sabato 20 dicembre 2025

Si avvicina il Santo Natale e allora riproponiamo cose belle natalizie del Nostro Comune Amico... - The House of Christmas.



There fared a mother driven forth
Out of an inn to roam;
In the place where she was homeless
All men are at home.
The crazy stable close at hand,
With shaking timber and shifting sand,
Grew a stronger thing to abide and stand
Than the square stones of Rome.
For men are homesick in their homes,
And strangers under the sun,
And they lay on their heads in a foreign land
Whenever the day is done.
Here we have battle and blazing eyes,
And chance and honour and high surprise,
But our homes are under miraculous skies
Where the yule tale was begun.
A Child in a foul stable,
Where the beasts feed and foam;
Only where He was homeless
Are you and I at home;
We have hands that fashion and heads that know,
But our hearts we lost - how long ago!
In a place no chart nor ship can show
Under the sky's dome.
This world is wild as an old wives' tale,
And strange the plain things are,
The earth is enough and the air is enough
For our wonder and our war;
But our rest is as far as the fire-drake swings
And our peace is put in impossible things
Where clashed and thundered unthinkable wings
Round an incredible star.
To an open house in the evening
Home shall men come,
To an older place than Eden
And a taller town than Rome.
To the end of the way of the wandering star,
To the things that cannot be and that are,
To the place where God was homeless
And all men are at home.

(Nostra traduzione:

C'era una madre cacciata via
Da una locanda e costretta a vagare;
Nel luogo dove era senza tetto
Tutti gli uomini sono a casa.
La stalla fatiscente lì vicino,
Con travi traballanti e sabbia instabile,
Divenne qualcosa di più solido e resistente
Delle pietre squadrate di Roma.
Perché gli uomini hanno nostalgia di casa nelle loro case,
E sono stranieri sotto il sole,
E si coricano su un letto in terra straniera
Ogni volta che il giorno finisce.
Qui abbiamo battaglie e occhi fiammeggianti,
E fortuna e onore e grandi sorprese,
Ma le nostre case sono sotto cieli miracolosi
Dove è iniziata la storia del Natale.
Un bambino in una stalla sporca,
Dove le bestie mangiano e schiumano;
Solo dove Lui era senza casa
Tu ed io siamo a casa;
Abbiamo mani che modellano e teste che sanno,
Ma abbiamo perso i nostri cuori - quanto tempo fa!
In un luogo che nessuna mappa né nave può mostrare
Sotto la cupola del cielo.
Questo mondo è selvaggio come una favola di vecchie comari,
E strane sono le cose semplici,
La terra è abbastanza e l'aria è abbastanza
Per la nostra meraviglia e la nostra guerra;
Ma il nostro riposo è lontano quanto il drago di fuoco oscilla
E la nostra pace è riposta in cose impossibili
Dove si scontrano e tuonano ali impensabili
Intorno a una stella incredibile.
In una casa aperta la sera
Gli uomini torneranno a casa,
In un luogo più antico dell'Eden
E in una città più alta di Roma.
Alla fine del cammino della stella errante,
Alle cose che non possono essere e che sono,
Al luogo dove Dio era senza casa
E tutti gli uomini sono a casa
).


Gilbert Keith Chesterton, Poems, Burns and Oates, London 1915
(pubblicata per la prima volta in The Daily News, 25 dicembre 1906)





venerdì 19 dicembre 2025

Un aforisma al giorno - Sono una gradevole cornamusa.



Ciò che rende difficile all’uomo comune di essere universale è che l’uomo comune deve essere uno specializzato; non solo deve imparare un mestiere ben preciso, ma deve impararlo così bene da tenerselo stretto in una società parecchio spietata. (…) L’uomo non deve semplicemente fare qualcosa, ma deve farla meglio di tutti. (…) È abbastanza vero che ogni uomo deve avere un colpo di genio, perché ha solo un colpo in canna – e viene gettato nudo nella battaglia. In breve (come suggerisce il libro del Successo) egli deve dare ‘il suo meglio’, e quanta poca parte di lui è ‘il suo meglio’! Il suo ‘discreto’ è spesso molto meglio. Se è il primo violino, allora è costretto a suonare per sempre, dimenticandosi che è una gradevole e buona cornamusa, una bella e discreta stecca da biliardo, un fioretto, una penna a sfera, una partita a bridge, una pistola e un’immagine di Dio.

Gilbert Keith Chesterton, Cosa c’è di sbagliato nel mondo.





giovedì 18 dicembre 2025

È uscita la nuova puntata di Un Chesterton alla Settimana toglie la Ruggine Quotidiana! Episodio 3 - Il Natale Anticonformista!


