzo 2026

Un aforisma al giorno - Un affronto o un insulto hanno molte più probabilità di sistemare le cose...



L'anarchia è solo tatto quando funziona male. Il tatto è solo anarchia quando funziona bene. E dovremmo renderci conto che in una metà del mondo — la casa privata — funziona davvero bene. Noi uomini moderni dimentichiamo continuamente che la necessità di regole chiare e punizioni severe non è affatto scontata, che c'è molto da dire a favore della benevola illegalità dell'autocrate, specialmente su piccola scala; in breve, che il governo è solo un aspetto della vita. L'altra metà si chiama Società, nella quale le donne sono, bisogna ammetterlo, dominanti. E sono sempre state pronte a sostenere che il loro regno è governato meglio del nostro, perché (in senso logico e giuridico) non è governato affatto. «Ogni volta che si presenta una vera difficoltà», dicono, «quando un ragazzo è presuntuoso o una zia è avara, quando una ragazza sciocca vuole sposare qualcuno, o un uomo malvagio non vuole sposarne una, tutto il vostro ingombrante Diritto Romano e la Costituzione Britannica si bloccano. Un affronto da parte di una duchessa o un insulto da parte di una pescivendola hanno molte più probabilità di sistemare le cose». Così, almeno, risuonava l’antica sfida femminile nel corso dei secoli fino alla recente capitolazione femminile. Così sventolava lo stendardo rosso dell’anarchia superiore fino a quando la signorina Pankhurst non ha issato la bandiera bianca.

Gilbert Keith Chesterton, Cosa c’è di sbagliato nel mondo.


Emmeline Pankhurst,
leader delle suffragette

 

domenica 22 marzo 2026

Aneddoti (stavolta su Belloc) - "Se mi respingerete a causa della mia religione..."

Belloc com'era più o meno
all'epoca del fatto.


Signori, sono cattolico. Per quanto possibile, vado a messa ogni giorno. Questo è un rosario. Per quanto possibile, mi inginocchio e recito il rosario ogni giorno. Se mi respingete a causa della mia religione, ringrazierò Dio per avermi risparmiato l’umiliazione di essere il vostro rappresentante.

Hilaire Belloc durante un famoso comizio per il seggio di Salford South presso la Camera dei Comuni alle elezioni generali del 1906.


(Seguì un silenzio assordante rotto da uno scroscio di applausi. Belloc poi vinse il seggio).


Testo in lingua originale: “Gentlemen, I am a Catholic. As far as possible, I go to Mass every day. This is a rosary. As far as possible, I kneel down and tell these beads every day. If you reject me on account of my religion, I shall thank God that He has spared me the indignity of being your representative”.


sabato 21 marzo 2026

Un aforisma al giorno - La segretezza dell’infanzia.

Ma di tutti gli strani modi in cui l'essere umano prova che non è un essere razionale, qualsiasi altra cosa egli sia, nessun caso è così misterioso ed inspiegabile come la segretezza dell'infanzia.

Gilbert Keith Chesterton, Charles Dickens. A Critical Study.




Aneddoti su Chesterton - "Mi sembra di aver perso le altre...".

Chesterton da studente entrò in un caffè in Fleet Street, la popolare via delle sedi dei giornali di una volta a Londra, accompagnato da un amico. Chiese due uova in camicia. Ecco cosa successe nel racconto di una sua amica dell'epoca:

Gliele portarono a tempo debito e lui, apparentemente senza accorgersi del loro arrivo, continuò a parlare e a discutere; alzando la mano per sottolineare un concetto, la abbatté con grande forza sul bordo del piatto, rovesciandosi le uova proprio in grembo. Continuò imperterrito a parlare e, quando la cameriera gli si avvicinò, egli si limitò a dire: «Mi porterebbe per favore altre due uova in camicia? Mi sembra di aver perso le altre».

Mildred Wain, moglie del compagno di scuola Waldo D’Avigdor, in Maisie Ward, Return to Chesterton.




venerdì 20 marzo 2026

Un aforisma al giorno - Il dogma e l'educazione.

È curioso che si parli di separare il dogma dall'educazione. Il dogma è in realtà l'unica cosa che non può essere separata dall'educazione. È l'educazione stessa. Un insegnante che non è dogmatico è semplicemente un insegnante che non insegna.

Gilbert Keith Chesterton, Cosa c'è di sbagliato nel mondo.



giovedì 19 marzo 2026

Un aforisma al giorno - Oggi due forze rendono l'uomo comune un senzatetto.



Sussurrerò all’orecchio del lettore un terribile sospetto che a volte mi ha tormentato: il sospetto che Hudge e Gudge siano segretamente complici. Che il litigio che inscenano in pubblico sia in gran parte una messinscena, e che il modo in cui si assecondano a vicenda non sia una coincidenza perpetua. Gudge, il plutocrate, vuole un industrialismo anarchico; Hudge, l’idealista, gli fornisce elogi lirici dell’anarchia. Gudge vuole lavoratrici perché costano meno; Hudge definisce il lavoro delle donne «libertà di vivere la propria vita». Gudge vuole operai affidabili e obbedienti, Hudge predica l’astinenza dall’alcol — agli operai, non a Gudge. Gudge vuole una popolazione docile e timida che non prenderà mai le armi contro la tirannia; Hudge dimostra, citando Tolstoj, che nessuno deve prendere le armi contro nulla. Gudge è naturalmente un gentiluomo sano e ben pulito; Hudge predica con fervore la perfezione della pulizia di Gudge a persone che non possono praticarla. Soprattutto, Gudge governa con un sistema rozzo e crudele di licenziamenti, sfruttamento e fatica bisessuale che è totalmente incompatibile con la famiglia libera e che è destinato a distruggerla; pertanto Hudge, tendendo le braccia verso l’universo con un sorriso profetico, ci dice che la famiglia è qualcosa che presto supereremo gloriosamente.

Non so se la collaborazione tra Hudge e Gudge sia consapevole o inconsapevole. So solo che, tra loro due, continuano a rendere l'uomo comune senza tetto.

Gilbert Keith Chesterton, Cosa c'è di sbagliato nel mondo.



mercoledì 18 marzo 2026

Una vecchia ma interessante recensione di Una gioia antica e nuova uscita su Il Manifesto nel 2011, a cura di Ivan Tassi.



Quando si apre uno dei romanzi che Charles Dickens scrisse tra il 1836 e il 1870, lungo l'arco di una straordinaria carriera, si è costretti a far fronte a un paradosso miracoloso. Dickens, insegnava Nabokov in una delle sue Lezioni di letteratura, resta un magnifico «incantatore»: se si tenta di analizzare il suo metodo narrativo, non si può fare a meno di rilevare un catalogo di «difetti» nelle sue storie, a volte prevedibili o viziate dal sentimentalismo; ma se lo si legge «con la spina dorsale» - sede, per Nabokov, del «piacere artistico» - non resta che «arrendersi» di fronte alle magie illusionistiche della narrazione. La lettura, in ogni caso, «tiene», ci trascina e finisce per lasciare il critico in imbarazzo, a interrogarsi sull'adeguatezza del suo percorso e dell'attrezzatura utilizzata durante l'indagine.
Ma dunque, se non è in grado di spiegare il mistero della scrittura attraverso gli strumenti della ragione, a cosa serve la critica letteraria? Quali sono i suoi limiti e le sue legittime aspirazioni? Se non vogliamo chiudere gli occhi di fronte al problema, possiamo affidarci a Gilbert Keith Chesterton e abbandonarci alle pagine di Una gioia antica e nuova. Scritti su Charles Dickens e la letteratura (a cura di Edoardo Rialti, Marietti). 
Il libro, tradotto oggi per la prima volta in italiano, raccoglie le prefazioni ai romanzi di Dickens che Chesterton allestì per la collana Everyman nel 1911, lo stesso anno in cui diede alla luce L'innocenza di Padre Brown, il primo di una fortunata serie di gialli. La coincidenza cronologica, non casuale, è sintomo di un'ammirazione che rischiò di sconfinare nell'osses
sività e che solo la meravigliosa intelligenza critica di Chesterton riuscì ad addomesticare.

Il resto qui sotto:



lunedì 16 marzo 2026

Un aforisma al giorno - Difficile anche che sia una cugina di primo grado...