Il Natale sta arrivando e cosa c'è di meglio che riascoltare in un podcast audio le parole di Chesterton sulla grande festa cristiana?

Ecco qui sotto il collegamento:

https://soundcloud.com/societa-chestertoniana-italiana/il-natale-anticonformista

Un aforisma al giorno - Aprire la mente, aprire la bocca.



Il mio amico diceva che apriva la sua mente come il sole apre le fronde di una palma, aprendo per il gusto di aprire, aprendo all'infinito, per sempre. Ma io dicevo che aprivo la mia mente come aprivo la bocca, per richiuderla su qualcosa di solido. Lo stavo facendo in quel momento, mentre ero al ristorante. E come ho giustamente sottolineato, sarebbe stato davvero ridicolo continuare ad aprire la bocca all'infinito, per sempre.

Gilbert Keith Chesterton, Tremendous Trifles.



mercoledì 17 dicembre 2025

Un aforisma al giorno - Ascetismo sotto controllo.

L'ascetismo, ovvero la guerra contro gli appetiti, è un appetito anch'esso. Non può mai essere eliminato dal numero delle strane ambizioni dell'uomo. Ma si può tenere sotto un ragionevole controllo; ed è tollerato in assai più ragionevole misura sotto l'autorità cattolica che in quella pagana o nell’anarchia puritana.

Gilbert Keith Chesterton, San Tommaso d'Aquino.



martedì 16 dicembre 2025

Un aforisma al giorno - Agli uomini piace il vino.

Ho una mia filosofia generale che non è necessario esporre qui, ma che si può sintetizzare dicendo che alla scimmie piacciono le noccioline, ma solo agli uomini piace il vino.

Gilbert Keith Chesterton, Quello che ho visto in America.



lunedì 15 dicembre 2025

Un aforisma al giorno - Vantarsi di vizi e virtù.



Non c'è nulla di male nel fatto che le persone si vantino sempre dei propri vizi; è quando iniziano a vantarsi delle proprie virtù che diventano insopportabili.

Gilbert Keith Chesterton, Tremendous Trifles.



Un aforisma al giorno - Impedire di abituarsi alle stelle.

Prima del tempo di Shakespeare, gli uomini erano cresciuti abituandosi a guardare il cielo attraverso l’astronomia tolemaica, dal tempo di Shakespeare in poi si sono abituati a guardarlo attraverso l’astronomia copernicana. Ma i poeti non si sono mai abituati alle stelle ed è loro compito impedire a chiunque altro di abituarsi. Qualunque uomo legga per la prima volta le parole «le candele della notte sono spente» trattiene il respiro e quasi maledice sé stesso per aver trascurato di guardare adeguatamente, o abbastanza frequentemente, le maestose e misteriose rivoluzioni della notte e del giorno. Le teorie ammuffiscono in fretta; ma la realtà resta fresca. Secondo l’antica concezione della sua funzione, il poeta aveva a che fare con la realtà delle cose; con le lacrime che sgorgano dalle cose, come nel grande lamento di Virgilio; con il diletto di osservare cose innumerevoli, come nelle spensierate poesie di Stevenson; con il ringraziare per l’esistenza delle cose, come nel francescano Cantico del sole o nel Benedicite omnia opera. Che dietro queste cose ci siano delle grandi verità è vero; quelli che sono talmente infelici da non credere in queste verità possono benissimo chiamarle teorie.

Gilbert Keith Chesterton, Chaucer.



domenica 14 dicembre 2025

Un aforisma al giorno - Pregiudizio.



Il pregiudizio è l'incapacità di concepire seriamente l'alternativa a una proposizione.

Gilbert Keith Chesterton, Lunacy and Letters.



sabato 13 dicembre 2025

Un aforisma al giorno - Quando gli sport vengono praticati molto bene...



È un buon segno per una nazione quando gli sport non vengono praticati molto bene, perché significa che molte persone li praticano. Quando vengono praticati molto bene, può significare che solo pochi esperti ed eccentrici li praticano, mentre il resto della nazione si limita a guardare. Supponiamo che ogni volta che sentiamo parlare di camminare in Inghilterra, ciò significhi sempre camminare quarantacinque miglia al giorno senza fatica. Dovremmo essere perfettamente certi che solo pochi uomini camminano e che tutti gli altri sudditi britannici vengono trasportati su sedie a rotelle. Ma se quando sentiamo parlare di camminare intendiamo camminare lentamente, camminare faticosamente e affaticarsi spesso, allora sappiamo che la maggior parte della nazione continua a camminare. Sappiamo che l'Inghilterra è ancora letteralmente in piedi. E se Waterloo è stata vinta sui campi da cricket di Eton, è perché probabilmente allora il cricket di Eton era molto più spensierato di quanto non lo sia ora. Finché il gioco era un gioco, tutti volevano partecipare. Quando diventa un'arte, tutti vogliono guardarlo.