C'era molto più senso nelle parole degli anziani che sostenevano che marito e moglie dovessero professare la stessa religione che in tutte le chiacchiere
contemporanee su anime gemelle, spiriti affini e aure dello stesso colore. In realtà, più i due sessi sono in netto contrasto, meno probabile è che entrino in violenta collisione. Più i loro caratteri sono incompatibili, meglio è. Ovviamente l'anima di una moglie non può essere un'anima gemella. È molto raro che sia anche solo una cugina di primo grado. Ci sono pochissimi matrimoni in cui i gusti e il temperamento sono identici; in genere sono infelici. Ma avere la stessa teoria fondamentale, considerare la stessa cosa una virtù, sia che la si pratichi o la si trascuri, considerare la stessa cosa un peccato, sia che la si punisca, la si perdoni o la si derida, e in ultima analisi definire la stessa cosa dovere e la stessa cosa disonore — questo è davvero necessario per un matrimonio abbastanza felice; ed è rappresentato molto meglio da una religione comune che da affinità e aure.

Gilbert Keith Chesterton, A Miscellany of Men.


domenica 15 marzo 2026

Un aforisma al giorno - Potere del mettere in discussione.



Le cose che appaiono più semplici finché non vengono messe in discussione diventano inevitabilmente le più complesse non appena vengono messe in discussione.

Gilbert Keith Chesterton, A Miscellany of Men.



sabato 14 marzo 2026

Un aforisma al giorno - Gridare prima di farsi male.



La cosa più saggia del mondo è gridare prima di farsi male. Non serve a nulla gridare dopo essersi fatti male; soprattutto dopo aver subito una lesione mortale. Si parla dell'impazienza del popolo; ma gli storici competenti sanno che la maggior parte delle tirannie sono state possibili perché gli uomini si sono mossi troppo tardi. Spesso è essenziale resistere a una tirannia prima che essa esista. Non è una risposta dire, con un ottimismo distaccato, che il progetto è solo nell'aria. Un colpo di ascia può essere parato solo mentre è in aria.

Gilbert Keith Chesterton, Eugenetica e altri malanni.



venerdì 13 marzo 2026

Un aforisma al giorno - I bambini devono sottostare a un sistema che è più giovane di loro.



Il guaio in troppe delle nostre scuole moderne è che lo Stato, essendo controllato in modo così particolare da pochi, permette che idee stravaganti e sperimentazioni entrino direttamente nelle aule scolastiche senza essere mai passate dal Parlamento, dal pub, dalla casa privata, dalla chiesa o dal mercato. Ovviamente, dovrebbero essere le cose più antiche ad essere insegnate ai più giovani; le verità certe e consolidate dovrebbero essere trasmesse per prime ai bambini. Ma oggi, a scuola, i bambini devono sottostare a un sistema che è più giovane di loro. Un bambino di quattro anni ha in realtà più esperienza e ha affrontato il mondo più a lungo del dogma a cui è costretto a sottostare. Molte scuole si vantano di avere le ultime idee in materia di istruzione, quando non hanno nemmeno la prima idea; perché la prima idea è che anche l'innocenza, per quanto divina, può imparare qualcosa dall'esperienza. Ma questo, come ho detto, è dovuto al semplice fatto che siamo governati da una piccola oligarchia.

Gilbert Keith Chesterton, Cosa c'è di sbagliato nel mondo.



giovedì 12 marzo 2026

Un aforisma al giorno - L’unica persona ragionevole è il contadino…


È quasi eccessivamente comico che un elemento essenziale per la vita come l'acqua ci venga pompato da chissà dove, da chissà chi, a volte da quasi cento miglia di distanza. È divertente quanto se l'aria ci venisse pompata da miglia di distanza e noi andassimo tutti in giro come subacquei sul fondo del mare. L'unica persona ragionevole è il contadino che possiede il proprio pozzo. Ma abbiamo ancora molta strada da fare prima di cominciare a pensare di essere ragionevoli.

Gilbert Keith Chesterton, Il profilo della ragionevolezza.

mercoledì 11 marzo 2026

Un aforisma al giorno - Portiamo l’immagine del Re…

Per la religione tutti gli uomini sono uguali come tutti i penny sono uguali, perché l'unico valore che hanno è quello di recare l'immagine del Re. 

Gilbert Keith Chesterton, Charles Dickens.

martedì 10 marzo 2026

Un aforisma al giorno - Scherzare è indegno, ecco perché fa così bene all'anima.



Tutte le battute sono sciocche; è a questo che servono. Se chiedete a una persona sincera ed essenziale, una donna, per esempio, cosa ne pensa di una bella citazione di Dickens, vi risponderà che è «troppo sciocca». Quando il signor Weller senior assicurò al signor Weller junior che il termine «aggirato» era «una parola più tenera» di «circoscritto», l'osservazione era almeno tanto sciocca quanto sublime. È quindi vano obiettare alle «battute senza senso». La definizione stessa di battuta è che non deve avere senso, tranne quel senso selvaggio e soprannaturale che chiamiamo senso dell'umorismo. L'umorismo ha lo scopo, in senso letterale, di prendersi gioco dell'uomo, cioè di detronizzarlo dalla sua dignità ufficiale e di dargli la caccia come a una preda. Ha lo scopo di ricordare a noi esseri umani che abbiamo cose in noi goffe e ridicole come il naso dell'elefante o il collo della giraffa. Se la risata non tocca una sorta di follia fondamentale, non svolge il suo compito di riportarci a un'enorme e originale semplicità. Niente è stato peggio della moderna nozione secondo cui un uomo intelligente può fare una battuta senza prenderne parte, senza condividere l'assurdità generale che una tale situazione crea. È una presunzione imperdonabile non ridere delle proprie battute. Scherzare è indegno, ecco perché fa così bene all'anima. Non illuderti di poter essere spiritoso e distaccato ed evitare di essere un buffone; non puoi. Se sei il giullare di corte devi essere il pazzo di corte.

Gilbert Keith Chesterton, Alarms and Discursions.



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lunedì 9 marzo 2026

Un aforisma al giorno - Meglio profetizzare dopo...





Sono d'accordo con il realista irlandese che ha detto di preferire fare previsioni dopo che gli eventi si sono verificati.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 7 ottobre 1916.

domenica 8 marzo 2026

Un aforisma al giorno - Questa citazione va ripresa e al posto di "giornali illustrati" va messo "social"...



Non guardate i volti sui giornali illustrati. Guardate i volti per strada.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 16 novembre 1907.



sabato 7 marzo 2026

Un aforisma al giorno - Sui paradossi. | Illustrated London News, 11 marzo 1911, in The Collected Works of G. K. Chesterton, Vol.XXIX.: The Illustrated London News 1911 – 1913. Traduzione di Marco Sermarini ©




La prima parte di questo articolo è stata pubblicata il 22 febbraio 2026:


Gli articoli che Chesterton scriveva per l'Illustrated London News, tra il 1905 e il 1936, non ebbero mai un titolo ma erano numeri successivi della rubrica Our Note Book (qui un approfondimento sulla rubrica) che Chesterton tenne sulla rivista fino alla sua morte.

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Ciò che vale per il confine surreale delle parole, come in Lear e Carroll, vale anche per il confine surreale dei pensieri, come in Oscar Wilde o Bernard Shaw. Anche in questo caso la difficoltà non sta nel trovare il nonsense, ma nel trovare un nonsense prezioso. Molti accusano Shaw e altri di limitarsi a dire tutto ciò che è contrario all'opinione corrente. Ma se questi critici hanno individuato un simile schema di successo, perché non ne approfittano semplicemente? Se hanno la chiave, che la usino. Se conoscono il trucco, che lo mettano in pratica. Se un uomo può raggiungere la fama e la prosperità semplicemente dicendo che il sole splende di notte e le stelle di giorno, che ogni uomo ha quattro gambe e ogni cavallo due, allora la strada verso il successo è sicuramente aperta, perché ci devono essere molte cose del genere da dire. Ma la verità è che, mentre tutti possiamo crogiolarci nei luoghi comuni (una cosa assolutamente salutare, come un bagno di fango), dobbiamo tutti prestare particolare attenzione nella scelta dei paradossi. In questo caso, per una volta, il gusto è davvero importante.

Esistono due tipi di paradossi. Non si tratta tanto di quelli buoni e cattivi, né di quelli veri e falsi. Si tratta piuttosto di quelli fecondi e di quelli sterili; i paradossi che generano vita e quelli che annunciano solo morte. Quasi tutti i paradossi moderni annunciano semplicemente morte. Vedo ovunque tra i giovani che hanno imitato Shaw una strana tendenza a proferire epigrammi che negano la possibilità di ulteriore vita e pensiero. Un paradosso può essere una cosa insolita, minacciosa, persino brutta, come un rinoceronte. Ma, come un rinoceronte vivo dovrebbe produrre altri rinoceronti, così un paradosso vivo dovrebbe produrre altri paradossi. Il nonsense dovrebbe essere suggestivo, ma al giorno d'oggi è abortivo. I nuovi epigrammi non sono nemmeno fantastici segnali indicatori su una strada sperduta: sono targhe, ciascuna incastonata in un muro di mattoni alla fine di un vicolo cieco. Per quanto riguarda il pensiero, gridano agli uomini: «Non pensate più», come la voce dice «Non dormire più» a Macbeth. Questi retori non parlano mai se non per chiudere la questione. Anche quando sono davvero spiritosi (come nel caso del signor Shaw), commettono comunemente l'unico crimine che non può essere perdonato tra uomini liberi. Dicono l'ultima parola.