Gilbert Keith Chesterton, All Things Considered.



venerdì 12 dicembre 2025

Un aforisma al giorno - L'anormalità dell'ateismo.



L'ateismo è qualcosa di anormale. Non è solo la negazione di un dogma. È il rovesciamento di un presupposto inconscio nell'anima; la sensazione che ci sia un senso e una direzione nel mondo che essa vede.

Gilbert Keith Chesterton, L'Uomo Eterno.



giovedì 11 dicembre 2025

Un aforisma al giorno - Mettere in discussione le cose.



Le cose che sono più semplici finché non vengono messe in discussione diventano inevitabilmente più sottili quando vengono messe in discussione: credo che fosse questo che intendeva Joubert quando disse: «Non è difficile credere in Dio se non lo si definisce».

Gilbert Keith Chesterton, A Miscellany of Men.


mercoledì 10 dicembre 2025

Chesterton secondo la Letteratura inglese di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

Il francobollo dedicato a Tomasi
di Lampedusa nel cinquantesimo
della sua morte.



Come saprete, Giuseppe Tomasi di Lampedusa (1896 - 1957) era un grande estimatore di Chesterton: ne abbiamo fatto cenno numerose volte su questo blog, abbiamo anche raccontato di come lo apostrofasse col nomignolo "Cestertonio", come fosse uno di famiglia, e questo sguardo sul Nostro Eroe ci piace.

Oggi vorrei introdurvi gradualmente a qualche brano significativo circa Chesterton e compagni che potete trovare sulla sua Letteratura inglese, una sorta di corso irregolare che produsse per Francesco Orlando e che riservò saltuariamente a pochissimi altri amici; Gioachino Lanza di Assaro, successivamente adottato da Tomasi di Lampedusa, che sarà poi curatore di quest'opera postuma dello scrittore siciliano, dirà di sé di essere stato lettore clandestino di queste lezioni scritte a mano in fogli quadrettati da computisteria composti nell'arco di un anno e pubblicate postume.

Tomasi di Lampedusa mostrò una passione notevole per la letteratura inglese, ma non solo (si dedicò infatti anche a lezioni di letteratura francese). Non mi dilungo su questo. Tutti i riferimenti e le ricostruzioni filologiche le troverete sul volume della collana I Meridiani della Mondadori dedicato al Lampedusa. Vi vorrei quindi, come detto, proporre qualcosa su Chesterton e quando ce ne sarà tempo anche su Belloc. Il suo punto di vista è interessante ed originale, familiare e a tratti polemico, non integralmente condivisibile, però è sincero e brillante; va precisato che in questo profilo, prima del passaggio che segue, trova spazio un giudizio complessivo sugli scrittori cattolici degli ultimi due secoli, e cercherò di proporvi anche questo, anche parte di esso lo avevamo già riesumato in questo blog. Qui Chesterton viene catalogato tra gli autori cattolici "duri" (a me piace molto questa distinzione tra scrittori "duri" e scrittori "mosci", è spassosissima e vera...), ma il passaggio nel collegamento qui sopra merita di essere citato più estesamente, anche nella sua parte più polemica.

È interessante che collochi Chesterton come capo di un manipolo esiguo di scrittori che continuava a propagandare le sue idee. È una tesi sostenuta anche da Herbert Palmer, e ne parlammo diversi anni fa qui sul blog. Mi piacerebbe solo avere dei riferimenti più ampi del pensiero del Tomasi a questo proposito, e mi propongo di reperirli in qualche modo.

Altro punto focale è il giudizio sulla poesia di Chesterton e la conoscenza delle opere poetiche cui si riferisce. Non è scontato profondersi in tali riferimenti quando in Italia pochi conoscevano le opere poetiche di Chesterton.

Ecco qui di seguito un brano del profilo di Chesterton, cui a Dio piacendo ne seguiranno altri.

Marco Sermarini

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Non vi parlerò del cardinale Newman, eccellente scrittore ma un po' lontano nel tempo, né di Hopkins che richiede un discorso separato e la cui enorme importanza è del resto esclusivamente letteraria. Vi parlerò soltanto di Chesterton e del gruppo esiguo ma valoroso che sotto di lui si raggruppò e che dopo di lui continua a propagandare le sue idee. 