Citerò alcuni casi che ho sotto mano. Sul mio tavolo vedo un libro di aforismi scritto da un giovane autore socialista, Holbrook Jackson; si intitola Platitudes in the Making (Banalità in divenire) e illustra in modo curioso la differenza tra il paradosso che stimola il pensiero e quello che lo impedisce. Naturalmente, l'autore ha letto troppo Nietzsche e Shaw e troppo poco pensatori meno brancolanti e più pensatori coinvolgenti. Ma dice molte cose davvero valide tutte sue, che illustrano perfettamente ciò che intendo qui riguardo al nonsense suggestivo e distruttivo.

Cosi in un passaggio dice: “Sopportate volentieri gli sciocchi: potrebbero avere ragione”. A me sembra un'ottima idea; ma qui intendo dire in particolare che mi sembra fruttuosa e libera. Si può fare qualcosa con questa idea; essa apre una strada. Si può andare alla ricerca, tra i propri conoscenti e parenti più affidabili, del fuoco di un’infallibilità nascosta. Si può fantasticare di vedere la stella dell'eterna giovinezza negli occhi un po' vuoti dello zio George; si può seguire vagamente qualche profondo ritmo della natura nelle infinite ripetizioni con cui la signorina Bootle racconta una storia; e nei grugniti e nei sussulti del maggiore della porta accanto si può sentire, per così dire, il grido di un dio strangolato. Non può mai restringere la nostra mente, né mai arrestare la nostra vita supporre che un particolare sciocco non sia così sciocco come sembra. Tutto ciò serve solo ad accrescere la carità, e la carità è l'immaginazione del cuore.

Giro la pagina e mi imbatto in quello che definisco il paradosso sterile. Sotto il titolo “Consigli”, il signor Jackson scrive: “Non pensare, agisci”. È esattamente come dire: “Non mangiare, digerisci”. Tutte le azioni che non sono meccaniche o accidentali implicano il pensiero; solo il mondo moderno sembra aver dimenticato che può esistere un pensiero decisivo e drammatico. Tutto ciò che proviene dalla volontà deve passare attraverso la mente, sebbene possa passare velocemente. L'unica cosa che un uomo forte può “fare” senza pensare è cadere su uno zerbino. Questo non fa nemmeno saltare la mente, la fa semplicemente fermare. Prendo un altro paio di casi alla rinfusa. “Lo scopo della vita è la vita”. Questo mi sembra vero in ultima analisi, sempre che l'autore sia abbastanza liberale da includere la vita eterna. Ma anche se è un nonsense, è un nonsense ben ponderato.

In un'altra pagina ho letto: “La verità è la propria concezione delle cose”. È un nonsense senza senso. Un uomo non avrebbe mai avuto alcuna concezione delle cose se non avesse pensato che fossero cose e che ci fosse una qualche verità in esse. Qui abbiamo un nonsense nero, come la magia nera, che blocca il cervello. “Una bugia è ciò in cui non credi”. Questa è una bugia; quindi forse il signor Jackson non ci crede.

Gilbert Keith Chesterton, The Illustrated London News, 11 marzo 1911.

martedì 3 marzo 2026

Un aforisma al giorno - Un verme e un dio.