Chesterton (1874-1936) fu poeta di vaglia nel suo genere non poetico, e romanziere e novellatore di eccelso valore; ma fu soprattutto, tanto come poeta che come romanziere e autore di saggi e articoli, polemista valorosissimo e instancabile. 

Al cattolicesimo formale egli giunse tardi: si convertì pienamente non molti anni prima della morte. Ma da sempre aveva polemizzato per ciò che gli stava a cuore e che (per lui) s'identificava col cattolicesimo: il rispetto della tradizione, la difesa dell'individualità umana minacciata dal socialismo, la difesa della carità cattolicamente intesa contro ogni forma d'ipocrita beneficenza e di statalizzazione della previdenza. Suoi avversari secondari furono i «proibizionisti» e i colonialisti. 

È bastata, evidentemente, l'elencazione dei suoi bersagli per farvi capire in chi s'incarnasse il suo nemico. In G. B. Shaw. E fu una grande epoca quella fra il 1910 e il 1930, durante la quale questi due super-campioni della polemica si battevano sulla pedana della stampa dinanzi al pubblico inglese, il quale con le sue abitudini sportive applaudiva imparziale ai bei colpi, da qualsiasi parte venissero.

Fedeli alle tradizioni i due avversari erano amicissimi e quando ciascuno di essi immaginava una bella «uscita» che non gli poteva servire pare la comunicasse all'altro perché l'avversario se ne servisse nei suoi articoli e non venisse perduta. Fair play.

Cominciamo dalle poesie. Esse sono tra le più divertenti che esistano. Composte su metri presi alle antiche ballate o presi in prestito da Kipling, esse snodano una serie dei più bei jokes che siano mai stati scritti in versi o in prosa. Sarebbe inutile elencare tutte le sue raccolte di versi. Le migliori sono The Ballad of the White Horse (1911) e Wine, Water and Song (1915) che fra l'altro contiene quelle poesie inserite nel romanzo The Flying Inn che sono fra le più spassose. In un genere più sostenuto The Ballad of St Barbara (1922) e soprattutto Lepanto raggiungono in qualche momento la vera poesia. 

I romanzi e le novelle di Chesterton sono moltissimi e molti sono inutili dal punto di vista artistico, se si astrae dal loro impeto polemico sempre notevolissimo. Fra i migliori io porrei Manalive, The Ball and the Cross, The Napoleon of Notting Hill. Fra i peggiori appunto quel Flying Inn che contiene invece le liriche più estrose dell'autore. Ma intendiamoci, buoni o cattivi tutti sono divertentissimi, pieni di brio e presentano caricature di persone immaginarie o reali disegnate con diabolica malizia.


martedì 9 dicembre 2025

Un aforisma al giorno - Mantenere vivo il senso di meraviglia.



Le arti esistono, come dovremmo dire alla nostra maniera primitiva, per mostrare la gloria di Dio; o, per tradurre la stessa cosa in termini psicologici, per risvegliare e mantenere vivo il senso di meraviglia nell'uomo. Il successo di qualsiasi opera d'arte si ottiene quando diciamo di qualsiasi soggetto, un albero, una nuvola o un personaggio umano: «L'ho visto mille volte e non l'ho mai visto prima». Ora, per questo scopo, una certa variazione di luogo è naturale e persino necessaria. Gli artisti cambiano quello che chiamano il loro attacco; perché in una certa misura è loro compito renderlo un attacco a sorpresa. Devono gettare una nuova luce sulle cose; e non c'è da stupirsi se a volte si tratta di un raggio ultravioletto invisibile o di un raggio nero che ricorda piuttosto la follia o la morte. Ma quando l'artista estende l'esperimento eccentrico dall'arte alla vita reale, è tutta un'altra cosa. È come uno scultore distratto che passa dal modellare il busto con lo scalpello al modellare la testa calva del distinto modello. E questi artisti anarchici soffrono un po' di distrazione.

Gilbert Keith Chesterton, The Thing (pubblicato in italiano come La Chiesa viva o La mia fede)


 


lunedì 8 dicembre 2025

Un Chesterton alla Settimana toglie la Ruggine Quotidiana - 2 - Innocent Smith, portavoce di Dio.

Ecco la seconda puntata della nuova serie dei podcast della Società Chestertoniana, redivivi!

Stavolta tocca a Innocent Smith, portavoce di Dio!

Ecco il collegamento di SoundCloud:

https://soundcloud.com/societa-chestertoniana-italiana/un-chesterton-alla-settimana-2-innocent-smith-portavoce-di-dio?ref=thirdParty&p=i&c=0&si=F61F6276787B4327AB4F2F6E8C006A44&utm_source=thirdParty&utm_medium=text&utm_campaign=social_sharing



Un aforisma al giorno - L'arte è riduzione.

L'essenza stessa dell'arte è che essa si contrae e si riduce in scala. Coloro che parlano della natura dell'artista che si gonfia e si espande, coloro che parlano dell'esplosione, della licenza e dello straripamento dell'arte sono persone che non hanno alcuna idea di cosa sia l'arte. Arte significa diminuzione. Se ciò che volete è la grandezza, l'universo così com'è è abbastanza grande per chiunque. L'arte esiste solo per creare un universo in miniatura, un modello funzionante dell'universo, un universo giocattolo con cui possiamo giocare come un bambino gioca con un teatrino giocattolo.

Gilbert Keith Chesterton, A Handful of Authors.


 


Un po' di sorprese chestertoniane per il Natale 2025 su Pump Street!

Ecco qui sotto alcune piccole sorprese che potete fare ai vostri amici chestertoniani e non.

Un bel poster che ritrae il nostro eroe e gli ideali che lo animarono, il Calendario 2026 con il suo profilo ed un bellissimo libretto per i bambini da colorare con a tema La Ballata del Cavallo Bianco.

Poi c'è anche dell'altro:

https://www.pumpstreet.it/category/natale-distributista

https://www.pumpstreet.it/category/la-bottega-di-chesterton?page=4

Potete trovarli su www.pumpstreet.it scrivendo a info@pumpstreet.it o telefonando al 329 608 1611.

Naturalmente Pump Street è anche una libreria e troverete tantissime offerte di libri di Chesterton e su Chesterton:

https://www.pumpstreet.it/category/la-libreria


Poster!

Calendario!

Libretto a fumetti da colorare
su La Ballata del Cavallo Bianco!


 

domenica 7 dicembre 2025

Un aforisma al giorno - Il determinista.



C'è ancora la convinzione che l'agnostico possa rimanere al sicuro in questo mondo, purché non desideri essere ciò che viene definito “ultraterreno”. Può accontentarsi del senso comune riguardo agli uomini e alle donne, purché non sia curioso dei misteri riguardanti angeli e arcangeli. Non è vero. Le domande dello scettico colpiscono direttamente il cuore della nostra vita umana; disturbano questo mondo, a prescindere dall'altro mondo; ed è proprio il senso comune che disturbano maggiormente. Non potrebbe esserci esempio migliore di questa strana apparizione, nella mia giovinezza, del determinista come demagogo; che gridava a una folla di milioni di persone che nessun uomo doveva essere biasimato per nulla di ciò che faceva, perché era tutta colpa dell'ereditarietà e dell'ambiente. Logicamente, questo impedirebbe a un uomo di dire “grazie” a qualcuno per avergli passato la senape. Come potrebbe essere lodato per avergli passato la senape, se non può essere biasimato per non avergliela passata?

Gilbert Keith Chesterton, Autobiografia.



sabato 6 dicembre 2025

Grande ritorno di Aforismi in lingua originale - The supreme adventure is being born (L'avventura suprema è nascere).



An adventure is, by its nature, a thing that comes to us. It is a thing that chooses us, not a thing that we choose. Falling in love has been often regarded as the supreme adventure, the supreme romantic accident. In so much as there is in it something outside ourselves, something of a sort of merry fatalism, this is very true. Love does take us and transfigure and torture us. It does break our hearts with an unbearable beauty, like the unbearable beauty of music. But in so far as we have certainly something to do with the matter; in so far as we are in some sense prepared to fall in love and in some sense jump into it; in so far as we do to some extent choose and to some extent even judge—in all this falling in love is not truly romantic, is not truly adventurous at all. In this degree the supreme adventure is not falling in love. The supreme adventure is being born. There we do walk suddenly into a splendid and startling trap. There we do see something of which we have not dreamed before. Our father and mother do lie in wait for us and leap out on us, like brigands from a bush. Our uncle is a surprise. Our aunt is, in the beautiful common expression, a bolt from the blue. When we step into the family, by the act of being born, we do step into a world which is incalculable, into a world which has its own strange laws, into a world which could do without us, into a world that we have not made. In other words, when we step into the family we step into a fairy-tale.

Gilbert Keith Chesterton, Heretics.

Una copia della prima edizione
di Heretics.