Se vogliamo salvare gli oppressi, dobbiamo provare contemporaneamente due emozioni apparentemente antagoniste. Dobbiamo considerare l'uomo oppresso intensamente infelice e allo stesso tempo intensamente attraente e importante. Dobbiamo insistere con violenza sul suo degrado; dobbiamo insistere con la stessa violenza sulla sua dignità. Perché se allentiamo di un solo centimetro l'una delle due affermazioni, gli uomini diranno che non ha bisogno di essere salvato. E se allentiamo di un solo centimetro l'altra affermazione, gli uomini diranno che non vale la pena salvarlo. Gli ottimisti diranno che la riforma è inutile. I pessimisti diranno che la riforma è senza speranza. Dobbiamo applicare entrambe contemporaneamente allo stesso uomo oppresso; dobbiamo dire che è un verme e un dio; e dobbiamo quindi esporsi all'accusa (o al complimento) di trascendentalismo. Questo è, in effetti, l'argomento più forte a favore della concezione religiosa della vita.

Gilbert Keith Chesterton, Charles Dickens. A Critical Study.





lunedì 2 marzo 2026

Un aforisma al giorno - In democrazia è impossibile permettere un certo tipo di lassismo.



Se la massa dei cittadini deve governare, è assolutamente necessario che abbia principi di pensiero comuni molto forti. Quando lo Stato è governato da poche volontà (come quelle di un re o di nobili), la sua azione e la sua unità sono preservate dalla semplice impotenza delle altre parti. Ma se deve essere governato da un gran numero di volontà, queste devono avere uno standard che considerano ortodosso o, almeno, di senso comune. Questo è il motivo che sta dietro alla mezza verità di coloro che affermano che l'arte e la scienza (almeno quelle più audaci) prosperano meglio sotto un'aristocrazia. In una democrazia non è possibile permettere un certo tipo di lassismo. È possibile costruire un muro con grandi pietre sciolte, perché sono poche. Ma se si vuole costruire un muro con ciottoli, è necessario disporre di un cemento molto resistente.

Gilbert Keith Chesterton, The Illustrated London News, 13 gennaio 1912.



domenica 1 marzo 2026

Innocent continua a girare l'Italia! Stavolta tocca a Casalpusterlengo. Complimenti a questi giovani e bravi attori!

Cari amici della Società Chestertoniana,

volevo comunicarle che il nostro spettacolo "Innocent" è stato richiesto numerosissime volte, segno della potenza e soprattutto contemporaneità di questa storia e messaggio, e il giorno 6 marzo ci riesibiremo per la nona volta con questo spettacolo!

Impensabile ai tempi, visto che siamo partiti come 15 ragazzi con nessuna esperienza, voglia di comunicare qualcosa ai nostri amici e alla società più prossima a noi, con la fortuna di avere avuto "Uomovivo" tra le mani solo perché uno tra noi lo aveva suggerito. 

Ecco qui la locandina per lo spettacolo a Casalpusterlengo (LO)! 

È ancora una volta con profonda gratitudine che, a nome della compagnia Chescenaè, ringraziamo la vostra associazione per il patrocinio che ci avete dato per questo spettacolo, e che con orgoglio esponiamo ad ogni replica!

A presto!

Luigi
CheScenaÈ


Una bella immagine di una precedente
replica.



Un aforisma al giorno - Ampliamo i giardini della nostra casa.



Il vero sviluppo non consiste nel lasciarsi le cose alle spalle, come su una strada, ma nel trarne vita, come da una radice. Anche quando miglioriamo, non progrediamo mai. Il progresso, per restare nella metafora della strada, implica che un uomo si lasci la propria casa alle spalle: ma migliorare significa esaltare le torri o ampliare i giardini della propria casa.

Gilbert Keith Chesterton, L'età vittoriana in letteratura.



E guardate chi spunta dal discorso di Papa Leone XIV di ieri...? 😜

Ieri papa Leone XIV ha pronunciato un discorso alle comunità di quattro seminari spagnoli (Alcalà de Henares, Toledo, Cataluña e Cartagena) e dopo poche battute compare lui, il Nostro Eroe:

"(...) C’è una frase dell’autore Chesterton che può servire da chiave di lettura di tutto quello che vorrei condividere con voi: “Togliete il soprannaturale e non troverete il naturale, ma l’innaturale” (cfr. Heretics , VI). L’uomo non è fatto per vivere rinchiuso in sé stesso, ma in rapporto vivo con Dio. Quando questo rapporto si oscura o si indebolisce, la vita inizia a disordinarsi dal di dentro. L’innaturale non è solo ciò che è scandaloso, basta vivere prescindendo da Dio nel quotidiano, lasciandolo al margine dei criteri e delle decisioni con cui si affronta l’esistenza".

Il resto del discorso è qui sotto:


Grazie della segnalazione a Ciro Dell'Ova!